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STORIA DELL’INFORMAZIONE METAL - # 1 - Le fanzine, riviste cartacee amatoriali
31/01/2011 (6060 letture)
PREMESSA
Immagino che per chi non ha vissuto direttamente quella realtà sia difficile da immaginare, ma c'è stato un tempo in cui reperire informazioni sul mondo del metal non comportava semplicemente lo sforzo di pigiare sul tasto che accende il Pc, attendere i secondi necessari affinchè il programma si avvii, connettersi alla rete e poi trovarsi davanti ad una mole di informazioni ed immagini talmente elevata da essere ingestibile da qualunque cervello umano. No, un tempo tutto sommato non troppo lontano -quantificabile in pochi lustri- avere un'informazione metal era un'esperienza a metà tra l'indagine della Procura ed il misticismo, soggetta a smentite, false piste (le più comuni) tutte da verificare in mesi di indagini, e una volta confermate in grado di procurare visioni estatiche di Steve Harris con l'aureola che bussava alla tua porta dopo essere atterrato sul terrazzino cavalcando il suo Fender volante per consegnarti il Pulitzer per il metal.
A quel tempo vi erano due tipi di fonti informative: la prima era quella del passa parola, molto diffusa, ma sostanzialmente conseguenziale alla seconda, ossia la lettura di due tipi di pubblicazioni cartacee suddivise in realtà ufficiali e realtà non ufficiali, ma è inizialmente delle seconde che voglio parlarvi, con due avvertenze. La prima riguarda il fatto che questo articolo non mira affatto a costituire un data base di nomi che peraltro sarebbe necessariamente incompleto dato che molte realtà sono esistite solo a livello locale, ma vuole più che altro cercare di comunicarvi il feeling di quei tempi ed il brivido che procurarsi certe letture da leggere da soli nella propria camera, odoranti di toner e libertà comportava, e non parlo di "Le Ore" . La seconda per significarvi che in ambedue i casi sarò costretto ad alcune autocitazioni inevitabili, non già per insana voglia di autoincensarmi, ma perchè di ambedue le realtà lo scrivente -pur giovanissimo all'epoca- è stato parte attiva, e può quindi parlarvi con cognizione di causa descrivendo alcuni meccanismi che molto probabilmente sono stati vissuti da molti di quelli che hanno partecipato a quei gloriosi ed ingenui eventi.

LE FANZINE: FOTOCOPIE E PASSIONE
Come accadde in ogni parte del pianeta in cui il metal era arrivato -ma in generale come accadde in relazione alla diffusione di notizie relative ad ogni genere di musica alternativa- furono i fans ad organizzarsi in proprio. Gli anni 60 e 70 avevano lasciato una importante eredità culturale nel campo dell'autogestione e le pubblicazioni indipendenti fiorivano in ogni campo, ma in quello musicale la mancanza assoluta di mezzi economici produsse il fiorire di una serie di fanzines prodotte concettualmente in una maniera che definire ingenua è riduttivo, per poi evolvere in forme più sofisticate. Dapprima in campo punk, un settore la cui filosofia DIY si prestava magnificamente alla bisogna ed utilizzando l'arcaico ciclostile, mezzo di stampa con base stencil largamente diffuso in politica ed in musica poi sostituito dalle fotocopie. Il settore fanzine punk meriterebbe un articolo a parte, ma dato che questo non è l'oggetto del presente scritto mi limiterò a ricordare TVOR, Teste Vuote Ossa Rotte, la più importante realizzazione degli anni 80, che con soli cinque numeri usciti rivoluzionò il modo di intendere le cose.
Tornando alle fanzines metal, le redazioni di queste realtà erano composte in maniera analoga al modo in cui può essere stata composta anche la redazione di Metallized, ossia mediante l'iniziativa di un gruppo di appassionati che poi via via coagula attorno a sè altri volenterosi disposti a sprecare tempo ed energie in maniera totalmente gratuita in nome della pura passione. In molti casi -percentualmente molto più di ora- la qualità di scrittura e di impaginazione era assolutamente insufficiente, dato che gli interessati non sempre avevano una minimale esperienza editoriale alle spalle, ed i risultati dei loro sforzi erano spesso, come dire...perfettibili, ma ragazzi, quanta pura passione trasudava da quelle pagine, quale romantica dedizione richiedeva la produzione di quei fogli talvolta semi illeggibili a causa della scarsa qualità della fotocopiatura.
Il mio primo contatto con questo mondo avvenne tramite le pagine di una rivista veramente storica che rispondeva al nome di Rockerilla che si trovava regolarmente in edicola, contenente, oltre ad una lunga serie di servizi sulla musica alternativa in generale (dai Tuxedomoon ai Sonic Youth, dagli Einsturzende Nuebauten ai Virgin Prunes tanto per fare degli esempi) anche un inserto centrale dedicato al metal che costituiva l'unica fonte informativa per i kids del tempo, e che non si faceva scrupolo ogni tanto di menzionare alcune fanzines che cominciai ad acquistare.

Ma come era fatta una fanzine? Inizialmente si trattava semplicemente di recensioni scritte da chi aveva acquistato o registrato su nastro un certo disco e riportava poi le sue impressioni su carta -quasi sempre con uno stile che di giornalistico aveva ben poco- battendo il tutto a macchina, inviando o più spesso consegnando brevi manu il frutto del proprio lavoro ad un volenteroso responsabile, il quale aggiungeva qualche foto "reperita" dalle riviste estere (per lo più su Kerrang, Enfer ed un paio di altre) senza curarsi affatto di amenità come i diritti sulle immagini, aggiungeva una copertina col logo della fanzine quasi sempre disegnato alla buona da loro stessi o da una amico più "artista", e poi, dopo aver spillato il tutto con una cucitrice, fotocopiava nella più economica copisteria disponibile, in parte ad uso pubblicitario per diffondere la notizia dell'esistenza della fanzine stessa con il passa parola, ed in parte maggiore "on demand", definizione che ovviamente all'epoca non era in uso e lavorando quasi sempre in perdita economica, e capitava spesso che una volta prese in mano quelle pagine lasciassero anche l'inchiostro sulle dita.
Per comunicarvi compiutamente il mood di una webzine credo sia necessario intanto fare qualche nome in ordine sparso frugando nei meandri della mia memoria, e me ne vengono in mente di gloriosi come Metal Thunder, Fireball, Italian Metal Legions, Metallo, Metal Chaos, Master of Disaster, Sentinel, The Warning -questa una all female fanzine-Steel Realm, Metalmania, Alta Tensione, Head Banger in ordine sparso, ma ripeto: mille altre potrebbero essere citate ed altrettante spero siate proprio voi a ricordare. La mia preferita in assoluto fino a quando non entrai direttamente nel settore era la Romana Metal Militia, quella che a mio avviso conciliava maggiormente -nel suo piccolo formato- l'intransigenza metallica assoluta tipica del periodo con una buona dose di ironia romanesca che la rendeva più leggibile ai miei occhi.
Intanto il logo completo della webzine era composto dalla scritta che vedete nella foto che le si riferisce, seguita più in basso dalla fiera precisazione in romanesco: "Noi nun damo sole", e fu solo quando conobbi un romano in vacanza in Sicilia che appresi che quella frase indicava il fatto che quei ragazzi non tiravano fregature (a quel tempo non era raro inviare i soldi per una fanzine e non ricevere nulla per i più vari motivi) mentre io mi ero scervellato per mesi per capire cosa significasse. In particolare ne ricordo un numero contenente un servizio sui Judas Priest con due foto di Rob Halford reperite chissà dove ed a malapena distinguibili dopo la fotocopiatura. Nella prima si vedeva il buon Rob in "assetto da combattimento" con la didascalia che recitava: "Rob Halford in denim and leather, difensore della fede", nella seconda si vedeva lo stesso Rob immerso in una tinozza con la didascalia che diceva: "Rob Halford in acqua e sapone, difensore dell'igiene". Ora può sembrare una fesseria, ma all'epoca la cosa mi faceva sbellicare dalle risate, e l'approccio assolutamente non ufficiale e non paludato di queste pubblicazioni era un vero valore aggiunto alla lettura di contenuti che comunque fornivano una mole di informazioni di grande utilità per gli appassionati ed assolutamente indipendenti da ogni condizionamento esterno, dato che la diffusione limitatissima le rendeva assolutamente inappetibili da parte dei potenziali interessati.
Fu proprio leggendo un numero di Rockerilla -che conobbi dopo aver visto ed acquistato in edicola una irresistibile copertina del n. 4, se non erro, con i GBH in bella evidenza- che trovai l'indirizzo di una fanzine torinese chiamata Metal Fortress, e ne ordinai una copia. La cosa dovette sembrare piuttosto singolare ai ragazzi Sabaudi, così mi chiesero -per lettera, beninteso- se ero in grado di vendere qualche copia nella mia città. Comiciai così a rompere i cogl...si, insomma.... ad esercitare una leggera pressione in tal senso presso tutti i miei conoscenti, cogliendo il mirabolante effetto di venderne quattro copie, un risultato evidentemente eclatante, tanto da valere la mia entrate nella redazione, e tutto ciò mi consente di descrivere i meccanismi che regolavano l'organizzazione interna di una simile realtà, i quali, a pensarci bene, differiscono da quelli moderni essenzialmente per ciò che attiene alla tecnologia disponibile ed ai contatti ufficiali che una realtà come una grossa webzine può permettersi di avere, mentre la passione, la voglia di fare, di esserci, ingenuamente e senza compromessi, era probabilmente superiore a quanto mediamente riscontrabile ai nostri giorni, e tutto ciò va tramandato a chi non c'era.

GIORNALISTI PER PASSIONE
Tornando ad Inferno Rock, a gestire il tutto era Tiziano Vandi, un ragazzo che conduceva un programma radio in quel di Torino, che si ritrovò a coordinare via lettera un gruppo di persone che per scrivere i propri pezzi doveva prima batterli (o meglio, farli battere) a macchina, e poi inviarli a Torino, dove si sarebbe provveduto ad organizzare il tutto come prima esposto. Si, oggi sembra incredibile, ma per vedere un proprio pezzo pubblicato si doveva pianificare tutto considerando i tempi delle poste italiane e poi sperare che tutto andasse bene. E' difficile riuscire a comunicarvi quello che un ragazzo di 16/17 anni poteva provare in quei frangenti, ma se tra di voi c'è qualcuno che quei giorni ha vissuto -e so per certo che c'è- allora forse ricorderà cosa significava trovare nella buca della posta un pacchettino contenente una di quelle fanzines o altre ancora che rispondevano a nomi come Heavy, Stonehenge e così via, ed apprendere nomi di improbabilissimi gruppi italiani come Curaro, Fire, Meccanica, Outrage, Scettro, Tomahawk, Bazooka, Altro Mondo, Faerie Queene, Gow, Iron Mould, Scarlet, Tyrant Town, Black Evil, Hurtful Witch (potrei continuare per ore) e poi procurarsi i loro demo od anche solo memorizzarne il nome per fare sfoggio di cultura metallica superiore, ed apprendere anche notizie divertenti come quelle relative ad un giovanissimo e sconosciutissimo rocker di nome Vasco Rossi il quale, dovendo aprire per i Raff, versava del the nella bottiglia del Jack Daniels per passare da "maledetto" on stage. Tutto ciò in anni di effervescenza nwobhm, anni in cui l'entusiasmo sembrava poter portare ovunque, e che, nel mio caso, produsse uno sviluppo tanto inatteso quanto gradito che lega il mio nome ad una piccola svolta storica nel campo dell'editoria metal italiana.
Metal Fortess decise dopo aver venduto circa 4500 copie in quel di Torino, di fare il grande passo, un passo assolutamente folle per l'epoca. In Piemonte decisero infatti di saltare a piè pari l'evoluzione naturale di una fanzine in prozine (PROfessional FanZINE) e di fare qualcosa che nessuno in Italia aveva mai fatto prima: fondare la prima rivista italiana heavy metal regolarmente distribuita nelle edicole, quella rivista si sarebbe chiamata Inferno Rock, ed anche se oggi ne esiste un'altra da poco edita che ha usurpato quel nome ed ancor di più se quasi tutti pensano che l'onore di essere stata la prima spetti ad HM, in realtà fu proprio Inferno Rock a fregiarsi di questo primato con una tiratura iniziale di 20.000 copie, ed io mi ci ritrovai dentro all'età di diciassette anni.

DALLA COPISTERIA ALL'EDICOLA: UNA RIVOLUZIONE DI CARTA
Come ho già avuto più volte modo di dirvi è necessario da parte mia autocitare il mio lavoro. Ribadisco che ciò è funzionale solo alla possibilità di poter descrivere dall'interno alcuni meccanismi che diversamente non sarebbero conosciuti e che è invece utile conoscere, ma anche per citare uno o due nomi che ritroveremo più avanti. All'interno di quella redazione era infatti presente anche qualcuno che si sarebbe dimostrato in grado di restare a vario titolo nel mondo della musica, su tutti, se non ricordo male, un certo Luca Vicini, attuale bassista dei Subsonica all'epoca fan di Celtic Frost, Mercyful Fate & compagnia e musicista metal, e Luca Bosio, successivamente al lavoro con Metal Hammer/Grindzone, poi a capo di una propria testata (DistorioN), indi coinvolto con Flash, brevemente con Metal Shock e per un periodo caporedattore di Rock Hard.
Le cose funzionavano così: i redattori sceglievano in piena autonomia su chi e cosa scrivere, poi scrivevano il loro pezzo, chi come me non aveva una macchina per scrivere lo faceva A PENNA, lo battevano o lo facevano battere a macchina, e poi lo inviavano per posta in redazione dove, con la tempistica che tutte queste operazioni comportavano, veniva inserito nel numero della rivista che doveva uscire e poi pubblicato e distrubuito nelle edicole. Nel mio caso optai per un esordio (ero già un bastian contrario) con qualcosa di assolutamente poco conosciuto come la recensione di un demo degli Agrigentini Powergame che finì sul numero 1 di Inferno Rock, e non so proprio descrivervi l'emozione che provai quando trovai la rivista nella più importante edicola della mia città e ne acquistai una copia con dentro il mio pezzo. Praticamente la portavo sempre con me, ovunque andassi.
Non so se ovunque funzionava così, ma credo che questa descrizione di un modus operandi antico e non più riproponibile, possa comunque aprire uno squarcio storicamente interessante per tutti.
Inferno Rock però durò poco, i tempi erano maturi per qualcosa di industrialmente più importante, e dopo aver pubblicato ancora una intervista ai Luftwaffe, una ai Crying Steel e non ricordo cos'altro, fummo costretti a fare i conti con l'irruzione sulla scena di una realtà ultra patinata e palesemente dotata di mezzi economici enormemente superiori ai nostri: la già citataHM. Il nostro formato A4 e la qualità di stampa inferiore non erano del loro livello (fior di giornalisti, intendiamoci, e voglio citare almeno Titti Angeramo, oggi stimata professionista al lavoro con una infinità di band) la distribuzione molto più capillare e la loro possibilità di essere presenti in tutti gli eventi importanti anche esteri fece il resto. Inferno Rock fu costretta a chiudere, ma di fatto l'epoca delle riviste era solo all'inizio, non più solo copie di Kerrang d'importazione per i pochi fortunati che masticavano un po' d'inglese, ma la possibilità di comprare la propria rivista preferita direttamente in edicola così come facevano i kids di tutta l'Europa metallicamente evoluta. La rivoluzione cartacea 2.0 era cominciata, l'era delle fanzines amatoriali si avviava (forse) al definitivo tramonto, ma di questo, delle differenze nella fruibilità delle informazioni e di altro (sarà poi vero che certe cose non tornano più?) parleremo la prossima volta.

Desideriamo ringraziare, per il contributo fotografico, il collezionista Nicola Nastasi, che già avevamo avuto modo di presentarvi in quest'articolo dedicato alle meraviglie conservate nella sua casa.



Lele 12 *DiAnno
Mercoledì 6 Dicembre 2017, 10.36.06
56
Parecchi fanzinari erano miei corregionali: Metal Underground la faceva L. Bozzato di Chioggia; Metal Belch era prodotta da un gruppo di ragazzi di Castelcucco; padovane erano Fireball del mitico A. Ferro, Steel Realm, Masters of Disaster (Masters o Master come citato nell'articolo)...
Tiziano Vandi
Martedì 5 Dicembre 2017, 22.11.06
55
Luca Bosio? ...l'Helfo di Inferno Rock?!?! ...abiti a 20Km da casa mia, ci vediamo ogni 5 anni e ci ritroviamo sulle pagine di Raven a commentare il nostro passato! Great!
Luca Bosio
Domenica 27 Agosto 2017, 14.03.17
54
proprio così....cronaca perfetta!
Raven
Mercoledì 8 Marzo 2017, 15.15.29
53
Rockstar è stata la prima rivista musicale che ho comprato in vita mia, ma era roba più per "fighetti" e trattava il metal pochissimo e male. Se ne occupava tale Piefrancesco Atzori, che oltretutto cannava anche delle recensioni in modo clamoroso
Raven
Mercoledì 8 Marzo 2017, 14.10.39
52
Merci.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 8 Marzo 2017, 14.00.47
51
Wow! Un articolo bellissimo e che mi era sfuggito (o ancora non leggevo Metallized...). Naturalmente, da Monsieur Raven, solo cose interessantissime e di ottima qualità. Non ho presente esattamente il periodo. Mi sembra primi anni ottanta. Non ero in Italia in quel periodo ma un mio amico (che produce uno strepitoso Supertoscano), sapendo della mia passione per il metal, mi ha fatto vedere alcuni articoli su una rivista (molto elegante e ben stampata) chiamata Rockstar. Naturalmente non erano band black o death ma parecchi nomi storici del nwobhm erano presenti. Probabilmente ne ha sentito parlare. In ogni caso complimenti e leggerò la puntata n. 2. Lei è sempre interessante da leggere. Chapeau!
Raven
Martedì 7 Marzo 2017, 12.21.27
50
Essendo passato sia dalle fanze che dalle riviste, non posso che confermare
Silvia
Martedì 7 Marzo 2017, 12.17.46
49
Raven sì si vede che la passione è la stessa ed è un immenso piacere . Sono d'accordo con rik bay area thrash, le notizie spesso erano vere x metà, oltre che arrivavano già "vecchie"! Però le fanzine, come le demo, si supportavano lo stesso! E spesso si compravano (demo e fanzine) quasi esclusivamente x supportare. La fratellanza metal......
ObscureSolstice
Sabato 13 Febbraio 2016, 22.14.22
48
che tuffo nel tempo...
Raven
Sabato 13 Febbraio 2016, 20.12.04
47
Ri-Grazie
rik bay area thrash
Sabato 13 Febbraio 2016, 20.08.23
46
È veramente difficile spiegare con le parole quello che oggi è tutto disponibile con un solo click e che allora (1980, non proprio preistoria) era quasi fantascienza. Reperire notizie era quasi impossibile, e le poche che si avevano erano in realtà, se tutto andava bene, vere per metà. Anch'io ricordo di avere acquistato un paio di fanzine, ma non ricordo più i nomi. L' unica rivista che attualmente compero é classix metal, che non è proprio una fanzine ma una rivista vera e propria. Anche Voi come loro riuscite a trasmettere la passione, le emozioni .
Raven
Domenica 1 Dicembre 2013, 15.58.48
45
Grazie continua a seguirci, perchè anche se la tecnologia è diversa, ti assicuro che qui la passione è la stessa.
Tiziano Vandi
Domenica 1 Dicembre 2013, 15.23.23
44
Che ricordi, che ricordi!! Una volta non c'erano i mezzi ma le idee non mancavano di certo! ...con i mezzi e la tecnologia di oggi il nostro Inferno Rock sarebbe uscito in versione quotidiana! ...altro che passare le notti ad incollare striscioline di carta! Sono stracontento di quello che stai facendo! A presto
Raven
Giovedì 28 Novembre 2013, 18.30.40
43
Grazie Dee. Tiziano, minchia.... 0_o quante chiaccherate al telefono, ricordi? E mia madre che poi sclerava per le bollette Vedo che siamo ancora qui, comunque, non è poco
deedeesonic
Giovedì 28 Novembre 2013, 18.26.51
42
@Raven, ho letto solo adesso l'articolo, ma cavolo cosa mi hai fatto rivivere!!! Grazie!
Tiziano Vandi
Giovedì 28 Novembre 2013, 17.58.50
41
...l'emozione me l'hai data tu Raven!!! Rileggere di quei tempi incredibili dalle parole di un collaboratore è qualcosa di unico!!
Raven
Martedì 9 Agosto 2011, 12.03.26
40
Grazie.
Marco F.O.A.D.
Lunedì 8 Agosto 2011, 22.17.40
39
complimenti Raven!! bellissimo articolo!! Anche io negli anni '80 cominciai la mia fanzine (F.O.A.D.) nel 1986 per la precisione. Vedere queste copertine e leggere i nomi di alcune ''testate'' mi ha fatto venire i brividi!! Ricordo quanto bisognava sudare per convincere i metallari locali a comprarle (ovviamente come ben ricordi si faceva anche a scambio tra fanzinari -5 contro 5,10 contro 10 o più copie- per una distribuzione più ''capillare'' della propria fanzine) Ricordo di aver letto alcune recensioni e interviste a ripetizione tanto da ricordarle a memoria ancora adesso che ho 40 anni!...che tempi!! Se può interessarti,sul sito della mia etichetta (F.O.A.D.) c'è anche uno spazio ''story/'zine'' con i vecchi numeri della mia 'zine (7 in tutto). Complimenti ancora!!
Raven
Lunedì 7 Febbraio 2011, 20.45.27
38
Ho chiesto per sicurezza a Titti Angeramo che ho citato anche nell'articolo, testualmente: "Problemi con la casa Editrice... non c'erano più soldi per sostenerlo ".
rox68
Lunedì 7 Febbraio 2011, 19.29.07
37
Caro Raven, vista la tua conoscenza del settore, sai anche perchè, mi sembra intorno al 1995, la rivista HM è letteralmente scomparsa dalle edicole senza nessun preavviso? Grazie in anticipo.
Raven
Giovedì 3 Febbraio 2011, 8.20.17
36
Ancora grazie a tutti.
ZAGOR
Mercoledì 2 Febbraio 2011, 19.35.50
35
complimenti veramente complimenti! un pezzo di storia(cartacea) del metal italiano! bravi!
Zarathustra
Martedì 1 Febbraio 2011, 20.53.25
34
@Michele: tieni duro, informati bene e occhio ai calci in culo
Michele
Martedì 1 Febbraio 2011, 20.45.24
33
Il mio sogno sarebbe fare il giornalista da grande...
Frankiss
Martedì 1 Febbraio 2011, 12.16.21
32
Tempi pionieristici illustrati perfettamente da Raven..ottimo articolo...
Nightblast
Martedì 1 Febbraio 2011, 11.59.05
31
Bell'articolo...Raven ti ricordi di Kakka Metal?
HIRAX
Martedì 1 Febbraio 2011, 11.28.21
30
Na figata... Bravissimi Ricordo anche una zine di nome Metal Gods. I bei tempi, quando ci si sentiva tra i pochi eletti! Grande articolo
AL
Martedì 1 Febbraio 2011, 11.16.25
29
devo avere ancora in garage copie di Metal shock e Metal Hammer... mi ricordo anche di Psycho... che bei tempi!!!
Luigi
Martedì 1 Febbraio 2011, 9.13.19
28
Bei tempi quelli del cartaceo. Amavo Metal Hammer, H/M, il Mucchio, Ciao 2001 e ho a casa anche Metal Militia.
Raven
Martedì 1 Febbraio 2011, 8.24.46
27
Lieto che molti ricordino bene quegli anni, il tempopassa, ma siamo ancora qui . mariamaligno, 10 anni in più? non è un buon affare...
mariamaligno
Lunedì 31 Gennaio 2011, 22.46.52
26
Cavoli a leggere l'articolo mi vien voglia di aver come minimo una decina d'anni in piu"..chapeau!!
ayreon
Lunedì 31 Gennaio 2011, 21.14.32
25
che mazzo si faceva quella gente,ricordo "paperlate",prima fanzine di prog,da cui nacque "real to read" dedicata solo ai Marillion. Gente con due palle cosi' nel recensire dischi e cassette,grazie a loro ho scoperto Iq ,Pendragon,Twelfth night. Anche Andromeda era una bella fanzine
N.I.B.
Lunedì 31 Gennaio 2011, 21.12.15
24
Fantasticooooo... le Fanzine erano stupende... erano anni in cui le notizie le si potevano avere solo tramite queste riviste cartacee ciclostilate, si respirava un'aria particolare e la musica era molto più sentita... si poteva ascoltare un Album solo anche per un anno intero... bei Tempi... \,,/ ...!!!!
jek
Lunedì 31 Gennaio 2011, 20.37.29
23
Un altro splendido articolo di "metalpedia" Raven. Parafrasando il titolo di un libro "formidabili quegli anni", ricordo che circolavano fanzine a livello di carboneria dove trovavi recensioni di complessi in altro modo impossibili da scoprire. Venni a sapere da una di queste penso di Pavia chi erano i Mercyful Fate di un concerto dei Venom a Milano ecc.. Adesso per fortuna è tutto più facile, ma e bello ricordare quei ragazzi che con passione e senza scopo di lucro spargevano il virus dell'Heavy Metal. Bravo Raven!!
Antonio
Lunedì 31 Gennaio 2011, 18.58.43
22
Dio mio che articolo Raven , complimenti vivissimi, chi ha vissuto il periodo comprenderà perfettamente ! E vi ricordate , anche se non era una fanzine, di "HARD" che allegava i 45 giri? Ne ho ancora uno dei Kiss....che tempi...
hm is the law
Lunedì 31 Gennaio 2011, 18.46.24
21
Caro vecchio Ciao 2001 quanto mi manchi!
Hellion
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.52.51
20
...devo guardare, forse qualcosa mi è rimasto, inizio ad abbattere i muri!
Raven
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.47.21
19
Già, tutti i numeri di Inferno ed HM, i poster, i biglietti dei concerti cui avevo partecipato, molte foto, sigh.. .
pincheloco
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.40.51
18
@hellion , non te ne rimane una copia che la giriamo a raven? @raven si mi avevi raccontato questo episodio....bella sfiga.
Hellion
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.35.41
17
...bellissimo articolo, io aspettavo che mio fratello mi portasse a casa Metal Invaders da leggere, lo stressavo sempre alla grande, quanti ricordi!
Raven
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.30.25
16
Mi faresti un grande favore , perchè io ho perso tutto a causa di un allagamento
pincheloco
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.27.42
15
Riviste solitamente conservo tutto. Le fanzine non credo di avere ancora qualcosa deovrei guardare in solaio a casa dei miei. Durante il periodo del militare comunque parecchia roba finì persa. Di Inferno Rock ne conservo solo 3 copie tra cui il primo (da cui la tua intervista), avevamo già parlato di questo in un topic. Posso sentire qualche altro "vecchio" metallaro lecchese per vedere se recupero qualcosa.
RAven
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.14.13
14
@Picheloco, hai postato mentre scrivevo il commento precedente. Quindi sei stato un mio lettore la bellezza di 27 anni fa ,cacchio, come passa il tempo . Se le hai mandami delle immagini delle fanzine che ti trovi in casa, se è possibile le aggiungerò a questo articolo od al prossimo
Raven
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.11.52
13
@ metal4ever: no, metallized è fatto in parti uguali da tutti . @Ghenes: credimi, non è così, cresceranno persone con un diverso approccio alla cultura dato dalla trasformazione della sociatà e della tecnologia disponibile. Tutte le svolte tecnologiche hanno lascito morti sul campo, dalla ruota in poi, l'importante è conservare memoria di ciò che è stato e cavalcare il presente, senza nostalgia fine a se stessa, con la coscienza di quanto di buono va tramandato alla modernità e cogliendo il meglio dalle nuove possibilità. Come sempre sta a noi. @Lizard: Andromeda è degli anni 90, ne parleremo. @Hellvis: di Fireball avevo solo una immagine troppo piccola per essere pubblicata, mandamene una se la hai. @Ademafilth: questo sarà il tema sostanziale della seconda parte del pezzo. @ Tutti: Grazie.
pincheloco
Lunedì 31 Gennaio 2011, 17.04.41
12
Bellissimo articolo Raven. Quanti ricordi. Io compravo prevalentemente H/M, e Inferno Rock , come abbiamo già avuto modo di parlare (l’intervista ai Powergame mi ricorda qualcosa), ogni tanto Metal Shock e Metal Hammer. Passai in un secondo tempo a Flash e vorrei segnalare Blast che si occupava di punk e hardcore. TVOR me la ricordo molto bene fu molto attiva anche con la pubblicazione di vinili con gruppi dell’underground hardcore. A livello di fanzine da noi a Lecco c’era Metal Invaders curata da Emidio chitarrista degli Axton.
AdemaFilth
Lunedì 31 Gennaio 2011, 15.50.22
11
Semplicemente fantastico! Ma che ce ne facciamo delle cartacce che vendono in edicola? E' forse troppo pretenzioso considerarci come i continuatori di quella meravigliosa passione ormai perduta? Ce ne fossero di articoli come i tuoi, è già da tantissimo tempo che l'economia ha avvelenato anche i nostri cuori "alternativi".
hellvis
Lunedì 31 Gennaio 2011, 15.50.21
10
Io scrivevo per la padovana Fireball di Antonio Ferro. Il mio monicker era "The Nightcomer".
Lizard
Lunedì 31 Gennaio 2011, 15.17.25
9
Un bel tuffo indietro nel tempo!!! Io ho iniziato comprando proprio H/M e ancora lo rimpiango quel giornale del quale ricordo l'improvvisa scomparsa e dopo mesi un numero assurdo in formato giornale-quotidiano-di carta che annunciava un glorioso ritorno rimasto poi nel nulla!!!! Mah.... Misteri dell'editoria... Non ho quasi comprato fanzines con l'esclusione di una dedicata ai testi dei Metallica redatta a Firenze da un tale Sandro che fece un lavoro di traduzione che definire perfettibile è davvero un complimento, ma all'epoca mi sembrava fantastica!! Tra le fanzines per modo di dire, citerei Andromeda di Gianni Della Cioppa!
Ghenes
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.59.11
8
GRANDE ARTICOLO COMPLIMENTI! all'epoca delle metal fanzine non ero ancora addentro al genere però compravo fanzine punk/hc. in seguito ho fatto incetta di riviste varie: HM, Metal Hammer, Blast, Metal Shock, Flash etc etc ... su quelle riviste ho costruito la mia "discografia". @ Raven: non cresceranno più persone con la tua cultura purtroppo... W la tecnologia!!!
metal4ever
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.45.05
7
@Francesco: Metallized= Raven!!
Raven
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.31.39
6
Eh eh, sapevo che qualcuno l'avrebbe notato . Presto detto: il nome completo è Francesco Giovanni (più Giuseppe Maria, per gradire) ed in famiglia mi hanno sempre chiamato Gianfranco (Francesco + Giovanni) quindi mi sono sempre considerato Gianfranco, tranne che nelle situazioni ufficiali. Ormai vado in automatico: famiglia=Gianfranco, resto del mondo=Francesco
zoso82
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.30.03
5
scusa, tendo sempre a divagare.
metal4ever
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.28.06
4
Dev'essere stata una grande esperienza!!! gran bell'articolo!! @Francesco:Come mai c'è scritto Gianfranco nel tuo primoi articolo??
roger
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.11.14
3
grande grande grande articolo! quasi commovente! complimenti
Raven
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.09.58
2
Di questo parleremo la prossima volta, qui volevo rimanere sul discorso fanzine.
zoso82
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.09.02
1
anche adesso non è che si trovino molte riviste (almeno dalle mie parti). una rivista che consiglio è classix metal, che ha articoli molto belli e interessanti.
IMMAGINI
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Metal Underground
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Metallo
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Nightmare Metal
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Rising Force
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Warning
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Reperto storico: il primo articolo di Francesco Gallina per Inferno Rock
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T.V.O.R.
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