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CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

STORIA DELL’INFORMAZIONE METAL - # 2 - Le riviste e le webzine
18/02/2011 (10197 letture)
Abbiamo parlato nell'articolo precedente di un tempo in cui l'informazione metal era qualcosa di romantico e non professionale: un mondo fatto quasi esclusivamente di passione e coraggio o forse di sola incoscienza, semplice ed ingenuo, ma trasparente, vero, in un certo senso epico. Un movimento che veniva dal basso e odorava di libertà e voglia di fare, di essere presenti, di partecipare attivamente e di farlo svincolati da legacci di ogni sorta, in nome della urgente necessità di darsi ad un ideale rappresentato da quella "musica strana" che dei giovanissimi Sabotage cantavano con passione in un loro demo. Vediamo -per sommi capi- quanto accaduto dopo e, soprattutto, quali sono stati i cambiamenti nel modo di usufruire delle informazioni, vero focus di questo articolo.

L'ETA' DELL'ORO
Dall'epoca delle fotocopie tantissima acqua è passata sotto i ponti e, oggi, basta appropinquarsi alla vetrina di qualsivoglia edicola per trovare una vera e propria massa di pubblicazioni che coprono qualsiasi sfumatura del mercato, tanto che molte di queste sono specializzate in un solo settore musicale, cosa impensabile all'epoca dei fatti che vi ho descritto la scorsa volta. Non è possibile passare all'oggi tralasciando di ricordare ancora le realtà fondamentali per ciò che attiene all'heavy metal, che a mio parere sono sostanzialmente tre: Rockerilla, Inferno Rock ed HM. Rockerilla è stata la prima vera rivista in grado di affinare i gusti musicali alternativi dei giovani -particolarmente del sud- con una semplice capatina in edicola; non so veramente dirvi quanti orizzonti musicali mi si aprirono grazie a lei -heavy metal e non- con articoli firmati da gente come Beppe Riva tra gli altri, ma su questo particolare aspetto torneremo in seguito. Inferno Rock per questioni storico-commerciali, ossia per essere stata la prima rivista specializzata nell'heavy e per aver dimostrato che anche in Italia poteva esserci spazio per una realtà editoriale rivolta a questa musica così particolare, aprendo la via a tutto ciò che è venuto in seguito. Infine HM, per aver portato il tutto su un piano industriale e professionale superiore, mediante un radicamento senza precedenti sul nostro territorio che le permise di competere direttamente con le grosse riviste estere, prima di scomparire per problemi economici nel 95.
Col tempo, sostanzialmente dalla seconda metà degli anni 90, il mercato editoriale interno si è aperto ad un fiorire di pubblicazioni che sono in buona parte emanazione di riviste estere decise a sfondare anche nella nostra Penisola; alcune di queste realtà ci sono ancora, altre sono scomparse, ma probabilmente occupano ancora un posto speciale nel cuore di molti dei nostri odierni lettori. Non dimentichiamo di considerare alcune fanzines (o meglio: prozines) che ormai non avevano quasi più nulla a che vedere con quelle degli anni '80: a titolo esemplificativo si può citare Andromeda di Gianni Della Cioppa (ex musicista degli Exile -ho un loro demo- e poi noto giornalista e discografico del nostro settore, autore di pubblicazioni di grande importanza), poi evolutasi in casa discografica. Come appena detto, a poco a poco negli espositori delle edicole cominciarono via via a comparire riviste estere e autoctone, in ordine sparso ed in anni diversi: Metal Hammer, Metal Maniac, Rock Hard -questa nel 2002, se non ricordo male- Grindzone, Metal Shock, quest'ultima unico esempio che mi risulta di format italiano di settore esportato all'estero, capace tra l’altro di ospitare una surreale rubrica come Kakka Metal, basata su una dose di autoironia metal firmata Fuzz Fuzz. Poi -sempre senza seguire un filo temporale preciso- Hardsounds, Flash, la vecchia Blast, l'ancor più vecchia post-sessantottina Ciao 2001, che dedicò un certo spazio al metal dal '68 al '94, Hard, Psycho fino a giungere a recenti iniziative come Classix, Classix Metal ed Inferno Rock (non quello per cui scrivevo io, ci tengo a dirlo).

Come vedete ho mischiato alla rinfusa una serie di testate che mi sono via via venute in mente ripensando all'epoca in analisi. Molte di queste le trovate regolarmente in edicola e per restare sul mercato attuale hanno necessariamente assunto una veste grafico-contenutistica che può piacere o meno, ma che non può che essere giudicata professionale ed in grado di veicolare il messaggio, andando incontro ai gusti del pubblico. Altre testate invece non sono più in edicola da anni e sicuramente risveglieranno in voi parecchi ricordi, legati a pomeriggi trascorsi leggendo le interviste a questo o quel musicista, e le recensioni di dischi che in molti casi sono poi diventati storici. Senza considerare che su quelle pagine hanno scritto alcune delle penne più note del giornalismo metal nostrano, a partire dai già citati Beppe Riva e Gianni Della Cioppa, per proseguire poi con Luca Signorelli, Alessandro Ariatti, Giancarlo Trombetti, Klaus Byron, Steve "Rich" Ricetti, Ulisse Carminati, Matteo Cortesi, Francesco "Fuzz Fuzz" Pascoletti e molti altri, con diversi "gradi di importanza" storica, ma tutti in grado di firmare pagine importanti per la diffusione del verbo metallico.

RIVOLUZIONE 2.O - DALLA CARTA AL CYBERSPAZIO
Tuttavia sul finire degli anni '90 una nuova rivoluzione ha rimescolato totalmente le carte in tavola: il fenomeno delle webzine. L'accesso sempre più massiccio alla banda larga e lo sviluppo di sistemi sempre meno complicati (non per me), atti a gestire l'esistenza in rete di una testata giornalistica senza un suo corrispettivo cartaceo, ha permesso il diffondersi a macchia d'olio di pubblicazioni come quella sulla quale state leggendo queste righe. Un fenomeno che ha riportato in larga parte in auge un approccio D.I.Y. assolutamente privo di scopi di lucro, riconducibile in toto alle vecchie fanzines più che alle riviste cartacee, ma con una professionalità media che le prime non avevano e non potevano avere. Oggi come oggi, così come la musica stessa deve fare i conti con la smaterializzazione dei supporti, anche l'informazione è stata investita dalla rivoluzione digitale e corre per lo più sulle autostrade telematiche. Come tutti voi ben saprete (questa frase suona un po' da Totò e Peppino, vabbè...) non è affatto difficile rintracciare delle testate on line che si occupano di metal in maniera generalista (come facciamo noi di Metallized.it) od ultra-specializzata in precisi ambiti. Avendo azzerato pressoché totalmente le spese e potendo contare su una platea potenzialmente illimitata, il mondo delle webzines è estremamente variegato e composito e facendo "grandi numeri", consente letteralmente a chiunque riesca a mettere insieme un numero sufficiente di persone di potersi affacciare sul mondo dell'informazione. Il corollario inevitabile è l’avere a che fare con realtà assolutamente improvvisate che si reggono sulla passione priva di professionalità, ma anche su un numero di testate assolutamente professionali, e ciò in tutto il mondo.
Metalitalia, Truemetal, Metallus, Metal, Shapless 'zine (questa quasi in disarmo, ormai) Heavyworlds, Italiadimetallo, Italianmetal, Tempiduri, Metalwave, Stereoinvaders, Hardsounds, poi Hard n Heavy di Beppe Diana e decine di altre che non mi vengono in mente al momento; tutte con vari gradi di importanza e qualità, tutte rette dalla dedizione verso il metal, che voi lettori giudicate del resto in proprio ogni giorno in base alle letture che concedete ad ognuna di esse. Ma ci sono due aspetti che mi preme sottolineare di questa situazione, anche a costo di attirarmi gli strali di qualcuno. Il primo riguarda il fatto che l'editoria cartacea, pur in presenza di un così massiccio attacco digitale a costo zero mantiene comunque una sua posizione, una sua credibilità, frutto sia dell'eredità culturale degli anni scorsi, sia del fatto che evidentemente i lettori giudicano irrinunciabile la presenza delle riviste, forse anche per gli stessi motivi per cui molti preferiscono i vinili/cd ad un file. Non dimentichiamo inoltre che le riviste cartacee creano anche un movimento economico che genera posti di lavoro, una ricaduta che il web attualmente non può creare. Il secondo aspetto introduce elementi sui quali vi invito a riflettere e possibilmente a dibattere in sede di commento: le webzine sono senza ombra di dubbio le eredi culturali e morali delle fanzines, di queste conservano in teoria l'assoluta indipendenza dei giudizi nei confronti di ogni e qualunque pressione esterna che l'industria può potenzialmente generare nei loro confronti, e questo è l'aspetto principale che, secondo me, induce un lettore a rivolgersi a queste realtà. Chi scrive su una webzine può essere più o meno bravo -anche questo lo stabilite voi lettori con le vostre letture ed i vostri commenti, avere più o meno storia musicale alle spalle, avere una preparazione letteraria più o meno rivedibile (questo francamente è un aspetto che noi di Metallized curiamo al pari della musica), ma deve essere assolutamente scevro da ogni condizionamento proveniente dall'esterno o dall'interno della realtà per cui scrive. Illuminante può essere una discussione svoltasi il giorno 9 Febbraio 2011 all'interno della rubrica musicale del Corriere.it a cura dal noto critico Mario Luzzatto Fegiz (che nella mia memoria rimarrà sempre quello che prendeva in giro i Death SS durante una storica puntata di Mr. Fantasy dell'83), con un lettore che domandava il perché di tanto conformismo da parte dei giornalisti musicali italiani rispetto a quelli esteri. Ebbene, voglio riportarvi integralmente la risposta di cotanto professionista:

"Il problema è complesso. La domanda è: al mio giornale interessa di più quello che Fegiz pensa del disco di Jovanotti o quel che dice Jovanotti? Probabilmente interessano tutte e due. Tant'è che noi al Corriere lavoriamo così: un giornalista fa l'intervista e un altro (in genere io) fa la recensione. Questo succede quando c'è una conferenza stampa generalista e aperta. Ma supponiamo che Jovanotti decida di dare l'esclusiva sui contenuti di un nuovo disco a una sola testata. E' evidente che l'esclusiva, che è sempre un regalo molto apprezzato, comporta automaticamente un atteggiamento positivo verso il disco da parte del giornale beneficiario dell'esclusiva. In passato, quando facevo sia recensione che intervista, accettavo l'esclusiva solo se il disco era, a mio giudizio, consigliabile al lettore. Il rischio di una critica negativa è quello di essere tagliati fuori (come giornalista o anche come testata) dai contatti con l'artista, che sono spesso essenziali. Personalmente non mi sono fatto mai condizionare. Ma la domanda è: se un grande nome che ha fatto un brutto disco ti offre l'intervista esclusiva che fai? Gli dai una apertura a piena pagina salvo aggiungere un riquadro in cui dici che il disco è brutto? E se è brutto perché allora gli hai dato tutto quello spazio? Oppure gli dai spazio, sei descrittivo e stai sulle generali dribblando gli aggettivi? Mah."

LIBERTA' ED INDIPENDENZA. DA CHI E DA COSA
A mio parere si tratta di poche righe che dicono molte cose. Non voglio ora fare il caso particolare di Fegiz, perché francamente non ho mai capito come il mondo della musica (leggera) possa avergli riconosciuto l'importanza che gli attribuisce tutt'ora, ma dal basso della mia misera esperienza vorrei darvi qualche immodesto consiglio e stimolare alcune riflessioni da parte vostra. Quando vi disponete alla lettura di un pezzo, indipendentemente da quale sia il campo musicale e/o culturale che si esamina nello stesso, tenete sempre conto di alcuni fattori, specialmente se da quello scritto può derivare un esborso monetario da parte vostra, come nel caso di recensioni musicali.

1 - Chi ha scritto il pezzo? Ossia: chi ha pontificato su un certo argomento ha la preparazione specifica per farlo?
2 - Chi ha scritto è assolutamente indipendente da condizionamenti esterni che vanno oltre il piacere della scrittura e l'eventuale ritorno di credibilità che gliene deriva?
3 - Se questi condizionamenti esistono, quanto incidono sul contenuto del pezzo e, di conseguenza, quanto potrò fidarmi del suo giudizio?
4 - Quanto incide sul giudizio il gusto personale dello scrivente al di là delle considerazioni oggettive su quanto esaminato?

Per ciò che attiene ai punti 1 e 4 è scontato che ogni recensione sia intrinsecamente influenzata dal gusto personale, essendo di per sé la conseguenza di un giudizio dettato in parte da considerazioni oggettive (perizia compositiva, esecutiva, produzione, etc.) ma in larga parte proprio dal gusto del recensore. Come distinguere quindi una recensione ed un recensore quanto più possibile affidabili? Mi permetto di farvi un esempio: ho citato in precedenza Rockerilla e Beppe Riva, ambedue nomi assolutamente rispettati, una come testata e l'altro come giornalista metal. Riva stravedeva letteralmente per i Manowar, impazziva per loro, con la conseguenza che il suo giudizio era sempre un po' sopra le righe: se il disco era per la stragrande maggioranza della gente da (poniamo) 7,5 lui lo giudicava da 8,5 e così via; chi seguiva assiduamente i suoi scritti era al corrente di questa sua particolare inclinazione per la band dall'abbigliamento intimo più accaldante della storia, e si regolava di conseguenza. Il lettore non deve prendere per oro colato ciò che trova scritto online o in edicola, ma vagliare da chi giunge quello scritto, valutare se vale la pena dargli retta ed apportare i necessari correttivi alla formazione del proprio giudizio. Il tutto presuppone uno sforzo, un'applicazione che forse pochi sono disposti a spendere, ma non spendiamo forse dei soldi per acquistare i CD? Non vagliamo forse sui vari myspace, siti web, tramite i video linkati alle notizie, le anteprime della musica che possiamo acquistare? Non è forse il caso di esaminare nel dettaglio anche chi ci fornisce i giudizi su quella musica e selezionare chi vale la pena di seguire e chi no? Insomma, non accettiamo supinamente quanto dichiarato da terzi per quanto preparato, ma abituiamoci sempre ad usare il nostro metro, il nostro giudizio, la nostra testa; semmai -appunto- con elementi acquisiti da parte di chi riteniamo in grado di fornirceli in modo avveduto.
Tuttavia, i punti nodali da esaminare sono quelli 2 e 3, riguardanti l'indipendenza di giudizio ed i condizionamenti esterni. Da questo punto di vista credo che -sulla carta- le webzine siano in vantaggio sulla carta stampata: quest’ultima, appartenendo ad una filiera industriale che crea un movimento economico che deve necessariamente arrivare almeno al break even point per giustificare la propria esistenza, potrebbe -e dico potrebbe- essere influenzata da chi quel movimento contribuisce a crearlo. Una webzine, al contrario, non prevedendo a priori un ritorno economico dalla propria attività e/o un compenso per i giornalisti impegnati, dovrebbe -e dico dovrebbe- essere al riparo da tutto ciò. Qualcuno però potrebbe pensare che anche una webzine possa essere influenzata da elementi esterni, come ad esempio una casa discografica che, in presenza di recensioni negative, inibisce l'accesso ai prodotti dei propri artisti, interviste comprese.

TOCCA SOLO AD OGNUNO DI NOI
Qui ovviamente parlo solo per Metallized.it visto che è questa testata che conosco dall'interno: posso garantirvi che una realtà come la nostra è totalmente indipendente da tutto ciò, come possono testimoniare le numerose stroncature di prodotti di case discografiche piccole e grandi presenti nel DB. Ovviamente non mancheranno in rete altre testate contraddistinte dalle stesse caratteristiche ed ancora una volta è il lettore a doversi fare carico di certe scelte, esercitando quel bene insostituibile che è il proprio arbitrio: analizzando chi scrive cosa e perché, se ci sono o meno "corsie preferenziali" per certe case discografiche e via discorrendo, in modo da potersi affidare a chi -magari sbagliando, talvolta- formula un giudizio in piena e totale autonomia ed ha la preparazione per farlo. Questo è quello che le migliori webzines -come le vecchie fanzines- sono in grado di offrire: una professionale libertà amatoriale. Vi pare poco?

Un ringraziamento particolare al nostro utente Pincheloco per la fornitura di gran parte del materiale fotografico a corredo del pezzo, in particolare per avermi fatto rivedere dopo molti anni la (per me) mitica cover del n. 1 di Inferno Rock.



Raven
Sabato 17 Marzo 2018, 17.00.55
135
Non ne dubito; mezzi economici largamente superiori ai nostri
jaw
Sabato 17 Marzo 2018, 16.54.11
134
Raven si si ma ti ripeto che non ho motivo per non crederti e che dove abito io ti assicuro che e' uscito prima h/m e mi ricordo che era il priodo di fine anno 85. Ricordo anche che ir recava angus in copertina. Ozzy-Angus 2-1
klostridiumtetani
Sabato 17 Marzo 2018, 16.05.51
133
Da quello che mi ricordo inferno rock è uscito sicuramente prima di HM, solo che era di formato più piccolo, tutto in bianco e nero e poche pagine... mi sembra. HM era molto più "patinato". Bei vecchi tempi.
Raven
Sabato 17 Marzo 2018, 12.17.58
132
Te lo posso garantire. E se leggerai la puntata 1 della mini-serie troverai maggiori ragguagli in proposito
jaw
Sabato 17 Marzo 2018, 12.12.50
131
Raven se dici questo sara' vero, ma dove abito io ti garantisco che si trovo' prima h/m e forse rimane un mistero irrisolto legato alla distribuzione. I powergames invece me li ricordo😊
Rob Fleming
Sabato 17 Marzo 2018, 10.54.52
130
Ho letto il passaggio di Fegiz (che mi piace assai poco), ma in questo caso non mi sembra che dica delle amenità. Anzi, mi sembra abbastanza onesto: "accettavo l'esclusiva solo se il disco era, a mio giudizio, consigliabile al lettore". Questa è la frase di uno che dice - appunto, lo dice lui, il che è da verificare. Io credo sia vero il contrario - che non fa "marchette". Sul fatto che abbia deriso i Death SS nell'83 sorvoliamo. Un certo genere di musica era inviso anche quando era quello che vendeva di più (1985-2000) figuriamoci agli albori. Per quanto riguarda la questione web/carta stampata, io posso dire che son partito da Metal Shock nel 1992 e ho seguito fedelmente quello che hanno fatto quei giornalisti dal 1996 in poi in ogni loro manifestazione cartacea (Ritual compreso). Nelle loro pause mi sono buttato su Rock Hard perché volevo essere aggiornato sulle ultime uscite, ma come quelli della banda del Fuzz non ne ho trovati: bravi; competenti; difficilmente banali; scrivono bene, ma arrivando al punto senza arzigogoli linguistici inutili.
Raven
Sabato 17 Marzo 2018, 7.26.30
129
La prima fu Inferno Rock, poi venne il resto. Titti lavora occupandosi di logistica ed organizzazione on the road per varie band.
jaw
Venerdì 16 Marzo 2018, 23.31.10
128
Raven, Riva stravedeva per i Manowar perche', come riportavano le cronache dell epoca, la band affermava 'noi suoniamo heavy metal' la massima lega del rnr, esagerati, triviali? Beh se 6 rock bene, altrimenti sei easy, ed e' il motivo per cui, in altri ambiti, non capisco come mai uno che e' interessato al black flirta con l ambient. Detto questo da quello che ricordo il primo magazine fu h/m poi venne ir, ma probabilmente, non so, poteva anche essere un fatto di logistica regionale, ma titti fa logistica o e' passata alle fassion blogger? Certo che titti originale era con beppe su hard & heavy, non quelli che stavano con i litfiba, chiaro o no?
klostridiumtetani
Venerdì 16 Marzo 2018, 20.22.03
127
Beh, grazie @Stagger Lee, una buonissima serata (e oltre) anche a te! (Keep the faith, stay off the naughty list )
d.r.i.
Venerdì 16 Marzo 2018, 20.20.38
126
Io adoro il cartaceo, se posso mi prendo Zero Tolerance magazine e Terrorizer.
Stagger Lee
Venerdì 16 Marzo 2018, 20.09.55
125
e tu mi sei simpatico un botto klostri! buona serata!!
klostridiumtetani
Venerdì 16 Marzo 2018, 19.59.21
124
Ciao @Stagger Lee, so che posso essere percepito come tale, ma in realtà io sono solo io, e nient'altro. Dico solo quello che penso senza pretendere di avere la ragione assoluta dalla mia parte. L' unica cosa che mi aspetto è di poterla esprimere (situazione chiaramente confutata dall' atteggiamento dei "signori della 'zine" in questione). P.S. comunque secondo me (dopo aver letto molti tuoi commenti da cui si evincono molte cose) tu ti salvi!
Stagger Lee
Venerdì 16 Marzo 2018, 19.45.24
123
Ah Ah Ah!!!! Ciao Klostri...sei una spina nel fianco!!!
rik bay area thrash
Giovedì 15 Marzo 2018, 15.22.31
122
@entropy, solitamente faccio solo riferimento, perché non so se si possono indicare altre 'testate' .... comunque è : classix metal
TheSkullBeneathTheSkin
Giovedì 15 Marzo 2018, 15.19.07
121
Ho letto tutto, conosco molti di quei nomi, sia su carta che su etere, di molti di loro si può fare a meno domani e non ho vergogna di fare il primo nome, se sarà il caso. Mi baso su tre parametri. Prima cosa, se la "pagina web" è infarcita di banner pubblicitari o popup a scomparsa... Seconda cosa, non è che le rubriche tipo "rispolverati" (ma intendo "TimeWarp") potrebbero tristemente corrispondere alle offertone occasionali dello store affiliato di turno?... Ultima cosa, tracce della presenza di una comunità... Vi ho fatto i complimenti diverse volte, quasi sempre a te Raven, ma è un caso perchè io di base la vostra linea editoriale non la condivido del tutto e l'apprezzo solo in parte. Ma il mio gusto conta poco, restano i fatti: avete una pagina con pochissimissima pubblicità, non vi fate problemi ad essere stronzi con i big se è il caso, avete una bella comunità di followers con cui interagite costantemente, che tenete in considerazione, che (mi piace tanto pensarlo) siete coscienti essere parte di Metallized, sia per voi un progetto piuttosto che una famiglia. Quindi siete i numeri uno. Nessun'altra delle webzine che avete elegantemente nominato è in grado di sopravvivere questi tre punti, tecnicamente parlando.
entropy
Giovedì 15 Marzo 2018, 15.06.29
120
@rick è possibile sapere il nome della rivista di cui parli? o non è consetito da regole "pubblicitarie" del sito?
rik bay area thrash
Giovedì 15 Marzo 2018, 14.51.33
119
@Raven, ho utilizzato questo articolo che diciamo 'traghetta' l' informazione da cartacea a 'cyber spazio' , approfittando proprio di questa relazione, e nel mio caso, si utilizzo il web, ma non ho assolutamente abbandonato il supporto cartaceo . Mi sembrava si prestasse bene al mio pensiero.
Raven
Giovedì 15 Marzo 2018, 14.39.50
118
Bè, intanto questo articolo è del 2011, quindi da allora possono essere successe tante cose nel settore, anche migliorative. Cosa che io spero, sia chiaro, perché non ho assolutamente nulla contro la carta stampata in sé (vengo da quel settore) e la seguo fin dai tempi delle fanzines la cui descrizione/ricordo trovate nella puntata 1 di questa mini serie che potete leggere cliccando sul box in alto a destra. Era più che altro un discorso di corretta valutazione del web, che ancora oggi viene considerato da molti come di serie B, mentre è un altra delle squadre che ormai giocano da anni in serie A
rik bay area thrash
Giovedì 15 Marzo 2018, 14.34.52
117
Questo articolo ti porta nei mitici anni 80, decade spettacolare per l' heavy metal Fare paragoni con l' odierma società, che se non sei 'connesso' sei fuori dal mondo è fuorviante. 'Quelle' riviste erano l'unico strumento per avere new, review di album, foto, interviste, ecc ... e quando avevi modo di leggerle ovviamente non erano fresche di gionata, ma erano comunque delle novità . relative al nostro mondo musicale. In effetti, questa web metal zine è oggettivamente la più realistica e seria. Come detto da @Beta, quando prendi i giusti riferimenti a livello di recensori, sbagli di poco. Quello che mi preme dire, rispettando questo articolo, è che nonostante tutto, compro da parecchi anni una bellissima e apprezzata (da me) magazine cartaceo che scrive, narra, documenta, sviscera, tutto quello che gli anni 80 ci hanno regalato in ambito heavy metal . Naturalmente propongono anche le review dei dischi 'nuovi'. Certo, non ci saranno le 'new', ma questo fantastico magazine ha nel suo dna gli eighties . Per dire, si bello internet, la rete, tutto a portara di click, ma qualche volta è bello ' sfogliare' i bei tempi
Raven
Giovedì 15 Marzo 2018, 13.17.22
116
Grazie
Beta
Giovedì 15 Marzo 2018, 12.50.47
115
Il pezzo è molto interessante, soprattutto per me che ho sempre (o quasi) utilizzato internet come via di informazione musicale (solo quando ero adolescente per qualche anno ho comprato riviste in edicola, ma è durata poco ... il web mi offriva un campo di informazione molto più vasto e soddisfaceva di più la mia curiosità). Comunque sono d'accordo con quello che dice Raven: le webzine sono più libere e io preferisco una webzine al cartaceo proprio per questo motivo (in ogni caso non celo la comodità di poter accedere ad una miriade di informazioni senza spendere un soldo XD). Un altro punto di forza è il fatto che il database è sempre lì: un cartaceo probabilmente dopo un po' lo butti via, qui invece ogni articolo/rece pubblicato è sempre disponibile. Ora, so che potrebbe suonare un po' lusinghiero da parte mia, ma volevo dire una cosa a supporto di queta 'zine: ho provato a leggiucchiare in giro altre 'zine, ma non mi sono piaciute. Le ho trovate sì libere nel giudizio, ma decisamente poco obiettive (alcuni generi vengono stroncati a prescindere), mentre Metallized riesce a mantenere una indipendenza di giudizio con anche una certa oggettività. Ovviamente, come dice Raven, un ceto qual grado di giudizio personale c'è sempre, ma nel complesso trovo che questa 'zine sia composta da persone che mantengono un atteggiamento serio. Certo, sarei ipocrita se dicessi che tutto è perfetto: non lo è, nel senso che mi è capitato di leggere delle recensioni che non condividevo affatto e che reputavo un po' troppo "condizionate", ma qui entra in gioco quello che dice Raven, cioè usare la propria testa. Come i "più grandi" (spero nessuno si offenda ) si regolavano con le rece dei Manowar, anche qui su Metallized, dopo un po' che si legge, si capisce come ci si deve regolare in determinati casi o, semplicemente, si capisce quale recensore è più affine al proprio gusto personale e, quindi, darà dei giudizi più affini a quelli che daremmo noi stessi. In ogni caso, io leggo questa rivista perché so che, d'accordo o non d'accordo, il giudizio è scevro da influenze esterne e, quindi, più genuino e onesto. Insomma, qua nessuno ci vuole fregare: c'è solo la musica, male che vada si discute su opinioni contrastanti e sarebbe bello poterlo fare sempre in modo pacifico
Vanessa Inc.
Venerdì 10 Marzo 2017, 21.53.34
114
Ok, Grazie!
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 23.28.33
113
@Third Eye, io x notizie intendo proprio le info sulle band, nuove uscite, cambi di formazione, concerti etc etc.
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 23.24.35
112
Ciao Vanessa no non sono io, o x lo meno non mi pare 😂😂. Perchè mi piace molto disegnare e non so se nel paleolitico possa aver inviato un disegno di Hetfield e uno di Doro cui tenevo molto 😅. Cmq non sono del 74 neppure
Vanessa Inc.
Giovedì 9 Marzo 2017, 23.03.04
111
@ Silvia: sei forse la Silvia 74 (logo Slayer), che mandava i disegni su HM
Third Eye
Giovedì 9 Marzo 2017, 20.15.43
110
@ Silvia (n. 82): va bene, ho capito, ma forse stiamo parlando di cose diverse, nel senso che, secondo me, sebbene la singola notizia sia contraddistinta da una evidente unicità, il flusso generale delle informazioni invece è teoricamente variabile, dal momento che le cosiddette “notizie” (sulla cui valenza ci sarebbe molto da discutere) sono varie, ovvero, possono riguardare diversi aspetti dell’attività di un artista e il loro numero è potenzialmente infinito, ragion per cui chi le pubblica deve operare delle scelte e con risultati che dovrebbero cambiare da soggetto a soggetto. L’omogeneità di cui parlo non si riferisce dunque alla singola notizia ma ad una forma generale di comunicazione che caratterizza credo quasi tutte le webzine e che non può non dipendere anche dal supporto utilizzato, e cioè il web (emblematico, in tal senso, il ricorso allo streaming); d’altronde, gli artisti e le rispettive case discografiche fanno attività di promozione e di conseguenza sfruttano la rete e i linguaggi ad essa collegati nei modi a loro più congeniali, però noi stiamo qui a parlare banalmente e indistintamente di “notizie” quando in realtà in un contesto come quello musicale il significato del termine non è poi così chiaro.
Il Marchese Del Grillo
Giovedì 9 Marzo 2017, 19.14.48
109
Ah! Ah! grazie Fabio✌✌una seconda giovinezza sarebbe fichissimo!!! In effetti pensandoci , c'è chi afferma che avere 40 anni è come essere adolescenti ma col bancomat in tasca 😄😄😄
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 19.09.39
108
Mantenere le passioni (in questo caso "la fiamma del metal" come si diceva un tempo 😅 significa non invecchiare, a dispetto dei capelli bianchi e le rughe 😉
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 19.00.24
107
Propendo più x la seconda giovinezza 😅😁
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 18.59.33
106
@Il Marchese del Grillo, idem x me, stesso periodo, stessa età, solo che ho conservato le copie con i miei gruppi preferiti e se non mi sbaglio nel primo numero di HM che comprai c'erano gli Slayer di Reign In Blood, bellissima copertina dov'erano ragazzi 😃. @Fabio R., ma stai parlando di HM o di Inferno Rock? Cmq è vero, queste cose ti facevano sentire la vicinanza con gli altri "fratelli" @Raven, forse nell'/86 da noi non tirava molto Inferno Rock. Sai a volte i trend andavano a zone 😉
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 18.51.25
105
Oppure è l'inizio di una seconda giovinezza... ma senza i brufoli!
Il Marchese Del Grillo
Giovedì 9 Marzo 2017, 18.45.30
104
Coprai la mia prima copia di HM quando ero un ragazzino coi brufoli. Era il numero di dicembre e in copertina c'era Impellitteri. In seguito comprai decine e decine di numeri che poi negli anni sono andati persi/ regalati/ distrutti ecc....Recentemente, a 44 anni, ho rivisto lo stesso numero con cui iniziai, in vendita su una bancarella di un mercatino e me lo sono ricomprato. Sto diventando un nostalgico.
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 18.30.30
103
Infatti, quando uscì, sembrava un segno che anche x noi, emarginati musicali, qualcosa si stesse muovendo in positivo. Nel mio turbolento quartiere regnava incontrastato VASCO, ad esempio; che io pure adoravo, xchè, che se ne dica, ma a quell'epoca ha cantato una generazione; ma AC/DC, IRON, JUDAS, OZZY ecc. questi sconosciuti. Finalmente sembrava che, come d'incanto, c'eravamo anche noi. E' stato in effetti qualcosa di + di una rivista. Ci dicevamo:"Ma allora non siamo soli...!". Iniziammo a trovarci a decine, talvolta centinaia, di cappelloni metallizzati x le strade, proprio in concomitanza (immagino casualmente) alla comparsa di H/M... Poi tra alcool, ero, moto, discoteche, mogli e figli, ci siamo estinti altrettanto rapidamente di come eravamo comparsi... Io xò i capelli lunghi (ormai argentati) e la giacca dei MOTÖRHEAD li esibisco ancora con orgoglio....
Raven
Giovedì 9 Marzo 2017, 17.19.49
102
Eppure è stata la prima rivista italiana dedicata al metal.
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.48.38
101
Comunque io Inferno Rock non lo ricordo proprio 😐. Fabio R. è vero la carta era di grande qualità e nell'inserto b/n c'erano anche le lettere nell'ultimo periodo. Oltre alle interviste ai gruppi italiani mi pare... perché mi viene in mente una giovanissima Cristina Scabbia 😊
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.32.05
100
Esatto,anche se mi sono sbagliato e Raven è davvero dispiaciuto non si scappa alla vendetta di Inferno Rock...ciò non toglie che a volte quando gli affari vanno bene in tanti settori,così come nell'editoria in questo caso,i dirigenti si fanno prendere da manie di grandezza e a volte rischiano di mandare tutto a rotoli
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.23.15
99
La vendetta di INFERNO ROCK....
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.22.04
98
Mentre scrivevo è arrivata la conferma (93). Ora è tutto fin troppo chiaro....
Raven
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.20.31
97
No, perché? Lo compravo anch'io e ne fui sinceramente dispiaciuto
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.17.32
96
Ciao Fabio Rasta!! @il Marchese:figurati,nessun problema la mia voleva solo essere una battua,le fonti di Raven sono molto più affidabili,tanto che ho quasi l'impressione non gli sia dispiaciuto troppo
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.17.32
95
Grazie a tutti delle risposte. Oggi posso dire di avere corrisposto nientemeno che con due marchesi. Tuttavia penso che deve averla fatta proprio grossa quell'editore, xchè io ricordo che il giornale era forse il + venduto del settore, aveva una buona carta e delle belle foto che i ragazzi ci andavano matti; articoli ben fatti, soprattutto nella parte centrale in bianco e nero (dove si recensivano anche i demo...), e, ripeto, un prezzo notevole. Quindi un altro disastro fatto dai soliti incompetenti al posto sbagliato di cui prima? Corregetemi se sbaglio...
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.12.56
94
Grazie Raven, io avevo solo delle impressioni "a naso" all'epoca 😅 X questo non ho risposto a Fabio R. 😉
Raven
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.10.17
93
Sicuramente HM (che prima fece chiudere anche la mia Inferno Rock) si trovò a fare i conti anche con una concorrenza che prima non c'era, ma posso dire che furono le manie di grandezza dell'editore ad ucciderla. Le mie fonti sono piuttosto affidabili
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.05.51
92
Raven, io invece pensavo fosse la concorrenza di Metal Schock (che aveva un taglio meno "tecnico" forse e faceva interviste che andavano più sul personale) e di Metal Hammer che venne dopo a dare il colpo di grazia ad HM
Raven
Giovedì 9 Marzo 2017, 15.59.40
91
Per quanto riguarda HM la sua fine fu la conseguenza di scelte errate da parte dell'editore, il quale fece il passo più lungo della gamba ed andò incontro al fallimento. Con ciò trascinando anche HM con sé.
Il Marchese Del Grillo
Giovedì 9 Marzo 2017, 15.57.31
90
Hm è una famosa catena di negozi di abbigliamento. Chiedo scusa a Fabio se mi sono intromesso.
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 15.53.53
89
Ciao Fabio Yaaaaaaaahhhhhh! Xchè proprio con l'abbigliamento?
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Giovedì 9 Marzo 2017, 15.50.27
88
@Fabio Rasta: purtroppo per motivi cronologici non ero nel periodo d'oro di HM quindi non saprei darti una risposta giusta...in ogni caso ora come ora rischierebbe di finire in cause legali con il franchising di abbigliamento
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 15.23.27
87
Piuttosto, davvero nessuno ha una risposta o un opinione al mio quesito al 66??? E' una curiosità che ho sempre avuto...
Fabio Rasta
Giovedì 9 Marzo 2017, 15.19.06
86
X Le Marquis de Fremont: non c'è nessun mistero italico. In un paese gestito da ruffiani, baldracche e malavita organizzata, dove può stare un razzi in parlamento, uno sgarbi alla cultura (caso mai delle parolacce...), un Luzzato fegiz o un salvalaggio possono finire benissimo a parlare di musica. Se sei un po' scaltro da noi, puoi finire a dirigere un'università di fisica ed essere a digiuno persino di matematica elementare. Una stretta di mano e come dici te Au Revoir!!!
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 14.47.44
85
Raven, hahaha, grande 😂😂😂
Raven
Giovedì 9 Marzo 2017, 14.18.29
84
Credo che il terzo mistero di Fatima si riferisca proprio a quello.
Le Marquis de Fremont
Giovedì 9 Marzo 2017, 14.16.31
83
Well, well, anche questo articolo, veramente interessante. Merci Monsieur Raven. Mi è piaciuta molto la conclusione diciamo "filosofica/informazioni per l'uso". Personalmente leggo molto le recensioni, perché voglio sapere, per quanto possibile, che musica c'è nel disco. Quindi preferisco le parti descrittive "track by track" e meno i giudizi, che vengono sempre condizionati (è ovvio!) dai gusti o dalla formazione culturale del recensore. Risolvo leggendo i commenti. Non conosco le riviste di cui state parlando anche perché non mi occupavo di metal che ho cominciato a seguire soprattutto su Internet. Ma leggo molti quotidiani e devo sottolineare che i Luzzato Fegiz, Assante e Castaldo o il televisivo Mollica, di metal non sanno niente. Luzzato Fegiz, che conosco personalmente essendo venuto a vari eventi vinicoli, è una persona che noi in Francia chiamiamo radical-chic e che non sa niente nenche di jazz e molto poco di classica. Forse sa di Jovanotti. Chissà per quale oscuro mistero italico è giornalista del Corriere della Sera... Au revoir.
Silvia
Giovedì 9 Marzo 2017, 12.44.30
82
@Third Eye, mi riferivo alla tua frase "Ovunque, è possibile leggere le stesse notizie, gli stessi comunicati, ascoltare le stesse anteprime, e così via; dunque, sebbene sia libero di scegliere i contenuti a lui più congeniali, il lettore si trova di fronte ad un flusso continuo ed univoco di informazioni che, a mio avviso, tende a rendere l’offerta delle webzine parzialmente omogenea e prevedibile." Poichè queste sono le notizie, credono che debbano essere "omogenee"... diverse sono le interviste, le bio etc etc che magari si possono considerare "intrattenimento" e quindi possono e devono variare di più 😉
Third Eye
Mercoledì 8 Marzo 2017, 13.12.24
81
@ Silvia: non capisco cosa vuoi dire...
klostridiumtetani
Martedì 7 Marzo 2017, 19.13.58
80
Metallized esclude il gossip!!!????? Ma dove?!
ignis
Martedì 7 Marzo 2017, 17.02.53
79
Un plauso a Metallized: esclude il gossip e propone articoli davvero originali e interessanti. L'unica pecca sono alcune recensioni, che andrebbero migliorate. Bravi!
Silvia
Martedì 7 Marzo 2017, 15.51.06
78
Third Eye, ma l'informzaione dovrebbe essere omogenea, se veritiera. Credo che sia necessario distinguere fra intrattenimento e informazione, ma questo non dipende dalla "forma" del supporto, bensì dalla "sostanza" di chi scrive
Raven
Martedì 7 Marzo 2017, 15.46.41
77
Non sempre: noi ad esempio escludiamo tutto il gossip da clickbait e rielaboriamo i comunicati aggiugendo un video a tutte le notizie pubblicate. Un format elaborato anni fa in proprio.
Third Eye
Martedì 7 Marzo 2017, 15.33.58
76
Sono d’accordo sul fatto che “l'editoria cartacea” continui ad avere ancora oggi una sua importanza, soprattutto per una questione puramente materiale legata alla fisicità del supporto, mentre non condivido l’idea secondo la quale il lettore sarebbe indotto a leggere le webzine perché libere da condizionamenti esterni. A parte che la libertà di espressione è insita nella natura stessa del web, quello dell’indipendenza di giudizio costituisce a mio avviso un prerequisito per potersi occupare di musica, mentre ad essere fondamentale per quanto mi riguarda è sempre e soltanto la competenza che non contraddistingue in toto talune webzine ma è una qualità che caratterizza piuttosto i singoli recensori. E difatti, sono d’accordo quando si dice che bisogna sempre “vagliare” la persona dalla quale proviene un determinato scritto e “valutare se vale la pena dargli retta” oppure no, visto che i vari siti dedicati alla musica pullulano di persone che farebbero bene ad evitare di scrivere recensioni. Per cui, se da una parte, sui giornali mainstream prevale diciamo così un’informazione musicale faziosa e culturalmente chiusa (è stato citato Fegiz, ma potrei menzionare Assante e Castaldo di Repubblica e altri ancora), dall’altra, sul web esiste una realtà molto variegata in cui la competenza di pochi va a braccetto con il pressappochismo di molti. Infine, vorrei sottolineare come benché le webzine godano in teoria di maggiore libertà rispetto alle riviste cartacee, esse sono comunque vittime a mio avviso del mezzo che utilizzano che tende ad appiattire ogni cosa; i vari siti musicali adoperano cioè forme di comunicazione universalmente accettate e riconosciute come tali, cosa questa che ne favorisce inevitabilmente la standardizzazione. Ovunque, è possibile leggere le stesse notizie, gli stessi comunicati, ascoltare le stesse anteprime, e così via; dunque, sebbene sia libero di scegliere i contenuti a lui più congeniali, il lettore si trova di fronte ad un flusso continuo ed univoco di informazioni che, a mio avviso, tende a rendere l’offerta delle webzine parzialmente omogenea e prevedibile.
Silvia
Martedì 7 Marzo 2017, 12.24.53
75
A proposito scusate x l'OT, non lo sapevo!!!
Silvia
Martedì 7 Marzo 2017, 12.23.11
74
Sì Fabio certo che vi conosco!!!! Anzi sono quasi sicura di avere la demo! all'epoca i miei gruppi preferiti erano Anthrax e Testament, ma ascoltavo a tutto spiano tutta la scena, Exodus, Slayer etc etc e mi avvicinavo all'HC. Un grande abbracio anche a te!
ignis
Martedì 7 Marzo 2017, 11.56.47
73
Grandi Detestor. Devo avere almeno una delle loro demo.
Fabio Rasta
Martedì 7 Marzo 2017, 11.25.47
72
P.S. Anche a me da pivello piaceva un casino lo stile di Paul Di'Anno. Ma coloro che mi hanno maggiormente ispirato nel tempo saranno BON SCOTT, RONNIE VAN ZANT e LEMMY. Le corde della chitarra...... una maledizione.... Ma avevo appena detto basta OT...
Fabio Rasta
Martedì 7 Marzo 2017, 11.18.44
71
Ciao Silvia!!! No, no non c'è niente di male, ma ho evitato di metterlo x evitare di sembrare uno che si sponsorizza. La Band in cui militavo all'epoca la conosci senz'altro, ma, nonostante insieme al mio tutt'ora grande amico Rigel, ne fossi il fondatore, non suono su nessuno dei loro lavori + conosciuti. La band erano i DETESTOR di cui io ho un grosso contributo sul logo; il demo era I Detest You!!! ma è di fatto introvabile in quanto io ho lasciato la Band subito dopo e Rigel ha poi proseguito con musicisti all'epoca + determinati di me e con il cantato (finalmente!) alla MILLE PETROZZA. Facevamo comunque un Thrash-Core ispirato a S.O.D., A.O.D., D.R.I. oltre alle influenze classiche (SLAYER, METALLICA, ANTHRAX...). L'ho stringata al massimo xchè sul sito sono molto severi sul fatto di rimanere in tema con l'argomento trattato. X le discussioni private ti mandano sul forum che xò io non sono in grado di usare. Una curiosità ai limiti dell'OT, se il buon Raven ma la concede, la posso xò tirare fuori: Massimo Cottica, all'epoca cantante dei MAD POLTERGEIST, il cui batterista Mordillo è mio cugino e che suonavano di fronte a noi, aveva l'incarico di recensire i demo x HM. Ci bollò come degli sprovveduti dilettanti. Vatti a fidare degli amici!. Klaus Byron, sicuramente molto + quotato di lui, che intervistava anche gente del calibro di K.KING e TOM ARAYA, ci sperticò le lodi chiudendo l'articolo con: Detestor, una band tutt'altro che detestabile! E così con la scusa mi son tolto un altro sassolino dalla scarpa, insieme al macigno di gerry scotti. Ti mando un abbraccio Silvia. Scusa Raven!!!
alifac
Martedì 7 Marzo 2017, 11.18.08
70
@Father Picard... Distortion... si me la ricordo, credo di averne acquistato qualche numero ma non mi pare sia durata tanto... è passato un po ti tempo eh? Altro che "lacrime nella pioggia" alla Bladerunner tra poco non mi ricorderò più cosa ho mangiato a colazione...
Silvia
Martedì 7 Marzo 2017, 10.24.01
69
Fabio Rasta, sono d'accordissimo con te, ora riconosco che esserci sudati le cose dà un altro valore anche al resto 😉. Visto che ne parli posso chiederti in che gruppo suonavi? Non so se posso chiedertelo ma mi stai mettendo la curiosità 😅 (Scusa l'invadenza! nel caso in cui non ti vada di rispondere ignora la domanda 😉. Cmq sì x quanto riguarda i soldi, davo x scontato che essendo adolescenti, almeno la maggioranza di noi studenti non ne avesse, anche chi non versava nell'indigenza. E soprattutto x gli hobby c'era la mentalità di spendere poco, non so se pure le vostre famiglie erano così... Quindi io personalmente compravo solo le riviste in cui c'erano i miei gruppi preferiti, i vinili nelle occasioni e x il resto era un risparmio da cui doveva uscire tutto, cassette e VHS vergini (si chiamavano così), spillette, borchie (io avevo solo un braccialetto ma a 16 anni mi sarei voluta vestire come Paul Di Anno ai tempi di Killers 😅, magliette, corde x la chitarra. Di quel Luzzato Fegiz ricordo che ci insultava proprio, in particolare in occasione di un articolo sul Monsters of Rock (ora Gods of Metal) ci aveva dipinto come tonti, selvaggi e violenti, una roba del genere. E poi se non mi ricordo male stroncava i generi allora estremi
Fabio Rasta
Martedì 7 Marzo 2017, 10.01.33
68
La risposta di quel tale Mario luzzato Fegiz (dal nome si direbbe uno snob), è emblematica sull'ipocrisia dell'industria musicale italiana. Quelle merde si sono arricchite con i soldi degli appassionati. Negli anni '80 eravamo migliaia a investire i pochi risparmi in dischi, cassette, magliette, spille, toppe e merchandising di tutti i generi. Il tutto senza mostrare mai un briciolo di riconoscenza, anzi... Ricordo un programma che si chiamava Dee Jay television, condotto da un allora sconosciuto ma già alquanto gelatinoso gerry scotti, che, in relazione al crescente fenomeno Metal, promise di trasmettere almeno un quarto d'ora alla settimana di musica Heavy Metal, senza specificare ovviamente data e ora. Dopo essermi sorbito due o forse + settimane di Culture Club, Paul Young e altra spazzatura pop slavata, sdolcinata e smancerosa, che minò indelebilmente e definitivamente la mia soglia di sopportazione musicale, trasmisero finalmente un video dei Nazareth, (che, massimo rispetto, ma era tutt'altra cosa), e li capii di essere stato preso per il culo. Non perdonerò mai gerry scotti per avere ignobilmente preso in giro un ingenuo ragazzino. Un indegno e vergognoso espediente, a mio modesto avviso e col senno di poi, x convertire i giovani, e che grida ancora vendetta al cielo. E sosterrò sempre a gran voce l'ipotesi di Pino Scotto (ditene pure quello che vi pare), secondo la quale il Rock sarà sempre osteggiato in quanto porta le persone a riflettere. Un salutone a tutti i sottoscritti compagni di sventura, con la riflessione che noi oggi andiamo a testa alta, abbiamo imparato a sudarci tutto e adesso ci godiamo tutto alla grande. Questi meschini e ridicoli personaggi avranno pure vinto (il mainstream di allora, composto almeno se non altro da musicisti, fa sorridere rispetto a quello odierno), ma rimarranno sempre delle vili e striscianti merde. Ride bene chi ride ultimo. R'n'R IT WILL SURVIVE!!!
Father Picard
Martedì 7 Marzo 2017, 10.01.01
67
io adoravo H/M e Metal Hammer soprattutto. Anche Metal Shock prima che Fuzz e altri trasmigrassero su Psycho. Flash aveva iniziato bene ma poi e' diventato una specie di cioe' metal. Anche la prima Grind Zone, mitica. A me piaceva anche Ritual che era piu' dark/industrial ma ogni tanto trattava metal. Distortion se la ricorda qualcuno?
Fabio Rasta
Martedì 7 Marzo 2017, 9.15.11
66
Io, di tutte queste riviste citate (escluso Ciao 2001 che girava già tra i ragazzi + grandi), posso ricordare solo HM che fu la prima in assoluto a girare nel mio quartiere, e poi Metal Shock a seguire. Purtroppo mi dovevo accontentare di guardare solo le copertine in edicola, in quanto l'estrema indigenza in cui versavamo tutti, non consentiva neanche il pensiero di poterle acquistare. Il prezzo di HM si aggirava intorno alle 3000 lire se non ricordo male. Anche se era stampato su carta di qualità, con belle foto e articoli, mi sembrava un prezzo esorbitante. Non potei acquistare neanche i numeri che recensivano il nostro Demo-Tape; quello su Metal-Shock, tra l'altro, recensito in maniera largamente positiva nientemeno che da Klaus Byron, giornalista molto rinomato nel settore.. Fortuna che un amico + abbiente mi donò i ritagli di entrambe le recensioni (pubblicate con foto!!!) che conservo ancora. Non capisco però come, con il fatto che la rivista all'epoca vendesse molto bene, sommato al prezzo notevole, possa essere fallita la testata di HM. Qualcuno ne conosce i retroscena?
lisablack
Martedì 7 Marzo 2017, 7.50.05
65
Infatti io ho la videocassetta di Live after death rovinata per il nastro attorcigliato..una vera tragedia! Ma ho ricomprato il DvD..
Silvia
Martedì 7 Marzo 2017, 7.33.32
64
Sì Fabio cmq io parlo di più di 20/30 anni fa (o santa pazienza, preistoria davvero hahahah!) non esistevano neppure i DVD. E a volte nelle cassette e le VHS si "attorcigliavano" i nastri, che disperazione 😅
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 6 Marzo 2017, 20.59.57
63
@rik bay area thrash beh non proprio per tutti,io mi considero ancora relativamente giovane e non la considero preistoria,anzi alcune testate reggono ancora adesso,è vero però che ora che c'è internet le riviste non le leggono più...@Silvia bravissima!!! anch'io l'ho comprato e la regola vale anche per le altre band,se ascolto un album e oltre ad avere tutte canzoni bellissime ha una sonorità particolare che si sente solo lì lo compro,comunque non registravo le VHS ma anch'io dieci anni fa e anche prima seguivo tutti i vari Metal zone,I Love Rock n'Roll,Superock,ecc ecc grazie ai quali ho scoperto Trivium,Vader,Anthrax,Moonspell,Killswitch Engage e compagnia bella
Silvia
Lunedì 6 Marzo 2017, 18.15.54
62
Fabio infatti! Io nel 2015 (esempio) ho comprato il cofanetto dei Refuge (Rage) anche se praticamente avevo già più o meno tutto ma volevo supportare la band 😉. Alifac io più di tutti mi ricordo Dante Bonutto con la Power Hour ma era inglese e se non mi sbaglio era su Music Box. Un tempo davano la replica alle 7 di mattina e un sacco di video di Anthrax e Testament (i miei preferiti all'epoca) che io puntualmente registravo su VHS, anche quelle conservate a tonnellate 😅
rik bay area thrash
Lunedì 6 Marzo 2017, 17.17.19
61
Guardare queste copertine è come fare un amarcord !!! Un tuffo in un bellissimo passato. Certo per la gioventù è preistoria obsoleta ma c'è da dire che erano gli unici mezzi d'informazione esistenti. Internet arriverà moooolto dopo. Si leggevano le news (con mesi di ritardo) e i vinili in uscita li trovavi belli recensiti. Leggevi la review e ...... di corsa dal dischivendolo di fiducia !!!! Bhe ora è tutto on line. News anteprime e album completi. Come già scritto da altri utenti si è persa tutta quella magia che era il vinile, il giradischi, le casse e non per ultimo l'ascolto del disco !!!! A me piace avere il supporto reale anche se solo in cd. In quelle copertine di queste riviste c'è la storia di movimento musicale chiamato heavy metal. Forever !!!!!!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 6 Marzo 2017, 17.14.56
60
Silvia tutti,che sia Metal Hammer,Metal Maniac,Rock Hard,Rock Sound,Grindzone,anche se devo ammettere che quello di cui ho più numeri è Kerrang che se non sbaglio è inglese...comunque sono d'accordo anche per la questione internet,è vero che c'è tanta ***** ma se non fosse ci sarebbe molta meno possibilità di accedere a band underground o comunque si sarebbe ancora più bombardati da quello che ci propina la tv,poi se uno vuole comprarsi l'album può farlo comunque come faccio io
Silvia
Lunedì 6 Marzo 2017, 16.00.13
59
Haha, sì sì io sono sopra i 40 da un pò e mi ricordo tutte queste cose di cui parlate, incluso le lettere ad HM, mitiche! Come già detto, all'epoca noi eravamo un gruppetto di pochi ma buoni e soprattutto fanatici fino al midollo quindi compravamo i dischi a turno, a sorpresa, fidandoci del recensore ma soprattutto del nome della band . E poi all'epoca i gruppi venivano pubblicizzati anche da altri gruppi nelle interviste o con collaborazioni. c'erano anche alcune città/paesi che avevano una bella scena, tipo NY, S. Francisco, e in Germania (esempio) Kai ha suonato con Piet Sielck, collaborava con i Blind Guardian, che erano amici dei Rage, che erano amici dei Grave Digger etc etc Insomma ti veniva la curiosità di ascoltare gli "amici" 😉. Guardate però, niente è come internet, se usato bene è una miniera d'oro, io sarei impazzita all'epoca se avessi avuto il web! Senza contare che non ha prezzo vedere i tuoi idoli che ti danno le notizie direttamente, esempio. X non parlare dei fans che mettono i video live NON EDITATI!!! (un tesoro x me) e ti sembra di essere al concerto! Pensate, l'anno scorso i Blind Guardian e i Metal Church erano in streaming al Wacken! Fabio Y. e magari hai pure i numeri ancora conservati come me 😅
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 6 Marzo 2017, 14.52.35
58
Bell'articolo anche se ti dà una botta di nostalgia non indifferente ...Ti rendi conto di essere un fanatico del metal quando hai comprato un numero per almeno metà delle riviste
alifac
Lunedì 6 Marzo 2017, 14.34.38
57
Ve lo ricordate "Heavy con Kleever" (spero di averlo scritto giusto) su Videomusic'?????
lisablack
Lunedì 6 Marzo 2017, 13.40.06
56
Alifac, mi ricordo della copertina di HM dedicata ad Eric Carr, lui morì il 24 novembre 1991, lo stesso giorno di Freddy Mercury, tra l'altro..
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Lunedì 6 Marzo 2017, 12.39.49
55
Non c'era internet, ma c'era anche la radio io ascoltavo spesso Planet Rock/ Stereodrom. C'erano Claudio Cubito, direttore di Metal Hammer, Mixo e Claudio Sorge che poi fonderà Rumore.
alifac
Lunedì 6 Marzo 2017, 12.32.17
54
Metal Shock, Flash (il mio preferito), HM... bei tempi! Mi sa che qui viaggiamo tutti oltre i 40 eh?! Il numero a cui sono più affezionato è di HM, pare che nella tragica occasione della morte di Eric Carr- per me un mito assoluto - sia stata l'unica rivista (si dice "al mondo"!) ad avergli dedicato la copertina!
Raven
Lunedì 6 Marzo 2017, 12.31.56
53
Forse, ma internet è solo un mezzo e non nascondiamoci: se lo avessi avuto ai nostri tempi lo avremmo usato eccome i vantaggi sono immensi, come fare queste discussioni in tempo reale, basta usarlo per quello che è, un mezzo per avvicinarsi e non per isolarsi.
Rob Fleming
Lunedì 6 Marzo 2017, 12.28.51
52
Soprattutto una volta ti dovevi fidare dei recensori. Prendevi Metal Shock; leggevi le recensioni e quindi acquistavi o registravi su cassetta. E nell'arco di qualche mese imparavi a conoscere i gusti di quel determinato recensore e quindi capivi se quei 5 pallini/pipistrelli/pugnali assegnati potevano soddisfare anche i tuoi gusti musicali. Magari adesso risparmi più soldi grazie a Spotify o Youtube, però, certe dinamiche sono andate del tutto perdute.
Gervasius the Mighty
Lunedì 6 Marzo 2017, 12.27.07
51
Belli questi articoli di Raven, spaccati di un epoca aurea del Metal, ora estinta almeno secondo me. Adesso cosa abbiamo guadagnato? Secondo me solo la possibilità della fruizione e della comunicazione in tempo reale, ma per il resto la magia si è persa...poi chissà magari siamo solo vecchietti nostalgici, i Gggiovani probabilmente a leggere ste cose ci ridono dietro...
lisablack
Lunedì 6 Marzo 2017, 12.09.26
50
Compravo anch'io Hard e scrivevo lettere e Metal Hammer mi ha pubblicato una volta, era bello così! E poi Si leggeva la recensione, e si comprava l'album a scatola chiusa ed era più emozionante. Era una sorpresa..Adesso siamo schiavi del web purtroppo ci ha condizionato la vita.
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Lunedì 6 Marzo 2017, 11.28.02
49
Molti annetti fa entrai in nella mia edicola di fiducia e chiesi "C'è Hard?" Per chi non lo sapesse era una rivista metal di cui c'era pure una brevissima edizione televisiva durante DJ Television su Italia 1... Un coglioncello attempato sghignazzando mi disse "No, c'è soft!" ed io: "Quella l'ha presa tua moglie!"
Gervasius the Mighty
Lunedì 6 Marzo 2017, 11.11.50
48
Se non ricordo male sull HM con King Diamond in copertina si parlava di un suo concerto con di spalla i Candlemass! E sti cazzi.... e vi ricordate delle lettere? Cioè sembrano passati 100 anni ma se volevi dire la tua dovevi prendere carta e penna mandare una lettera, sperare che la pubblicassero e forse se eri fortunato dopo 3 mesi la leggevi....
lisablack
Lunedì 6 Marzo 2017, 11.01.24
47
Che riviste..quanto mi mancano!! HM, Metal Schock, Metal Hammer e Grind Zone, mi viene da piangere anche a me..che tempi, e complimenti x l'articolo.
Raven
Lunedì 6 Marzo 2017, 10.36.24
46
C'è anche la puntata predente dedicata alla fanzines. E si parla di queste cose anche in altri articoli in ambito HC/Punk.
Gervasius the Mighty
Lunedì 6 Marzo 2017, 9.35.56
45
Mi viene quasi da piangere...gli HM in foto li ho ancora tutti a casa gelosamente conservati...
d.r.i.
Lunedì 6 Marzo 2017, 8.32.40
44
Fegis era colui che mandava altri ai concerti, almeno ipotizzo io, perchè cannava completamente le recensioni dei live sbagliando scaletta, numero componenti, nomi, insomma con errori madornali! L.F. per me nella musica, non solo metal, conta come il nulla cosmico!
Raven
Lunedì 6 Marzo 2017, 7.18.33
43
Proprio lui
Silvia
Lunedì 6 Marzo 2017, 1.05.58
42
Oh anche qui mi fai fare un bel tuffo nel passato 😃! Io ormai non compro più riviste metal cartacee da una decina d'anni ma conservo ancora diversi numeri delle prime che sono uscite e che avevano i miei gruppi preferiti. HM (che all'epoca era il mio preferito anche se a volte c'erano frasi un bel pò sessiste 😅 x me è stata la prima rivista metal, prima ancora che uscisse poi Metal Shock. Hai ragione cmq, le webzines sono come le fanzines di un tempo, ti aspetti passione e imparzialità, il,che no, non mi pare poco x niente 😉. Ma quel Luzzato Fegiz... non era quello che insultava sempre i metallari?
Raven
Sabato 13 Febbraio 2016, 19.47.42
41
Grazie, ti invito a leggere la puntata precedente, che trovi nel riquadro a destra
rik bay area thrash
Sabato 13 Febbraio 2016, 19.29.27
40
Articolo emozionante. È stato come avere avuto un flash back dei ricordi di quando si era giovani. Conobbi la rivista rockerilla nel 1980 tramite un amico punk, che mi prestò i primi 5 numeri. Si aprì un mondo. E pensare che l' inserto, all'inizio aveva solo 2 pagine dedicate all' hard&heavy. Riva e Trombetti contribuirono alla nascita di metal shock, anticipati di poco, se non sbaglio, da hm. Ho sempre ritenuto comunque rockerilla inarrivabile, almeno finché ci sono stati Riva e Trombetti. Anche flash non era niente male. La migliore comunque, per me, resterà l' inglese metal forces che dedicava ampi spazi al thrash metal. Anche se vi ho scoperto da poco, Vi faccio i complimenti, perché siete obiettivi e rispettate i gusti musicali di tutti, sempre comunque nel rispetto reciproco ovviamente.
black
Martedì 10 Novembre 2015, 12.40.24
39
io son della generazione di HARD! ai tempi ho imparato e scoperto tutto grazie a questo gg, poi l ho buttati.. che stupido..ora sarà x nostalgia o le mie manie di collezionismo li sto recuperando, chi sa dirmi quanti n esiston?finche anno son usciti??grazie
Raven
Lunedì 12 Settembre 2011, 14.28.09
38
gli ultimi 2 commenti sono giusti.
fabio II
Lunedì 12 Settembre 2011, 12.40.42
37
Bisognerebbe sfatare certi miti. Raven ha giustamente reso omaggio all'era pionieristica della stampa metal italica; ma nella maggiornanza dei casi, esattamente come per le bands, si trattava di una critica amatoriale che nulla aveva a che fare con Kerrang! o Enfer, tanto per citare qualche esempio. Solo il primo Metal Shock era competente; soprattutto per la presenza di Beppe Riva, l'unico veramente grande in Italia ( forse solo Trombetti poteva tener testa ), e tra l'altro non era un professionista neanche il buon Beppe. HM era spesso inaccettabile; ricordo che spacciò Warlord e Legs Diamond ( il primo del '77 è un disco da one in a million ) come bands esordienti. Oggi la cultura media metal è molto aumentata e Metallized è qui a testimoniarlo PS: Marco Foad: non è che gli 'speciali di Rockerilla' ebbero vita breve; semplicemente i redattori sondarono il campo e di lì naque Metal Shock
marco FOAD
Domenica 21 Agosto 2011, 19.05.00
36
Bellissimo articolo Raven! Però ci siamo dimenticati di Hard'n'Heavy,redatto dagli stessi della famosa rubrica che si trovava ''in fondo'' a Rockerilla. Ne uscirono in tutto 3 numeri: il primo (sperimentale) formato tabloid con R.J. DIO in copertina,il secondo (che però in copertina riporta N.1) con Queensryche e il terzo (N.2) con Manowar. Secondo me era davvero ben fatta e dava un sacco di spazio alle bands nostrane. Purtroppo ebbe vita breve...
Raven
Lunedì 21 Febbraio 2011, 8.33.36
35
Grazie Persephone, bisogna sempre dubitare di ogni fonte e selezionare quelle che effettivamente sono affidabili.
Persephone
Lunedì 21 Febbraio 2011, 0.01.08
34
Articolo commovente...grazie Raven...assolutamente in linea con il discorso dei 4 punti critici per l'esame di un pezzo!!!
jek
Domenica 20 Febbraio 2011, 10.21.57
33
@raven: anch'io avevo la tutti gli alan ford un carro di zagor e mister no. Parte barattati prestati in comodato d'uso o "alleggeriti"
Raven
Domenica 20 Febbraio 2011, 10.17.26
32
@Jek: Grazie per l'aprrezzamento. Libertà ed indipendenza di giudizio sono tutto in questo campo, il resto viene dopo. @Pinche: Si, quanta roba prestata e mai più rivista, anche fumetti. Quasi una intera collezionedi Alan Ford dall'uno al 100, per esempio
jek
Domenica 20 Febbraio 2011, 9.44.45
31
@pincheloco: io purtroppo non avendo il solaio ad ogni cambio di stagione mia madre tra liti furibonde "alleggeriva" la stanza. Fortunatamente sapendo il valore non toccava i dischi.
pincheloco
Domenica 20 Febbraio 2011, 9.36.16
30
@jek: ho un bel solaio scherzi a parte, ti assicuro che avevo più roba. Ad esempio di HM avevo tutti i numeri, ma non trovo più i primi 5. A quei tempi si prestava molta roba che, immancabilmente poi non tornava indietro.
jek
Domenica 20 Febbraio 2011, 9.17.38
29
Ennesimo articolone di Raven, complimenti scontati. Vorrei focalizzare il mio commento sulla parte LIBERTA' ED INDIPENDENZA che trovo eccellente. Un bignamino con 4 punti da tenere in considerazione nel valutare le recensioni. Approvo la tesi della facilità condizionamenti esterni sulla carta stampata. Forse i costi del web essendo più bassi non portano a dovere essere prudenti con certe case discografiche. @Pincheloco ma come azzo hai fatto a conservare tutto ?????
Raven
Sabato 19 Febbraio 2011, 19.57.06
28
@fdrulovic: quanti ricordi sulle carrozze ferroviarie di seconda e TERZA CLASSE per andare per concerti.... (tre l'altro proprio stanotte mi sono fatto 4 ore di macchina per andare e 4 per tornare sotto la pioggia per seguire un concerto) @Evilcat: grazie per i complimenti in paragone con HM @armando petrini: grazie a te per leggerci.@nonchalance: benvenuto nel mondo delle nostre recensioni per tutti: grazie ancora. Tra l'altro mi permetto di sottolineare 2 aspetti: il rapporto immediato e diretto che una webzine può instaurare con i lettori tramite questi spazi, ed il fatto che -permettetemelo- siamo in grado di citare la concorrenza di ogni tipo senza problemi , con rispetto per tutti e senza temere di perdere lettori.
Ian666 Metal in the blood
Sabato 19 Febbraio 2011, 19.44.54
27
Mitico Metal Shock degli anni che furono ne conservo ancora un paio di numeri anche se ormai manca dal febbraio 2008 e negli ultimi anni era cambiato .... cmq era la mia rivista preferita
rox68
Sabato 19 Febbraio 2011, 18.37.29
26
Pochi anni fa, per motivi di spazio, ho dovuto buttare parecchie riviste fra le quali quasi tutte le copie di HM. Ancora non ci credo che l'abbia fatto veramente... Se volete insultarmi fate pure, non replicherò...
hm is the law
Sabato 19 Febbraio 2011, 18.00.47
25
Per fortuna i bliglietti dei concerti li ho tutti li tengo come relique!
Raven
Sabato 19 Febbraio 2011, 17.52.06
24
Stessa mia situazione, tutto perso: riviste, poster, biglietti di concerti
hm is the law
Sabato 19 Febbraio 2011, 17.48.15
23
Avevo tutti i numero di H/M li tenevo in cantina. Purtroppo ammi fa c'è stato un allagamento e li ho persi. Adoravo anche metal Shock...bei tempi!
Raven
Sabato 19 Febbraio 2011, 17.33.04
22
Grazie a tutti.
SabbraCadabra
Sabato 19 Febbraio 2011, 15.20.08
21
Che bei ricordi, Rockerilla che leggevo solo alla fine dove c'era la sezione metal col mitico Beppe Riva e poi HM per finire a Metal Shock e attualmente Metal Hammer che ahimè sto abbandonando per il web, è la fine di un'era romantica che non tornerà più.....
MyCoven
Sabato 19 Febbraio 2011, 15.06.30
20
Wow, che bel tuffo nel passato!! Cominciai nel 90 con H/M e poi Metal Shock fino alla sua scomparsa. Ero talmente "affamato" di metal che praticamente li imparavo a memoria. @N.I.B. Le copertine erano uno sballo!!!
il leccese
Sabato 19 Febbraio 2011, 11.15.56
19
io invece adoravo metal shock proprio per il taglio strafottente che aveva..sembrava di parlare con un gruppo di amici al bar
N.I.B.
Sabato 19 Febbraio 2011, 10.04.30
18
Ahhh le buone e vecchie copertine di HM... mi sembra di tornare indietro nel tempo, o che il tempo non fosse mai passato... me le ricordo, come fosse adesso... \,,/ ...!!!!
nonchalance
Sabato 19 Febbraio 2011, 9.32.07
17
complimenti!..hai reso pienamente l'idea! Io uso l'web solo per le news e non per le recensioni, d'ora in poi però leggerò anche le recensioni!! grazie tante per la dritta!
enry
Sabato 19 Febbraio 2011, 9.09.24
16
Gran bel articolo, parecchie delle riviste citate le ho comprate per tanti anni. Ora come ora prendo solo Rock Hard, il nuovo arrivato Inferno Rock e Ritual (causa la mia passione per Dark, Industrial, Dark Ambient ecc...anche se ultimamente hanno aperto anche al Black Metal), anche se ogni tanto ci scappa qualche numero di Grind Zone.
LAMBRUSCORE
Sabato 19 Febbraio 2011, 9.06.25
15
altra rivista che conservo gelosamente è lo special THRASH di metal hammer n' 4/90, con mustaine in copertina, chi ce l'ha alzi la mano....cioè volevo dire alzi il boccale!!!!
LAMBRUSCORE
Venerdì 18 Febbraio 2011, 22.19.47
14
delle riviste che ho visto nelle foto ho ancora il n'100 di hm e anche blast, che era un vero must x gli amanti dell'hardcore. molte, purtroppo le ho prestate all'epoca e non me le hanno ridate, però ne ho ancora un buon numero, che ogni tanto rileggo, bell'articolo!
armando petrini
Venerdì 18 Febbraio 2011, 21.28.10
13
HM e' mitico ed e' anche uscita una splendida compilation di gruppi metal dell'epoca. ho comprato per tanti anni anche metal shock.....bei tempi....bei ricordi.....grazie!!
mariamaligno
Venerdì 18 Febbraio 2011, 21.26.06
12
Io amavo Metal Shock alla follia, poi col cambio di linea editoriale nei primi duemila l'ho disdegnatno al punto di preferirgli Metal Hammer...divenne di un commerciale paura e nu metal-oriented alla nausea. In ogni caso belli i tempi delle riviste metal, prendevo spesso anche Flash e Grind Zone...
Maurilio
Venerdì 18 Febbraio 2011, 20.18.02
11
Io ho comprato il primo H/M nel 1986 e poi ho proseguito con questo e Metal shock. Entrambe grandi riviste!
il leccese
Venerdì 18 Febbraio 2011, 17.52.56
10
quanto era bello metal shock porca troia
evilcat
Venerdì 18 Febbraio 2011, 16.47.14
9
@H/Mfan: Sono anch'io un gran fan di quella mitica rivista. Passione, Professionalità, Competenza, Ironia...le stesse qualità che ritrovo su Metallized!!! Mi mancano poche copie per avere tutta la raccolta degli H/M, se sei disposto a vendermeli e se hai quelli che mi mancano puoi contattarmi a ronniej.gigi@libero.it
fdrulovic
Venerdì 18 Febbraio 2011, 16.12.45
8
E' vero...chi ti sei ricordato! Pierfrancesco Atzori!! Mah, io RS lo compravo saltuariamente (di solito ce lo si scambiava con gli altri...i soldi erano pochi). Ho sempre ascoltato anche musica non-metal e all'epoca non era malvagia come rivista. Impostazione piu' generalista, ma apprezzabile. Poi il declino inarrestabile. Per il resto il "ciclostile", le fotocopie, le cassette (allora non illegali...) tutto serviva per scambiarsi info preziose su nuovi gruppi! La cosa che invidio ai ventenni di adesso è l'imbarazzo della scelta nei concerti da poter vedere...Io mi sono dovuto sobbarcare dei viaggi da esodo biblico....)
H/M fan!
Venerdì 18 Febbraio 2011, 16.03.10
7
ormai è una vita che non prendo più una rivista metal. Ma da ragazzetto infogliato di metal seguivo assiduamente H/M e poi MetalShock finché l'ha diretto fuzz fuzz, per poi abbandonarlo con l'arrivo al timone del Borchi. Cmq ottimo articolo che ha risvegliato ricordi del passato, credo di avere in casa uno scatolone pieno di H/M
Michele
Venerdì 18 Febbraio 2011, 14.54.00
6
Mah,io ne compro poche di riviste,in genere ogni tanto prendo Metal Hammer o Rock Hard,ma,alle volte,si capisce che alcune cose sono decisamente forzate e "volute" (chi si ricorda il recente 5/5 a Fever dei BFMV? LOL) E poi,spesso,i gruppi meno famosi vengono poco premiati (in genere con voti come 6, 6,5,ma non di più.
pincheloco
Venerdì 18 Febbraio 2011, 13.07.36
5
Ottimo articolo. Anch'io ricordo tutte le varie pubblicazioni avendo seguito la scena per parecchi anni. Sono uno di quelli che ha sempre acquistato sia riviste che dischi. Tutt'ora, nel limite del possibile, continuo a farlo. Attualmente seguo Rock Hard (ho vinto anche qualche biglietto), Grinzone e Classix Metal. Di tanto in tanto compro anche Classix a seconda degli articoli. Sarà perchè sono un fan del Fuzz (ho preso anche Ritual qualche volta). Mitico Kakka Metal. Le webzine sono una buona cosa però è ancora bello avere in mano il cartaceo ogni tanto.
Frankiss
Venerdì 18 Febbraio 2011, 12.44.47
4
I nostalgici, vedendo le suddette copertine, avranno sussultato spasimando, io ricordo alla perfezione tutte le pubblicazioni, sia per lavoro che per collaborazioni effettuate dal sottoscritto con almeno quattro testate citate nell'articolo....ottima interpretazione dei tempi che furono..bravo Raven!
zoso82
Venerdì 18 Febbraio 2011, 12.26.49
3
come dissi ( a sproposito) nell'articolo scorso, io stravedo per classix metal, e lo consiglio a tutti.
Raven
Venerdì 18 Febbraio 2011, 12.25.13
2
Ho escluso rockstar perchè considerava il metal spazzatura, anche se il buon Pierfrancesco Atzori cercava di inserire una o due piccole recensioni in coda ad ogni numero. Per quanto riguarda noi troverai anche perecchi dischi NB con votazioni sotto la sufficienza. Grazie a te per seguirci.
fdrulovic
Venerdì 18 Febbraio 2011, 12.12.27
1
God bless the webzines! Ricordo che agli inizi della sua pubblicazione in Italia anche Rockstar non era per nulla malvagia come testata. Poi verso la fine degli anni 80 non c'era una copertina senza un'artista "mainstream" e articoli da "Cioè" e "Grazia". Il problema è che le implicazioni economiche "inquinano" sempre giudizi e scelte editoriali e, come hai anche sottolineato tu, queste non risparmiano anche le webzine piu' "indipendenti " e radicali. Se stroncassi ogni prodotto Nuclear Blast, ad esempio, credo che per sopravvivere dovresti scaricare illegalmente il mondo ed inventarti "Interviste Impossibili" come quelle RAI dei primi anni 70. Articolo interessante. Complimenti e grazie per il lavoro che svolgete con tanta passione.
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