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HYBRID CIRCLE - # 6 - Saggi, Popolo e Saggezza Popolare
02/03/2011 (1869 letture)
SAGGI, POPOLO E SAGGEZZA POPOLARE
Iniziarono di nuovo le perquisizioni, ma quella volta in modo più pressante. I saggi erano furibondi ed esclamavano: “Ammettiamo un furto, ma qui si comincia a parlare di terrorismo! C’è qualcuno che sta nascondendo qualcosa e questo qualcuno verrà trovato e punito in modo esemplare. Più lunga sarà la sua latitanza e maggiore sarà la sua punizione”. Qualcuno disse addirittura che se i colpevoli non fossero venuti fuori entro una settimana, la pena sarebbe stata la morte.
La cosa strana era che noi non avevamo timore di questo. Ci nascondevamo solo per poter proseguire con il nostro piano. Forse ci eravamo resi conto che tra una vita da prigionieri ed una vita tentando di liberarci rischiando la morte, la seconda opzione era la migliore. Ma la curiosità era troppa, dovevamo ricominciare con i nostri esperimenti, non potevamo attendere oltre e così pochi giorni dopo la cattura del droide ci ritrovammo di nuovo nella casa di Harvey.

«Harvey, come ti senti?»
«Impaziente. Se fossi stato capace di riaccendere quel coso da solo l’avrei già fatto! E non voglio mentirvi, gli ho dato un paio di calci sperando che si accendesse da solo. Allora, Derek? Che cosa fai ancora li? Ti devo indicare la strada? Non conosci casa mia?»
«Certo che la conosco!»
«E allora che cosa aspetti!? Mettiti a lavoro!»
«Sei un vecchio acido! Se non ti ammazza un liberatore giuro che lo farò io!»
«Bravo pivello! È questo il carattere che ci vuole!»
«Zitti voi due! Hanno bussato alla porta!»
Vidi dallo spioncino periscopico che alla porta c’erano le guardie e probabilmente portavano addosso tutto l’arsenale della tana. Decisi di non rispondere, ma loro cominciarono a gridare “Questa è una perquisizione autorizzata. Aprite la porta altrimenti la buttiamo giù!”

«Avanti Harvey, vai ad aprire!» Disse subito Derek.
«Neanche per sogno, Derek. Se ci voglio se la devono sudare»
«Ma sei pazzo? Questi ci ammazzano se riescono ad entrare con la forza! Per favore Lex, digli qualcosa!»
«No. Io sono d’accordo con Harvey. Se ci vogliono devono sudarsela. In fin dei conti abbiamo rischiato la vita per questo progetto»
«Mi piace come ragioni Lex! Voglio proprio vedere come la buttano giù una porta blindata!»
Infatti ci volle molto tempo per entrare nella casa. Prima un paio di esplosioni, poi una vecchia torcia da taglio al plasma ed infine dovettero avventarsi con un argano e strappare letteralmente la porta dalle mura.
Durante tutto ciò, noi ci sedemmo a discutere attorno al tavolo da cucina di Harvey e decidemmo che l’ora di uscire allo scoperto era arrivata.
Le guardie entrarono e ci trovarono proprio li, con lo sguardo fiero e soddisfatto. Harvey fu l’unico a rivolgersi a loro.

«Finalmente! Ce ne avete messo di tempo! Immagino vorrete una spiegazione, signori guardie»

Le guardie cominciarono a rovistare senza parlare e quando il computer fu trovato provarono molta soddisfazione, ma quando videro il droide un muro di terrore calò sui loro volti e cominciarono ad indietreggiare fino a sbattere contro Harvey.

«Pivelli, quell’affare è spento!»

Una volta superato il terrore, le guardie effettuarono l’arresto legandoci le mani e conducendoci presso “The Hole”.
Ci rinchiusero in celle separate in modo da non poter comunicare tra di noi, dopo due giorni saremmo stati processati in piazza davanti a tutto il popolo, ma era proprio quello che volevamo, l’occasione per dimostrare a tutti le nostre idee.
Eravamo rinchiusi in delle celle improvvisate, proprio perchè nella tana non erano mai stati commessi crimini. La mia era composta da uno stanzino chiuso con una porta metallica ed una piccola feritoia dalla quale potevo vedere direttamente la piazza. Era un po’ umida, ma non puzzava.
Le ore passavano lente e credevo che due giorni sarebbero stati interminabili. Pensavo ad Harvey e Derek, chissà se la lucidità rimarrà con loro per tutto il tempo, chissà se la fedeltà al piano reggerà la tensione. Ero preoccupato soprattutto per Harvey, avevo paura che il suo carattere così impulsivo e caotico l’avrebbe portato a commettere qualche sciocchezza.
Il giorno del processo arrivò e dalla piccola feritoia vidi la folla radunarsi nella piazza. Pochi minuti dopo arrivò una delle guardie a prelevarmi. La mia mente era affollata di pensieri, a quell’ora il sole fuori dalla tana era sorto già da un pezzo e CyberVAC sicuramente era già sulle tracce del droide mancante. A breve ci avrebbe trovati.

«Non si può attendere oltre, bisogna andare avanti a tutti i costi»

Finalmente ritrovai i miei compagni, li vidi tranquilli e pronti a proseguire il nostro piano. Le guardie ci legarono nuovamente, ci misero in fila indiana e ci scortarono armati fino ad un palco allestito in piazza. Appena saliti aspettammo qualche minuto e poi fummo raggiunti dai cinque Saggi, la piazza intanto si riempiva sempre più velocemente. I Saggi rimasero in silenzio ad osservarci aspettando gli ultimi minuti per permettere il riempimento completo della piazza, poi una specie di oratore impose il silenzio a tutta la folla. Quando regnò il totale silenzio il Saggio più anziano disse rivolgendosi alla folla: “Popolo della tana, posso affermare che dal giorno in cui fummo costretti a vivere nel sottosuolo questo è senza dubbio il giorno più triste che si ricordi, tre xelyani, tre xelyani della nostra società si sono macchiati dei reati più gravi mai commessi nella Tana, e per questo sono accusati di aggressione alle guardie, furto nel centro operativo, missioni esterne non autorizzate, adunanze non autorizzate, fabbricazione di armi, manomissione dei sistemi energetici, e soprattutto l’introduzione nella Tana del nostro peggior nemico: il robot, con la conseguenza di aver rivelato alle macchine la nostra posizione, rendendo questo nascondiglio dal più sicuro al più vulnerabile.”

Il Saggio si volse verso di noi, e continuò: “Ebbene, cosa avete da dire in vostra discolpa? Vi dichiarate non colpevoli dei reati appena descritti?”

«Harvey, digli quello che devi»
«No, questa volta tocca a Lex»

Non mi aspettai quella proposta da parte di Harvey, il piano parlava chiaro, Harvey avrebbe dovuto fare la parte che gli usciva meglio, predicare.

«Harvey perché proprio io?»
«Io sono vecchio, non mi crede più nessuno e tu oramai sei pronto, tanto sai benissimo quello che bisogna dire. Questa diventerà la tua battaglia, sei l’unico in grado di guidarci con raziocinio. Avanti, non fartela sotto, pivello. Convincili che stanno sbagliando tutti»

Le parole di Harvey mi tranquillizzarono, così feci un respiro profondo, mi voltai ai Saggi e cominciai a parlare.

«Noi siamo colpevoli di tutti i reati elencati»
Ed il saggio replicò “Vi dichiarate colpevoli, quindi? Avrei giurato che avreste fatto di tutto per discolparvi”.
«E perché mai dovremmo discolparci?»
Ed ancora il Saggio: “Viste come stanno le cose e la spavalderia dimostrata da voi, vi sarà applicata la massima pena. La morte.”
Ma Harvey non riuscì a rimanere in silenzio.
«Zitto vecchio, e lascialo parlare!»
Il saggio rimase impietrito dalla reazione di Harvey, fece un passo indietro, ed io continuai con il discorso. «E’ vero, ci siamo macchiati di tutti questi crimini, ma una guerra ha un prezzo da pagare. Fin ora abbiamo dovuto perpetrare una guerra personale perché non avevamo ancora le prove necessarie a dimostrarvi che quello che abbiamo in mente è possibile. Ho sentito numerose volte questo pazzo che è qui affianco a me blaterare assurde teorie senza avergli dato mai peso, ma un giorno qualcosa mi fece cambiare idea. Un messaggio, un messaggio dallo spazio captato dalla nostra debole antenna, non so come, non so perchè ma è accaduto. Quel messaggio fu la scintilla che innescò una reazione a catena di eventi. Ma so benissimo che un semplice messaggio non può coinvolgere un’intera popolazione perchè voi non avete bisogno di teorie, ma di cose concrete, tangibili. Ed è per questo che mi rivolgo a voi della Tana. Io il mio amico e questo vecchio pazzo siamo riusciti a catturare una macchina, a disattivarla ed a renderla inoffensiva. Siamo riusciti a batterla! Ma tutto questo non basta. Donateci un’opportunità, vi dimostreremo adesso, in piazza, che possiamo convertire una macchina nemica, in un alleato, e come ne possiamo convertire una, ne potremo convertire dieci, cento, tutte, per riprenderci la superficie, ma soprattutto la libertà! Portateci l’attrezzatura che è nella casa del vecchio qui affianco e se l’esperimento non avrà esito positivo sarete liberi di applicare la pena»

Il Saggio, preso dalla rabbia, ordinò alle guardie di giustiziarci immediatamente, ma parte del popolo cominciò ad opporsi finché un ragazzo salì sul palco e rivolgendosi a me disse “Ok, mi hai convinto. Alcuni di noi vogliono vedere questa prova, diteci di cosa avete bisogno di preciso.”
Il Saggio, appena il ragazzo finì di parlare, ordinò alle guardie di allontanarlo, ma appena le guardie si mossero, altre persone circondarono le guardie ed Harvey si avvicinò al bordo del palco e gridò.

«Avanti gente, riprendiamoci la nostra libertà! Portateci quella gabbia e tutta la nostra attrezzatura, vi dimostreremo che è possibile!»

Pochi minuti dopo un drappello di uomini stava già tornando con la gabbia contenente il droide, i fucili elettrici e tutta l’attrezzatura di controllo e, ironia della sorte, la stavano portando con lo stesso VWC con il quale l’avevamo portata noi. Il Saggio tornò a rivolgersi alla folla: “Popolo, state commettendo un grosso errore dando credito a questi criminali! Ve ne pentirete amaramente!” Ma un boato di fischi coprì la voce del Saggio. Li avevamo conquistati, ma dovevamo anche ripagarli della loro fiducia.
Non perdemmo tempo, dopo essere stati liberati andammo subito verso la nostra attrezzatura, e Derek cominciò subito a collegare il tutto, nel frattempo presi il fucile elettronico e scaricai un impulso sulla testa del droide per riattivarlo. Il liberatore si accese, le sue cellule fotoelettriche si illuminarono ed iniziò come l’altra volta la mutazione del suo aspetto e pochi secondi dopo inizio a manifestare la sua aggressività e gran parte della folla iniziò ad arretrare spaventata.
«Non preoccupatevi, la macchina è immobilizzata da un campo di forza e la gabbia gli impedisce di comunicare con i suoi simili. Ora precederemo alla conversione»

Derek mandò alla massima potenza i generatori e disse:

«Lex, siamo pronti»
«Ok Harvey, prosegui»
Harvey diede inizio alla procedura ed i fucili cominciarono a mandare impulsi sul cervello del droide. Come al solito si spense dopo pochi istanti, e rimase in quello stato per qualche minuto, poi si riattivò e ricominciò di nuovo la mutazione. Aprimmo la gabbia, sicuri di quello che stavamo facendo, ed il liberatore uscì. Nella folla si scatenò il panico generale e nel fuggi fuggi generale una madre, con in braccio il suo bambino, cadde a terra urtata da un’altra persona, e mentre il suo bambino cadeva, il droide focalizzò la scena e si mosse con velocità fulminea verso di lei. Delicatamente evitò che il bambino toccasse terra, poi aiutò anche la madre e gli porse di nuovo il bambino tra le braccia e la madre, stupita dal gesto, cadde in ginocchio e cominciò a piangere. Gradualmente la folla si fermò ad osservare in silenzio questo strano evento ed il saggio, bianco dalla paura, disse: “Perché non l’ha ucciso? Perchè non ci sta aggredendo?”, ed io risposi:

«Perché non provi a domandarlo alla macchina?»

Il Saggio, allora, si fece coraggio e si avvicinò lentamente al liberatore, e chiese: “Dimmi macchina, perchè hai impedito che quel bambino cadesse?” Ed il droide rispose “Mi scuso di non essere riuscito a soccorrere anche la madre, ma potevo agire solo su uno dei due, ed ho scelto quello più debole. Ho impedito che il bambino cadesse rispettando così la prima legge.”
Il Saggio rimasse impietrito, e chiese di nuovo “Perché non ci aggredisci?” E il droide, proprio come fece con noi, assunse un’espressione inorridita e rispose “Non potrei mai uccidere un essere xelyano. La prima legge me lo vieta. Se provassi a contrastarla brucerei completamente il mio cervello”

Alla luce di questo evento mi rivolsi alla folla e dissi:
«Il robot ora è un nostro alleato, possiamo farlo di nuovo, possiamo farlo con tutti i robot, ma non possiamo farlo in tre. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti voi!»



Hybrid Circle
Giovedì 3 Marzo 2011, 17.09.47
2
ciao Michele, il disco é nella fase finale... Dovrebbe uscire alla fine dell'anteprima totale del libro. Comunque se segui i nostri social networks (facebook, myspace,youtube ecc) rimarrai sempre aggiornato! Ciao, Hybrid Circle
Michele
Mercoledì 2 Marzo 2011, 15.10.56
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Quando uscirà il disco? D:
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