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MEGADETH - David Ellefson, la biografia
06/03/2011 (6387 letture)
Non tutti i mali vengono per nuocere, si suol dire. E quando la ruota della fortuna bussa alla tua finestra in modo rocambolesco, è ancora più gustoso ricordare l’aneddoto della svolta. A dirla tutta, più che bussare alla porta, la fortuna di David Ellefson si scagliò letteralmente sulla finestra del balcone, mentre il ragazzo stava tranquillamente suonandosi le linee di basso di Runnin’ With The Devil dei Van Halen. Al piano di sopra, montava furiosa l’ira di David Scott Mustaine, controverso, bizzoso ed irascibile eclettico della chitarra appena sbattuto fuori dagli emergenti Metallica a causa delle sue intemperanze. Essere cacciati da New York e tornarsene a Los Angeles proprio alla vigilia delle registrazioni di un disco come Kill’Em All non deve essere troppo gradevole, soprattutto se quel disco è anche figlio tuo: Mustaine stava grondando rabbia. Le note che fuoriuscivano dall’ampli di David Ellefson furono, letteralmente, la goccia che fece traboccare il vaso: il rosso chitarrista uscì sul balcone, prese un vaso di fiori e lo scagliò sul pianerottolo sottostante. Ma la reazione di Ellefson, tipo mite e bonaccione, fu la cosa più sorprendente dell’episodio. Infatti il bassista, invece di arrabbiarsi, salì a bussare alla porta di Mustaine, chiedendogli dove potesse acquistare delle sigarette. Gli venne sbattuta la porta in faccia con feroce ironia (‘Al negozio di liquori giù in strada’!), ma Ellefson non si diede per vinto e bussò una seconda volta, chiedendo a Mustaine se avesse l’età per comprarsi della birra. Evidentemente, Ellefson aveva toccato il tasto giusto per ingraziarsi il nuovo amico. Passarono un po’ di tempo a chiacchierare, dopo essersi comprati una cassa di Heineken ed essersela scolata ascoltando No Life ‘Till Leather, il demo inciso da Mustaine coi Metallica. Il thrash metal ancora grezzo e da perfezionare impresso nei solchi di quel dischetto, catturò l’attenzione del bassista, che da quel momento accantonò il suo sogno di entrare in una band glam metal. Nacquero in quel pomeriggio del 1983 i Megadeth: da lì in poi, sarà leggenda. L’infanzia di David Ellefson scorre da subito sui binari della musica, se è vero come è vero che già a undici anni il ragazzino entra a far parte di un gruppetto hard rock; il suo curriculum si arricchisce subito di diverse esperienze in piccole band locali, per le quali impugna anche la chitarra ritmica, ma naturalmente la svolta della vita arriva in quel giorno come tanti altri, nel quale si vide piovere sul balcone un vaso scagliato dal cielo. Ellefson è per anni l’unico membro ‘fisso’ della band del rosso di La Mesa, l’unico a non restare vittima della dittatura imbizzarrita di Mustaine, che cambia line-up ad ogni disco, in preda a litigi continui e raptus di follia.

Il bassista imparò moltissimo da Mustaine, adattando i suoi riff alle sue linee di basso ed entrando attivamente nel processo di songwriting: in tutti i grandi calibri della discografia targata Megadeth c’è la griffe di Ellefson, che anche musicalmente si prende le copertine di diversi episodi da antologia (l’intro di Peace Sells, titletrack dell’omonimo capolavoro, si fa onore da sola). Il finger style lascia spazio all’utilizzo del plettro man mano che la musica della band si stratifica, toccando il suo massimo culmine in Rust In Peace, nel quale i giri di basso di Ellefson e le ritmiche alla batteria di Nick Menza si sposano alla perfezione, denotando una completa maturazione tecnica. Proprio il drummer è stato definito da Ellefson uno dei migliori musicisti con cui abbia suonato. Eppure, pur essendo una persona molto amichevole e socievole, anche Ellefson stava per andare incontro a dei dissidi inevitabili, forse, col focoso Mustaine. Passarono gli anni Novanta, con le loro correnti mainstream e i dischi dell’allontanamento dal thrash: con l’avvento del nuovo millennio, sorsero dei problemi legali risalenti al mancato mantenimento, da parte di Mustaine, di alcuni obblighi relativi ai diritti d’autore di Ellefson. La frattura fu insanabile e portò fuori dalla band il bassista co-fondatore, che nel 2004 sarà anche richiamato ‘a casa’ da Mustaine senza esito. Anzi, il bassista intentò anche una causa nei confronti della sua ex formazione, senza successo. La sua attività proseguì nei Montrose, ma qualcosa non stava bene, strideva con la storia. Il cerchio doveva chiudersi, in qualche modo: alla faccia di tutti quelli che sostengono che i Megadeth ‘sono’ Mustaine e nessun altro, è bene ricordare che Ellefson, pur se in minor parte, è altrettanto seminale per la formazione californiana. Cresciuto in una famiglia fortemente credente, Ellefson ha avuto fin da subito un rapporto stretto con la religione e la Chiesa, sviluppando (per forza di cose) notevoli conoscenze in questo ambito. Anche lui ha avuto problemi di alcool e droga, ma in passato ha dichiarato che già nel 1990 si era ripulito di ogni sostanza: da quel momento la religione e Dio entrarono ancor più fortemente al centro della sua vita e lo stesso bassista dichiara di aver vissuto da allora gli anni migliori della sua carriera (anche se i dischi più belli appartengono al periodo precedente, quello in cui, per sua stessa ammissione, credere in Dio non era ‘figo’ per un ragazzo che suonava in una metal band: quasi a voler spiegare che si era allontanato dalla fede per motivi piuttosto infantili). Il bassista parla del suo rapporto con la religiosità come qualcosa di mistico e molto profondo, che lo accomuna ancora di più a Dave Mustaine, anch’egli avvicinatosi fortemente alla fede negli ultimi anni. Curioso un aneddoto legato all’Italia: durante il tour di Youthanasia, David visitò Roma e il Vaticano con la moglie, che poche settimane dopo partorì il primogenito, chiamato proprio Roman in onore della Città Eterna. Nel corso della sua carriera post-Megadeth, il bassista è apparso in diverse pubblicazioni come, ad esempio, l’album Prophecy dei Soulfly di Max Cavalera, per il quale ha suonato cinque tracce. Ma nel destino di questo musicista, inevitabilmente, c’era ancora la sua creatura, i Megadeth, a un passo dal sogno.

Diciannove anni, dal 1983 al 2002, nove album, tutti i masterpieces della band e i concerti storici, gli anni d’oro dei Big four Of Thrash Metal, il Clash Of The Titans: medaglie al petto che nessuno può togliere ad Ellefson. Nel 2010, a vent’anni dall’apice tecnico-qualitativo della ‘sua’ band, Rust In Peace, il bassista viene richiamato alla base per rimpiazzare il partente James Lomenzo. In rete si sprecano le dichiarazioni sdolcinate e di stima reciproca, tra lui e Mustaine: sotterrata l’ascia di guerra, pubblicamente coperti gli antichi dissapori contrattuali –per i quali Ellefson evitò meticolosamente di citarli nella sua biografia (eccettuata la discografia), cosa assai grave vista l’ampia fetta di vita ricoperta dalla band per il musicista- i Megadeth sono tornati quasi alla line-up migliore della loro epopea (mancherebbe all’appello il guitar hero Marty Friedman), celebrando con dei concerti speciali il celebre album datato 1990. Il disco viene riprodotto per intero dal vivo: una scelta premiata e documentata anche in un Live Album contenente l’intera scaletta del platter più le altre hit immancabili della band. Il cerchio si è chiuso, da quel giorno in cui piovve un vaso di fiori sul balcone di casa Ellefson ne è passato di tempo: ma è bello vederlo ancora lì, quel ragazzo mite e amichevole, uno dei pochi ad aver convissuto tanto a lungo con le scintille di ‘mister ego’ Dave Mustaine.



Philosopher3185
Martedì 6 Novembre 2018, 15.25.17
15
Il buon ellefson..si vede che è un ragazzo a posto e tranquillo..il partner ideale per Mustaine..un operaio della musica che fa il suo e non rompe i coglioni a zio Dave.
freedom
Martedì 9 Luglio 2013, 1.27.20
14
Si, è un articolo su Ellefson, e infatti dico questa e chiudo...secondo me i migliori sono stati Friedman e Poland.
Matocc
Martedì 9 Luglio 2013, 1.13.26
13
e fin lì... infatti intendevo che dopo di lui il migliore nella storia della band per me è Broderick. ma ora che ci penso, questo non è un articolo su Ellefson?
freedom
Martedì 9 Luglio 2013, 0.42.59
12
A livello esecutivo è un fenomeno senza dubbio, ma SCRIVERE l'assolo di Tornado of Souls è tutta un'altra storia...
Matocc
Lunedì 8 Luglio 2013, 23.17.52
11
Friedman è stato il miglior chitarrista dei Megadeth, ma Broderick gli sta in scia. è un fenomeno assurdo, ricordo ancora la sua esecuzione dell'assolo di Tornado of Souls a Milano per il ventennale di RIP
freedom
Lunedì 8 Luglio 2013, 15.20.48
10
Tecnica, gusto e personalità...100 volte meglio Friedman.
Vitadathrasher
Lunedì 8 Luglio 2013, 15.15.18
9
Stiamo scherzando vero? Friedman a livello compositivo ha un curriculum di tutto rispetto e tecnicamente, non ci voglio mettere la mano sul fuoco, per il semplice motivo che dal vivo Broderick non l'ho mai visto. Però posso dire che come tecnica Friedman è mostruoso, può dare lezioni private anche al gatto rosso Mustaine.
freedom
Lunedì 8 Luglio 2013, 14.14.16
8
Broderick non farebbe rimpiangere Friedman??!! Io credo di si.
TheAlanMcKain
Lunedì 8 Luglio 2013, 12.41.53
7
Sono i fiorellini dei due ragazzi che si fidanzano nel video di Super Collider XD
il leccese
Lunedì 7 Marzo 2011, 18.24.53
6
grande bassita e bla bla bla,,ma il punto principale è:che cazzo ci faceva dave al culmine della rabbia e della dipendenza con un vaso di fiorellini sul balcone? XD
Nightblast
Domenica 6 Marzo 2011, 14.56.32
5
Ellefson è un ottimo bassista...E' grazie a lui che i Megadeth non sono solo un progetto solista del genio di Mustaine...Ellefson è la parte che manca a Mustaine per copletare la creatura Megadeth...Per quanto riguarda il resto della formazione...Friedman rimane un mostro, ma Broderick non lo fa rimpiangere neanche un attimo ,secondo me...Purtroppo Drover non è Nick Menza, e la differenza si sente davvero tanto...
Radamanthis
Domenica 6 Marzo 2011, 13.21.50
4
Ellefson è un grandissimo bassista e alla domanda "cosa sarebbero i Megadeth senza di lui?" la risposta è a mio parere UNA BAND, e non un progetto di MegaDave!
Matocc
Domenica 6 Marzo 2011, 13.18.57
3
ho visto i MegadetH a milano nel giugno 2010 quando hanno suonato tutto RIP... alla fine del concerto li ho aspettati all' uscita e Ellefson si è fermato ad autografarmi Countdown to Extinction salutandomi con un "How Are You?" ... un mito, un tipo davvero gentile e cordiale, oltre che un bassista coi controcazzi. durante il concerto fa la sua parte nell' incitare il pubblico, sono contento sia tornato nella sua band. mi sarebbe piaciuto vedere anche Menza, mentre -senza offesa per Friedman che adoro- Broderick è talmente un manico che sta benissimo nei MegadetH... speriamo Mustaine non cambi di nuovo!
Gouthi
Domenica 6 Marzo 2011, 12.11.44
2
Ottimo musicista e, da come leggo nell'articolo, anche con una grande pazienza. Peccato che Friedman si sia auto esiliato in Giappone, altrimenti per Broderick erano cazzi, ed i Megadeth sarebbero potuti tornare al loro antico splendore...
metal4ever
Domenica 6 Marzo 2011, 11.53.07
1
Grandissimo Ellefson !! uno dei migliori bassisti del Metal!
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David Ellefson oggi (fonte: megadeth.com)
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