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THE ALLMAN BROTHERS BAND - A quarant'anni dal 'Live At Fillmore East'
14/03/2011 (2888 letture)
Per festeggiare il quarantennale dell’uscita del leggendario At The Fillmore East, The Allman Brothers Band celebra la propria gloriosa storia con una serie incredibile di 13 concerti in 16 giorni allo storico Beacon Theatre, una splendida occasione per ripercorrere una storia lunga 42 anni, entrata di diritto nella Leggenda del Rock.

LA NASCITA DI UN MITO: 23-25 MARZO 1969
Los Angeles: Gregg Allman, cantante e chitarrista, vive nella Città degli Angeli ormai da qualche anno, scritturato dalla Liberty Records per un progetto dal nome Hour Glass messo in piedi con il fratello maggiore, il chitarrista Duane Allman. Il gruppo produce due album -nel 1967 e nel 1968- che falliscono l’entrata nelle charts e la label decide così di licenziare tutti i musicisti tranne il biondo cantante, nel quale vede un potenziale commerciale. Il telefono squilla e Gregg riconosce la voce del fratello: sono passati diversi mesi da quando i due si sono separati. Duane inizia raccontandogli della jam session che ha fatto con il suo nuovo gruppo il giorno prima -23 marzo- e l’entusiasmo che subito ha coinvolto tutti dopo 3 ore continue di musica. Racconta poi di aver bloccato la porta della sala prove –il garage del bassista Berry Oakley- e di aver messo subito in chiaro che chiunque dei presenti non volesse fare parte della sua band avrebbe dovuto vedersela con lui. Nessuno si era mosso. Non tutti saranno però della partita: Reese Wynans organista presente quella sera, non farà parte del gruppo (si rifarà poi entrando nella band di un’altra leggenda: Stevie Ray Vaughan). Duane ha già in mente chi andrà ad occupare quel ruolo, assumendo anche la veste di cantante: mi disse che aveva bisogno di me per mettere in riga la band e per scrivere delle canzoni. Fu il più bel complimento che mi abbia mai fatto mio fratello. C’era solo un piccolo particolare: Gregg un organo hammond non lo aveva mai nemmeno toccato! In ogni caso, prendere un aereo per Jacksonville, Florida, è un attimo e il 25 marzo una delle band che è destinata a rivoluzionare completamente la musica americana vede la luce.

WHIPPING POST


Il gruppo prova inizialmente tanti classici del blues: Hey Joe, Hoochie Coochie Man, Back Door Man, Trouble No More, ma la neonata Allman Brothers Band lo fa in una maniera del tutto personale e unica. Nelle parole di Duane: Eravamo tutti senza parole. Sapevamo che era accaduto qualcosa di magico. Nessuno di noi aveva mai suonato o sentito suonare in quel modo prima di allora. Sin dalla prima prova, infatti, lo stile è già definito: una mistura di blues, rock, country, folk, psichedelia e jazz sorretta dalle due batterie e dal basso profondo e vorticoso di Berry Oakley, sulla quale le due chitarre di Allman e Forrest Richard “Dickey” Betts si slanciano in infinite improvvisazioni, sfidandosi e rilanciandosi continuamente. Su questa base rovente, l’organo e la voce di Gregg a tessere melodie sofferte, rurali e quotidiane, pregne delle gioie e dei dolori della provincia americana, nella migliore tradizione del blues/folk e del Sud degli States. Il curriculum del chitarrista e la sua amicizia con Jerry Wexler, produttore della Atlantic, consentono al gruppo di strappare il contratto con la major.

DREAMS


L'ASCESA E LA CONSACRAZIONE: 12-13 MARZO 1971
New York: The Allman Brothers Band dopo due ottimi dischi in studio, dal riscontro commerciale ancora non soddisfacente, si trova in tour presso il leggendario Fillmore East. Duane non è soddisfatto della situazione: ha la chiara percezione che la sua band abbia un potenziale enorme, che su disco non viene espresso al meglio. Convince tutti quanti che l’unico modo per far esplodere davvero il gruppo è quello di registrarlo nel suo ambiente naturale: il palco. Nasce così uno dei dischi fondamentali della Storia del Rock, uno delle registrazioni live più importanti del secolo passato e uno dei monumenti alla chitarra elettrica: At Fillmore East. Il disco sancisce l’entrata nella leggenda di Duane Allman e della Allman Brothers Band e diventa, inoltre, l’atto di nascita ufficiale del Southern Rock. Così verrà ribattezzato poi il “genere” creato dalla band, che troverà quasi subito una grandissima diffusione: gruppi come Marshall Tucker Band, Lynyrd Skynyrd, 38 Special, Little Feat, Outlaws, Molly Hatchet, Blackfoot, piuttosto che Gov’t Mule, Black Crowes, Alberta Cross e decine e decine di altri, sono tutti fratelli e figli della rivoluzione portata da questi ragazzi del Sud e iniziata con il disco The Allman Brothers Band del 1969. Un esordio che contiene già lo stile della band e almeno due classici immortali: la stupenda Dreams (poi cavallo di battaglia nei live dei Molly Hatchet con il titolo esteso Dreams I’ll Never see) e Whipping Post, brano destinato a diventare campo di battaglia delle incredibili jam del gruppo, che arriverà a dilatarla fino e oltre i 23 minuti della versione “scolpita” su At The Fillmore East. Il disco è composto tutto da materiale scritto da Gregg, con l’eccezione di due cover ed otterrà buoni riscontri di critica ma poco successo, mentre il gruppo inizia a macinare date su date (250 tra il 1969 e il 1970), consolidando la sua fama. Idlewild South vede la pubblicazione nell’agosto del 1970 e, oltre alla classica Hoochie Coochie Man di Willie Dixon, presenta anche due brani di Dickey Betts: l’opener Revival e, soprattutto, uno dei brani simbolo della band e anch’esso palestra per le esibizioni live, In Memory of Elizabeth Reed. L’album ottiene finalmente l’attenzione della stampa e il singolo Midnight Rider dal forte flavour country/folk comincia a far circolare il nome della band piazzandosi al 19° posto della classifica dei singoli; l’album raggiunge invece il 38° posto della classifica di Billboard.

IN MEMORY OF ELIZABETH REED


L’insistenza di Duane dimostra ancora una volta che il chitarrista vede lontano e fortunatamente la Capricorn Records, nuova label della band, accetta di registrare le esibizioni del gruppo che, da parte sua, esprime tutto il proprio potenziale al massimo livello. Le esibizioni furono infuocate al punto che, ricorda Gregg, i musicisti persero completamente il senso del tempo continuando a suonare per tutta la notte, finché ad un certo punto le porte posteriori del locale furono spalancate lasciando che la luce del mattino entrasse dentro. Queste le parole di Dickey Betts: Penso sia uno dei più grandi progetti musicali che siano mai stati fatti in un qualsiasi genere. È assolutamente onesto; un'onesta rappresentazione della nostra band e un'onesta rappresentazione dell'epoca. Rimandando alla nostra recensione per un giusto approfondimento sul contenuto musicale del disco, non resta che ricordare l’enorme contributo artistico dell’album e dei singoli musicisti in esso coinvolti a tutta la scena musicale dell’epoca, con la consacrazione definitiva del fantastico universo sonoro della band, dello splendido stile “slide” di Duane e del “disco live” come banco di prova per i gruppi rock, vero e proprio momento storico nella loro vita. Caratteristica che rimarrà tale per tutti gli anni ’70 e resisterà fino all’avvento dell’era digitale. L’album otterrà finalmente il giusto riconoscimento arrivando fino alla 13° posizione di Billboard. Da ricordare che altre canzoni tratte da queste registrazioni finiranno sul successivo album Eat a Peach.

JESSICA


DUANE ALLMAN: THE SKYDOG
29 Ottobre 1971, Macon, Georgia: la Allman Brothers Band sta finalmente raccogliendo i frutti del successo. Il gruppo dopo un estenuante tour è in pausa e Duane è rientrato a Macon, dove la band si è stabilita per stare vicina agli Studios della Capricorn e dove il chitarrista ha una breve relazione con Donna Roosman con la quale ha un figlio, Galadrielle. Sono le sei del pomeriggio e Skydog -questo il nomignolo del chitarrista datogli, secondo la leggenda, da Wilson Pickett- è alla guida della sua Harley-Davidson Sportser quando un camion di fronte a lui si blocca improvvisamente in mezzo alla carreggiata mentre sta facendo un’inversione, occupando tutta la strada. Duane frena di colpo cercando di evitarlo, ma perde il controllo, sbatte contro il posteriore del mezzo pesante e si ritrova proiettato in avanti mentre la moto stessa gli ricade addosso trascinandolo per molti metri. Il chitarrista viene condotto di corsa all’ospedale e viene immediatamente operato. Purtroppo i danni riportati dal suo corpo sono troppi e qualche ora dopo Duane Allman muore, cinque settimane prima del suo venticinquesimo compleanno.

HEY JUDE


Tratteggiamo brevemente la biografia di un chitarrista che la rivista Rolling Stones mette al secondo posto nella sua contestata (ma non per questo motivo!!!) classifica. Howard Duane Allman nasce il 20 Novembre 1946 a Nashville, Tennessee, mentre il fratello Gregory Lenoir l’anno successivo, l’8 dicembre. Nel 1949 il padre Willis muore, vittima di una sparatoria durante una rapina, e la madre Geraldine si ritrova a mandare avanti la famiglia da sola. Sarà il piccolo Gregg a comprare la prima chitarra, spingendo poi il fratello maggiore ad imparare a suonarla. L’abilità di Duane è subito evidente e lo stesso Gregg ammetterà che il fratello lo ha superato in bravura con una velocità incredibile. L’incontro col blues arriverà tramite un concerto di B.B. King al termine del quale il chitarrista si rivolgerà al fratello insistendo perché quella diventasse anche la loro vita. Duane passerà quasi tutta la sua infanzia suonando nella sua stanza, cercando un suo modo e una sua espressività. I due fratelli iniziano a suonare in pubblico nel 1961 e qualche anno dopo, la loro band dell’epoca -The Escorts-, cambia nome in Allman Joys per poi diventare The Hour Glass.
Saltiamo così al 1968: Gregg racconta che Duane si trovava a letto malato per il suo 22esimo compleanno, i due avevano litigato e non si parlavano da 6 settimane. Soffrendo per questa lontananza, decise di portare al fratello un tubetto di Coricidin -un medicinale- e l’album di debutto del chitarrista blues Taj Mahal. Gregg lasciò il tutto davanti alla porta dell’appartamento del fratello, suonò il campanello e scappò. Neanche tre ore dopo Duane richiamò il baby bro chiedendogli di correre da lui. Appena arrivato, il cantante lo trova a suonare sulla versione di Mahal di Statesboro Blues con al dito il tubetto della medicina: un trucco che diventerà la sua caratteristica e con il quale svilupperà uno stile che tutt’oggi rimane ineguagliato e irraggiungibile.
In seguito al licenziamento dagli Hour Glass, Duane si stabilisce presso i leggendari Fame Studios di Muscle Shoals, Alabama. Qui si è fatto assumere come session musician, grazie alla registrazione dell’assolo conclusivo della versione di Hey Jude cantanta da Wilson Pickett. Bastano quei secondi finali per scatenare un putiferio: il succitato produttore Jerry Wexler sente quella registrazione e, assolutamente rapito da essa, la fa girare ed ascoltare a moltissimi altri artisti tra cui Eric Clapton -all’epoca il “Dio” della chitarra- che resta talmente colpito dalla performance di Allman da volerlo conoscere ad ogni costo. Il chitarrista si ritrova così a collaborare ai dischi di numerose stelle dell’R&B quali Aretha Franklin, King Curtis, Percy Sledge, Otis Rush e altri. Al contempo sta cercando di avviare una band con dei musicisti locali, ma sa di avere un limite: Io non scrivo. Non so perché. Se qualcuno di voi scopre il motivo, per favore me lo venga a dire subito. E’ Gregg il compositore, quello che scrive la maggior parte dei pezzi. Io suono ad orecchio. Non so leggere le partiture. Da qui nasce la famosa telefonata al fratello di cui abbiamo parlato all’inizio.

LAYLA


Nell’agosto del 1970, Eric Clapton sta registrando un album con la sua nuova band Derek & The Dominoes: stiamo ovviamente parlando di Layla ad Other Assorted Love Songs. Saputo che la Allman Brothers Band suonerà a Miami, dove i Dominoes stanno registrando con il produttore Tom Dowd, insiste per incontrare quel chitarrista che lo ha tanto impressionato e si fa condurre al concerto della band. Duane chiede a Clapton di poter presenziare alle registrazioni del disco: la scintilla tra i due è tale che la sua partecipazione si estenderà a quasi tutte le canzoni dell’album, contribuendo in maniera determinante alla loro realizzazione. Clapton è talmente entusiasta da chiedere ad Allman di unirsi in maniera definitiva alla sua band, ma Duane rifiuta, suonando con i Dominoes solo in tre occasioni dal vivo, l’ultima il 1° dicembre 1970. A marzo dell’anno successivo, la Allman Brothers Band è nella Storia. Ricostruire una discografia delle partecipazioni di Duane è impossibile: il chitarrista ha sempre scelto semplicemente di “entrare e suonare” ovunque avesse tempo e voglia, senza preoccuparsi minimamente di farsi accreditare e chiedendo sempre pagamenti in contanti. Pratica che rende compito improbo cercare di identificare il suo stile, pur unico, nelle innumerevoli registrazioni dei Fame Studios. Quel che ci resta di certo, invece, sono i dischi con la “sua” band e il ricordo di un uomo gentile, buono, umile, dalla figura dinoccolata e magra e dalla lunga barba. Questo il ricordo di Dickey Betts: Duane era una delle persone più semplici e con i piedi per terra che ti potrebbe capitare di incontrare, e tutti sapevamo che avrebbe cambiato questo mondo, fosse con la sua chitarra o meno.

UNA BAND NELLA STORIA
10-26 Marzo 2011, New York: Dopo aver festeggiato i quarant’anni di esistenza, è tempo per la Allman Brothers Band di celebrare l’album che li ha resi immortali: la sede prescelta è lo storico Beacon Theatre. Un appuntamento che si ripete in marzo ormai da una decina di anni, ma che in questa occasione si dilata a ben 13 concerti -dal 10 al 26-, ed assume tutti i caratteri dell’evento straordinario. La band è formata oggi dagli storici Gregg Allman (voce ed organo), Butch Trucks (batteria) e Jai Johanny “Jaimoe” Johanson (batteria), dal meraviglioso duo chitarristico composto da Warren Haynes (anche nei Gov’t Mule) e Dereck Trucks, e dai compagni di sezione ritmica Oteil Burbridge (basso) e Marc Quinones (percussioni) e si porta dietro una storia che non finisce con quello schianto di quaranta anni fa a Macon, Georgia.

ROCKIN’ HORSE


Dopo la morte di Skydog e la pubblicazione del celebrativo Eat a Peach, Gregg, il baby bro, entra in crisi: cresciuto senza padre fin da piccolissimo, vedeva nel fratello l’unica figura maschile di riferimento e la sua morte lo devastò. Insicuro, minato dalla droga, preda di feroci attacchi di panico prima di salire sul palco, Gregg non è in grado di essere il leader di cui il gruppo ha bisogno: l’equilibrio si sposta di conseguenza verso Dickey Betts, che contribuisce in maniera determinante alla successiva evoluzione del sound della Allman Brothers Band. Purtroppo, un altro evento tragico sta per colpire il gruppo: Raymond Berry Oakley III muore l’11 Novembre 1972, anche lui in seguito ad un incidente di moto, accaduto a tre isolati dal punto in cui era morto Duane un anno prima. Dopo una collisione con un bus il bassista, sentendosi bene, decide di rifiutare i trattamenti medici e torna a casa. Tre ore dopo viene portato di corsa all’ospedale ma morirà a causa di una emorragia cerebrale causata da una frattura del cranio, anche lui a 24 anni. La sua tomba viene posta accanto a quella dell’amico al Rosemary Hill Cemetery di Macon. Ancora una volta la band reagisce: con la precisa intenzione di non sostituire Duane vengono assunti il pianista Chuck Leavell e il bassista Lamar Williams mentre Gregg, oltre all’organo, si accolla anche alcune parti di chitarra. Nell’agosto 1973 viene pubblicato Brothers And Sisters: l’album sarà il loro maggior successo e raggiunge la prima posizione delle charts americane trainato dalle composizioni di Betts, in particolare la country rock Ramblin’ Man, che ottiene il 2° posto nella classifica Billboard e il capolavoro strumentale Jessica. Viene così sancita la nuova leadership del chitarrista: questi scrive quattro canzoni su sette (cantandone due), e lascia a Gregg solo due brani. Il 28 luglio di quell’anno la Allman Brothers Band presenzia assieme a The Grateful Dead e The Band al più grande evento live del periodo: la Summer Jam a Watkins Glen, New York, davanti ad una folla stimata di 600mila persone. Ma la situazione sta sfuggendo di mano: problemi di droga e alcool coinvolgono quasi tutti i membri della band, Betts e Leavell spingono verso direzioni opposte e Gregg non è più in grado di mediare tra loro, afflitto anche da problemi personali (il matrimonio poi fallito con Cher, con tutto il clamore mediatico che lo accompagna) che lo allontanano ulteriormente dal resto del gruppo. Dopo il mediocre Lose, Win or Draw del 1975 e lo spento live Wipe The Windows, Check The Oil, Dollar Gas del 1976, la band si scioglie. Una prima reunion, dal 1978 al 1982, si chiude anche a causa dello scarso seguito che il gruppo ottiene in questa sua incarnazione.

WOMAN ACROSS THE RIVER


Più consistente il ritorno dal 1989 con il chitarrista/cantante Warren Haynes, il tastierista Johnny Neel e il bassista Allen Woody che si uniscono ad Allman, Betts, Trucks e Jaimoe per la produzione del buon Seven Turns, a cui seguono Shades Of Two Worlds (1991) e Where It All Begins (1994). Haynes e Woody formano nel 1994 gli acclamati ed ottimi Gov’t Mule, uscendo ufficialmente dal gruppo nel 1997 (Woody morirà il 26 Agosto del 2000, confermando e proseguendo la triste tradizione che coinvolge quasi tutte le band Southern). Intanto, nel 1995, finalmente la Allman Brothers Band fa il suo ingresso nella Rock’n’Roll Hall of Fame, e vince un Grammy Award l’anno successivo. Nel 2000 il gruppo estromette Betts per ragioni “personali e professionali”: Gregg ha fatto pace con i suoi demoni personali e con i suoi errori ed è finalmente in grado di assumersi il carico del gruppo e della memoria del fratello e decide di porre fine al controllo esercitato dal chitarrista. Quest’ultimo, per conto suo, rivendica il proprio apporto artistico e il ruolo primario che ha svolto negli anni, ma stavolta la band è tutta con Gregg: è un divorzio che si trascina poi in tribunale diventando definitivo e scavando un solco che tuttora persiste tra i vecchi compagni. Arriviamo così al ritorno di Haynes, a cui si affianca il giovanissimo Derek Trucks (nipote di Butch), astro nascente della chitarra, per la produzione di uno dei migliori album della band in assoluto: Hittin’ The Note nel 2003. Il titolo deriva da una dichiarazione di Duane, tratta da una intervista del 1970: C'è un obbiettivo quando vuoi suonare: colpire quella nota che hai in testa. Un album che riporta il gruppo all’altezza della sua leggenda e consente l’instaurazione di una nuova tradizione: la serie di concerti che ogni anno vengono tenuti per festeggiare l’uscita di At Fillmore East e per rendere omaggio ai due compagni e fratelli persi per strada. Una nuova tradizione che frutta subito un nuovo grandissimo live: One Way Out – Live At The Beacon Theatre, registrato nel marzo del 2003 e pubblicato l’anno successivo.
Può sembrare incredibile che a distanza di quarant’anni l’influenza di Duane Allman sia ancora così forte nonostante la sua breve esistenza eppure la sua storia così inscindibile dalla sua musica, entra di diritto nella Storia della musica del ‘900, così come il suo leggendario e inimitabile “tocco”. Un lascito che la Allman Brothers Band, con la sua musica altrettanto unica e inconfondibile, continua ad onorare dopo quarantadue anni da quella fatidica telefonata.

DISCOGRAFIA
The Allman Brothers Band (1969)
Idlewild South (1970)
At Fillmore East (Live) (1971)
Eat a Peach (Part Live) (1972)
Brothers and Sisters (1973)
Win, Lose or Draw (1975)
Wipe the Windows, Check the Oil, Dollar Gas (Live) (1976)
Enlightened Rogues (1979)
Reach for the Sky (1980)
Brothers of the Road (1981)
Seven Turns (1990)
Shades of Two Worlds (1991)
An Evening with the Allman Brothers Band: First Set (Live) (1992)
Where It All Begins (1994)
An Evening with the Allman Brothers Band: 2nd Set (Live) (1995)
Peakin' at the Beacon (Live) (2000)
Hittin' the Note (2003)
One Way Out (Live) (2004)



Lizard
Giovedì 17 Marzo 2011, 23.54.56
11
Grazie Zagor, fa piacere che proposte come questa vengano apprezzate così tanto! Naturalmente quando si scrivono articoli del genere è importante dare soddisfazione a chi conosce e ama certe band, ma la speranza sotterranea è sempre quella di attirare l'attenzione di chi non le ha mai ascoltate,come giustamente dici tu.
ZAGOR
Giovedì 17 Marzo 2011, 16.10.45
10
complimenti!complimenti! una webzine metal che sa cogliere ed esaltare le diversita' rock che sono comunque legate tra loro hard-rock-metal-southern-blues non puo' essere che apprezzata!!! bravi! la strada della cultura (anche per le nuove generazioni...che si sveglino e vadano a spulciare il passato)musicale passa attraverso voi!!!
Lizard
Giovedì 17 Marzo 2011, 12.02.56
9
Grazie jek, piacere mio... Gli Allman sono da sempre una delle mie fisse, come tutto il southern rock: ci sono delle storie bellissime e spesso tragiche dietro a queste band.
jek
Giovedì 17 Marzo 2011, 11.50.45
8
Grande articolo per consacrare i 40 anni di una grande band. Complimenti e grazie "Lizard " hai colmato moltissime lacune sulla storia degli Allman.
jek
Giovedì 17 Marzo 2011, 11.50.45
7
Grande articolo per consacrare i 40 anni di una grande band. Complimenti e grazie "Lizard " hai colmato moltissime lacune sulla storia degli Allman.
Lizard
Mercoledì 16 Marzo 2011, 18.11.56
6
Assolutamente d'accordo Il Leccese!! Haynes è uno dei chitarristi migliori che mi sia capitato di ascoltare/vedere. Assolutamente preso dalla musica e dallo strumento, grande improvvisatore, feeling e tecnica... Ma anche il giovane Trucks non scherza per niente, anzi!!!
il leccese
Martedì 15 Marzo 2011, 16.09.23
5
warren haynes fa semplicemente paura
Lizard
Lunedì 14 Marzo 2011, 23.18.25
4
Grazie a te Persephone!! Mi fa molto piacere... Ma alla fine è merito loro, dalla loro musica e della loro storia così ricca di emozioni e -purtroppo- tragici eventi... Una vera leggenda!
Persephone
Lunedì 14 Marzo 2011, 22.13.52
3
Una band che adoro!!! Mi sono beata a leggere quest'articolo: grazie Lizard!!!
Lizard
Lunedì 14 Marzo 2011, 21.09.06
2
Grazie Metalhawk!! Sono contento che ti sia piaciuto l'articolo e non so se si è capito ma anch'io credo siano fondamentali
MetalHawk
Lunedì 14 Marzo 2011, 15.35.57
1
Articolo stupendo! Così come è straordinaria la Allman Brothers Band, gruppo di un importanza enorme nel Rock e l' album At Fillmore East è uno dei più belli Live album della storia.
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Watkins Glen Summer Jam Manifesto
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Teaser delle 13 date celebrative del 40ennale dal 'Fillmore East'
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'Remember Duane Allman'
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14/03/2011
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THE ALLMAN BROTHERS BAND
A quarant'anni dal 'Live At Fillmore East'
 
 
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