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DARK LUNACY + LAHMIA - Init Club, Roma, 18/03/2011
21/03/2011 (2848 letture)
Son passati ben 150 anni da quel 17 marzo, giorno in cui Vittorio Emanuele II è stato proclamato Re d’Italia per “volontà divina”. Dopo i tanti avvenimenti storici nel frattempo intercorsi eccoci arrivare al 1997, anno da ricordare poichè si è formata un pezzo di storia musicale italiana, i Dark Lunacy; un gruppo che ancora oggi riesce a deliziarci, a distanza di quattordici anni dalla fondazione, sia in studio che in sede concertistica, e ne avrete la dimostrazione proprio nel report che leggerete a seguire. Ecco com’è andata il 18 marzo 2011 all’Init Club e come personalmente ho festeggiato, parzialmente (già, perché domani sta agli italianissimi Bulldozer concludere le festività) e tardivamente, l’Unità d’Italia.

Roma ultimamente sta divenendo una vera Capitale a livello concertistico, si pensi che già a marzo vi sono stati i devastanti Dying Fetus con il carrozzone del Bonecrusher Fest a portarci l’estremo e gli storici Electric Wizard con il Black Mass Tour a distruggerci i timpani con i ritmi lenti e psichedelici dello stoner/doom. Ovviamente nulla è finito, mancano ancora tredici giorni a finire il mese anche se ammetto che, per motivi scolastici, vorrei fosse già concluso. Dunque iniziamo il racconto di questa ottima giornata costituita da sole positività, a parte l’ormai comune problema costituito dal ristretto numero di persone presenti al concerto.
Parto da Tivoli, alle 18.45, sinceramente un po’ pessimista poiché, nonostante ami i Dark Lunacy e apprezzi moltissimo i supporter della data, i Lahmia, mi sarei aspettato un evento un po' statico: fortunatamente, mi sono totalmente ricreduto. Arrivo alla location con il mio solito compagno Simone “Blackout” Ferri: dopo aver mangiato un’ottima margherita al ristorante La Villetta, vicinissimo alla location ove sarà tenuto il concerto, un luogo caro ma molto comodo come posizione, la prima cosa che mi salta all’occhio è lo scarso numero di persone presenti, circa dieci esclusi i membri dei gruppi, cosa molto triste vista la caratura dello spettacolo.
Entriamo nel locale alle 21.30 circa, come scritto nello locandina -e non giriamo tra i merchandise delle band partecipanti solo per evitarci i dispiaceri dovuti alla mancanza di soldi- dunque andiamo immediatamente a sederci in attesa che i romani Lahmia aprano il concerto.

LAHMIA
A causa dei lavori di composizione del nuovo album, i Lahmia si sono astenuti dall'esibirsi nella loro città per parecchio tempo; è ancora più lontana l'ultima giornata in cui li vidi, quell’indimenticabile 20 novembre 2009, in compagnia dei Desaster. Conoscendo il cantante, Francesco Amerise, mi ero raccomandato con lui di dare il meglio di sè, ed effettivamente così è stato. Partito l’intro quei pochi presenti si avvicinano al palco e, non appena saliti la band, ecco che si dà il via alle danze con Into The Abyss, un pezzo estratto dal prossimo full-lenght. La band è veramente in forma e sfodera una prestazione eccellente: sfortunatamente i suoni sembrano essere mal calibrati, in particolare la voce, che viene sovrastata eccessivamente dagli strumenti; a onor del vero, c'è da dire che, andando avanti di canzone in canzone, il problema verrà un po’ migliorato. La platea sembra apprezzare molto, anche se la partecipazione è un po’ impassibile, sarà anche perché le melodie create dai ragazzi riescono ad avvolgerti ed ipnotizzarti sia nei momenti più estremi, che in quelli più passionali, ove viene privilegiato il lato più gothic/doom. Il chitarrista Flavio Gianello dimostra un’ottima perizia tecnica nell’aspetto solista, e il buon Samuele Piacenti sorregge bene la parte ritmica, mentre il bassista Corrado Ciaccia dimostra di saper tenere perfettamente il palco, accompagnando il muro sonoro misto tra la delicatezza e la violenza. Giuseppe Orlando è ospite alla batteria, in sostituzione di Fabio Cesarini assente per malattia, e si denota benissimo la sua esperienza sul campo pestando duro con una precisione da cecchino professionista (costui, per chi non lo sapesse, è lo storico batterista fondatore dei Novembre e degli Airlines of Terror, oltre ad aver partecipato con numerose band tra le quali possiamo citare gli olandesi Deinonychus) e per ultimo il grande Francesco che dimostra di avere una dote vocale ben poco comune e assai trascinante. Il tempo passa in fretta, senza attimi di pausa i cinque propongono gran parte dei pezzi di quel che sarà il cd di debutto, ma il picco viene raggiunto dalla meravigliosa Nightfall, pescata dall’EP Forget Every Sunrise e posta nel finale di concerto, a chiudere uno spettacolo validissimo. Ammetto seriamente di essere in trepidante attesa del prossimo disco.

SETLIST
1. Into The Abyss
2. Silent Through the Screaming Crowd
3. The Tunnel
4. Glass Eyed Child
5. Strenght From My Wounds
6. Nightfall

DARK LUNACY
Eccoci arrivare all'headliner della serata, il pubblico non si è incrementato minimamente dagli opener quindi ci aggiriamo ancora su una presenza di circa cento avventori: più ci penso e più la cosa mi fa tristezza, ma va beh, sorvoliamo... Il cambio palco è immediato e la canzone Afraid, sfruttata come intro, non si fa attendere molto, quei pochi aspettano con ansia di vedere Mike Lunacy e soci riempire l’Init dell'emozionante, melodic death/doom. Si parte con Forgotten, decima traccia dell'ultimo disco, che ci presenta un frontman assolutamente in forma con un growl rimasto invariato nel tempo e una line-up completamente rinnovata ma molto affiatata, infatti vi dirò con molta sincerità che, se non avessi saputo dei cambiamenti, non me ne sarei minimamente accorto. Al sei corde troviamo il mostruoso Andy, già bassista dei celeberrimi Sadist, che mette in mostra la propria tecnica incredibile facendo passare il tutto per semplice, poi i due “Poeti Infernali” Daniele Galassi e Alessandro Vagnoni, già “scrittori” negli Infernal Poetry e rispettivamente chitarrista e batterista, e Claudio Cinquegrana, noto maestro di chitarra che ha suonato numerose volte con Roberto Tiranti dei Labyrinth. Essendo l’evento di supporto a Weaver of Forgotten, si prosegue con Archangel'sk e Curtains, quest’ultima forse evitabile per l’elevata leggerezza, per poi tornare indietro nel tempo e dare vita ad una doppietta favolosa costituita da Through The Non Time da Forget Me Not e Motherland da The Diarist, il cd che preferisco della band, per avvolgere il tempo e lo spazio di una malinconia unica e carica di un pathos che solo il trademark dei Dark Lunacy può ricreare. I minuti passano, il quadro viene pitturato con classe ed una perfezione maniacale, al punto che la stanchezza nell’osservare tale meraviglia non è chiamata in causa da nessuno degli astanti; tutti sono ipnotizzati ad ammirar la creazione speciale che l’Italia ci ha donato. Non vi sono pause, a livello sonoro è tutto calibrato quasi alla perfezione, ed anche le anime riescono ad ascoltare la voce di Mike in tutta la sua potenza. Dopo Masquerade, arriva finalmente la canzone dedicata al fiume Volga, Aurora, la migliore del lotto per bellezza ed esibizione, a parere di chi scrive. Si sta per giungere al termine, vorremmo ascoltarli per tutta la notte ma non è possibile dunque, superata Sybir, ecco arrivare puntualissima Dolls -tratta da Devoid- a finire un concerto emozionante a dir poco.

SETLIST
1. Afraid (Intro)
2. Forgotten
3. Archangel’sk
4. Curtains
5. Through the non Time
6. Motherland
7. Masquerade
8. Aurora
9. Sybir
10. Dolls

Un ringraziamento meritatissimo va fatto a Davide Celli, noto organizzatore di concerti Romani, che ha permesso di visionare un pezzo di storia di musica italiana ad un prezzo molto abbordabile (solamente 10 €); il suo contributo alla scena è lodevole e molte delle agenzie dovrebbero imparare a supportare gli emergenti come fa costui, cioè senza imporre loro di "pagare per suonare in un certo slot". Grande!



Master Of Pizza
Lunedì 21 Marzo 2011, 23.26.34
5
Di niente!Poi noi sentire su msn così contrattare accendini sisi
Gnezz
Lunedì 21 Marzo 2011, 22.26.03
4
Glazie fratelu Bob!
Master Of Pizza
Lunedì 21 Marzo 2011, 22.02.30
3
Gran bel report Gnezz!!!Ce volevo sta pure ioooooooooo
Gnezz
Lunedì 21 Marzo 2011, 17.50.02
2
Eh sì; invece di spendere soldi in borse, vieni ai concerti DDDD:
Persephone
Lunedì 21 Marzo 2011, 16.39.18
1
Mi è dispiaciuto troppo non essere stata presente...
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La locandina della serata
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