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MEGADETH - Nick Menza, la biografia
27/03/2011 (9003 letture)
La musica nel dna. Potrebbe essere il titolo di una biografia di Nick Menza, drummer dei leggendari Megadeth dal 1988 al 1997: un batterista importante per una band che già si era arrampicata sull'Olimpo dei Big Four Of Thrash con Peace Sells e che, dopo l'ottimo So Far, So Good, So What cercava di fare il colpaccio definitivo. Un obbiettivo che il gruppo centrerà, grazie al thrash ultratecnico di Rust In Peace, disco leggendario pilotato dietro le pelli dal buon Menza, artefice di un lavoro di grande perizia e precisione. Purtroppo l'avventura del batterista nella band californiana terminerà forzatamente, e non soltanto a causa dei capricci del boss Dave Mustaine: sarà un tumore, per fortuna successivamente sconfitto, a portar sventura nell'esistenza del drummer dopo l'uscita del controverso Cryptic Writings. Album quest’ultimo che prosegue una serie di dischi che si discostavano dal thrash originario e dotati di una dominante componente melodic-heavy non sempre apprezzata dai fans storici. La musica nel dna, perché Menza (classe 1968) è figlio di un famoso jazzista (Don Menza, che suonava il sassofono) ed è stato accostato alla scena musicale fin dalla più tenera età, se è vero come è vero che già a due anni inizia a cimentarsi con piatti e bacchette. Cresciuto a jazz e blues, il giovane Nick sviluppa rapidamente una precoce ed evoluta tecnica musicale, esibendosi in pubblico fin dai 13 anni. Poi, la svolta: l'incontro inevitabile col rock e l'heavy metal, manifestatosi nell'impatto assuefacente con l'esplosività di Deep Purple ed Iron Maiden. Ian Paice e Nico McBrain ispirano le fantasie musicali del giovane drummer, che mette in piedi una propria band già a diciotto anni: i Rhodes. Elemento non secondario, la presenza in lineup di Kelly Rhoads, fratello del celebre Randy, ascia di Ozzy Osbourne morto qualche anno prima. La band ha durata breve ma permette a Nick Menza di essere convocato nei Megadeth per sostituire il partente Chuck Behler. Pare che sia stato proprio lo stesso Behler a suggerire il nome del successore, e quando Mustaine ascoltò le potenzialità del ragazzo ne rimase felicemente sorpreso: il lungimirante rossocrinito di La Mesa intuì che Menza aveva nelle sue corde alcune doti che gli avrebbero permesso di arrivare dove Behler non sarebbe potuto arrivare. Probabilmente si intuì subito il ricco background del ragazzo, che affondava le proprie radici non solo nell'hard'n'heavy ma anche nel gospel e nel funk. Si tratta di un salto stratosferico che lancia la carriera di Menza il quale, proprio nei dischi più morbidi dei Nineties, metterà in mostra una certa fantasia e dei groove personali di estrazione variegata. Aneddoto curioso, quello che riguarda Marty Friedman: Menza insistette a lungo per convincere il guitarist a suonare nel suo disco solista Introduction, perché lo shredder credeva che il drummer avrebbe dato un’impronta solo heavy al disco.

Grazie ai molteplici tentativi di persuasione, alla fine i due collaborarono e Friedman rimase soddisfatto dell’opera. Dopo l'addio alla band di Mustaine, il batterista si impegnerà in alcune collaborazioni (Fireball Ministry) e nella registrazione di un disco solista mai pubblicato (1999), prima di affrontare le dure cure alla sua malattia fino al 2006. Fortunatamente la sua vicenda si è conclusa con un lieto fine, permettendogli di tornare in pista assieme ai thrashers greci Memorain e fondando gli Orphaned To Hatred, con i quali è al lavoro per la composizione di brani ispirati al sound dei Pantera, molto stimati dall'ex batterista di Mustaine. Non solo batteria tra i suoi talenti: Nick Menza suona anche basso e chitarra e lo ritiene fondamentale per poter comporre canzoni, anche perché scrivere parti di batteria è realmente difficile: Ascolto molta musica etnica. Mi piace la musica dei nativi americani, quella reggae, quella brasiliana e sudamericana in generale. Hanno un ritmo ed un calore senza uguali. Della musica indiana ho ripreso il doppio uso delle percussioni, in cui un secondo batterista spalleggia il primo, facendogli eco con il proprio tamburo. Mi sono avvalso di quell’idea per Reckoning Day (da Youthanasia. Ndr: dal vivo si faceva aiutare da Ellefson per i beats di sottofondo). Cerco il più possibile di ampliare i miei orizzonti e per questo, quando ho tempo, ascolto di tutto, dal jazz alla world music. Lo stile del drummer si è evoluto sensibilmente proprio a partire da Countdown To Extinction . Purtroppo il chitarrista-padrone dei Megadeth giocò un ruolo negativo nella vicenda dell'addio di Nick Menza alla band. Sostituito da Jimmy DeGrasso per completare le date del tour, Menza è ancora in ospedale, dopo che un infortunio al ginocchio ha messo in evidenza la presenza di un tumore, quando si sentì telefonare da Muststaine che lo avvisò che i suoi servizi non erano più graditi. Se queste voci siano veritiere non è dato saperlo, certo è che sarebbe squallido scoprire che realmente Mustaine chiamò Menza soltanto per comunicargli il licenziamento invece che supportarlo in un momento tanto delicato. Ma le incomprensioni non finirono lì, perché nel 2004 Menza fu chiamato a riunirsi alla band -ma in quanti avrebbero accettato, dopo un simile trattamento?- per venir nuovamente licenziato dopo poche prove: Mustaine lo ritenne impreparato. Chi sognava il ritorno dei 'deth nella line-up classica del periodo d'oro era destinato a rimanere deluso. Tuttavia il drummer non sembra serbare rancore nei confronti del guerriero dalla rossa criniera: Dave è stato un grande maestro per me e io sono orgoglioso dei dieci anni con questi ragazzi. E' stata una grande esperienza e ho fatto un grande lavoro con la band,musicalmente parlando; abbiamo passato un sacco di momenti divertenti, e anche tanti altri meno divertenti. Direi che mi ha licenziato: ultimamente con Dave non concordavamo più su alcune cose. Era infelice per il modo in cui le cose stavano andando: stavamo facendo meno soldi, vendevamo meno dischi, facevamo piccoli spettacoli. Mi sono fermato per un intervento chirurgico di routine, e lui mi ha licenziato due giorni dopo l'operazione. Al telefono. Mi ha detto che ero fuori dalla band. Abbiamo vissuto insieme per 10 anni. Sembrava tutto premeditato. l'intervento chirurgico è stato la fine. Mi sono chiesto come potesse essere così freddo! Purtroppo, il rapporto era ormai giunto ai titoli di coda.

Menza sembra attribuire le cause del suo addio al momento di parziale declino della sua band, inquadrando come pretesto l'essere finito sotto i ferri dei medici. L'addio è in realtà una conseguenza dell'incontro di questi due fattori: la temporanea dipartita di Menza ha permesso a Mustaine di accorgersi come con DeGrasso le cose andassero leggermente meglio, le incomprensioni venivano aggirate ed era dunque possibile lavorare in maniera più serena ed ispirata. Forse se il tumore non avesse costretto il drummer ad allontanarsi dalla sua attività, non si sarebbe mai giunti a questo divorzio, ma ovviamente nessuno può dire come sarebbero proseguite le faccende in casa Megadeth. Menza si è sempre ritenuto una persona molto intelligente, forse con un filo di spocchia, ma una volta ammise che a causa dell'utilizzo di qualche stupefacente di troppo si era un po’ rammollito mentalmente. Le polemiche con Mustaine sono venute fuori tutte dopo lo scisma, perché il batterista ebbe in seguito modo di accusare il guitar hero di utilizzare molta musica da lui scritta senza mai avergli riconosciuto quanto gli spettava, peraltro non permettendogli mai di scrivere una canzone per intero: i contrasti iniziarono fin da Rust In Peace, nel quale il drumwork è ritenuto dallo stesso Menza come molto complesso. Negli anni, comunque, il drummer ha smorzato le polemiche, ammettendo di aver imparato moltissimo da Mustaine ('riguardo il songwriting, ma anche su cosa fare, cosa non fare') e di non aver motivo di parlar male di lui. Menza si ritiene anche una persona astratta, che ama cogliere le cose più bizzarre della vita. Si dipinge addirittura come 'spaventoso' e 'dall'altra parte della barricata', tanto da dilettarsi anche nel realizzare disegni inquietanti; ma di questo suo hobby si sa veramente poco. Di certo, non sa stare con le mani in mano, e per lui restare a casa senza produrre qualcosa di concreto è una mera perdita di tempo. Pur non amando granché il rock e tanto meno il metal, il padre di Nick ha sempre apprezzato quanto messo in piedi dal figlio, peraltro da lui supportato nella stesura del citato disco solista, composto nel 1999 e nel quale il drummer si occupava di tutti gli strumenti, compresa la voce; l’attivissimo musicista statunitense ascolta ancora i vecchi, amati, Led Zeppelin, Black Sabbath e Rush, ma ama anche cose moderne (Linkin Park) e si permette persino qualche pop-excursus (Madonna), anche se il figlioletto Nicholas, a cui regalò in passato un piccolo drum kit, si è rivelato da subito un bimbo-rock, fino al punto di mettersi a piangere quando sentiva la voce di Britney Spears! Sembra un uomo felice, Menza, felice e realizzato: un musicista preparato e valido che ha saputo legare il suo nome ad una porzione importante della storia del thrash e che non ha affatto voglia di frenare la sua ispirazione.



MAIDEN 65
Domenica 31 Luglio 2011, 11.52.02
6
Ottimo articolo . Whiplash
kvmetternich
Martedì 29 Marzo 2011, 15.03.50
5
Uno dei miei batteristi preferiti. Per la polemica Megadeth: Forse Mustaine è uno stronzo di prima categoria, ma tutti i musicisti che oggi sono diventati qualcuno (Ellefson, Friedman e Menza ) dovrebbero solo che ringraziarlo per la grande oppurtunità concessa dal biondo.
Vez
Martedì 29 Marzo 2011, 11.47.25
4
Decisamente uno dei migliori batteristi della scena metal! Molto tecnico e preciso, peccato per la sua malattia, sarebbe stato il massimo riaverlo ancora nei Megadeth assieme a Marty Friedman.
metal4ever
Domenica 27 Marzo 2011, 18.03.21
3
Uno dei migliori batteristi della scena metal indubbiamente, ed ero convinto che avesse preso molte influenze diverse, ottimo articolo come sempre.
Marianz
Domenica 27 Marzo 2011, 15.03.53
2
La sua preparazione tecnica e' decisamente molto avanzata, e questo gli permise di innalzare qualitativamente il livello del Megadeth sound. Credo che sia improponibile paragonarlo ad altri drummers, come DeGrasso, per cui ho una certa stima. Ma lui sara' sempre presente nella storia dei Megadeth. Assolutamente unico.
BFS
Domenica 27 Marzo 2011, 14.29.17
1
Mitico Menza. Un grande batterista e anche simpatico. Sicuramente è più bravo di DeGrasso.
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