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SLAYER - Tom Araya, la biografia
29/03/2011 (11298 letture)
Pioggia di sangue si rigetta su un pianeta in fiamme, pioggia di sangue ammutolisce anime dannate. Per natura attratto dalla violenza, per disperazione costretto alla ricerca dell’estremo, l’uomo ospita nel suo animo una coesistenza di bene e male, natura che lo porta a ferire ed essere ferito con sorprendente facilità nell’arco della propria esistenza. Di fronte a torti e incazzature l’uomo muta la sua pelle e tende, a volte, a rintanarsi in qualcosa. L’heavy metal è, da sempre, l’amico dei giorni più bui e l’energia devastante che invece colora quelli più luminosi. E, fin dalla loro remota esistenza, gli Slayer incarnano perfettamente l’essenza liberatoria di questa meravigliosa forma d’arte moderna, fottutamente cruda, diretta e capace di mettere le cose in chiaro, parlare senza filtri, farsi valvola di sfogo attraverso la quale mitigare la furia che dentro monta impazzita. Riff assassini e ritmiche terremotanti non sono, però, l’unica arma attraverso la quale i Vendicatori di Cuoio e Metallo mietono le loro vittime. La voce riveste un ruolo altrettanto importante, e allora se di voce vogliamo parlare dobbiamo puntare il nostro obiettivo sulla figura mite, cerebrale e misteriosa di Tom Araya: un energumeno che, a vederlo, sembra un tipo da non incontrare per strada ma che, in realtà, ha un cuore d’oro ancora bambino. Tom Enrique Araya nasce in Cile, nel giugno 1961, quinto di sette fratelli, ed è ancora molto piccolo quando la sua famiglia decide di trasferirsi negli States per sfuggire alla rivoluzione cilena, prima che questa degenerasse nel regno di torture e violenza del generale Pinochet. La nuova vita degli Araya in California trascorre modesta ma non stentata, grazie ai sacrifici dei genitori ed il piccolo Tom può dunque crescere in una certa serenità generale. E’ il 1969 quando imbraccia un basso elettrico per andare dietro alla chitarra del fratello maggiore: ha solo otto anni, ma è un momento significativo, perché già nel 1980, a diciannove anni, Araya entra nei Tradewinds, gruppetto rock che arrangia un AOR molto commerciale e che tenderà ad inspessire il proprio sound dopo aver fatto conoscenza dei dischi del signor Van Halen. Fattore affatto secondario: il chitarrista dei Tradewinds insegna chitarra ad un ragazzino, tale Kerry King, che sarà da lui svezzato e iniziato ai pezzi della sua band, per breve periodo, quando questa muterà monicker in Quits. La miccia stava per esplodere: di lì a poco King metterà in piedi gli Slayer, portando all’estremo le caratteristiche cardine dell’heavy metal, contaminandolo con la violenza dell’hardcore punk americano. King offre il microfono proprio al giovane Tom , visto all’opera nei Tradewinds.

Il suono messo appunto dal nuovo quartetto, proveniente da los Angeles, appare subito molto potente e veloce, basato su riff tronchi, serrati, ripetuti allo sfinimento sotto la martellante sezione ritmica di Dave Lombardo, accompagnata appunto dal basso di Araya: il ragazzo si prodiga anche nell’interpretare le linee vocali, fortemente improntate su una natura pseudo-infernale, con uno stile urlato molto violento ed agguerrito. E’ con queste prerogative che gli Slayer cercano di scalzare i Metallica dal trono di band più veloce degli States: è il 1983 quando esce Show No Mercy, ritenuto a pieno titolo uno dei semi primigeni del thrash metal, che stava peraltro impazzando nella Bay Area di San Francisco. Nel frattempo Araya aveva intrapreso un corso di terapie respiratorie al college, trovando successivamente lavoro in ospedale: impiego puntualmente saltato quando il bassista chiese un permesso per affrontare il primo, grande tour sulla West Coast e fu licenziato. La carriera degli Slayer accelerò vistosamente grazie ai devastanti live show, e portò la band a calcare le assi del palco assieme ai propri idoli Venom e agli Exodus in un tour da sogno per ogni appassionato di musica estrema: il celebre Combat Tour, durante il quale un Araya ubriaco fradicio osò pisciare in faccia a Cronos durante un banchetto post-esibizione! Il motivo? Stava cercando il bagno ed il cantante dei Venom gli rispose ’qui, nella mia bocca’. Oltre che dalle intransigenti esibizioni live, i primi anni degli Slayer furono caratterizzati anche dal loro orientamento lirico satanico-orrorifico, espediente spesso abusato dai musicisti metal più giovani per apparire assolutamente feroci e blasfemi: celebri restano brani come Necrophiliac, che parla di un cadavere stuprato, pezzo che veniva annunciato da Araya con tanto di macabri riferimenti al piacere di ‘sentire i vermi del cadavere scricchiolare sotto i denti’. Pur essendo una persona pacata, credente e giudiziosa, Tom Araya ha vissuto un’adolescenza non troppo tranquilla, leggasi la passione per lo sballo condivisa con Jeff Hanneman: visto che la cocaina era costosa, i due si ficcavano nel naso erba e veleno per topi (!); smisero, fortunatamente, quando le cose iniziarono a farsi serie per gli Slayer: il secondo disco, Hell Awaits, era infatti un notevole passo avanti per il thrash sound della band, che ora si faceva intricato stilisticamente, più complesso, curato, e da liriche sempre meno adolescenziali. La critica religiosa, vergata dalla polemica penna di Kerry King, era e resterà sempre fortemente presente nella musica del combo losangelino ed in molti ancora si chiedono come Araya, cattolico praticante, possa far coincidere la sua fede con le spietate accuse liriche urlate al microfono degli Slayer: Non sono qui per incolpare nessuno. Odio doverlo dire, ma Cristo è venuto e ci ha insegnato il significato dell’amore. Ci ha insegnato a prenderci cura uno dell’altro. Quello fu il suo insegnamento: accettarci per quello che siamo. Vivere in pace ed accettarci a vicenda. Punto. Credo in un essere superiore, ed è un Dio che ama tutti. Le canzoni sono aperte a diverse interpretazioni: io e te potremmo guardare lo stesso fiore e riceverne impressioni completamente differenti. Gli anni Ottanta furono un decennio splendido per l’heavy metal e per gli Slayer, che toccarono il loro apice massimo nel 1986 con il tellurico Reign In Blood, un’apocalisse di riff sanguinolenti e velocità terrificante, una serie impressionante di mazzate assassine concentrate in appena mezz’ora scarsa di leggenda. Per molti, il disco thrash metal per eccellenza, per altri il più grande disco metal mai prodotto. Perfezione maligna, espressione massima di violenza sonora e lirica capace di scatenare nugoli di polemiche. Dopo il satanismo, il nazismo: a causa di pezzi come Angel Of Death, in molti diedero agli Slayer l’etichetta di filo nazismo, accuse palesemente infondate dato che si tratta di provocazioni, accuse e non lodi, ma al solito quando si deve accusare un’intera scena di essere il “male”, non si vai mai per il sottile e certe espressioni finiscono per essere troppo “elevate” per essere colte dalle menti bigotte dei perbenisti. Nel masterpiece assoluto della band, il singer utilizza un tono di voce più basso e una timbrica più ruvida; per rendere il suono del proprio basso più secco e definito, Araya registrò l’album utilizzando il plettro –mentre di solito era solito suonare con le dita- ed infatti il disco gode di una produzione stellare che lo rende privo di smagliature, nonché primo disco thrash perfettamente ‘pulito’ della storia. Le liriche si fanno, in realtà, più ricercate e definite anche verso problemi di natura sociale: Non viviamo in una società libera. L’analisi sociale è un tema che ci accomuna tutti. C’è sempre qualcosa da dire, perché c’è sempre qualche problema. La società è un luogo duro in cui vivere, ma la gente trova sollievo nelle buone canzoni, in qualunque posto esse la trasportino. Parole sagge, di un uomo con i piedi saldamente piantati per terra.

Man mano che gli anni passavano, Tom manteneva un ottimo rapporto con Hanneman, anche se nel tempo libero i componenti della band si sono visti via via sempre meno, prediligendo trascorrere qualche momento in più con le proprie famiglie; sul palco, manifestava una furia selvaggia attraverso un carisma quasi statico che incuteva rispetto e attirava l’attenzione della gente. Nella vita comune di tutti i giorni, però, Araya è l’esatto opposto: un individuo tranquillo e rilassato, e attribuisce la grande longevità degli Slayer proprio alla caratteristica –comune a tutti e quattro i membri della sua band- di sedersi ad un tavolo per discutere con lucidità e tranquillità. Dischi come South Of Heaven (1988) e Season In The Abyss hanno portato la band ad esplorare anche sentieri differenti, evolvendola e stratificandola in composizioni a volte meno veloci e altre volte, addirittura, dotate di una certa melodia, sempre sinistra e sanguinosa ma in ogni caso differente dall’assalto ritmico sfrontato di Reign In Blood. Inoltratasi negli anni ’90 da titano dell’heavy metal e tornata alla mera violenza bruta con Divine intervention (1994), la band ha conosciuto poi qualche momento di declino, coincisi con l’abbandono di Dave Lombardo. Seguono a questo evento alcuni dischi meno avvincenti: vaghe spruzzate nu metal, un esperimento hardcore punk, l’immancabile ritorno alle origini fino ad un buon disco come World Painted Blood (2009), tanto per dimostrare di essere ancora all’altezza della situazione. Gli acciacchi si fanno sempre più frequenti, se è vero come è vero che Araya ha dovuto fronteggiare nel 2004 dei problemi alle tonsille, nel 2006 alla cistifellea e nel 2009 alla schiena (annullando alcune date del tour). Oggi il singer possiede un ranch a Buffalo (Texas), dove alleva tori e mucche ed ama strimpellare una chitarra acustica cantando brani country (sostiene che lo aiutino a tenere allenate dita e voce). Il fratello Johnny, dopo essere stato roadie degli Slayer ai loro albori, suona oggi il basso con i Thine Eyes Bleed, band metalcore-thrash che aveva anche spalleggiato gli Slayer nell’Unholy Alliance Tour, evento che vedeva impegnati anche i Mastodon e i Children Of Bodom. Tom ha due bambini: una femmina (Ariel Asa) e un maschio (Tomás Enrique jr.), avuti dalla moglie Sandra, e li porta spesso in tour con sé perché ritiene che la musica possa renderli più completi, anche se i due marmocchi amano parecchio High School Musical (detto con ironia). Non aspettatevi dunque un extreme metaller inflessibile e chiuso mentalmente, anzi: Araya ascolta molte cose, ama Paul Simon e i Police, ed è, a detta di molti, un uomo molto affabile e simpatico, modesto e affatto contaminato dalla popolarità e dalla fama: Sono sorpreso quando la gente mi riconosce per strada. Mi fanno ‘Hey, ma tu sei…’ e io mi guardo intorno per vedere chi mi sta vicino, e rispondo ‘uhm, forse’. ‘Assomigli a Tom Araya’. ‘Oh, si, me lo dicono tutti. Suona in qualche gruppo metal vero? Non li ho mai sentiti’. E loro: ‘Assomigli davvero al loro cantante’ e se ne vanno. Poi ci sono quelli che ti guardano e dicono ‘Non dirmi bugie, so chi sei’, e ci sono quelli che non possono credere che sia tu. Ad un supermarket o ad un negozio ti chiedono ‘cosa ci fai qui’? ‘Ehm, è un negozio. Hai presente quando ti serve qualcosa ed esci per andarlo a comprare’?

Tom Araya, come detto, si è preso l’onere di cantare il pensiero degli Slayer, vergato dalle penne di King ed Hanneman, talvolta interpretandolo in modo intimo e personale al fine di non contraddire le sue credenze religiose e sociali. Ovvio dunque che i tantissimi testi tesi ad incriminare le religioni organizzate (Haunting the Chapel, Jesus Saves, Spirit In Black), per non parlare poi degli episodi pseudo satanici della prima ora, non possano essere che farina del sacco di Kerry King, mentre quelli di riferimento al periodo bellico-nazista sono quelli griffati Hanneman (Angel of Death, Behind The Crooked Cross). Araya ha sempre preferito scrivere d’altro, a cominciare dalle storie di serial killer (Dead Skin Mask, 213, titolo che fa riferimento al numero di stanza del killer Jeffrey Dahmer), truculenti ed incredibili racconti di assassini nei quali Araya sottolinea che ‘Nelle profondità di una mente malata la fantasia e la realtà sono la stessa cosa’ (Dead Skin Mask). Il cantante si è anche occupato di testi riguardanti argomenti anche meno inerenti la cronaca e tendenti all’occulto: At Dawn They Sleeps è un racconto sui vampiri e la loro attività antisociale (Il sangue che desidero così ardentemente, l’ultima cosa che vedi è la fame nei miei occhi/ Scopri la bara nascosta , alza il coperchio del terrore, senti il freddo letale che ti congela dentro/ Emergendo dalle loro tombe infernali, prendendo il volo nel cuore della notte, dai cieli della sera piove morte); non ha però forzatamente scansato tematiche provocatorie, soprattutto in età giovanile, quando la musica heavy metal sembrava richiedere spesso testi stereotipati, necessariamente sulfurei (Crypts of Eternity). Clamorosamente ‘inattivo’, liricamente parlando, sul masterpiece Reign In Blood, Araya inizia a scrivere parecchi testi a partire dal disco successivo: South of Heaven parla dell’epoca di caos e immoralità nella quale viviamo, che segna il declino della razza umana (’La radice di ogni male è il cuore di un'anima nera, una forza che ha vissuto per tutta l'eternità, la ricerca infinita di una verità mai svelata, la perdita di ogni speranza e della vostra dignità: caos dilagante, epoca di diffidenza, confronti, habitat impulsivo’), mentre Silent Scream riguarda l’aborto (’Innocenza rinchiusa nella paura, riesci a sentire le urla nella notte?’) e Red Between The Lies si scaglia contro i predicatori televisivi; in Mandatory Suicide il bassista parla delle sofferenze di un soldato mandato a morire in trincea: perché spedire i giovani, forzatamente, in guerra equivale a macchiarsi d’omicidio. Live Undead, scritta assieme a King, parla invece di uno zombie appena riemerso dalla tomba. Araya ha messo mano (e penna) anche in liriche riguardanti la guerra, come quella della potente War Ensemble, continuando sempre a prediligere, però, storie di violenza ed omicidi (Killing Fields). Nonostante gli acciacchi e l’età avanzino e la carriera di questa band titanica sembra ormai agli sgoccioli, a Tom Araya resta la consapevolezza di aver segnato un’era con le sue urla, senza mai cedere alle mode o abbandonare il tracciato della violenza. Con grande umiltà e con intelligenza: una persona mite che, nonostante la musica interpretata, crede fortemente nell’amore ed ha dichiarato, in passato, di non sapere cosa sia l’odio; un uomo attento al futuro dei suoi figli e da sempre interessato alle vicende sociali, che nel suo piccolo si è sempre schierato contro le ingiustizie, i pregiudizi, la critica gratuita e bigotta.



Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Sabato 10 Giugno 2017, 18.36.19
22
Ho letto una sua intervista ormai dieci anni fa ed oltre ad essere un artista immenso è anche una grandissima persona, molti testi che ha scritto come Eyes of the Insane fotografano bene le cruda realtà del giorno d'oggi e la denunciano in modo costruttivo arrivando dritti al punto dove nasce il marcio. Anche se Dave Lombardo è il più tecnico e Kerry King è più "icona", per me è lui il punto di riferimento degli Slayer, e uno dei migliori cantanti thrash in assoluto
ObscureSolstice
Sabato 10 Giugno 2017, 18.20.29
21
anche imbalsamato, legato o incatenato, non ce n'è per nessuno
Fabio Rasta
Sabato 10 Giugno 2017, 16.05.29
20
Sono uno che ci piace (tra gli altri) i cantanti "incazzati". Da quando LEMMY prima, e CRONOS poi, sdoganarono lo stile che arrivò fino ai crudi growl alla MILLE PETROZZA, l'estremismo del caso produsse moltissimi fenomeni che non starò ad elencare. Ma per me, TOM ARAYA, vincerà sempre la coppa del cantante + incazzato del sistema solare. Quando è in forma, eh non ce n'è x nessuno... RAINING BLOOOOOOOOOOOOOOD, FROM A LACERETED SKY!!!!!!!!!!!!!!!!
Doomale
Venerdì 2 Settembre 2016, 19.33.01
19
Avoglia....Tom Araya è veramente un grandissimo..
Galilee
Venerdì 2 Settembre 2016, 19.31.14
18
Cantante è una parola grossa, ma sul carisma non c'è alcun dubbio. È la cosa incredibile è che il suo stile ha fatto scuola. Yeah!
MetallaroRosso
Venerdì 2 Settembre 2016, 17.34.25
17
uno dei più carismatici cantanti metal secondo me
Khaine
Martedì 28 Febbraio 2012, 18.37.58
16
Ha! Volevamo vedere se qualcuno se ne accorgeva! Grazire della segnalazione, ho sistemato
Matteo
Martedì 28 Febbraio 2012, 18.28.47
15
Bellissimo articolo, Tom Araya è il mio idolo da più di 10 anni ormai! Comunque la canzone è Behind The Crooked Cross, non the Crooked Mask!
Sugara 'Sug Zug'
Giovedì 16 Giugno 2011, 14.22.35
14
Rispetto.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 13 Aprile 2011, 21.45.37
13
d'accordo sulle radici hardcore/punk degli slayer, si erano notate anche prima dell'uscita di undisputed attitude. qualcuno mi sa dire se hanno mai suonato live qualche pezzo di quel disco lì? sempre meglio della cover di born to be wild, veramente pessima, quella suonata da loro, grazie x le risposte.
jeffwaters
Sabato 2 Aprile 2011, 12.49.35
12
Tom Araya idolo
AL
Venerdì 1 Aprile 2011, 15.04.35
11
ottimo articolo veramente! grande Araya e grandi Slayer! Rino sei sempre il migliore!
Painkiller
Venerdì 1 Aprile 2011, 9.29.09
10
Rino, davvero un articolo ben scritto, indipendentemente dal fatto che si parli di un idolo. Bravo davvero.
Scigliano
Giovedì 31 Marzo 2011, 19.49.23
9
Bellissimo questo articolo!!! Tom Araya per sempre!
Matocc
Giovedì 31 Marzo 2011, 18.32.13
8
è vero, Araya è proprio una persona affabile... in tutti i DVD degli Slayer (interviste, backstage, incontri con i fans) sorride sempre... simpaticissimo, per me è un mito. lo ammiro tantissimo
the Thrasher
Giovedì 31 Marzo 2011, 13.59.52
7
grazie mille a tutti x i complimenti ragazzi!
Radamanthis
Mercoledì 30 Marzo 2011, 18.08.26
6
Complimenti all'autore...bellissimo articolo! Grande....
Master Of Pizza
Mercoledì 30 Marzo 2011, 13.08.09
5
Grande articolo,proprio come Araya!
Valar Morghulis
Mercoledì 30 Marzo 2011, 11.46.58
4
Grande artista e grande persona. Un vero esempio per metallari e non, vista la sua enorme coerenza e forza di volontà. Vederlo live domenica sarà fantastico
wangel
Mercoledì 30 Marzo 2011, 10.29.56
3
un Maestro.la coerenza paga sempre...non vedo l'ora di rivedere gli Slayer lunedì prox a Padova...da gente così si deve solo imparare...peccato che oggi siano rimasti in pochi.
metal4ever
Mercoledì 30 Marzo 2011, 0.34.23
2
Mi piacciono, ma non impazzisco per loro, però gli riserbo il massimo rispett per l'apporto dato al thrash e al Death. Li aspetto con ansia il 3, visto che live rendono sempre alla grande.
Room 101
Mercoledì 30 Marzo 2011, 0.02.43
1
Grande articolo ! Adoro Araya..
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Tom Araya on stage a Tuska, nel 2008
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