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LEGENDS OF ROCK - # 14 - Genesis, seconda parte
05/04/2011 (3682 letture)
(continua da qui)

Nell’ottobre del 1972 viene pubblicato uno massimi capolavori del rock progressivo, Foxtrot (e non sarà il lavoro migliore dei Genesis!) che trae ispirazione dalle opere dello scrittore John Ronald Reuel Tolkien. Per l’ultima volta Whitehead curerà il disegno della copertina la quale, come di consueto, è una sorta di anticipazione degli argomenti affrontati nei testi, che continuano ad essere onirici, metafisici, spirituali, apparentemente lontani dal mondo reale. Il disco è dominato dalla monumentale e composita suite Supper’s Ready, pregna di riferimenti storici, mitologici, biblici, di metafore e gustosi giochi di parole, una delle caratteristiche fondamentali delle liriche del gruppo. Nell'estate del 1973 è la volta di Genesis Live, il primo live album del gruppo che pone in risalto il lato più incisivo della band, includendo cinque tracks decisamente rock (Watcher Of The Skies, Get 'Em Out By Friday, The Return Of The Giant Hogweed, The Musical Box e The Knife). Le registrazioni, non perfette a dire il vero, sono tratte da due concerti tenuti a Manchester e a Leicester. Durante gli show il cantante si esibisce con maschere e travestimenti stravaganti (fiore, Magog, pipistrello) cambiando abito nell’ambito dello stesso pezzo e si fa innalzare con dei cavi per librare in aria: diventa uno dei frontman migliori degli anni settanta. E’ opportuno ricordare che l’idea di rendere teatrale gli show fu ispirata dal gruppo partenopeo degli Osanna, a conferma in un certo qual modo del forte legame con il nostro Paese.

WATCHER OF THE SKIES


L’ascesa è ormai inarrestabile ed il 28 settembre 1973 i Genesis raggiungono vette inimmaginabili con Selling England By The Pound, il full lenght più venduto dell’era Gabriel. La cura del suono è maniacale, gli arpeggi della chitarra di Hackett sono sublimi, le tastiere di Banks intessono armonie deliziose, il vocalism di Gabriel è straordinario... tutto in questo disco è perfetto. A proposito del titolo del platter Peter ricorda: Eravamo criticati in Inghilterra a quel tempo perché propendevamo per l’America, cosa che spiega in parte perché volli intitolarlo “Vendendo l’Inghilterra alla libbra”. Firth Of Fifth ed in particolare The Cinema Show sono tra le composizioni più significative incise dai Genesis nella loro carriera; l’approccio lirico risulta diverso e vengono affrontate tematiche sociopolitiche, in particolare in Dancing With The Moonlit Knight, Aisle Of Plenty e The Battle Of Epping Forest, sempre con grande arguzia, intelligenza, caratterizzando i testi con metafore ed allitterazioni. La popolarità fu finalmente raggiunta ed I Know What I Like (In Your Wardrobe) fu un singolo di grande successo, ma la coesione della band inizia a sgretolarsi a causa del fatto che critica e fan vedevano in Gabriel il leader assoluto; ciò portò a dissapori sempre più marcati tra i componenti dei Genesis.

I KNOW WHAT I LIKE (IN YOUR WARDROBE)


L’ultimo acuto fu il doppio LP The Lamb Lies Down On Broadway del 1974 (definito "l'album americano"), un astruso concept basato sulle vicende newyorkesi di un giovane portoricano di nome Rael (alter ego di Gabriel stesso). Un racconto complicatissimo concepito dal solito singer che abbandona i temi favolistici per abbracciare la dura vita reale di un disadattato dei nostri tempi in cerca di redenzione, sempre in bilico, però, tra la realtà e la pura fantasia. Tony Banks si esprime con parole dure circa questo progetto pretenzioso, ma coinvolgente: La storia narrata dall’album non mi fa certo impazzire. Preferivo i primi due lati e mi dicevo che, in un doppio, ci vuole un finale forte, mentre il nostro album perdeva progressivamente d’intensità. Ben ventitre i pezzi proposti, tutti non immediati, piuttosto ostici direi, e molto più attagliati alla forma canzone; vi si riscontrano momenti sublimi come, ad esempio, la title track, Counting Out Time e l’eterea Carpet Crawlers. Al termine del lungo tour Gabriel, mantenendo fede a quanto promesso durante le registrazioni dell’album, abbandonò la band per affrontare una carriera da solista a dir poco eccezionale. La band seppe risollevarsi subito da una simile defezione, proponendo un sontuoso Phil Collins alla voce: altri due eccellenti full-lenght vennero realizzati -A Trick Of The Tail (1976) e Wind & Wuthering dell’anno successivo, lavori di caratura inferiore se paragonati agli illustri predecessori, ma di grande successo commerciale. Lo stile di A Trick Of The Tail ricalca sostanzialmente quello di Selling England By The Pound garantendo, pero', maggior spazio al virtuosismo chitarristico di Hackett. In Wind & Wuthering prevalgono atmosfere soffuse e crepuscolari, con molti arrangiamenti per le tastiere che attestavano una certa leadership di Tony Banks; tale situazione irritò moltissimo Steve Hackett, portandolo a lasciare il gruppo. Per molti fan, tra cui il sottoscritto, la storia potrebbe finire qui: la parabola dei Genesis si eclisserà inesorabilmente. Dopo la pubblicazione dell’ottimo doppio live Seconds Out (1977), che vede come illustri ospiti i batteristi Chester Thompson e Bill Bruford, il gruppo -composto ormai da tre elementi- farà uscire ... And Then There Were Three... (traduzione: "E poi rimasero in tre"), un album molto commerciale ed ormai lontano anni luce dal progressive degli anni passati, anche se il singolo Follow You Follow Me arrivò al primo posto delle relative classifiche di vendita in Inghilterra.

FOLLOW YOU FOLLOW ME


Il successivo Duke, del 1980, registrato a Stoccolma ai Polar Studios degli Abba, si attesta ancora di più verso il pop scontentando i fan di vecchia data, ma acquisendone molti altri visto che le vendite andarono benissimo; la notissima canzone Turn It On Again in quel periodo ronzava davvero nella testa di tutti! In Abacab (1981) il gruppo si snatura completamente, con sonorità techno riscontrabilissime nell’efficace title track, e vi compaiono addirittura i fiati degli Earth, Wind & Fire. Il gruppo, tuttavia, continua a riscuotere consensi ovunque, ma è solo un pallido ricordo di ciò che era stato una tempo: ho sempre pensato che avrebbero dovuto cambiare monicker per rispetto di tutto quello che di sontuoso avevano realizzato in passatoi... ovviamente la mia è una mera utopia. Nel 1982 esce un nuovo live album, Three Sides Live (una facciata contiene materiale scartato in precedenza) e l’anno successivo è la volta di Genesis, in bilico tra il funky, il pop ed un rock leggerissimo come la carta velina. Chiudono mestamente la carriera con l’indecente Invisible Touch (1986) che più catchy non si può e We Can’t Dance (1991), per certi versi anche peggiore, seguito da due insipidi live, The Way We Walk Volume One: The Shorts (1992) e The Way We Walk Volume Two: The Longs (1993). Nel 1997 i Genesis si ripresentano con l’album Calling All Stations, senza Phil Collins e con Ray Wilson alla voce -le parti di batteria furono curate da Nir Zidkyahu, tranne che per quattro brani dove troviamo alle pelli Nick Di Virgilio: un’operazione a dir poco indecorosa e svilente. Il 14 luglio 2007, con la classica formazione a tre, la band ha tenuto un concerto al Circo Massimo di Roma chiudendo la tournée europea del Turn It On Again Tour di fronte a circa 500.000 spettatori entusiasti. Il gruppo si scioglie ufficialmente nel 2008 e vane sono state sinora le speranze di chi, come me, auspicava una reunion con l’immenso, inarrivabile Peter Gabriel. Un miracolo che però non potrà mai accadere perché Phil Collins nel 2009 ha, purtroppo, dichiarato di non essere più in grado di suonare la batteria a causa di un'operazione chirurgica a una vertebra.

C’è un sacco di gente che ha apprezzato i Genesis, ma non ancora abbastanza: prima o poi anche voi dovrete ascoltarli. E quando questo avverrà, desidererete di averlo fatto dall’inizio
(Keith Emerson)

A qualcuno sembrerà strano, ma all’interno degli Elio e Le Storie Tese si annida una cellula di irriducibili estimatori dei Genesis
(Elio e le Storie Tese)


DISCOGRAFIA
1969 - From Genesis To Revelation
1970 - Trespass
1971 - Nursery Cryme
1972 - Foxtrot
1973 - Genesis Live (live)
1973 - Selling England By The Pound
1974 - The Lamb Lies Down On Broadway
1976 - A Trick Of The Tail
1977 - Wind And Wuthering
1977 - Seconds Out (live - album doppio)
1978 - ... And Then There Were Three...
1980 - Duke
1981 - Abacab
1982 - Three Sides Live (live)
1983 - Genesis
1986 - Invisible Touch
1991 - We Can't Dance
1992 - The Way We Walk Volume One: The Shorts (live)
1993 - The Way We Walk Volume Two: The Longs (live)
1997 - Calling All Stations
1998 - Genesis Archive: 1967-1975
1998 - Rock Theatre (collection)
1999 - Turn It On Again - The Hits (collection)
2000 - Genesis Archive 2: 1976-1992
2007 - Live Over Europe (live)



Richard
Mercoledì 6 Aprile 2011, 19.13.11
21
Si ma "Over My Shoulder" cosa c'entra con i Genesis ? Poi credo che Collins solista abbia venduto molto ma molto di più...
ayreon
Mercoledì 6 Aprile 2011, 15.30.39
20
ma ha venduto un casino,"over my shoulder" è ancora oggi programmatissima (la fa anche luca laurenti,figurati) di soldi se ne è fatti
Richard
Mercoledì 6 Aprile 2011, 14.10.27
19
Non mi sembra che Rutheford abbia fatto scelto stilistiche diverse e/o eccelse con MIKE & THE MECHANICS ... potrei sbagliami ma...
Raven
Mercoledì 6 Aprile 2011, 13.11.50
18
Terminati al massimo con Duke.
Jandekser
Mercoledì 6 Aprile 2011, 11.20.39
17
ma infatti nel gruppo erano in tre, se non avessero condiviso la svolta musicale erano liberi di lasciare (come gia fatto precedentemente da Gabriel e Hackett) o di sciogliere la band. Mi sembra che si tende troppo ad addossare colpe a Collins quando, semmai, sarebbero di tutti e tre. Phil Collins, che piaccia o meno la sua musica, è un artista immenso; magari ce ne fossero di più di artisti del suo spessore.
jak
Mercoledì 6 Aprile 2011, 9.27.17
16
che poi tra l'altro non credo che tutta la colpa sia da addossare al solo Collins per la svolta pop-commerciale... anche Rutherford di quei tempi pare che fosse ben d'accordo, no?
hm is the law
Martedì 5 Aprile 2011, 21.42.01
15
@ Alessia: beh dai non esageriamo addirittura odiarlo!! @ Jandekser: sono in molti a pensarla come te viste le enormi vendite degli album post Wind & Wuthering.
Jandekser
Martedì 5 Aprile 2011, 20.55.12
14
@HM Is The Law: sono anch'io un grandissimo amante del prog e non ho commentato ne per farti cambiare idea ne per criticarti. E' normale che a molti possano non piacere i Genesis post-Gabriel/Hackett, io questi album li apprezzo comunque seppur sia evidente la netta inferiorità al cospetto degli album del periodo 1970-1977.
Alessia
Martedì 5 Aprile 2011, 20.20.23
13
Ti quoto in tutto Fabio la svolta mainstream dei Genesis non l'ho mai digerita odio Collins per questo
hm is the law
Martedì 5 Aprile 2011, 19.46.13
12
@ Jandekser: sai sono un inguaribile amante del prog questo è il problema: cmq sia ben chiaro dopo hanno fatto pop/rock ma con uno stile inimitabile!
Jandekser
Martedì 5 Aprile 2011, 19.42.33
11
Bell'articolo fino a quando si parla di Wind & Wuthering, da li in poi sono in totale disaccordo HM Is The Law per i motivi per cui è inutile disquisire, come detto da lui. Per il resto, complimenti.
jak
Martedì 5 Aprile 2011, 19.21.00
10
vabhè, comunque il senso è quello, più o meno però dai, "who dunnit" meglio di invisible touch no eh? penso sia una seria candidata al titolo di canzone più brutta ed irritante della storia
hm is the law
Martedì 5 Aprile 2011, 18.26.27
9
Per me i Genesis finiscono con Wind & Wuthering dopo diventano un'altra cosa totalmente diversa; inutile, pertanto, disquisire con chi ci trova qualcosa di positivo nel sound successivo. Ricordo il tour di Abacab e lo sconforto di quando suonavano i pezzi composti senza Hackett e Gabriel.
ayreon
Martedì 5 Aprile 2011, 17.59.26
8
elio apri' il set di un tour con una strumentale di "smalcrept day" di Rutheford ,lo vidi a collegno.Riguardo ai genesis ,"And then..."non mi sembra affatto un disco commerciale (a parte "Follow you..."),è un disco di rock sofisticatissimo,sbagliato invece pensare che "we can't dance " sia peggio di "Invisible touch" (peggio di invisible touch non c'è niente ,neanche whodunnit),in "We can't ...."la sola "Fading light" ci riporta a "Wind and wuthering",bella anche "Driving the last spike","Dreaming while you sleep","The end of the world".Se potete,andatevi invece a trovare l'inedito "On the shoreline" messo in una compilation sull'ecologia di cui non ricordo il nome
metal4ever
Martedì 5 Aprile 2011, 17.13.22
7
Dopo Wind & Wuthering il nulla... anche se Duke è un album più che buono, e Mama singolo dell'album omonimo è il loro ultimo grande pezzo.
ale75
Martedì 5 Aprile 2011, 16.36.07
6
richard ricordi bene! La traduzione corretta e' quella citata nell'articolo
Richard
Martedì 5 Aprile 2011, 15.36.12
5
potrei sbagliarmi perchè di tempo ne è passato molto ma ricordo che Hackett mi fece intendere che la traduzione volesse dire "Vendendo l'Inghilterra a pezzi" . Non un tot al peso ma a brandelli, pezzo per pezzo... Boh ..
Zarathustra
Martedì 5 Aprile 2011, 14.49.52
4
La traduzione è più che corretta, dato che "to sell by the pound", alla libbra, significa vendere un pezzo per volta, un tot al chilo.
Khaine
Martedì 5 Aprile 2011, 14.42.33
3
@ jak: mi risulta (ma potrei avere informazioni erronee in mio possesso) che la traduzione "ufficiale" (presente sulla prima copia italiana del vinile), approvata anche dalla band, sia proprio quella proposta dal buon Fabio. E' verosimile che all'epoca in cui venne pubblicato il disco questo tipo di linguaggio fosse più consono di ora!
Luigi
Martedì 5 Aprile 2011, 14.28.08
2
Splendido articolo! La citazione di Elio e le storie tese è una vera chicca!
jak
Martedì 5 Aprile 2011, 14.14.04
1
sì, ma "selling england by the pound" immagino sia da tradursi "vendere l'inghilterra per spiccioli", non libbre...comunque non capirò mai questo astio verso "invisible touch" e "we can't dance", album godibili nel loro genere e decisamente meglio dell'omonimo e di "abacab"
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