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HYBRID CIRCLE - # 9 - La Fabbrica
18/04/2011 (1317 letture)
LA FABBRICA
La risposta alla mia domanda purtroppo non arrivò da Primo, ma da un forte boato causato da un’esplosione alle porte della Città. Ci precipitammo fuori ed ai nostri occhi si presentò uno scenario raccapricciante. CyberVAC ci stava attaccando ed in così poco tempo aveva creato un nuovo esercito di droidi immuni al virus, proprio come aveva anticipato Primo. Ad accompagnare i droidi c’erano anche diversi mezzi corazzati, uno dei quali detonò il primo colpo che creò una breccia nelle mura della Città d’acciaio. Ci rendemmo subito conto della potenza bellica di queste nuove macchine ed il nostro primo pensiero, al momento, fu quello di fuggire verso l’armeria. Mentre correvo verso gli altri Primo mi disse

«Lex, raggiungi Harvey e preparatevi. Io vado, cerco di temporeggiare»

Primo mi abbandonò ed armato fino ai denti iniziò a correre verso le truppe nemiche. Mentre correvo vidi Harvey venirmi incontro su un mezzo armato, mi raggiunse mi fece cenno di salire dicendo

«Sali Lex! Adesso ci divertiamo un po’! Ma Primo dov’è?»
«E’ andato avanti da solo! Ma non chiedermi cosa abbia in mente perché sinceramente non lo so!»
«Dai, al massimo si sarà alleato con loro!»
«Lascia perdere, non ci voglio nemmeno pensare»
«Guarda che era una battuta! Secondo me è già la a fucilarli, anzi dobbiamo raggiungerlo e dargli una mano!»
«Cosa aspetti allora!? Accelera!»
«Mi raccomando pivello, attento a come usi il fulminatore del veicolo. L’ho modificato io personalmente!»
«Derek? Dov’è?»
«Tranquillo, Derek da adesso in poi sarà i nostri occhi. Si trova ai localizzatore e siamo in contatto radio, ha detto che questa ondata conta circa cinquecento droidi e sono gli unici nel raggio di venti chilometri»
Il mezzo sfrecciò ad alta velocità per le vie della Città e dietro di noi il nostro esercito costituito da altri mezzi e droidi HC. In pochi minuti raggiungemmo la breccia lasciata dai nemici. Cercai continuamente di localizzare visivamente Primo senza mai trovarlo, intanto i nostri mezzi cominciarono ad essere attaccati dai colpi dell’artiglieria nemica, i droidi HC iniziarono subito a rispondere al fuoco. Harvey fermò il veicolo, prese il suo fulminatore chiamato da lui stesso “Il Vendicatore” e scese dicendo

«Ricordi la promessa che mi hai fatto? È il momento di mantenerla! Coprimi che vado a prendere a fucilate quei rottami!»
«Ok, vecchio pazzo! Ma non sono rottami, sono droidi!»
«Tranquillo, lo saranno tra poco!»
E con un urlo animalesco si diresse verso il nemico sparando all’impazzata e devo ammettere che il vecchio pazzo aveva proprio una buona mira. Cominciai a fare fuoco anche io, e ad ogni colpo che davo il mio mezzo faceva mezzo metro indietro, mi resi subito conto che quella potenza era sprecata sui droidi, così mi concentrai sui loro macchinari. Quasi un colpo su tre era un successo. Mentre sparavo sentii una voce famigliare, era la voce di Primo. Mi voltai cercandolo, ma lui non era li, in quell’istante la voce mi disse “Non cercarmi, non sono vicino a te, poi ti spiegherò. Vai a riprendere Harvey e fai arretrare le truppe. So che non ti fidi pienamente di me, però segui la ragione invece del sentimento. Me lo hai insegnato tu.”
Ormai nulla riusciva più a sorprendermi quando si trattava di Primo, così saltai alla guida e partii sfrecciando in direzione di Harvey ed appena lo raggiunsi lui saltò di scatto sul veicolo e ripartii verso le truppe per comunicare il dietrofront.

«Perché mi hai detto di risalire!? Me li stavo facendo tutti!»
«Guarda che io non ti ho detto proprio niente»
«Allora chi è che mi ha gridato di salire sul mezzo?»

Capii in quel momento che c’era lo zampino di Primo, e di conseguenza risposi ad Harvey.

«Lascia perdere, forse nel trambusto mi sono dimenticato di avertelo detto»
«Dove cazzo stiamo andando? Sembra che ci stiamo ritirando!»
«Non preoccuparti, solo momentaneamente. Intanto girati e continua a sparare!»

Appena dopo aver comunicato l’arretramento alle nostre truppe sentii di nuovo Primo parlarmi “Adesso guarda lo spettacolo che ho preparato.” Mi girai e vidi la prima linea delle truppe nemiche bloccarsi in semicerchio durante la loro avanzata, erano costrette in un campo di forza simile a quello usato da noi per catturare Primo. Harvey nel vedere la stessa scena mi disse

«E questo quando l’hai preparato!? Se me lo avessi detto ti avrei aiutato!»
«Questo è veramente difficile da spiegare, Harvey. Io non c’entro, devi domandarlo a Primo»
«Primo!? Quel rottame? Chi glielo ha ordinato, non può averlo fatto da solo! Ma che ca…!»

E la voce di Harvey venne offuscata dal rombo infernale di un oggetto volante a bassissima quota che cominciò letteralmente a bombardare tutte le truppe di CyberVAC ed in men che non si dica si riuscì a decimare i droidi nemici. Fu allora che Primo mi disse “Siete liberi di attaccare con tranquillità. Ho distrutto gran parte delle truppe e ho lasciato tra di loro delle bombe EMP che li rende incapaci di reagire. Ovviamente anche i nostri droidi subiranno lo stesso effetto, ma di a tutti di non preoccuparsi. Spegnerò le bombe appena avrete finito di ripulire tutto.”

«Harvey, ricordi la promessa che ti ho fatto? È ancora valida!»
«Vado!»

Ed Harvey partì di nuovo alla carica con il suo “Il Vendicatore”. In poco tempo lo scenario davanti a noi era costituito solo da enormi ammassi di ferraglia ed Harvey, tornando verso di me, con fare orgoglioso mi disse

«Hai visto che ho azzeccato a dare il nome al fucile?»
«Infatti non potevi sceglierne uno migliore»
«Ora, però, mi spieghi che diavolo è successo fin ora! Sinceramente non ci ho capito molto. Come facevi a sapere quando dovevamo ritirarci? Tu e Primo avevate già un piano?»
«Hai ragione Harvey, devo spiegarti molte cose»

Primo ci raggiunse, e ci incamminammo verso la fabbrica di droidi. Durante il percorso spiegai tutte le capacità di Primo ad Harvey. E per fortuna che c’era Primo che fece gli stesse esempi fatti a me per rendere tutto più chiaro, ma Harvey rimase comunque diffidente e scioccato dalle rivelazioni e dopo ore di discussioni accettò la realtà dei fatti mantenendo comunque intatta la sua diffidenza. Dopo un po’ di silenzio Harvey si rivolse a Primo chiedendogli

«Una cosa ancora non mi è chiara. Come facevi a comunicare con Lex?»

E Primo senza emanare suoni rispose a me ed Harvey “Così.” Ed Harvey, scaldandosi, disse

«Brutto figlio di un rottame che non sei altro! Ho capito quello che fai, ma non ho capito come cazzo fai!» «Semplice, ho sviluppato delle microonde che mi permettono di comunicare direttamente al vostro cervello» «Visto che sei così in grado, dimmi esattamente cosa sto pensando ora!»

Primo osservò Harvey e rimase in silenzio, io cercai di spronarlo un po’ e gli dissi

«Dai Primo! Dimostra anche a lui di cosa sei capace! Cosa sta pensando?»
«Lex, preferisco non ripetere tutte le parole che Harvey sta pensando in questo momento, la cosa più pulita che posso dire è…»
Ed assumendo la voce di Harvey continuò

«Macchina del cazzo! Se continui così uno di questi giorni ti smonto pezzo per pezzo e con i tuoi resti mi costruisco un attaccapanni!»

Ovviamente il tutto con il classico tono ironico di Harvey, sinceramente più passava il tempo e più non capivo cosa veramente provasse per questa incredibile macchina.

Mentre ci avvicinavamo alla fabbrica di droidi Primo si mise in comunicazione telepatica con me e disse “Hai dubitato di me. Non me lo sarei aspettato da te. Tu per primo hai detto ad Harvey che io sono un membro della Resistenza, e adesso?” mi concentrai e risposi con il mio pensiero “Scusa, il dubbio è umano, ma questo lo sapevi già. È vero ho dubitato di te, ma converrai con me che se tu avessi le mie poche conoscenze avresti fatto lo stesso dopo quello le tu rivelazioni. C’è stato un attimo in cui non capivo da che parte stavi, ora lo so e stai tranquillo non dubiterò mai più.” E lui replicò “Lo sapevo, ma siccome sono molto più umano dei miei simili avevo il bisogno di sentirmelo dire. Adesso andiamo a vincere la nostra guerra.”

Ci fermammo poco prima della fabbrica per definire la tattica. Era un edificio della “Instead Human corp.”, sembrava quasi che CyberVAC ci prendesse in giro ricordandoci, con quell’insegna, che lui era stato creato da noi, e noi per così tanto tempo l’abbiamo ritenuto un’entità superiore. Primo mi poggiò la mano meccanica sulla spalla e mi disse

«Li sono nato io. Conosco quel posto nei minimi particolari, lasciatemi fare un giro ricognitivo, sicuramente CyberVAC avrà fortificato la sicurezza dello stabile»

Io ed Harvey rimanemmo con le truppe ad aspettare e Primo andò verso la fabbrica.
Dopo alcuni minuti Harvey iniziò a spazientirsi e disse
v
«Tu fa quello che vuoi, se vuoi seguire le istruzioni di Primo sei libero di fare! Io però vadò!»
«Dove vai, vecchio! È solo questione di minuti, datti una calmata! Primo tornerà ed andremo insieme a conquistare la fabbrica»
«Chi ti dice che non gli sia successo qualcosa? Noi qui ad aspettare ed intanto CyberVAC ci manda un altro esercito contro! Io vado!»
«Derek, non mi ha comunicato di nessun esercito nelle vicinanze, siamo ancora coperti. Smettila di inventare cazzate!»
«Senti pivello, oggi ho il grilletto facile! Voglio fare il mio record personale! Un centinaio di droidi mi sembra giusto!»
«Allora non mi lasci altra scelta di venire con te!»

E mentre lo seguivo mi voltai e vidi le nostre truppe seguirci, presi Harvey per un braccio e lo girai

«Vedi cosa succede? I droidi ci seguono e con loro anche i nostri compagni! Sei un idiota, non possiamo sacrificare tutti per una tua scelta, se non abbiamo notizie di Primo conviene aspettare»
«Tu ricordati di quello ho passato a causa di quelle macchine infernali!»
«Ancora!? Devi superarla questa cazzo di storia! Non è questo il metodo giusto!»
«Ah! Perché il tuo sarebbe il metodo giusto? Fidarsi di una macchina?»
«Fanculo! Fai quello che vuoi, vecchio rimbambito!»

Harvey si allontanò, io rimasi ad aspettare Primo ed ordinai ad un droide di seguirlo. Lentamente scomparirono dietro l’edificio. Non avrei mai immaginato quello che sarebbe accaduto, non avrei mai immaginato quello che da li a poche ore Primo mi avrebbe raccontato.

Harvey percorse quasi tutto il perimetro della fabbrica e prima di arrivare all’ingresso principale venne attaccato da uno dei nuovi droidi di guardia, Harvey venne preso alla sprovvista, il droide lo afferrò e lo scaraventò contro il muro ma quasi contemporaneamente il droide HC intervenne ed iniziò una lotta fisica con il nemico, durante la quale Harvey si rialzò per impugnare il suo fulminatore, prese la mira e fulminò entrambi i droidi. Purtroppo era troppo vicino ad essi, ed il fulminatore da lui modificato causò l’esplosione dei droidi, travolgendolo di rottami. Nell’arco di pochi secondi Primo (che non mi disse nulla in via telepatica) si precipitò su Harvey ed iniziò ad osservare le sue ferite. Harvey, con un filo di voce, disse

«Primo, dimmi come sono conciato, credo che questa volta non sia un semplice graffietto»
«Rilevo diverse ferite gravi al ventre, un trauma cranico ed una possibile emorragia femorale»
«Praticamente sto per tirare le cuoia?»
«Se con questo vuoi intendere morire, si. Mi dispiace Harvey, sono proprio ferite gravi»
«Quanto mi resta? Voglio parlare con Lex»
«Harvey, stanno per attaccare la fabbrica, non puoi. Lo so che è dura, ma Lex non può venire»
«Rispondimi cazzo! Quanto mi resta!?»
«Se le emorragie non si aggravano più di quanto già lo siano, stimo venti minuti circa»
«Stammi bene a sentire, non avrei mai immaginato che ti avrei detto quello che sto per dirti»
«Non sforzarti, aumenti solo il dolore»
«Per una volta fatti i cazzi tuoi e lasciami parlare, volevo ringraziarti per tutto quello che hai fatto per la Resistenza e mi raccomando fai in modo che tutto vado secondo i progetti»
«Tranquillo Harvey, lo farò»
«Ascoltami ancora, devi dire a Lex che deve seppellirmi lui, di persona, vicino a mio figlio e non voglio funzioni. Digli anche che non mi sono mai sentito così vivo come negli ultimi mesi e questo è senza dubbio merito suo. Lex deve sapere che sono morto senza rimpiangere nulla»
«Ok, Harvey. Ma non posso fare quello che hai appena pensato»
«Devi farlo, mi devi fare questo favore, consideralo il mio ultimo desidero»
«Sai benissimo che è contro le mie leggi»
«Per una volta ficcatele dove sai tu queste maledette leggi! Tanto sappiamo entrambi che sono morto!»
«Chiedimi qualsiasi cosa, ma non questo»
«Allora passami il fucile che lo faccio io!»
«Non posso, sempre le leggi di mezzo»
«No! Non farmi soffrire come una bestia! Facciamola finita!»
«Scusa, ma non posso fare diversamente»
«Io, come diresti tu, sono matematicamente morto! Visto che non puoi salvarmi, almeno allevia questa pena!»

Harvey aveva ragione e questa situazione avrebbe sicuramente creato, in un droide normale, un paradosso tale da provocare il danneggiamento irreversibile del cervello positronico. Primo, però, aveva sviluppato la sua parte “umana” ed in lui si era creata quella che ho definito la “Legge Alpha”, cioè la capacità di prendere una decisione razionale. In questa situazione la scelta più giusta fu quella che suggerì Harvey. Primo si volto e prese il fulminatore, lo puntò verso Harvey e disse

«Addio vecchio pazzo, ti ricorderò sicuramente meglio di tutti gli altri»
«Aspetta Primo, non con quello. Ho voglia di crepare alla vecchia maniera»
Primo lasciò il fulminatore, si inginocchiò su Harvey, avvolse le mani intorno al suo viso e con un movimento quasi impercettibile gli spezzo il collo.
Subito dopo lo sistemò in una posizione onorevole, gli chiuse le palpebre e coprì il corpo. Sicuramente, se fosse stato in grado di piangere per rabbia, quello sarebbe stato il momento opportuno. Comunque decise di comunicarmelo solo dopo l’assalto alla fabbrica.



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