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ORPHANED LAND
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LEGEND CLUB - MILANO

RACCONTARE IL MITO - # 17, Iron Maiden, Real Live Tour, 1993, Firenze
25/04/2011 (9713 letture)
Dedicato ad Orso e Stefano

IRON MAIDEN
REAL LIVE TOUR
29.04.93
FIRENZE, PALASPORT


Questo articolo nasce come seguito alla recensione della recente biografia ed è ad essa idealmente collegato. Come sottolineato in quella occasione, l’interruzione del racconto biografico al momento dell’uscita dal gruppo di Bruce Dickinson, lascia con un po’ di amaro in bocca. Mi permetto perciò di aggiungere un piccolo seguito personale a quegli eventi, vissuti di persona dalla ristretta visuale del fan accanito e poco più che teenager.

In seguito all’annuncio della fuoriuscita di Bruce Dickinson dal gruppo, fu pubblicato un album dal vivo chiamato Real Live One registrato durante il tour di Fear of The Dark, contenente una selezione dei successi più recenti, che sarà seguito poi da Real Dead One contenente i classici più datati. Per permettere a Dickinson di salutare degnamente il pubblico degli Iron Maiden, viene organizzato il Real Live Tour, del quale pubblichiamo le date e la scaletta proposta generalmente. Non vi stupisca notare che il maggior numero di date vengano riservate proprio all’Italia, percorsa in lungo e largo. Si tratta di un legame che dura tutt’ora, iniziato col tour di Number of The Beast, nel quale Bruce si esibì per la prima volta dal vivo con i Maiden proprio in Italia. Fu una scelta precisa: Harris sapeva che il pubblico inglese non aveva gradito l’allontanamento di Paul Di’Anno e temeva che l’ingresso di un nuovo cantante non venisse accolto nel migliore dei modi. Un rischio che il gruppo non poteva permettersi mentre si preparava al grande salto. Il pubblico italiano accolse gli eroi della NWOBHM in maniera entusiastica e, da allora, il nostro Paese è una tappa fissa dei loro tour. Può sembrare incredibile dire queste cose oggi, ma le parole “credibilità” e “attitudine” erano tutto, per band che venivano dal basso come gli Iron Maiden. Dickinson salutò il pubblico terminando le sue esibizioni con due concerti organizzati nei Pinewood Studios, il secondo dei quali venne trasmesso in diretta via cavo. Per l’occasione, fu allestito uno spettacolo a metà col mago illusionista Simon Drake, che intervallava il suo show a quello del gruppo. Al termine dell’esecuzione di Iron Maiden, due energumeni catturarono Dickinson e lo condussero davanti a Drake, che lo uccise dentro la Vergine di Ferro. Lo stesso Drake venne a sua volta ucciso dai suoi assistenti guidati da un infuriato Eddie che poi tagliò la testa del cantante e la appese sulla forca su cui giaceva il corpo dell’illusionista. Dickinson terminò così, con un colpo di scena spettacolare e macabro, la sua carriera nel gruppo.

L'ULTIMO CONCERTO DI BRUCE DICKINSON


REAL LIVE TOUR EUROPA (MARZO - GIUGNO 1993)

25/03 Faro, Portogallo, Kadoc
27/03 Madrid, Spagna, Sala Cancillier
28/03 San Sebastian, Spagna, Polideportivo
Anoeta
29/03 Barcellona, Spagna, Zeleste
05/04 Ostrava, Repubblica Ceca, Ostrava
06/04 Bratislava, Slovacchia, Zimny Stadion
07/04 Vienna, Austria, Wiener Stadthalle
09/04 Arnhem, Olanda, Rijnhal
10/04 Parigi, Francia, Elysée Montmartre
11/04 Berlino, Germania, Huxley's Neue Welt
13/04 Würzburg, Germania, Carl-Diem-Halle
15/04 Hannover, Germania, Music Hall
16/04 Brema, Germania, Stadthalle
17/04 Essen, Germania, Grugahalle
19/04 Stoccarda, Germania, Schleyerhalle
20/04 Saarbrücken, Germania, Saarlandhalle
21/04 Augsburg, Germania, Schwabenhalle
23/04 Goteborg, Svezia, Scandinavium
25/04 Bourges, Francia, Pavillon
27/04 Torino, Italia, Palasport
28/04 Majano, Italia, Campo Sportivo
29/04 Firenze, Italia, Palasport
30/04 Roma, Italia, Palaghiaccio
01/05 Roma, Italia, Concerto 1º Maggio
02/05 Priolo Gargallo, Italia, Palasport
03/05 Reggio Calabria, Italia, Palasport
05/05 Napoli, Italia, Teatro Tenda
06/05 Bologna, Italia, Parco Nord
08/05 Genova, Italia, Palasport
09/05 Milano, Italia, Forum Assago

11/05 Tolone, Francia, Le Zénith
13/05 Grenoble, Francia, Summum
14/05 Nancy, Francia, Le Zénith
16/05 Sheffield, Inghilterra, Sheffield Arena
17/05 Londra, Inghilterra, Wembley Arena
19/05 Manchester, Inghilterra, G-Mex
20/05 Birmingham, Inghilterra, NEC Arena
21/05 Glasgow, Scozia, S.E.C.C.
23/05 Dublino, Irlanda, The Point
24/05 Belfast, Irlanda del Nord, King's Hall, Belfast
27/05 Neuchatel, Svizzera, Patinoire du Littoral
02/06 Mosca, Russia, Olympic Stadium
03/06 Mosca, Russia, Olympic Stadium
04/06 Mosca, Russia, Olympic Stadium


RAISING HELL UK TOUR (AGOSTO 1993)

27/08 Londra, Inghilterra, Pinewood Studios
28/08 Londra, Inghilterra, Pinewood Studios


CANZONI ESEGUITE DAL GRUPPO DURANTE IL TOUR
01 Be Quick Or Be Dead
02 The Number Of The Beast
03 Prowler
04 Transylvania
05 Remember Tomorrow
06 Where Eagles Dare
07 From Here To Eternity
08 Wasting Love
09 Bring Your Daughter... To The Slaughter
10 Wasted Years
11 The Evil That Men Do
12 Afraid To Shoot Strangers
13 Fear Of The Dark
14 The Clairvoyant
15 Heaven Can Wait
16 Run To The Hills
17 Two Minutes To Midnight
18 Iron Maiden
19 Hallowed Be Thy Name
20 The Trooper
21 Sanctuary


Tutto questo è il lungo preludio che introduce l’avventura che vado a raccontarvi. La scena si sposta a Firenze, siamo nel 1993 e il sottoscritto è un sedicenne, -metallaro ormai da cinque anni-, alle prese con le occupazioni scolastiche (in una delle quali venne fondato il mitico “Comitato Metal” nel quale proponevamo ascolti ripetuti di sano metal usando come scusa delle non credibili lezioni di chitarra) e i primi sogni di gloria come cantante, che culmineranno nell’estate di quell’anno con il primo concerto in pubblico. Devo ammettere che la passione per i Iron Maiden è nata in me solo ai tempi di Fear of The Dark ed è merito soprattutto di un caro amico che non si capacitava assolutamente della mia indifferenza rispetto al gruppo di Number of The Beast. Grimaldello da lui usato fu la splendida Afraid To Shoot Strangers, canzone che tutt’ora suscita in me grandi emozioni. Ricordo quel pomeriggio di quasi vent’anni fa come fosse oggi. Dall’ascolto di quella canzone all’acquisizione totale della discografia del gruppo inglese mi separarono pochi mesi e le paghette dei miei genitori. La cosa fu paragonabile ad un amore selvaggio che esplode tra due persone che si conoscono da anni e mai avrebbero pensato di nutrire simili sentimenti. Una passione bruciante, si potrebbe dire.

L’annuncio dell’abbandono di Dickinson arrivò come una bomba e altrettanto deflagrante fu sapere che il Real Live Tour avrebbe toccato Firenze. La decisione di andare fu immediata e altrettanto immediata fu la pressione sui miei genitori perché lasciassero che mio fratello (che avrebbe compiuto tredici anni appena un mese prima del concerto) venisse con noi. Un grazie enorme va ad entrambi per l’appoggio e la fiducia che dimostrarono in quell’occasione. Per cercare di farvi capire quanta fosse la tensione e l’emozione per quest’evento, vi dirò che sarebbe stato il nostro primo concerto metal e si sarebbe tenuto al Palasport di Firenze, un luogo a noi sconosciuto. La volontà di arrivare in prima fila a qualunque costo, mi portò ad accettare la proposta di un altro amico di accompagnarlo al concerto di Ligabue (sigh), che si sarebbe svolto in quel luogo una settimana prima di quello dei Maiden. Dovevo assolutamente trovare il modo di arrivare in prima fila, capite? Fortunatamente si trattava del tour di Sopravvissuti e sopravviventi e il concerto fu anche divertente, con un accenno di pogo su Dove fermano i treni che si concluse con l’esplosione dei cartoni di acqua che un ragazzo teneva nello zaino e la conseguente doccia fuori programma (ok, uccidetemi pure, avevo 16 anni!!). Forti di questa esperienza, ci presentammo alle dieci di mattina davanti al cancello del Palasport, convinti che vi avremmo trovato un oceano di persone già assiepate fuori. In realtà, la folla oceanica si rivelò essere a malapena una decina di sonnolenti ragazzi. Ingannammo il tempo seguendo gli allenamenti della Fiorentina (che si apprestava a retrocedere in serie B), comprando magliette, bandane, polsini a tutto spiano. A mezzogiorno trovammo i tour bus parcheggiati e dai rumori interni all’edificio capimmo che i lavori di montaggio del palco erano iniziati e di lì a poco iniziarono anche le prove del suono. Dei Maiden, nessuna traccia. Alle cinque vennero montate tre file di transenne che ci costrinsero in cinque-sei file serratissime. Piano piano la gente cominciava ad arrivare e senza un motivo plausibile, alle sei ci trovammo schiacciati come sardine mentre i cancelli del Palasport tremavano per colpa della pressione. Un atteggiamento assurdo, che per poco non provocò malori o altri tipi di danno ai ragazzi in prima fila, schiacciati contro le sbarre. Personalmente, mi trovai attaccato ad un ragazzone di quasi due metri vestito di pelle da capo a piedi, che puzzava come un bisonte. Una situazione intollerabile aggravata dalle cariche continue che durarono fino alle sette. Avevo la netta impressione che se avessi alzato i piedi da terra sarei rimasto comunque sospeso in aria. Improvvisamente, un omino sottile sottile, timido e spaventato attraversò la cancellata da dietro, girò la chiave e scappò di corsa mentre un branco di mufloni impazziti –noi- cominciava a premere, spalancando le porte. Il mio amico si trovò proiettato contro il montante della cancellata e per pura resistenza fisica riuscì a non farsi schiacciare ma questo lo sapemmo solo dopo. Io e mio fratello ci slanciammo in avanti mentre due ragazze scivolarono sul cemento a causa di una pozza d’acqua finendo rovinosamente in terra a rischio calpestamento. Una corsa folle che si arrestò contro lo sbarramento della polizia mentre da dietro ricominciava la pressione. Per fortuna la perquisizione fu veloce e conoscendo già la strada ricominciammo a correre. Passato il lungo corridoio di ingresso alla struttura, completamente al buio, ci trovammo davanti al palco. La prima fila era conquistata!! Tempo di prendere possesso di venti centimetri di transenna alla destra del palco e sento la voce del mio amico che ci chiama dalle tribune. Il poveretto era appena riuscito ad entrare, sbagliando strada. Il tempo di rendersi conto di dove eravamo noi e fa una cosa che non mi sarei mai aspettato di vedergli fare: scavalcò la ringhiera e si buttò di sotto!!! Non capisco come abbia fatto a non stroncarsi una caviglia ma anche lui era lì, in prima fila al suo primo concerto. Un concerto che aspettava da anni.

All’epoca non sapevamo niente dei retroscena e per noi Dickinson stava facendo una follia, un sacrilegio. Le nostre menti non arrivavano a capire cosa fossero i rapporti umani e tanto meno quelli artistici. Per noi le cose erano semplici: gli Iron Maiden erano la più grande metal band del mondo, nonostante i Metallica, nonostante i Guns’n’Roses, nonostante i Nirvana e il grunge ormai imperante. Bruce era il loro cantante e non esisteva una sola cosa che potesse giustificare che lui se ne stesse andando. All’epoca non sapevamo che la sera prima, a Torino, dopo quindici minuti Bruce se ne era andato dal palco perché qualcuno dalle prime file gli sputava addosso e aveva ripreso il concerto solo per dovere. Per noi tutto questo non esisteva: esisteva solo il nostro primo vero concerto, la più grande metal band del mondo, davanti a noi. A cinque metri da noi.

Non voglio raccontarvi tutto il concerto perché sarebbe inutile. Quella sera, di supporto, c’era un giovane gruppo inglese di cui si diceva un gran bene: gli Almighty, i quali avevano appena rilasciato l’album Powertrippin’. Il concerto fu davvero grande: i ragazzi spaccavano di brutto, sembravano una versione “civilizzata” dei Motorhead: veloci, con dei gran riff, il nuovo chitarrista Pete Friesen si presentava sbattendosi come un matto e Ricky Warwick con la sua bella voce roca ed incazzata urlava ritornelli cantabili al primo ascolto, e….. Così facemmo: cantammo fino ad avere la gola che bruciava. Mi piacquero talmente che il giorno dopo mi precipitai a comprare la cassetta (già… Preistoria eh?) salvo poi scoprire che quelle stesse canzoni suonavano completamente diverse, più mosce… Quasi… Grunge!! Ma questa è un’altra storia, quella dell’improvvisa conversione di tanti gruppi al trend che stava esplodendo. Una storia triste, che lasceremo perdere per ora. Quel concerto – assieme al successivo album Crank- costituisce comunque buona parte della stima che ancora conservo di loro.

L’attesa diventa spasmodica e finalmente le luci cadono, parte una intro lunghissima -sembrano quindici minuti ma chissà quanti sono in realtà-, che riproduce i rumori di una foresta e piccoli flash di luce infrangono le tenebre mentre un telo nero nasconde il palco. Improvvisamente il telo cade, contemporaneamente una rullata parte e un urlo strozzato lacera l’aria. E’ Be Quick Or Be Dead. Risento quella rullata come quell’urlo ora, come fosse allora, nella testa e sulla pelle. Per la verità, solo quelle sentiamo, perché gli altri strumenti cominciano a sentirsi solo all’altezza del primo ritornello. Prima che mi renda conto di quello che succede il pubblico esplode, parte un pogo istantaneo e la prima fila duramente conquistata si perde subito. Finisco in seconda, mentre mio fratello ancora più indietro. Mi ritrovo così diviso tra la follia emotiva del concerto e la preoccupazione per lui che vedo sballottato nel pogo da una parte all’altra del palco in orizzontale. Mi sorride. Non so se per rassicurarmi o perché davvero contento, ma quel sorriso -e il suo metro e novanta- sono sufficienti per calmarmi e torno a guardare il palco –in realtà girandomi poi indietro ogni cinque minuti per controllare-. Bruce si presenta vestito in modo assolutamente improbabile: chiodo nero dai risvolti rossi su una maglietta traforata senza maniche, pantaloncini grigi Lonsdale da ginnastica a mezza gamba e Nike da pugilato bianche, lunghe fino al polpaccio.

Steve Harris è già sugli amplificatori col basso proteso in avanti e la nostra porzione di palco viene presidiata dal tarantolato Janick Gers. Scoprimmo in quella serata che Gers era un ottimo performer purché non gli si chiedesse di suonare allo stesso tempo. Il gruppo comunque è indiavolato. Murray sembra rinato: salta e corre, lancia la chitarra in aria un’infinità di volte e suona come al solito, da Dio, pulitissimo e melodico, senza sbagliare una nota. Un piccolo mito. Il concerto è quello che avrete letto nella scaletta soprastante, con poche differenze: non ho ricordi di Where Eagles Dare e sono sicuro che Two Minutes To Midnight fosse molto prima in sequenza ma, insomma, ci siamo. Una scaletta pazzesca, quasi incredibile, che ripercorre tutta la loro carriera. Lo show è altrettanto fantastico visivamente: luci, ghiaccio, l’Eddie gigante che riproduce la copertina di Fear of The Dark largo quanto il palco alle spalle di Nicko, con le braccia protese in avanti e gli occhi come due braci rosse… E’ tutto fantastico… Ma nonostante tutto si percepisce che qualcosa non va. Bruce è distante, la faccia di quello che ha dato le dimissioni e finisce il lavoro del giorno solo per correttezza, prima di andarsene. Sin dal primo urlo decisamente fiacco e stonato canta svogliatamente, nonostante la professionalità. Ricordo ancora la sensazione di fastidio che provai quando il solito Eddie versione mummia uscì sul palco per andare a interagire con i ragazzi e Bruce catturata una bacchetta di Nicko, lo prese a bacchettate per un po’, finché uscì dal palco. Una cosa che in un altro momento avrebbe fatto ridere, assumeva tutto un altro valore. Il valore di un uomo che rompeva dolorosamente con la sua storia, con il suo passato, perché costretto a fare una scelta diversa. Le ultime quattro canzoni Iron Maiden, Hallowed Be Thy Name, The Trooper e Sanctuary sono suonate con una furia quasi incredibile e le espressioni facciali di Harris e Dickinson non potrebbero essere più diverse. Lo show termina e noi siamo stremati, sudati, confusi e contusi: non sappiamo se essere felici o piangere. Avremmo voluto durasse per sempre e invece è finita. Bruce saluta e si congeda e noi usciamo fuori, nella notte. Il nostro primo concerto fu così anche lo sfondo di uno dei mille drammi del mondo della musica.

Da lì inizia una nuova epoca. Avremmo rivisto gli Iron Maiden poco dopo, su quello stesso palco, con Blaze Bayley e un disco pomo della discordia e figlio, mai così tanto prima di allora, della tenacia e della determinazione di un uomo rimasto solo al comando. Ho seguito distrattamente la carriera solista di Bruce, fino ad Accident of Birth, un ottimo lavoro, al quale sono molto legato perché mi fu prestato da un commilitone durante il militare e mi faceva compagnia nel walkman durante i piantoni notturni da alpino. Mi sono invece rifiutato di comprare Virtual XI che è tutt’ora l’unico album dei Maiden che non possiedo e non ho mai ascoltato. Bruce mi colpì definitivamente con Chemical Wedding, un disco splendido. Quando fu annunciata la reunion che tutti attendevano, con l’ulteriore ritorno di Adrian Smith, sperai che gli Iron Maiden assumessero in dote un po’ della grinta e dei riff del Dickinson solista. Così non fu. Bruce dettò precise regole per il suo rientro, l’armistizio fu siglato ma ancora mi domando se ci siano vincitori.

Quella notte fu il primo vero concerto, il primo vero approccio con il fantastico mondo della dimensione live, l’unico reale banco di prova per il rock e per il metal in particolare. Da allora, il vizio dell’immersione in mezzo alla gente, l’eccitazione dell’attesa, il rumore della folla e tutto il resto, sono parte di me, inscindibile.



fasanez
Lunedì 12 Novembre 2018, 14.06.51
38
Presente a Firenze, fu un concerto, in un certo qual modo... triste...
ObscureSolstice
Venerdì 21 Settembre 2018, 0.28.31
37
Quante date in Italia...che cambiamento
Vex72
Venerdì 21 Settembre 2018, 0.07.55
36
Anche a Milano ricordo Dickinson si lamentò per gli sputi, dovrebbe girare un video su youtube di quella tappa
gabriele
Domenica 5 Novembre 2017, 21.33.29
35
C'ero, ovviamente, da metallario fiorentino di 21 anni. Era la seconda, anzi, la terza, volta dei Maiden, gran concerto anche se l'atmosfera fu davvero surreale. Anche un mio amico si flippo' per gli Almighty .
Enzo Manco
Giovedì 30 Luglio 2015, 2.23.10
34
Non c'andai solo perchè ancora conoscevo solo 4 o 5 canzoni di Fear Of The Dark, sono del '77. Non lo rimpiangerò mai abbastanza! Maremma maiala cane impeshtata ladra!
Powertrippin
Giovedì 26 Maggio 2011, 15.30.59
33
Hey io ero a Napoli nel 93. Che dire? Veramente altri tempi, erano i miei primi concerti metal di un certo livello, avevo visto i Metallica a Roma alcuni mesi prima. A quei tempi si era ancora nel pieno del thrash metal, il gothic-doom inglese stava venendo fuori alla grande e il grunge regnava incontrastato. All' epoca ero un appassionato di death-thrash e Ricky Warwik degli Almighty somigliava molto a Max Cavalera dei Sepultura di "Arise". Ottima band veramente, peccato che si beccarono molti sputi da parte del pubblico, cosa che oggi non accadrebbe mai. Addiritttura sputarono a Bruce Dickinson che dovette fermare il concerto e fare un bel discorsetto al pubblico, ma niente a che vedere il trattamento riservato agli Almighty che furono praticamente bersagliati per tutta la durata del concerto e incrediblimente suonarono facendo finta di niente. I Maiden suonarono alla grande, con janick gers in grandissima evidenza e con un Bruce Dickinson abbastanza alienato e svogliato destinato a lasciare. Fino a gli anni 90 si respirava heavy metal ovunque si andava, in Italia e in Europa....addirittura a Napoli in quegli anni si è assistito ad alcuni concerti, ora sembra finito tutto, chissa perchè?
Lizard
Martedì 3 Maggio 2011, 9.24.45
32
Grazie!! che poi comunque Powertrippin' mi piace... Solo rimasi malissimo al primo ascolto! Erano un gruppo interessante, ma un po' troppo a caccia di "consensi", diciamo.
pckid73
Martedì 3 Maggio 2011, 9.16.08
31
Complimenti per l'articolo Saverio! Ed anche per le righe dedicate agli Almighty, sai che ci tenevo
Lizard
Giovedì 28 Aprile 2011, 11.10.46
30
Eh.... Ognuno ha i suoi rimpianti!!! Io per esempio ancora mi mangio per le mani per il Monsters of Rock del 1992: Pantera, Warrant, Testament, Megadeth, Black Sabbath, Iron Maiden... Non so se rendo
Screamforme77
Giovedì 28 Aprile 2011, 0.45.09
29
...una piccola precisazione, il terzo concerto degli Iron Maiden.
Screamforme77
Giovedì 28 Aprile 2011, 0.42.32
28
Ho sempre considerato quel tour dei Maiden una tappa fondamentale della loro carriera condita con un ottima track-list dove rispolverava pezzi che da diverso tempo o raramente proponeva dal vivo come: Where Eagles Dear,Transylvania,Remember Tomorrow e Prowler.I Maiden dal vivo sono davvero incredibile,riescono persino a far diventare splendidi anche pezzi che nell album sono dei semplici riempitivi,loro stessi si sono sempre definiti una Live-Band.Io all epoca ero gia un loro fan accanito da un po di anni e comprai sia A Real Live One che A Real Dead One (per chi non sa all epoca erano 2 album separati),anch io rigorosamente in musicassetta ; decisi di non comprare Live At Donington perchè le canzoni erano le stesse,ma in compenso comprai un bootleg(sempre in cassetta) intitolato "From The Dark" e pagandolo 7000 Lire (x me fu un vero affare) e come ha detto mio fratello al primo commento registrai con una cassetta vhs il concerto di milano trasmesso da Videomusic quando ancora in emittenti televisive musicali facevano ancora cose decenti.Saverio provo un po di invidia del fatto che i tuoi genitori furono piu magnianimi dei miei perchè i miei mi impdirono di vederli il 1 Maggio,avevo un anno meno di te.Per vedere i Maiden dal vivo aspettero il 2007,quasi 20 anni dopo averli scoperti.Ho gia il biglietto di Imola NON VEDO L'ORA,sara il terzo concerto che assistero,sto cominciando a recuperare qualcosina
Lizard
Mercoledì 27 Aprile 2011, 22.33.21
27
Spiritosone Beh... Il metro e novanta l'ha superato, se ti interessa!
il sottoscritto
Mercoledì 27 Aprile 2011, 22.27.44
26
Caspita Lizard! Tuo fratello è un fenomeno! A 13 anni era alto addirittura 1 e 90! Adesso dovrebbe essere come Mazinga!
Lizard
Mercoledì 27 Aprile 2011, 22.21.03
25
E da allora... Un altro paio di concerti ce li siamo fatti... Grande fratello
Orso
Mercoledì 27 Aprile 2011, 21.56.40
24
Descrivere le emozioni e l'adrenalina del primo concerto Heavy Metal (e del primo pogo!) è un'impresa assai ardua, ma tu ci sei riuscito fratello! C'è mancato poco che ci scappassero i lacrimoni mentre rivivevo quella giornata indimenticabile (nonostante tutto) attraverso il tuo racconto. Keep On Rockin'\m/
Undercover
Martedì 26 Aprile 2011, 13.30.36
23
@Nightblast e sicuramente il periodo di Scordia e Palermo con le grandi band visto che ero presente a quasi tutte le date.
Nightblast
Martedì 26 Aprile 2011, 13.17.03
22
@Undercover: ci siam beccati anche due anni dopo ad Acireale allora...ahahahah...
AL
Martedì 26 Aprile 2011, 12.14.15
21
a milano quel tour fu il mio primo concerto in assoluto... !!! che ricordi !!!!
Undercover
Martedì 26 Aprile 2011, 11.51.47
20
@Nightblast io quella l'ho dovuta saltare avevo 12 anni mi son rifatto due anni dopo con Blaze. Chissà quante volte ci siam beccati ai concerti XD
blackstar
Martedì 26 Aprile 2011, 8.59.54
19
Gi Iron Maiden nella mia Napoli? E quando succederà un'altra volta un evento simile?
Nightblast
Martedì 26 Aprile 2011, 0.23.29
18
Presente alla data del 2 maggio a Priolo. Avevo appena quasi 13 anni. Non ho parole per esprimere ciò che provai e ciò che provo ancora adesso dopo 20 anni ripensando a quella sera.
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 23.35.48
17
Eh si' Moro.... Erano anche tempi in cui le band potevano permettersi tour cosi' estesi e capillari... ma certo l'affetto per l'Italia era veritiero. Ricambiato tutt'oggi comunque!
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 23.33.13
16
@leonardo: grazie! Abbi fede che prima poi arrivera' tutto! Se siete fiorentini ci siamo visti di sicuro ai concerti: sempre gli stessi siamo!!
Moro
Lunedì 25 Aprile 2011, 23.09.23
15
scusate, ma ho sbagliato a leggere ? 11 ( !!!!) date in Italia ???
Mickey
Lunedì 25 Aprile 2011, 22.54.32
14
Fiorentino anchio,e rimpiango di non essere nato qualche decennio fa.Pensare che avrei potuto vedere i Death a quattro passi da casa...
leonardo
Lunedì 25 Aprile 2011, 22.33.17
13
vogliamo la rece di a real live dead one , e di live at donington!|!! COMPLIMENTI BELLISSIMO ARTICOLO pure io sono di firenze!!!
trevisan
Lunedì 25 Aprile 2011, 22.31.43
12
pare che da quando ho scoperto il metal le grandi band abbiano deciso di evitare la toscana a priori , e i miei non mi mandano a imola !! già.... come se ci fossero ancora molte occasioni di vedere live la vergine...dopotutto sono così govani...
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 22.31.08
11
Si' ti confermo: Raising Hell era la registrazione in vhs del secondo e ultimo show del tour
Matocc
Lunedì 25 Aprile 2011, 22.27.55
10
gran bell' articolo, i concerti danno sempre emozioni che ritornano anche a distanza di anni. il video allegato dovrebbe essere Raising Hell, spero che lo facciano uscire presto in DVD, è una figata
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 20.36.57
9
Speravo che qualcuno dei presenti leggesse questo articolo e mi fa un gran piacere che oggi siate lettori di Metallized e abbiate ancora passione per il metal e per i concerti dal vivo!! Grazie dei commenti ragazzi!
Pigna Mescolada
Lunedì 25 Aprile 2011, 20.18.55
8
C'ero anch'io, ma a parte l'emozione "Dighinzon se ne va, ommiodddio" non fu niente di che - nel 2005 fu molto meglio, oltretutto il Bruce cantò in maniera a dir poco penosa e recitava le sue solite mosse con ben poca convinzione.
Maurilio
Lunedì 25 Aprile 2011, 20.11.40
7
A Firenze c´ero anche io. Splendido concerto. Non ho mai capito, in tanti anni di concerti, queste attese e corse per arrivare sotto il palco,quando poi, specialmente in un palazzetto o in un locale, 10 metri piú indietro si vede lo stesso tutto benissimo e non prendi un sacco di botte come nelle primissime file. Inoltre, come ha raccontato Saverio, spesso si viene scalzati dalle prime file o ci si puó arrivare in seguito proprio per il continuo movimento della folla. Ho sempre preferito conservare le energie per gustarmi appieno il concerto e fare ogni tanto un pó di pogo, tralasciando quella corsa e quelle spinte 3 ore prima. Comunque bel report e che nostalgia per quei tempi.
dannyboy
Lunedì 25 Aprile 2011, 20.08.23
6
...presente alla data di Majano (UD). Era incredibile vedere i maiden fra le colline friulane. Avevo pressapoco 17 anni e i maiden li avevo già visti al monsters of rock di reggio emilia. Il MOR era un evento memorabile e il concerto dei maiden fu una gioia enorme...a quell'età non poteva non esserlo! Un anno più tardi però qualcosa era cambiato. Bruce decisamente svogliato e ci rimasi molto male. In effetti oggi capisco che nella finzione dello spettacolo la differenza la fa il commitment dei personaggi sul palco. Se questo è forte allora tutto funziona per il meglio. Se anche uno solo dei personaggi non ci crede fino in fondo cambia tutto...è come se si svelasse l'artificio, l'umanità dello spettacolo. Questo era Bruce Dickinson in quel tour e ai miei occhi di fan teenager sfegatato ha fatto male. Poi gli anni passano e i nostri amici li si è visti una marea di volte...ci vediamo comunque a Imola.
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 17.42.43
5
Figuriamoci.... Non conoscevo questo particolare ma, come dire... Non ne sono -purtroppo- affatto sorpreso!!!
Raven
Lunedì 25 Aprile 2011, 17.30.43
4
Giusto per la precisione, la data di Reggio calabria fu cancellata per decisione del Prefetto. troppo pericoloso ospitare certa gente
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 17.11.03
3
Ho anch'io un bootleg di quella serata... Indimenticabile
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 17.11.02
2
Ho anch'io un bootleg di quella serata... Indimenticabile
metal4ever
Lunedì 25 Aprile 2011, 17.02.13
1
Bellissimo racconto...... assistere ad un concerto dei Maiden è per me diventata una prerogativa! ho una casseta registrata da mio fratello di un live di quel tour, molto bello come live, unico neo forse la prestazione sottotono di Dickinson, ma nel complesso la band dal vivo non delude mai!
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La locandina di base del Real Live Tour
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