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LYNYRD SKYNYRD - Si pronuncia LEH-NERD SKI-NERD!
26/04/2011 (8330 letture)
UNA BAND AMERICANA
E’ l’estate del 1987. Gary Rossington, Billy Powell, Leon Wilkeson, Ed King ed Artymus Pyle, riformano i Lynyrd Skynyrd (assieme al chitarrista Randall Hall) per un tour commemorativo, a dieci anni dalla caduta dell’aereo che trasportava la band. Evento nel quale, il leader e cantante Ronnie Van Zant, il chitarrista Steve Gaines, la sorella di quest’ultimo e corista della band Cassie Gaines e, con loro, il Road Manager Dean Kilpatrick, il pilota Walter McCreary ed il co-pilota William Gray, persero la vita. Tutti i restanti membri della band furono coinvolti nel disastro aereo riportando gravi ferite. La decisione non fu facile: Ronnie era un frontman carismatico e non sostituibile, autore di tutti i testi della band e primo artefice dell’identità del gruppo. A questo va aggiunta la contrarietà delle vedove proprio di Van Zant e Gaines ad un’operazione che fosse una pura parata commerciale col nome dei Lynyrd Skynyrd a fare da “copertura”. L’accordo fu raggiunto –anche economicamente- ed il posto di Ronnie andò forse all’unica persona che poteva mettere tutti d’accordo: il fratello minore di quest’ultimo, Johnny Van Zant. Racconta il giornalista Malcolm Dome che durante quel tour, iniziato il 23 Settembre, l’emozione fosse enorme e tutti gli shows andarono sold-out: durante le note introduttive dell’inno Free Bird, Johnny invece di cantare, era solito appoggiare il cappello del fratello defunto sull’asta del microfono, allontanandosi dal palco. Un faretto bianco illuminava l’asta, mentre la gente iniziava a cantare le parole della canzone: If I Leave Here Tomorrow, Will You Still Remember Me? (Se me ne andassi domani, ti ricorderesti ancora di me?). Un gesto semplice e d’effetto che portava il pubblico, in ogni dove gli Lynyrd Skynyrd abbiano suonato, ad una vera e propria catarsi, scatenando crisi di pianto collettive in tutte le arene. Migliaia di persone in preda ad un pianto dolce e liberatorio in ricordo di un tragedia che ancora mozza il fiato.

VIDEO DI 'FREE BIRD', TRATTO DAL REUNION TRIBUTE TOUR DEL 1987


Che la storia dei Lynyrd Skynyrd sia in assoluto la più travagliata dell’intero panorama musicale mondiale, non è forse noto a tutti. Ma rendere omaggio a questa band non può essere solo un lungo e funereo necrologio. Anzi, proprio nelle lacrime di quanti ricordano con tanta passione una delle band più radicate nell’immaginario collettivo statunitense, troviamo il bandolo della matassa per iniziare questa lunga cavalcata nella Leggenda.

PRONOUNCED LEH-NERD SKI-NERD
All’interno della grande famiglia del Southern Rock, i Lynyrd Skynyrd sono certamente da considerarsi, in tutta la prima fase della loro carriera, i “ribelli”, i ragazzacci, quelli brutti, sporchi e cattivi, per intenderci. Di tutt’altro tenore rispetto ai fratelli maggiori Allman Brothers Band, ma anche rispetto ai contemporanei Marshall Tucker Band, Charlie Daniels, 38 Special (dell’altro fratello Van Zant, Donnie) e Atlanta Rhythm Section. Il motto –fin troppo premonitore- di Ronnie è stato, fino all’ultimo, Vivi di corsa, lavora duro, muori giovane. Come per tutte le altre band Southern però, la base musicale è la stessa del rock’n’roll anni ‘50: country and western da un lato, rhythm and blues dall’altro, il tutto unito alle suggestioni provenienti dalla Gran Bretagna attraverso i dischi di Cream, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Led Zeppelin, Free, The Who, Faces. Da un lato la classicità del blues e del boogie, dall’altro la novità delle band britanniche, che stavano insegnando alla stessa America bianca il blues di Elmore James, Willie Dixon, Muddy Waters, T-Bone Walker e Robert Johnson, in un modo del tutto nuovo. Un terreno su cui tutti i nuovi gruppi americani seppero far germogliare il proprio talento, unendo tradizione (jazz, blues e country) a nuove suggestioni elettriche. Le prime incarnazioni dei Lynyrd Skynyrd risalgono addirittura al 1964-66: sotto denominazioni come The Noble Five e poi One Percent, Ronnie Van Zant, Gary Rossington, Allen Collins -ovvero il nucleo della band-, suonano e iniziano la composizione di brani originali e cover fino alla vittoria di un contest per band nel 1968. All’inizio degli anni ’70 arriva la decisione di trovare un nome definitivo, che sia più significativo per la band. E’ Ronnie a suggerire di utilizzare il nome del preside della scuola in cui quasi tutti i membri del gruppo avevano transitato, quel Leonard Skinner famoso per la sua intransigenza e la sua lotta contro le manifestazioni di “disordine giovanile”, in particolare i famigerati e detestati capelli lunghi. La particolare pronuncia del nome del gruppo deriva dal fatto che nei dialetti del Sud non esiste una netta distinzione tra il suono della /e/ e della /i/. Di conseguenza, per tutti i membri della band la storpiatura del nome del preside in Lynyrd Skynyrd, era un modo grafico per mantenere inalterato un suono che sarebbe stato familiare e significativo per ciascuno di loro. Ma, insomma, una volta per tutte e chiaramente, come si pronuncia questo nome? In realtà, saputo che nasce da Leonard Skinner la risposta è molto semplice, e comunque il gruppo ce lo dice sin dal titolo del primo album: Lenerd Schinerd. Tutto qui. In vita mia ne ho sentite di tutti i colori: da Linird Schinird (che, come abbiamo detto, è comunque il suono più vicino a quello “corretto”) al meraviglioso Lainard Skainard, sempre con una certa ammirazione per l’incredibile inventiva dell’interlocutore di turno. Il gruppo, in realtà, manterrà ottimi rapporti con l’anziano preside, che fu invitato a presentare la band prima di un loro concerto al Jacksonville Memorial Coliseum e fornirà alcune foto della sua proprietà per l’artwork del terzo album della band.

VIDEO DI 'TUESDAY'S GONE', TRATTO DALLE REGISTRAZIONI DEL LIVE 'ONE MORE FROM THE ROAD'


E’ in questo periodo che la band conosce il proprio manager Alan Walden e che numerosi musicisti transitano nel gruppo, tra i quali citerei almeno Rickey Medlocke (alla batteria) che diventerà poi il leader dei Southern/Heavy rockers Blackfoot. La formazione va comunque assestandosi con l’arrivo di Leon Wilkeson al basso e Billy Powell al piano nel 1972. In quel periodo, la Capricorn Records propone un contratto alla band. E’ Ronnie a rifiutare di entrare nella stessa etichetta di Allman Brothers Band, Marshall Tucker Band e Wet Willie con il suo maverick rock. Sarà quindi il leggendario Al Kooper a prodigarsi perché sia la MCA Records a scritturare il gruppo per il suo debutto Pronounced 'Leh-'nérd 'Skin-'nérd, rilasciato il 13 agosto 1973. La copertina, con la band vestita come una pericolosa gang, ricorda in realtà moltissimo quella del debut album della Allman Brothers Band, nella quale al contesto country viene opposto una squallida strada urbana, mentre il logo della band è composto da ossa. Leon Wilkeson lascia la band, prontamente sostituito da Ed King degli Strawberry Alarm Clock, gruppo con cui gli Skynyrds avevano fatto diversi tour. Fortunatamente, Wilkeson rientra quasi subito nella band, permettendo a King di riprendere il suo posto come chitarrista (Ronnie gli dirà che era il peggior bassista che avesse mai sentito!) e alla band di riprodurre dal vivo quello che diventerà il proprio marchio di fabbrica: il triplo attacco chitarristico. L’album ottenne subito un più che discreto successo, trainato dalla leggendaria Free Bird, dedicata allo scomparso Duane Allman, che raggiunse la posizione 19 nella Billboard Chart. Il disco è già pieno di classici del repertorio della band, da Poison Whiskey a Gimme Three Steps, da Simple Man a I Ain’t The One, con la voce al bourbon di Ronnie a cantare le storie di periferia, di sconfitta e redenzione, sempre con l’aria del “cattivo ragazzo” assolutamente carismatica e ironica. Ovviamente, la parte del leone la fa proprio Free Bird: pezzo fondamentale della storia del rock, capostipite di una lunghissima serie di epigoni più o meno riusciti, incredibile cavalcata elettrica sparata direttamente nella Storia.

VIDEO DI 'GIMME THREE STEPS', TRATTO DALLA PERFORMANCE AL KNEBWORTH FESTIVAL DEL 1976


TRIONFO & TRAGEDIA
Un anno in tour, rubando spesso la scena ai gruppi headliner – tra cui The Who tanto per intenderci, mica i Back Street Boys!!!- e i Lynyrd Skynyrd sono pronti per la consacrazione definitiva. Il 15 Aprile 1974 esce Second Helping e la band è nella storia: il riff immortale ed indimenticabile di Sweet Home Alabama è un razzo sparato verso l’immortalità, ma l’album ha molto altro da offrire e il successo arriva copioso ed inarrestabile. Il gruppo inizia un altro lungo tour da headliner, ma qualcosa si va piano piano rompendo: il primo a mollare il colpo è il batterista Bob Burns nel gennaio del 1975, sostituito dal caratteristico Artimus Pyle con la sua maglietta Vegetarian.

VIDEO LIVE DI 'SWEET HOME ALABAMA', TRATTO DALLA PERFORMANCE DEL KNEBWORTH FESTIVAL


Il terzo album Nuthin’ Fancy esce nel 1975 e grazie al singolo Saturday Night Special mantiene una posizione più che onorevole nelle charts, pur vendendo meno dei suoi predecessori. La band non è però soddisfatta di questo calo e decide di licenziare il produttore Al Kooper. Ma la vera botta arriva di lì a poco con l’abbandono di Ed King in seguito all’estenuante Torture Tour, così denominato per la sua incredibile durata, provato dallo stress e dalla vita sregolata condotta dalla band. Un gruppo di coriste, The Honkettes, viene aggiunto a partire dal gennaio 1976, ma il quarto album Gimme Back My Bullets vede un ulteriore flessione nelle vendite. Nonostante il prestigioso ruolo di apertura per i Rolling Stones al Knebworth Festival davanti a 250mila persone, Van Zant, Rossington e Collins sono consapevoli del rischio che la band sta correndo: la perdita della terza chitarra ha privato il gruppo di una delle sue caratteristiche primarie, e l’ispirazione nella scrittura dei brani sta diminuendo, anche a causa dei continui tour e dell’ormai conclamata dipendenza di molti membri della band da sostanze stupefacenti. La band decide così di fermare per un attimo la giostra e inizia le audizioni per trovare un terzo chitarrista, e pare che addirittura Leslie West dei Mountain abbia sostenuto il provino. Eppure la soluzione è molto più vicina di quello che la band stessa potesse aspettarsi: il fratello della corista Cassie Gaines, Steve, viene invitato sul palco durante un concerto il 11 Maggio 1976, e la sua prestazione è tale da far capire a tutti che la ricerca era finita. La consacrazione definitiva della nuova line up arriva col live ufficiale One More From (for) The Road registrato al Fox Theatre di Atlanta e pubblicato il 12 Settembre 1976. L’album è uno dei doppi live più famosi e celebrati dell’epoca d’oro degli anni ’70, epigono e successore del celeberrimo At Fillmore East della Allman Brothers Band (ma, per chi scrive, ad esso storicamente –e qualitativamente- inferiore). La band è comunque in forma splendida e regala una prestazione ottima con versioni brillanti dei propri classici, tra cui una versione di Free Bird di 14 minuti, a cui affianca due cover: ”T” For Texas di Jimmy Rodgers e Crossroads di Robert Johnson.

VIDEO DI 'CALL ME THE BREEZE', TRATTO DALLO SPETTACOLO TELEVISIVO 'OLD GREY WHISTLE TEST'


Il successo del disco e la rinnovata stabilità non portano però la serenità nella band e sia Allen Collins che Gary Rossington, riportano brutte ferite in seguito a gravi incidenti automobilistici causati dall’evidente stato confusionale con cui i due chitarristi si erano messi alla guida. E’ in particolare Rossington a rivelare che l’aver sfasciato la propria auto contro una quercia fosse conseguenza di una delle sbronze accompagnate da Quaalude che ormai riempivano regolarmente le sue giornate. E’ questa situazione, oltre alla fiducia nelle sue capacità, che convincono Van Zant a lasciare mano libera al nuovo Steve Gaines nella composizione di Street Survivors, che sarà l’ultimo album ufficiale inciso dalla band nella sua formazione originale.

VIDEO DI 'SATURDAY NIGHT SPECIAL', TRATTO DALLA PERFORMANCE AL KNEBWORTH FESTIVAL

Gaines contribuisce all’album con I Know a Little, You Got That Right, I Never Dreamed e Ain’t No Good Life, unica canzone non cantata da Ronnie presente su un album ufficiale degli Skynyrd fino a quel momento. Sarà lo stesso Ronnie a dire che molto presto l’intera band sarebbe rimasta nell’ombra del chitarrista.
Il più grande tour mai affrontato dal gruppo viene pianificato, ma le cose non andranno come sperato: appena tre giorni dopo l’uscita di Street Survivors, il 20 Ottobre 1977, la band sale su un Convair 240 per raggiungere Baton Rouge in Louisiana, successiva tappa del tour. Mentre l’aereo sta sorvolando il Mississippi, però, il carburante finisce ed il pilota è costretto a tentare un atterraggio di emergenza. L’aereo si schianta nella foresta di Gillsburg e la tragedia entra con violenza nella storia della band. Per una tragica ironia, la copertina di Street Survivors vedeva i membri della band circondati dalle fiamme e sarà la vedova di Gaines, Teresa, a chiedere che venisse immediatamente ritirata in ossequio alla memoria del marito e degli altri membri del gruppo.

VIDEO-MP3 DI 'THAT SMELL'


SOUTHERN BY THE GRACE OF GOD
Torniamo così all’inizio di questo articolo e alla reunion del 1987. Purtroppo, è molto difficile mantenere l’attenzione sulla musica quando la vita mette a così dura prova le persone che gravitano attorno a questa band. La tragedia del 20 Ottobre non rimarrà infatti l’ultima: nel 1980 la moglie di Allen Collins morirà di parto e il chitarrista entrerà così in una lunga catena di eventi negativi che culminerà in un altro incidente automobilistico a causa del quale un Collins completamente ubriaco, ucciderà la propria fidanzata e rimarrà paralizzato dal bacino in giù. Eviterà la prigione solo perché il suo stato non lo avrebbe mai più potuto rendere un pericolo per la società. Il chitarrista seguirà la band in tour, salendo sul palco ogni sera, spesso prima dell’esecuzione di That Smell (a lui parzialmente dedicata), per parlare della sua condizione ed invitare i ragazzi presenti a fare tesoro della sua triste esperienza. Collins morirà il 23 Gennaio 1990.

VIDEO UFFICIALE DI 'SMOKESTACK LIGHTNING', TRATTO DA 'LYNYRD SKYNYRD 1991'


I riuniti Lynyrd Skynyrd a seguito del successo ottenuto con il tour ed alle vendite incoraggianti del live che ne viene tratto, Southern By The Grace of God, decidono di proseguire la loro attività. L’accordo con le signore Van Zant e Gaines prevede, oltre ad una giusta percentuale degli incassi, anche l’esplicito vincolo della presenza di almeno due dei membri originali all’interno della band (Rossington, Pyle, Wilkeson, Powell e King) per l’uso del monicker. In realtà, attualmente solo Gary Rossington risulta essere parte dei Lynyrd Skynyrd, quindi probabilmente questa particolare clausola non è stata fatta valere nei confronti della band. L’album del ritorno sulle scene sarà intitolato semplicemente Lynyrd Skynyrd 1991 ed è un buon disco di southern rock senza exploit decisivi ma comunque onorevole. Artimus Pyle lascerà subito la band e molti anni passeranno prima che si trovi un sostituto definitivo nella figura di Michael Cartellone (ex Damn Yankees). Nel 1993 esce The Last Rebel, sicuramente il miglior disco realizzato dai nuovi Lynyrd Skynyrd: possente e fiero, ottimamente suonato e prodotto, il disco offre dei buonissimi brani che portano lustro alla storia della band.

VIDEO-MP3 DI 'THE LAST REBEL'


Il chitarrista Randall Hall viene sostituito nel 1993 da Mike Estes, mentre Ed King è costretto da gravi problemi di salute a lasciare nuovamente la band nel 1996, sostituito da Hughie Thomasson, leader dei disciolti Outlaws, altra vecchia gloria del Southern Rock. A sua volta Estes sarà sostituito dal rientrante Rickey Medlocke (Blackfoot), trasformando gli Skynyrds in una sorta di Southern All Stars Band. Ma la pace non esiste per questo gruppo ed il 27 Luglio 2001 è Leon Wilkeson ad essere trovato morto nella sua camera d’albergo. Medlocke diviene sempre più leader di una band alla ricerca di se stessa ed è grazie al suo contributo ed alla sua vena compositiva che vengono realizzati Twenty e, soprattutto, Vicious Cycle nel 2003, sicuramente uno dei dischi più interessanti realizzati dalla band, in seguito al cui tour viene rilasciato anche un buon Lynyrd Skynyrd Lyve nel 2004. Agli inizi del 2005 Thomasson lascia la band per riformare i suoi Outlaws. Morirà nel sonno il 9 Settembre 2007. Quella che sembra a tutti gli effetti una sorta di terribile maledizione colpirà ancora il 28 Gennaio 2009, quando Billy Powell, storico e formidabile pianista della band morirà a causa di un attacco di cuore. Ed, ancora, il 6 maggio dello stesso anno sarà il bassista Ean Evans a lasciare questa valle di lacrime. Una sequenza incredibile e raggelante che non trova uguale in tutta la storia del Rock.

VIDEO-MP3 DI 'DEAD MAN WALKING'


La band che, a tutti gli effetti, tranne forse quello del buon senso, porta ancora il nome Lynyrd Skynyrd, firma il 17 Maggio 2009 (quindi neanche due settimane dopo la morte di Evans) un contratto con la Roadrunner Records, rilasciando il nuovo God & Guns il 29 Settembre. Si tratta ancora di una buonissima release ma, sinceramente, senza voler emettere giudizi su fatti sui quali non abbiamo giurisdizione, non si capisce proprio cosa trattenga Rossington, Van Zant e Medlocke dal mettere la parola fine su di un’avventura che pare davvero aver esaurito ogni ragione di esistenza. Non esiste retorica del ricordo, dell’omaggio, dello spirito che possa reggere ancora a quello che pare ormai chiaramente solo lo sfruttamento di un nome leggendario, a prescindere, ripeto, dalla buona qualità del materiale scritto e registrato dalla band.

IDENTITA’, COERENZA E RIBELLIONE
Rimane da affrontare un argomento spinoso: i Lynyrd Skynyrd rappresentano da sempre una sorta di compendio di tutti gli stereotipi più feroci sullo “spirito del Sud” degli States. La band si è spesso circondata di bandiere sudiste arrivando, durante i concerti, a proiettare una bandiera confederata sopra quella degli Stati Uniti e, d’altra parte, il loro stesso logo prevede il nome della band posto sopra la bandiera confederata. I loro testi traboccano di continui riferimenti al patriottismo più feroce, quello più stucchevole, ed ai valori più conservatori a cui possiate pensare: Dio, Patria, famiglia, amici, fucili, moto e macchine veloci. Questi insistiti riferimenti, questa continua e ripetuta identificazione hanno finito per rinchiudere il gruppo in una dimensione quasi macchiettista, alla Manowar del Sud, se mi perdonate l’obbrobrio. Tanto da creare al gruppo stesso degli ostacoli, pur a cospetto di una carriera encomiabile: se già la Allman Brothers Band è riuscita solo nel 1995 ad entrare nella Rock And Roll Hall of Fame, per gli Skynyrds quelle porte si apriranno soltanto dieci anni dopo, proprio a causa dell’ostracismo di chi li ritiene portatori di valori anacronistici e, tutto sommato, fin troppo legati ad un passato tutt’altro che felice ed onorabile per il Sud. Che il gruppo abbia voluto e ricercato questo tipo di immagine è palese e tentare di negarlo o di trovare significati reconditi e nascosti a quello che è, a tutti gli effetti, un atto di amore per la propria identità e la propria provenienza, non ha senso. Non ci sono giustificazioni da dare o scuse per mascherare quello che è evidente e voluto. Ciò che però vorrei sottolineare è invece una netta differenza tra quanto fatto dalla band fino al momento dell’incidente e quanto avvenuto dopo. Fino a quando è stato Ronnie a gestire l’immagine e l’identità della band, infatti, lo spirito ribelle e irriverente del rock era preponderante su tutto e l’amore per il Sud ed i suoi valori, evidente ad esempio in una canzone come Simple Man, era comunque parte di un gioco più ironico ed iconoclasta di quanto si possa immaginare. Ronnie, inoltre, ha sempre trattato anche temi scomodi come quello della droga o dell’alcolismo. Basti citare, a proposito, canzoni come Poison Whiskey, The Needle And The Spoon e, soprattutto, That Smell, esplicita critica che il cantante ha rivolto ai membri stessi del gruppo –in particolare il chitarrista Allen Collins- per una scelta di vita che li stava rovinando e danneggiava anche la band. Temi politici sono affrontati, oltre che nella stessa Sweet Home Alabama, anche in altri brani, sempre con una nettezza e, tutto sommato, un equilibrio, di giudizio che non possono passare inosservati. Una canzone che si scaglia apertamente contro l’uso assurdo delle armi tipico degli States come Saturday Night Special, non proviene certo da un redneck ottuso e guerrafondaio:

Hand Guns Are Made For Killin’
Ain’t No Good For Nothing Else
And If You Like Your Whiskey
You Might Even Shoot Yourself
So Why Don’t We Dump’em People
To The Bottom of The Sea
Before Some Fool Come Around Here
Wanna Shoot either you and me


Le pistole sono fatte per uccidere
E non servono a nient’altro
E si ti piace il tuo whisky
Potresti anche arrivare ad ucciderti
E allora perché non le gettiamo tutte, gente
In fondo al mare
Prima che qualche idiota venga qua
Con la voglia di sparare a voi ed a me


Ma è soprattutto con la celeberrima Ballad of Curtis Loew che i Lynyrd Skynyrd mettono la loro parola definitiva su quella che è la più vergognosa tra le brutte pagine scritte negli States: il razzismo e la segregazione, la violenza e l’apartheid nei confronti della popolazione afroamericana. Attraverso l’amore per il blues e la musica, questi ragazzi del Sud portano a tutti un messaggio non solo di pace ed accettazione reciproca, ma di semplice naturalezza. Non ci sono neri e bianchi, ma persone: un vecchio di sessant’anni dai capelli bianchi con una vecchia chitarra dobro, che suona il blues per un ragazzino che ruba gli spiccioli in casa da portargli per comprarsi un po’ di liquore, in cambio della sua musica. Una storia semplice, di provincia, quasi commovente nella crudezza del racconto di un uomo che muore solo, senza la considerazione di nessuno se non di quel bambino che crescendo dedica una canzone al suo eroe con la chitarra.

VIDEO-MP3 DI 'THE BALLAD OF CURTIS LOEW'


Tutto questo è un patrimonio culturale che ridurre a stereotipo sudista è veramente ingiusto. Il discorso cambia leggermente, dopo la reunion del 1987, quando le redini del discorso vengono prese da Johnny Van Zant. Non si tratta di una inversione drastica, ma semplicemente di una insistenza marcata e sempre più retorica e trionfalista su certi temi. Come se si fosse un po’ perso quello spirito irriverente e sarcastico e, quello che fu un gesto di rivendicazione, fosse ormai preso fin troppo sul serio, senza alcuna (auto)ironia. Come se per accreditare la propria esistenza, i Lynyrd Skynyrd post-crash, avessero deciso di sovrapporre la loro identità a quella degli Stati Uniti, con tanto di profluvio di bandiere sul palco e dediche all’America. Niente di male, intendiamoci, sappiamo tutti che da quelle parti il patriottismo è preso molto seriamente ma, per una rock band, tutta questa enfasi risulta davvero pesante e tutto sommato inutile. Basti, in questo senso, una rapida lettura dei testi di Vicious Cycle, ed in particolare quello di Red, White & Blue, per dare una misura di quanto sostengo. D’altra parte, non basta portare lo stesso cognome per essere un autore del livello di Ronnie Van Zant.

VIDEO-MP3 DI 'RED, WHITE & BLUE'


Ovviamente, questo non vuole essere una critica o un modo per giustificare lo stupido ostracismo verso una delle istituzioni del rock statunitense. Piuttosto, vuole essere un modo per dire che forse un po’ di quello spirito ribelle che il gruppo aveva sempre avuto, si è perso per sempre –inevitabilmente- nelle paludi di Gillsburg, Mississippi e quella che viene venduta oggi come coerenza o identità, finisce per essere invece un manierismo retorico e senza spessore, per niente rock.



Fabio Rasta
Sabato 21 Ottobre 2017, 7.24.54
7
P.S. anche la simpatica JOJO non è +.
Fabio Rasta
Venerdì 20 Ottobre 2017, 13.23.52
6
20/10/1977-20/10/2017: li ascolterò finchè vivo! FLY ON PROUD BIRD, YOU'RE FREE AT LAST!!! RONNIE, CASSIE, STEVE, ALLEN, BOB, HUGHIE, BILLY, EAN, la vostra Musica vivrà in eterno!
dani
Mercoledì 27 Aprile 2011, 15.48.01
5
Una grande band!!! l'ho sempre amata anche se naturalmente preferivo e sono rimasto legato alla formazione originale!
Lizard
Mercoledì 27 Aprile 2011, 13.23.17
4
Grazie del commento Giudice Morton. In effetti ho sempre pensato che Ronnie fosse di tutt'altra pasta e che, in ogni caso, risvegliare il morto difficilmente ne fa rivivere lo spirito!
Lizard
Mercoledì 27 Aprile 2011, 13.21.00
3
Comincia pure dall'inizio allora
metal4ever
Mercoledì 27 Aprile 2011, 13.03.25
2
La sfortuna di questa band è pari quanto alla loro grandezza.... conosco solo pochi pezzi di questa band, e spero di approfondire questa band. Ottimo articolo.
Il Giudice Morton
Mercoledì 27 Aprile 2011, 9.27.09
1
Hai fatto benissimo a puntualizzare la differenza di spirito fra le due incarnazioni della band, quella pre-incidente e quella dopo. I primi Skynyrd avevano l'immagina redneck, ma come mentalità erano di tutt'altra pasta. Sarà l'incarnazione recente delle band, in particolare degli ultimi anni, a proporsi in maniera retriva e reazionaria (e la musica ormai, su disco, fa pure schifo).
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Poster dei Lynyrd Skynyrd
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26/04/2011
Articolo
LYNYRD SKYNYRD
Si pronuncia LEH-NERD SKI-NERD!
 
 
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