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SLAYER - Kerry King, la biografia
04/05/2011 (9830 letture)
Amato, odiato, contestato, attaccato, accusato, provocato, provocatore, testa dura, faccia tosta. Gli aggettivi non finirebbero mai, e non si discosterebbero di molto da quelli citati, per descrivere nell’apparenza il robusto ed intransigente Kerry King, celeberrima ascia degli Slayer fin dalla loro fondazione. Un chitarrista senza peli sulla lingua, un omone dall’aspetto temibile ma che riserva parecchie scoperte interessanti, come vedremo, quando si tratta di entrare a fondo nella sua personalità e nella sua sfera privata. Kerry Ray King nasce a Los Angeles il 3 giugno 1965 e riceve una buona educazione in tutti i campi, assieme alle sorelle Karen e Kathie (quasi una mania, quella dei nomi inizianti per ‘K’, in casa King); il padre, collaudatore di aerei, possedeva una chitarra elettrica, che il ragazzo iniziò a strimpellare senza troppe pretese: di lì a poco, sarebbe diventato un esecutore letale e velocissimo, tra i più conosciuti della città. Il primo riff che imparò fu quello di Children Of The Sea degli inglesi Black Sabbath. In età ancora adolescenziale, King si destreggiò in diversi lavoretti, ma nessuno sembrava essere adatto a lui, in particolar modo perché il ragazzo rifiutava pedissequamente di radersi la testa; la svolta della vita arrivò quando incontrò Jeff Hanneman ad un provino come chitarristi di una band southern-rock: i due iniziarono a jammare con pezzi di Judas Priest ed Iron Maiden, e la scintilla scoccò naturale. Poco tempo dopo, bussò alle porte di casa King un fattorino per la consegna di pizze, tale Dave Lombardo, che aveva sentito parlare della fama crescente di quel chitarrista capellone: anche lui, batterista virtuoso nonostante il poco tempo libero a sua disposizione, avrebbe voluto mettere in piedi una propria band, e quel ragazzo burbero e serioso sembrava fare al caso suo. Kerry King è sempre stato un metallaro convinto, tanto da fabbricarsi un bracciale di cuoio borchiato, infarcito di chiodi da quindici centimetri, che diventerà una sorta di marchio di fabbrica inconfondibile. Pochi sanno che King si sposò per la prima volta ancora giovane, ma il matrimonio naufragò troppo in fretta; nel frattempo, il chitarrista aveva fondato gli Slayer assieme a quei ragazzi conosciuti per caso: Hanneman e Lombardo; a loro si era unito Tom Araya, cantante che suonava il basso nella band del suo insegnante di chitarra, i Tradewinds (futuri Quits). I quattro misero a punto una musica violenta e velocissima, influenzata da testi fortemente anticlericali ed ispirati proprio dall’astio che King nutriva nei confronti delle religioni organizzate. Erano i primordi del thrash metal, quello che stava succedendo a San Francisco si rifletteva in tono minore anche a Los Angeles e gli Slayer non avevano timore alcuno di suonare musica furiosa nella terra dell’hair metal. King nutriva una profonda ammirazione per Dave Mustaine, chitarrista leader di un’altra thrash band cittadina: i Megadeth, tanto da accettare la proposta del rosso di La Mesa di esibirsi assieme a loro. Gli Slayer non la presero affatto bene, ma fortunatamente per loro il sodalizio tra due teste calde durò pochissimo, giusto il tempo necessario a King per apprendere utilissime tecniche chitarristiche (palm muting e tecniche di picking varie): lasciata la formazione di Mustaine, il ragazzo inizierà a dedicarsi solo ed esclusivamente alla sua creatura. Kerry King è sempre stato un tipo franco e schietto, che dice le cose in faccia, sopratutto quando sono scomode; non si è mai drogato, definendosi piuttosto uno che beve, ed ha sempre considerato la musica degli Slayer la sua assoluta priorità. Anche dopo l’arroventato debutto dell’infernale Show No Mercy (ancora pionieristico nei suoi riferimenti all’heavy metal britannico), i quattro musicisti non potevano ancora permettersi di vivere della propria musica, e il padre di King gli propose un lavoro nella propria ditta: il ragazzo chiese se si sarebbe dovuto tagliare i capelli e se avrebbe potuto continuare ad andare in tour, ma le risposte furono rispettivamente ‘sì’ e ‘no’, così rifiutò e si tuffò a capofitto nella sua carriera di metal head. La band pubblicò nel 1985 Hell Awaits, disco fondamentale che segnò un sensibile miglioramento da un punto di vista tecnico, articolato in composizioni più lunghe e stratificate, ancora una volta permeate da violenza, velocità e tematiche scottanti legate all’occultismo e blasfeme agli occhi dei più. Dalla penna del chitarrista sono sgorgati alcuni tra i pezzi più ‘delicati’ della band, a partire da The Antichrist, nel quale si parla dell’Anticristo che, dopo esser stato cacciato da Dio negli abissi infernali, inizia a torturare e tormentare le anime dannate, o Hell Awaits, davvero ‘pesante’ nei contenuti (Angeli combattono senza scopo, ancora muoiono a colpi di spada; le nostre legioni uccidono a vista, per trovare colui chiamato Signore. Crocifiggo il cosiddetto Signore, presto egli si butterà ai miei piedi. Le vostre anime sono dannate, il vostro dio è caduto per essere mio schiavo nell’eternità: l’Inferno aspetta). Ma, si sa, quando si è giovani si cerca innanzitutto di shockare: in seguito, il Nostro saprà affondare colpi molto più realisti e, per questo, decisamente più scomodi e diretti. Erano agli albori le polemiche e le accuse di satanismo, nazismo e istigazione alla violenza che la band si vedrà riversare contro con sorprendente continuità per tutta la carriera. Insinuazioni bigotte e infondate, che lo stesso chitarrista spiega a modo suo: Gli Slayer sono nazisti, fascisti, comunisti. Tutte quelle minchiate lì. E ovviamente la maggior parte delle critiche ci arriva dalla Germania. Ho sempre pensato ‘leggiti i testi e dimmi cosa ci trovi di offensivo’! Sei in grado di vederli come un documentario o pensi davvero che gli Slayer esaltino sul serio quella cazzo di Seconda Guerra Mondiale? La gente si fa questa idea, specialmente in Europa, e non riuscirai mai a levargliela dalla testa. Ci è sempre piaciuto parlare di cose estreme, argomenti di cui la gente non volesse sentire parlare. All'inizio, quando eravamo dei teenager, era facile parlare di Satana, ma poi crescendo abbiamo scoperto che nel mondo esistono tanti altri soggetti che possono suscitare disgusto e controversia.

Non sono in pochi i suoi detrattori, e -sebbene il presente articolo non voglia essere né una lode né una critica ma soltanto pura informazione- tra questi spiccano soprattutto coloro i quali lo accusano di possedere una tecnica non troppo elevata e di parlare spesso a sproposito, più per bullismo che per reale abbondanza d’attributi. Ognuno è libero di maturare il pensiero che predilige, ovviamente, anche se va sottolineato per diritto di cronaca che un sound come quello degli Slayer non ha certo bisogno di ganci melodici o inclinazioni tecniche esasperate, perché punta tutto sull’irruenza, la velocità, la rabbia capace di macinare sotto i suoi cingoli qualunque cosa gli si pone davanti. Sinceramente, lamentarsi della tecnica non disumana del personaggio è abbastanza fuori luogo, perché nemmeno i Venom o altre leggende dell’heavy metal possiedono dei chitarristi così disumani. La verità è che per creare buoni riffs, buoni assoli e grandi canzoni non conta solo il puro tecnicismo, ma anche una buona dose di feeling che poi si tramuta, a seconda del genere, nell’elemento trainante personale e tipico di ogni band. Quello degli Slayer è, appunto, la violenza serrata e distruttiva, ed a questa band non sarebbe servito a nulla avere tra le proprie fila un’ascia poliedrica e funambolica come un Friedman o uno Schuldiner, perché altrimenti –semplicemente- non sarebbero stati gli Slayer, ma i Megadeth o i Death! In ogni caso, resta celebre un ‘attacco’ piccato di King nei confronti del black metal norvegese, peraltro ampiamente ispirato dallo stile degli Slayer: Il black metal norvegese è solo fottuta merda. Non capisco perché questi musicisti pensino che debbano per forza uccidere qualcuno per migliorare la loro musica. Andate a casa e fate pratica con i vostri strumenti invece! Non lo capisco proprio. Non ho certo la necessità di uccidere qualcuno affinché i giovani musicisti mi prendano come esempio da seguire. King ed Hanneman si dividono, da sempre, i compiti nella composizione dei brani, al fine di rendere le cose meno noiose: sia per loro che per gli ascoltatori. Se uno vuole suonare l’assolo dell’altro se lo prende senza problemi. Il loro stile atonale è sempre stato molto veloce e caotico, capace di generare un riffing sinistro, letale ed affilato come le lame di un rasoio, oltre che assoli convulsivi sparati a folli rapidità, capaci di devastare i crani degli headbangers come un’esplosione di watt e adrenalina sanguinolenta. Dissonanti, sferzanti, assassini: thrash metal estremo proiettato alla massima potenza, ad influenzare intere generazioni di thrashers, blackster e deathsters. Tuttavia non è mai stato un virtuoso delle sei corde, Kerry King, sopperendo con la foga, il feeling e la violenza alla mancanza di caratura tecnica e melodica di molti altri guitar hero suoi contemporanei, abilità peraltro affatto richiesta dai supporters della sua band, ben felici di poter pogare sulle terrificanti sfuriate assassine tipiche dell’act losangelino. Gli anni ottanta hanno visto la band toccare il suo apice creativo con l’apocalittico Reign In Blood: una mazzata glaciale dalla violenza mostruosa, perfetta nonostante la velocità disumana e la furia cieca che permea ognuno dei ventotto minuti di durata di questo manifesto assoluto del thrash, che naturalmente è un concentrato di polemiche aspre e testi dalle liriche altamente provocanti per le menti già shockate dei censori. L’ingenua velleità satanica giovanile impaurisce al cospetto delle nude verità sputate con disincantato realismo in Jesus Saves, pezzo che si delinea come un attacco senza remore agli ‘schiavi’ delle religioni. La leggendaria Raining Blood, invece, acritta a due mani con Hanneman, descrive il Demonio che regna all’Inferno, sotto una pioggia di sangue, riprendendo in parte quell’atmosfera da satanismo ‘mitologico’ più che reale, tipico degli esordi: Pioggia di sangue da un cielo squarciato che sanguina il suo orrore, che crea il mio essere: ora regnerò nel sangue. In occasione della prima calata italica della sua formazione (1987), il chitarrista analizzò disco per disco l’intera discografia fino a quel punto prodotta: ”Show no Mercy” era terribile. Per quanto riguarda la produzione aveva un suono pessimo, diversi assoli erano sbagliati, alcuni acuti erano fuori tono, e del resto con quell'album avevamo appena iniziato ad imparare come si suona veramente, visto che la nostra età media a quei tempi era di circa 18 anni. Comunque, considerando la nostra tecnica limitata, su “Show no Mercy” c'erano alcuni brani molto buoni. ‘Haunting the Chapel’ è il disco più heavy che abbiamo mai registrato, tre brani molti potenti che definivano quello che è il nostro migliore singolo fino ad oggi. Con “Hell Awaits” siamo entrati in una dimensione leggermente diversa, sopratutto per ciò che concerne la durata delle songs, che nell'album sono solamente sette proprio a causa della loro maggiore durata. Comunque, anche “Hell Awaits” era penalizzato dalla produzione non all'altezza, infatti la batteria è posta troppo in evidenza a scapito delle chitarre, che non risaltano a sufficienza; “Hell Awaits” ha segnato un grosso progresso rispetto a “Show no Mercy”, ma ora “Reign in Blood” spazza via tutto ciò che abbiamo realizzato finora; i brani sono veramente buoni e finalmente anche il suono.

Nella realtà, però, gli Slayer erano persone tutt’altro che violente o dissacranti come molti vogliono pensare, anzi proprio la lettura critica e priva di pregiudizi dei loro testi lascia trasparire un’attenzione per il sociale e i problemi quotidiani propria di persone mature, posate, coerenti e giuste. Dicono che per Kerry King una cosa sia o mortalmente seria oppure completamente ridicola, senza vie di mezzo: un personaggio dunque diverso dall’immagine cattiva e spaventevole che lascia trasparire esteriormente, un ragazzone capace di prenderla spesso sul ridere: e quando lo fa, lo si capisce proprio perché, paradossalmente, lo fa con toni seri che sono del tutto fuori dalle sue corde! Il fotografo della band, Kevin Estrada, lo dipinge come un individuo difficilissimo da ‘capire’, proprio per queste sue caratteristiche insospettabili di burlone. Dopo aver toccato nel 1986 l’apice della loro furia fast’n’furious, i quattro ‘assassini’ intraprendono un sentiero d’evoluzione tecnica che li porta a sfornare un paio di dischi di natura più varia, complessa ed elaborata, nel quale compaiono le solite ritmiche serrate ma anche altre più trascinate, oltre che sensibili spruzzi di melodia. In brani come Ghost of War o Skeletons of Society il buon King affronta anche tematiche come la Guerra e la decadenza della società in un mondo di pazzia, ma torna a dare il meglio della sua ira anticlericale attraverso passaggi come Spirit In Black o Born Of Fire (Alcuni mi hanno chiamato il figlio di Satana, un nome che non posso negare). Nemmeno il mondo politico viene risparmiato dall’accusa del chitarrista, che in Dittohead afferma senza mezzi termini che il Paese è allo sbando, privo di ogni controllo, senza giustizia e senza libertà, mentre la violenza e l’anarchia regnano sovrane. Parole di fuoco, parole pesanti, come del resto tutte quelle che si incastrano nella struttura di pezzi via via più aspri nel corso degli anni, anche se collocati in dischi che –dopo quel 1994- artisticamente poco aggiunsero al palmarès di questa band storica. A quasi cinquant’anni, l’energia non si è ancora esaurita, eppure King ha lasciato intendere, in passato, che il futuro della sua band potrebbe non essere ancora così lungo: Sicuramente non andremo avanti fino a 60 anni. E' una cosa di cui dobbiamo discutere all'interno della band. Fosse per me continuerei ancora per un bel pezzo perché sono ancora carico e motivato come il primo giorno. Ci è sempre piaciuto parlare di cose estreme, argomenti di cui la gente non volesse sentire parlare. Sono molto fiero dei risultati che abbiamo raggiunto, e non ho nessun rimpianto nella nostra carriera.

Il chitarrista, da sempre additato come ‘satanista più attivo’ della band, in realtà non crede né in Dio né in Satana, ma semplicemente ama mettere in discussione tutte le cose, come appunto la religione. L’unica cosa indiscutibile, invece, sono per lui i dischi degli Slayer: il chitarrista ama ripetere che se sai di amare questa band, allora ti godrai fino in fondo ogni loro pubblicazione. Nelle dichiarazioni relative ad ogni nuova pubblicazione, King parla a ripetizione di killer songs in your face, e la cosa si fa alquanto irritante dopo la terza intervista identica alle precedenti, ma questo è quanto. Decisamente più originale è il Kerry King songwriter, volutamente provocatorio nei confronti di chi non è in grado di ‘leggere’ e capire i suoi testi. Qualche sprazzo di vita quotidiana? Dopo essersi rasato completamente la testa nella prima metà dei Nineties –iniziava a perdere i capelli- si è separato dalla seconda moglie, possiede una collezione di serpenti ed un allevamento di cani, è comparso in video di collaborazione con i rappers Beastie Boys e con i pop-punk Sum 41 ed è oggi sposato con Ayesha, anche se la coppia non ha figli (ma il chitarrista ebbe una figlia dal suo primo matrimonio): King motiva il fatto dicendo che sono ancora un ragazzino, il più grande ragazzino del cazzo di tutto il quartiere! I due vivono in una villa iper sfarzosa (alla faccia del metallaro underground), con all’interno tre bar ed un tiki bar, un locale tipico dei paesi tropicali, con tettoia di paglia e struttura di legno, collocato all’esterno, ove è presente anche una piscina riscaldata ed illuminata con luci rosse che fanno sembrare l’acqua lava. A conti fatti, però, Kerry King incarna da solo l’immagine tipica degli Slayer, lasciando emergere soltanto il lato più truce, sporco e ‘metallico’ della sua personalità: Nel primo periodo della nostra carriera tutti vestivamo molte borchie, ora gli altri hanno abbandonato questo tipo di abbigliamento ma io no. Gli altri sono piuttosto normali a livello di immagine, quindi quando si pensa all'immagine degli Slayer spesso si pensa a me; Quando si vuole una foto rappresentativa degli Slayer si usa una mia foto dal vivo e questo è ciò che molti giornali fanno. Non contento dell’enorme mole di lavoro da affrontare con la sua band, King è proprietario di una ditta di t-shirt, la KFK Industries (e KFK sta, ovviamente, per Kerry Fuckin’ King!). Il suo unico rimpianto è quello di non essere stati molto prolifici negli anni ’90 (solo tre dischi di inediti per la formazione californiana dal 1990 al 2000), ma nel complesso può dirsi più che soddisfatto, visto che anche l’ascia di guerra con Mustaine –costituita da continui bisticci, punzecchiature e frecciatine a mezzo stampa- è stata seppellita in ossequio del grande evento, il tour dei mitici Big Four. Sembra che il chitarrista sia a lavoro su un album solista, nel quale si metterà persino dietro al microfono e collaborerà con diversi altri musicisti. Alle spalle, ha una carriera ricchissima di thrash serrato, seminale ed insuperabile. Potete amarlo, potete odiarlo, ma alla fine lui ci ha messo la firma, in pezzi come Raining Blood ed Hell Awaits. E questo vuol dire appartenere alla Storia.



Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 12 Giugno 2017, 15.27.45
24
Non so se fosse più bravo lui o Hanneman, credo bene o male fossere più o meno allo stesso livello, a voler trovare una differenza gli assoli di Jeff erano leggermente più melodici mentre KK molto più dissonane, in pratica ogni accenno di melodia lo aboliva, ciò non toglie che entrambi erano velocissimi e grezzi. Di sicuro Kerry King è molto più icona, anche se il mio preferito resta Tom Araya va detto che quando si pensa agli Slayer viene in mente lui, di sicuro è uno dei chitarristi metal più conosciuti da tutti, oltre al fatto che se non erro ha fondato lui la band. Non concordo sulle critiche al black metal ma ha sempre avuto un bel caratterino e ha litigato con un bel pò di gente. Come dice l'articolo non ha peli sulla lingua, e vedendo le fotto da giovane non penso abbia perso i capelli ma li abbia trasferiti tutti sulla barba. Comunque una leggenda
Christian Death Rivinusa
Mercoledì 2 Settembre 2015, 0.14.40
23
E per questo quasi si equivalgono....l'uno può essere solo leggermente superiore all'alto,punto
Christian Death Rivinusa
Mercoledì 2 Settembre 2015, 0.13.29
22
L'uno completa sempre l'altro....
Christian Death Rivinusa
Mercoledì 2 Settembre 2015, 0.11.35
21
Per me Dave lombardo è stato il numero uno dietro le pelli....poi Mr.gene hoglan e Iggor cavalera a seguire...autentici elicotteri.ci aggiungo anche nick menza...adesso mike mangini non ha rivali....il vero trita pelli è lui...tecnica spaventosa...lo seguo dai tempi degli annihilator quando era ancora sconosciuto al grande pubblico...adesso nei dream theater ha raggiunto una maturità da 10 è una grande popolarità......riguardo alla bravura di King mi sono già espresso in precedenza,e lo ritengo leggermente superiore a jeff soprattutto nella ritmica....con jeff si fonde alla perfezione....è un po' come paragonare kk dowing a glen tipton de priest....o adrian smith con Dave de I mai del ..hansen con weikat degli helloween..l'uno completa sempre l'altro...per questo hanno dato alla luce immensi capolavori....per questo li reputo fenomeni delle 6corde
Mulo
Martedì 1 Settembre 2015, 20.49.43
20
Il fuoriclasse è sempre stato Lombardo,andate a sentire come inpreziosisce con i suoi tocchi e passaggi i pezzi di seasons... Quel disco a mio avviso suonato da un altro batterista non sarebbe così bello... Con l'abbandono di Lombardo e il calo compostivo ( e ahimè la morte) di Hannemann è cominciato il declino degli slayer
freedom
Martedì 1 Settembre 2015, 19.45.46
19
@thrasher: Sono d'accordo con te al 100%. Secondo me qualcosa non è stata detta...pure io ho notato un calo nel modo di suonare di Jeff già molto prima che si parlasse del ragno velenoso. Mi piacerebbe che qualcuno indagasse su questa faccenda, perché per me le cose non sono molto chiare, morte improvvisa compresa.
thrasher
Martedì 1 Settembre 2015, 18.24.13
18
jeff stava già male da tempo e negli ultimi anni è peggiorato live credo che certe scalette moscie tipo quelle di imola del 2007 suonando poco piu di un ora erano fatte a tavolino...li ho visti 9 volte dal vivo e dal 2005 in poi l ho visto peggiorare sempre più affaticato e la sua chitarra abbassata di volume anche... secondo me tante cose non sono mai state dette
Il Cinico
Martedì 1 Settembre 2015, 11.07.15
17
Io purtroppo l'ultima volta li ho visti nel tour di Christ Illusion e all'epoca non mi sembrava sbagliasse, probabile che sia peggiorato dopo quel problema alla mano. Sul discorso solista...beh alcuni assoli sono notevoli e paradossalmente erano più melodici quelli di Show No Mercy, col tempo hanno intrapreso la strada della dissonanza/cazzeggio...boh alcuni sono validi altri sembrano fatti quasi controvoglia plettrando a caso con scale a caso...ma tant'è....è comunque un loro marchio di fabbrica.
freedom
Martedì 1 Settembre 2015, 10.42.37
16
Jeff negli ultimi tempi era peggiorato parecchio, li ho visti anche dal vivo per 2 volte col grande Jeff e giuro che sbagliava alla grande...Kerry invece col tempo ha sviluppato una tecnica impeccabile, soprattutto a livello ritmico, pulito e tagliente come pochi. Ma anche gli assoli che possono sembrare senza senso (è il loro marchio di fabbrica) sono abbastanza complicati e ben eseguiti. Non a caso tutti i riff più complicati venivano puntualmente suonati da Kerry dal vivo. Jeff aveva il genio e l'attitudine, ma l'approccio allo strumento era molto "punk" diciamo.
Il Cinico
Martedì 1 Settembre 2015, 10.25.54
15
Jeff più scarso non direi proprio, si equivalevano abbastanza....
freedom
Martedì 1 Settembre 2015, 0.47.34
14
Dire che King è scarso tecnicamente è una cazzata...è un mostro di bravura. Jeff era più scarso ma con più idee.
Christian Death Rivinusa
Martedì 1 Settembre 2015, 0.18.04
13
Un mostro sacro del genere,il mio preferito dei vecchi slayer assieme a Dave lombardo,i suoi riff e i suoi assoli sono strafantastici.Dal vivo è unico,quando esegue angel of death con il suo bracciale borchiato mi fa impazzire.Complimenti al recensore ,per me rientra tra i migliori 10 chitarristi di sempre
Philosopher3185
Venerdì 15 Marzo 2013, 13.40.24
12
Che personaggio! mi piace da impazzire il bracciale iperborchiato..come cazzo fara' a suonare con quel peso all'avambraccio??!
Sugara 'Sug Zug'
Martedì 17 Maggio 2011, 18.32.54
11
Sono l'unico a trovare King un incrocio tra gli ZZ Top e una grossa patata? Kerry scherzo, non t'arrabbià!
RICKYKAYA
Lunedì 9 Maggio 2011, 18.27.39
10
Dal vivo sono ancora piu' spettacolari !!!!!
AL
Venerdì 6 Maggio 2011, 14.24.33
9
king è un vero Dio ma non diteglielo altrimenti si incazza...
Macbeth
Venerdì 6 Maggio 2011, 13.41.40
8
a Padova per l'European Carnage Tour in mezzo a delle mazzate infinite mi sono preso il plettro di King...
the Thrasher
Giovedì 5 Maggio 2011, 21.16.04
7
grazie dei complimenti ragazzi!
the Thrasher
Giovedì 5 Maggio 2011, 21.16.01
6
grazie dei complimenti ragazzi!
jek
Giovedì 5 Maggio 2011, 21.02.34
5
Rino un'articolone stupendo. Agli inizi gli slayer li avevo associati ad una scimmiettatura dei venom, poi riascoltandoli nel tempo mi sono innamorato di loro, che non classificco (ma è una mia opinione) nel puro thrash. Comunque li reputo i migliori del panorama americano. King si merita tutto quel nome
JUSTICE
Giovedì 5 Maggio 2011, 20.29.13
4
un idolo insieme a tutti gli altri slayer. complimenti per l articolo
wangel
Giovedì 5 Maggio 2011, 10.45.52
3
la piscina con l'acqua che sembra lava la voglio anchio!!!ahahah!!comunque è un'idolo totale...
Radamanthis
Giovedì 5 Maggio 2011, 10.22.19
2
Bellissimo articolo Rino,complimenti! Un doveroso omaggio a una band assoluta!
Nightblast
Giovedì 5 Maggio 2011, 2.01.25
1
Che band immensa...
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(da sinistra a destra) Kerry King, Dave Mustaine, Scott Ian, James Hetfield
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