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HYBRID CIRCLE - # 11 - Mai Più Come Prima
17/05/2011 (1322 letture)
MAI PIU' COME PRIMA
Restai ancora per un po’ solo sul tetto della fabbrica ad osservare l’orizzonte, nel mio silenzio realizzai sempre più la grandezza di quello che gradualmente stavamo conquistando. È difficile cambiare dopo essere vissuti per così tanto tempo nel sottosuolo, in un certo senso la superficie ci faceva paura ed ora che ero rimasto solo la paura non poteva che aumentare. Osservando la Resistenza lavorare mi tornarono in mente tutte le mie responsabilità, tutti si aspettavano che io dicessi cosa bisognava fare, come farlo, come muoversi e che sapessi sempre cosa stava accadendo. Tutto ciò stava diventando come un macigno sulle mie spalle, troppo piccole per sopportare da sole queste enormi pressioni, ed allora mi sentivo ancor più solo perchè, anche se involontariamente, Harvey mi aveva abbandonato. A chi avrei potuto chiedere aiuto? A nessuno… Harvey aveva molti difetti, probabilmente la sua testardaggine lo ha fatto morire, o forse, in parte, sono stato io. Non avrei mai dovuto permettergli di allontanarsi senza le truppe.
Mi resi conto che restare li a piangermi addosso non sarebbe stato di nessuna utilità e non sarebbe servito a nulla. Era arrivato il momento di fare qualcosa di veramente concreto nei confronti di Harvey, cioè osservare le sue ultime volontà, questo era il mio obbiettivo principale. Scesi dall’edificio e dopo essere stato fermato un paio di volte dalle varie squadre, riuscii ad arrivare da Primo e Derek. Mi avvicinai e vidi il corpo di Harvey giacere al suolo. nessuno proferiva parola, dentro di me, più volte mentre scendevo dal tetto della fabbrica, ho sperato che la morte di Harvey fosse solo un brutto sogno, frutto della mia immaginazione, ma il contatto visivo con il corpo di Harvey mi riportò brutalmente alla realtà. Mi girai e mi avviai verso i nostri mezzi, ne presi uno e tornai vicino ad Harvey per prenderlo e portarlo vicino a suo figlio. Scesi dal mezzo e dissi

«Derek, aiutami a caricarlo»

Primo distolse lo sguardo dal corpo di Harvey e rivolgendosi a me disse

«Vi serve una mano?»
«No. Cerca il responsabile della seconda squadra, è il ragazzo che per primo si oppose alla nostra esecuzione davanti ai cinque Saggi della Tana»
«Vado subito»

E si incamminò verso le truppe. Derek, dopo avermi aiutato a caricare Harvey, mi domandò

«Perché hai mandato a chiamare Aaron?»
«Devo affidargli un compito importante»
«L’avevo capito, Lex. Però credevo che in graduatoria ci fossi prima io, non credi?»
«Tu devi venire con me»
«Io resto qui perché Harvey ha chiesto di essere seppellito da te, non da me. Penso che tu creda che io non sia in grado di gestire la situazione. Che c’è!? Ora non ti fidi di me?»
«Non è questo il punto»
«Invece secondo me è proprio questo il punto!»
«Falla finita, Derek. Non è il momento per queste polemiche»
«Hai ragione, comunque io non vengo, penso che ci sia più bisogno di me qui che non nella Città d’acciaio»
«Con Aaron non ci saranno problemi, anche perché il lavoro qui è minimo al momento, e poi sono comunque protetti sempre dai nostri droidi»
«Ok. Allora ci vediamo quando torni, Lex»
«Forse non ti è chiaro cosa devi fare. Tu devi venire con me!»
«Adesso vorresti anche obbligarmi a fare qualcosa!? So che sei il capo della resistenza, ma questo tuo ordine non ha niente a che vedere con la missione! Quindi questo per me è un ordine che posso tranquillamente non eseguire»
«Cazzo, lo vuoi capire che ho bisogno di te!?»
«Certo che lo capisco! Però a volte le cose bisogna saperle chiedere»
«Cambierebbe qualcosa?»
«Cambierebbe tutto, Lex»
«Ok. Per favore potresti accompagnarmi alla Città d’acciaio?»
«Si. E se proprio vuoi saperlo non lo faccio solo per te, ricordati sempre che non sei l’unico che voleva bene ad Harvey»

La personalità di Derek era cambiata tanto da non riconoscerlo più, tutte le mie riflessioni trovarono, in questa occasione, conferma. Questa nuova “vita” ci stava veramente cambiando.

Intanto raccolsi da terra lo “Il Vendicatore”, lo caricai sul veicolo e scrissi un biglietto per Aaron, Derek si avvicinò e mi chiese cosa stessi facendo. Vide il biglietto chiuso e mi disse

«Come mai?»
«Ora non posso dirtelo, devo sforzarmi di non pensarci. Te lo spiegherò se sarà necessario, forse è solo una mia paranoia»

Primo tornò in compagnia di Aaron che disse

«Dimmi Lex, mi cercavi?»
«Si, Aaron. Ho bisogno che tu faccia una cosa per me»
«Chiedimi tutto quello che vuoi. Sono a tua completa disposizione»
«Io e Derek dovremmo assentarci per qualche giorno. Qui la situazione è sotto controllo, ma qualcuno deve pur continuare la gestione»
«Vuoi dire che io dovrò gestire le truppe?»
«Non solo, dovrai anche supervisionare la produzione dei droidi in fabbrica»
«Sei sicuro che io ne sia all’altezza?»
«Non preoccuparti, andrai benissimo»

Si vedeva palesemente lo stupore e l’eccitazione di Aaron. Prima di andare via gli diedi la mano e, segretamente, gli diedi il bigliettino. Lui lo osservò un attimo e vide solo quello che scrissi sul biglietto ripiegato: “Aprilo da solo e solo in caso di difficoltà”. Con un cenno di approvazione silenziosamente lo mise in tasca. Nel frattempo Primo mi guardò e mi chiese mentalmente “Cosa stai architettando, Lex?” ed io risposi pensando “Questa volta non saprai tutto. Da adesso in poi, fin quando lo vorrò, ti ricorderò cosa significa essere una semplice macchina”.

Partimmo al tramonto e cercammo di arrivare il prima possibile alla Città d’acciaio. Durante il viaggio Derek volle sapere perché diedi il biglietto ad Aaron, non ne capiva il motivo.

«Lex, ma perché quel biglietto?»
«La situazione è molto cambiata, tu non puoi immaginare di cosa è capace Primo»

Così spiegai anche a Derek tutte le capacità di Primo.

«Cavolo, adesso capisco tutto! Mi sembra di aver ricollegato tutti gli avvenimenti. La prima battaglia con i droidi, la conquista della fabbrica, la morte di Harvey! È tutto più chiaro! Ma come ho fatto a non realizzare la cosa, tu hai dato il biglietto ad Aaron per evitare di pensare al suo contenuto in presenza di Primo! Cavolo, qualcosa avevo intuito, ma mai avrei pensato qualcosa di questa entità, però non capisco perché tu non hai voluto far sapere questa cosa»
«Perché non voglio fargli capire che mi fido di lui e che mi è indispensabile. Non voglio che Primo acquisisca troppo le sembianze xelyane. Deve capire i suoi limiti e che l’essere xelyano è ancora superiore a lui, e quindi deve obbedire»
«Certo, certo. Hai fatto bene. Cavolo! Mi sembra di cadere dalle nuvole»
«Tranquillo, più frequenti Primo e più questa sensazione ti diverrà famigliare, anzi, non è detto che io conosca tutte le sue potenzialità»
«Oltre a noi due, chi è a conoscenza delle capacità di Primo?»
«Harvey. E se Aaron è sveglio come penso qualcosa intuirà»
«Bravo, hai fatto bene, ora capisco perché Harvey si fidasse tanto di te»

Arrivammo alla Città, fortunatamente durante il tragitto non incontrammo liberatori, ci recammo di fronte alla tomba di Thomas e scavai personalmente la fossa mentre Derek controllava il localizzatore montato al momento dell’arrivo. Dopo aver sistemato il corpo di Harvey ed averlo ricoperto feci una lapide provvisoria scrivendo semplicemente il suo nome. Restammo una notte nella città, eravamo troppo stanchi per affrontare il viaggio di ritorno alla fabbrica. Decidemmo di non tornare alla Tana perché volevamo rimanere ancora un po’ vicino ad Harvey, però prima di ripartire, mentre Derek mi aspettava sul veicolo, andai a salutare per un’ultima volta Harvey e dissi

«Ciao vecchio, tornerò presto per sistemarti in un posto migliore, ora dobbiamo ripartire per concludere questa missione. Ora sono più tranquillo perché so che in parte tu sarai con noi. Riposa in pace»

Ripartimmo alla volta della fabbrica ed in questa occasione guidava Derek

«Lex, come ti comporterai ora? Che faremo appena arriveremo?»
«Come prima cosa parleremo con la Resistenza e spiegheremo che Harvey è caduto in battaglia e non ci soffermeremo sui particolari. Tu non rimarrai più dietro una scrivania»
«Cosa vorresti dire, Lex?»
Presi il mio fulminatore e, mostrandolo a Derek, dissi

«Questo, da adesso in poi, sarà la tua penna»
«Ma non posso, io non sono fatto per questo!»
«Harvey, è sempre stato accanto a me in battaglia ed ora non posso restare solo. Non ce la farei. Tu dovrai prendere il suo posto»
«Ma c’è Primo!»
«Lascia perdere Primo, tu sei l’unica persona della quale mi fido totalmente. Se non ti ho lasciato il compito di gestire la Resistenza in questi giorni è solo perché il tuo compito è ben più importante di essere solamente il mio sostituto. Tu devi essere il mio gregario e so che sarai in grado di farlo»
«Che cosa hai mente di preciso, Lex?»
«Voglio produrre più droidi HC possibili, appena saremo pronti andremo a rompere il culo di latta di CyberVAC»
«Ho paura che questa vita da ribelli durerà troppo»
«Abbi fede, Derek. Tutto sarà finito prima di quello che pensi»
«Ok, Lex. Torniamo alla fabbrica»

Intanto ricevemmo una comunicazione cifrata fuori dalle frequenze di CyberVAC da parte di Aaron in cui ci aggiornava sugli sviluppi della missione “Fabbriche”. Il messaggio parlava chiaro, eravamo entusiasti delle notizie che ci pervennero:

“Lex, Derek, la conquista degli stabilimenti di produzione procede bene. Altre due fabbriche sono state convertite. Attendiamo il vostro ritorno. Fine comunicazione”

Prima di arrivare alla fabbrica un riflesso in lontananza ci fece fermare. Erano dei droidi di CyberVAC nel loro giro di ricognizione. Venimmo individuati e quindi fummo costretti ad affrontarli, Derek, anche se visibilmente spaventato, continuò a far sfrecciare il mezzo mentre io mi posizionai sul fulminatore montato da Harvey sul tetto.

«Derek, tieniti pronto. Ad ogni colpo del fulminatore il mezzo tenderà a sbandare. Harvey l’aveva modificato ed io ho già avuto a che fare con questa bestia. Vagli addosso, non farmeli capitare lateralmente altrimenti rischiamo di ribaltarci»
«Lex, non ho capito! C’è troppo rumore!»

Esplosi il primo colpo, ed il mezzo subì una feroce impennata.

«Hai capito adesso!?»
«Si! Adesso ho capito perfettamente!»
«Tieniti pronto che ne sgancio un altro»
«Vai tranquillo, Lex. Ora lo tengo bene!»

Ci fu una tremenda pioggia di fuoco scatenata dal nostro scontro, ma in pochi minuti riuscimmo a ridurre in ferraglia i due liberatori. Tornai a sedere al fianco di Derek che disse

«Cavolo! È stato anche più divertente di distruggere l’antenna della fabbrica, non sapevo fosse così eccitante!»
«Conserva il tuo entusiasmo per dopo. Si, li abbiamo distrutti, ma sai cosa significa questo? Che adesso abbiamo i minuti contati, ci hanno scoperti e sicuramente CyberVAC ha capito di non averci eliminato come minaccia. Dobbiamo assolutamente avvisare Aaron. Tu continua a tenere il veicolo alla massima velocità»

Presi il comunicatore ancora accesso e mandai il seguente messaggio:

“Aaron, la situazione è precipitata, CyberVAC ci ha scoperti. Siamo stati costretti ad eliminare due droidi, e quindi la nostra copertura è saltata, CyberVAC sa di nuovo di essere in pericolo e tenterà nuovamente di eliminarci. E’ arrivato il momento di aprire quel biglietto.”

Derek, dopo avermi visto scrivere la comunicazione, mi chiese

«Lex, non ti ho chiesto nulla di quel biglietto perché mi fido molto di te, però ora credo sia arrivato il momento di mettere al corrente anche me di quello che hai in mente»
«Hai ragione. Questo è il momento giusto per spiegarti tutto. Nel biglietto ho scritto le disposizioni nel caso di un evento come questo. Praticamente Primo dovrà organizzare le truppe per l’imminente assalto alla fortezza di CyberVAC. Ho anche precedentemente dato disposizioni di far costruire dei mezzi cargo volanti per trasportare le truppe»
«Lex, perché non ne sapevo nulla?»
«Tu avevi un sacco da fare nella realizzazione dell’antenna da sostituire alla fabbrica, se ne stavano occupando i ragazzi della squadra di Harvey»
«Ok, lo capisco»
«Se siamo fortunati riusciremo ad arrivare prima che loro finiscano di caricare tutte le armi. Intanto con questo messaggio ci siamo avvantaggiati»
«Lex, tu hai paura?»
«Mai come adesso. Però non possiamo tirarci indietro. Siamo arrivati alla resa dei conti, sinceramente non ho paura di morire, ho solo paura che tutto quello che abbiamo fatto fin’ora si rispecchi negativamente su tutta la nostra comunità. In fin dei conti siamo noi i “responsabili” di questa cosa»
«Lo so, Lex. Dopo questa affermazione so di non essere l’unico ad avere paura»
«Harvey soffriva, stava morendo, ma nella sua voce non ho sentito paura, dobbiamo prendere esempio da lui. Da adesso in poi nulla sarà come prima»



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