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SLAYER - Jeff Hanneman, la biografia
22/05/2011 (7727 letture)
Nell’immaginario collettivo, quasi tutti associamo la leggenda degli Slayer al volto bonario di Tom Araya, in quanto il cantante catalizza notoriamente le maggiori attenzioni, o alla pelata tatuata di Kerry King, ed al suo look da ‘cattivo’; oltre ai due citati e al fenomenale Dave Lombardo, però, viene spesso sottovalutato il lavoro di Jeff Hanneman, chitarrista e idealista che ha un ruolo altrettanto importante nell'epopea della band americana, oltre a diverse storie e aneddoti interessanti da raccontare. Figlio di un veterano della II Guerra Mondiale, Jeff nasce ad Oakland nel gennaio 1964, e ben presto mette in evidenza una personalità poco socievole, nonostante i vani tentativi adolescenziali di approcciarsi al surf (ma in realtà lo faceva più che altro per ammirare le ragazze, su sua stessa ammissione). La sua strada la trova quando incrocia la chitarra con quella di Kerry King, ad un provino per una band southern rock: i due iniziarono a improvvisare cover heavy metal di Iron maiden e Judas Priest, loro idoli musicali. Nacque così un grande rapporto che dura tutt’oggi, ad oltre tre decenni di distanza, sul quale poggeranno di lì a poco le basi della leggenda Slayer. I due chitarristi creeranno infatti uno stile del tutto personale, atonale e dissonante, costituito da assoli lancinanti che diverranno vero e proprio marchio di fabbrica dell’importante formazione losangelina. I destini della neonata band lievitano con l’ingresso in line-up di Dave Lombardo, che dopo aver mollato la scuola e la sua prima band per cercarsi un lavoro si era messo in contatto con King, e di Tom Araya, visto nei Tradewinds e ‘arruolato’ come bassista/cantante. Proprio Araya stringe un sodalizio lungo e di profonda amicizia con Jeff, un’amicizia che però rischiò di diventare pericolosa –a causa della predilezione dei due per gli sballi- per la carriera della band: si narra che, visto il costo elevato della cocaina, i due si infilassero nel naso erba e veleno per topi. Fortunatamente i due smisero quando le cose iniziarono a farsi serie: ciò avvenne dopo la pubblicazione del disco d’esordio Show No Mercy nel 1983, caratterizzato da un thrash primigenio con ovvie citazioni melodiche di fatturato britannico, nel quale la band metteva in luce una rabbia tipicamente adolescenziale, scandita da tematiche pseudo-sataniche. Nel background di Hanneman c’è però anche molto hardcore punk, passione comunque sorta solo in un secondo momento rispetto a quella per Led Zeppelin, Aerosmith e compagnia: Minor Threat, Misfits, Verbal Abuse e Black Flag sono solo alcune delle band che lo ispirarono; sarà lo stesso Hanneman a far conoscere ai suoi compagni queste band: un’ispirazione che, diversi anni dopo, porterà alla pubblicazione all’album di cover hardcore/punk Undisputed Attitude, destinato a dividere critica e fans.

La maturazione definitiva arriva però con il successivo Hell Awaits, nel quale si complicano le strutture dei brani ed emerge il thrash personale ed estremo dell’act americano. E’ il 1985, e l’anno dopo gli Slayer fisseranno decisamente un confine tra la storia e la leggenda, grazie all’uscita di una mazzata sanguinolenta e ultra violenta come Reign In Blood, full length di soli 28 minuti ma laccato da una precisione ed una perfezione disumana. Furono brani come Angel Of Death, scritto proprio da Hanneman per narrare –con la consueta forma scarna e cruda- i terribili crimini compiuti dal medico nazista Joseph Mengele, a portare sugli Slayer una considerevole cappa di critiche ed accuse: non ci si limitava più al semplice satanismo, ora, bensì si additava la band di simpatie naziste. Mengele era medico e ufficiale dell’esercito nazista, e utilizzava come cavie da esperimento i deportati dei lager, compresi donne e bambini: colorazione degli occhi, abbacinamento, cucitura dei corpi, iniezioni senza anestesia, esami sui cadaveri e, più in generale, ricerche di eugenetica. In realtà, Jeff Hanneman, anche per via del padre (che aveva partecipato allo sbarco in normandia) e del fratello (soldato nel Vietnam), a lungo impegnati in guerre massacranti, aveva fin da piccolo manifestato un interesse per le medaglie, gli elmi, le armi e le varie memorabilia belliche che il padre conservava ed un giorno volle eliminare. Il ragazzo chiese il permesso di collezionarle, iniziando a coltivare un interesse non morboso per quelle battaglie e quegli avvenimenti storici, culminato con la lettura di libri a tema e la scrittura di canzoni liricamente incentrate su temi guerreschi. Proprio durante i primi tour degli Slayer, amatorialmente affrontati guidando una piccola auto sulle strade americane, Jeff impegnava il tanto tempo libero con la lettura di libri sul secondo conflitto mondiale, ennesimo dato di fatto proteso alla sconfessione di quello stupido luogo comune che vuole i metallari ignoranti e privi di cultura. Spiega proprio il biondo chitarrista: Credo che ognuno dovrebbe essere libero di scrivere di qualunque argomento. Angel of Death è come una lezione di storia, ma non appena l’abbiamo pubblicata tutti ci hanno accusato di essere dei Nazisti. Il nostro cantante è un cileno ed ha la pelle scura, per cui non esiste che possiamo essere fascisti. Ho letto parecchi libri sul III Reich, e sono rimasto profondamente affascinato dal suo estremismo, dal modo in cui Hitler sia stato in grado di ipnotizzare un’intera nazione e farle fare ciò che voleva. Una situazione che ha permesso a Mengele di trasformarsi da medico in macellaio. Prima di scrivere il pezzo avevo letto parecchi libri su Mengele perché era veramente malato. So perché la gente fraintende: è perché il brano gli tira una ginocchiata in mezzo ai coglioni. Leggendo il testo, nulla di ciò che ho scritto fa pensare che Mengele fosse necessariamente una persona malvagia perché per me, beh, è ovvio! Non ho bisogno di dirlo.

L’interesse di Hanneman per la storia, i libri, gli argomenti e i ‘souvenirs’ bellici andò incontro ad un momento molto importante nel corso di un vecchio tour con i decani Motorhead, durante il quale strinse ovvia amicizia con Lemmy, un altro ‘preso di brutto’ per cinturoni con i proiettili, medaglie, stemmi, soldatini e vecchie carabine. Attraverso tanto sudore e lavoro, in studio come on the road, la band si affermò tra le più influenti nella storia del metal, anche grazie a quel disco-capolavoro datato 1986, così breve nella durata eppure così monumentale. Fu proprio il biondo californiano a spiegare che la durata breve del masterpiece è legata al fatto che sia lui che King si stufavano rapidamente dei riffs, e non riuscivano a ripetere la stessa cosa troppo a lungo. Da sempre, assoli e riff vengono creati e divisi reciprocamente e senza alcuna polemica da King ed Hanneman, come se i due mettessero a punto una vera e propria banca dati delle sette note, dalla quale attingere per sviluppare i pezzi indistintamente da chi abbia buttato giù il riff o l’assolo; rispetto allo stile di King, più improntato al puro caos, Hanneman tende a privilegiare una sorta di lato oscuro e melodicamente sinistro. Negli anni successivi al disco che proiettò la band tra i Big Four del thrash metal, dalla penna dell’ascia di Oakland sono fuoriusciti altri grossi calibri come War Ensamble, South of Heaven e Season In The Abyss, ma anche la meno celebrata SS-3, in cui parla di un altro esponente del III Reich: Reinhard Heydrich, il famigerato “Boia di Praga”; pezzi che costituivano l’intelaiatura di dischi ora meno devastanti e dotati di alcune componenti tecniche e melodiche più composite pur se sempre violenti, cupi e sanguinolenti nella loro potenza tipicamente slayeriana. Hanneman ha rivelato in passato di sentire in lui una qualche atmosfera malvagia, che esce allo scoperto in fase di songwriting: è attirato dal lato oscuro e ‘malato’ della musica, che –secondo le sue dichiarazioni- lo fa sentire come se stesse facendo del male a qualcuno. Ma non immaginatevi un energumeno insensibile ossessionato (soltanto?) da manie di sterminio, quanto più un mattacchione, proprio come l’altro comico ‘insospettabile’, Kerry King. Il Nostro è una persona come tutti noi, armati di una sana e repressa volontà di giustizia, pulizia spirituale, in un mondo inginocchiato agli squallori della corruzione, della falsità della follia umana: sposato con Kathryn dal 1997, non si è mai dichiarato seguace del nazionalsocialismo o delle frange più radicali della destra, anche se non nega idee conservatrici, fatto testimoniato anche dall’adesivo dei Dead Kennedys, gruppo hardcore punk schierato all’estrema sinistra, applicato su una delle sue chitarre.



thrasher
Venerdì 30 Dicembre 2016, 21.47.09
25
Purtroppo secondo me di salute non stava bene da anni e la cosa non è mai stata detta... ho visto concerti con scalette così moscie che sembravano fatte apposta per far riuscire a suonare qualcuno che non cè la fa più... Heineken jammin festival 2007 e 2004 a Milano con gli slypknot in particolare... rimane un grande e senza di lui gli Slayer non sono gli stessi
Fabio Rasta
Venerdì 30 Dicembre 2016, 17.03.03
24
Minchia che analisi.... le grida dei dannati nella sei corde.... unico JEFF!!!
Lemmy
Giovedì 29 Dicembre 2016, 18.31.13
23
Se ne è andato troppo presto, Hanneman è un grande del trash metal e in generale della musica dura, ha influenzato molto tutta la scena estrema del thrash metal, non solo perche' ha contribuito in maniera preponderante a portare la musica thrash alle streme conseguenze sonore, ma aggiungendovi quel tocco cupo , drammatico , oscuro, che unito al suo amore per il punk, e per le distorsioni sonore e alla sua trovata geniale di introdurre sulle dissonanze i tritoni, gli intervalli di quinta diminuita, creando cosi' per il thrash uno strano e nuovo coctail sonoro, fatto di riffing e assoli velenosi, pesanti e micidiali come mennaie tritaossa, maciullanti e condotti a velocità furibonde, ma amalgamati al contempo dal tocco cupo e pazzamente caotico, contribuendo a fare degli Slayer un gruppo fondamentale , compatto, estremo e tetragono dal lato sonoro.Era un amante dell'heavy primordiale,della scena heavy inglese e dell'hardcore punk (basti vedere Undispute Actitude).I suoi assoli erano pazzi, caotici drammatici ma che uniti alle ritmiche di King e Lombardo nell'economia e nei testi dei brani erano efficacissimi.Nei primi album come Hell Avaits e Reign in Blood esprime con vigoria uno stile triste e assoli schizofrenici e genialmente contorti, come a imitare un ipotetico suono delle grida delle vittime dentro le canzoni, ad estrarrre tutto il succo virulento e drammatico dei brani.South of Heaven,invece, contiene già un riffing più tecnico utilizzando la commistione di tremolo picking e note abbassate di tono, migliorando la musicalità e un certo sentire melodico nelle composizioni.Mi manca molto il suo stile particolare nel thrash .Riposa in pace Jeff, e grazie per la bella eredità che ci hai lasciato.
MetallaroRosso
Sabato 3 Settembre 2016, 22.40.58
22
sicuramente lui incarnava l'anima più melodica e ragionata degli Slayer quindi la sua morte ha lasciato un grande vuoto negli Slayer. Ciao Fratello Jeff.
SNEITNAM
Domenica 7 Giugno 2015, 0.42.37
21
Ho visto da poco un documentario su Focus on cui parlavano di laboratori americani in cui vengono effettuati esperimenti sia su animali che su esseri umani per creare delle armi biologiche. Alcuni virus sono usciti creando in alcune parti del paese casi di febbre gialla e addirittura peste bubbonica oltre ad altre che adesso non ricordo. Un altro virus e' stato quello necrotizzante dove una persona lo ha contratto nel 2012, un anno dopo che lo aveva contratto Jeff Hanneman. Quindi il ragno che lo ha morso era portatore di un virus sfuggito da un laboratorio biologico
thrasher
Mercoledì 19 Novembre 2014, 1.12.59
20
mi duole dirlo ma le ultime date live che ho visto con Hanneman non suonava più come una volta...
Sambalzalzal
Martedì 11 Novembre 2014, 21.56.31
19
Con Hanneman se ne è andata metà band e quella rimasta continuerà a tentare di imitare la metà che oramai non c'è più, c'è poco da fare.
thrasher
Martedì 11 Novembre 2014, 19.40.18
18
li ho visti 9 volte ma con holt nemmeno una mi sono sempre rifiutato
Vitadathrasher
Martedì 11 Novembre 2014, 19.37.49
17
Gli Slayer andrei a vederli anche se insieme a Tom Araya ci fossero i beehive.....ma non toglietemi Tom!
thrasher
Martedì 11 Novembre 2014, 19.05.15
16
era lui gli slayer.... e sparire cosi a 49 anni ha lasciato un vuoto incolmabile.... spero che tom araya e soci calino presto il sipario.... l aver continuato senza il maggior compositore e anima della band è una grossa mancanza di rispetto
freedom
Lunedì 6 Maggio 2013, 14.54.58
15
Da sempre il mio preferito negli Slayer, per un mare di motivi, ma soprattutto per la sua attitudine fottutamente PUNK! Ma anche metal. Insomma, era uno di quei personaggi/incarnazione di un genere musicale e di un modo di vivere. Consegnate ormai alla storia le sue espressioni e le sue movenze durante i live, così come le splendide chitarre che sfoggiava orgogliosamente. E la musica, la sua musica, quella non morirà mai. Uno dei chitarristi più influenti degli ultimi trent'anni, senza dubbio. Te ne sei andato troppo presto fratello, e questo mi fa male. Ciao Jeff. \m/
SNEITNAM
Venerdì 3 Maggio 2013, 19.43.22
14
In comune con te, oltre al fatto dell’essere due esseri umani, è il fatto che abbiamo un qualcosa di oscuro ed infero nelle profondità della nostra anima e che deve essere rilasciato altrimenti ci avvelena l’anima. Siamo stati enormemente fortunati ad aver trovato sulla nostra strada il Metal per poter canalizzare positivamente questa nostra oscurità spirituale. Una delle differenze tra noi due è che tu eri un fottuto genio e la tua creatività ti ha portato a mettere la tua band tra le più importanti ed influenti nella storia del Metal. Ma alla fine l’importante è esserci ed avere i giusti mezzi per poter affrontare la propria vita. Il Metal…che cazzo avremmo combinato senza questa musica? Sempre più giù nell’Abisso saremmo di certo finiti invece che canalizzare creativamente e in maniera positiva questa nostra metà oscura. La tua creatività e la tua band per me sono stati estremamente fondamentali, e lo sono ancora. E lo saranno per sempre perché solamente io so quanto gli Slayer siano stati importanti per me. Grazie veramente di cuore per ciò che di positivo hai fatto inconsapevolmente alla mia vita. E buona fortuna di cuore nel proseguo del tuo viaggio
opeth72
Venerdì 3 Maggio 2013, 17.02.21
13
quando muore una persona cara ci ritroviamo di colpo nel mondo dei vivi, cui alla fine, bene o male finiamo col cedere; ma quello dei morti, come un amico o un nemico immaginario, o un’amante segreta, continua a invitarci, con il richiamo di quello che abbiamo perso. Cos’è il ricordo se non uno spettro nascosto in un angolo della mente, pronto a irrompere durante il giorno, o a disturbare il nostro sonno, con un atroce dolore, una gioia, qualcosa che non abbiamo detto o che abbiamo ignorato? Quando muoiono i nostri cari non è soltanto la loro presenza che ci viene a mancare, o i loro sentimenti, ma anche il modo in cui ci hanno permesso di conoscerli, e di conoscere noi stessi. (Azar Nafisi) GRAZIE GRANDE ......JEFF................
Sorath
Venerdì 3 Maggio 2013, 16.30.56
12
Quanto hai ragione Giasse...è tutto un dannato scherzo, aspetto questa notizia da qualche ora perchp non ci voglio ancora credere.
Giasse
Venerdì 3 Maggio 2013, 8.46.08
11
Da leggere e rileggere oggi più che mai...
SNEITNAM
Domenica 16 Ottobre 2011, 14.37.06
10
Sarà sporco nel suonare, ficcherà note che non c'entrano con gli accordi nei suoi solos, non sarà un virtuoso e altre menate ma per me rimane un grande chitarrista e un grande compositore che ha fatto parte di una delle più grandi band esistite nella storia del Metal. Molto belle le foto che sono state messe, sopratutto le prime due in alto a sinistra e la prima in alto a destra. Favolose C'è chi adesso li commenta negativamente per i loro concerti perchè hanno comunque una certa età (anche se Hanneman e King fanno sempre la loro parte di mercenari della chitarra e Lombardo dietro le pelli spacca sempre di brutto) e ovviamente non si muovono più sul palco come facevano quando avevano 20/30 anni, cosa logica visto che adesso ne hanno 50. Anche su Araya che dovendo preservarsi il collo non può più scapocciare come faceva ai bei tempi però è una band che una volta sul palco riesce a zittirti a meno che non sei proprio un'idiota! E a quegli idioti consegnerei le performance degli Slayer che vanno almeno dal periodo di Reign in Blood a quello di Divine Intervention dove dalla fossa dei pogatori ne venivi fuori pieno di legnate e dove loro testimoniavano un dominio e una cattiveria sul palco che annichiliva chiunque li guardasse. Ma alla fine una band del genere non deve dimostrare proprio niente a nessuno. Grande Hanneman e grandi Slayer!
Giaxomo
Mercoledì 17 Agosto 2011, 17.36.16
9
Ahahah cazzo insomma Jeff era uno dei più sballati della band
the Thrasher
Lunedì 23 Maggio 2011, 21.16.36
8
Aggiungo: quando si ha 15-20 anni e si mette su un gruppo rock o metal si cerca spesso di voler esagerare per farsi vedere 'più cattivi', e in questo senso il satanismo è abusatissimo, proprio per sentirsi i più duri e cattivi del mondo. come tanti, gli slayer hanno iniziato così e poi non hanno più perso i loro simboli, anche se il satanismo si è trasformato in critiche alla religione (ovvero una versione più matura e adulta delle proprie idee, ed essere contrari alle religioni NON significa per forza adorare satana) e le tematiche su guerra, nazismo e omicidi hanno preso ampiamente piede nellem liriche: gli slayer stessi non hanno fatto mai mistero di scrivere VOLUTAMENTE testi provocatori e controversi per far arrabbiare la gente. ricordo una loro intervista: ''siamo gli slayer, non possiamo parlare del tempo che fa!'' se le sono cercate ma sotto sotto, a mio giudizio, la cosa non gli ha mai dato molto fastidio, anzi come è stato detto li ha aiutati a conquistare intere legioni di kids
jek
Lunedì 23 Maggio 2011, 21.02.31
7
Altro bell'articolo di Rino che fa un po' di chiarezza sui presunti ammiccamenti degli slayer all'ideologia nazista. Ma quando la capirà la gente che è solo rock'n'roll.
Hook in Mouth
Lunedì 23 Maggio 2011, 20.44.01
6
@Rodolfo Calabrone: pienamente daccordo. era lì che volevo arrivare. Credo comunque che se non si fossero creati quel personaggio (provocatorio ma in fondo innocuo) gli Slayer non sarebbero più gli Slayer: non avrebbero fatto così tanta presa sul pubblico, non avrebbero ispirato un'infinità di nuove bands e tutti noi avremmo perso un pezzo di storia del metal fondamentale.
Rodolfo Calabrone
Lunedì 23 Maggio 2011, 12.04.58
5
Hook: perchè? Per scatenare controversia, polverone e in ultima analisi pubblicità in più a costo zero, oltre che connotare graficamente la band.
Hook In Mouth
Lunedì 23 Maggio 2011, 11.28.31
4
Va bene, nessuna simpatia per nazismo e fascismo, nessun tipo di adorazione nei confronti di satana, tutte accuse infondate e non gradite a noi che siamo affezionati agli slayer al punto da difenderli in tutto e per tutto. Ma se non volevano passare per adoratori di satana, per razzisti, perché hanno firmato ogni disco col pentacolo? (Araya direbbe: per rappresentare in modo oggettivo la parte malvagia del mondo) ma perché creare il loro logo con la stella di satana incorniciata dalla maestosa aquila nazista? Insomma quello che voglio dire è: va bene sono tutte false accuse (e per fortuna) ma ve le siete cercate.
Radamanthis
Domenica 22 Maggio 2011, 23.51.16
3
Complimenti a Rino x il bellissimo ed interessante articolo! Jeff genio delle sei corde, Slayer signori del thrash!
lucifero
Domenica 22 Maggio 2011, 23.12.03
2
concordo con Lament sul movimento ideologico dei Dead Kennedys
Lament
Domenica 22 Maggio 2011, 21.01.14
1
I Dead Kennedys più che di estrema sinistra direi apertamente anarchici! Bell'articolo su una delle menti "nascoste" del metal
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Avrò chiuso il gas...
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Un giovane e concentratissimo Hanneman
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