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DOOMRAISER + MISANTROPUS + L'IRA DEL BACCANO - Init Club, Roma, 27/05/2011
02/06/2011 (3181 letture)
Non c’è un attimo di riposo a maggio, praticamente ogni settimana è stata caratterizzata da almeno uno o due concerti imperdibili (peccato però per la cattiva performance dei Pestilence): anche quest’oggi l’Init è il locale predestinato ad ospitare un gruppo che, per i romani amanti delle sonorità lente, non averlo mai visto a Roma ha il significato di eresia, sia perchè la band suona molto spesso in zona, sia per le sue indiscusse qualità sul palco e in studio. Di chi starei parlando se non dei Doomraiser? Quando si parla di puro doom metal incontaminato e romano, uno dei primi gruppi a cui si pensa e si fa riferimento sono proprio gli headliner che, proprio durante questa splendida serata, suoneranno per intero il nuovo meraviglioso album Mountains of Madness, in occasione del release party, e altri classici per dare la solita tanto apprezzata rispolverata ai due precedenti lavori, ossia Lords of Mercy ed Erasing the Remembrance. Di spalla ci sono due gruppi di notevolissime capacità, abbastanza sconosciuti se non a chi segue e supporta il metal italiano in tutte le sue forme: sto parlando di L’Ira del Baccano e Misantropus... due nomi, un programma! Ecco a voi il resoconto di questa psichedelica giornata: buona lettura.

Il mese dei concerti sta volgendo al termine, ne mancano solamente due e poi il mio portafoglio avrà un break di due settimane prima di scontrarsi con l’Hellbrigade fest al Carlito’s Way di Retorbido con gli Asphyx headliner. Il ritorno dei Doomraiser nel suolo romano a pochi mesi di distanza dall’ultima esibizione che li ha visti suonare all’Init Club con i Buffalo Grillz (data alla quale io non ero presente, al contrario del mio "socio" Simone ‘Blackout’ Ferri) ed a marzo con gli Electric Wizard, ma questa volta per supportare a pieno regime il terzo disco Mountains of Madness, uscito proprio questo mese via Black Widow/Bloodrock Records e già entrato a far parte tra le mie preferenze del 2011. L’album è stato ascoltabile per intero in streaming sul myspace della band solo un paio di giorni, per dare un assaggio ai partecipanti all’evento ciò che gli sarebbe aspettato oggi. Bene, io un assaggio l’ho dato ma moltiplicato per una ventina di volte, di fatti già conosco a menadito ogni singolo passaggio riuscendo a comprendere anche parte dei testi che, anche se cantati in inglese, si riescono a decifrare con facilità. Qualcosa per rifarmi di quello schifo che mi son subito ai Pestilence mi ci voleva proprio, dalla tristezza di un monumento smontato alla felicità di un idolo ormai ben saldo e costruito da tempo. Prendo l’auto da Tivoli che son le 18.00 e arrivo puntualissimo all’incontro con Simone a Ponte Mammolo previsto per le 19.00 e con molta calma ci avviamo a raggiungere la nostra tanto amata destinazione: l’Init Club. Come al solito, prima di entrare nel locale, andiamo a mangiare nel ristorante La Villetta e alle 20.30 ritorniamo e, ovviamente, entrambi acquistiamo l’offerta “entrata al concerto + disco in versione digi-pack” a soli quindici euro, un prezzo così irrisorio che dimostra in pieno che la passione musicale dei Doomraiser supera di gran lunga la piaga monetaria che ha ormai colpito il mondo del Metal. Ci soffermiamo di fronte al merchandise e diamo la ricevuta di pagamento al cantante dei Morbo, addetto alla merce dell’headliner, cosi da ricevere la nuova meraviglia che non finirò mai di elogiare; ovviamente, da amante del gruppo, acquisto anche Erasing the Remembrance in versione digi-pack e una maglia per un regalo, mentre Simone acquista due dischi da Corpse (Nuclear Empire of Apocalypse dei Blasphemophager e l’EP Realm of Evoked Doom dei Grave Miasma), Lords of Mercy e la maglia. Tempo di salutare i vari amici che il primo act sale sul palco.

L’IRA DEL BACCANO
Questi quattro loschi tizi, come già detto in precedenza, sono praticamente sconosciuti a tutti coloro che non frequentano concerti doom a Roma. La loro frequente presenza allo Stoned Hand of Doom ha permesso loro di avere una propria ristretta schiera di fan nonostante le pubblicazioni siano ridotte al minimo e soprattutto che sia il disco che lo split album con i Watermelon Time sono entrambi live, dunque nessuna registrazione effettiva in studio! Il genere proposto è un doom molto psichedelico, interamente strumentale che spazia fino allo space rock proprio da cosiddetto viaggio mentale. Una prestazione da capogiro è quella che ci riservano i nostri, ciascuno dei membri è in perfetta sintonia con la musica e, pur senza coinvolgere minimamente il pubblico, il loro scopo è proprio quello di lasciarsi trasportare dall’ascolto in silenzio, commentando mentalmente il parere molto probabilmente positivo. I suoni sono calibrati abbastanza bene, si distinguono gli strumenti perfettamente e solo cosi si possono apprezzare al massimo le onde sonore trasmesse con una precisione invidiabile. Nessun elemento ottiene maggiori attenzioni dell’altro; il chitarrista e tastierista, Roberto Malerba, alterna con una dote invidiabile entrambi gli strumenti e viene seguito da Massimo, Sandro e Alessandro -rispettivamente bassista, batterista e chitarrista- dimostrando un’alchimia perfetta. I trenta minuti passano velocemente, poco coinvolgimento e tanta ottima musica! Promossi a pieni voti!

MISANTROPUS
Recuperiamo un po’ le strutture cerebrali dopo il viaggio psichedelico con L’ira del Baccano uscendo fuori a prendere una boccata d’aria e a chiacchierare con gli amici. Appena sentiamo gli strumenti ultra-distorti in fase di soundcheck rientriamo immediatamente per visionare un gruppo sconosciuto ma di una buona rilevanza a livello di storia. I Misantropus si son formati ben tredici anni fa a Latina ed hanno all’attivo due dischi usciti nel 2000 e nel 2002, ma purtroppo dopo un EP nel 2003 la loro attività in studio si è completamente fermata. L’attività live ha ripreso attivamente dal 2010, con molta gioia dei doomster che supportano l’underground attivamente, ed oggi il loro doom completamente strumentale è molto atteso tra i presenti. Si incomincia ed immediatamente salta all’occhio la somiglianza del chitarrista Alessio Sanniti con Vincent Cavanagh, cantante/chitarrista degli Anathema, sia come postura nell’imbracciare lo strumento che nei movimenti: non nego possa essere una influenza come possa essere solo un caso. I suoni sono molto ben calibrati, Vincenzo Sanniti al basso è colui che attira più a sé le attenzioni facendo percepire la distorsioni ad ogni singola parte del nostro corpo, ne siamo attratti e decisamente coinvolti, dunque ci lasciamo trasportare dalla sua bravura. Il fatto che il concerto per ora sia stato totalmente strumentale, non ha sorto alcun effetto nella stanchezza del pubblico, infatti gran parte dei presenti assiste ammaliata, quasi ipnotizzata da ciò che sta ascoltando. Il tempo scorre ancor più velocemente: a fine concerto è decisamente impossibile rendersi conto che son già passati quaranta minuti dall’inizio. In una parola: grandissimi!

DOOMRAISER
In attesa degli headliner, andiamo nuovamente fuori e notiamo che vi sono poche persone ad entrare ora per presenziare solamente per l’ultima esibizione dell’evento a constatazione del fatto che tutti i gruppi erano di un ottimo livello. Appena sentiamo il soundcheck della chitarra di Willer rientriamo immediatamente e ci prepariamo a goderci per intero Mountains of Madness. Una volta che la band fa la sua entrata si parte con la title-track, prima traccia dell’ultimo disco, ed il riff è tanto bello quanto estremamente doom ed attraente. Nonostante lo splendore di tale pezzo, il pubblico rimane un po’ spiazzato poiché per molti rappresenta la prima volta che tale tributo alla lentezza si concretizza nelle menti ormai divenute un tutt’uno con la distorsione. Ovviamente c’è poco da dire sulla prestazione live di ognuno dei membri, ormai l’alchimia ha raggiunto livelli talmente elevati che le parole sole non basterebbero a descrivere minimamente le capacità come esperienza a livello di gruppo vero e proprio. Si prosegue e la canzone che preferisco dell’intera discografia della band fa la sua comparsa in tutta la sua lentezza; sto parlando di Phoenix, già presentata durante la data degli Electric Wizard, ma quest’oggi fa decisamente tutt’altro effetto; lenta, emozionante, ti priva di ogni tipo di pensiero e lascia che l’anima venga travolta dalla magnificenza dalla più pura essenza del genere. Si prosegue, Re-connect rimette in moto la vitalità dei presenti e si mostrano i primi accenni di mosh grazie alla sua “velocità” ma tutto si placa con Vampires of the Sun e ancor di più con il pezzo finale del primo set, ossia la bellissima Like a Ghost. Prima parte andata, la band esce e rientra dopo poco e si parte con i classici che tutti aspettavano. Age of Christ -primo ed unico estratto da Lords of Mercy- viene cantata a gran voce da gran parte dei paganti ed il pogo si scatena, come uno sfogo represso che si manifesta. Il ritornello Shoot.. In my head.. In my eyes.. my eyes... è un vero e proprio inno ai suoni più duri ma tutto questo è niente rispetto a ciò che si scatena con il prossimo pezzo -tratto da Erasing the Remembrance- ossia The Raven; con un violentissimo mosh e un incremento improvviso di stage diving i romani fanno e sentire il proprio affetto e i Doomraiser di certo ricambiano macinando riff su riff sempre più coinvolgenti. Purtroppo il concerto sta volgendo al termine, si fa appello alle ultime forze ed ecco Guardian of the Great Eye -tratta dallo split con gli Earthride- concludere la seconda parte del concerto facendo riuscire i Doomraiser per la seconda volta. Ma può finire cosi? Certo che no! Si rientra, poiché manca la fantomatica Rotten River, richiesta a gran voce da tutto e tutti, che conclude il concerto (per me) decisamente in bellezza. Purtroppo, nonostante fosse rimasta ancora Oblivion da suonare, è tardi e siamo costretti ad uscire; così fanno gran parte dei presenti, tutti soddisfatti dello spettacolo appena visto. Doomraiser, grazie per avermi fatto dimenticare i Pestilence!



BILLOROCK fci.
Venerdì 3 Giugno 2011, 8.57.08
2
spacca di brutto, il nome doomraiser, l avvento del destino!! mi piace
Blackout
Giovedì 2 Giugno 2011, 17.56.03
1
Doomraiser: uno dei migliori gruppi doom metal odierni. Mountains of Madness è un capolavoro.
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