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4TH DIMENSION - Il sentiero verso il successo
05/06/2011 (2331 letture)
Dopo il tour di supporto ai Sonata Arctica e l'uscita del debut album The White Path to Rebirth arrivano sulle nostre pagine i vicentini 4th Dimension a raccontarci di un inizio di carriera più che promettente.

Golden Boy: Ciao ragazzi, benvenuti su Metallized. Da dove nasce la passione per il power sinfonico e per il metal in generale?
Talete (tastierista): Grazie a Metallized per questa intervista…la passione per quanto mi riguarda nasce sicuramente dall'attinenza del power sinfonico con la musica classica che ho sempre prediletto. Ascolto comunque volentieri tanti generi di musica e mi ispiro talvolta anche alla musica dance

Andrea (cantante): Per quanto mi riguarda invece la mia passione per il metal non è più grande di quella che nutro per altri generi -musica celtica, classica, colonne sonore... Penso che ogni genere trasmetta qualcosa di diverso e si adatti a momenti diversi della vita e anche io come Talete non disdegno nemmeno la musica leggera, alcune forme di pop e quant'altro...se devo trovare però l’origine della mia passione per il metal melodico, tutto è nato nel 1986 quando comprai The Final Countdown degli Europe.

Golden Boy: Siete soddisfatti di quanto espresso con The White Path to Rebirth?
Talete: Direi che non ci si può lamentare visto com'è stato fatto il lavoro, praticamente senza pre-produzione e parecchio allo sbaraglio…Mi rendo conto che non si tratta del classico cd power, infatti si spazia molto tra un brano e l'altro andando a toccare diversi generi; in questo modo però non ne risulta un ascolto noioso o stancante. Penso che la profondità di atmosfere e melodie compensi altre mancanze e lo ritengo comunque un disco che trasmette molto a livello emotivo…alla fine questo era il nostro obiettivo principale.

Andrea: Come ha detto Talete, il nostro approccio alla composizione e alla realizzazione del disco è stato, per così dire, ‘naive’ e poco strutturato. Abbiamo lavorato molto sulle canzoni, che sono state composte nell’arco di oltre un anno, tuttavia alcune di esse hanno assunto la forma definitiva solo in studio quando abbiamo potuto lavorare con Alessio Lucatti dei Vision Divine, che ci ha messo a disposizione tutta la sia esperienza e perizia artistica. Detto ciò il disco non ha la pretesa di essere un’opera perfetta ma ci piace e credo che abbia il pregio di svelare molto di sé col tempo, anche se vi sono poi pezzi che prendono già al primo ascolto.

Golden Boy: La composizione dei pezzi vede la partecipazione di tutti i membri o c’è una “mente” del gruppo?
Talete: Principalmente ce ne occupiamo io e Andrea (che si occupa anche delle lyrics). Poi Michele (il chitarrista) ha dato il suo supporto con vari spunti a livello chittarristico contribuendo, oltre che con agli assoli, anche con alcuni riff importanti su Sworn to the Flame e Angel’s Call. Gli arrangiamenti si sono poi affinati lavorando tutti insieme. Da ribadire anche il lavoro fatto in studio insieme al nostro produttore Alessio Lucatti il quale ringrazio per le mille cose che "mi" e "ci" ha fatto imparare.

Andrea: La grande sfida è stata proprio mettere insieme diversi gusti e diversi stili. Io e Talete abbiamo un background compatibile ma non sempre coincidente e devo dire che le tante ore passate insieme durante il lungo inverno a condividere e fondere le reciproche idee hanno giovato non poco ad arricchire il disco. Siamo entrambi molto orgogliosi e per far funzionare il gruppo è stato necessario trovare un equilibrio e mettere da parte il nostro ego. Landscapes penso rappresenti l’apoteosi del nostro feeling compositivo!

Golden Boy: A tal proposito, toglietemi una curiosità: chi ha deciso il nome dell’album, così originale e suggestivo? C’è un motivo particolare?
Andrea: Il titolo del disco è nato alla fine del processo di songwriting, dopo aver abbozzato tutte le lyrics. Nella mia testa il working title del disco fin dall’inizio era stato Winter...the Path Beyond e stava a indicare che i testi dovevano rappresentare un “rito di passaggio” di qualche sorta. Con Talete una sera si è discusso sul titolo e alla fine ne è uscito The White Path to Rebirth, dove il "bianco" simboleggia sia il candore della neve, che ricopre in inverno la terra preparandola a una nuova primavera, sia la luce, che accompagna una rinascita, un ritorno alla vita, mentre la "rinascita" stessa rappresenta il superamento del dolore, dell'insoddisfazione, dell’egoismo, di tutto ciò che incatena la nostra anima al suolo. Da questo punto di vista il disco rappresenta a livello lirico una sorta di concept, anche se ogni song è come un capitolo a sè stante e presenta il tema principale da una diversa prospettiva, talora marcatamente simbolica. Per fare alcuni esempi, The Sun in My Life e Consigned to the Wind nascono da un'esperienza d'amore fallita e analizzano stati d'animo e cause fino alla consapevolezza che nessuno può sottrarci la nostra forza interiore, Goldeneyes è un inno alla speranza di ritrovare, un giorno, chi ci è stato strappato dalla morte, sebbene la separazione ci svuoti di ogni forza, Everlasting nasce dal sentimento di nostalgia e melanconia che si prova quando si volge l'occhio al passato e si ripensa alla propria infanzia: persone e luoghi ci riappaiono alla mente come trasfigurati dal tempo e talvolta il senso di vuoto ci rende incapaci di vivere il presente…qui il messaggio è che ciò che siamo deriva anche da ciò che è stato ma spetta a noi scrivere nuove pagine e proseguire il grande libro della vita che altri prima di noi hanno iniziato. Ci tengo a precisare che nessuno dei testi ha nulla a che vedere con la letteratura fantasy o con tematiche fantastiche. Sono un profondo amante di J.R.R. Tolkien, Robert Jordan o Robert Holdstock e non escludo che in futuro possa scrivere qualche pezzo basato sui loro lavori ma nella mia visione le lyrics di questo disco dovevano essere più personali.

Talete: Il significato del titolo del disco è per me più che azzeccato... rispecchia un gran pezzo della mia vita, se non tutta fino a questo momento…

Golden Boy: Quali gruppi considerate i vostri punti di riferimento?
Talete: Non si fa un riferimento a gruppi particolari…ovvio, magari Sonata Arctica, Vision Divine, Nightwish sono band che mettono d’accordo tutti i membri del gruppo ma i nostri pezzi mirerebbero, come dire, ad un genere che sia più universale che particolare.

Golden Boy: Il vostro nome deriva per caso dall’omonimo album degli Stratovarius?
Andrea: Mi fa piacere che tu me l'abbia chiesto, perchè in giro ho letto tanti e tanti commenti a riguardo del nostro monicker. La risposta alla tua domanda è NO, NO e ancora NO. Premetto che gli Stratovarius mi piacciono ma che, se vogliamo parlare di band che hanno scritto un disco chiamato The Fourth Dimension, amo di più, musicalmente parlando, gli Hypocrisy per cui a questo punto mi sarebbe piaciuto ispirarmi di più a loro…Comunque il nome è stato proposto da Talete e ci siamo tutti trovati d'accordo sul significato da dargli...

Talete: “Quarta Dimensione” è un nome che nell’immaginario richiama un "luogo misitico", una "dimensione invisible", uno "status perfetto", non mi vengono altre parole, dove arrivare con la musica.

Golden Boy: Quanto è difficile proporre delle innovazioni in un genere così chiuso come il vostro?
Talete: Non mi sono mai posto il problema di introdurre cose nuove -seguo solo il cuore e l'istinto.

Andrea: Provare ad essere originali a tutti i costi non ha senso e risulta in forzature che rendono i pezzi innaturali. The White Path to Rebirth è un disco vario, multisfaccettato, che si allontana talvolta dal power per seguire sentieri consoni alle emozioni che vuole di volta in volta trasmettere. Alcuni pezzi sono più canonici, altri meno. Reputo sinceramente che un pezzo come Landscapes sia quanto di più distante dalla classica "canzone lenta" potessimo concepire e, a modo suo, è un pezzo a mio avviso fortemente originale. Risultato: piacerà ad alcuni e verrà completamente cestinato da altri. Ma è nata così, in modo naturale e spontaneo, e di tal pezzo vado onestamente molto fiero. Detto ciò le innovazioni sono un’arma a doppio taglio. Se iniziassi a mettere nei pezzi tutto quello che mi salta per la testa e che viene dal mio ascoltare altri generi musicali poco affini al metal probabilmente qualcuno storcerebbe non poco il naso…

Golden Boy: Nella scena symphonic italiana chi meriterebbe maggior riguardo, a parer vostro (non vale rispondere i 4th Dimension, ovviamente!)?
Talete: Non conosco molte band power italiane. Sicuramente però direi Secret Sphere e Vision Divine che, anche se già affermate, visto il loro valore non lo sono comunque abbastanza!

Golden Boy: Avete avuto occasione di esibirvi all’estero: come vi siete trovati?
Talete: Esperienza grandiosa, dalla quale sono uscito arricchito e incredulo per le infinite nuove ispirazioni in vista del nostro prossimo disco…

Andrea: Le undici date del tour europeo sono state davvero una grande esperienza, altamente formativa! La cosa più bella è stata vivere a contatto diretto con due band che stimiamo da anni, come pure vedere ogni sera come persone che non ci conoscevamo rimanessero colpiti dalla nostra musica. Ogni paese europeo risponde poi in modo diverso, alcune serate sono state più facili e soddisfacenti di altre e credo mi porterò dietro molto a lungo le emozioni provate in luoghi come Budapest o Ljubliana o Pratteln. Colgo l’occasione già che ci sono di salutare i ragazzi dei Labyrinth (Roberto, Olaf, Sergio, Alessandro e Alessio), che si sono dimostrati persone simpatiche e disponibilissime!

Golden Boy: Raccontateci un po’ le vostre emozioni ed i vostri ricordi a proposito di quella data a Milano con Sonata Arctica e Labyrinth in un Alcatraz affollatissimo.
Andrea: E' stato un bello show: suonare in casa su un palco così enorme davanti a 2000 persone che nemmeno sapevano chi fossimo ci preoccupava non poco, ma al momento di salire sul palco la tensione ha lasciato spazio alla calma. Ricorderò sempre il momento in cui ho visto quel mare di gente…una vista da togliere il fiato! Il pubblico ha risposto bene, meglio di quanto sperassi sinceramente, e alla fine del concerto tantissime persone ci hanno cercato per parlare, avere foto o autografi. Veramente bello!

Talete: Già, veramente bello suonare all'Alcatraz...e un po'strano allo stesso tempo. Ero emozionato quanto basta -se penso che dopo il concerto ho trovato degli amici che piangevano per averci visto lì...ho quasi pensato di essere diventato apatico! No dai, è stato un onore suonare su un palco simile!

Golden Boy: Vi propongo il mio solito giochino. Avete un foglio bianco su cui scrivere il nome di due band con cui vorreste andare in tour. Quali nomi scrivereste? Perchè?
Talete: Due nomi? Al momento non saprei… sono sicuro che arriveranno da soli...

Andrea: Shadow Gallery e Gamma Ray. I primi sono la mia band preferita in assoluto, poi sono legato da una bella amicizia al loro chitarrista Gary Wehrkamp, per cui suonare con loro sarebbe un sogno. I secondi, beh...Kai Hansen è e resta una delle icone della mia formazione musicale. Lo adoro come persona e come musicista e il suo Land of the Free per me rappresenta uno di quegli album dal pathos inarrivabile!

Golden Boy: Quali sono i progetti per il futuro dei 4th Dimension?
Andrea: Suonare dal vivo in autunno, innanzitutto! Stiamo cercando date nel nord Italia per cui se qualcuno volesse contattarci può farlo tramite il nostro sito internet! Poi chiaramente abbiamo in previsione un nuovo album. La fretta di mettere nero su bianco la moltitudine di idee che ci affollano il cervello è tanta ma non vogliamo fare le cose precipitosamente.

Golden Boy: Bene, grazie del tempo e della disponibilità. Un saluto ai lettori?
Andrea: Mi pare d’obbligo! Voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto fino ad ora, gli amici che hanno creduto in noi quando nessuno ancora ci conosceva e le persone che ci hanno conosciuto recentemente in tour o di riflesso dopo. Grazie a voi per esserci e per farci sentire il vostro calore! A chi ancora non ha ascoltato la nostra musica, l’invito è quello di cercarci su YouTube o su MySpace. Spero che possiate provare ascoltando le nostre canzoni le stesse emozioni che abbiamo provato noi nello scriverle! Vi aspettiamo ai prossimi concerti!



metalmax
Domenica 5 Giugno 2011, 21.11.23
3
che dire...da quando ho conosciuto andrea la prima volta ormai un bel po' di tempo fa,ascoltando le sue idee e i lavori che progressivamente sono nati in casa 4th dimension,ho sempre pensato (e il tempo mi ha dato ragione) che prima o poi fossero destinati a fare il "salto". Non lo dico per conoscenza o amicizia...ma sono veramente contento che i ragazzi abbiano gettato delle buone basi per il proseguo della storia. bravi ragazzi....di cuore!
Warty
Domenica 5 Giugno 2011, 21.06.37
2
Grandissimi 4th Dimension!
Room 101
Domenica 5 Giugno 2011, 18.27.10
1
Come già scritto in calce alla recensione davvero un ottimo gruppo, la loro all'Alcatraz è stata una grande esibizione !!
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