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ALBERTO RIGONI - La rinascita del solismo
07/06/2011 (3612 letture)
Suona il basso da tanti anni: il suo volto, il suo nome ed il suo suono sono pian pianino sempre più conosciuti. Lui è Alberto Rigoni, virtuoso bassista solista noto soprattutto per la sua partecipazione alla musica dei progsters nostrani Twinspirits: forte della recente pubblicazione del nuovo disco solista rebirth, abbiamo avuto modo di fare una lunga chiacchierata via mail... a voi la lettura!

Kalyth: Innanzitutto ciao Alberto. Fa sempre piacere conoscere un musicista giovane (sei dell'81, vero?) che riesce a farsi strada nel mondo professionista in Italia con un genere come il tuo. Metal ma non solo, e comunque niente di commerciale come invece capita di solito ai tuoi colleghi (penso ad un Alex Britti, bravissimo chitarrista, costretto a suonare e pubblicare album che non rendono affatto giustizia alle sue capacità).
Alberto: Ciao Edoardo! Piacere mio! Ti ringrazio, troppo buono. Purtroppo il mondo del music business non è affatto semplice, soprattutto in questi ultimi anni, e spesso si è costretti a scendere a compromessi... Nel mio caso ho deciso di suonare solamente ciò che mi piace. La strada è alquanto ardua.. ma il bello è proprio questo! p.s. si, sono nato nel dicembre 1981, sagittario!

Kalyth: Parliamo un po' di te. Nasci a Treviso, studi per anni e fondi insieme ad Enrico Buttol gli Ascra, una cover band nientemeno che dei Dream Theater. Quanti anni avevi? Quanto hai dovuto studiare per raggiungere una preparazione tale da permetterti di poter suonare brani come quelli?
Alberto: Non ricordo precisamente ma credo di aver avuto circa 15-16 anni. All’epoca non avevo nessun interesse particolare per la musica. Un giorno Enrico, carissimo amico nonché bravissimo batterista, mi ha fatto ascoltare A Change of Seasons dei Dream Theater e sono rimasto allucinato... tutti quei cambi di tempo, la tecnica, la melodia, 23 minuti di brano... insomma un vero e proprio shock! Dopo qualche mese di approfondimento nell’ascolto dei DT, ho deciso di intraprendere lo studio di uno strumento con l’obiettivo di suonare proprio cover Dream. Inizialmente ho provato con la batteria, due o tre lezioni con Enrico, appunto... Un vero fallimento! Non mi sentivo portato e così ho provato con il basso dove ho subito avvertito un buon feeling. Ho preso qualche lezione privata per impostarmi e ho subito intrapreso lo studio di Erotomania. Dopo qualche mese ero in grado di suonarla quasi tutta in maniera decente. A quel punto, dati i buoni risultati, io ed Enrico abbiamo iniziato a formare gli Ascra. Dopo circa un anno riuscivo a suonare diversi brani di Images and Words e di Awake. Negli anni successivi ci siamo esibiti spesso, soprattutto nel nord Italia, ed abbiamo avuto un ottimo riscontro dagli ascoltatori. È stata un’esperienza bellissima e ai membri degli Ascra devo veramente moltissimo. In particolare, l’aiuto di Enrico è stato fondamentale per la mia formazione. Abbiamo passato ore e ore in sala prove, solo basso e batteria, a provare le parti, a sviscerare tutte le canzoni dei Dream Theater. Non posso che ringraziarlo nuovamente per tutto quello che ha fatto per me!

Kalyth: Nel 2003 poi entri a far parte dei Twinspirits di Daniele Liverani, altra band progressive coi quali pubblicate, 4 anni dopo, The Music that Will Heal the World. Ci puoi parlare di questa esperienza?
Alberto: Altro passo fondamentale nel mio percorso musicale è stato l’incontro con Daniele Liverani. È venuto ad assistere a un concerto degli Ascra e durante la pausa abbiamo scambiato due chiacchiere. Lusingato del fatto che avesse fatto degli apprezzamenti sul mio modo di suonare, mi sono subito dimostrato disponibile per una eventuale collaborazione. Alcuni mesi dopo mi ha contattato ufficialmente per un provino. Ho accettato subito, senza pensarci due volte! Conoscevo Daniele di fama ed ero entusiasta di poter collaborare con lui. Al provino ho conosciuto Tommy Ermolli, all’epoca giovanissimo (13-14 anni), e Dario Ciccioni. Ero rimasto veramente colpito dal loro talento... L’obiettivo iniziale era quello di creare del feeling tra i musicisti suonando cover per poi passare, in un secondo momento, a un progetto di musica propria. Così per un paio di anni ci siamo esibiti con i MainDream suonando cover hard rock shred (Mr. Big, Racer-X, etc.) e successivamente sono nati i TwinSpirits, con i quali abbiamo pubblicato tre album (l’ultimo, Legacy, uscito per Lion Music a febbraio 2011). Esperienza molto diversa rispetto a quella vissuta con gli Ascra. Fare musica propria dà tutt’altra soddisfazione anche se, ovviamente, è un percorso in salita. Farsi conoscere non è facile ma ce la stiamo mettendo tutta e pian piano i risultati si vedono. C’è poi da dire che avere un cantante che abita in Svezia, a livello logistico, crea diversi problemi. È una bella sfida! E ci piace!

Kalyth: Arriva così il 2008, anno della tua prima pubblicazione solista, Something Different, sempre per la Lion Music.
Alberto: Esattamente. La collaborazione con i TwinSpirits mi ha aperto la mente quanto alla composizione di musica originale e ho sentito la necessità di creare qualcosa di estremamente personale. Il primo brano in assoluto che ho composto è stato Trying to Forget, nel 2005 se ricordo bene. La composizione è avvenuta in maniera molto istintiva: ho preso il basso in mano e ho incominciato a registrare delle idee senza vincolarmi ad un genere determinato. Libertà assoluta! Ho fatto ascoltare il risultato ad alcuni amici musicisti e il riscontro è stato ottimo. Per questo motivo ho deciso di provare a comporre altri brani. Il risultato? Something Different, un disco di 10 brani veramente molto diversi tra loro che spaziano dal funky al rock al prog e... chi più ne ha più ne metta!

Kalyth: E i Lady & the BASS? Come nascono? Quando?
Alberto: Lady & the BASS è un progetto pop-electro che mi vede protagonista assieme a Irene Ermolli, sorella di Tommy (chitarrista dei TwinSpirits) e cantante professionista. La nostra prima collaborazione è avvenuta ai tempi della produzione di Something Different. Le ho chiesto di provare a registrare un brano, BASSex, e la sua voce mi ha veramente incantato. Nel 2009 abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo progetto al quale si è poi aggiunto Federico Solazzo (membro della band di Alexia) in qualità di co-produttore artistico e tastierista. Il nostro primo singolo Quirky Girl è stato pubblicato nel 2010 da Emmeciesse Music Publishing e ha ottenuto una buonissima critica. Tra l’altro è stato selezionato per una delle playlist ufficiali dei centri commerciali del Gruppo COIN ed è tutt’ora in rotazione. Entro la fine di quest’anno dovremmo pubblicare il nostro primo album... per maggiori informazioni seguiteci su www.ladyandthebass.com.

Kalyth: Arriviamo al presente. È uscito Rebirth, tuo secondo disco solista. Come nasce? Perché questo titolo? E quali sono i brani dell'album che preferisci? Perché?
Alberto: Eh si! Eccoci al presente con l’uscita di Rebirth. Dopo la pubblicazione di Something Different nel 2008 mi sono preso una pausa compositiva e all’inizio del 2009 ho iniziato a buttare giù qualche nuova idea. Il processo creativo si è svolto durante un periodo della mia vita particolarmente duro e il risultato è quello di un album decisamente introspettivo che alterna atmosfere cupe e malinconiche ad altre più solari. Il concetto della rinascita (rebirth) può essere liberamente interpretato da ciascuno di noi, ma indubbiamente riflette una fase della mia vita. Quanto ai brani preferiti, direi che non c’è un brano che prediligo. Sono tutti molto diversi tra loro e mi piacciono a seconda dell’umore.

Kalyth: E le guest star? Parlo ovviamente di Gavin Harrison dei Porcupine Tree, Michael Manring e John Macaluso. Li conoscevi già? Come li hai avvicinati? E che contributo hanno dato al disco?
Alberto: In Something Different ho voluto sperimentare servendomi di drum loop elettronici (in alcuni brani c’erano anche batterie reali), in Rebirth ho scelto invece di evitare l’uso di qualsiasi batteria elettronica e di invitare in qualità di ospiti alcuni dei miei musicisti preferiti. Il primo che ho contattato è stato Gavin Harrison... Non ero sicuro potesse essere interessato a una collaborazione, ma valeva la pena provarci! Mi rispose che se gli fossero piaciuti i brani, avrebbe suonato le parti di batteria. "È un’opportunità unica, devo assolutamente comporre un brano che gli piaccia!", mi sono detto. Così ho preso il basso in mano e dopo alcune ore avevo registrato tutte le parti di basso del brano, il giorno seguente ho incontrato Tommy Ermolli e abbiamo registrato le chitarre. Ho mandato il brano a Gavin, lasciandogli carta bianca. Mi rispose subito che il brano gli era piaciuto e che avrebbe registrato la batteria. Dopo qualche giorno mi inviò le tracce. Inutile dire che rimasi sconvolto... Ascoltate cliccando qui il brano in questione, Free.
Gavin ha registrato anche altri due brani, Emptiness e With All My Forces. Nonostante si tratti di brani meno virtuosi rispetto a Free, il suo contributo lo si percepisce subito :-)
Successivamente ho contattato John Macaluso, batterista newyorkese che ho scoperto per la sua collaborazione negli Ark. I due brani (Ontogeny e Story Of A Man) erano già pronti ed ero sicuro che il suo contributo avrebbe portato al risultato sonoro che avevo in mente... In ottobre 2010 John è venuto in Italia per un clinic tour e durante una delle serate abbiamo suonato assieme il brano Ontogeny, a questo indirizzo potrete vedere la registrazione live.
Michael Manring è ed è stato uno dei miei idoli bassistici. Il suo playing è unico... Ascoltate la linea melodica di A New Soul e capirete cosa intendo dire... Bassista e persona straordinaria, è un grande onore averlo come ospite nel disco!

Kalyth: Il genere del disco come detto in sede di recensione è vario. Alcune tracce sono molto vicine alle tue influenze prog-metal, mentre altre sono di tutt'altra fattura. Come mai hai voluto fare questi accostamenti? È stata una scelta dettata da strategie di mercato oppure semplicemente è stato un procedimento spontaneo?
Alberto: Assolutamente nessuna "strategia di mercato"! Il mio approccio nella composizione è spontaneo e istintivo. Quando compongo non mi pongo nessun limite, ecco perché i brani risultano così vari. Il procedimento che ha portato alla luce Rebirth ha seguito un corso molto naturale.

Kalyth: C'è stata un'evoluzione del tuo sound dal primo disco? E in che modo lo avverti?
Alberto: Nonostante il mio stile sia riconoscibile in entrambi i dischi, io credo (e spero) che questo nuovo album sia più maturo e completo. Così pare pensarla anche la critica finora ricevuta... Chissà come sarà il terzo disco... se mai ci sarà!

Kalyth: Parlaci di live. So che sarai in giro per l'Europa con i Twinspirits quest'anno per promuovere il nuovo disco. Suonerete anche in Italia? Se sì, dove e quando?
Alberto: A marzo abbiamo partecipato all’Elements of Rock 2011, festival che si è tenuto in Svizzera, è stata un’esperienza veramente bellissima. Due settimane dopo abbiamo fatto un mini-tour italiano (Bari, Caserta, Reggio Emilia, Vicenza) assieme agli YtseJam-KR (cover band Dream Theater). Al momento non abbiamo altre date in programma. Come sai non è facile in Italia proporre musica propria, soprattutto quando si tratta di generi un po’ di nicchia come quello del progressive rock metal... ma continueremo a mettercela tutta!

Kalyth: E le clinic per promuovere Rebirth? Ci puoi dare qualche anticipazione?
Alberto: La prima clinic si terrà a Montebelluna (TV) al Raduno Veneto di Megabass (forum italiano di bassisti) sabato 11 giugno presso i Cantieri Musicali. Suonerò alcuni brani del nuovo album ma anche degli altri miei progetti e parlerò delle mie esperienze nel campo del music business. In futuro organizzerò altre date probabilmente in contesti sempre "bassistici".

Kalyth: Già che ci siamo inoltrati sull'argomento tecnico, facciamo contenti anche i musicisti che ci leggono: parlaci un po' dei tuoi endorsers. Ovviamente ci interessa sapere più che altro qualcosa in merito alla scelta dei bassi Elrick. Perché questa scelta? Cos'hanno in più degli altri?
Alberto: Rebirth è stato quasi interamente registrato con un basso a 6 corde realizzato dal liutaio di Chicago Robert Elrick. I suoi bassi sono veramente di altissima qualità, hanno un timbro caratteristico e un suono molto definito. Tuttavia alcuni mesi fa ho scoperto i Dingwall, bassi multi-scala che usano il system fanned fret system (i tasti sono obliqui!!). Sono rimasto sconvolto... amore a prima vista! Ora sono diventato uno dei loro endorser, tra i quali compare anche il leggendario bassista Leland Lee Sklar, attuale bassista dei Toto e turnista di fama mondiale.
Quanto al resto della mia strumentazione: amplificazione Aguilar, corde Ernie Ball Slinky, accordatori Peterson Strobo Tuners, tracolle Comfort Strapp, Hipshot Bass Xtender. Nella fase compositiva uso spesso anche il Sonuus B2M, è un convertitore basso-MIDI che non richiede installazione di pickup esafonici. È molto utile per fissare le idee direttamente in MIDI e per creare le partiture.

Kalyth: Alberto Rigoni persona, prima che musicista, in poche parole. Cosa ti piace fare oltre a suonare? Che hobby hai?
Alberto: In realtà oltre che musicista, sono anche avvocato :-) Quindi, alla fin fine, tempo per hobby non ne ho molto... diciamo che nel tempo libero cerco di recuperare le energie!

Kalyth: E tornando alla musica, cosa ascolti per diletto? Chi e cosa ti piace? E qual è l'ultimo disco che hai acquistato e che consigli ai nostri lettori?
Alberto: Ascolto un po’ di tutto, ma indubbiamente prediligo il rock e il metal. Tra gli ultimi acquisiti i Nickelback, sicuramente commerciali ma mi gasano!

Kalyth: Cosa consiglieresti invece ai musicisti italiani che cercano di sfondare? Tu hai dovuto spostarti all'estero per pubblicare il tuo materiale, e non sei il solo... Qui da noi era impossibile?
Alberto: Credo che nel music business oggi non ci siano più regole. Bisogna tentare qualsiasi strada e in qualsiasi modo. Il consiglio che posso dare è quello di credere sempre nella propria musica ma rimanendo con i piedi per terra, non bisogna mai illudersi... è una strada in salita e i risultati non sono assolutamente assicurati! Nel caso di specie il mio genere è indubbiamente particolare, punto di forza ma anche di sfavore, dato che non può essere inquadrato in una categoria musicale specifica e con un target di ascoltatori definito. Evidentemente in Italia le etichette discografiche non vogliono rischiare provando con qualcosa di nuovo, cosa che invece ha fatto Lance King, titolare della Nightmare Records nonché cantante dei Balance of Power, che ringrazio nuovamente per aver creduto nella mia musica.

Kalyth: Siamo in chiusura, se hai qualcosa da aggiungere per i nostri lettori hai tutto lo spazio che vuoi!
Alberto: Spero di aver detto qualcosa di interessante e utile... :-) Una piccola anticipazione: con Simone Vignola, bassista di Avellino, stiamo dando vita a un nuovo progetto denominato the BASStards... seguite gli sviluppi sul mio sito ufficiale.

Kalyth: Bene, allora ancora complimenti per il disco, davvero bello, e sentiti auguri per tutto quello che la tua carriera ti permetterà di ottenere. Ovviamente speriamo di vederti presto sui palchi italiani sia con i Twinspirits che da solo! Grazie e a presto!
Alberto: Grazie mille per i complimenti, troppo buono! Desidero ringraziare te e Metallized per questa bella intervista nonché tutti coloro che si prenderanno il tempo di leggerla :P PROG ON!



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