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THE OCEAN + INTRONAUT + RED FANG + EARTHSHIP - Circolo Magnolia, Segrate (MI), 13/06/2011
22/06/2011 (4396 letture)
Giunge al Circolo Magnolia, per la prima di tre tappe tricolori, la carovana del Friction Tour capitanata dai teutonici The Ocean e con al loro seguito tre interessantissime realtà del panorama post-metal/sludge (seppur ognuna con le sue peculiarità e sfumature). L’ambiente del parco dell’Idroscalo sarebbe potuta essere la cornice ideale (ed in qualche modo lo è stata) se il rischio pioggia non avesse costretto gli organizzatori a montare un tendone non molto ampio ed allestirvi, invero, un palco piuttosto piccolo. Pro e contro di ogni situazione, la struttura scelta per ospitare l’evento risulterà perfetta (unita ad un ottimo lavoro alla console) per valorizzare il sound e la qualità acustica dell’intero show.

EARTSHIP
Gli Earthship, per chi non li conoscesse, sono un quartetto berlinese, gravitante nell’area del collettivo oceanico, dedito a un sound che vede nello sludge e negli echi “post” le componenti principali. La line-up, oltre ai soliti Robin Staps (The Ocean) e Jan Oberg, rispetto al debutto Exit Eden vede dei subentri (come accade anche nei The Ocean, la natura collettiva di questi ensemble si denota soprattutto in sede live) alla batteria, dove troviamo Luc Hess (The Ocean) e, al basso, in sostituzione di Bastian Gutschke si presenta una graziosa bionda crinita di cui ignoro il nome. Il set parte improvvisamente con un inedito senza titolo (quanto mi conferma Staps a fine concerto) e prosegue toccando i brani più significativi del già citato debutto discografico. Spiccano nell’esecuzione live brani come Sea Of Peril, Soul Embedded, As If She Were A Black Bird e la meravigliosa Born With A Blister. Stranamente il pubblico, ancora poco numeroso, reagisce timidamente tanto da lasciare uno spazio di un paio di metri a ridosso del palco e solo verso la conclusione dello show qualcuno decide di avvicinarsi alle transenne. Un vero peccato perché il post-metal progressivo, desertico e sabbioso degli Earthship viene proposto con incisività e qualità da parte dei musicisti. Ottimo concerto quindi, ma un responso non all’altezza, se posso ardire.

SETLIST
Untitled (inedito)
A Line Divides
Sea Of Peril
Fever Pitch
Soul Embedded
Exit Eden
As If She Were A Black Bird
Bleak
Born With A Blister


RED FANG
È il turno dei Red Fang, da Portland -Oregon- unica band del bill senza velleità “post” e colte, macinano i loro riffs sempre a cavallo tra lo stoner metal e il seventies heavy, un modus musicali che fonde Kyuss e Black Sabbath, Queens Of The Stone Age e le velleità più crude dei Mastodon.

“Noi siamo i Red Fang e siamo qui per spaccarvi il culo.”

Così introduce il set Aaron Beam, bassista/vocalist della band, e detto fatto i Red Fang esplodono la loro musica viscerale e corposa. Il pubblico gradisce questo necessario break di sonorità più dilatate e reagisce scatenandosi ed accogliendo ogni brano con scroscianti applausi ed urla. Le teste si muovono, i piedi e le mani battono il tempo. Di grande impatto il connubio tra la voce roca di Maurice Giles e l’ugola “Osbourne-iana” di Beam.
I brani scorrono veloci, ricchi di un groove antico e il combo americano mette in campo un set che passa da estratti dall’ottimo Murder The Mountains (Malverde, Into The Eye, Wires, Dirt Wizard) e dal debut omonimo (la splendida Reverse Thunder e Prehistoric Dog). Prova generalmente superba di tutti i musicisti sul palco e soprattutto un calore dell’audience che nemmeno questi ultimi poteva aspettarsi.

INTRONAUT
Tendone ormai colmo (e straripante) quando salgono sul palco i californiani Intronaut, fautori di un progressive metal tanto debitore ai Neurosis quanto alle sperimentazioni atmosferiche dei Cynic, il tutto in salsa “post”. La musica dei nostri non è fatta per il “pogo” ma ammalia, placidamente corposa e con qualche sollecitazione ritmica, è ipnotica ed elegante. Un sound ricco, forse troppo spezzettato nei suoi elementi ma comunque sufficientemente strutturato. La reazione degli astanti è tuttavia quella di chi riesce a farsi coinvolgere nello sciabordare delle note, dolci o irruente esse siano. Vengono prese in rassegna tracce estratte unicamente dagli ultimi due dischi (Prehistoricism e The Valley Of Smoke) dalla elegante Elegy alla primordiale The Literal Black Cloud, passando per Above, Miasma e la conclusiva Australopithecus, sulle note della quale la band si congeda tra i dovuti applausi.

THE OCEAN
Ora x… si spengono le luci, un proiettore illumina il fondale con immagini di repertorio in bianco e nero, un sample ipnotico lentamente sfuma lasciando spazio alla deflagrazione chiamata Anthropocentric! Il quintetto di base a Berlino è in gran forma e tiene il palco in maniera ineccepibile, dando corpo e viscere all’andamento delle canzoni. Loïc Rossetti domina la scena con il suo possente growl ma non appare proprio perfetto su alcune tipologie di parti in pulito, la sua voce è troppo poco potente in tale veste e non a caso nel corso delle show si nota un ritocco ai volumi nel microfono, utile, ciò, a far uscire di più le clean vocals. Divertenti, sceniche e assolutamente adatte al contesto i momenti di crowd surfing dello stesso Rossetti. Jona Nido (chitarra) si muove in maniera psicotica, compulsiva. La sezione ritmica formata da Louis Jucker e Luc Hess è oliata e precisa come un orologio svizzero mentre Robin Staps (chitarra -dopo aver aperto con gli Earthship chiude ora con i The Ocean) crea maremoti distorti e ricama le melodie lisce e sinuose come la seta. Le canzoni scelte per la data milanese pescano dall’ultima produzione. Tre brani estratti da Heliocentric (Swallowed By The Earth, Origin Of Species ed Origin Of God), due da Anthropocentric (la titletrack e The Grand Inquisitor I), Ecstasian e Orosirian dallo splendido Precambrian e, a chiusura di un concerto enorme, il classico The City In The Sea (da Aeolian).

SETLIST
Anthropocentric
The Grand Inquisitor I: Karamazov Baseness
Swallowed By The Earth
City In The Sea
Ecstasian/De Profundis
Orosirian/For The Great Blue Cold Now Reigns
Origin Of Species
Origin Of God


In summa una serata davvero piacevole, nella quale si sono alternate band di grande qualità e dall’indubbia personalità. Non segnalo assolutamente nessun tipo di intoppo o difficoltà nel gestire lo show né da parte degli organizzatori né tantomeno da parte dei gruppi coinvolti. L’acustica si è rivelata (anche fortunosamente) perfetta, deficitaria solo in dettagli piuttosto ininfluenti. Chi si è perso l’evento avrà da pentirsene, chi c’era si porterà dietro il ricordo di una dose di musica sana, evoluta e tanto capace di legarsi e slegarsi dalla sperimentazione e dai canoni a seconda delle sensazioni sonore ricercate.



patrik
Sabato 1 Febbraio 2014, 14.33.55
5
ieri a livorno i RED FANG hanno tritato tutto : molto carica l'udience con suoni spaccatimpati .Non li conocevo e mi hanno impressionato con tento bel vigore redneck ; musicalmente una via di mezzo tra kyuss, melvins e stop and go alla slayer con scapocciamento totale di un ora e venti di musica grintosa e sentita. Gli Ocean li ho visti con i cult of luna, bravi anche loro anche se il genere non mi faccia impazzire
patrik
Sabato 1 Febbraio 2014, 14.24.36
4
davvero cosi poca gente ? peccato
Moro
Lunedì 27 Giugno 2011, 16.24.27
3
@Muzack: ahah si si (ora però li ho tagliati). cmq mi sono divertito un casino.
Muzak
Giovedì 23 Giugno 2011, 17.25.05
2
A bologna sono stati ottimi anche se...beh il locale era quello e sono rimasto un po' deluso perchè mi aspettavo pezzi come the firmament e the grand inquisirot II. @moro tu qual'eri dei 2???presumo quello coi capelli ricci???
Moro
Giovedì 23 Giugno 2011, 0.42.26
1
a Bologna gli Intronaut sono stati molto interessanti ma penalizzati dal suono. Invece i The Ocean hanno veramente spaccato. I suoni erano nitidissimi e quel poco che non si poteva apprezzare è stato bilanciato dalla loro presenza scenica. Io e un amico mio abbiamo passato tutto il tempo a prenderci a spallate e a rotolare per terra, ci siamo anche denudati e abbiamo tirato le mutande. Il finale è stato geniale in stile Smiths: tutto il locale (ormai 30 persone) sul palco e 2-3 Ocean a terra a suonare. Fighissimi !
IMMAGINI
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La locandina della serata
ARTICOLI
22/06/2011
Live Report
THE OCEAN + INTRONAUT + RED FANG + EARTHSHIP
Circolo Magnolia, Segrate (MI), 13/06/2011
 
 
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