Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Enforcer
Live By Fire II
Demo

The Hirsch Effekt
Gregær
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

14/04/21
GRAVEYARD OF SOULS
Infinity Equal Zero

16/04/21
HOLDING ABSENCE
The Greatest Mistake Of My Life

16/04/21
THE OFFSPRING
Let the Bad Times Roll

16/04/21
BLACK ORCHID EMPIRE
Live in the Studio (EP)

16/04/21
ICON OF SIN (BRA)
Icon of Sin

16/04/21
TEMPLE BALLS
Pyromide

16/04/21
DISORDER ASSEMBLY
Combustion Fossil

16/04/21
CANNIBAL CORPSE
Violence Unimagined

16/04/21
THE VINTAGE CARAVAN
Monuments

16/04/21
SPECTRAL WOUND
A Diabolic Thirst

CONCERTI

16/04/21
LOUDNESS + GREY ATTACK + THOLA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

17/04/21
AXEL RUDI PELL
DRUSO - RANICA (BG)

05/05/21
SONS OF APOLLO (ANNULLATO)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

07/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

08/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

09/05/21
TANKARD + GAME OVER + REVERBER
TRAFFIC CLUB - ROMA

10/05/21
CORROSION OF CONFORMITY + SPIRIT ADRIFT
LEGEND CLUB - MILANO

11/05/21
DEATHSTARS
LARGO VENUE - ROMA

12/05/21
DEATHSTARS
LEGEND CLUB - MILANO

14/05/21
DISCHARGE + GUESTS TBA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

MAXIMUM ROCK FEST - # 4 - Parco del Palazzetto dello Sport, Novara, 21-24/07/2011
28/07/2011 (3202 letture)
È il pomeriggio di domenica 24 luglio 2011, con il taccuino e la fida macchina fotografica pronti a fare il loro lavoro, posso partire per la giornata finale del Maximum Rock Festival 2011.
Purtroppo non ho trovato compagni di viaggio, ma il bill è di quelli imperdibili: ci sono i gruppi italiani giovani ed emergenti (che i nostri festival dovrebbero promuovere maggiormente), ci sono le stupende ed affermate realtà del folk-metal made in Italy (Furor Gallico e Folkstone) e ci sono gli headliner che hanno fatto la storia del genere (Finntroll).
Come vi abbiamo già raccontato nei resoconti delle giornate precedenti l'organizzazione del festival è quasi perfetta: cibo e bevande a prezzi onesti (bottigliette d'acqua ad un euro e sopratutto non vietate), magliette ufficiali a 10 euro, location comoda da raggiungere e atmosfera rilassata, quasi intima.
Intima perché durante tutto il festival gli artisti - nessuno escluso - si sono aggirati tra la folla (Skrymer dei Finntroll si è già fatto vedere prima dell'apertura dei cancelli), hanno mangiato agli stand in mezzo alla gente, parlato tranquillamente con i fans (mai invadenti tra l'altro) e assistito ai concerti insieme al pubblico pagante (e ti capita di trovarti Pagan a fianco sotto il palco durante l'esecuzione di Anime Dannate dei Folkstone, vederlo salire sul palco a cantarne un pezzo dopo un cenno di Lore per poi ritornare in mezzo alla gente a godersi il concerto).
Ma cominciamo con il resoconto della giornata: i cancelli si aprono alle 17.30 (mi aspettavo aprissero alle 17.00), la gente inizia ad affluire nell'area e mezz'ora dopo - alla prima esibizione - vi sono già un centinaio di persone.

FANTÔME
A questo giovane gruppo di Borgomanero tocca l'onore/onere di aprire la quarta giornata del Maximum, compito non facile visto il poco pubblico presente.
Nel giro di mezza canzone (Ephemeral) la loro proposta attira sotto il palco svariati curiosi: parlo di curiosità perché trattasi di un ardito mix tra symphonic goth di scuola finlandese - orfano delle tastiere - con voce lirica (in questo caso quella sopranile di Gaia) e un metalcore non molto spinto ma sufficiente a dare la scarica alla platea.
L'emozione sul palco è tangibile, la maggior parte della band è statica (ma concentrata) e tocca al carismatico bassista/cantante Max arringare la folla e presentare i pezzi (cantati anche in italiano).
Le successive In Sogno, Apathia, This Damned Love e Sobralia scorrono rapide e piacevoli; necessiterebbero forse di un ascolto prolungato per essere meglio apprezzate ma l'impressione generale è assolutamente buona. Il livello tecnico è più che discreto, in particolare: il lavoro delle chitarre di Teo e Alto non è affatto banale nei solismi e la voce di Gaia è potente e precisa (forse sarebbe ancora meglio con un po' di variazioni in più e una maggiore interpretazione, ma c'è tantissimo margine di miglioramento).
La sezione ritmica è aggressiva (specie la batteria di Lollo), non quanto ci si aspetterebbe da un gruppo con elementi core forse, ma altresì non decontestualizzata; discrete anche le harsh vocals di Max (forse ancora un po' monocorde).
Insomma il Maximum è subito partito bene e ai Fantôme posso solo consigliare di lavorare sull'attitudine da palco (uniformarsi a quella di Max almeno).
Nonostante siano i primi, i suoni sono discreti e ben bilanciati, a parte il volume decisamente troppo alto nelle prime file e qualche fischio dai microfoni.

ANTHOLOGIES
Rapido cambio di palco ed ecco salire gli Anthologies, gruppo di Novara particolarmente colorito che suona con costumi celtici e pitture varie sul corpo.
La musica proposta è un gothic metal classico particolarmente compatto, con sprazzi di folk celtico (più nell'attitudine, nelle atmosfere e nei testi che nella musica, vista anche la mancanza di un tastierista o di suonatori di strumenti tradizionali).
Mattatore dell'esibizione il cantante Alessandro Schümperlin che dimostra una capacità di tenere il palco senza pari, riuscendo anche a gestire alla perfezione l'unico grosso inconveniente tecnico della serata: l'amplificatore del basso di Silvia Gadina smette infatti di funzionare e il frontman dei novaresi riesce a far passare i cinque lunghissimi minuti necessari a risolvere il problema scherzando con il pubblico, facendo lanciare dal palco gadget della band e persino coinvolgendo un gruppetto di spettatori che entravano nell'area in quel preciso momento

Amici!! venite qui, sì dico a voi, venite qui sotto, ancora una e poi ce ne andiamo promesso!!

Purtroppo l'inconveniente ha per forza di cose ridotto la scaletta che si è dunque limitata a soli quattro pezzi (No Brain, My Cards, One of These Days e Babayasa).
Entrando nel merito della loro proposta: gli Anthologies sono molto più “pesanti” di chi li ha preceduti: la voce di Alessandro non è particolarmente tecnica o ricercata ma è abbastanza rude e si sposa bene con i brani; le chitarre di Fabrizio e Samuele invece (estremamente distorte e con molta presenza) incedono - non poi così veloci - con riff solidi e monolitici e propongono delle discrete parti soliste.
Il comparto ritmico è sorretto quasi totalmente dalla batteria di Andrea Paesanti perché purtroppo il volume del basso di Silvio rimane sotto la soglia dell'udibilità per quasi tutta l'esibizione (un problema comune a quasi tutte le band nel corso della serata).
Nel complesso comunque un concerto divertente per una band che ha margini per migliorare ancora molto e sopratutto può ancora (ovvio solo secondo la mia modesta opinione) completare la line-up con almeno un tastierista.

AETERNAL SEPRIUM
Momento epic metal! Salgono sul palco i varesini Aeternal Seprium, formazione che ha recentemente firmato con la Nadir Music (l'etichetta di Trevor dei Sadist).
Siamo di fronte ad un gruppo di un'altra categoria, inquadrato ad un livello già professionale e l'esperienza del quintetto risulta evidente sin dalla prima nota.
Il cantante Stefano Silvestrini sfodera una prestazione da urlo! Tonalità acutissime tenute per tempi abnormi e un controllo dell'ugola magistrale (persino alcuni membri delle forze dell'ordine presenti in mezzo alla gente fissavano il palco increduli).
I due chitarristi Adriano Colombo e Leonardo Filace sono due macchine da riff ad altissima velocità, come ad altissima velocità sono i loro fulminanti solos in sweep picking.
Sezione ritmica di prim'ordine: le cavalcate di doppia cassa di Matteo Tommasini trascinano i presenti in un vortice di headbanging deleterio per le cervicali mentre purtroppo - e di nuovo - il buon lavoro al basso di Santino Talarico rimane sacrificato in termini di volume (seppur meno di quanto accadrà con le band successive).
I nostri presentano pezzi dal loro ultimo lavoro come Under Flag of Seprium, The Oak and the Cross, In Sign of Brenno o Solstice of Burning Souls, alcune con tematiche che riprendono i conflitti tra celti del nord Italia e l'impero romano in espansione. Scontri ma non solo: la romanizzazione del nord Italia portò anche (dopo qualche tempo certo) ad una certa commistione culturale, dovuta alla tendenza romana a non annichilire le culture conquistate ma ad integrarle nel proprio seno, commistione rappresentata qui dalla collaborazione con Pagan dei Furor Gallico che è salito sul palco per cantare un pezzo con Stefano.

FUROR GALLICO
Il piazzale dov'è allestito il festival inizia ad essere davvero affollato (anche perché tanta gente è qui per loro), dopo un cambio di palco, per forza di cose più lungo, ecco salire il gruppo milanese.
È la prima volta che li vedo dal vivo ma le aspettative sono altissime perché - come tanti altri del resto -sono rimasto letteralmente stregato dal loro full-lenght d'esordio.
Aspettative assolutamente ripagate dal momento che i Furor mettono in piedi uno show che ricorderò a lungo: coinvolgimento totale di pubblico e band (nonostante gli spazi davvero risicati sullo stage) e prestazione maiuscola di ognuno dei musicisti.
Pagan è un frontman di quelli veri! Tiene il palco alla perfezione e sfodera una grande performance nonostante il notevole fiato richiesto dai pezzi e dalle continue variazioni tra screaming, deep growling e pulito (lo stile con cui è meno efficace).
Il lavoro alle sei corde di Ste e Oldhan è preciso ed incisivo, entrambi sono in controllo totale con uno Ste molto più coinvolto, mentre Oldhan rimane più nascosto (ricordo che i passaggi di chitarra dei Furor Gallico sono tutto meno che semplici o ripetitivi come tipico di un folk metal più “tanz”).
Notevole l'apporto del polistrumentista Paolo, in grado di suonare alla perfezione una vastissima gamma di strumenti (Tin e Low Whistle, Bouzouki e fiati vari) e di giocare con il pubblico con qualche battutina sullo stand di “Zio EMP” che vende il loro cd; perfette anche Becky all'arpa e Laura al violino, rimangono entrambe un po' in disparte ai lati del palco ma suonano concentrate non sbagliando assolutamente nulla.
Grandissimo il lavoro ritmico di Simo e Fabio: il primo dà davvero tutto dietro alle pelli finendo l'esibizione visibilmente stanco mentre il secondo pur mostrando ottime cose (usa molto bene qualsiasi tecnica dal plettro, alle dita fino allo slap) rimane sfortunatamente colpito dal solito problema al volume del basso.
Scaletta di tutto rispetto che tende a seguire la tracklist del disco (a parte rare eccezioni): apertura con Venti di Imbolc che inizia a scatenare il primo pogo della giornata, poi via con Ancient Rites, Medhelan (dedicata alla loro Milano), la cattivissima Cathubovda, Nebbia della Mia Terra (un inedito davvero interessante in pieno stile Furor Gallico), The Glorious Dawn (durante la quale Stefano degli Aeternal Seprium ricambia il favore cantando la parte finale insieme a Pagan e Becky), La Caccia Morta (la mia preferita, immancabile, coinvolgente e cantata insieme a Lore dei Folkstone), arrivano poi l'intermezzo festaiolo Curmisagios e la conclusiva tiratissima Banshee.
Appena ripasseranno da queste parti non mancherò!

FOLKSTONE
L'atmosfera è calda, il popolo del Maximum - già esaltato dalla performance dei Furor Gallico - ora è in trepidante attesa di uno degli act più importanti della serata (non è da escludere che ci fosse gente arrivata più per i Folkstone che per i Finntroll); il cambio palco è lungo e concede prezioso tempo per rifiatare prima di un'altra ora massacrante.
Dopo una ventina di minuti i bergamaschi salgono sul palco sfoderando una signora prestazione: è stato semplicemente il concerto più festaiolo a cui mi sia mai capitato di assistere e non parlo solo della precisione, della tecnica di tutti i membri o dell'ottima resa live dei pezzi, essendo l'attitudine che colpisce. I Folkstone, tra l’altro, suonano senza parvenza di sforzo e sono loro in primis a divertirsi almeno quanto il pubblico.
La gente infatti pende totalmente dalle labbra di Lore, tutti cantano, molti pogano e l'irrefrenabile impulso a scuotere le teste non risparmia nessuno.
Il carismatico frontman presenta quasi tutti i brani, ne narra la storia e i motivi che hanno portato la band a scrivere certi testi, poi li interpreta magnificamente con la sua voce ruvida e trascinante; alla chitarra Walter macina riff rapidi e coinvolgenti supportato a volte da Maurizio che però deve occuparsi anche di svariati strumenti a fiato, insieme a degli scatenati Roberta, Andrea e Teo che passano senza problemi dalle cornamuse ai flauti (a volte persino alla ghironda).
Perfetto anche il lavoro di Clara all'arpa (è forse il membro che rimane più in disparte durante il concerto, ma deve gestire anche svariate altre percussioni).
Comparto ritmico solido gestito molto bene da Edo alla batteria e Federico al basso anche se.... (sapete già cosa voglio scrivere).
La setlist è ben bilanciata tra i due full-lenght della band: presenti molti classici come Briganti di Montagna, Alza il Corno, Un'Altra Volta Ancora e Folkstone; alcuni dei pezzi più trascinanti di Damnati ad Metalla come Terra Santa, Anime Dannate (cantata insieme a Pagan) e Frerì, una cover di C'è Un Re dei Nomadi e la bellissima Rocce Nere (proposta sia per intero che come intermezzo nella versione cantata dal coro di montagna).
Che dire per riassumere un concerto dei Folkstone?... intensità e coinvolgimento fisico come non mi sarei mai aspettato, da vedere!
....magari con una bella pinta di birra in mano (a differenza di come ha fatto il sottoscritto purtroppo neo-patentato).

FINNTROLL
Ormai è buio... inizia a fare davvero fresco e la stanchezza di un lungo pomeriggio si fa sentire, ma manca ancora il gruppo più importante (e pesante) della giornata.
Dopo un soundcheck relativamente rapido con prova microfono del tecnico dedicata al nostro paese

Italiaaaaaaaaa!!! Rocco Siffredi!!!!

può avere inizio il concerto degli headliner: intro atmosferico affidato a Blodmarsch e via con Solsagang; i Finntroll pestano duro, le influenze black nel sound pagano sono immediatamente udibili, Vreth vomita rapido ed invasato le lyrics in svedese mentre le asce di Skrymer e Routa colpiscono fredde ma precise (il mood della band è tipicamente finnico, concentrazione, precisione ma coinvolgimento limitato... quello è compito del frontman).
La successiva Slaget Vid Blodsalv invece fa risaltare la “macchinetta” umana dietro la batteria, Beast Dominator infatti pesta come un maniscalco senza concedere alcuna tregua alle pelli; le quattro corde di Tundra si sentono un po' meglio rispetto a quelle dei suoi colleghi durante i concerti precedenti, ma restano comunque molto amalgamate alle chitarre.
Finalmente dopo due o tre canzoni Vreth inizia a dialogare con il pubblico, in modo molto canonico certo (a parte il “Ma il vostro Dio vi proibisce di mettere in piedi un moshpit degno di questo nome?”), ma a chi importa? Basta che presenti delle buone scuse per massacrarsi sotto il palco (per un attimo rimango anche io coinvolto nel pogo, nonostante gli inutili tentativi di restarne fuori per meglio godermi la prestazione dei finnici).
Scorrono Nattfod con le sue risate malefiche, Vatteanda e altri pezzi che inizialmente ho fatto molta fatica ad identificare (già sono in svedese, se poi le si presenta in deep growling...); quando siamo ormai poco oltre la metà del concerto una voce tra il pubblico chiama quel pezzo che i Finntroll non possono permettersi di non eseguire, immediatamente dalla Korg M3 di Virta parte l'inconfondibile intro di Trollhammaren, la platea è del tutto fuori controllo (evidentemente l'idea del martello del troll in cerca di debole sangue cristiano stuzzica la folla), mi guardo attorno e capisco che siamo nel momento più alto del concerto.
Dopo l'ultima sezione in cui vengono proposte tra le altre Grottans Barn e Midnattens Widunder, Vreth annuncia l'ultimo pezzo, i troll finnici però non fanno in tempo a scendere dal palco che già la gente li richiama

Non spererete mica di lasciarci senza suonare Jaktens Tid vero?

La titletrack del loro secondo album arriva immediatamente e sotto il palco siamo finalmente soddisfatti!
Il concerto finisce, dai volti dei Finntroll traspare la soddisfazione di aver suonato per una platea davvero calda...

Stanco ma soddisfatto faccio ritorno alla macchina (parcheggiata senza problemi a pochi metri dall'ingresso grazie ai moltissimi posti disponibili), conscio di aver preso parte ad una giornata di grande musica e con tante idee per il report di un festival da supportare a tutti i costi e che mi auguro possa ripetersi su questi stessi livelli il prossimo anno!

Foto a cura di Gianluca Leone "Room 101"



Room 101
Giovedì 28 Luglio 2011, 17.05.18
12
Grazie a voi per la bella prestazione e le belle parole, mi scuso inoltre per gli errori nelle line-up dei Seprium e dei Folkstone, grazie a tutti per le segnalazioni, verranno corretti al più presto
AETERNAL SEPRIUM
Giovedì 28 Luglio 2011, 16.40.56
11
Ciao ragazzi! volevamo ringraziare tutto il pubblico che ha supportato noi e tutte le altre band in modo cosi caloroso! grazie della presenza, grazie alle band che hanno condiviso il palco con noi e grazie a gianluca leone per la sua ottima recensione! saluti dal seprio!
Stargazer
Giovedì 28 Luglio 2011, 13.21.13
10
Report eccezionale! Complimenti! Mi fa rimpiangere amaramente il fatto di non essere riuscita ad andare...
BILLOROCK fci.
Giovedì 28 Luglio 2011, 10.12.02
9
maiden 65 : ok, grazie della info !! Vero; è una delle poche zone rustiche del basso varesotto, misteri a parte, ci sono castelli, ruderi e tanto bosco (ho visto un cerbiatto e una volpe alcune volte) e poi è una zona tranquilla !! bravi SEPRIUM !! rock n roll !!
cippolippo
Giovedì 28 Luglio 2011, 9.51.35
8
Ciao ragazzi una piccola precisazione, per questa data con gli Aeternal Seprium al basso non c'era Santino, ma il bassista dei Priest of Evil, thrash metal band in cui milita anche Matteo degli aeternal
MAIDEN 65
Giovedì 28 Luglio 2011, 9.47.54
7
Grande Room 101 , continua così .
V
Giovedì 28 Luglio 2011, 9.29.07
6
clara non è + all'arpa nei Folkstone
MAIDEN 65
Giovedì 28 Luglio 2011, 9.24.32
5
@BILLOROCK fci ;(pure io )l Seprio è terra di bruma e folti boschi di dolci colline e antiche leggende. Con il Nostro nome, quindi, vogliamo portare tributo a questa nostra landa perché finché ci sarà memoria sarà eterno. Queste sono le parole di Stefano Silvestrini, vocalist dei varesotti Aeternal Seprium.
Lizard
Giovedì 28 Luglio 2011, 9.15.06
4
Temo che una giornata intera di folk metal mi avrebbe distrutto ma... Mi hai fatto quasi rimpiangere di non esserci stato: bel report e sicuramente ottima chiusura di un festival veramente variegato ed interessante!!
BILLOROCK fci.
Giovedì 28 Luglio 2011, 7.38.12
3
uuuuhh non sapevo che gli, Aeternal seprium, erano varesini !!! buona !! un momento, seprium ?? non saranno mica di castel seprio o giù di li ?? mi sa di si !!
anna rosa
Giovedì 28 Luglio 2011, 7.25.05
2
bravo Gian, hai fatto davvero un bel report, sai scrivere molto bene mi è venuta voglia di conoscere i gruppi...
Flight 666
Giovedì 28 Luglio 2011, 2.34.09
1
Gran bel report! Mi sarebbe davvero piaciuto esserci, ma purtroppo proprio non ne avevo il tempo...riparerò il prima possibile a questa mia mancanza!!
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Finntroll in una foto ufficiale (fonte: google.com)
ARTICOLI
28/07/2011
Live Report
MAXIMUM ROCK FEST
# 4 - Parco del Palazzetto dello Sport, Novara, 21-24/07/2011
26/07/2011
Live Report
MAXIMUM ROCK FEST
# 3 - Parco del Palazzetto dello Sport, Novara, 21-24/07/2011
25/07/2011
Live Report
MAXIMUM ROCK FEST
# 2 - Parco del Palazzetto dello Sport, Novara, 21-24/07/2011
24/07/2011
Live Report
MAXIMUM ROCK FEST
# 1 - Parco del Palazzetto dello Sport, Novara, 21-24/07/2011
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]