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NANOWAR OF STEEL
REVOLVER CLUB - SAN DONA DI PIAVE (VE)

SECRETS OF STEEL - #1 - N.W.O.B.H.M. - I primi vagiti
01/08/2011 (6516 letture)
UN FALSO STORICO
Abbiamo parlato di Grunge, di Nu Metal, di Proto Metal, di Progressive italiano e di tante altre cose, ma non poteva mancare un tassello intermedio del genere: la New Wave of British Heavy Metal! La NWOBHM, termine utilizzato per la prima volta da Geoff Barton (anche se probabilmente coniato dal fondatore di Kerrang!, Big Al Lewis), è, intesa come genere musicale, per buona parte un falso storico. M’immagino le smorfie contorte dei lettori nel leggere questa iperbole, ma tant’è. E’ un falso storico (che non ha un’accezione negativa) perché fu un denominatore comune – adottato da critica, pubblico, label e venditori – per confinare, in una definizione, band che avevano più punti di contrasto, che di contatto. Proviamo a pensare al primordiale black metal dei Venom, all’heavy-speed dei Raven, all’hard rock melodico dei Demon, al simil AOR dei Praying Mantis, alla foga “barbara” dei Saxon ed all’hard blues dei Samson. Che cosa hanno in comune, oltre alla nazionalità, i limiti “temporali” e la freschezza di un movimento di rinascita? Davvero poco. La NWOBHM non accomuna le sue matricole per la proposta musicale o per il sound da scantinato (un altro mito da sfatare), ma per la volontà comune di riportare freschezza e novità “dal basso”, prendendo in mano degli strumenti, registrando in proprio, o per piccole label indipendenti, prodotti da distribuire ai concerti, per posta, a mano. L’errore, troppo spesso commesso, di pensare che la NWOBHM fosse un genere musicale a sé stante, porta a banali e superficiali generalizzazioni e fa un torto alla ricchezza (sottovalutata) delle policrome proposte musicali delle band. Per questo motivo ci impegneremo a parlarne come un movimento molto più ampio (e tutt’altro che unicamente stilistico) e ad analizzarne le influenze, i contenuti, le pubblicazioni…

LA CONTRORIFORMA
Come tutte le scene musicali, non si può certo circoscrivere la nascita di un movimento di tale portata a un singolo momento storico o, peggio ancora, alla pubblicazione di un LP. Il massimo che si può fare, senza ovviamente mettere d’accordo tutti, è ricercare, con una visione “dall’alto”, i fattori più rilevanti che accompagnano questo grande percorso evolutivo della musica. Per fare questo, ci portiamo alla seconda metà degli anni Settanta, dove la “prima linea” della scena heavy rock albionica, da qualche tempo affiancata e sfiancata da abusi, vita da rockstar, problemi discografici, vuoti d’ispirazione e cali di vendite, porta l’intero transatlantico dell’hard rock, in gran parte ormai confuso con il prog, in rotta di collisione con l’ormai emerso iceberg punk. I Deep Purple sciolti dopo la parentesi con Bolin, i Led Zeppelin alle prese con problemi fiscali, interpersonali e artistici, i Black Sabbath naufragati nei vortici degli eccessi e della vita da rockstar, lasciano, con le loro paradigmatiche prove in studio, un “vuoto di potere” all’interno della musica dura, che permette ai ragazzini con i capelli a cresta di conquistarsi l’attenzione dei media, del mercato discografico e del pubblico. Il contraltare al movimento punk non tarda a giungere: nasce la Nuova Ondata di Metallo Britannico. Forzando parallelismi con la storia, possiamo paragonare la NWOBHM, per alcuni aspetti, alla risposta della Chiesa Cattolica alla dirompente fede protestante: la Controriforma. Auspicandomi che nessun membro dei Venom o nessun lettore si sia sentito offeso, leggendosi paragonato a un riformatore ecclesiastico, possiamo però dire che la “Controriforma” apportata dalle band della NWOBHM, fu molto più “open-minded”. Invece di sfociare nell’esaltazione barocca dei connotati – tipici dell’odiato progressive rock – che avevano condotto la scena hard rock al rischio ”implosione” (sfoggi di tecnica, distanza rispetto al pubblico, divinizzazione delle rockstar), ebbe l’accortezza di trarre insegnamento dall’attitudine punk, e mettersi così in guardia da dannose “ricadute”.

PRIMA DELL’ALBA
Before the Dawn, letteralmente. Contando sulle dita di una mano i gruppi più importanti per la rinascita dell’heavy/hard rock inglese, sono infatti loro, i Judas Priest, a venire “prima dell’alba”. Non a caso sono loro ad aggiungere – oltre agli heavy riffs di trademark Tipton/Downing – sia il riflusso gotico caro ai primi Sabbath e BoC, che solo alcune band della NWOBHM (su tutti Angel Witch e Witchfinder General) faranno proprio, sia l’opposta attitudine denim and leather, introdotta da Killing Machine in poi, che diventerà tesoro quasi comune di tutte le nuove reclute. Oltre al quintetto di Birmingham, a infarcire l’impasto di sound da cui i gruppi attinsero per la propria ricetta, impossibile non nominare gli UFO, virati verso un hard rock incentrato sulla heavy guitar di Schenker; il supergruppo – è il caso di dirlo – Rainbow, dalle tinte epiche e raffinate; gli australiani, ma di spirito inglese, AC/DC dei fratelli Young, fautori di un hard rock tagliente e incisivo; gli irlandesi Thin Lizzy, maestri (insieme ai Wishbone Ash) delle twin guitars. Fondamentale è anche il power-trio dei Motorhead, che dividono fan e critica – qualcuno parlava di mettere tutti d’accordo? – in simpaticissime diatribe per decretare se facciano parte o meno della NWOBHM, che includiamo, per accontentare tutti, nella NWOBHM… ma a metà, con un piede dentro e uno fuori. Se da una parte, infatti, i ragazzi di Lemmy sono essenziali per la scena (chiedete a Venom, Tank e Girlschool), dall’altra erano dei “vecchietti” e dei professionisti, rispetto alle nuove leve. Ovviamente l’hard rock è come il maiale, di cui non si butta via nulla, e non sono certo i gruppi della NWOBHM a compiere l’empietà; non c’è quindi da stupirsi, se è facilissimo trovare rimandi ad altre band, che possono andare dall’hard melodico americano, all’hard ‘n’ heavy teutonico, fino al buon vecchio Zeppelin e Purple sound. E’ la legge della conservazione di massa: nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma. Metaforicamente, la scena che si prospetta tra il 1976 e il 1979 è quella della – citando i Saxon di qualche anno dopo – Calm Before the Storm, calma (neanche troppa!) prima della tempesta.

METAL PER MAMME – ALLE MAMME PIACCIONO LE COMPILATION
“Play it loud, mutha!” – dall’inlay dell’LP Stay Hungry dei Twisted Sister L’attività vulcanica sotterranea degli ultimi anni dei ’70 erutta, finalmente, grazie anche al fondamentale aiuto di “anime pie” come il DJ Neal Kay, che gestisce un locale nel nord di Londra: il Neal Kay's Heavy Metal Soundhouse, una sorta di discoteca per heavy rockers affamati di novità, e uno studio di registrazione: lo Spaceward Studios a Cambridge. Fiuto da talent-scout, Kay diventa ben presto un guru della rinascente scena inglese e procura serate, nel suo locale, per moltissimi giovani band. Commenterà così Steve Harris, riguardo Neal Kay e il suo contributo:

“Mi sa che il fattore più importante che ci permise di ricevere l’attenzione del pubblico fu che Neal Kay proponeva il nostro demo al Soundhouse: da quel momento la gente ha iniziato a interessarsi a noi. Avevamo registrato un demo di quattro tracce e lo consegnammo a Neal Kay, e da quando iniziò a proporlo al pubblico del Soundhouse, iniziammo ad essere votati per la “canzone migliore” e così finimmo nella classifica di Sounds.”

L’appoggio di Neal Kay, grazie ai contatti con la rivista Sounds (a cui inviava la classifica delle migliori canzoni) e con altri “addetti ai lavori”, permise a molti artisti di fare serate anche fuori dal suo locale. Sempre grazie a Neal Kay, i Praying Mantis e gli Iron Maiden registrano nel 1979, nello studio di registrazione a Cambridge, i loro demo, chiamati appunto . E’ ancora Kay a promuovere la Metal for Muthas I, la prima delle due celebri compilation NWOBHM edite dalla EMI nel 1980 (e ristampate nel 2000 dalla Sanctuary), in slang “metal per mamme”, un importantissimo trampolino di lancio (ricordiamo che arrivò al dodicesimo posto delle charts britanniche) per molte future grandi band, infatti, tra altri nomi meno noti, come gli svedesi E.F. Band, gli sfortunati Sledgehammer e gli sconosciuti Nutz, spiccano infatti quelli di: Iron Maiden, Angel Witch, Praying Mantis e Samson. L’apporto delle compilation alla diffusione delle nuove band della NWOBHM, caratterizzata spesso da un’attitudine quasi punk all’indipendenza, al do it yourself, è davvero grande: tra le altre, citiamo come più esemplificative le raccolte Brute Force (1980) della MCA Records, con in prima linea Diamond Head, Raven, Fist e Quartz; Heavy Metal Heroes (1981) della Heavy Metal Records, con Grim Reaper, Bitches Sin, Witchfinder General e Jaguar in scuderia; Metal Explosion (1980) della BBC Records, con Angel Witch, Gillan, Samson e Praying Mantis.

SOMEWHERE BACK IN TIME, FROM 1977 TO 1979
Come abbiamo detto, la pubblicazione delle compilation è un elemento incisivo all’interno dell’espansione del genere, specie se pensiamo che gli artisti delle due compilation Metal for Muthas vengono imbarcati in un tour, il Metal for Muthas Tour. Non meno fondamentale, però, sono le prime pubblicazioni dei singoli e degli EP, senza contare i fortunati (non tutti) che, con un solido contratto discografico, riescono a pubblicare e distribuire il loro album di esordio. Una delle prime band ad avere questo privilegio (e a essere “meritevole” di essere citata) sono i brummies Quartz, sotto contratto con la Jet Records di Don Arden e prodotti dal compaesano Tony Iommi. Il loro album omonimo (1977), anticipato dall’uscita di due singoli, caratterizzato da un rocciosissimo hard a tratti sabbathiano (le linee di basso dell’opener Mainline Riders verranno suggerite ad Iommi dal tastierista Geoff Nicholls per Heaven and Hell), a tratti progressivo, viene promosso con un tour di spalla ai Sabbath stessi. Nello stesso anno debuttano, con due singoli, gli UFO-oriented Urchin, la band in cui militava un certo Adrian Smith, poi negli Iron Maiden. Per l’uscita di altri lavori particolarmente significativi (gran parte degli Ep e singoli dell’epoca è caratterizzata da un discreto hard rock, neanche troppo originale, per cui eviteremo di citarli), bisogna aspettare ancora un paio d’anni, per arrivare al 1979. Uno dietro l’altro, esordiscono gli stallions of the highway Saxon, quintetto dello Yorkshire, con l’omonimo album; i Samson, all’epoca un trio dalle reminiscenze hard blues, con Paul Samson alla voce e chitarra, con il loro primo full lenght autoprodotto Survivors; i Mythra del South Tyneside, con l’EP Death and Destiny; i misteriosi Witchfynde di Nottingham, con Give ‘em Hell/Gettin’ Heavy; i londinesi Praying Mantis e… Iron Maiden, con i rispettivi Soundhouse Tapes. Il 1979 ovviamente non è limitabile a queste uscite, infatti ricordiamo il Mr. Universe dei Gillan, la band fondata da Ian Gillan dopo il fallimento del suo progetto con la Ian Gillan Band; il roboante esordio dei Tygers of Pan Tang, ovvero il singolo Dont Touch Me There; i primi singoli di Def Leppard, Girlschool e molti altri, decisamente meno fondamentali per essere riportati in un articolo non "enciclopedico". Infatti, per citarli tutti servirebbe un articolo intero e un’ulteriore dose di pazienza e di caffè per i lettori, che non possiamo pretendere!

ACCIAIO BRITANNICO
Se il 1979 è l’anno in cui si avvertono le più importanti avvisaglie di un’incombente epidemia hard ‘n’ heavy, il 1980 è l’anno del contagio. Gli Iron Maiden, dopo la velocissima vendita del loro Sundhouse Tapes e il successo del Metal For Muthas Tour, pubblicano per la EMI il loro esordio, un concentrato di maturità incredibile, e consegnano al quarto posto delle classifiche britanniche un manifesto dell’heavy metal, incentrato sul duo Murray/Stratton, sulla voce aggressiva ma espressiva di Di Anno e sulla florida vena compositiva di Harris. Lo stesso giorno, 14 aprile 1980, esce sugli scaffali la rappresaglia – inutile – dei Judas Priest, British Steel, che unge il quintetto del titolo di Metal Gods, ma non riesce a rimarginare l’emorragia della nuova ondata, che ha portato alla ribalta gruppi prima sconosciuti, rubando il successo planetario (che invece si accaparreranno gli Iron Maiden) a Downing & Co. Nello stesso periodo, infatti, esplodono gruppi come Def Leppard, con l’esordio su full lenght, On Through the Night, che finisce al quattordicesimo posto tra gli album più venduti in UK del 1980; i Saxon pubblicano il celebre Wheels of Steel, mix di velocità, riffs, donne e motociclette, e, qualche mese dopo, Strong Arm of the Law, reso ancora più potente, ma meno selvaggio, da un sound più secco e roccioso. A ruota, esordiscono anche gli Angel Witch, con l’omonimo album, che riprende le tematiche cupe e sinistre dei primi Sabbath, seguiti dai Tygers of Pan Tang, con Wild Cat, album condito da riffs efficaci, suonati in modo immediato da Robb Weir, e da linee vocali un po’ meno convincenti. Nel frattempo i Samson, nei quali è entrato come ugola un certo Bruce Bruce, pubblicano con la Sanctuary Records il loro secondo album: Head On, insaporito ancora da rievocazioni hard blues, ma sicuramente più metallico di Survivors. Non a caso, infatti, la strumentale Thunderburst - oltre ad avere l’arpeggio iniziale plagiato da Crystal Light degli UFO – è accreditata anche a Steve Harris, che la riproporrà quasi identica un anno più tardi, nella marziale Ides of March. Intanto, nel cuore della Gran Bretagna, a Stourbridge, i Diamond Head pubblicavano in mille copie, per la D.H. Music, il loro esordio Lightning to the Nations, chiamato anche White Album, per la copertina bianca da test-pressing (l’album verrà ristampato illegalmente in altre mille copie, l’anno successivo, dalla Woofle Records). Il full-lenght, citato tra le influenze principali di artisti ben più fortunati di Tatler & Co., come Megadeth e Metallica (che, infatti, gli renderanno omaggio sempre con una cover di Am I Evil?), è un eccezionale ponte tra l’impeto degli Zeppelin e il riffing marmoreo dei Sabbath. Rimanendo sul riffing roccioso, un’altra uscita targata 1980 è il secondo album dei Quartz: Stand up and Fight, uscito per la MCA, insieme al live Quartz Live. Altre uscite imprescindibili dell’anno di grazia 1980 sono il discreto Give 'em Hell dei mistici (anche se dalla fuorviante copertina ci si aspetterebbe molto di più) Witchfynde e Demolition, l’esordio delle donzelle Girlschool, oltre a una buona manciata di singoli, tra i quali citiamo Heavy Metal Mania degli Holocaust, Living in Dreams degli Sledgehammer e Praying Mantis degli omonimi.

La NWOBHM ha rappresentato, per il mondo dell’hard ‘n’ heavy, una forza propulsatrice enorme, dalla forza d’impatto così forte, che la deflagrazione si è espansa per tutta l’Europa e persino in America, permettendo la creazione di scene metal “proprie”. La grande ricchezza di band esplose nel 1980 ci offre una grandissima visuale sulla NWOBHM, ancora un po’ monocroma, stilisticamente, ma la fucina dell’hard ‘n’ heavy è in costante attività, per cui bisogna aspettare il 1981 e il 1982 per il debutto di moltissime band e per le “estremizzazioni sonore”, sia melodiche che veramente estreme, che renderanno il movimento un caleidoscopio di proposte musicali diversissime. Ma questa… è un’altra storia, e sarà l’argomento del prossimo articolo!

NWOBHM: DISCOGRAFIA ESSENZIALE 1977-1980
1977

Quartz – Quartz
Motorhead – Motorhead
Urchin – Black Leather Fantasy (singolo)


1978
Judas Priest - Stained Class

1979
Saxon – Saxon
Gillan – Mr. Universe
Samson – Survivors
Motorhead – Overkill
Motorhead – Bomber
Mythra – Death and Destiny (EP)
Iron Maiden – Soundhouse Tapes (EP)
Praying Mantis – Soundhouse Tapes (EP)


1980
Iron Maiden – Iron Maiden
Saxon – Wheels of Steel
Saxon – Strong Arm of the Law
A.A.V.V. – Metal for Muthas
A.A.V.V. – Brute Force
A.A.V.V. – Heavy Metal Heroes
A.A.V.V. – Metal Explosion
Motorhead – Ace of Spades
Diamond Head – Lightning to the Nations
Angel Witch – Angel Witch
Samson – Head On
Tygers of pan Tang – Wild Cat
Def Leppard – On Through the Night
Quartz – Stand up and Fight
Fist – Turn the Hell On
Girlschool – Demolition
Witchfynde – Give ‘em Hell



Philosopher3185
Venerdì 31 Luglio 2015, 21.13.02
42
Quanto avrei voluto aver vissuto quel periodo in Inghilterra..deve essere stato cosi' eccitante e innovativo..cèra unione motivazione,rivalita' e voglia di spaccare il mondo..andavi nei locali,e ti ritrovavi in prima fila gente del calibro dei Samson,Tygers of Pan tang,Saxon e ovviamente,i Maiden..jeans,scarpe da ginnastica,chiodo,maglietta a righe,polsino chiodato e chioma al vento..che bei tempi...
The Nightcomer
Lunedì 6 Febbraio 2012, 17.24.21
41
Hai ragione, ma quando penso alla N.W.O.B.H.M. non posso fare a meno di considerare di averla presa per la coda... Grazie per la segnalazione, ma ahimè non sono della zona! Vivo in Friuli Venezia Giulia; a fine gennaio sono stato alla fiera del disco di Pordenone ed ho constatato con piacere che, dopo qualche edizione in sordina e con pochi vinili, gli standards erano tornati abbastanza vicini a quelli dei tempi d'oro (primi anni 90), se non si considerano i prezzi. All'estero infatti, sotto questo punto di vista, si trova spendendo meno, ma ogni tanto è piacevole scartabellare vinili come ai tempi dei negozi. Dei Trespass in vinile mi manca solo il 7' di "One of these days" (ce l'ha mio fratello), ma mi tengo stretto "Live It Up/Jealousy" e "The Brightlights Ep" (il mio preferito). Buona serata anche a te.
fabio II
Lunedì 6 Febbraio 2012, 17.03.23
40
..ci separano
fabio II
Lunedì 6 Febbraio 2012, 17.02.23
39
Beh dai Nightcomer ci separo solo 5 anni, il periodo è praticamente lo stesso, se comunque cerchi materiale da recuperare, e sei della zona, ti ricordo che sabato e domenica c'è il mercato internazionale del vinile e cd a Novegro ( ovviamente se cerchi 'Bright lights', ad esempio, le cifre sono alte; ma altre cose le porti via a poco ) Ciao e buona serata
The Nightcomer
Lunedì 6 Febbraio 2012, 16.48.47
38
Fabio, beato tu che hai potuto vivere di persona quei giorni! Mi consolo nonostante abbia iniziato tardi ad ascoltare metal (1984), perché per un (bellissimo) periodo mio fratello ed io abbiamo collezionato vinili, con particolare predilezione per Hard/Prog dei seventies, N.W.O.B.H.M. e US Power Metal, Speed e Thrash... Ricordo i gruppi da te citati (in particolare adoro i Trespass, che secondo me avrebbero meritato eccome un full lenght), come molti altri usciti solo su singoli (o con albums rimasti praticamente sconosciuti). Jameson Raid, Clientelle, Warrior, Legend, Virtue, Shiva, Heritage, Gaskin, Ethel The Frog, Fireclown, etc, etc.
fabio II
Lunedì 6 Febbraio 2012, 16.17.37
37
Nightcomer, ho visto che sei già passato; guarda qui che meraviglia! sono nato nella musica mentre nascevano queste bands, non dimenticherò mai questo periodo. Pensa che, come sai, le notizie non si trovavano così facilmente e così finivo per comprare tutto quello che mi capitava a tiro ( gli albums erano un centesimo delle uscite odierne ): ti ricordi gli Incubus, i Trespass e gli Spartan Warrior? Minori, ma all'epoca sembravano chissà che cosa
The Nightcomer
Giovedì 24 Novembre 2011, 9.57.23
36
Bravo Alberto, ottimo lavoro. Mi pare che l'articolo abbia centrato il bersaglio: in queste righe sono contenute (e concentrate) moltissime informazioni, che contribuiscono a dare una panoramica esaustiva su uno dei periodi che ha influenzato la storia di un genere musicale (diciamo genericamente rock, volendo includere tutto senza fare discriminazioni). Come altri movimenti, è il frutto di una combinazione irripetibile di tempi, modi e persone, una sorta di incastro tra diversi tasselli. Anche a me le etichette non sono mai piaciute, pur non essendo mai riuscito ad evitarle completamente (a volte sono un "male necessario"), quindi trovo particolarmente opportuna la premessa sulla diversità che caratterizzava gruppi in seguito identificati come appartenenti ad un genere comune, che di comune aveva solo il nome di cui è rimasto impresso l'acronimo N.W.O.B.H.M. A parte le bands qui citate (all'incirca le più rappresentative), ci sono molti altri esponenti, più o meno noti, che meriterebbero una menzione, alcuni dei quali non sono mai usciti su LP, pur avendo prodotto numerosi singoli.
Khaine
Lunedì 8 Agosto 2011, 22.51.00
35
Beh, che bel commento, HyperX credo che al buon Alberto farà molto piacere leggerti
HyperX
Lunedì 8 Agosto 2011, 22.41.08
34
ottimo articolo...dopo la lettura ho passato due ore su youtube a cercarmi i vecchi video e i pezzi che hanno fatto la storia e che in un modo o nell'altro mi sono perso per strada parecchi anni fa. Nel mio percorso non ho potuto che emozionarmi con i miei idoli di sempre, gli Iron Maiden. Dannazione quanto mi hanno dato questi Inglesi... Non so perchè ve lo dico, ma grazie...un paio d'ore di intense emozioni e ricordi, ed è tutto partito da questo articolo.
stooge
Domenica 7 Agosto 2011, 17.59.55
33
complimenti per l'articolo, davvero ottimo e accurato! attendo i prossimi numeri...
Subhuman
Venerdì 5 Agosto 2011, 18.36.50
32
Gentilissimo jek! Stay tuned, tra non moltissimo ci sarà anche la seconda (e poi la terza!) parte.
jek
Venerdì 5 Agosto 2011, 14.38.50
31
Grande articolo Alberto, complimenti sinceri per la sintesi su un perido che ho avuto la fortuna di vivere. Saranno gruppi prossimi o in pensione ma la carica energetica di certe band è innegabile come dimostrano i gia citati Heel e gli Anvil che hanno sfornato gioiellini in pieno stile NWOBHM. Concordo con BILLOROCK nel proporre questo periodo così innovativo e prolifico come patrimonio UNESCO. Attendo la seconda parte 81/81
Subhuman
Mercoledì 3 Agosto 2011, 23.01.11
30
Grazie MetalHawk!! Se ti fai un giro per il database troverai parecchi dei lavori qui citati. Rock hard, ride free!
MetalHawk
Mercoledì 3 Agosto 2011, 16.16.07
29
Articolo davvero molto ben fatto, complimenti! \m/
fabio II
Mercoledì 3 Agosto 2011, 10.29.30
28
Grazie a te per l'articolo! A proposito ho visto che il disco degli Hell ( che come tutti sapete da qui provengono ) non è piaciuto tantissimo; per me è uno dei lavori più belli di puro metal in questo scorcio di stagione. C'è qualcosa di mefistofelico che credevo perso al giorno d'oggi, la voce ricorda gli Agony Bag ( altra grandissima band nwobhm discendente dei Black Widow) -Hi Subhuman!
Subhuman
Mercoledì 3 Agosto 2011, 10.20.59
27
Grazie a tutti per i commenti!
Radamanthis
Martedì 2 Agosto 2011, 18.43.32
26
@nerkiopiteco: eh eh, giusto, mò che me l'hai detto avevo omesso che ho anche ace of spades...
nerkiopiteco
Martedì 2 Agosto 2011, 18.41.16
25
@Radamanthis:eheh non te ne fare una colpa Ero sicuro che li conoscessi bene e che il tuo fosse un giudizio oculato e non sparato a caso (da bravo seguace volevo solo esortarti a rivalutarli ), anche se generalmente odio le raccolte: le trovo fuorvianti, bisognerebbe sentirsi i singoli dischi, soprattutto nel primo approccio ed infatti in STONE DEAF FOREVER ci sono grosse lacune e di positivo ha più che altro alcuni inediti e l'ultimo cd che contiene live. Sentirsi per intero un Ace Of Spades piuttosto che un Bastards, un March or Die un 1916 o un Rock 'n Roll è sempre meglio!! Poi come al solito gusti ed esperienze personali ci indirizzano verso svariate strade. I Saxon vabbè, sono di una categoria ECCELSA e non ci si stanca mai di sentirli.
MAIDEN 65
Martedì 2 Agosto 2011, 18.00.26
24
@Radamanthis: Grande ! pure io ho tutto ne vale la pena . Sopratutto dal vivo sono veramente forti Grandissimo Biff.
Radamanthis
Martedì 2 Agosto 2011, 17.29.37
23
Invece dei Saxon ho TUTTO e sono spettacolari!!!!
Radamanthis
Martedì 2 Agosto 2011, 17.28.56
22
@nerkiopiteco: dei Motorhead ho un cofanetto bellissimo che si chiama STONE DEAF FOREVER comprensivo di 5 dischi, divisi per epoche storiche (75-80; 80-86; 87-96; 96-02 e l'ultimo disco Live) oltre ad avere alcuni mp3 degli ultimi 4 album in studio e quindi direi che conosco l'essenziale della band e, in tutta sincerità, non mi aggradano molto a parte qualche brano sparso qua e là. Sarò uno dei pochi, se non pochissimi, a cui non piacciono!
nerkiopiteco
Martedì 2 Agosto 2011, 16.01.06
21
Complimenti per l'articolo, soprattutto per la precisazione sul "genere" "etichetta" NWOBHM, perchè spesso ho sentito molta confusione in merito. Sono appena tornato da un concerto a Madrid con altissima concentrazione di NWOBHM: Saxon + Motorhead + Judas Priest e devo ammettere, ahimè, che in giro non si vedono tanti gruppi che possano essere alla loro altezza, anche se stiamo sempre parlando di veri e propri MOSTRI. I Motorhead non li avrei messi, ma solo per RISPETTO ;D verso Lemmy che non sopporta l'etichetta di Heavy Metal band e che quindi non si riconosce in questa ondata("We are Motörhead, and we play rock 'n' roll" - "I always associated hard rock with the MC5 thing, while heavy metal sounded like a geezer plodding along with lead in his diver boots" etc. etc.) ma è pur vero che hanno influenzato veramente tanto il Metal! La discografia proposta è veramente eccezionale..anni d'oro, anzi d'acciaio p.s.: @Radamanthis: credi e convertiti nei Motorhead
MAIDEN 65
Martedì 2 Agosto 2011, 15.55.48
20
Hai ragione non ho visto il punto finale ......... occhiali in vista!!!!!!!
Radamanthis
Martedì 2 Agosto 2011, 15.26.01
19
@Fabio II: Halford è frikkettone tutt'ora...
Radamanthis
Martedì 2 Agosto 2011, 15.23.51
18
@Maiden65: infatti ho scritto che le uniche cose che mi piacciono tra quelle elencate qui sopra sono: Iron Maiden, Angelwitch e Saxon! Forse mi sono espresso male prima!
fabio II
Martedì 2 Agosto 2011, 15.22.39
17
Seguo musica dal '79, in particolare hard & heavy, e quindi si può dire che sono nato con la nwobhm. Le etichette , i movimenti sono sempre creati dopo la nascita di un certo stile; così per convenzione. Come si dice giustamente nell'articolo la nwobhm non è uno stile unico; però qui nasce il metallaro così come lo intendiamo oggi. Nel senso che non c'è una data precisa in cui l'heavy nasce ( alcuni dicono con la frase 'Heavy metal thunder' degli Steppenwolf; altri con gli Iron Butterfly; altri con Zeppelin; altri ancora con i Sabs - insomma ci si può sbizzarrire! ). Quello che è certo è che le borchie ( ricordate? gli stessi Priest dell'esordio erano più frikkettoni che metallari ), un sentimento comune che ruota intorno ad un certo stile musicale cominciano qui. Qui nascono i primi magazines e fanzine che supportano un intero movimento; quel movimento che conquisterà poi il mondo intero nei restanti eighties, proprio sui dettami della nwobhm: ovvero bands che violentavano basi già esistenti, oppure si muovevano attraverso un suono più radio fm USA. Conclusione: forse a posteriori sarebbe più giusto chiamarla L'ONDATA più che nuova ondata perchè non c'è mai stata prima unità d'intenti e il metallaro stereotipato, appunto con pezze e borchie, neanche esisteva!
MAIDEN 65
Martedì 2 Agosto 2011, 15.03.01
16
@Radamanthis : Strong Arm Of The Law e Wheels Of Steel dei SAXON sono due capolavori non possono non esserti piaciuti .
BILLOROCK fci
Martedì 2 Agosto 2011, 14.43.21
15
Radamanthis:
Radamanthis
Martedì 2 Agosto 2011, 14.23.15
14
L'ondata della NWOBHM non mi ha mai preso piu' di tanto, infatti della "DISCOGRAFIA ESSENZIALE 1977-1980" pochissimi album mi fanno impazzire (pur conoscendoli quasi tutti)...gli Iron ovviamente (anche se l'era Dickinson è ben altra cosa), Angelwith (l'omonimo disco è veramente bello) e tutto ciò che fecero i Saxon. I Judas degli esordi non mi dicono molto tutt'ora (ma poi fortunatamente han sfornato signori capolavori) ed i Motorhead (pur stimando il personaggio Lemmy) non mi sono mai piaciuti (fatta eccezioni di quelche canzone). Per il resto quoto il post 9 di Billo.
Alessio
Martedì 2 Agosto 2011, 13.12.30
13
Grandissimo Alberto! Articolo fenomenale! \m/
MAIDEN 65
Martedì 2 Agosto 2011, 12.51.27
12
and kill...
BILLOROCK fci
Martedì 2 Agosto 2011, 12.49.09
11
grazie fratello !! hail...
MAIDEN 65
Martedì 2 Agosto 2011, 12.46.26
10
BILLOROCK fci : Grande !
BILLOROCK fci
Martedì 2 Agosto 2011, 12.24.55
9
beh ma infatti il metal, non è mai stato un genere che esprimesse ribellione, cosi come il rock n roll !! Bensi più come uno stile di vita, fatto di moto, sigari, pogate e solenni bevute.... hic hic... Invece il punk e grunge sono stati lo specchio riflesso di una società che voleva ribellarsi e emarginarsi dalla società !! gli Emo poi..... mi fanno ridere, che hanno da tagliarsi?? a 10 anni hanno già il black barry, a 15 ne hanno 3 più 2 computer , a 18 subito l auto e via via discorrendo.. tse tse
dannyboy
Martedì 2 Agosto 2011, 12.04.16
8
...che l'heavy metal sia musica per le masse non lo so, mi sembra un pensiero simpatico ma fuorviante. Allargherei piuttosto il campo. Negli ultimi anni il new rock, emo, new metal che dir si voglia ha sempre posto l'accento sul disagio interiore, sull'introspezione. La vedo come una fuga dal reale che si capisce poco e anche per questo si rifiuta in toto. Credo però che ci sia l'esigenza di riprendere coscenza della realtà, di comprenderla e di criticarla. Non sono le nuove generazioni ad avere dei problemi o ad essere in crisi è il potere a essere allo sbando. Vedo quindi uno sbocco nella sana ribellione sociale e nella creatività autentica. Un po quello che è successo alla fine degli anni 60 e successivamente con il punk 77 e la rabbia hard rock dei primi 80. Se questo accadrà lo vedremo, di certo non possiamo affidare ai soliti dinosauri rock/metal i messaggi che toccano i nostri cuori. Questi messaggi vengono per forza di cose dal sottobosco, dall'undergound. Se non emergono vuol dire che la massa non è ancora in sintonia con essi. Quindi per banalizzare i Nevermore o chi per loro nascono e moriranno sconosciuti...in fondo non hanno dato alcun scossone al mondo e comunque il mondo non se ne è accorto.
Lizard
Martedì 2 Agosto 2011, 10.38.40
7
Sicuramente lo spirito è quello che manca di più, sia da parte delle band che, soprattutto, del pubblico. Non c'è quella fame, quella voglia di esserci, probabilmente quel bisogno di questo tipo di musica. Allora fu una vera e propria rivoluzione dal basso: una grande massa di giovani uomini -e donne- che reclamavano il proprio spazio, la propria identità, che si facevano le chitarre in cartone per andare nei locali a suonare sulla musica di ragazzi come loro, che erano sul palco ma anche in mezzo a loro. Come dice Raven non dimentichiamoci che Led Zeppelin, Black Sabbath, Deep Purple etc avevano alle spalle 10-15 anni di carriera. I cosiddetti dinosauri di adesso lo sono davvero, nel bene e nel male sono addirittura ancora loro o quelli nati appunto col riflusso della nwobhm. Parliamo di gente quindi che ha più di trent'anni, se non più di quaranta, di carriera alle spalle. Le nuove leve non sono più capaci di parlare a tutti i metalheads, c'è poco da fare. Anche se sono validissime e non avrebbero niente da invidiare ai nomi storici, di fatto sono un fenomeno di nicchia, anche tra gli appassionati. Mi vengono in mente i Mastodon o i Symphony X, i Nevermore... Gente di livello superiore, che però non riesce a raccogliere i consensi di tutti i metallari, figuriamoci fuori da questa cerchia sempre più ristretta e dopo dieci anni (la stessa carriera degli Zeppelin) sono ancora "nuove leve" o "eterne promesse"; finché al quinto sesto album l'ispirazione comincia a diminuire ed allora tutti si affrettano a seppellirli, come fosse una colpa o magari la conferma che, in effetti, non valevano poi quel granché..... Sì, un riflusso è necessario o quando i dinosauri si estingueranno davvero, non ci sarà nessuno a prenderne il posto... Ma, al momento, la vera domanda è se l'heavy metal è ancora una musica per le masse, se c'è ancora "bisogno" di metal.
BILLOROCK fci
Martedì 2 Agosto 2011, 10.13.16
6
Maiden : and kill...
Raven
Martedì 2 Agosto 2011, 9.35.15
5
La storia è fatta così, flusso e riflusso. Personalmente ho individuato cicli più o meno decennali nel settore musicale, forse siamo alla vigilia di qualcosa di nuovo, ma calcoliamo anche che i tempi attuali hanno velocizzato (e banalizzato) tutto , forse ora parlare di cicli è eccessivo.
dannyboy
Martedì 2 Agosto 2011, 9.31.32
4
per certi versi ci vedo alcune analogie con il presente. Anche oggi ci troviamo con gruppi dinosauro alla soglia della pensione e biologicamente incapaci di produrre musica fresca e originale (iron maiden, judas priest, metallica ecc, ecc). Sicuramente c'è bisogno di ricambio e sono convinto che il ricambio debba partire dal basso, da quell'attitudine DIY che ha permesso alle nuove e agguerrite leve di farsi avanti. I tempi sono maturi perchè c'è fame, c'è ribellione, c'è la giusta voglia di prendersi il presente. In questo non ci sono scorciatoie, non basta my space, non bastano le birrerie con le cover band, non basta il gods of metal/big4. Deve nascere la voglia di sbattersi veramente e in prima persona...chissà!
MAIDEN 65
Martedì 2 Agosto 2011, 8.48.17
3
Ottimo articolo, concordo . Heavy Metal Thunder!!!!!!!!!!!!
MAIDEN 65
Martedì 2 Agosto 2011, 7.58.18
2
Hail !!!!!!
BILLOROCK fci
Martedì 2 Agosto 2011, 7.37.36
1
Per quanto concerne la dicitura di:" new wave of british heavy metal ", mi astengo in quanto non amante di tutti questi nomignoli affibbiati al metal e al rock !! nonostante ciò è innegabile che durante questo periodo siano venute alla luce alcune fra le band più importanti della scena metal sia britannica che mondialeche a mio avviso dovrebbero entrare a far parte del Unesco, come patrimonio mondiale !!
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Un avventore del Soundhouse
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