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FOSCH FEST - Day II, Arena Sound, Bagnatica (BG), 29-30/07/2011
04/08/2011 (5202 letture)
Il Fosch Fest di Bagnatica è oramai divenuto un appuntamento fisso per il popolo metallico del nord. Fortemente incentrato sulle sonorità folk/pagan, l’evento ha oramai un richiamo generale a causa della sua maggiore virtù: per assistere agli show non si paga il biglietto.
In barba al detto “più spendi meno spendi” l’organizzazione, a costo zero, propone infatti:
-una manciata di band di valore (Korpiklaani, Manegarm, Folkstone, Heidevolk), sorrette da altrettanto interessanti giovani promesse (Kalevala, Mater Dea, Ancient Bards, Ad Plenitatem Lunae, Diabula Rasa, Krampus);
-un’area spaziosa, ben tenuta e pulita in cui godersi i vari concerti;
-una serie di facilities di prim’ordine (tra cui, come non segnalarlo, una serie di stand mangerecci di ottimo livello) e dal costo assolutamente contenuto;
-un’area campeggio confortevole;
-spazi parcheggio comodi ed abbondanti (mi preme sottolinearlo dato che noi italiani ci si tiene molto all’auto).

Il tutto distribuito in un finesettimana di divertimento metallico con vista monti. Plauso.

Dovendo escludere per motivi privati la sera del venerdì in cui, da headliners, hanno fatto bella mostra di sé gli svedesi Manegarm (che voci di corridoio molto attendibili hanno confermato essere una formazione estremamente piacevole in sede live), noi di Metallized ci siamo tuffati in quella che è da considerarsi la porzione trainante di tutto il festival, ossia la giornata di sabato.

A valle delle interpretazioni dei connazionali Ad Plenitatem Lunae e Mater Dea, costretti ad esibirsi in orari pienamente “pomeridiani” e dunque sfavorevoli, iniziano ad infiammarsi gli animi.

KALEVALA
Con la calura in salita dall'asfalto, il sestetto cattura l'attenzione del pubblico grazie ad un'interessante proposta di folk rock contaminato a sprazzi dagli anni '70. Flauti e fisarmoniche sono spesso gli strumenti che spiccano dall’amalgama, senza però eclissare le corde degli axemen. La scelta di utilizzare il cantato in italiano per alcuni brani, quali Musicanti Di Brema o Ballo In Fa Diesis Min, contribuisce sicuramente a sfoggiare uno show catalizzante nei confronti di un pubblico fiaccato dalla temperatura, tuttavia ben disposto verso i nostri.
Terminata l'esibizione dei Kalevala mi guardo intorno e riconosco l'atmosfera festosa tipica dei grandi open air: ciascuno con la propria birra e con la volontà di stringere nuove conoscenze. Non mancano le puntate distensive ai banchetti del merch, per dischi ed ammennicoli vari, così come non si è privi di personaggi stravaganti(chi ha pensato alla ragazza cyberpunk con i capelli verdi fluo e quella in costume di babbo natale? Ammirazione, soprattutto, per il coraggio di quest'ultima).

HEIDEVOLK
Finalmente salgono sul palco gli olandesi Heidevolk, formazione che permette alla folla una maggiore interazione. I vocalist Joris Boghtdrincker e Mark Splintervuyscht sono autori di una buona prova, oltre ad essere molto presenti ed incitare spesso gli ascoltatori che, in cambio, cominciano a destarsi dal torpore causato dall'afa. In particolare è sulle note di Saksenland, opener dell'album Walhalla Watch e cavallo di battaglia della band, che Mark chiama il pubblico ad intonare il canto di apertura. Al momento del bridge anche il massiccio chitarrista Reamonn Bomenbreker invoca la partecipazione dell'audience, chiamando gli spettatori partecipare al coro a volume sempre più alto, ottenendo un vero e proprio urlo che coinvolge tutta la platea. Gli Heidevolk dimostrano di trovarsi a proprio agio anche con il caldo e la luce, riuscendo a contribuire al successo del festival e lanciandosi anche in declamazioni in italiano. Pur non presentando strumenti tipici del folk nella loro prova dal vivo, i sei vichinghi (passatemi il termine) propongono un concerto intriso di passione ed entusiasmo.
A dir poco contagiosi.

FOLKSTONE
Premesso che ho visto e raccontato moltissime performance live dei nostri guerrieri orobici, che li conosco a menadito, che ho ottimi rapporti con alcuni di loro (Edo Sala, in particolare), mi sembrava assurdo non presenziare in uno dei luoghi storici della loro continua scalata. Ospiti difatti in tutte le edizioni, i Folkstone sono a Bagnatica nel proprio ambiente naturale, ossia contornati dalle montagne che spesso vengono citate nelle lyrics dei due full-lenght sin qui pubblicati. Inutile anche segnalare (perché ciò pare oramai ovvio) che molto pubblico vede nel gruppo bergamasco i veri e propri headliners della serata, a dispetto di chi avesse sperato in un monopolio d’interesse rivolto ai ben più famosi Korpiklaani.
I primi vagiti dei nostri li si percepisce attorno alle 20.30, nel bel mezzo del combattimento d’armi che fa da spartiacque della serata (a sottofondo, tra l’altro, proprio alcuni pezzi acustici tratti dall’ultimo edito Sgangogatt): prima Edo Sala, poi via via gli altri membri, salgono per un rapido line-check. Molti di noi iniziano a guadagnare le fila, anche se gli sguardi sono concentrati verso il cielo: a detta di tutti i locali, quei nuvoloni carichi di pioggia non mancheranno di bagnare questo sabato di festa. E così è: per una buona mezz’ora dei bei goccioloni rapidi e pesanti lavano il sudore dei tanti metallari intervenuti (stime della polizia locale parlano di circa diecimila unità).
La voglio tutta anche io sulla mia testa, come una sacrosanta purificazione prima dell’ingresso in una nuova bolgia infernale. Che difatti non tarda ad arrivare: appena i Folkstone salgono sul palco del Fosch, con il tempo che si persuade a farsi clemente, tutti si ammassano a ridosso del palco. Lo spettacolo di teste che vedo dalla mia posizione arretrata è affascinante. Un mare di capelli e braccia al vento inizia a scatenarsi appena Lore parte con i suoi vocalizzi e ciò - come non potrebbe - deve aver contribuito ad aumentare la carica sprigionata sul bellissimo palco.
La performance complessiva è buona, grazie soprattutto all’eccellente bilanciamento sonoro. Lore parte come sempre un po’ freddino, mostrando poi pregi e difetti della sua ugola grezza e sgarbata, ma sul palco è uno straordinario mattatore, sia per come sa concentrare su di sé gli sguardi del pubblico, sia per le declamazioni (un po’ populiste ma estremamente efficaci nel contesto) che fanno da contorno alle presentazioni delle varie tracce. Le quattro cornamuse suonano inizialmente un po’ esagerate in volume e “sparate” nelle frequenze alte della gamma, però vengono immediatamente ridimensionate così da non coprire il basso e la chitarra di Federico Maffei e Walter Franchi: rispetto a quando li avevo seguiti alla data di Trezzo D’Adda i due mi paiono finalmente (e felicemente) integrati. Non apprezzo moltissimo il settaggio della distorsione della sei corde, a mio avviso troppo magro, tuttavia va ammesso che, in assetto multilineare, un ulteriore contributo dominante avrebbe potuto rendere difficile la gestione dell’amalgama da parte della zona mixer (in cui, come sempre, capeggia lo storico fonico Yonatan Rukhman). Discorso diametralmente opposto per la restituzione della batteria, altresì eccezionale: suoni pieni, vigorosi, brillantemente amplificati, che fanno da cornice alla prestazione di Sala, impeccabile come sempre.
Ma veniamo alla setlist. I Folkstone hanno circa un’ora per sparare le proprie cartucce, tempo che consente di puntare sui pezzi fondamentali della loro scalata orobica, eludendo tuttavia (inspiegabilmente) uno dei cavalli di battaglia più noti, In Taberna, nonché la trainante Longobardia, opener di Damnati Ad Metalla. Per il resto è tutto molto convenzionale, ma anche irreprensibile (la gente non si aspettava certo uno show innovativo): fanno dunque capolino le storiche Briganti Di Montagna, Alza Il Corno, Folkstone, Con Passo Pesante e Rocce Nere (aperta dalla versione corale inclusa in Damnati Ad Metalla), nonché le più recenti Frerì, Un’altra Volta Ancora (cantata in coppia con una Roby non molto adatta al ruolo di singer), Anime Dannate (killer il bass-drumming di Edo) e Dall’Altro Cadrò.
Come sempre non possono mancare richiami alla musica cantautorale nazionale: è la volta (ancora) di C’è Un Re dei Nomadi, che Lore canta con moltissima passione.
Il risultato è un tripudio. Al momento in cui i Folkstone dichiarano la loro ultima canzone i più hanno iniziato a stracciarsi le vesti, quasi dimenticando che di li a poco sarebbero intervenuti nientemeno che i Korpiklaani.
Ma ciò, neanche molto strano, è il bello del Fosch.

KORPIKLAANI
Svestita la back-line con le “suppellettili” dei Folkstone ed issato un grande telone con la scritta Korpiklaani, quale vero proprio passaggio di consegne, i memorabili folk-metallers finlandesi si catapultano sul palco, dopo circa una ventina di minuti dalla conclusione del precedente set.
In questo lasso temporale ho gironzolato per le bancarelle del Fosch alla ricerca di qualche “modernità” di cui tener conto nel presente report: niente di nuovo all’orizzonte (solite borchie, solite magliette, soliti dischi), il che mi rammenta che - in fin dei conti - pure io non sono poi tanto cambiato nel corso degli anni passati in questo allegro carrozzone borchiato…
Ma bando alle ciance. La celebrazione festaiola ha subito inizio con i brani dell’ultimo Ukon Wacka che live suonano un po’ meno noiosi che su disco, anche se decisamente privi del tiro che qualunque traccia di Spirit Of The Forest o Tales Along This Road avrebbe (ed ha): Päät Pois Tai Hirteen fa da apripista ma la band si mostra fin da subito spenta e stanca.
La sbornia di vedere i Korpiklaani sul palco di questa magica giornata svanisce infatti molto presto. Non è la prima volta che mi capita di assistere ad un’esibizione dei nostri e devo ammettere che la mia aspettativa, tradita, era decisamente più alta: i brani sono stati tutti eseguiti dignitosamente, salvo alcuni interventi vocali di Jonne Järvelä totalmente fuori tono e controllo, ma la complicità godereccia tipica delle loro rassegne è davvero mancata. Sul palco, l’unico a “tenere botta” a Jonne è Cane, sempre più simile ad uno Slash biondo: lui e la sua Les Paul vagano in stato confusionale lungo tutto il palco, girando attorno ai rimanenti membri della band, più che mai statici e fuori dallo spettro visivo del pubblico. Sempre bravi, ma davvero insipidi a livello visivo, Hittavainen (violino) e Kauppinen (fisarmonica): sono loro che forniscono la melodia sulla ritmica hummpa delineata dal riffing di Cane e dalla ritmica di Matson. Su quest’ultimo, fatte le debite proporzioni, vale quanto detto per i Folkstone: suoni perfetti e amplificazioni da brivido.
La triade alcolica Vodka, Tequila e Beer Beer scalda sempre gli animi, tuttavia la mancanza di capolavori alla Happy Little Boozer, Vakirauta, Spirit Of The Forest e Tuli Kokko (tanto per citarne alcuni) nel set ha del paradossale, determinando un notevole abbassamento dell’adrenalina. Presenti invece le famose Cottages & Saunas, Journey Man, Pine Woods accanto alle nuovissime Vaarinpolkka, Lonkkaluut, Ukon Wacka e Tuoppi Oltta. Vero è che il timing “da festival” non permette una completa rivisitazione della discografia, tuttavia si è anche perso molto tempo con inutili intervalli morti, il più evidente dei quali è stato a monte del rientro per gli encore con uno Jonne in preda al delirio canoro su un motivetto dalla melodia inconcepibile, e con le coverizzazioni (carine, ma davvero inopportune) di Iron Fist dei Motorhead e di Juodaan Viinaa degli Hector. In questa situazione mi è venuto da pensare che i Korpiklaani abbiano davvero il serbatoio in riserva, come ho anche contestato nella recensione dell’ultimo Ukon Wacka. Per contro, ho notato uno spaccamento del pubblico, non completamente attestato sulla mia visione: da un lato chi, in preda all’entusiasmo, ha continuato imperterrito il suo pellegrinaggio nelle prime file iniziato con gli Heidevolk e mai conclusosi, dall’altro chi non ha esitato a manifestare un po’ di risentimento per una prestazione decisamente sottotono.
Detto questo, va anche concessa una grande scusante: la band ha dovuto suonare tardi, ai margini di una giornata sicuramente faticosa (interviste, obblighi istituzionali, attese, soundcheck) e appena dopo l’esuberante tripudio per i beniamini Folkstone; non so se ciò sia di totale conforto, tuttavia nell’ottica di una giornata davvero esaltante (e pure gratis) può certamente aiutare a far “buon viso a cattiva sorte”.

Lunga vita al Fosch Fest!
E intanto, per la terza volta, grazie Bagnatica!


Introduzione, report Folkstone e report Korpiklaani a cura di Massimiliano Giaresti “Giasse”.

Report Kalevala e report Heidevolk a cura di Giovanni Perin “GioMasteR”.

Foto a cura di “Persephone”.



andrea - heidevolk fan club
Giovedì 7 Giugno 2012, 10.46.28
32
CHI ERA AL GODS OF FOLK HA RESPIRATO L'ARIA DEL FOSCH DI QUEST'ANNO!!!!SARA ANCORA PIU STUPENDO ED UNICO!!!UN BILL DA PAURA! NON MANCATE )))))))
Karolus
Giovedì 18 Agosto 2011, 18.30.18
31
Gloria ai FOLKSTONE!
AL
Martedì 16 Agosto 2011, 12.47.31
30
peccato per quest'anno. ho dovuto saltare per impegni improrogabili (matrimonio... ) mi rifarò l'anno venturo!
Mattia
Martedì 9 Agosto 2011, 13.31.16
29
Grandissimo festival e lunga vita al FoschFest ormai sono tre anni e sono sempre stato presente!! è stato bello poi ho conosciuto un sacco di gente!! Heidevolk e Folkstone i migliori!! Con un flautista dei kalevala che sembrava John lennon xD Un ringraziamento a Rowan bassista degli heidevolk per il jack daniel!! Attendiamo con trepidazione la prossima edizione! io ero quello mezzo blu!
melissa
Domenica 7 Agosto 2011, 17.42.54
28
PER RICHARD ....allora juho non è antipatico....è solo molto giovane lui è un po restiuo a fare le foto perchè si vergogna molto....è molto timido....se sai come prenderlo è molto tenero a me personalmente oltre a essere il mio mito AMANDO LA FISARMONICA PIU' DI TUTTO.....FA TANTA TENEREZZA! ma antipatico no!
Jam
Domenica 7 Agosto 2011, 12.11.45
27
l'applauso va a chi ha organizzato, a chi ha permesso che ciò accadesse... Emozioni uniche che ancora oggi ribollono dentro l'anima... GRAZIE A TUTTI VOI
Persephone
Sabato 6 Agosto 2011, 0.19.38
26
Cos'è stato per me il Fosch Fest??? Allegria a go go, birra a go go, amici (vecchi e "nuovi") a go go e, soprattutto tanta, ma tanta buona musica...in una parola: DELIRIO!!! Un grazie di cuore a Richard per aver reso possibile tutto questo...e come dicono a Roma: DAJE REGA'!!!
fabriziomagno
Venerdì 5 Agosto 2011, 23.20.18
25
bellissimo festival, grande esperienza e tanto tanto divertimento!!! Sono rimasto positivamente colpito dall'organizzazione (Richard grazie di tutto, sei fortissimo!), dall'elevata qualità dei gruppi presenti e dagli immancabili rugbisti, con i quali ho giocato per una mezz'ora buona. Un saluto alle persone che ho conosciuto, a chi ha avuto il coraggio di farmi i complimenti e a tutti quelli che mi hanno offerto da bere... nei concerti folk si respira un'aria unica, di divertimento e passione! Folk on!!! \m/
Celtico
Venerdì 5 Agosto 2011, 20.10.54
24
inutile dire che è stato eccezionale il Fosch! ogni anno meglio! sono stati eliminati alcuni difetti dell'e edizioni precedenti soprattutto le code chilometriche alle casse...e poi tantissima gente! riguardo alla recensione non posso far altro che concordare con il giudizio sui Korpik...sinceramente non mi hanno mai esaltato, speravo di cambiare idea ma a metà concerto me ne sono andato a farmi un giro...Delusione! Vabbè, come detto avevano delle scusanti...Folkstone da brivido aiutati dalla partecipazione attiva dei fans e visto che non c'eravate posso dire che i Manegarm hanno sfoderato una prestazione da pelle d'oca! Fantastici! Tra l'altro notare pure i più di 3000 presenti al venerdì...Il Fosch più che un festival stà diventando sempre più un raduno per fare baldoria divertirsi e rivedere gli amici sparsi su tutta la penisola... Ps: Giasse , la prox volta ci sediamo a mangiare assieme almeno riusciamo a parlare per più di 5 minuti alla volta ))
Freyja
Venerdì 5 Agosto 2011, 19.59.44
23
Ottima organizzazione, cura del particolare, gentilezza e passione, questo è ciò che ho visto al Fosch. Gruppi che hanno dato il meglio, Heidevolk spettacolari e Folkstone emozionanti come non mai. Il rientro a casa è stato traumatico, la nostalgia si sente eccome, persino in campeggio siamo stati benissimo. Aspetto con ansia quello del prossimo anno!!! Grazie ancora a chi si è dato così tanto da fare per regalarci due giorni di totale perfezione!
Dikken
Venerdì 5 Agosto 2011, 17.46.00
22
che sfigato
R
Venerdì 5 Agosto 2011, 16.21.45
21
mi dispiace DIKKEN ma abbiamo tutti un ... Cuggino... antipatico. Il mio si chiama ... DIKKEN...
Dikken
Venerdì 5 Agosto 2011, 15.05.35
20
il fisarmonicista è mio cugino ed è molto + simpatico di te
Richard
Venerdì 5 Agosto 2011, 13.50.07
19
... ma il fisarmonicista.... ANTIPATICISSIMO eh.... e non appare in nessuna foto... Melissa, tu che li conosci bene e li hai visti decinaia di volte, sempre cosi ????
Melissa
Venerdì 5 Agosto 2011, 13.33.28
18
Concordo con Fabio hittavainen non c'era e' stato sostitutito correggete......il violinista che lo ha sostituito e' stato molto piu' che all'altezza...bravissimo
Feanor
Venerdì 5 Agosto 2011, 13.16.38
17
In alto i corni!
Richard
Venerdì 5 Agosto 2011, 13.09.19
16
x ALZAILCORNO... il piacere è tutto mio, anzi...nostro. Voi venite con lo spirito giusto e il resto ce lo mettiamo noi... Vorrei fare un ringraziamento particolare a Fabio & Alice di Metallized che non hanno mollato un attimo il backstage sempre alla ricerca dello scoop.; diverse ore sotto il sole... e poi Alice ha fatto anche ...nuove amicizie...
Defender
Venerdì 5 Agosto 2011, 12.17.02
15
"... cantata in coppia con una Roby non molto adatta al ruolo di singer ..." Ma anche no! La Roby è la miglioreeeeeeeeee! Non vedo l'ora che arrivi l'anno prossimo! E' stato il miglior concerto in assoluto in cui sono stata! Grazieeeeeeeeeeeeeeee
Khaine
Venerdì 5 Agosto 2011, 12.14.34
14
@ alzailcorno93: il piacere è stato tutto mio
alzailcorno93
Venerdì 5 Agosto 2011, 11.20.42
13
è stato semplicemente un festival GRANDIOSO, organizzato da brave persone e a cui hanno partecipato persone che avevano voglia solamente di divertirsi e bere in compagnia a mio parere i Manegarm sono stati i migliori del bill IN ASSOLUTO (d'altronde era da anni che li aspettavo) mentre concordo in pieno con giasse sul discorso korpiklaani: dall'ultima volta che li ho visti (2009) hanno perso moltissimo; si salvano solamente perchè fanno qualche canzone vecchia (e tra l'altro non happy little boozer, dato che il cantante ha preferito far fare dei coretti idioti ad un pubblico che ormai non lo seguiva più!!!) concludo dicendo che è stato un piacere ritrovare giasse e khaine per una chiacchierata, aver conosciuto altri redattori di metallized, e infine aver conosciuto di persona il grande Richard!!! ci si vede l'anno prossimo
missmagenta
Venerdì 5 Agosto 2011, 10.58.32
12
è NELL'ALTO cadrò, non DALL'ALTO O.o tra l'altro, secondo me roby se la cava egregiamente col microfono in mano e ha una carica che altri si sognano XD
Fabio
Venerdì 5 Agosto 2011, 9.08.07
11
Ho un dubbio... Ma dove l'hai visto il concerto dei Korpiklaani? dalla birreria? No perchè se non l'hai notato Hittavainen non c'era.... al suo posto ben spiccava un biondino alto e dinoccolato, tutt'altro che statico... Bah....
Dikken
Venerdì 5 Agosto 2011, 9.01.36
10
Ottimo il festival Ottimo il Bill Ottimo cibo ottima musica Ottimo impanto FOlkstone divini GRandi i ragazzi di BAngatica che ci hanno messo il cuore e coi i FOlkstone sono gli unici oragnizzatori di questa storica edizione
Ruben
Venerdì 5 Agosto 2011, 2.54.21
9
Veramente un bel articolo \m/ Non vedo l'ora di partecipare al prossimo =) Lunga vita al Fosch Fest
Richard
Venerdì 5 Agosto 2011, 1.49.34
8
Lo spirito giusto ...commovente...
Melissa
Venerdì 5 Agosto 2011, 1.47.19
7
Ci ho lasciato il cuore a questa edizione davvero c'erano due dei miei gruppi preferiti e ho passato il giorno più bello della mia vita.....verro' ogni anno a riprendermi il cuore ma c'e lo lascero' di nuovo x sempre e' vostro ormai....grandioso tutto lo staff e tutti gli artisti...
S.
Venerdì 5 Agosto 2011, 0.05.56
6
Fosch Fest meraviglioso, non ci si può lamentare di nulla!
loretta
Venerdì 5 Agosto 2011, 0.00.29
5
concordo con richard sul tema principale della festa, ma sono in totale disaccordo con il recensor eper quanto riguarda un'altr aovlta ancora: trovio che la versione cantata di roby sia molto entusiasmante dal vivo! e tutto il live dei folkstone ès tato estremamente coinvolgente e ben suonato.
Richard
Giovedì 4 Agosto 2011, 23.38.35
4
Nota a margine (ma non è una scusante...) Alle 2,30 di mattina del sabato stesso i Korpiklaani lasciavano il palco del Nokia Festival a Helsinki per fiondarsi in Italia. Malpensa alle ore 11,oo , check, leggero riposo e poi di nuovo sul palco. Di più onestamente non si poteva pretendere ma del resto è la grama vita delle rock-stars.... POTA !!!!! Quello che conta comunque è il tema stesso della festa fatta di amicizia, di ritrovo, di vecchie e nuove conoscenze, di birra e carne alla griglia; la musica è quasi (!!!) un contorno piacevole...
pincheloco
Giovedì 4 Agosto 2011, 23.33.15
3
Le due edizioni precedenti sono state grandiose, questa purtroppo me la sono persa per problemi abbastanza grossi. Mi sono mangiato le mani leggendo il report di Giasse. Fortunati i presenti e alla prossima.
Arvssynd
Giovedì 4 Agosto 2011, 23.30.09
2
Le facce perplesse dei Korpiklaani con Fab ahahahahaha
Khaine
Giovedì 4 Agosto 2011, 23.19.43
1
Bella edizione, mi son molto divertito. All'anno venturo!
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