Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Slipknot
We Are Not Your Kind
Demo

Atlas Entity
Beneath the Cosmic Silence
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

20/08/19
NOX ARCANA
The Haunted Symphony

20/08/19
SORCERY
Necessary Excess of Violence

23/08/19
FREEDOM CALL
M.E.T.A.L.

23/08/19
METH.
Mother of Red Light

23/08/19
DEADTHRONE
Premonitions

23/08/19
ILLDISPOSED
Reveal Your Soul for the Dead

23/08/19
ASTRALIUM
Land of Eternal Dreams

23/08/19
LAGERSTEIN
25/7

23/08/19
SACRED REICH
Awakening

23/08/19
DEVIN TOWNSEND
Eras part IV

CONCERTI

20/08/19
FRANK TURNER & THE SLEEPING SOULS
FESTA RADIO ONDA D'URTO - BRESCIA

21/08/19
FOR THE FALLEN DREAMS + GUESTS
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

22/08/19
RHAPSODY OF FIRE + GUESTS
FESTA BIKERS - COLOGNO AL SERIO (BG)

23/08/19
NECRODEATH + GUESTS
FESTA BIKERS - COLOGNO AL SERIO (BG)

23/08/19
POVOROCK (day 1)
AREA FESTEGGIAMENTI - POVOLETTO (UD)

24/08/19
REZOPHONIC + GUESTS
FESTA BIKERS - COLOGNO AL SERIO (BG)

24/08/19
BREAKING SOUND METAL FEST
SALENTO FUN PARK - MESAGNE (BR)

24/08/19
POVOROCK (day 2)
AREA FESTEGGIAMENTI - POVOLETTO (UD)

24/08/19
METAL REDENTOR FEST
SPAZIO LUPARDINE - PENTIMELE (RC)

25/08/19
BEHEADED + HELION
CIRCOLO SVOLTA - MILANO

VIADANA OPEN AIR - Arena Spettacoli, Viadana (MN) 13/08/2011
19/08/2011 (6734 letture)
L'estate è sempre teatro di grandi festival all'estero, ma l'Italia non vuole essere da meno. Con il Viadana Open Air, in quel di Mantova, sono stati messe in luce le molte valide realtà tricolore insieme ad alcuni gruppi di fama internazionale, condensati in un esplosivo sabato di agosto.

Dopo un paio d'ore trascorse al volante finalmente giungo a Viadana, cittadina al confine tra la provincia mantovana e quella reggioemiliana, sono appena le due e mezza ma il sole è al suo culmine, risultando impietoso. Fortunatamente il luogo adibito al festival, l'Arena Spettacoli, è immerso nel verde che sembra offrire riparo e frescura ai poveri metallari accaldati. Mi accodo alla cassa attendendo di poter entrare e non appena riesco a varcare la soglia, mettendo piede nell'area del festival, sento parlottare un gruppo di ragazzi che dicono che a quanto pare salterà l'esibizione degli Obscura a causa di problemi alla mano del chitarrista. Non si riesce a capire se sia una voce di corridoio, tantomeno chi tra Christian Muenzner e Steffen Kummerer sia realmente coinvolto nell'incidente. Senza lasciarmi scoraggiare cerco conferme chiedendo agli altri presenti: nessuno sa niente di preciso, nemmeno come sia avvenuta la fuga di notizie. Intanto il tempo trascorre e si avvicina l'orario d'inizio della prima band della giornata: i Krampus, che da poco hanno terminato il soundcheck. L'assaggio in fase di calibrazione dei suoni ha incuriosito diverse persone che si avvicinano al palco nell'attesa che gli opener battezzino quest'edizione del Viadana Open Air.
Guardandomi intorno comincio ad intravedere le prime facce familiari: Giuseppe Orlando degli Airlines Of Terror (noto per essere anche il batterista dei Novembre), Silvano Leone degli Hour Of Penance e Martin Henriksson dei Dark Tranquillity, inoltre altri musicisti si trovano mescolati al pubblico ed interagiscono con amici e fan.

KRAMPUS
Finalmente, anche se con un po' di ritardo, i diavoli salgono sul palco con tanto di face painting e pelli di animale, come nella migliore tradizione folk. Dopo l'intro strumentale gli otto attaccano con Shadows Of Our Time, titletrack dell'esordio discografico dei friulani. Da subito questi giovani mettono in chiaro che l'età non è un requisito necessario per presentare una buona proposta musicale, dimostrando di avere le carte in regola per competere con le realtà d'oltralpe e un songwriting fresco anche se non rivoluzionario. La loro miscela di folk e death melodico spinge spesso il piede sull'acceleratore creando un buon connubio tra la sezione aggressiva, tenuta in piedi dal preciso drumming di Carlo e la versatile vocalità di Filippo, e il lato più folk costituito dal violino di Marika e la varietà di strumenti suonati dal versatile Matteo. Quest'ultimo, durante la mezz'ora a disposizione della band, non è mai fermo e, nel corso dello stesso brano, passa continuamente dalla cornamusa, al bouzouki, al flauto senza fermarsi un attimo e portando un decisivo contributo che rende la proposta dei Krampus coinvolgente e piacevole. L'unica pecca dell'intero concerto degli udinesi è una non perfetta amplificazione delle sei corde che suonano gracchianti e non sono valorizzate all'interno del contesto, nonostante ciò la buona presenza scenica riesce, in parte, a compensare un'acustica non del tutto favorevole.

SETLIST KRAMPUS
01. Intro
02. Shadows Of Our Time
03. My Siege
04. Dance Of Lies
05. Tears Of Stone
06. Rocks Of Verden
07.Beneath The Storm
08. Aftermath

LAHMIA
Dopo a malapena un quarto d'ora di cambio palco è la volta dei romani Lahmia, realtà sulla scena da qualche anno autrice di un death melodico arricchito da momenti più lenti e malinconici. Il quartetto dà fuoco alle polveri con Drug Me To Hell e i musicisti si dimostrano ben presto a proprio agio sul palco, muovendosi e chiedendo l'intervento del pubblico che però non sembra aver ancora terminato con il riscaldamento, infatti la folla risponde un po' debolmente anche se è attiva. Salta presto all'occhio la giovane età del batterista Alessandro Santilli che sostituisce degnamente Fabio Cesarini con il suo drumming euforico ed instancabile. La prova dal vivo del quintetto è rinforzata dall'ugola del singer Francesco Amerise, che emette uno scream incisivo e graffiante riuscendo a dilungarsi per molti secondi in un singolo vocalizzo. L'esibizione include, oltre ad alcuni classici della band quale la struggente Nightfall, anche la presentazione di una composizione che sarà racchiusa nell'album venturo, dal titolo Into the Abyss. Sfortunatamente le difficoltà sonore che hanno accompagnato l'esibizione dei Krampus sembrano perpetrarsi anche per questa seconda performance in cui si avverte qualche anomalia nella miscela di chitarre e basso, quest'ultimo risulta poco presente (in termini di decibel) e non riesce a conferire quello spessore che trasforma una prova discreta in una buona. Non solo, i Lahmia risultano ulteriormente sfavoriti quando si vedono costretti ad interrompere l'esibizione dopo soli quattro brani senza la possibilità di concedere al pubblico qualche minuto in più della propria musica. Nonostante queste difficoltà esterne all'operato della band, l'esibizione riesce a tenere un buon numero di fan davanti al palco fino al termine del tempo a propria disposizione.

SETLIST LAHMIA
01. Drug Me To Hell
02. Into The Abyss
03. Nightfall
04. The Tunnel

AIRLINES OF TERROR
Giunge il turno della band che più mi aveva incuriosito tra quelle proposte dal bill di quest'edizione del VOA: i romani Airlines Of Terror. Quello che in studio è un trio diventa per quest'occasione un quartetto, avvalendosi della collaborazione di Flavio Gianello alla chitarra, appena reduce dall'esibizione con i suoi Lahmia. Per nulla provato l'axemen si dimostra unito al trio capitanato dal carismatico Demian Cristiani, fornendo il proprio contributo al muro sonoro delle sette corde. I problemi all'audio sembrano ormai ricordi lontani, perché ora ogni strumento è ottimamente bilanciato e l'effetto complessivo è incisivo esattamente come su disco.
Dopo aver aperto la mezz'ora a propria disposizione con la strisciante Once Upon A Time In Nagasaki, i romani snocciolano la bizzarra Disoriented Express in cui sonorità death e grind si miscelano a riff di matrice più rock. Lo show ricalca ottimamente il disco, il growl del frontman non conosce cali ed il batterista Giuseppe Orlando si muove tra i fusti con destrezza ed un tocco unico, fornendo una solida base ritmica insieme al basso di Andrea Arcangeli. Non c'è respiro tra un brano ed il successivo, se non per qualche frase di Demian, che a fine show richiama l'attenzione del pubblico sulle parole in lingua madre di Premiata Macelleria Cristiani, altro brano dal sound particolare. Nel tempo a propria disposizione gli AOT riescono a riproporre quasi per intero il loro primo disco Blood Line Express, risultando la proposta più freak della giornata, ma anche una realtà tricolore estremamente promettente.

SETLIST AIRLINES OF TERROR
01. Once Upon A Time In Nagasaki
02. Disoriented Express
03. Polizei Zombie
04. Blood Stained Bananas
05. Spaghetti Western Death
06. Screen Poker Junkie
07. Premiata Macelleria Cristiani
08. Carpet Of Larvas

DARK LUNACY
Ancora una volta ci sono solo pochi minuti per il cambio palco, giusto il tempo di andare a prendere un panino ed innaffiarlo con un'altra buona birra, perché presto i Dark Lunacy salgono sul palco, sfoggiando il look della loro ultima fatica Weaver Of The Forgotten: doppiopetto gessato con tanto di cravatta rossa. L'eleganza proposta nell'abbigliamento riflette la ricercatezza e la finezza della proposta musicale del quintetto di Parma, un death metal melodico dalla forte teatralità, in cui gli archi (in particolare il violino) hanno ampio spazio nel ricreare l'atmosfera tesa e struggente presente anche nei testi. Forgotten, pescata direttamente dall'ultimo album dei parmigiani, apre le danze con sonorità tese e scure, che si accompagnano alle tinte del crepuscolo che sta lentamente scendendo su Viadana. L'aria si fa solenne quando il maestoso coro di apertura di Aurora risuona nell'arena, riportando alle atmosfere di The Diarist, ma il percorso indietro nel tempo si estende anche a Forget Me Not, da cui viene estratta Through The Non Time. Gli inserimenti di strumenti orchestrali sono come sempre a metronomo, ma il batterista Alessandro Vagnoni non sembra avere alcuna difficoltà con il famigerato click.
La dramatis persona per eccellenza dello spettacolo è l'emozionante Mike Lunacy che attraverso una forte gestualità connota il cantato e carica di significato le proprie parole, interpretando il ruolo di primo attore in una squadra molto affiatata. Infatti, nei tre quarti d'ora a propria disposizione, i Dark Lunacy non solo si dimostrano in grado di riproporre perfettamente quanto inciso su disco, ma riescono a dare un impatto ed una carica unici alle proprie esecuzioni, coinvolgendo il pubblico che dimostra di apprezzare dando luogo al primo pogo della giornata. Ma altri segnali di godimento giungono quando l'audience canticchia il refrain di violino di Dolls, orchestrati direttamente dal singer in una nenia collettiva che sembra abbandonare i fan in prima fila direttamente nel mondo dei sogni.

SETLIST DARK LUNACY
01. Forgotten
02. Aurora
03. Curtains
04. Through The Non-Time
05. Masquerade
06. Motherland
07. Pulkovo Meridian
08. Dolls
09. Sybir

HOUR OF PENANCE
Rimaniamo ancora una volta in Italia ma cambiamo completamente genere ed atmosfera, perché stanno per giungere sul palco i capitolini Hour Of Penance con il loro brutal/death. L'ingresso sul palco dei quattro avviene sull'intro barocca di Paradogma, che dà il nome anche alla loro ultima fatica, facendo immediatamente reagire le prime file che si scatenano in un pogo selvaggio. I due membri più anziani della band si dimostrano molto attivi on stage, in particolare Silvano Leone è autore di un violentissimo headbanging a velocità forsennata e non perde occasione per muoversi e dominare il palco con la propria furia. Lo stesso pesta il basso, dalla cassa scolpita come il cranio di una bestia feroce, indemoniato come se volesse distruggerlo, mentre rinforza il cantato di Paolo Pieri con il suo growl. Il nuovo entrato alla voce dimostra di aver saputo raccogliere la pesante eredità di Francesco Paoli, accompagnando inoltre il collega Giulio Moschini alla chitarra. Nemmeno Simone Piras sembra avere difficoltà con le ritmiche tritaossa dei brani proposti, barcamenandosi tra doppia cassa a velocità folli e blast-beat rapidissimi. La setlist prosegue con Incestous Dinasty Of Worms e successivamente si sposta tra i brani provenienti solamente dalle ultime due uscite dei romani, ma è arricchita dalla presentazione di un inedito il cui titolo (salvo mishearding da parte mia) dovrebbe essere Addiction To Scorn che suona in pieno stile Hour Of Penance che ingolosisce i fan in attesa del prossimo disco.
Come closure della propria esibizione i quattro scelgono Misconception, che conclude degnamente i quarantacinque minuti di massacro.

SETLIST HOUR OF PENANCE
01. Paradogma
02. Incestous Dinasty Of Worms
03. Absence Of Truth
04. Incontrovertible Doctrines
05. Addiction To Scorn
06. Adversary Of Bigotry
07. Misconception

THEATRES DES VAMPIRES
Ennesimo cambio palco e questa volta le tinte si fanno del colore del sangue: entrano in scena i Theatres Des Vampires guidati dall'incantatrice bellezza di Sonya Scarlet. Per l'occasione questa sale on stage con un copricapo di serpenti sintetici che la fa assomigliare ad una moderna Medusa, su questo s'innestano una serie di veli neri che donano un alone di mistero e misticismo alla donna. I restanti componenti della band hanno il volto coperto da maschere bianche su cui non s'intravede alcun tipo di espressione. A metà del brano di apertura Keeper Of Secrets, che introduce anche il nuovo album Moonlight Waltz, la frontwoman è costretta a rimuovere l'ingombrante capigliatura di aspidi e il resto della band rivela il proprio volto. I volumi sono da subito ottimamente bilanciati, con la chitarra di Stephan Benfante molto grave che fa contrasto con i suoni di tastiera di Fabian Varesi in un binomio di potenza e atmosfera. Sebbene lo stile dei vampiri sia cambiato dopo la dipartita di Lord Vampyr, mutando da un gothic venato di elementi black ad una proposta maggiormente melodica, questo non impedisce al quintetto di riproporre dal vivo alcune vecchie perle: la prima è Lilith Mater Inferorum, tratta da Suicide Vampire. Da subito Sonya mette in luce la propria versatilità vocale passando dalla voce straziata ed angosciante ad episodi che rasentano lo scream, toccando anche momenti in cui il cantato si fa maggiormente pulito, pur non risultando mai lirico. Come da copione l'esibizione è accompagnata dalla grande teatralità della donna, sempre presente anche quando manca la voce, che verte anche sulla sua sensuale immagine con l'effetto di ipnotizzare il pubblico.
Per quanto riguarda la scaletta, l'accento è posto soprattutto su Moonlight Waltz da cui vengono estratte la maggior parte delle esecuzioni, senza tralasciare il predecessore Anima Noir dalle tinte maggiormente elettroniche. La scenografia rimane sicuramente uno degli elementi che giocano maggiormente a favore delle esibizioni dal vivo dei redivivi romani, tanto che non mancano le fiamme, che spuntano dopo che la carismatica leader apre un libro marchiato con il logo della band, e, all'ultimo brano, nemmeno il sangue finto. I Theatres Des Vampires concludono il tempo a propria disposizione recuperando un altro vecchio successo: La Danse Macabre Du Vampire, per l'occasione raggiunti da un uomo che canta in compagnia della Scarlet in una serie di pose molto provocanti, lasciandosi infine macchiare del sangue finto che copre il petto della vocalist.
Il quintetto dà prova di saper rendere accattivante la propria proposta dal vivo giocando molto sulla scena, ma fortunatamente non manca la sostanza (musicale) di partenza.

SETLIST THEATRES DES VAMPIRES
01. Keeper Of Secrets
02. Lilith Mater Inferorum
03. Sangue
04. Grand Guignol
05.Angel Of Lust
06. Unspoken Words
07. Wherever You Are
08. Medousa
09. Blood Addiction
10. Carmilla
11. La Danse Macabre Du Vampire

OBSCURA
È giunta l'ora di toccare l'unico tasto dolente della giornata: l'esibizione dei tedeschi Obscura è effettivamente saltata, lo conferma la comparsa dello staff dei Dark Tranquillity che prepara la scena per la loro esibizione. L'iniziale malumore che serpeggiava tra la folla si è stemperato con il passaggio delle ore dal momento in cui la notizia dell'infortunio, se sempre di tale si tratta, è trapelata. Si sente ancora dire che forse sarebbe stato presente l'altro chitarrista (senza capire ancora di chi si tratti e chi abbia subito l'incidente) per una session di autografi, ma ormai nessuno ci crede. Al di là della delusione per non aver assistito alle prodezze del quartetto (delusione che per il sottoscritto è stata piuttosto forte) è presente una buona dose di disappunto per non aver ricevuto informazioni ufficiali da parte dell'organizzazione, almeno durante il festival. È comprensibile che tale spiegazione sia stata evitata per scongiurare l'irritazione dei presenti ma probabilmente sarebbe stato più onesto chiarire subito la questione in itinere ed evitare di alimentare aspettative, ma in fin dei conti è l'unica critica che mi sento di avanzare ad un'organizzazione che non ha colpe per il mancato show, se non di aver consapevolmente taciuto l'assenza degli Obscura.
Tuttavia la folla ha poco tempo per pensare alla mancata esibizione, perché presto salgono sul palco i sei svedesi di The Gallery pronti per dare in pasto al pubblico un'ora e mezza di spettacolo.

DARK TRANQUILLITY
Lo show si apre con At The Point Of Ignition, pescata direttamente dall'ultimo We Are The Void, che scalda il pubblico con le sue melodie di tastiera intervallate da sprazzi più tipicamente swedish in cui scatta il pogo. Mikael Stanne si presenta sul palco in ottima forma e comincia sfoggiando uno scream particolarmente definito e pieno e iniziando da subito a coinvolgere tutta la platea. L'entusiasmo del frontman è palpabile e lui non ne fa mistero, trasmettendolo ai presenti. Tutta la band appare in forma sia nell'esecuzione di brani più recenti, che hanno trovato ampio spazio nella setlist di Viadana, che in quella delle vecchie glorie, un po' trascurate per lasciare posto alla promozione degli ultimi album. I due axemen Sundin e Henriksson si muovono con agilità tra le corde eseguendo i brani in modo impeccabile e dimostrandosi particolarmente affiatati nelle armonie.
Alle spalle dei sei lo schermo, innalzato per l'esibizione degli scandinavi, continua a proiettare immagini e video che si abbinano ad ogni brano in una scenografia ben orchestrata, in particolare la proiezione del video di The Fatalist fa coincidere la pronuncia delle parole del titolo con la loro comparsa sullo schermo, conferendo un notevole effetto alla sincronia. Il drumming di Jivarp è come sempre scandito dal metronomo, ma il percussionista non è limitato nella sua esecuzione, che si costella di incastri e giochi di tom.
Quando il concerto sembra andare per il meglio ecco una triste sorpresa, un uomo in mezzo alla folla accende un bengala innescando paura e stupore nelle persone che lo circondano. Fortunatamente dopo pochi secondi interviene lo staff di sicurezza che allontana il mentecatto e riporta la situazione alla normalità, permettendo alle persone di tornare ad assistere allo spettacolo in tranquillità e serenità. La band non sembra per nulla toccata dallo spiacevole episodio e continua a sparare cartucce senza dare segno di svuotare i propri caricatori. È ora il turno dell'oscura Iridium, in cui Stanne dà prova di avere un buon pulito senza eseguire imperfezioni e risultando struggente nel suo aspro scream. Lo stesso singer ad un certo punto rassicura il pubblico dicendo:

Ci sono serate in cui eseguiamo solo qualche canzone e serate in cui invece non smettiamo di suonare e continuiamo a suonare. Questa è una di quelle in cui non ci fermiamo!

Col passare del tempo la band ripesca i successi più datati passando per The Gallery con Lethe e culminando con Lost To Apathy, il cui tema viene cantato a squarciagola dai presenti in un coro collettivo. Purtroppo il volpone piromane non si arrende e accende un secondo bengala, venendo nuovamente e tempestivamente allontanato dalla security che dimostra comprensione senza allontanarlo dal festival, ma rimanendogli accanto fino al termine dell'esibizione dei Dark Tranquillity. Un trattamento molto generoso per una persona che ha rischiato di rovinare il festival ad altri giunti a Viadana solo per sentire una giornata di buona musica.
Il concerto giunge al termine con Terminus (Where Death Is Most Alive), lasciando per una decina di minuti i fan in attesa di bis. Quando si scorge Henriksson ricomparire dietro le quinte, il pubblico lascia sfuggire un'ovazione che sa di beffa: l'axemen è tornato solo per recuperare il proprio strumento e l'esibizione è quindi da considerarsi conclusa. Poco male, nei novanta minuti gli svedesi sono riusciti a fare un buon spettacolo risultando decisamente convincenti.

SETLIST DARK TRANQUILLITY
01. At The Point Of Ignition
02. The Fatalist
03. The Lesser Faith
04. Damage Done
05. Misery's Crown
06. Haven
07. Final Resistance
08. Monochromatic Stains
09. The Wonders At Your Feet
10. Iridium
11. Focus Shift
12. Icipher
13. Dream Oblivion
14. Lethe
15. Lost To Apathy
16. ThereIn
17. Terminus (Where Death Is Most Alive)

Anche quest'edizione del Viadana Open Air è da considersi conclusa, nel complesso posso dire di aver assistito ad una serie di esibizioni di band di notevole levatura tecnica, capaci di eseguire dal vivo i brani con precisione e dotate di un buon carisma che ha tenuto il pubblico attivo anche dopo molte ore in piedi al caldo. A parte il dispiacere per non aver visto lo show degli Obscura, non posso che congratularmi con AL Productions per aver organizzato così bene un festival che non solo mette in luce i molti talenti nostrani, ma accoglie anche realtà internazionali facendoci, per una volta, sentire orgogliosi di come sono gestiti simili eventi in terra italica. Mi auguro che negli anni a venire questa promettente realtà possa ampliarsi e non solo concorrere con i grandi festival italiani, ma anche divenire un open air in grado di competere con quelli d'oltralpe: se la proposta rimane in questi termini, infatti, è giusto continuare a valorizzare concerti così validi.

RETTIFICA
In seguito ad uno scambio mail con l'Organizzazione ci sentiamo in dovere di rettificare, per completezza dell'informazione, quanto precedentemente scritto a proposito della mancanza degli Obscura. La produzione ci informa infatti che Steffen, chitarrista della band, "e' comunque venuto per testimoniare la buona fede del suo gruppo e della produzione" e che "ha anche speso diverso tempo a parlare con gente del pubblico". Inoltre, proprio a riguardo della mancanza della band, "alla cassa sono stati avvisati tutti i paganti prima dell'acquisto del biglietto ed e' stata offerta una consumazione come rimborso simbolico per quest'assenza."

Segnaliamo inoltre, sempre su richiesta dell'Organizzazione, che "l'evento e' stato co prodotto con l'associazione culturale Wrath Of Metal", la quale si è occupata "della logistica sul posto, dei contatti con i fornitori e di molte altre cose indispensabili".

Si ringrazia l'Organizzazione per averci celermente fornito delucidazioni sull'argomento.

Lo Staff di Metallized.it

Foto a cura di Sarah Corami “Scontrosa Velenosa”



Mario
Giovedì 25 Agosto 2011, 19.06.04
16
scaletat di meda
devil son
Lunedì 22 Agosto 2011, 15.50.43
15
festival stratosferico,atmosfera molto metal,grande organizzazione,superba folla di metallari e sopratutto la musica che regalato orgasmi continui a noi metalloni
chiara death
Domenica 21 Agosto 2011, 2.18.35
14
sono pienamente daccordo con Lambruscore...ogni anno manca una band fondamentale...in questo caso gli obscura, sono rimasta molto delusa dalla loro assenza perchè dovevano avvisare prima o comunque trovare un sostituto...peccato davvero. Per quanto riguarda il festival invece, ho apprezzato molto gli hour of penance, che hanno scatenato tutti....
Richard
Venerdì 19 Agosto 2011, 20.19.12
13
non era riferito a te come persona fisica ma a tutti quelli che si lamentano (solo in questo caso sei coinvolto...) sempre non sapendo MINIMAMENTE che sbattimento c'è dietro ad un Festival. E ad ogni modo la cosa è passata ed andata anche abbastanza bene (io c'ero) quindi che senso ha rimurginare e recriminare sempre e comunque. Si va avanti... Take care Lambru..
LAMBRUSCORE
Venerdì 19 Agosto 2011, 20.10.26
12
x richard: io sarei quello che si lamenta sempre x l'organizzazione dei festival? io coi miei soldini il contributo l'ho dato, è grazie anche a chi ha pagato (non solo a chi ha organizzato) se queste manifestazioni sopravvivono, ho dato il mio disappunto x un gruppo che mancava, ma non voglio fare ulteriori polemiche, stammi bene.
Sugara 'Sug Zug'
Venerdì 19 Agosto 2011, 19.32.49
11
Che bill! Cioè a 30 euro ti fai un concertone. Se avessi potuto ci sarei andato volentieri, peccato che siano saltati gli Obscura. Per i miei gusti era il concerto dell'anno... Forza con i festival indipendenti. Sono stato al SabinaMetalFest e mi sono divertito troppo; era entrata gratuita e così ho potuto lasciare 50 euro complessivi di merchandise!
Richard
Venerdì 19 Agosto 2011, 19.00.52
10
messaggio per tutti quelli (pochi in verità...anzi..UNO) che si lamentano sempre per l'organizzazione di vari Festival; un ottimo consiglio : ALZATE LE MANICHE E IL CULO E COMINCIATE AD ORGANIZZARE VOI CON I VOSTRI SOLDI, CON IL VOSTOR TEMPO, CON LA VOSTRA ESPERIENZA, CON I VOSTRI SCAZZI...POI NE RIPARLEREMO...
BILLOROCK fci.
Venerdì 19 Agosto 2011, 17.58.11
9
aaaahh che paese splendido.... i veri valori qui non muoiono mai.... eh si!! no comment !!
LAMBRUSCORE
Venerdì 19 Agosto 2011, 17.34.08
8
allora di chi è la colpa, degli obscura? se è vero che il chitarrista non stava bene da tempo potevano, anzi DOVEVANO avvisare molto prima, così chi ha comprato il biglietto in prevendita l'ha presa nel culo....
Davide C,
Venerdì 19 Agosto 2011, 17.07.53
7
Colgo il commento di Lambruscore per fare un piccolo chiarimento...allora per quanto riguarda quest edizione, siamo stati avvisati dal Manager degli Obscura la mattina STESSA. Presi in contropiede l unica cosa che siamo riusciti fare, è stata far venire Stepphen e regalare a tutti i presenti una birra omaggio. Per quanto riguarda i Sinister il problema è un altro e chi vuole chiarimenti li può chiedere per mail all indirizzo del festival che si trova sul sito, ma posso assicurare che abbiamo avuto un preavviso di sole 24 ore prima dell inizio del festival. Ovviamente ognuno è libero di credere quello che vuole. Un saluto Davide
Paul the boss
Venerdì 19 Agosto 2011, 16.24.54
6
Bel concerto, peccato per gli obscura perchè molta gente era venuta soprattutto per loro e per i dark tranquillity.. Avrebbero però dovuto dirlo che nn suonavano..
LAMBRUSCORE
Venerdì 19 Agosto 2011, 16.08.45
5
x lorenzo: cosa me ne frega se 1 del gruppo era presente??? allora si sapeva da prima che non suonavano gli obscura? e l'anno scorso che mancavano i sinister, siamo sicuri che si sia saputo poche ore prima del concerto? mi sa che l'anno prossimo dei miei soldi ne vedranno pochi....
AL
Venerdì 19 Agosto 2011, 10.56.21
4
bel report. dark tranqullity e dark lunacy nello stesso concerto.. che figata!!!
Lorenzo
Venerdì 19 Agosto 2011, 8.13.08
3
Per quanto riguarda gli Obscura, Steffen Kummerer ERA PRESENTE!!! Mi ha detto che Christian si è fatto male nell'ultimo tour suonando troppo. Firmava autografi, regalava CD di Retribution e c'è stata più di una occasione di fare due chiacchiere con lui.
Goffredo
Venerdì 19 Agosto 2011, 4.51.56
2
La canzone nuova degli Hour Of Penance si chiama "Sedition Through Scorn". Complimenti per il report.
Lizard
Venerdì 19 Agosto 2011, 1.17.49
1
Formula ottima questa del Viadana, sicuramente da premiare e supportare. Metto in lista per l'anno prossimo Gran bel report Gio!!
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
La locandina del Viadana Open Air 2011
ARTICOLI
19/08/2011
Live Report
VIADANA OPEN AIR
Arena Spettacoli, Viadana (MN) 13/08/2011
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]