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FEAR FACTORY - La biografia
18/08/2004 (4285 letture)
I Fear Factory, si formano nel 1990 a Los Angeles entrando a far parte della notevole quantità di band death-thrash attive in California all' epoca. La loro produzione iniziale, come ebbe a dire lo stesso Max Cavalera, non si discostava molto dagli standard dominanti nel genere (Cavalera notò una certa somiglianza con gruppi già maggiormente affermati come i Godflesh, ma rimproverò a Cazares l' eccessiva standardizzazione del "primo" sound dei Factory). La line-up iniziale della band fu grossomodo simile a quella standard degli anni migliori con Burton C. Bell ala voce, Ray Herrera alla batteria, Dino Cazares alla chitarra Christian Olde Walbers al basso (cosa abbastanza curiosa se si considera che Cazares ed Herrera sono di origini latine e che Walbers era un ragazzo belga che stava passando un periodo di vacanza in america) (!). Fin dai primissimi vagiti musicali la band mostra, al di là del forte legame con il sound della scena locale, le notevolissime peculiarità del proprio stile, ossia l' interazione meccanica tra il pedale di Herrera e la chitarra di Cazares e l' accostamento di parti vocali pulite, soprattutto nei ritornelli, a parti più spinte e vicine al "growling" tipico del death americano. Il primo ad accorgersi delle possibilità del quartetto è R. Robinson (primo produttore di gran parte delle metal-band americane di riferimento ai nostri giorni) anche grazie alla pregressa amicizia con Cazares. Robinson propose alla band di incidere un disco contenente gran parte delle tracce che in seguito avrebbero fatto parte di Soul Of A New Machine, ma (come riferisce Cazares stesso) la band si rifiutò di firmare il contratto e di fatto questo ne ritardò notevolmente il debutto discografico. Soul Of A New Machine uscì finalmente nel 1992 assicurando alla band un discreto successo negli Stati Uniti ed avviandola ad una carriera più che decennale, ma è con il successivo Demanufacture (1995) che i F.F. diventarono un "fenomeno metal" planetario; per rendere l' idea della dimensione di questo successo basta ricordare l' effetto dell' annullamento del primo live della band in Australia, capace di provocare una specie di rivolta con tanto di vetrine infrante, per di più in una "cittadina" come Sidney. Una caratteristica saliente dell' ensemble californiano è stata quella di aver introdotto un nuovo approccio all' elettronica ed alla tecnologia digitale nella lavorazione dei brani, che si è manifestato tanto nelle pre e post-produzioni maniacali che caratterizzano pressochè tutti i loro lavori (opera dell' ottimo Rhys Fulber), quanto nell' attitudine mostrata dagli echi di musica industriale presenti nel loro sound (ed a volte in remix decisamente esasperati delle loro stesse canzoni). Dopo la raccolta dei remix di Demanufacture uscita nel 1997 (Remanufacture), i Fear Factory dettero alle stampe Obsolete (1998), da alcuni considerato il loro disco complessivamente migliore, che ebbe un buon successo (diversi dischi d' oro in America) e sviluppò ulteriormente i temi musicali proposti con Demanufacture in una chiave maggiormente organica ed in una veste sonora ulteriormente rinnovata. Dopo una pausa di tre anni la band ritornò con il controverso Digimortal, un disco che accostava parzialmente il loro classico sound alle nuove sonorità del new-metal americano, cosa che probabilmente ne deve aver causato il sostanziale insuccesso. La più recente fase dell' attività dei F.F. è stata caratterizzata dall' uscita di due raccolte: Concrete (2002) ed Hatefiles (2003), la prima sicuramente valida (corrisponde parzialmente al primo demo della band che non fu mai pubblicato) la seconda utile se non altro a preparare la strada al recente full-lenght Archetype (2004) con cui la band è tornata sulle scene orfana del grande Dino Cazares, ma con un ottimo Byron Stroud al basso (SYL) ed un sorprendente Walbers alla chitarra. Archetype non ha sicuramente raccolto i consensi di Demanufacture o Obsolete, ma sembra destinato a rilanciare i quattro metallers californiani almeno presso il loro pubblico più affezionato ricucendo lo "strappo" segnato da Digimortal.


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