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FOLKSTONE - Follia tra alpi, birre e cornamuse
27/09/2011 (4436 letture)
Al Fosch Fest non potevamo esimerci da una chiacchierata con i “padroni di casa” Folkstone, forse un po’ troppo condita di birra e affini. Tra una domanda ed una risata abbiamo parlato con Edo e Andreas. A voi il risultato di questa “indecente” intervista.

Fabriziomagno: È da poco uscito il vostro nuovo disco Sgangogatt
Edo: Che non vuol dire un cazzo di niente!

Fabriziomagno: Non vuol dire gatto di strada?
Andreas: “Sgangogatt” non ha un significato vero e proprio, ma il senso è quello si “sgangherati”, vale a dire “arrangiati”.
Edo: Se ci hai visto in acustico… sette ubriachi… sette stronzi che suonano un po’ a casaccio… sette barboni…
Andreas: “Sgangogatt” non ha una traduzione ufficiale, ma per noi vuol dire sgangherati.
Edo: Anche in dialetto non ha un vero significato.

Fabriziomagno: Dieci pezzi tradizionali riarrangiati e tre canzoni vostre in acustico…
Edo: Per acustico bisogna ben capire cosa vuol dire, perché tanti pensano che i tre brani nostri sono quelli del cd elettrico cantato in acustico, invece ci sono solo cornamuse e tamburi senza voce; in una canzone compaiono il flauto il la citarn, che è una specie di mandolino a dieci corde. Infatti quando siamo in giro siamo in sette, tre percussioni e quattro cornamuse.

Fabriziomagno: Sgangogatt è un’uscita per riempire il “vuoto” tra Damnati Ad Metalla e il nuovo disco elettrico, oppure perché la gente ve lo chiedeva da tempo?
Edo: i Folkstone hanno due anime ben separate: quella rock, anche se con le cornamuse, e quella “popolare”, quindi due cose completamente differenti anche se ci suonano gli stessi personaggi. Poi c’è un altro fatto, ovvero che quando sei in giro a suonare in acustico la gente vuole il cd della musica che sentono, non vogliono Damnati Ad Metalla perché lì ci trovano altre cose, quindi dopo un po’ di tempo è stato deciso di farlo.

Fabriziomagno: Anche perché quando suonate in acustico il pubblico è diverso da quello tradizionale rock…
Edo: Esatto! Ci sono tutte le età, dai due agli ottanta anni!
Andreas: Tendenzialmente noi suoniamo in acustico a rievocazioni medievali o a feste di paese, quindi il pubblico al quale ci rivolgiamo è diverso.
Edo: Abbiamo suonato a metà luglio a Zocca, vicino Modena… il paese di Vasco…
Persephone: Sul quale non commentiamo…
Andreas: Meglio non commentare!
Edo: Lì fanno la festa della lavanda: puoi trovare il metallaro venticinquenne, così come la famiglia intera e i signori anziani; trovi il paese in festa insomma.
Andreas: I Folkstone nascono dalla passione per la cornamusa, è partito tutto da lì e poi si è arrivato all’elettrico…

Fabriziomagno: Che repertorio avete quando suonate in acustico?
Andreas: il repertorio va dal 1200 al 1500…e 2000 per i brani nostri! Anche quest’ultimi rifatti in modo da non esaltare il salto temporale rispetto gli altri.

Fabriziomagno: Parliamo della formazione: ho letto che Chiara ha lasciato la band…
Edo: Da metà maggio suona con noi Silvia: è una ragazza di Torino diplomata in arpa.

Fabriziomagno: Ha precedenti con altri gruppi?
Edo: Ha suonato solo con orchestre di musica classica, va di culo che Chiara ha mollato e Silvia si era un po’ rotta dell’ambiente orchestrale e voleva cambiare…

Fabriziomagno: È appassionata di metal?
Edo: Sì, a lei piace il metal. Suonare con noi, vista la mole di impegni, vuol dire aver abbandonato l’orchestra, in più, da quel che ho capito, una volta mollato l’ambiente è duro rientrarci.

Fabriziomagno: Suonate tantissimo dal vivo, soprattutto qui al nord Italia, il che mi stupisce molto in quanto non avete un’agenzia che fa il “lavoro sporco”. È forse per questo motivo che non suonate in festival o di spalla a gruppi grossi? Sembra esserci il monopolio dei soliti (pochi) gruppi che aprono per tutti gli stranieri “importanti”…
Persephone: Ogni riferimento ai Labyrinth è puramente casuale! (risate, nda)

Fabriziomagno: Anche ai Sadist, ma un po’ di meno.
Edo: Guarda, sono anche un po’ dentro l’ambiente perché lavoro con Ritmi (rivista per batteristi, nda) e sono sempre in giro a fare interviste. Conosci i tipi della Live e della Barley Arts? C’è sotto un giro di etichette…
Andreas: E fortunatamente noi ne siamo fuori!
Edo: Considera anche che noi cantiamo in italiano, quindi si è più diretti rispetto chi canta in inglese. E poi ci sono le cornamuse, che rendono il tutto molto più particolare.

Fabriziomagno: Quando sono usciti i Labyrinth c’erano decine di gruppi che suonavano più o meno tutti simili, e diversi finirono anche su etichette straniere… ricordo il Gods Of Metal del 1998 che era stato rinominato “Gods Of Power Metal” in quanto in un solo giorno suonarono Labyrinth, Blind Guardian, Gamma Ray, Helloween e Stratovarius
Edo: C’ero anche io! Ma per i Black Sabbath!

Fabriziomagno: Esatto! Black Sabbath e Pantera!
Edo: C’erano anche gli Skylark?

Fabriziomagno: No, loro hanno suonato nel 1999, quando hanno fatto per la prima volta il festival in due giorni, su quel cazzo di asfalto rovente... (seguono imprecazioni e insulti verso i responsabili dell’allora Rock & Dogs, nda)
Edo: Me lo ricordo bene, un inferno. Il mese scorso sono stato al Big Four, minchia la stessa tremenda situazione.
Persephone: Ah, ci sei andato quindi…e com’è stato?
Edo: Ma che cazzo di posto è? Una merda…
Persephone: Non ci sono andata proprio per questo.
Edo: Asfalto e cemento dappertutto, l’acustica una merda, crepi perché alle tre di pomeriggio sei già cotto…

Fabriziomagno: Ma come si fa? Solo in Italia organizzano concerti così, e il problema è che la gente continua ad andarci. Costassero poco i biglietti beh, uno il sacrificio lo fa, ma 65 euro (sessantacinque!) per stare sull’asfalto… ma vaff@#§*ç!!! (coro di approvazione, nda).
Edo: Io dovevo intervistare gli Anthrax, non ho avuto neanche il pass d’ingresso… guarda, no comment! (tutto scosolato, nda) Mai vista una cosa del genere (aggiunge un “vaffanculo” sottovoce, nda). Avevamo anche l’ascolto in anteprima del disco a mezzogiorno, non avevano neanche una via preferenziale, quindi sono entrato insieme a tutte le altre persone, pieno così, un casino che non ti dico. E tutto questo per cinque minuti d’intervista.

Fabriziomagno: Almeno è andata bene?
Edo: Scrivendo su un giornale per batteristi ho parlato con Charlie Benante

Fabriziomagno: Com’è andata, aveva voglia di parlare?
Edo: Niente, una delle più brutte interviste della mia vita. C’era Frank Bello lì di fianco che era tutto l’opposto… capisco che magari può capitare il giorno storto, però…

Fabriziomagno: Questa è una cosa che mi fa incazzare: fai il musicista, questo è il tuo lavoro, devi fare cinque minuti d’intervista, falla bene allora!
Edo: con i Dream Theater mi aspettavo il peggio perché avevano la nomea di stronzi, vado in un albergo della Madonna a Milano… ci sono state tre ore d’intervista a James LaBrie e Mike Portnoy, tutti le stesse domande gli facevano. Sono arrivato io e gli ho detto: “a me non frega un cazzo del nuovo album, voglio parlare di batteria” e Mike si è illuminato! Da un quarto d’ora a disposizione sono stato lì un’ora, m’ha offerto da mangiare e da bere, è stata una persona fantastica!

Fabriziomagno: Anche perché fai domande diverse dal solito...
Edo: Esatto, gli chiedo della batteria, che tom ha usato, le bacchette e altre cose personali. Invece delle solite domanda “come suona il nuovo disco” e “di cosa parlano i testi”…

Fabriziomagno: A Benante non gli hai chiesto della batteria?
Edo: Sì, ma non c’aveva voglia.

Fabriziomagno: Capisco, anche i Korpiklaani non avevano voglia, mentre gli Heidevolk non riuscivo a farli stare zitti, parlavano tutti e se non ci cacciavano via dal backstage stavamo ancora là a registrarli ahah!
Edo: Immagino… con Portnoy abbiamo parlato di cinema, di cose extra musicali ed è stato veramente piacevole, aveva voglia di far sapere come vede certe cose, cosa pensa ecc, invece con Benante niente… gli chiedevo “perché hai fatto il rullante signature?” e mi rispondeva “eh, l’ho fatto così”…

Fabriziomagno: Bastava dire che la ditta X m’ha offerto dei soldi per mettere il nome su di un pezzo di legno…
Edo: Portnoy m’ha detto “sono stato contattato dalla Tama dicendomi che mi avrebbero dato tot per fare un rullante con loro, allora ho iniziato a pensarci; c’è stato tutto un processo, ho deciso questo e quello, il perché” ecc.

Fabriziomagno: Quando capitano i musicisti che hanno voglia di parlare è proprio divertente e interessante fare le interviste.
Edo: È capitato anche con Kontos dei Machine Head, eravamo nel backstage a suonare insieme “io lo faccio così”, “no, io lo faccio così”.
Andreas: Il problema non sono le risposte, il problema sono le domande!
Edo: Le mie domande fanno sempre cagare, ovvio! (risate di tutti, nda)

Fabriziomagno: Ecco, siccome sappiamo tutto sul gruppo Folkstone, e siamo stufi delle domande sui tour, dischi ecc, andiamo su qualcosa di diverso: ditemi le vostre origini musicali!
Andreas: A chi?

Fabriziomagno:A tutti e due! A te volevo farla già a Misano Adriatico quando avete suonato con gli Skyclad, ma eri troppo ubriaco e ho lasciato perdere! Ahahah!
Andreas: Ma anche adesso!
Edo: allora inizio io! Io, il bassista e il chitarrista dei Folkstone ascoltiamo tutti i Pantera. Già suonavo con i la band, poi si è verificato il caso che servivano il bassista e il chitarrista e allora ho “portato” i ragazzi che suonavano con me nel tributo ai Pantera.

Fabriziomagno: Il chitarrista è cambiato di nuovo? L’ultima volta c’era Mauri, che me lo ricordavo alla cornamusa nei Furor Gallico
Andreas: No! è cambiato!

Fabriziomagno: Allora mi sono perso…
Edo: L’anno scorso era Mauri, il polistrumentista dei Furor Gallico, ma era entrato nei Folkstone come polistrumentista, poi è andato via il chitarrista e lui si è adattato a quel ruolo.

Fabriziomagno: Infatti con gli Skyclad era alla chitarra…
Edo: Sono cambiate un po’ di cose.
Andreas: L’anno scorso era “prestato” alla chitarra, l’ha fatto perché c’era il buco, serviva ed ha detto “ok, lo faccio io”.

Fabriziomagno: Però se l’è cavata alla grande!
Andreas: È laureato al conservatorio con il sax, quindi gli strumenti a fiato sono il suo pane.
Edo: Infatti ora abbiamo quattro cornamuse: Mauri, Robi, Teo e lui (Andreas, nda). Mauri suona la cornamusa, il wistle, e il citern. Invece il cornamutista originario dei Folkstone è li a fare la porchetta (indica un ragazzo mezzo blu, nel senso che gli hanno fatto un gavettone non so con cosa di colore blu, impegnato nella cottura della carne, nda) ha deciso che era stanco di fare questa vita… Comunque, per tornare alla domanda iniziale, mi son portato dietro il chitarrista, che si chiama Walter, e il bassista Federico che suonano con me nel tributo dei Pantera.

Fabriziomagno: Mi è dispiaciuto sapere che Ferro (il precedente bassista, nda) ha lasciato il gruppo…
Edo: Eehh…pure a noi!

Fabriziomagno: Andreas, perché hai iniziato a suonare? Perché la cornamusa e come ti sei avvicinato al metal?
Andreas: Io ho sempre suonato metal, ero batterista. Poi abbiamo conosciuto i ragazzi del progetto Folkstone e nessuno sapeva suonare la cornamusa, quindi abbiamo pensato “vaffanculo, non vogliamo più suonare con le tastiere e prendiamo la cornamusa”.

Fabriziomagno: Beh, è un’altra cosa! Quindi hai deciso di suonarla tu?
Andreas: Non sapeva suonarla nessuno così mi sono offerto io. Però in acustico io suono le percussioni, perché la batteria mi è rimasta nel cuore.

Fabriziomagno: Perché non hai preso posto dietro le pelli quando serviva un batterista ai Folkstone?
Andreas: Per due motivi: primo perché quando sono entrato nei Folkstone, nel 2005, il batterista c’era già; secondo motivo è che quando ho iniziato a suonare la cornamusa me ne sono innamorato…

Fabriziomagno: Sei andato a lezione oppure sei autodidatta?
Andreas: Assolutamente autodidatta!

Fabriziomagno: Hai iniziato a suonare con una cornamusa “buona”, oppure una economica, tipo turca?
Edo: No, ho iniziato con una cornamusa buona! La filosofia è che se devi iniziare a suonare devi farlo per bene fin dall’inizio, quindi ci vuole una strumentazione adeguata.

Fabriziomagno: Che musica ascoltavi?
Andreas: Ero super thrash!
Edo: Anche io! Però lui Metallica e io Pantera!

Fabriziomagno: Preferite il thrash americano o il tedesco?
Edo: A me il tedesco non piace…

Fabriziomagno: Io sono per l’America… i tedeschi, tolti i Kreator, sono troppo zozzi per i miei gusti. E poi i riff di Gary Holt se li sognano…
Andreas: Anche io, assolutamente thrash americano!
Edo: I gruppi del Big Four con Testament e Overkill in più…

Fabriziomagno: Annihilator? Exodus? Forbidden? Heathen?
Edo: Annihilator i primi due dischi…
Andreas: c’è da dire che il progetto Folkstone è iniziato per puro culo, dall’ascolto di un cd in vendita in edicola. Era una compilation di gruppi emergenti, non mi ricordo di che cazzo di fanzine o giornale, dove c’erano un paio di canzoni degli In Extremo. Ascoltandoli ci è scattata una molla, per cui, pur non conoscendoci, abbiamo deciso che volevamo fare quella roba lì.

Fabriziomagno: Un po’ più metallari e soprattutto di qualità migliore…
Andreas: Così abbiamo iniziato ad imparare strumenti come la cornamusa bergamasca…

Fabriziomagno: Che differenza c’è tra la cornamusa “tradizionale” e quella bergamasca? (nel frattempo Edo ride rumorosamente, nda) Perché ridi?
Edo: È palesemente ubriaco, non riesce a parlare, sentiamo come se la cava adesso!
Andreas: Tra cornamusa e la baghet (la cornamusa bergamasca, nda)? La differenza è la tonalità…
Persephone: “aa bbaghett” (alla romana, nda)
Edo: Ahah alla romana! (risate e battute di tutti, che, data l’oscenità, è meglio non trascrivere, nda)
Andreas: originariamente i Folkstone nascono con la tastiera…

Fabriziomagno: Bruttissimo!
Andreas: Sì, bruttissimo! Poi abbiamo iniziato con la baghet e dopo siamo passati alla cornamusa in LA-…

Fabriziomagno: Quindi tra la baghétt e la cornamusa cambia solo la tonalità?
Andreas: Sì la tonalità e anche la ditalegg…la ditegg…la gigetta…aaahhh!!!
Persephone: Ahahah! “Jaaa poi fa’!”
Edo: La diteggiatura, lo dico io per lui! Ahahah! (altre risate di gruppo, nda)
Andreas: Esatto, come e dove si mettono le dita!
Edo: Ti è piaciuta la spiegazione tecnica di Andreas?

Fabriziomagno: Sìsì, chiarissima!!! Ahahah!
Andreas: Piano piano ci siamo evoluti e sul percorso abbiamo incontrato gente strana…

Fabriziomagno: Tu come ci sei arrivato nei Folkstone?
Edo: Andreas, mi ha chiesto come sono arrivato nei Folkstone!
Andreas: Chi, tu?
Persephone: Non lo scriviamo che sei ubriaco, non ti preoccupare!
Edo: No, è la prima cosa che devi scrivere secondo me! Così impara per la prossima volta!
Andreas: Allora, Edo è arrivato nei Folkstone perché il nostro vecchio chitarrista lo conosceva.
Edo: Che sarebbe il chitarrista degli Spellblast
Andreas: Aspettate tutti, ora voglio dire qualcosa di sensato! (sbiascicando le parole in maniera quasi incomprensibile, nda) Noi suonavamo con il chitarrista dei Spellblast, ad un certo punto ci siamo trovati in difficoltà con il vecchio batterista ed è arrivato Edo.
Edo: Suonare nei Folkstone vuol dire anche seguire un certo stile di vita…
Andreas: Esatto, vuol dire avere uno stile e un ritmo di vita particolare…

Fabriziomagno: Che vuol dire “ritmo di vita”?
Edo: Che esci da lavoro e devi fare le prove, i fine settimana si suona sempre, tornare a casa la mattina alle quattro e alle sette alzarsi perché comincia una nuova settimana.

Fabriziomagno: Ovviamente lavorate per mantenervi…
Edo: Tutti lavoriamo… (Edo e Andreas si insultano a vicenda in bergamasco, nda)
Andreas: La situazione era quella, il chitarrista dei Spellblast c’ha presentato il batterista del gruppo, che era lui… gli abbiamo detto “oh brutto stronzo! Vieni a suonare la chitarra”… no, ho sbagliato! (super risate di tutti, anche di chi, passando, si è fermato ad ascoltare, nda) “oh brutto stronzo! Vieni a suonare la batteria con noi!”. Lui ha voluto fare UNA (alzando il tono, nda) data dal vivo, e da lì noi, se si può dire, ci è venuto un po’ il cazzo duro. (altre risate, nda). Allora, dopo il concerto, gli abbiamo detto “tu, musicista di fama, che hai endorsement e che suoni con “salcazzo”, vuoi venire a far la fame e a fare lo stronzo pagliaccio con i Folkstone?” E lui c’ha detto di sì, incredibile!
Persephone: Quindi sei uno stronzo perfetto! (ride)
Edo: Devi esserlo per forza, sennò non ce la fai! (ride, nda) Ma hanno finito di suonare i Kalevala? Mi tocca andare a sistemare il palco per gli Heidevolk allora…
Fabriziomagno: Dicci qualcosa in bergamasco…che so, l’equivalente del “mortacci” romano…
Andreas: Il problema è quello, non c’è in bergamasco qualcosa di simile a “mortacci”, in bergamasco sono solo bestemmie!
Edo: Ragazzi, devo andare a seguire gli Heidevolk
Andreas: Ma avete registrato tutto tutto?
Persephone: Certo! Questa ce la risentiamo a casa, sai quante risate alla faccia vostra?
Andreas: Ma vaffanculoooo! Brutti stronzi di merdaaa!!! (inizia una serie di scambi d’insulti – con tono scherzoso, sia chiaro - non indifferente, nda)

Fabriziomagno: Ti dico una cosa: stamattina, quando siamo partiti da Fiumicino, lei mi diceva “chissà se riesco a salire sul palco e suonare una canzone con i Folkstone”, perché devi sapere che è tanto brava a suonare il kazoo…
Edo: È che sono troppo ubriaco per capirvi… in bergamasco si dice… (pronuncia una frase incomprensibile)
Fabriziomagno: Ti dicevo che sa suonare con il kazoo alcune canzoni come Frerì… cioè, ieri abbiamo fatto le prove per telefono!
Andreas: Dai, fai sentire! (Persephone inizia a suonare Frerì) oh ma è brava questa qua! Io non sono capace a suonarlo!

Fabriziomagno: Vabbè, penso che sia meglio finirla qui che la cosa sta pericolosamente degenerando…
Andreas: Io direi di spingere il tasto “delete”!

Fabriziomagno: Come no! Poi te la vedi te con Giasse
Andreas: Per Giasse? No Giasse no! (bestemmia), rifacciamola seria!!!

Fabriziomagno: Ahahahahahhah!
Andreas: No dai figa, è per Giasse, rifacciamola tutta!!!

Fabriziomagno: Perché, è un rompi scatole?
Andreas: No, è in gamba, ma anche un precisino…!

Fabriziomagno: Non ti preoccupare, ci pensiamo noi a metterla in italiano!
Andreas: Ecco, bravo, mi raccomando ragazzi!

Fabriziomagno: Non c’è problema, l’importante è che dopo ci fai tornare nel backstage per riempire i bicchieri di birra…
Andreas: C’avete il pass, potete andare dove vi pare! Ma comunque alla birra ci penso io! Tanto siamo tutti stronzi! (risate, nda)

Fabriziomagno: Un’ultima cosa: a Misano Adriatico suonavi una specie di sonaglio di legno, come si chiama?
Andreas: Non lo suono più perché ora ho sempre la cornamusa…

Fabriziomagno: Come si chiama?
Andreas: Non c’ha un nome, l’ho fatto io…

Fabriziomagno: Allora è un sonaglio Folkstone! Stasera farete qualcosa di acustico?
Andreas: No, stasera solo elettrico.

Persephone: La data di Roma te la ricordi?
Andreas: cCrto! Ci torneremo pure quest’anno (16 ottobre, nda)…

Persephone: Ma ti ricorderai di me?
Andreas: Figa! Con questi occhiali qua certo che mi ricordo di te ahah!

Fabriziomagno: Vabbè, sei stato simpaticissimo, grazie per l’intervista… ma per le birre?
Andreas: Quando mi vedete chiamatemi “oh brutto stronzo pagliaccio” e così mi ricordo delle birre!



Fauno
Mercoledì 28 Settembre 2011, 18.55.05
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ahahaha che delirio!!!
BILLOROCK fci.
Mercoledì 28 Settembre 2011, 13.00.06
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AHAHAHAHAHAHAH ODDIO...sono piegato dal ridere !! intervista da 10.... clap clap clap.... BRAVI !!
GioMasteR
Mercoledì 28 Settembre 2011, 10.53.30
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Spettacolari tutti 4!
Richard
Mercoledì 28 Settembre 2011, 0.51.57
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Mi viene in mente AIGOR ... Gobba? Quale Gobba ?...
Room 101
Mercoledì 28 Settembre 2011, 0.49.42
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Mi avete steso XD queste sono interviste !!!!
fabriziomagno
Mercoledì 28 Settembre 2011, 0.42.40
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...intervista? quale intervista? (cit.)
Metal4ever90
Mercoledì 28 Settembre 2011, 0.33.03
3
AHhahahahahahah!!! sto morendo dal ridere!!! Non vedo l'ora di vedermeli il 16!!! XD
Richard
Mercoledì 28 Settembre 2011, 0.17.37
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Fabrizio, ma l'intervista dove è ????????
Lizard
Mercoledì 28 Settembre 2011, 0.13.06
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Il terrore appena Giasse viene nominato... Manca poco gli passa la sbronza
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