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DESTRUCTION - La biografia
02/10/2011 (5855 letture)
Anche lontano dal bacino minerario della Rhur e dalle frustrazioni di Essen, la vecchia Germania covava sentimenti di disagio, rabbia e insoddisfazione. Lörrach è una cittadina posta all’estremo sud-ovest della nazione, capoluogo del circondario omonimo del Baden-Württemberg, nella valle formata dal fiume Wiese e vicino ai confini francesi e svizzeri, un borgo ridente sede della multinazionale Milka. E’ questo lo scenario in cui viene alla luce una delle manifestazioni più efferate del thrash metal, un manipolo di reazionari che andrà a costituire, assieme a Kreator e Sodom, la Sacra Triade del thrash teutonico e, di conseguenza, europeo. Tutto nasce nel lontano 1982, dall’iniziativa di tre giovani ed inesperti musicisti, Marcel "Schmier" Schirmer (cantante e bassista), Michael "Mike" Sifringer (chitarrista) e Thomas "Tommy" Sandmann (batterista), che assemblano la prima line-up dei Knight of Demon: il loro primo demo, Bestial Invasion of Hell, per quanto rozzo e caotico, spinse i tre a guadagnarsi un contratto con la Steamhammer Records e, dopo aver cambiato moniker in Destruction, rilasciarono l’EP d’esordio Sentence of Death (1984), che denotava uno stile irruente, velocissimo e grezzo. In quei riff brutali e martellanti, quasi ipnotici, stava il fascino di un genere che nasceva in maniera quasi indipendente su due diversi continenti: i tre di Lorrach, infatti, non erano a conoscenza del sound che stava fomentando le cantine della Bay Area californiana, e si ritenevano per lo più influenzati dagli europei Motorhead: quando verranno in contatto col thrash americano, i Destruction inizieranno a pestare ancora più duro, ma nessuno toglie loro il merito di aver partorito una scintilla determinante ad incendiare definitivamente le micce del settore. Furiosi e ancora sospinti da una forte vena anticristiana, i tre sferrano nel 1985 una mazzata vigorosa e traumatica come Infernal Overkill, disco d’esordio veramente devastante. Schmier ruggiva con timbrica strozzata dietro al microfono, la chitarra strideva riff al vetriolo e la batteria dettava ritmiche picchianti a getto continuo. Gli esteti rabbrividirono di fronte alle carenze tecniche del terzetto, che però correva come pochi e sprigionava una violenza inaudita che valse un tour con i titanici Slayer: fu questo l’incontro tra due modi diversi di generare uno stesso frutto, il thrash estremo.

Proprio come i massimi esponenti del genere, anche i Destruction stavano andando incontro ad un anno delicato e fondamentale nella propria carriera, il 1986, che avrebbe segnato l’uscita del masterpiece assoluto della band: Eternal Devastation, capitolo che dà lo slancio definitivo al trittico teutonico. Più maturi nel songwriting, perfezionati nella tecnica e capaci di mitragliare riff letali e bordate assassine quali Curse of the God ed Upcoming Devastation, i Destruction toccano immediatamente il loro apice e se ne vanno in tour con i blasonati cugini Kreator. L’album è un concentrato di violenza e chimica distruttiva di rara intensità, e pur non toccando i livelli di brutalità raggiunti dagli illustri connazionali resta un pezzo immancabile nella collezione di ogni thrasher che si rispetti, oltre a incarnare una valida summa del tipico Destruction-sound, con chitarre ruvide e distorte a triturare riff graffianti a velocità elevata. Alcuni problemi interni seguiti alla pubblicazione del masterpiece assoluto dell’act teutonico portano alla dipartita di Sandmann, rilevato da Oliver Kaiser, mentre la scelta di ingaggiare un secondo chitarrista contribuì all’ingresso in formazione di Harry Wilkens, segnale inequivocabile di una ricerca evolutiva non indifferente. L’uscita dell’EP Mad Butcher (1987) anticipò il coronamento di un sogno: il tour con i decani ispiratori Motorhead, evento memorabile per i fans e i componenti stessi della band. Ricaricati dal successo ottenuto presso il pubblico thrash underground da Eternal Devastation, i Destruction si misero al lavoro su un nuovo prodotto in studio e registrarono l’altrettanto valido Release from Agony (1988), terzo capitolo che non si discostava dalle coordinate prive di fronzoli e rapidissime, iniettato di rabbia e invettive disparate: sarà l’ultimo atto compiuto assieme a Schmier, che lascia clamorosamente la band a seguito di frizioni apparentemente insanabili, andando a formare gli Headhunter: col suo sostituto André Grieder ed una formazione a cinque, i Destruction incidono Cracked Brain (1990), accolto tiepidamente dai fans. Non era il modo migliore per iniziare un decennio, quello dei Nineties, che già di suo si sarebbe dimostrato ostico (per i thrashers). Infatti trascorreranno ben nove anni per poter stringere tra le mani un nuovo disco della band, che -rimasta priva di contratto e costretta ad auto prodursi i propri EP- rilascia il modesto The Least Successful Human Cannonball con Thomas Rosenmerkel alla voce e il solito turbinio di musicisti, diretti e organizzati dal guitarist Mike Sifringerr, divenuto nel frattempo il deus-ex machina della formazione, e dal nuovo drummer Sven Vormann, un ragazzo giovane con un passato nei Cryonix, thrashers dalla Svizzera.

Un decennio che sembra una maledizione: come per molti altri alfieri del genere, anche i Destruction iniziano a raccogliere i cocci sul calar del millennio, col ritorno del figliol prodigo Schmier: la reunion desta i clamori di rito, la band partecipa ad importanti festival estivi e viene ripresa nel roster della Nuclear Blast, per la quale registra nel 2000 il violento All Hell Breaks Loose e nel 2001 l’ancor valido The Antichrist (pur con una prima edizione stampata con un errato ordine delle tracce). In seguito a questa pubblicazione, Vormann abbandona la band per potersi dedicare maggiormente alla propria famiglia, e viene rilevato da Marc Reign; ma quello che gli amanti del thrash tedesco poterono ammirare fu qualcosa di memorabile: un tour a supporto di Sodom e Kreator, che portava in giro per il continente l’elevato potenziale distruttivo della Sacra Triade. Durante le date statunitensi del 2003, un infortunio alla mano di Schmier costrinse la band ad una breve pausa forzata (con relativo annullamento degli show successivi in Gran Bretagna); nel 2005 i tedeschi incisero la cover Fuck the USA dei britannici The Exploited e firmarono con la AFM Records, per la quale si lanciarono nelle registrazioni del loro nuovo disco, Inventor of Evil: un prodotto però senza grandi pretese e che non entusiasmò i fans e la critica. Nel 2007 i Destruction si sono esibiti al Wacken Open Air portando sul palco tutti i membri delle passate line-up: un tentativo, forse, di riconquistare i fans, che ebbero modo di consolarsi -parzialmente- col successivo full length, Devolution (2008), ritenuto un passo avanti rispetto al predecessore. La formazione si è dunque stabilizzata con l’addio del drummer Reign e l’ingresso di Vaaver, col quale viene registrato Day of Reckoning, prepotente ritorno a livelli più adeguati di songwriting, violenza e impatto devastante: pur non essendo un capolavoro, ed anzi dividendo la critica e gli ascoltatori, il disco ci presenta una band ancora in forma e desiderosa di proseguire il proprio percorso senza stravolgere le proprie radici, come i fans naturalmente si attendono. Forte di un passato nobile e di primaria importanza, la band tedesca si gode oramai un posto garantito tra i colossi assoluti del proprio genere musicale.



Slok
Venerdì 19 Giugno 2020, 19.38.34
49
Occhio però Oudeis che qui si sta parlando del contesto del Thrash tedesco, dove i Destruction a metà '80 primeggiavano senza la minima concorrenza visto che i riff degli altri gruppi già presenti erano letteralmente tre note in croce: che la roba americana fosse superiore in quanto a scrittura l'ho dato per scontato io stesso ma forse avrei dovuto specificare. Sifringer come ho detto prima non è un guitar hero, ma se lo si critica sul piano compositivo allora tocca criticare pure Pleasure To Kill e Persecution Mania, che invece vengono giustamente apprezzati sebbene molto più grezzi e lineari nelle strutture. Sulle composizioni accatastate posso pure concordare dato che in ogni caso erano assai più elaborate della media teutonica (in soldoni più punti in alto cambiando partitura, più è facile peccare in fluidità); per quanto riguarda invece sound ed influenza basta davvero posare il libro di teoria musicale e paragonare Infernal Overkill o Sentence Of Death con quello che era il suono della chitarra Thrash, molto più chiuso ed impastato a parte giusto i primi Voivod. Quindi non solo il valore artistico è ben presente, se per "arte" si intende modellare riferimenti presenti e crearsi un'identità (Thrash di stampo statunitense ma con un suono più simile ai Bathory), ma pure il valore storico visto l'impatto che il tono di chitarra dei Destruction ha avuto soprattutto sul Black Metal a venire.
Rasta
Venerdì 19 Giugno 2020, 19.06.02
48
Già. La Musica (e anche le droghe) vigenti, danno sempre la misura del contesto sociale imperante nella situazione da cui emergono. Mi viene in mente il tizio che ce l'aveva a morte con gli ANTHRAX, che li chiamava musica da cartone animato, solo xchè probabilmente non gli riusciva di comparare il diversissimo contesto newyorkese con quello californiano imperante. V
Silvia
Venerdì 19 Giugno 2020, 18.13.50
47
@Rasta #44, hai fotografato perfettamente la situazione, e penso che il fatto di NON "fare le pulci alla musica" abbia permesso a gruppi come i Destruction (e ai personaggi/band che hai elencato piu' sotto, e altri) di emergere e dare voce ai sentimenti che hai descritto tu. Insomma, la musica come veicolo di sfogo piuttosto che elemento di analisi. Credo che sia questa la chiave x capire tutti quei gruppi, di cui altrimenti si perde inevitabilmente il significato. Almeno dal mio punto di vista.
Rasta
Venerdì 19 Giugno 2020, 17.48.32
46
... altrettanto!
Tino
Venerdì 19 Giugno 2020, 17.09.59
45
Ciao rasta è sempre un piacere leggere i tuoi commenti. Ne sai un casino
Rasta
Venerdì 19 Giugno 2020, 16.41.36
44
Oudeis, che i DESTRUCTION non ti piaceranno ne ora ne mai è palese. Ma tutti questi difetti di tecnicismi che riscontri tu con eloquente cognizione di causa io non li avverto, o comunque non mi danno tutto questa avversione. Stai a fare troppe pulci ad un genere, ad una Band, ad un momento storico, basati su sentimenti di rabbia, di rivalsa, di rifiuto dall'alienazione dei ghetti e del sistema imperante col beneplacito dei normaloidi rassegnati e plagiati, di energia giovanile, ma anche di speranza e di comunione con altri giovani con le stesse idee, come fanno tutti gli adolescenti da che mondo. Tu parli di tecnica, io di carica. Tu di scale e io di rabbia. La loro ignoranza x noi diventava una forza. Silvia sa bene di cosa parlo xchè abbiamo vissuto la stessa epoca nella stessa fase della crescita in contesti sociali probabilmente simili. La tua opinione è sacrosanta, e in parte la capisco, visto che già Infernal Overkill non è che mi fosse piaciuto + così tanto, ma, ripeto, quella è un'altra faccenda. Penso che chi pretende dettagli armonici e sofisticatismi debba da stare alla larga dai DESTRUCTION. Che non facciano x te insomma è assodato e indiscutibile. Ma il punto dove voglio arrivare e che chi invece li apprezza, non dovrebbe da essere paragonato con scherno ad uno che ascolta Sora Lella, che non so chi sia ma che non mi pareva esattamente un complimento. E dovresti anche rispondere a Tino (che saluto!) al 43, xché Endless Pain (che guarda caso preferisco a PTK) era della stessa pasta, anzi.... V
Tino
Venerdì 19 Giugno 2020, 15.47.12
43
Ma non ho capito se il chitarrismo dei primi kreator sodom è meglio di quello dei destruction. Eviterei di tirare in ballo mustaine e Hammett le cui qualità sono ben note, rimarrei in Germania
Oudeis
Venerdì 19 Giugno 2020, 15.23.57
42
@Slok: Da quello che scrivi si evince una preoccupante impreparazione su suoni e tecnica chitarristica, spero in futuro tu abbia modo di apprenderne le basi da qualche maestro di chitarra e di conseguenza evitare certe affermazioni. Tuttavia il problema dei Destruction non è solo la tecnica. Tra l'altro non voglio neanche infierire su certe carenze, come giustamente dice @Fabio Rasta non è necessario essere dei virtuosi per essere degli artisti. La mia critica a Sifringer era necessaria per restituire una dimensione di verità dopo una sproporzionata esaltazione del soggetto che -ripeto- rimane un mediocre anche per inventiva, con un riffing sempre uguale a sé stesso, un solismo da esercizio raffazzonato e una composizione a dir poco claudicante. In Curse the Gods non c'è nessun crescendo, c'è un arpeggio che si appiccica alla canzone successiva. Death Trap segue lo stesso modo sciatto di appiccicare cose con una parte strumentale -semplici pull-off a vuoto di crome terzinate all'inizio e sedicesime poi- ficcata a forza in mezzo, senza nessuna connessione né ritmica né armonica col resto. Piaccia o meno tutti i riff sono banalotti e armonicamente elementari. La vera domanda è se nonostante questo squallore nella forma -che in arte è comunque sostanza- si possa comunque attribuire un valore artistico o si possa quantomeno parlare di un valore storico. Ecco, faccio presente che nello stesso 1985 esce Killing Is My Business e l'anno prima Ride The Lightning, i confronti vanno fatti con questa roba qui. Saluti.
Silvia
Venerdì 19 Giugno 2020, 10.17.11
41
Mi trovo d'accordissimo con Fabio, come spesso accade, probabilmente "sentiamo" la musica allo stesso modo. Un saluto!
Fabio Rasta
Venerdì 19 Giugno 2020, 1.22.20
40
A me Eternal Devastation e Sentence Of Death piacevano allora di brutto e piacciono anche adesso. Il fattore tecnico conta x alcuni, x altri meno, x altri zero. Comunque sia bisogna rendersi conto che la Musica, non è una gara a chi è + bravo e fa le cose + difficili. Guai! Questa gente ora non so cosa faccia, ma agli albori del Thrash Metal erano dei grandi, e x quanto mi riguarda li preferivo di gran lunga agli altri 2. Ad altri non piacciono, fanno schifo? Benissimo, si dice e si discute. Ma non è corretto giudicare i mediocri xchè mediocri in quanto tali. Hai mediocri Musicisti e cantanti anche pessimi che hanno fatto la storia della Musica mondiale in tutti i generi. Uno su tutti BOB DYLAN! Ma potrei citare i D.R.I. con il loro Dirty Rotten EP che cambiò le regole, solo xchè a tirare in ballo Never Mind The Bollocks o i RAMONES o un LEMMY sarebbe troppo facile. Musica è emozione, identificazione, trasporto, sfogo, evasione, tutto quello che si vuole, anche il gusto x esecuzioni particolarmente complicate ed articolate come nei DEATH, xchè no? ... ma non è una sfida di tecnicismi. Non il Thrash Metal come lo intendevamo agli inizi. Poi se i DETRUCTION hanno esaurito la benzina da un pezzo magari è un'altra faccenda, ma questo revisionismo storico di LP validissimi ed un tale disprezzo a gente che suona e cerca di campare con un genere oggi addirittura + vetusto che di nicchia, non li comprendo. Un saluto!
Slok
Venerdì 19 Giugno 2020, 0.41.21
39
Ecco, consiglio un riascolto anche a Oudeis che addirittura parla di meriti musicali non attribuibili: deduco quindi che sia roba trascurabile il suono della chitarra di Sifringer, apertissimo ed impostato su tonalità alte in totale controtendenza rispetto al Thrash del periodo tanto da essere ripreso dai Kreator stessi e da molti altri connazionali. Oh probabilmente gli è uscito anche così a caso senza nemmeno pensarci (come del resto succede spesso nel Metal), ma un colpo di culo del genere non spiega comunque il crescendo iniziale di Curse The Gods o la sezione strumentale di Death Trap, tutta roba che per la scena tedesca allora agli albori era oggettivamente avanti anni luce in scrittura ed esecuzione. Come detto prima basta ascoltare ed andare oltre ai soliti stereotipi evidentemente carburati da qualche penna influente, in barba a chi dice che oggi la critica musicale non ha più alcun potere sul pubblico ahahah.
Slok
Venerdì 19 Giugno 2020, 0.25.38
38
Certo Shock, il gusto personale rimane senza dubbio legittimo ed insidancabile, ma la mia perplessità è data più dal fatto che la stragrande maggioranza delle critiche ai Destruction sono davvero fuori fuoco (oltre che raddoppiate dopo tutta la polemica sulle date italiane di un paio di anni fa, ma si vede che non è il tuo caso), quasi fossero derivate da meri stereotipi più che dall’ascolto. Giusto per dire, il tuo sminuire il songwriting dei Destruction a confronto non dei Coroner ma addirittura dei Sodom è abbastanza irrealistico se confronti i riff di Obsessed By Cruelty con quelli di Eternal Devastation; Angelripper è sempre stato un punkettone travestito da metallaro, e per quanto ne adori quasi tutti i dischi mi sembra palese che come struttura e riffing non regga minimamente il confronto coi Destruction, tranne forse quando aveva con se Blackfire. Poi magari con “capacità di scrittura” intendevi tutt’altro eh, però con tutto il rispetto un veloce riascolto te lo consiglio lo stesso.
Oudeis
Giovedì 18 Giugno 2020, 21.52.05
37
Non so nulla di mode né pro né contro Destruction. So che non gli sono attribuibili particolari meriti musicali. Ora che mi ci fai pensare, probabilmente l'unico motivo per cui vengono ancora ricordati è il gossip. Sifringer è un chitarrista con poche capacità tecniche e pochissime idee. Non è un sottovalutato, è un mediocre. E sono buono. Come ha detto Silvia i loro batteristi valgono qualcosa, escludendo ovviamente il primo che è osceno. Torno a ripetere che se c'è gente a cui piacciono è ok -c'è anche chi si ingrifa con la Sora Lella- io comunque non mi metto a dire che i fan dei Destruction non hanno ascoltato o non capiscono.
Shock
Giovedì 18 Giugno 2020, 20.47.34
36
Quando si fanno commenti è ovvio che interviene il gusto personale. Io parlo solo della musica, del resto frega proprio zero. Dal lato compositivo, quindi non tecnico, i Destruction li trovo dopo un po' ripetitivi e noiosi, gli altri gruppi invece li reputo superiori. Ma, appunto, sono sempre opinioni personali.
Slok
Giovedì 18 Giugno 2020, 20.30.35
35
Ma chi critica i Destruction, che possono piacere come non piacere, ha mai provato ad ascoltarne i dischi o si è limitato a leggere in giro le storielle sulla "Shitaly"? Siate un minimo obbiettivi ed ascoltate cosa facevano nel 1985 questi su Infernal Overkill (Invincible Force, Bestial Invasion, parte centrale di Death Trap); poi comparatelo a In The Sign Of Evil o Endless Pain e sforzatevi di non ridere quando parlate di "tecnica" e "composizione" migliori di Sodom e Kreator. Sarebbe anche ora di mettere da parte le spacconate di Schmier e concentrarci invece su Mike Sifringer, uno che davvero si può definire "sottovalutato" (invece di quei gruppi che guarda caso sono sempre amati da chiunque) vista la preparazione più che decente specie se confrontato ad esempio con un Petrozza che al tempo era una zappa. Ovvio che non si parla di Malmsteen, e siamo d'accordo che in seguito Kreator e altri abbiano fatto pure di meglio in tal senso, ma questa moda di tirare merda ai Destruction va avanti ormai dal 2016 (sul serio, prima tutti fan perché vi regalavano le birre durante il Fosch Fest, mentre ora buuuuu sono delle rockstar viziate che non sanno suonare). Come dice il detto, lo scherzo è bello quando dura poco.
Shock
Giovedì 18 Giugno 2020, 19.22.51
34
Tra i gruppi della triade tedesca i Destruction sono di gran lunga i "peggiori" se così si può dire: il loro sound è sempre rimasto quello, e da anni i loro dischi sono fatti con canzoni intercambiabili, tanto non ci si accorgerebbe della differenza. Non hanno mai avuto l'inventiva dei Kreator, che sono di gran lunga il migliore gruppo thrash europeo, con i Coroner, e tra i migliori al mondo, ne' la capacità di scrittura dei Sodom. Il loro miglior disco rimane di gran lunga The AntiChrist dove riescono a focalizzare al meglio la scrittura delle canzoni. I dischi degli anni ottanta soffrono di una produzione per me abbastanza brutta che li affossa. In Europa come ho detto Kreator, Sodom e Coroner, gruppo che ha avuto un decimo del successo che avrebbero meritato, sono i migliori e di sicuro un concerto con loro tre sarebbe di gran lunga meglio dei Big 4 americani.
Silvia
Giovedì 18 Giugno 2020, 18.16.41
33
A proposito dei Vendetta quanto mi piace Brain Damage, lo ascolto ancora parecchio! E a proposito dei Destruction e della loro preparazione tecnica comunque non vanno scordati gli ottimi batteristi che hanno avuto nel corso della carriera. Un saluto a tutti 🤗
Analizzatore
Giovedì 18 Giugno 2020, 17.51.02
32
Vendite, popolarità... questione di lana caprina. Al 26 il punto credo sia che Coroner e Kreator potrebbero benissimo essere accomunati tra i maestri di una scuola thrash tedesca. Se qualcuno storce il naso allora diciamo pure europea. Mi pare logico che ogni maestro si diversifichi per una sua peculiarità stilistica, come per i Big 4 americani, quindi che i Coroner siano diversi ci sta tutta. Mi fa piacere che ogni tanto si nominino Coroner, Mekong Delta e Vendetta.
Silvia
Giovedì 18 Giugno 2020, 17.14.11
31
Beh la popolarità allora si deduceva dalle vendite perché i concerti erano pochi, si faceva un tour post album e qualche apparizione ai festival estivi e internet non esisteva.. L'influenza agli albori non poteva essere stabilita, è un parametro deciso dalla storia e infatti se vi ricordate x noi esistevano tanti altri gruppi rilevanti ben oltre i 4. X tutte queste ragioni x me personalmente il Big 4 non ha importanza 🙂
Tino
Giovedì 18 Giugno 2020, 16.49.51
30
Non denaro... popolarità
Oudeis
Giovedì 18 Giugno 2020, 16.46.12
29
I Big 4 sono le 4 band thrash metal seminali, le vendite non c'entrano. Sarebbe strano che il vil denaro fosse un parametro di valutazione per band così fortemente anti main-stream. C'entra invece l'influenza che queste hanno esercitato. Gli Exodus meriterebbero certamente un posto tra esse per valore seminale, ma va da sé che l'influenza esercitata dai questi non sia paragonabile a nessuno dei 4, sebbene oggi siano considerati di più che in passato.
Silvia
Giovedì 18 Giugno 2020, 16.24.23
28
@Oudeis #26, il Big 4 include le band thrash che vendevano di piu' all'epoca quindi non e' un discorso stilistico ne' di sonorita'
Oudeis
Giovedì 18 Giugno 2020, 16.09.26
27
4 fusi orari
Oudeis
Giovedì 18 Giugno 2020, 16.08.39
26
Trovo curioso che appaia lecito accomunare band diversissime come Anthrax e Slayer, che oltretutto hanno sede in stati distanti 3 fusi orari, e non Coroner e Kreator.
Oudeis
Giovedì 18 Giugno 2020, 15.58.17
25
L'unico valore che è possibile attribuire ai Destruction è quello di aver pubblicato all'inizio degli anni '80, quindi prima di altri. Ma non per primi. Ad ogni modo la bassa qualità tecnica, lo spessore intellettuale praticamente nullo nonché l'inconsistenza compositiva ne fanno una band trascurabile e -ripeto- a maggior ragione se confrontata con quanto pubblicato dai veri fuoriclasse nello stesso periodo. I Venom erano grezzi e "ignoranti", non un granché come compositori (ma mai mediocri quanto i Destruction), tuttavia suonavano come nessuno prima; per questo è giusto ricordarli. I Destruction invece non sono primi in niente, non sanno comporre e non sono certo dei musicisti memorabili. Quando col 3° album hanno provato a fare qualcosa di più articolato sono diventati ancora più pallosi. Sodom e Kreator hanno una loro identità, i Destruction mi sembrano dei Kreator venuti male. C'è gente a cui piacciono, ok... c'è anche chi si ingrifa con la Sora Lella. /// Tra le band thrash che avrebbero meritato di più ci metterei sicuramente i Mekong Delta.
Silvia
Giovedì 18 Giugno 2020, 15.09.10
24
@tino, nessuna discussione, semplicemente notavo le affinità stilistiche della Triade (x me fra thrash US e teutonico c’è differenza comunque) e la loro influenza nel genere, non parlavo della storia della definizione, o del perchè venne coniata etc etc . x me era una chiacchierata che può tranquillamente finire qui
tino
Giovedì 18 Giugno 2020, 14.45.13
23
Continuo a non seguirvi sulla vostra strada, è lo stesso dibattito che mi ha portato a diversi scontri con lisablack sulla questione big 4. Non è una questione di suoni, di attitudine, di look, di carriera, di coerenza o di altro visto che comunque parliamo di thrash, un genere che ha caratteristiche ben precise. di Il big 3 tedesco, così come il più famoso poker americano, si basa su un principio molto semplice e incontestabile per chi l’ha ideato: la popolarità acquisita, il fatto di essere arrivati primi di altri a proporsi con un debutto, e l’influenza che possono aver indotto altri a seguirne le orme. Il giochino dei nomi da affiancare mi piace anche a me, e ci sono stato rilanciando i coroner nonostante siano uno spin off dei celtic frost, e alcuni nomi di gruppi teutonici che mi sono piaciuti ma sono arrivati dopo e, cosa fondamentale, non sono stati fondamentali per la nascita o lo sviluppo della scena. Quindi a mio parere la discussione potrebbe finire qui, destruction kreator e sodom sono i numeri uno della scena teutonica al di là del fatto che possano essere stai sopravvalutati o altro.
Silvia
Giovedì 18 Giugno 2020, 14.29.10
22
@tino però io non ci vedo l'irruenza che (a mio parere) caratterizzava la triade. Anche i Tankard secondo me non sono accostabili come sonorità. Se parliamo invece di gruppi importanti nello speed/thrash/heavy ade in Germany ovviamente sì. Nella lista di @Trascendence io aggiungerei i Warrant di The Enforcer e chissà quanti altri! Questi gruppi però non sono stati longevi e non hanno fatto la storia come la Triade che fece anche la storia, soprattutto i Kreator.
tino
Giovedì 18 Giugno 2020, 14.14.57
21
Per me gli unici non citati che sono stati competitivi e determinanti per la scena tedesca sono i tankard, nel 1988 ricordo che chemical invasion e zombie attack erano oggetto di culto e ritenuti difficilmente reperibili, almeno nella mia zona nell’emilia industriale, poi con alien e morning after hanno confermato. Gli altri nomi sono per me di importanza trascurabile, tra l’altro diversi manco li ho sentiti nominare, e quindi non accostabili (secondo me) ai tre big che hanno avuto un successo in termini di popolarità internazionale. I coroner, ripeto c’entrano eccome, perché nonostante il passaporto elvetico sono di madrelingua tedesca, sono di zurigo che non è ginevra o lugano, e sono cresciuti spalla a spalla con i compagni dell’etichetta berlinese. Alla fine i loro dischi, fino a grin escluso, erano un thrash tecnico comunque abbastanza scorrevole e orecchiabile, ma pur sempre thrash
Transcendence
Giovedì 18 Giugno 2020, 12.39.08
20
Però citare i Coroner rimane fuori luogo: secondo me vi state dimenticando Tankard, Exumer, Poison, Protector, Assassin, Holy Moses, Violent Force, Iron Angel, Darkness e Minotaur. Tanto, tra tutta la nicchia, gli unici che posso dire che mi piacevano erano i Necronomicon (prima di sciogliersi).
Silvia
Giovedì 18 Giugno 2020, 11.40.17
19
@tino x me i Kreator sono inconfondibilmente teutonici. Io aggiungerei The Antichrist comunque fra i dischi notevoli dei Destruction e penso che i Coroner invece siano proprio diversissimi dagli altri 3, sono meno immediati e più "ragionati" a mio parere quindi non li affiancherei. Concordo assolutamente con quanto dici sui Vendetta, all'epoca si stavano creando anche un bel seguito. I Destruction non avranno rivoluzionato il mondo della musica però la sana "ignoranza" dei loro dischi è benvenuta imo 🤘🏻
tino
Giovedì 18 Giugno 2020, 10.28.33
18
Sicuramente importanti dal punto vista storico, un po’ meno dal punto di vista artistico nonostante due ottimi primi dischi e un singolo spettacolare come mad butcher. Molto venomiani con suoni e tecnica indubbiamente migliori. Discorso triade, ora come ora non amo particolarmente nessuno dei tre gruppi, da giovane invece adoravo i kreator, specie quelli del capolavoro extreme aggression (i più bay area vero silvia?), i sodom invece è un gruppo che non mi ha mai entusiasmato nonostante ne apprezzi il valore artistico e storico. Quoto oudeis sui coroner (e i frost) che nonostante siano svizzeri di passaporto sono da sempre considerati patrimonio germanico, l’humus socio artistico logistico culturale nel quale sono fioriti (o sfioriti visto le tematiche) è quello li’, la svizzera (o meglio la vicina protogermanica zurigo) è solo una questione puramente di confini. Penso che avrebbero meritato più successo i vendetta, autori di due dischi incredibili, e i deathrow che con deception ignored avevano dimostrato un potenziale immenso poi disperso.
Silvia
Giovedì 18 Giugno 2020, 3.12.38
17
Bellissimo articolo! I miei preferiti della Sacra Triade, a mio avviso molto più vicini alla Bay Area che al thrash europeo, o se vogliamo un punto d’incontro fra i due stili. Rino usa una bella parafrasi x indicare la loro immediatezza e furia che x me resta la loro caratteristica più coinvolgente
Oudeis
Mercoledì 17 Giugno 2020, 22.27.43
16
Band che inspiegabilmente riesce a campare di rendita con quanto fatto con i primi sopravvalutatissimi album, meno che mediocri soprattutto se confrontati ai contemporanei. Schmier è suo malgrado un personaggetto risibile con atteggiamenti da diva capricciosa, che probabilmente crede di valere quanto un Chuck Schuldiner o un James Hetfield o un Dave Mustaine, purtroppo non ne ha né il carisma, né lo spessore artistico, né il talento, né il prestigio, né le qualità tecniche, né... Chiudo dicendo che della cosiddetta "sacra" triade del thrash tedesco -Sodom, Kreator, Destruction- i migliori sono senza dubbio i Coroner [svizzeri di lingua tedesca].
The Nightcomer
Mercoledì 6 Giugno 2012, 11.18.22
15
Ho sempre avuto un debole per i Destruction: la discografia fino a Release from Agony, oltre all'importanza storica considerata nell'articolo, è davvero ineccepibile. I primi dischi erano grezzi, è vero, ma non quanto le releases contemporanee dei cugini Sodom e Kreator; In The Sign Of Evil ed Obsessed By Cruelty evidenziavano carenze tecniche ben più gravi (che dire della sezione ritmica fuori tempo?), atrettanto presenti negli inascoltabili solos di chitarra sui primi dischi dei Kreator. I Destruction invece, pur nella loro semplicità, non erano così dozzinali. I solos di Mike su infernal Overkill ed Eternal Devastation sono quanto di più diretto, tagliente, ispirato e cattivo si potesse ascoltare allora: vero thrash. E che dire dei riffs e delle ritmiche? I nostri variavano parecchio e sapevano colpire duro pur senza scadere nel parossismo (conservavano sempre una certa dose di "melodia", se mi passate il termine). Anche dal punto di vista stilistico si differenziavano dagli altri: a mio modesto parere erano quelli dotati di maggiore personalità, senza nulla togliere comunque ai più blasonati "cugini", il cui contributo alla causa è pure da ritenersi determinante. Oggi si tende a considerare i Destruction meno rispetto a Sodom e Kreator, forse giustamente se si considera l'intera carriera, ma per quanto riguarda gli anni che davvero contavano per il thrash (gli eighties), i nostri meritano senz'altro più considerazione. Chi c'era lo sa bene.
Khaine
Martedì 4 Ottobre 2011, 23.27.54
14
Ciao sudparadiso, grazie del passaggio, benvenuto e torna a trovarci
sudparadiso
Martedì 4 Ottobre 2011, 22.17.15
13
ciao ragazzi,sono nuovo su questo sito.e sono contento di introdurmi per descrivere questa grandissima band. la prima fase del gruppo e' stata magica. ovviamente sempre da un mio unmile parere. belli gli ultimi lavori,ma la magia dei primi 5 anni non e' piu' la stessa!! BESTIAL INVASION!!!!!!!!!!
fabio II
Martedì 4 Ottobre 2011, 13.32.59
12
Ci mancherebbe buon therox68, anche la mia non era di certo una ribattuta al tuo commento; era soltanto un modo per rendere guistizia ai Destruction che sono a tutti gli effetti uno dei lati del triangolo thrash teutonico. Non ho ascotato l'ultimo ma è indubbio che la band sia stata staccata nel corso degli anni, come affermi giustamente anche tu, da Kreator e Sodom. Bene ha fatto Metallized a dedicare uno spazio agli autori di 'Infernal Overkill' e 'Eternal Devastaion' ( anche il mini d'esordio non era affatto male ). La band di Schrmer era la più tecnica e vicina alla sonorità thrash bay area. Anche la svolta melodica di 'Mad Butcher' e 'Release' erano per l'epoca meritevoli d'attenzione
therox68
Lunedì 3 Ottobre 2011, 18.30.01
11
fabio II: il mio commento non era in risposta al tuo, non volevo, cioè, criticare quello che hai detto. Me ne guarderei bene, anzi chiedo scusa per aver scritto Destruction quasi come se fosse spagnolo.
fabio II
Lunedì 3 Ottobre 2011, 14.20.41
10
se si valuta tutta la discografia penso che therox68 abbia ragione; stavo semplicemente dicendo che fino all'88, anno di 'Release', i Destrutcion avevano prodotto il miglior platter di thrash teutonico,'Eternal Devastation': davanti, di poco, 'Peasure to kill' di Kreator. I Sodom al massimo arriverammo con 'Agent Orange' del'89. Infatti therox se leggi il mio post precedente si parla di prime opere. Insomma, volevo semplicemente dire che Sodom e Kreator sono reputati molto più importanti rispetto ai Destruction. Ma all'inizio non era così, anzi! Ovvio che poi i paramentri sono del tutto personali
therox68
Lunedì 3 Ottobre 2011, 13.58.31
9
Secondo me nella triade del thrash tedesco i Destrutcion occupano l'ultimo gradino. Una medaglia di bronzo non è affatto male ma Sodom e Kreator sono meglio. Secondo me.
fabio II
Lunedì 3 Ottobre 2011, 13.53.50
8
Del trittico classico che comprende anche Sodom e Kreator, i Destrutcion erano i miei preferiti, limitatamente alle prime opere; dopo 'Release from agony' non ho più seguito la band. In verità dei nuovi prodotti ho soltanto 'Metal Discharge' che non è nulla di importante
forbiddenevil
Domenica 2 Ottobre 2011, 23.00.10
7
ETERNAL DEVASTATION è memorabile..............
brainfucker(ex il leccese)
Domenica 2 Ottobre 2011, 19.54.25
6
inventor of evil per me è una bomba
Flight 666
Domenica 2 Ottobre 2011, 18.26.44
5
@ Diddi Verni: grazie per la segnalazione, abbiamo corretto!
Undercover
Domenica 2 Ottobre 2011, 16.19.23
4
Per me i Destruction quelli veri finiscono con "Release From Agony", buono davvero "The Antichrist" e poi una serie di prove altalenanti con in mezzo un paio di ciofeche non da poco e spicca in negativo quella schifezza colossale che ha per titolo "The Least Successful Human Cannonball" che non si può neanche definire una release degna di tale monicker, la band era proprio allo sbando in quel periodo. Sicuramente del triangolo teutonico sono la punta "debole".
Diddì Verni
Domenica 2 Ottobre 2011, 16.11.16
3
io preferisco i destruction a sodom e kreator, e adoro tutto ciò che è stato pubblicato con mark reign, un batterista troppo sottovalutato ... cmq c'è un errore, c'è scritto gli italiani the exploited
Nightblast
Domenica 2 Ottobre 2011, 15.34.42
2
@flag of hate: concordo in toto. Kreator a Sodom sono un gradino più in alto, sia per tecnica esecutiva che per abilità compositiva...Però quando ascolto Thrash 'till Death vado in estasi totale..."Immortal soul take control, immortal soul...THRASH 'TILL DEATH!!!"
Flag Of Hate
Domenica 2 Ottobre 2011, 15.19.47
1
Nella "Triade del Thrash Teutonico" (mio Dio, ho sempre ritenuto questa espressione terribilmente ampollosa ) i Destruction sono quelli che mi piacciono di meno. Sempre piacevoli e umili, alla mano, ma non mi hanno mai conquistato al 100% come i loro "cugini" del Nordrhein-Westfalen. Forse è proprio per la voce di Schirmer. Comunque sono una band meritevole di attenzione. Il loro disco per eccellenza, Imho, rimarrà "The Antichrist".
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Destruction
RECENSIONI
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