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IMPERIOUS - No Roma, no party
24/10/2011 (1095 letture)
A distanza di pochi mesi dall’uscita del loro album di debutto, abbiamo intervistato virtualmente gli Imperious, band tedesca particolarmente dedita alla storia dell’impero romano. Sertorius, cantante e bassista della formazione teutonica, è stato ben lieto di rispondere alle nostre domande e curiosità.

Arvssynd: Prima di tutto benvenuti su Metallized.it! Come è nato il progetto Imperious?
Sertorius: Ave Giacomo! Grazie per averci contattato! Tre anni fa ebbi l’idea di formare un progetto solista, che combinasse la musica metal con tematiche legate alla storia. Dopo aver completato l’album, la precedente versione dell’attuale Varus, ho cercato dei musicisti che potessero aiutarmi per le registrazioni. Durante questa ricerca ho cambiato idea e ho deciso di rendere gli Imperious una band completa, non più un progetto solista. Dopo aver assemblato la line-up cominciammo a provare e riarrangiare le canzoni già esistenti per renderle adatte a performance live e alle nuove idee degli altri membri della band.

Arvssynd: Varus è dunque il vostro primo album, siete soddisfatti del risultato finale?
Sertorius: Complessivamente sì. Sicuramente ci sono alcune cose che dobbiamo migliorare e che faremo in un altro modo durante le prossime produzioni. Ma io penso che abbiamo rilasciato un notevole primo segnale di vita. Io personalmente volevo creare un autentico debut album, che riflettesse la passione della band per la musica metal e per la storia, e che parlasse degli avvenimenti storici legati al personaggio di Varus. Penso di esserci riuscito.

Arvssynd: Come gestite la vostra musica, vi dedicate prima ai testi o alle componenti musicali?
Sertorius: Solitamente componiamo prima la parte strumentale, dopo ci dedichiamo ai testi. Dopo questo, proviamo a fondere musica e parole per riarrangiare parecchie parti delle canzoni, in modo tale che ciò che suoniamo rifletta ciò di cui si sta parlando nel testo.

Arvssynd: Continuando a parlare di Varus... è un concept album oppure le canzoni sono “distaccate” le une dalle altre?
Sertorius: È un concept album riguardo il personaggio storico Publio Quintilio Varo, la sua – non felice – relazione con Arminio e la sua sconfitta nella battaglia della foresta di Teutoburgo.

Arvssynd: Tutti i componenti della band sono interessati alla storia antica?
Sertorius: Io, personalmente, sono molto interessato a storia, poesia epica e mitologia. Penso che gli altri ragazzi concordino coi testi e apprezzino le mie idee. Ma non sono interessati quanto lo sono io riguardo questi argomenti.

Arvssynd: Quali sono le band che maggiormente vi hanno influenzato?
Sertorius: Siamo tutti musicisti da molto tempo (alcuni di noi fanno musica dai primi anni novanta) e abbiamo suonato in parecchie band. Quindi noi siamo influenzati dai nostri gusti personali piuttosto che da altre band.

Arvssynd: C’è qualcuno all’interno della band che ascolta altri generi musicali?
Sertorius: Siamo tutti metal fans, ma perchè non dovremo ascoltare altri tipi di musica? Finchè una cosa è fatta con passione ed entusiasmo gli diamo una possibilità e la inseriamo volentieri nel nostro lettore CD.

Arvssynd: Cosa pensi della scena metal germanica in generale? Recentamente ho scovato alcune band veramente ottime come Eftwyrd, Waldgeflüster, Der Weg Einer Freiheit, Irrlycht e molte altre… voi seguite la scena underground o no?
Sertorius: Certamente che la seguo, perchè secondo me è l’underground è il cuore di tutti i sottogeneri della musica metal. Per me, queste band mantegono vivo questo spirito underground, lontano da grandi festival o campagne commerciali. Non penso ci sia la necessità di creare grandi spettacoli con headliner costosi. Sono sempre contento quando vedo un flyer in bianco e nero, che mi mostra la presenza di un piccolo concerto nella nostra città con un costo adeguato per l’entrata e, ovviamente, per la birra. Sono cresciuto coi concerti underground e con le band che ne fanno parte, quindi sarò sempre parte di questa scena.

Arvssynd: È stato difficoltoso trovare una label seria che producesse la vostra musica?
Sertorius: No, non lo è stato. La Heretic Visions è una piccola label gestita da un mio amico. Per il prossimo album cercheremo di collaborare con una label maggiormente conosciuta con cui poter lavorare assieme. Ma per il momento siamo soddisfatti di avere una buona distribuzione alle nostre spalle.

Arvssynd: Eccoci arrivati alla fine, grazie dell’intervista, vorreste lasciare un saluto ai nostri lettori?
Sertorius: Grazie mille per questa intervista. Speriamo un giorno di riuscire a suonare in Italia, dove venne scritta e dove è ancora viva la storia. Ave Roma! Pro Salute Omnium!



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Gli Imperious
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La cover di 'Varus'
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