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DARK TRANQUILLITY + ELUVEITIE + MERCENARY ed altri - Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 03/11//2011
08/11/2011 (2908 letture)
Trovare la voglia di percorrere 153 km il 3 di novembre, tra una pioggia che va e che viene e degli sporadici banchi di nebbia, non è cosa da poco oramai; ma pur di vedere dal vivo -per la prima volta- i Dark Tranquillity, avremmo fatto questo e altro. Attraversiamo dunque il nord Italia, usufruendo dell’ora e mezza di viaggio per scambiarci pareri sulle band della serata. Essendo questo un tour particolare per i Dark Tranquillity, visto che sono supportati da ben cinque gruppi, ci aspettiamo giustamente di assistere ad un concerto preparato nei minimi dettagli e che esaudisca appieno le aspettative del pubblico. La serata si prospetta ricca di sorprese, visti i nomi dei partecipanti: l’apertura tocca ai finlandesi Omnium Gatherum, seguiti dagli svizzeri Gurd, dai tedeschi Varg, dai danesi Mercenary e dalla seconda band svizzera della serata, i più famosi Eluveitie, prima di lasciare il palco agli headliner. Una volta arrivati a Trezzo, seguire le indicazioni per il Live Club non è stato troppo difficile -nonostante il nostro scarso senso dell’orientamento- e, giunti sul posto, iniziamo a commentare la presenza assai rada di persone in attesa dietro le transenne. Va bene, erano solo le cinque del pomeriggio, ma la gente sarebbe potuta entrare di lì a poco (sebbene sul biglietto d’ingresso fosse segnato un orario diverso) e la scarsità di pubblico impattava abbastanza pesantemente con la grandezza del concerto. All’interno, il Live Club si presenta come un luogo accogliente e ben organizzato, ma un consiglio ci sentiamo di darvelo: portatevi qualcosa da mangiare direttamente da casa, se non volete essere spennati al self-service del locale dove ogni piatto parte dalla modica cifra di quindici euro!

OMNIUM GATHERUM
Nemmeno il tempo di ambientarci, che subito il palco è pronto per la prima esibizione, quella dei finlandesi Omnium Gatherum, attivi sin dal 1996, ma a quanto pare mai arrivati ad un successo più di tanto rilevante, vista anche la loro posizione da opener. La band propone un melodic death metal abbastanza classico, con elementi sinfonici derivanti perlopiù dalle tastiere, ma soprattutto con un uso quasi esasperante della doppia cassa e del basso. Il fatto viene acuito da dei suoni non molto equilibrati, che tendono ad esaltare la batteria ed appunto il basso, a svantaggio della voce e delle chitarre. La mezz’ora esatta di esibizione si esaurisce ben presto, senza particolari momenti da ricordare né pezzi che rimangano in testa per più di qualche minuto. Il gruppo capitanato dal singer Jukka Pelkonen riesce comunque a scaldare gli animi dei pochissimi presenti (anche grazie alla massima interazione tra lui e il pubblico, come quando il cantante è sceso dal palco per dare la mano ai presenti in prima fila) e a far salire l’attesa per il prosieguo della serata, che si dimostrerà varia ed interessante.

GURD
Sostituti dei Death Angel (una responsabilità non irrisoria), i Gurd si dimostrano già più decisi e convincenti degli Omnium Gatherum, forti del loro thrash/groove che mostra rimandi continui agli ultimi Pantera così come ai californiani Suicidal Tendencies. Dal punto di vista compositivo, però, qualcosa non va e lo si capisce bene specialmente quando ad un certo punto, nell’annunciare la canzone successiva, ci si accorge che le note sono praticamente le stesse della precedente e i ritmi non cambiano minimamente. Capaci, nonostante tutto, di farsi apprezzare dal pubblico di deathsters e folksters presenti nel locale, i Gurd intrattengono l’ancora poca folla di presenti per circa trentacinque minuti ed hanno il merito di proporre una setlist perlomeno più diretta e di facile accesso di quella degli altri gruppi, maggiormente incentrati invece sull’aspetto scenico. Qualche punto in più va certamente concesso loro per la frenetica mobilità mostrata dal chitarrista e dal bassista, che non hanno smesso un solo secondo di saltare a tempo con la musica e spaziare da un lato all’altro del palco. Resta il fatto che per sostituire i Death Angel sarebbe stato forse più opportuno scegliere una band di più alto livello (sebbene i Gurd siano in giro dal 1994), ma alla fine dell’esibizione ne usciamo comunque soddisfatti.

VARG
Il concerto dei Gurd è appena terminato, ma in mezzo agli uomini della crew si aggirano già inquietanti figuri con un marcato face painting rosso, blu e nero, intenti ad aiutare a montare nel minor tempo possibile la strumentazione. Si tratta dei Varg, terzo gruppo della serata, fautori di un pagan metal cantato in lingua madre (il tedesco) estremamente aggressivo; il pubblico -che inizia già ad essere più numeroso e consistente- si prepara con entusiasmo al massacro che da lì a poco avrà inizio in quel del Live Club.
Buio, parte l'atmosferica intro Jagd ( sparata a volumi improponibili come quasi tutte le intro della serata) mentre i cinque di Friburgo (i quattro membri più il chitarrista live Skalli) salgono sul palco avvolti nell'oscurità. Un rapido saluto ai fans italiani da parte di un Freki che in armatura sembra ancora più imponente di quanto non sia già di suo e poi via a martellare i padiglioni auricolari dei presenti con quarantacinque minuti di musica assassina e spezza-collo (Neckbreakers Balls Tour...nomen omen); scorrono rapide tra le altre Blutaar, Wir Sind Die Wolfe, Schwertzeit e anche una cover dei Rammstein di cui -mea culpa- non sono riuscito a cogliere il nome. I suoni sono ben calibrati, solo il volume della chitarra di Hati è un po' basso, per di più il chitarrista ritmico ci mette del suo rimanendo statico per tutto il concerto, mentre i suoi colleghi si muovono in continuazione (Managarm era totalmente invasato) ed invitano il pubblico prima a brutalizzare ulteriormente il loro headbanging, poi a creare un circle-pit piuttosto grande che proseguirà ininterrotto fino alla fine della loro prova, chiusa dalla coinvolgente Wolfskult.
In sintesi, una bella prova dal lato tecnico con Skalli e Fenrier sugli scudi: il primo eseguendo alla perfezione tutti i fraseggi solisti e il secondo “uccidendo” -ma senza per questo perdere in precisione- letteralmente la batteria (tanto che alla fine dello show ho potuto constatare le pessime condizioni delle bacchette usate), ma anche con una buona prestazione dal punto di vista dell'attitudine. Se su disco i Varg stanno diventando ripetitivi, dal vivo meritano ancora assolutamente i soldi del biglietto!

MERCENARY
Presentati come band melodic death/power metal, i Mercenary sono stati senza dubbio il flop della serata. Inseriti proprio dopo i Varg e subito prima degli Eluveitie, i danesi si dimostrano monotoni e stancanti, con un sound che sembra in realtà essere ben più vicino al metalcore che ad altro. Il singer René Pedersen lascia un po’ a desiderare in quanto a capacità di avvicinare il pubblico, mentre l’unico in grado di trasmettere qualcosa di positivo è il chitarrista principale, che ogni tanto si esibisce in dignitosi assoli con la sua sei corde bianca. Ciò che lascia da pensare è che, a differenza dei gruppi precedenti, i Mercenary sono attivi sin dal 1991 e questa sera hanno mostrato sicuramente meno attitudine delle prime tre band della serata. Il perché siano stati posti così in alto in scaletta pone molti dubbi in merito ad un’organizzazione che per il resto si è dimostrata quasi perfetta sotto molti punti. L’esibizione dei danesi è stata vista da molti -noi compresi- come il momento ideale in cui prendersi una birra (cinque euro una media alla spina) o usufruire dei servizi (costantemente controllati da un servizio d’ordine all’altezza della situazione); i quarantacinque minuti di concerto sono così passati senza infamia né gloria, nell’unanime attesa degli Eluveitie, per cui gran parte dei presenti sono in attesa da ore, quasi ancor più che per gli headliner.

ELUVEITIE
Dopo la parentesi non troppo entusiasmante dei Mercenary arriviamo ad uno degli act più attesi della serata: gli svizzeri Eluveitie. Il cambio palco è ovviamente molto più lungo dei precedenti, dal momento che il batterista dei folkster elvetici usa un drumkit totalmente diverso dagli altri e il palco deve essere preparato per ben otto persone. Questo ci dà il tempo di guardarci intorno e notare il grandissimo numero di persone con la maglietta del gruppo svizzero; è più di un'impressione: c’è gente che è venuta più per loro che per i Dark Tranquillity, a dimostrazione di quanto questa band sia amata nel nostro paese.
Un consueto buio cala sul Live e le note dell’intro Otherworld accompagnano l’ingresso degli otto svizzeri sul palco, che una volta in posizione partono subito in quarta con Everything Remains As It Never Was. La band appare in forma, in particolare il frontman Chrigel Glanzmann che inizia da subito ad arringare la folla tra un growl e l'altro, e le due fanciulle della band Meri Tadic al violino e Anna Murphy alla ghironda subito molto mobili sul palco e decise nell'interpretazione delle loro parti cantate. Si prosegue con Nil e l'immancabile Inis Mona (su cui si avvia nuovamente un grande circle-pit nel centro della grande sala del locale). I suoni purtroppo appaiono da subito molto migliorabili (seppur comunque sufficienti): in particolare la ghironda di Anna era praticamente indistinguibile, il volume del microfono di Meri era bassissimo e i fiati nei momenti di maggiore violenza della sezione ritmica sparivano quasi del tutto, mentre il volume della cassa occupava prepotentemente le frequenze basse facendo perdere molto in definizione alle quattro corde di Kay Brem (comunque udibile); in ogni caso al di là della puntigliosità -doverosa in sede di report- ammetto che non sia facile per un fonico far suonare bene una band con tutti questi elementi e con due anime così diverse.
Il tempo vola, il pubblico si diverte e siamo già arrivati alla stupenda Quoth the Raven, pezzo che mette enormemente in risalto gli arpeggi delle due asce Ivo Henzi e Sime Koch e la voce di Anna, dotata tra l'altro anche di un discreto screaming. L’energia che ci mettono questi ragazzi è palpabile ma ben canalizzata, non si lasciano andare troppo a proclami, ma suonano con grinta e regalano sorrisi a 360°. Si prosegue quindi con Tarvos ed altri gran pezzi come Kingdom Come Undone o Thousandfold, fino alla conclusiva Tegernakô.
Non sembra che sia passata quasi un’ora, la gente è visibilmente entusiasta ed anche la band sul palco si lascia contagiare dall'atmosfera festosa del Live, chiudendo il concerto con più ringraziamenti e la promessa di tornare per il tour del nuovo disco (al momento in fase di registrazione). Il palco si svuota, molta gente abbandona le prime file già soddisfatta, ma mancano ancora gli headliner!

DARK TRANQUILLITY
A mezz’ora esatta dalla fine dell’esibizione degli svizzeri, salgono sul palco i Dark Tranquillity, preceduti da cori inneggianti il loro nome e da un fervore generale portato finalmente ai livelli più alti. L’apertura del concerto, con la meravigliosa Terminus (Where Death Is Most Alive) è spettacolare: fin da subito si capisce che il singer Mikael Stanne è in serata di grazia ed il suo tipico growl, molto valido anche in sede live, ne è la conferma. Con la successiva In My Absence, tratta dall’ultimo We Are the Void, si toccano note che sembrano arrivare dal più profondo dell’animo umano, grazie all’ottima capacità dei Dark Tranquillity di rendere al meglio canzoni di questo tipo anche dal vivo. Lo spettacolo è garantito inoltre dalle immagini trasmesse da un computer direttamente sullo sfondo del palco (dove solitamente viene posto il nome del gruppo, che in questo caso ritroviamo invece davanti alla batteria), che cambiano di canzone in canzone. Tra le più attese, The Treason Wall è sicuramente anche quella più efficace dal vivo, insieme alla successiva Lost to Apathy, ma soprattutto The Wonders at Your Feet, durante la quale i presenti si scaldano cantando a gran voce le varie strofe. L’unico momento “di calma” lo si ha con The Mundane And the Magic, tratta dall’ottimo Fiction, canzone che ha dalla sua un impatto emotivo sempre di gran presa sul pubblico. Dallo stesso album viene proposta anche Blind at Heart, nettamente più aggressiva della precedente, accolta anch’essa con grande entusiasmo.
La prestazione degli headliner è sicuramente da applausi: alla voce, Stanne si esibisce nel suo tipico growl alternandolo a parti più tenui, in cui fa bella mostra della voce in pulito, da sempre punto di forza di molte canzoni dei Dark Tranquillity; allo stesso tempo, le chitarre di Sundin ed Henriksson non sbagliano un colpo, così come la sezione ritmica, che pur non si esibisce in nulla che non sia studiato con cura, nulla insomma che non sia previsto. Questo comporta anche un tempo di esibizione assai ridotto (un’ora e dieci minuti senza interruzioni), con gran delusione dei presenti, che chiedono più volte a gran voce che vengano suonate canzoni non presenti in scaletta, come la famosa Lethe, trovando però in risposta solo i sorrisi di Stanne.
Lo show prosegue con le ottime The Sun Fired Blanks (unica canzone scelta da Projector) ed Inside the Particle Storm, ma solo con Zero Distance ci accorgiamo di quanto siano veramente perfetti dal vivo i Dark Tranquillity: sullo sfondo viene difatti proiettato il video della canzone, che permette a tutti di notare la sincronia magistrale che la band riesce ad avere con esso durante l’esibizione dal vivo. Ben accolta anche Dream Oblivion, non certo un grandissimo pezzo, ma che si lascia comunque apprezzare. Durante Final Resistance, invece, Stanne interagisce ancora di più col proprio pubblico, facendosi dare una bandiera italiana dalla prima fila con su scritto: “Dark Tranquillity Welcome to Italy” e tenendola in una mano per tutta la durata della canzone. Come se non bastasse, ad un certo punto scende dal palco e si mette a dare la mano a tutti i fortunati della prima fila, letteralmente impazziti dietro le transenne. La chiusura del concerto è affidata alla gradevole The Fatalist, subito dopo l’ennesima canzone tratta da Fiction, ovvero Misery’s Crown.
Rimane a malapena il tempo per me di vedermi arrivare ad un palmo dal naso una bacchetta di Anders Jivarp -che non ho nemmeno provato a prendere tanta era la foga dei miei contendenti- e per Stanne di rientrare -da solo- sul palco per salutare i suoi fans, mentre accanto a lui qualcuno già si adopera a smontare il tutto.

Una serata che, tirate le somme, si è dimostrata lunga ma appetibile, ricca di buoni gruppi e di buona musica, per quanto le nostre povere orecchie non fossero preparate a tanto massacro tutto così concentrato. A tal proposito vorremmo dare soltanto un consiglio ai gestori del Live Club: tra un gruppo e l’altro, in serate del genere, sarebbe più opportuno evitare di inserire musica altrettanto martellante e magari orientarsi verso lidi più leggeri. Siamo sicuri che anche il più rude dei deathster presenti quella sera non avrà potuto fare a meno di pensarlo almeno una volta. In ogni caso, l’organizzazione è stata assolutamente all’altezza della situazione (mai visti cambi palco tanto rapidi) e il locale si è rivelato uno dei migliori e più adatti a contenere concerti di questo tipo. Forse il segreto di questo crescente successo sta nell’essersi concentrati su un obiettivo unico, aver focalizzato i propri interessi sulla buona riuscita di ogni singolo evento. E poi, con band come i Dark Tranquillity l’affluenza viene da sé. Un posto in cui faremo sicuramente ritorno.

SETLIST

--- ELUVEITIE ---
1. Otherworld
2. Everything Remains As It Never Was
3. Nil
4. Inis Mona
5. Quoth the Raven
6. Tarvos
7. Calling the Rain
8. Thousandfold
9. Kingdom Come Undone
10. The Song of Life
11. (Do)Minion
12. Tegernakô

--- DARK TRANQUILLITY ---
1. Terminus (Where Death Is Most Alive)
2. In My Absence
3. The Treason Wall
4. Lost to Apathy
5. The Wonders at Your Feet
6. The Mundane And the Magic
7. Blind at Heart
8. The Sun Fired Blanks
9. Inside the Particle Storm
10. Zero Distance
11. Dream Oblivion
12. Final Resistance
13. Misery's Crown
14. The Fatalist


Report di Omnium Gatherum, Gurd, Mercenary e Dark Tranquillity a cura di Arturo Zancato “Flight 666”; report di Varg ed Eluveitie a cura di Gianluca Leone “Room 101”.



Flight 666
Domenica 13 Novembre 2011, 12.32.25
26
Sì, infatti. Oltretutto credo di essere tra i pochi a cui sono piaciuti, essendo io uno a cui il loro genere piace abbastanza...
Khaine
Domenica 13 Novembre 2011, 11.51.14
25
Non vedo il problema. C'è scritto che suonano dal 94.
SKIN UP!!!!!!!!!
Domenica 13 Novembre 2011, 11.48.21
24
Beh forse sarebbe più opportuno per chi scrive la recensione documentarsi sui gruppi che va ad ascoltare ai concerti!!!!!!!!!!!!VEDI GURD...che suonano dal 1994 e propongono sicuramente una musica di sicuro superiore rispetto ai restanti gruppi del festival....I
ayreon
Sabato 12 Novembre 2011, 13.56.51
23
riguardo i prezzi delle consumazioni,mi sa che non solo a Trezzo siano care ( vedi alcatraz),se facevi un breve giro li' vicino c'è una specie di panetteria che vende panini e pizze a poco prezzo.
Room 101
Venerdì 11 Novembre 2011, 12.13.32
22
@K____: Grazie per la info !
K____
Venerdì 11 Novembre 2011, 12.10.42
21
Gran concerto e location ottima. Certo però che i Dark Tranquillity avrebbero potuto evitare la voce campionata in The Mundane And the Magic, non so, far cantare la parte famminile ad Anna... PS: la cover dei Rammstein era Links 2 3 4
Dave Insane
Venerdì 11 Novembre 2011, 3.54.42
20
gli Eluveitie.. mah, a me quando sento dei flauti e dei violini mi vien voglia subito di mettere su Butchered at Birth dei Cannibal...
Richard
Giovedì 10 Novembre 2011, 10.03.27
19
@ Room 101 & Flight 666 - Ho capito da dove deriva il vostro fraintendimento ma non mi dilungherò qui, ve lo spiegherò a voce tanto mi conoscete... @ Tormentro67 - Le Romane mica sono patrimonio dell'umanità eh ... cose mie personali... Ma per te farò uno strappo visto l'amicizia che ci unisce.... Intanto comportati bene in quel di Parma... Ci si vede per Kufstein (Austria)...
AL
Giovedì 10 Novembre 2011, 8.50.43
18
bravo room101! al live le birre non sono annacquate!
Room 101
Giovedì 10 Novembre 2011, 0.28.25
17
Ragazzi qui mi pare ci sia una certa incomprensione alla base, io ero lì con Flight 666 e posso confermarvi che gli è stato proposto solo il buffet a 15 euro (nessuno ci ha detto dei panini o delle piadine) per due ragazzi che per ogni concerto risparmiano e arrivano con i soldi contati - o con qualcosa da mangiucchiare da casa - sono parecchi. Detto questo io quando scrivo i report parlo sempre del lato organizzativo e dei prezzi, circa i festival estivi ho ancora in mente i prezzi popolari (1 euro la bottiglietta d'acqua e 10 euro la maglietta ufficiale) e la perfetta organizzazione del Maximum Rock (che Richard ricorderà certamente ) Detto questo il Live è il miglior club in cui io abbia mai avuto il piacere di vedere un concerto e Arturo ha giustamente fatto notare la perfetta organizzazione. P.S: e a differenza dell'Alcatraz qui non annacquano le birre!!
Tormentro67
Mercoledì 9 Novembre 2011, 20.52.16
16
Concordo con la sintesi di Richard sulle esibizioni dei gruppi (anche se tutto sommato lo show degli Eluveitie porta il giudizio finale a 7, secondo me); mi associo alle valutazioni generalmente molto positive sul locale e segnalo che io - forse sono arrivato molto prima di Flight 666 - ho usufruito di un abbondante buffet per 15 euro comodamente seduto nella terrazza sovrastante e godendomi i Gurd dall'alto. Certo, se vogliamo discutere della qualità del cibo possiamo aprire un dibattito ma forse è meglio farlo su una webzine di cucina... Peraltro, mi risulta che il servizio di ristorazione non sia in capo ai proprietari del Live Club, ma dato in appalto. Comunque sia, c'era la possibilità di mangiare per tutte le tasche.. (La birra però costa meno all'Estragon di Bologna). @Richard: grazie per tutti gli amici che mi hai presentato, ma ti sei dimenticato di presentarmi le Romane.... Sei un amico.... Un ringraziamento a Massimiliano del Live Club che mi ha riportato a Milano!
Flight 666
Mercoledì 9 Novembre 2011, 20.19.08
15
@Richard: scusa, vorrei solo precisare che ho parlato del cibo in due righe di numero ed è una cosa che ci sta sempre nelle considerazioni personali...o sbaglio? Non credo poi che tu sia il solo ad esserti fatto concerti nel fango o sotto il sole tropicale, magari vai a leggere i report degli ultimi due Wacken Open Air e poi capirai meglio cosa voglio dire! Detto questo, ti mando un saluto amichevole, alla prossima!
mariamaligno
Mercoledì 9 Novembre 2011, 18.41.05
14
Cavoli la scaletta mi lascia un po di stucco..erano una garanzia nel proporre pezzi vecchi (l'ultima volta che li vidi regalarono Bolt, Scythe, Lethe oltre che l'immancabile Punish) adesso mi si fan prendere dalla tendenza In Flames di lasciar perdere il vecchio repertorio??? Fermo restando che i loro ultimi dischi asfaltano quelli degli IF...
Richard
Mercoledì 9 Novembre 2011, 18.13.57
13
@ Flight 666... Nessun problema ma un'ultima cosa. Quando vado a un concerto ci vado per la musica, per gli amici e la compagnai. Se devo mangiare mi organizzo e mi attrezzo precedentemente e comunque mi sembra improprio recensire un concerto e parlare... della cucina... Ci vediamo alla prossima. (Magari dalle tue parti...). Niente di personale eh, ma ho fatto concerti nel fango fino alle ginocchia o sotto il sole tropicale e non mi preoccupavo certo del panino...
Flight 666
Mercoledì 9 Novembre 2011, 14.52.50
12
@Richard: hai assolutamente ragione, infatti ho pure fatto due foto dalla balconata durante i Mercenary; guarda, mi sa che allora ho chiesto alla persona sbagliata per il cibo...ma ti giuro che non ho proprio trovato altro! Se mi ricapiterà di tornarci vedrò di scrutare meglio la situazione, questo è certo!
BILLOROCK fci.
Mercoledì 9 Novembre 2011, 14.27.10
11
Basta con i pornazzi.. cribbio....
Richard
Mercoledì 9 Novembre 2011, 14.06.15
10
Toccare il culo alle Romane porta fortuna...l'ho toccato anch'io... e loro lo hanno toccato a me... Ci scambiamo i ruoil....
Miccetta
Mercoledì 9 Novembre 2011, 14.02.58
9
eh i korpiklaani.... c'ha toccato il culo a tutte! non si è perso una ragazza! ahauhaahah Richard mi scrivo con la doppia C! miCCetta o cristina... fai tu!
Richard
Mercoledì 9 Novembre 2011, 13.49.55
8
@ Flight 666 ... Guarda, non sono l'Avvocato d'Ufficio del LIVE (non ne ha bisogno..) e nemmeno tento di giustificarlo, ognuno fà il proprio mestiere. Comunque ci vado spesso per via degli ottimi concerti e conosco la varie "combinazioni" e i prezzi. Se non volevi il buffet c'è la piadina veloce, (4 euri), i panini (5 euri) o la pizza... quindi. Inoltre, dove trovi un locale con il risotrante che dà con la balconata direttamente sul palco? Probabilmente, riguardo ai prezzi, non frequenti molto i Festival estivi... @ MICETTA ... Vi ho mai detto che dovrebbero rinchiudervi e buttare la chiave ??? ... e il bassista dei Korpiklaani ???? buahuahauuauauauuau
Flight 666
Mercoledì 9 Novembre 2011, 13.43.19
7
@Richard: non ho nulla da criticare all'ottima organizzazione del Live Club, ma avrei preferito avere una scelta più alla portata di tutti per il cibo... Se non prendevi qualcosa dal buffet spendendo almeno 15 euro non potevi mangiare niente! Ho chiesto direttamente informazioni e questo mi è stato detto...
Miccetta
Mercoledì 9 Novembre 2011, 13.39.31
6
Grande Richard!!!!!!!! è stato un piacere anche per noi! speriamo sia a presto un altro concertone insieme! grazie grazie grazie dalle pazze romane!!! Miccetta / Madda / Danisa \,,/
Richard
Mercoledì 9 Novembre 2011, 13.27.42
5
C'ero... Concerto appena sopra la sufficienza. Se non fosse perchè è un'occasione ottima di ritrovare amici da tutta Italia (voi ragazze di Roma siete proprio pazze... e i Paugulisti di Verona completamente fuori di testa..)) avrei anche glissato. Buoni i VARG, ELUVEITIE e appena ma appena sopra il 6 politico i Dark Tranquillity che da tempo hanno perso il mordente di 2 lustri fa... Per quanto riguarda il servizio offerto dal LIVE , uno dei migliori club EUROPEI (avercene di locali appena fuori dalle autostrade e con un parcheggio immenso...) direi che stai clamorosamente toppando. Il costo di 15 euro è per un servizio "tutto compreso" e cioè il buffet è a tua completa disposizione fino allo sfinimento...che si chiede di più ???
Khaine
Mercoledì 9 Novembre 2011, 13.22.15
4
@ user: no, the gallery è stato proprio saltato a piè pari :-/
USER
Mercoledì 9 Novembre 2011, 13.19.39
3
sembra essere stato un bel concerto. Mq non hanno fatto nemmeno punish my heaven?
AL
Mercoledì 9 Novembre 2011, 11.34.59
2
ottimo report! peccato la scaletta dei DT. troppi pezzi (e non i migliori) degli ultimi 2 album... e nulla da the gallery mercenary i peggiori.
Kalyth
Mercoledì 9 Novembre 2011, 11.07.04
1
Sono contentissio che i Dark Tranquillity confermino le loro capacità dal vivo: nonostante l'ultimo album sia stato stra-criticato, l'importante è quello che la band sa dare e fare sul palco. Li avevo visti ai Magazzini Generali (l'anno scorso?) ed erano riusciti ad entusiasmare il pubblico nonostante la location. In un luogo più adatto come il Live o l'Alcatraz dev'essere stato ancora meglio!
IMMAGINI
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La locandina della serata
ARTICOLI
08/11/2011
Live Report
DARK TRANQUILLITY + ELUVEITIE + MERCENARY ed altri
Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 03/11//2011
 
 
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