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I Myrath sul palco di Romagnano Sesia
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ORPHANED LAND + ARKAN + MYRATH + ARTWEG - Rock N' Roll Arena, Romagnano Sesia (NO), 10/11/2011
15/11/2011 (3117 letture)
Calano gli Orfani sull’Italia e, nella fredda sera di Romagnano Sesia, portano con sé la propria orda multietnica, nella quale colori, suoni, sguardi e gesti disegnano il Mare Nostrum e danno voce allo sciabordare delle sue onde.

Noi non potevamo assolutamente mancare!

ARTWEG
La prima band del bill ad esibirsi sono i parigini Artweg, realtà attiva dal 2005 e con all’attivo un unico EP omonimo e artefici sulla carta di una commistione tra Hardcore e Nu Metal, si rivelano in sede live essere niente più e niente meno che i Linea 77 “de lor’artri”, forse giusto meno mainstream e sicuramente molto meno rodati, ma in summa il concetto non si allontana poi molto. Che dire, il quintetto in questione non è solo un pesce fuor d’acqua, è decisamente uno squalo arenato sull’Everest. Nonostante la carica e, bisogna dargliene atto, la professionalità, gli Artweg falliscono nel tentativo di far breccia negli astanti, ancora scarni in quanto numero, soprattutto per via della ripetitività delle soluzioni.
A dirla tutta, genere attinente alla serata o meno, questi si farebbe fatica a farli suonare nel localino di provincia, figuriamoci come opening act di un evento come questo. No comment.

MYRATH
Breve avvicendamento, il tempo di prendere posizione nel punto d’ascolto (e visione) più congegnale e sul palco fanno la loro comparsa i tunisini Myrath. Personalmente riponevo grande attesa e speranza su di loro, alla luce soprattutto delle impressioni destate dal disco recentemente pubblicato. Dopo qualche problema tecnico con il plug del pc con i sample, il quintetto accende realmente la serata con il proprio sound, una commistione di elementi progressive e musica tradizionale araba, il tutto sapientemente arrangiato e riproposto con fedeltà e qualità rare. I tunisini si concentrano maggiormente su gli estratti dall’ultimo album, Tales Of The Sands. Oltre alla titletrack vengono proposte Sour Sigh, Merciless Time, Under Siege, Wide Shut, Beyond The Stars e Madness dal precedente Desert Call.
Sugli scudi, mattatore e autore di una prova, tecnica e a livello interpretativo, leggendaria il vocalist Zaher Zorghati. Sempre sciolto, padrone del palco e della sua voce, ripropone fedelmente quanto eseguito su disco. Qualche mostro sacro del microfono cominci a tremare perché siamo realmente di fronte ad un fenomeno.
Niente da criticare alla prova dei suoi compagni di avventura: complici i sample, grande risalto va dato alla solidità e precisione dei 4 musicisti (alla batteria ha preso posto il francese, ex-Eths, Morgan Berthet). Se aggiungiamo che a fine concerto lo stesso Zaher mi ha confessato che non avevano fatto il soundchek (infatti lui stesso durante i brani, senza smettere di cantare, ordinava le regolazioni da fare sui volumi) non resta che conferire tanto di cappello ad una band che ha lasciato un ottimo ricordo tra il pubblico, coinvolgendolo e destando notevoli impressioni sulla propria qualità. Chapeu!

ARKAN
Il pubblico è già caldo quando gli Arkan solcano il palco del Rock’N’Roll, i franco-algerini senza alcun indugio danno il via al proprio show. Origins fa da congeniale apripista al set, non così coinvolgente come il precedente dei Myrath.Il motivo principale è la resa del growl di Florent Jannier, poco incisivo e molto meno corposo rispetto alla prova in studio, a tratti quasi “core”.
A questo si aggiunge un andamento dinamico quasi sempre imbastito su tempi dilatati, sfortunatamente non sorretti a sufficienza dall’impalcatura chitarristica. In parole povere è mancata l’esplosività messa in campo nel full lenght. Scenicamente piacevole la prova fornita alle clean vocals da Sarah Leysac, seppure troppo poco impostata sui vocalizzi arabi. Oltre alla già citata Origins, da segnalare l’ottimo feedback riscosso da Blind Devotion, Inner Slaves e Groans Of The Abyss. Performance più che sufficiente ad ogni modo sostenuta da una platea non foltissima ma già proiettata e sovraeccitata da ciò che li attenderà da lì a poco.

ORPHANED LAND

Vaishachet ha'aretz lifney habore, vetimla ha'aretz chamas
(La terra era corrotta prima di Dio, la terra era colma di violenza)


L’intro di Halo Dies riecheggia e gli Orphaned Land posso dar sfogo alla lunga attesa dell’audience. Fin da subito i Nostri mostrano carica ed una forma ottima, i suoni sono buoni, non bilanciatissimi ma adatti alla trasposizione dal vivo dei brani, meno ridondanti (nell’accezione positiva s’intende) delle consuete sfumature degli Orfani ma, come già detto, più consoni alla dimensione live. Con Birth Of The Three la sensazione avuta sul brano precedente viene confermata, nonostante il buono stato della voce di Kobi Farhi sulle clean vocals; noto che i suoi growl sono in realtà più vicini a degli scream, più grevi certamente, ma pur sempre tali. Nonostante ciò la resa non è assolutamente inficiata ed il pubblico, ben rodato ormai, si fa travolgere e cullare dai Nostri. Seguono, tra balli, siparietti (Kobi ci tiene a rimarcare il fatto di non essere Gesù, io personalmente continuo ad avere qualche dubbio, nda), Olat Ha’tamid, la progressiva Baraka (brano che live è ancora più bello che su disco), The Kiss Of Babylon, A Never Ending Way, la prima parte di The Path, senza dimenticare Ocean’s Land, l’acclamatissima Sapari, From Broken Vessels, Vayehi Or, The Warrior, l’evocativa El Meod Na’ala fino alla “conclusiva” In Thy Never Ending Way.
Spazio, come da consuetudine, per il bis, che non si fa attendere e regala un trittico da novanta con l’esecuzione di The Beloved’s Cry, Norra El Norra e Ornaments Of Gold.

Pioggia di applausi.

SETLIST ORPHANED LAND
Halo Dies
Birth Of The Three
Olat Ha’tamid
Baraka
The Kiss Of Babylon
A Never Ending Way
The Path (Part I)
Ocean’s Land
Sapari
From Broken Vessels
Veyehi Or
The Warrior
El Meod Na’ala
In Thy Never Ending Way

Encore:
The Beloved’s Cry
Norra El Norra
Ornaments Of Gold


Non è consuetudine, e non tutti gli eventi live lo permettono, soffermarsi su argomenti esogeni ai canoni puramente tecnici ed estetici dell’esibizione. The Tour Tor Or Shalem merita invece alcune considerazioni fuori dal coro e dall’impostazione ordinaria di un report.
Il fattore simbolico, come al solito, rimane predominante nella trasposizione visuale del concetto e del credo (filosofico) degli Orphaned Land: è stato rappresentativo vivere, e penso di parlare per presenti e non, quel microcosmo di pura umanità che, nel mondo odierno, è divenuta un orpello da sfoggiare a proprio gusto e necessità. La diversità, la morfologia degli sguardi, lo sfumare - tra musicisti e pubblico - dei colori, degli odori (se mi è concesso essere poetico) non è un semplice fatto, ma parte del tutto. Ricordiamoci sempre del dono che la nostra musica ci ha dato e ci da; ricordiamoci che eventi come questo, nella loro forma promozionale e senza troppa retorica anche commerciale, devono essere visti ed interpretati come esempio e definizione del vivere. Ricordiamoci, costantemente, anche quando lo spettacolo ha fine, di restare umani.

Shalem, concordia, completezza, questo è il messaggio.

Stay Human, Stay Metal!

Tutte le foto dei Myrath ad opera di Gianluca Leone "Room 101".
Tutte le foto degli Arkan e degli Orphaned Land ad opera di Cristina Mazzero.



Tystnad
Mercoledì 16 Novembre 2011, 10.30.18
12
@LAdyScorregina Pite, che gioia rivederti in azione!
Giasse
Mercoledì 16 Novembre 2011, 9.08.13
11
Voglio lasciare anch'io la mia testimonianza (perché ovviamente c'ero): innanzitutto lo show degli OL è stato diametralmente opposto a quello a cui avevo assistito nel 2010 a Bologna quando suonarono di supporto agli Amorphis. Vuoi il fatto di essere headliners, vuoi un utilizzo migliore delle basi, vuoi "nonsocosa" lo spettacolo di giovedì scorso è stato davvero pregevole. Per non dire sempre le solite cose sui bravissimi Kobi, Yossi e Matti vorrei invece soffermarmi sull'operato di Shmuley che mi è parso davverro sopra le righe: bravissimo, precisissimo, simpatico con la sua faccia allegra. Mi è piaciuto molto. Sapari senza la riproposizione del cantato femminile vale ovviamente meno, ma è comunque un bel pezzo che fa scodinzolare. Le band di supporto: mi spiace non aver visto i Myrath (anche se il loro genere non è nelle mie corde) e non mi sono piaciuti per nulla gli Arkan, soprattutto a causa della voce maschile troppo "core"... Chiudo con 2 saluti anch'io: uno per LaSte che finalmente abbiamo conosciuto e uno per il ragazzo al bar che mi ha fatto i comps per come è gestita la testata. Come sempre grazie a voi di esserci!!!
Sambalzalzal
Mercoledì 16 Novembre 2011, 7.52.57
10
@LAdyScorregina- lo sai che i tuoi commenti sono veramente fastidiosi, inutili e brutti!?!? Se sei una ragazza poi è veramente disgustoso, ma è mai possibile che hai sempre la merda in bocca? time to clean!
LaSte
Martedì 15 Novembre 2011, 22.55.17
9
Che serata! I Myrath dopo avermi fatta innamorare di loro su disco mi hanno completamente conquistata con un'esibizione enorme e con un modo di porsi grintoso ma al tempo stesso umile, cordiale e pacato, credo davvero di amarli! E poi il cantante ha dei capelli straordinari Gli Arkan non li ho seguiti molto, non per demeriti loro però... e infine gli Orphaned Land...non so proprio che dire a riguardo! Amo questa band e vederla esibirsi a pochi cm da me è stata un'emozione indescrivibile...avrei dovuto concentrarmi sulla loro performance, e ovviamente l'ho seguita, ma i loro volti, i gesti e i movimenti hanno totalmente catturato la mia attenzione; avevo paura di scoprire qualcosa di inautentico, e invece è tutto meravigliosamente vero! Non so se mi spiego... Unico difetto, è finito troppo presto, avrei voluto riproponessero l'intera discografia Oh, e ciliegina sulla torta, ho conosciuto una parte di Metallized!!! Per me è stato sinceramente emozionante incontrarvi, mi spiace non mi sia uscito niente di particolarmente intelligente da dirvi, ero ancora in estasi da post-concerto. Spero ricapiti prima o poi un'altra occasione di incontro...siete soggetti interessanti Bene, scusate il poema epico, e tanti complimenti a Nagash per il report! Besooos!
Room 101
Martedì 15 Novembre 2011, 21.48.38
8
@Lontano: Quoto Nikolas !! porta anche la moglie che gli Orphaned sono una garanzia !!
Nikolas
Martedì 15 Novembre 2011, 21.37.20
7
Ma porta anche la moglie Comunque sono stato davvero colpito, prestazione eccelsa dei Myrath (davvero PERFETTI), e gli Orphaned Land ci hanno regalato uno show senza sbavature (vabbè, a me dispiace la mancanza di Disciples Of The Sacred Oath II, ma amen), Kobi mi ha convinto incredibilmente soprattutto suoi toni più in growl (nonostante la giusta osservazione di Rami) belli potenti e convincenti.
Lontano
Martedì 15 Novembre 2011, 21.29.40
6
Ecco, sabato sono in concerto poco lontano da me ed avevo ancora qualche dubbio se andare o no. Dubbi non ne ho più domani compro due biglietti (porto mia figlia), poi glielo dite voi a mia moglie?
Flight 666
Martedì 15 Novembre 2011, 19.13.04
5
Dal vivo i Myrath mi hanno davvero impressionato, tanto che appena sono tornato dal concerto ho subito provveduto ad ascoltare i loro tre album...assolutamente di valore!! Grandissimi anche gli Orphaned Land, mentre Arkan e soprattutto Artweg non mi hanno trasmesso granché...
Room 101
Martedì 15 Novembre 2011, 18.59.54
4
Serata stupenda, Myrath grandiosi e mi ha fatto un piacere immenso rivedere gli Orphaned Land !!
NagasH
Martedì 15 Novembre 2011, 18.18.35
3
Si mi ricordo perfettamente, sono quelle le cose che lasciano il segno nel nostro lavoro. La nostra vera "paga". Grazie ancora per l'apprezzamento e felice di avervi conosciuti. Al prossimo live!
Vizioassurdo
Martedì 15 Novembre 2011, 18.07.31
2
Ehy Nagash, attendevo il tuo report! E' stata una bellissima serata. I Myrath, scoperti su disco grazie alla tua recensione, una gran conferma. Spero anch'io che la band abbia il successo che merita: li ho trovati molto trascinanti e Zaher è impeccabile! Bellissima la scaletta degli Orfani, unico neo a mio parere: Sapari senza la parte vocale femminile perde di brutto. Grazie per il report, un saluto da me e dalla mia ragazza (sono il barbuto che si è presentato dopo i Myrath)
USER
Martedì 15 Novembre 2011, 13.38.18
1
capperi che scaletta! purtroppo non sono potuto andarci, comunque uno dei gruppi più geniali se non il più geniale degli ultimi anni
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Gli Orphaned Land sul palco del RnR
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Kobi (non Jesus)
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Jam con Yossi e Matti
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Ancora i due axemen
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Sempre Kobi impegnato nel canto
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Uri Zelcha e il suo basso
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