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DINO FIORENZA - Protagonista, non comparsa: it's important!
26/11/2011 (2367 letture)
E' un grande bassista (in tutti i sensi), è un grande musicista nonchè una persona molto umile, cordiale ed alla mano: è Dino Fiorenza, e l'abbiamo contattato per conoscerlo e farvelo conoscere. Una persona solare, ottimista, gioiosa ma seria ed impegnata: un vero e proprio esempio. Buona lettura!

Khaine: Ciao Dino, grazie del tempo che ci dedichi e benvenuto su Metallized.it :-)
Dino: Grazie sempre e solo voi, onorato di essere qui

Khaine: L’anno scorso hai pubblicato It’s Important, il tuo ultimo disco solista, che hai realizzato grazie alla collaborazione di numerosi musicisti, soprattutto chitarristi. Come mai, a parte la sezione ritmica, non hai scelto di avere una line-up stabile?
Dino: Ti dico la verità, tutti i chitarristi che hanno registrato It’s Important sono grandi professionisti e, soprattutto, grandi amici con i quali sono legato professionalmente e umanamente, ho già diviso con loro palchi e recording session in studio, per cui è stato quasi naturale convocarli tutti per fare una grande festa, che è quello che poi rappresenta It’s Important, disco che ha avuto il successo che ha avuto grazie alla loro professionalità, spudoratamente agghiacciante. Ovviamente, essendo un disco di un bassista, ho voluto mantenere il groove della sezione ritmica uguale, che ritengo sia una cosa fondamentale, e qui è entrato in gioco Gaetano Nicolosi, unico batterista in grado di suonare tutti i brani con giusto linguaggio, intenzione e groove, per questo motivo un ringraziamento speciale va a lui ed a Mistheria, presente in quasi tutti i brani, personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni e che ha dato il tocco finale a tutto il disco…

Khaine: Come ho scritto in recensione, sono rimasto colpito in particolare dalla presenza di Marco Sfogli e Jennifer Batten. Ci racconti come sono nate queste due collaborazioni?
Dino: Beh, Marco lo conoscevo da tempo in modo virtuale, eravamo entrati in contatto in modo casuale e spontaneo, essendo entrambi endorser GALLI e DI Marzio, ci siamo contattati in modo naturale; poi anni fa mi capitò di suonare a Napoli per Markbass e li Marco venne a conoscermi e mi chiese di registrare un brano del suo There’s Hope; ovviamente essendo pronto It’s Important lo chiamai subito alle armi per partecipare alla registrazione di Mr. Vester. Jennifer Batten invece la conobbi anni fa a Los Angeles, mi trovavo li in tour e una sera jammai con lei; fantastico, siamo rimasti sempre in contatto e quando le chiesi se aveva voglia di registrare per me, mi rispose: "temevo che non me lo avresti mai chiesto."

Khaine: Che significato ha il titolo del disco? Qual è il senso di ciò che è rappresentato dalla cover?
Dino: It’s Important in realtà è un intercalare che uso spessissimo nella quotidianità, quindi è un titolo che rispecchia veramente me stesso, e poi è veramente importante realizzare un disco per un musicista, credo sia il vertice più alto a cui si possa aspirare, perché credo che rappresenti quello che hai da dire musicalmente e non solo tecnicamente, io spero di esserci riuscito. La cover rappresenta una vecchia stazione abbandonata vicino alla mia città, Catania, questo perché penso che un disco rappresenti un viaggio, bisogna solo stabilire se questo rappresenta una partenza o un arrivo!

Khaine: Sempre parlando di titoli... come si arriva a dare il titolo ad una canzone strumentale? A parte casi chiarissimi (Tap That Bass o Slap Machine o Serenity Funky, per esempio), perché (sempre per fare un esempio) quel brano si chiama The Devil And The Holy Water anziché, che ne so, Vattelapesca?
Dino: Bellissima domanda, chiaramente alcuni nascono da quello che è il brano, con chiari riferimenti, come gli esempi che hai riportato tu sopra. Per quanto riguarda gli altri brani, i titoli escono fuori dalle sensazioni provate durante la stesura, o da episodi -curiosi o meno- legati a quel brano in particolar modo, ad esempio The devil And The Holy Water rappresenta l’eterna diatriba tra me e il chitarrista che ha registrato quel brano, Antonio Ferlito, noto jazzista siciliano: sono anni ormai che litighiamo sulla valenza del jazz e dell’heavy, che cerco di fargli crescere i capelli e lui di farli tagliare a me, ma alla fine siamo troppo amici e abbiamo anche suonato insieme, creando un duo che si chiama proprio The Devil And The Holy Water; Seven è invece una coincidenza continua: il settimo brano concepito, sette pagine di trascrizione; All Is Lost era una mia considerazione durante la composizione, rimuginavo tra me e me: "Ma, alla fine, tutti i miei sforzi verranno ricompensati o è tutto tempo perso?"; Liquid invece è la sensazione che mi dà il riff di basso iniziale e finale del pezzo; infine Mr. Vester è il mio fedelissimo basso, insomma, come vedi non mancano di certo gli spunti per dare un nome ad un brano!

Khaine: Spesso, quando si entra in studio, capitano dei contrattempi, delle cose impreviste che magari lì per lì ti fanno perdere la pazienza ma poi, a distanza di tempo, ripensandoci ti fanno anche sorridere. Hai qualche aneddoto da raccontarci in questo senso?
Dino: Ah, guarda, la realizzazione di It’s Important è costellata da imprevisti e contrattempi, non a caso ci sono voluti quasi 5 anni affinché i lavori fossero completati, dalla rottura del braccio del fonico all’attesa delle registrazioni di Jennifer, bloccate dal ricovero di un suo amico. Guarda, è successo di tutto, cose che adesso mi fanno ridere, ma credimi sul momento mi hanno fatto uscire di testa!

Khaine: Di recente noi di Metallized.it abbiamo avuto il piacere di averti come ospite su un nostro articolo, uno speciale dedicato all’ottantesimo compleanno della chitarra elettrica. In quest’articolo hai raccontato di aver suonato con artisti molto importanti (cito Steve Vai, ma anche Paul Gilbert ed Yngwie Malmsteen). Ci parli di queste occasioni? Sei ancora in contatto con qualcuno di loro?
Dino: Che dirti, auguro a chiunque di vivere almeno una volta quello ho vissuto io, e che spero di continuare ancora a vivere, condividere con certe icone della musica il palco è veramente incredibile, ti senti di vivere in un sogno, un sogno concretizzato però dalla determinazione e dallo spirito di sacrificio, e dico a tutti di prenderlo come esempio, certe cose sembrano riservate a pochi eletti ma si lotta per averle. Ricordo che prima di iniziare il tour con Vai studiai talmente tanto che, qualche giorno prima della data zero, mi sanguinavano le mani. Posso assicurarti che da certa gente si può solo imparare, dal carisma alla voglia di divertirsi, ma vorrei sottolineare che certe sensazioni le ho provate anche con perfetti sconosciuti, ma rigorosamente nostrani! E comunque si, mi sento periodicamente con quasi tutti loro.

Khaine: Sul tuo sito ufficiale, alla voce “Media”, ho visto il video in cui ti esibisci live, presumo nella tua sala prove, nell’esecuzione di Liquid, un brano tratto da It’s Important. Come hai fatto a sviluppare una tecnica esecutiva così precisa? Chiaramente avrai dovuto suonare molto, ma quello che mi chiedo è: oltre allo studio ed alla costanza, per riuscire a fare certe cose è necessario esserci anche un minimo portati?
Dino: Si, in realtà quel video risale ad una clinic in Friuli, presso la Namlab, nota scuola del friulano, clinic sponsorizzata dall’onnipresente Markbass. Si, sviluppare una tecnica cosi precisa richiede tanto studio, dedizione e sacrificio, e ti rispondo così anche alla seconda domanda, non basta lo studio o la perseveranza, esistono delle predisposizioni, la musica è lo specchio dell’anima, suoniamo ciò che siamo; io sono un tipo irruento, una persona romantica suonerà decisamente della roba più melodica e mai ciò che faccio io, ma questo poco importa, ciò che conta sul serio e avere veramente qualcosa da dire, in qualsiasi modo, non solo tecnicamente. E poi se fosse vero che basterebbe solo fare esercizi saremmo tutti uguali, sai che noia…

Khaine: So che la tua vita musicale è stata costellata di esperienze tra loro molto diverse e comunque importanti, non solo dal punto di vista del curriculum ma anche per quel che conta il numero di produzioni e concerti cui hai partecipato. Fra questi quali sono gli eventi che ti hanno maggiormente segnato?
Dino: Guarda, senza fare retorica, ti direi che ogni produzione, session in studio, clinics o tour vari mi ha dato qualcosa, ma posso affermare con certezza che suonare con Vai e Gilbert mi ha veramente aperto un mondo nuovo, ti accorgi che altri esseri umani come te sono arrivati dove magari tutti noi sogniamo di essere. Lo pensavo anch’io, ma adesso suonare con loro, stare accanto a loro nei diversi cataloghi, scambiarci delle mail, anche solo per gli auguri di fine anno, credimi ti fa vivere anni luce avanti e ti da solo carica per prendere a morsi il mondo! Dico solo a tutti di pretendere di essere dei protagonisti nello spettacolo della vita, e non delle semplici comparse.

Khaine: Ti faccio una domanda molto personale (ovviamente non sei tenuto a rispondermi): una persona col tuo talento e col tuo curriculum riesce a vivere sfruttando le possibilità offerte dalla musica, o devi fare altri lavori?
Dino: Si, vivo benissimo del mio lavoro di musicista, ma è un ulteriore conferma alla domanda precedente, nient’altro. Mi occupo di didattica, insegno in diverse scuole in tutta Italia, ad Azzano Decimo (PN), Montebelluna (TV), Roma, Caltagirone (CT), Catania, Messina e Ispica (RG), ho realizzato tre metodi ed un dvd per la Carisch, un promo instructional dvd per la CPS, scrivo per Guitar Club, sono, fortunatamente, richiestissimo in studio come turnista, faccio veramente tante clinics sparse per l’intero globo e svariati tour internazionali. Come vedi non mi annoio e, facendo il musicista a 360 gradi, credimi, puoi vivere benissimo di musica!

Khaine: Se ti va sfrutta lo spazio che segue per segnalarci i nomi di quei due o tre artisti emergenti che varrebbe la pena di ascoltare. Non parlo necessariamente del tipo di musica per cui tu sei conosciuto.
Dino: Consiglio vivamente a tutti di ascoltare nei loro progetti solisti tutti i musicisti che hanno registrato It’s Important, sono dei talenti infiniti, in particolar modo consiglio l’ascolto di Dragon Fire del funambolico Mistheria, disco a cui non ho potuto partecipare per problemi fisici che avevo all’epoca, ma che consiglio a tutti di ascoltare…

Khaine: A parte la musica, quali sono le tue passioni?
Dino: Le moto, adoro shreddare anche su due ruote, eheheh

Khaine: Se non avessi potuto fare il musicista, come sarebbe cambiata la tua vita? Cosa avresti fatto?
Dino: Sono diplomato geometra, probabilmente sarei andato a finire al catasto, ahahahahah

Khaine: Molto bene Dino, ti ringrazio molto per il tempo che ci hai concesso. Spero di poter tornare a sentire molto presto la tua musica, perché no… magari dal vivo! Se lo vorrai potrai usare lo spazio che segue per salutare i nostri Lettori.
Dino: Grazie a te, e a tutta la redazione di Metallized per la vostra disponibilità, un saluto a tutti i lettori, spero siano veramente tanti, augurando a tutti di realizzare nella vita ogni loro desiderio, ma fatelo, non aspettate che qualcuno lo faccia per voi, e naturalmente... STAY SHRED!



giuseppe coppola
Lunedì 28 Novembre 2011, 16.58.07
1
Mitico Dino! Grande musicista, ma anche grade uomo in tutti i sensi! ihihih
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