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KIKO LOUREIRO - La vita da musicista è una figata!
02/12/2011 (2563 letture)
Quando ho saputo che Kiko Loureiro, chitarrista dei mitici power/progsters brasiliani Angra nonchè rinomato artista solista, avrebbe tenuto un seminario proprio a due passi da casa mia, non ho potuto fare a meno di organizzarmi per assistere allo spettacolo/lezione e, soprattutto, per organizzare un'intervista faccia a faccia con l'artista. Per gentile intercessione di Kiko, del suo manager, di Mogar Music e, naturalmente, del negozio di strumenti musicali La Mezzanota, che ci ha concesso l'uso di una stanzetta per l'intervista, ecco a voi la trascrizione della nostra lunga chiacchierata, oltre che un breve resoconto su come si è svolta la clinic. Buona lettura!

Khaine: Bene Kiko, io vorrei concentrare l'intervista sulla tua vita di musicista professionista; il nostro è un sito informativo e divulgativo, ed in questa sede vorremmo far capire ai nostri Lettori che significa essere un professionista come te.
Kiko: Si, va bene.

Khaine: Ok, prima di tutto volevo capire se tu riesci a vivere solo vendendo dischi, o se il tuo lavoro comporta anche altre cose. Lavorare come musicista, concretamente, cosa significa? Si può lavorare vendendo solo album o per vivere di musica bisogna fare anche altro?
Kiko: Dipende. Nel mio caso io ho sempre lavorato come musicista, il che significa vendere album, anche se oggi non funziona più di tanto (ma in realtà non è mai stato un grande affare) ma soprattutto fare spettacoli, esattamente come i seminari di chitarra (ossia le "guitar clinic", ndr). I seminari sono un tipo diverso di spettacolo: per esempio oggi l'ingresso è gratuito, ma se è gratuito per le persone significa che qualcuno paga al posto loro (alle volte è il proprietario del negozio, il quale vuole fare pubblicità alla propria attività, ma può essere anche chi produce strumentazione musicale a voler fare promozione in questo modo); questo genere di situazione è una miscela di spettacolo e di lezione. A tal proposito, un altro modo di lavorare è dare lezioni: conosco un sacco di musicisti che hanno lavorato nelle proprie abitazioni dando lezioni di musica, quindi alla fine puoi fare i concerti, puoi fare i seminari, puoi fare le lezioni a casa.

Khaine: Comunque, devi fare diverse cose, non è che puoi concentrarti solo su una.
Kiko: Certo, a meno che tu non sia un grosso artista. Un grosso artista per esempio può anche fare solo tanti spettacoli. Pensa ad un grosso artista come Avril Lavigne o Madonna, loro possono usare il loro nome per altre cose che sono connesse all'attività di un musicista ma che non sono veramente musica; loro possono vendere qualcosa di diverso, perchè tanto ormai la musica si ottiene gratuitamente. Oggigiorno devi vendere qualcosa che la gente è disposta a comprare, magari una t-shirt o chessò...

Khaine: Senza internet la vita di un musicista sarebbe più semplice?
Kiko: Sai, ci sono aspetti positivi ed aspetti negativi. Non credo che senza internet sarebbe più facile, perchè in quel caso dovresti aspettare di poter cogliere un'opportunità, mentre oggigiorno puoi registrare la tua musica a casa tua -o in un piccolo studio- e poi piazzarla su internet, e magari trovare cinque, dieci, cento o centomila persone a cui piace la tua musica, e dopo sta a te trovare un modo di guadagnare anche qualche soldo facendo quello che vuoi fare. Ma molti artisti lavorano anche in altre maniere, sempre nell'ambito musicale: Sebo ad esempio (si riferisce a Stefano "Sebo" Xotta, chitarrista degli Strings 24 e dipendente di Mogart Music, la società che ha organizzato questo evento, ndr) fa questo di mestiere, eppure è un grande chitarrista...

Khaine: Si, so che hai suonato sull'ultimo disco degli Strings 24.
Kiko: Si, lui lavora in questa società eppure è comunque connesso con la musica, perchè viaggia con gli artisti, che è un'attività divertente. Lui ha comunque trovato un modo per lavorare nella musica e gustarsi il tipo di vita che vuoi avere.

Khaine: Ok, facciamo finta che una persona volesse iniziare la carriera di musicista professionista. Cosa dovrebbe sapere e da che parte dovrebbe iniziare?
Kiko: Mh, ok. E' difficile rispoderti, perchè ogni Paese ed ogni momento storico... sai, all'epoca in cui io ho iniziato era tutto diverso, a partire dal fatto che non c'era internet. Credo che il musicista di oggi debba essere preparato ad essere in completo controllo della sua carriera, per esempio quanto alla composizione musicale, ma deve anche imparare ad incidere musica in autonomia, deve sapersi fare i demo da solo -lui o i ragazzi della band, per esempio può essere che il batterista è bravo a registrare musica mentre l'altro componente della band sa usare internet...

Khaine: Certo, puoi avere un'attività.
Kiko: Si, devi essere bravo in quello che fai. Pubblicizzarti attraverso internet, creare dei video interessanti, avere delle belle foto di te stesso (magari con l'aiuto di qualche buon amico fotografo) e così entri in controllo di te stesso. Forse vent'anni fa poteva essere diverso, aspettavi che l'etichetta discografica ti portasse il contratto da firmare, erano loro a venire col fotografo, con le interviste...

Khaine: Ora è tutto molto più "do it yourself".
Kiko: Si, è tutto molto "do it yourself". Quindi, dicevo, è bene impararare a fare un pò di tutto ed, ovviamente, devi saper suonare bene.

Khaine: Questa è la base di ogni mestiere, devi saperlo fare bene.
Kiko: Già, già, e probabilmente questo "extra" farà la differenza.

Khaine: Si, a parte per i Ramones forse!
Kiko: Ummm si ma... vedi, devi saper suonare bene in relazione alle persone per cui stai suonando. Tipo, tu devi capire chi sono coloro per cui tu stai suonando, sai? L'audience dei Ramones non vuole sentire qualcuno che suona come Beethoven, quindi i Ramones hanno suonato nel modo giusto per il loro tipo di audience. Quindi, in sostanza, devi suonare quello che ti piace nel modo che ti è più agevole, dopodichè devi trovare le persone che si possono connettere a questa tua attitudine, ed ora con internet puoi farcela perchè, quale sia la cosa che stai suonando, potrai sicuramente trovare qualcuno che vi si connetterà. Anche se si tratta di musica acustica, o cantautoriale, o di una band importante, o di musica jazz, o di un solista. Se sei un chitarrista probabilmente ascolterai i chitarristi, se sei un pianista ascolterai i pianisti e così farà la gente a cui piacciono i pianisti, se sei un cantautore potresti ascoltare tutt'un altro tipo di gruppi, e via dicendo.

Khaine: Un'altra cosa che volevo chiederti riguarda le crisi di creatività -sai, quei momenti in cui cerchi di scrivere musica ma proprio non ci riesci- ti è mai capitato di averne? Come ne sei uscito?
Kiko: Oh, si, non posso parlare per gli altri artisti ma credo che sia molto comune, perchè non è che nella tua mente non succede nulla, è che quello che succede non ti piace, non è soddisfacente, pensi a cose tipo "ho già fatto una cosa così", oppure "dovrei creare qualcosa ma non so cosa, dovrebbe essere diverso". Non ti senti soddisfatto, ma è qualcosa di profondamente interiore, e devi dargli un pò di tempo. Credo che quegli artisti che devono ciclicamente pubblicare qualcosa, ecco, loro probabilmente hanno qualche problema con questo genere di cose, ma gli artisti più grossi? No, loro hanno un sacco di compositori. Hanno un sacco di compositori, quindi se guardi a chi ha scritto la canzone...

Khaine: ... non è l'artista.
Kiko: No, esattamente. In questo modo loro non soffrono di crisi di creatività, perchè loro semplicemente dicono "mi piace questa canzone, devo proprio inciderla". Chiamiamoli i "grandi compositori delle pop songs", e poi... ma se tu fai i tuoi compiti a casa, da bravo compositore, allora avrai bisogno di alcuni "gaps" (momenti vuoti, di riposo, ndr), devi aspettare altrimenti, nel tentativo di fare qualcosa di nuovo, rischi di ripeterti ed allora in quel momento non ti senti soddisfatto.

Khaine: Tu non sei solo un grande chitarrista solista, ma sei anche il chitarrista degli Angra. Come gestisci lo stress del dover rispettare le aspettative dei tuoi fan? Non temi il rischio di deludere le aspettative dei tuoi ascoltatori?
Kiko: Umh, no, non più. Forse all'inizio ero un pò preoccupato da questa cosa, ma ora penso che uno deve suonare quello che gli piace, sia che si tratti degli Angra sia che si tratti della musica che faccio come solista. Sai, non è che sono come Rihanna, che devo compiacere veramente la gente...

Khaine: Questo è vero, ma nella scena metal gli Angra sono una delle band più importanti...
Kiko: Si, è vero, ma vedi... all'inizio [della nostra carriera, ndr] abbiamo fatto ciò che ritenevamo fosse buono, e quando abbiamo fatto Angels Cry, a metà anni '90, beh, non era certo quello che chiedevano i fan dell'heavy metal, all'epoca tiravano i Metallica del Black Album, i Pantera, erano queste le band che andavano forte...

Khaine: In un certo senso eravate qualcosa di nuovo?
Kiko: Si, più che altro eravamo fuori stile, eravamo più vicini agli Iron Maiden, mentre la gente ascoltava più i Pantera ed i Nirvana, contrariamente a questo stile molto melodico e tecnico. Anche i Dream Theater sono venuti fuori più o meno nello stesso periodo, anche se loro erano più progressive. Beh, comunque noi abbiamo fatto quello che ci piaceva, perchè ci piaceva ascoltare gli Iron Maiden, i Queensryche, poi abbiamo anche contaminato con musica brasiliana, questo è quello che abbiamo fatto. E poi qualcuno, in Giappone, l'ha apprezzato. E poi, quasi un anno dopo, abbiamo trovato qualcuno anche in Europa, qualcuno che ci ha detto "ok, lo possiamo pubblicare", e lì è cominciato tutto, quindi ci è voluto un pò di tempo.

Khaine: Chiaro, non è stata una cosa immediata.
Kiko: Già. E sin da allora abbiamo sempre fatto quello che ci veniva in mente di fare. Ed i fan, beh, credo che loro si connettono a te quando tu stai facendo qualcosa di vero, di reale: se non è reale, è bizzarro [lui usa il termine "weird", ndr]. Quindi se tu suoni quello che veramente ti piace loro si connetteranno, ma il fatto è che, per esempio, se tu fai un album più pesante del solito, è strano perchè... hai i fan italiani, quelli francesi, quelli giapponesi, quelli tedeschi... ciascuno di loro ha il proprio gusto nella musica. E dopo qualche anno viene fuori che i francesi preferiscono quell'album, gli altri preferiscono quell'altro album, e quegli altri ancora ne preferiscono ancora uno diverso, è strano ma è questione di gusti, quindi noi non abbiamo modo di saperlo! Bisogna solo aspettare qualche anno ed allora potremo capire che un certo album non è buono come un altro perchè i fan non sono riusciti ad entrare in contatto con esso. Bisogna sempre guardare le cose da una certa distanza per capirle, ma all'atto della composizione, beh, ovviamente stai facendo quello che ti piace. Non puoi cercare di copiare da te stesso, tipo "devo copiare questa cosa perchè ha funzionato bene"; magari alcuni elementi delle canzoni si possono ripetere, in un certo qual modo uno può dire "devo conservare questa cosa", ed allora puoi farti una specie di marchio di fabbrica. Ed il marchio di fabbrica è la traccia che è una certa persona che sta suonando, ma non sta copiando se stesso; c'è una sottile linea tra l'uso degli stessi elementi per l'autocitazione e per il marchio di fabbrica, tipo, prendi gli AC/DC, loro hanno dei riff che li contraddistinguono, ecco, non puoi cambiare del tutto quello che fai, perchè quello che fai conserva al suo interno il tuo marchio di fabbrica. E' difficile, ma se tu continui ad essere quello che sei, se continui a studiare ed ad ascoltare musica, la tua musica sarà comunque un pò diversa di volta in volta, perchè noi cambiamo.

Khaine: Ok, vorrei invece parlare di quello di cui intendi discutere durante la clinic. Quali saranno gli argomenti principali?
Kiko: Beh, sai, che dire... due settimane fa ero in Asia, ed in Asia devi andarci preparato perchè la gente non fa molte domande, non parla molto, soprattutto in Cina, quindi è bene che tu sappia cosa dire. Qui invece è diverso, sarà un pò più facile perchè mi arriveranno delle domande: poi ovviamente io ho degli argomenti preferiti, mi piace parlare di tecnica, di quest'esperienza, di composizione.

Khaine: Una domanda sull'apparecchiataura Laney (che, per inciso, sponsorizza il seminario, ndr): ovviamente Laney è una marca importante, ma qual'è il suo trademark, qual'è quella cosa che le altre marche non hanno?
Kiko: Ho iniziato a suonare Laney sul finire degli anni '90, mi piaceva molto il suono inglese, mi ci trovavo davvero a mio agio; loro hanno poi questi bellissimi suoni puliti, ma molto energici. Loro riescono a suonare molto "british" ed al contempo "heavy", quindi costituiscono un buon compromesso tra l'avere un suono crunch ma anche un suono classico ed allo stesso tempo pesante. Alle volte potresti voler suonare molto classico oppure molto moderno.

Khaine: Bene, non voglio rubarti altro tempo. Una domanda per i tuoi fan più accaniti: dove trovi l'ispirazione per la tua musica? Non so, funziona tipo che quando sei triste scrivi una canzone triste, quando sei felice scrivi una canzone felice e così via?
Kiko: La composizione è un lavoro. Questa storia che "cammino per la strada e d'improvviso m'illumino"... si, può succcedere, ma fondamentalmente è un lavoro. Ti devi sedere col tuo strumento, oppure puoi anche uscire a fare una camminata ma devi iniziare a canticchiare una melodia...

Khaine: Ok, ma l'idea, l'idea non è lì, da dove viene fuori?
Kiko: Ah, ma allora tu vuoi sapere il segreto...

Khaine: No no, affatto...
Kiko: Perchè nessuno lo sa da dove viene fuori! Qualcuno pensa che sia Dio a darti il dono, qualcuno pensa che sia qualcosa di chimico, o quello che è, ma in realtà è tutto quello che ascolti che ti dà l'idea, perchè quello che ascolti è nel tuo cervello, e poi come il tuo cervello lo rielabora, chi lo sa? Lui connetterà tutto questo e realizzerà qualcosa, e tu non saprai mai come fa, quindi se lavori tutti i giorni, suonando sempre... magari ti capiterà di suonare una melodia che si riconnette alla tua infanzia, miscelata al riff che hai sentito ieri da una certa band o alla radio, e poi ascolti una piacevole melodia suonata al piano... l'idea è lì, tu la registri, ci suoni dietro, questo è il modo naturale in cui l'idea nasce. Non so se sono molto chiaro, ma se vuoi suonare una canzone heavy metal come gli AC/DC allora l'estetica di questo brano avrà una chitarra crunch, quel tipo di riff ecc ecc, ma quindi tu come fai ad unirci la tua storia personale? Magari tu ascolti molto blues, e come fai ad unirlo a quello? Ebbene, nel mio caso credo che gran parte delle melodie che suono derivano dalla musica brasiliana, ma sono completamente mascherate in quest'aspetto metal. So che spesso provengono dalla mia infanzia o dalla musica brasiliana, lo so, ma per fartelo capire dovrei levare l'estetica della distorsione e farti vedere quello che resta e dirti, "guarda, questo è il modo in cui mi relaziono a questo genere di melodia" ed allora tu, che non hai nessuna relazione con la mia infanzia, potresti ascoltare il brano nella sua versione originale. E' interessante. Ci sono persone che credono nelle vibrazioni, per cui il tuo corpo ha una propria vibrazione e la nota ha una propria vibrazione, per cui il modo in cui tu ti relazioni ad un certo tipo di melodia sarà sempre lo stesso modo in cui essa si relazionerà al tuo corpo...

Khaine: ... ed ogni volta sarà diverso per ogni persona...
Kiko: ... ogni volta sarà differente per ogni persona, ma la mia personalità tenderà sempre a vibrare in quella certa maniera, allora tu avrai una personalità, ed avrai una cultura.

Khaine: Che poi è ciò che noi chiamiamo stile, intendo dire, il vero stile. Come quello di un Marty Friedman, di un jason Becker, come il tuo stile.
Kiko: Lo stile del suonare, certo. Se tu ascolti Richie Blackmore quando suona acustico e poi lo ascolti nei Deep Purple, se ascolti con attenzione ti rendi conto che è la stessa persona a suonare. E' difficile da spiegare... i musicisti jazz, ma anche quelli che fanno fusion, ecco, se tu ascolti uno come Pat Metheny, i suoi dischi sono tutti diversi tra loro, ma la musica è sempre la stessa; anche se a prima vista non sembra, magari un disco è acustico, l'altro è rock, l'altro è jazz tradizionale... un musicista che fa parte di una band invece non può fare tutto questo, perchè la band deve avere la propria identità, ecco quindi che l'artista solista beneficia di questa libertà che alla band è invece negata. E comunque, se prendi anche una come Madonna, lei può fare un disco acustico, uno elettronico...

Khaine: ... ed è sempre Madonna.
Kiko: ... si, lei cambia ambiente musicale e può fare un album totalmente acustico. Una band può invece incontrare difficoltà operando questa scelta, perchè se cambia per davvero allora non è più la band di prima. E' dura, a meno che tu non sia i The Beatles... è parecchio dura da spiegare! Ci sono anche dei libri che parlano di questo, del flusso compositivo.

Khaine: Già, ci sono parecchie teorie, quasi filosifiche, che spiegano come tradurre ciò che pensi e ciò che sei in musica. E' un mondo completamente nuovo!
Kiko: Già, la musica è così, non puoi toccarla eppure c'è, è lì. E' come Picasso, che continuava a studiare, anche interagendo con quella che era la sua civiltà, tu devi continuare ad essere connesso con tutto, come musicista devi conoscere ad esempio la classica, il flamenco, il rock, il blues o quello che è, ed allora avrai molte informazioni dentro di te, che memorizzerai e che poi, in un qualche modo, butterai fuori. E' un grosso lavoro, così come completare una canzone è un lavoro impegnativo, perchè tu puoi anche avere tante idee, ma poi come fai ad unirle per raccontare una storia? Alcune persone hanno il talento di essere veloci in questo, mentre altre volte ci sono dei momenti che proprio non ne vuoi sapere di lavorare...

Khaine: Già, ci sono delle volte che arrangi in tanti modi diversi lo stesso pezzo di musica e non sei mai contento del risultato.
Kiko: Si, sai, c'è qualcuno che dice che la creatività è sapere cosa buttare via, tipo "uccidere i bambini" e selezionare ciò che piace ed è buono [a questo punto proseguiamo brevemente la discussione su lidi personali, allontanandoci dal tenore tipico di un'intervista anche molto colloquiale come questa, dopodichè lo ringrazio, soprattutto per averci concesso ben 15 minuti in più del previsto: ci salutiamo e ci prepariamo alla clinic, che inizierà tra un'oretta; ndr]

KIKO LOUREIRO, ITALY LANEY CLINIC TOUR, 22/11/2011 c/o LA MEZZANOTA, ALTAVILLA VICENTINA (VI)

Ore 18.00, puntuale come un orologio brasiliano (?) sale sul palco della Mezzanota di Altavilla Vicentina Kiko Loureiro, introdotto da Stefano "Sebo" Xotta che, oltre ad essere un eccellente chitarrista (si ascoltino i lavori degli Strings 24 per averne un'idea) è anche rappresentante di Mogar Music, azienda milanese specializzata nella distribuzione di strumenti musicali e che organizza, insieme allo sponsor Laney, la presente clinic.
Come anticipatomi nell'intervista che avete appena avuto modo di leggere, Kiko inizia il suo spettacolo con ben quattro brani del suo repertorio, chiusi dall'esecuzione di No Gravity e subito seguiti dal primo scambio di domande e risposte con il pubblico presente in sala (non più di una trentina di persone). Metà show, metà lezione, ed allora così sia!

La parte "esecutiva" del seminario è filata, ovviamente, liscia: a differenza di qualcun altro (chi ha detto Marty Friedman?) Kiko sa suonare ancora tutti i suoi brani, senza steccare nessuna nota o dimenticarsi alcun passaggio, senza rifiutarsi di fronte alle richieste del pubblico. Ho apprezzato anche la jam che l'ha visto protagonista insieme a Stefano Xotta sulla base della celebre While My Guitar Gently Weeps di George Harrison, "frittata" che in molti punti non ha potuto che ricordarmi la versione proposta da Vinnie Moore nel mitico Time Odissey.

Quanto alla parte didattica del seminario debbo dire che, come già avvenuto qualche anno fa in una clinic tenuta sempre da Kiko a Modena (ma la memoria potrebbe farmi confondere Modena con Mantova...) l'artista ha prestato attenzione a sviscerare i suoi brani, spiegando ai presenti alcune delle sue tecniche compositive anche con riferimenti precisi al senso dei cambi di tonalità, alla logica di determinate scelte stilistiche ed alla presenza di alcune influenze che, ad un ascolto distratto, potrebbero forse sfuggire; quando sollecitato, Loureiro ha snocciolato alcuni dati relativi alle proprie fonti ispirative, spiegando ad esempio in che modo è stato influenzato dalla musica di Ozzy Osbourne. Vengono inoltre sommariamente enunciate le differenze tra il songwriting solista e quello degli Angra, con forte riferimento ai dischi solisti ed al rapporto sviluppato, nel primo e nel terzo platter, con Mike Terrana, un batterista tipicamente statunitense che, però, non ha esitato ha collaborare ed a ripiegare su stilemi ritmici che appartengono alla musica brasiliana. Kiko ci anticipa inoltre che i lavori sul nuovo disco solista, il quarto della sua carriera, sono a buonissimo punto, e che l'album dovrebbe venir pubblicato nel corso del 2012.

Il seminario dura in totale circa un'ora e mezza, comprensiva dell'estrazione dei due premi finali (una lotteria gratuita con in palio un amplificatore da camera Laney 20w, vinto dal sottoscritto, ed un pedale). Terminato il tutto l'artista ha atteso i fan all'ingresso del locale per la firma di autografi, qualche foto ed i saluti finali. Per me però è tardi, partecipare a quest'evento mi ha costretto a spostare un appuntamento di lavoro che mi attenderà alle ore 20.00, poco distante dalla Mezzanota, ma mi sento comunque soddisfatto perchè, oltre ad aver conosciuto un musicista che stimo moltissimo, ho anche avuto l'opportunità di saggiarne la competenza teorica e tecnica, a pochi centimetri di distanza. Questo genere di eventi sono quanto di meglio si possa desiderare per venire in contatto in modo così diretto con artisti di un certo calibro, continuo a non capire come sia possibile che l'affluenza questa sera non abbia superato le decine di unità. Poco importa, comunque, chi c'era si è divertito ed ha imparato qualcosa, o comunque ha colto una delle poche occasioni per confrontarsi con chi è riuscito, con grande successo, a fare della musica una vera professione. C'è altro da dire? Certo che si... alla prossima, Kiko!

Tutte le foto a cura di Valentina Bomitali di Hounworks.



Khaine
Lunedì 12 Dicembre 2011, 13.15.06
18
@ Antonio: onestamente non lo so però il tuo ragionamento non è sbagliato
Antonio
Lunedì 12 Dicembre 2011, 10.51.25
17
Il nuovo album sarà un ritorno alla fusion? Per la legge dell'alternanza se non vado errato ha prodotto in ordine: No gravity(rock-metal) Univrso inverso (fusion-jazz) Fullblast(rock-metal) quindi adesso dovrebbe riproporre la fusion, si spera con i due magnifici Texeira alla batteria(fenomenale) e Thiago il bassista, sarebbe un'altro cd da musicisti con le contropalle! Speriamo bene e che non venga rimandato a metà 2012
Khaine
Domenica 4 Dicembre 2011, 19.13.02
16
O a cui aspirano di occuparsi, per essere precisi precisi
Edoardo ( EdgarAllanCrow )
Domenica 4 Dicembre 2011, 18.47.20
15
@Khaine: come sottolineava il buon Kiko, il bello di ciò è che si tratta di connessioni personali e profonde che ognuno di noi recepisce in modo diverso, che ci danno la possibilità di relazionarci alla musica da un punto di vista estremamente soggettivo. D'altra parte se fossimo tutti sulle stesse linee di pensiero e gradimento ne verrebbe meno l'aspetto critico, che è ciò di cui si occupano recensori ed addetti ai lavori.
Khaine
Domenica 4 Dicembre 2011, 14.20.31
14
ed in ogni caso, edoardo, comunque anche noi siamo connessi in un qualche modo alla musica eh
Khaine
Domenica 4 Dicembre 2011, 14.20.09
13
Daje Edoardo, damoce tutti
Edoardo ( EdgarAllanCrow )
Domenica 4 Dicembre 2011, 14.15.55
12
Davvero una bella, completa ed interessante intervista di approfondimento, merito di un musicista altrettanto completo dal punto di vista professionale, musicale ed umano e del mitico Khaine. Non posso che essere d'accordo sul fatto che essere musicisti voglia dire soprattutto essere imprenditori ed ottimi eruditi della propria arte, sulla musica anche dal punto di vista lavorativo ho un gran bel sogno/obiettivo da portare a compimento, e già diciannove anni alle spalle, son quasi vecchio insomma..eppure questa passione si rafforza di giorno in giorno e non so proprio cosa altro dire se non che non smetterò di metterci l'anima ( e le bacchette ). Per me la musica è un altro mondo, indipendentemente da quanto questo potrà portarmi lontano nella realtà, e riprendendo le parole di Kiko, una connessione con un periodo incoscientemente felice come quello dell'infanzia. Fossi stato un po' più vicino di sicuro vi avrei preso parte, per quanto sia passato molto tempo la chitarra rimane uno dei più grandi amori che ho. Daje Khaine
IO
Domenica 4 Dicembre 2011, 13.44.52
11
figata di intervista!
Matocc
Sabato 3 Dicembre 2011, 14.01.26
10
non c'entra molto, ma pure Sebo è un manico incredibile... l'ho visto un paio di volte con i 4Tiles
HeroOfSand_14
Sabato 3 Dicembre 2011, 13.33.34
9
Kiko è quel tipo di musicista, che con la esue parole ti farebbe venir voglia di prendere in mano una chitarra e imparare a suonarla da zero! Grandissimo Kiko!
Khaine
Sabato 3 Dicembre 2011, 13.05.30
8
Beh, mica mi posso fare riconoscere, scusa 8-)
Raven
Sabato 3 Dicembre 2011, 12.37.57
7
20 euro ed ora un ampli???? ed in più nella foto dichiari che quello a sinistra è Kiko e quello a destra Khaine. Mha....
Khaine
Sabato 3 Dicembre 2011, 12.23.02
6
Yeah, è la prima volta che vinco qualcosa di concreto nella mia vita (a parte quella volta che ho vinto 20 € al superenalotto...). E comunque si, la Vale è stata come sempre bravissima nei suoi scatti 8-)
Jimi The Ghost
Sabato 3 Dicembre 2011, 10.28.31
5
...... non solo...ha vinto purè l'ampli...????!!!!....sono circondato da amici troppo, tropo fortunati...anche qui :mi licenzio ah, mi ero dimenticato, un particolare complimento alla fotografa: proprio belle le foto!. ciao mitico Jimi TG
Khaine
Sabato 3 Dicembre 2011, 8.16.29
4
Come no, sei FUORI dalla redazione LOLLLLL Scherzi a parte, i mesa son sempre piaciuti una cifra pure a me, che ho sempre schifato i fender (esclso il rocpro 1000, che suona in una maniera completamente antifenderiana...)
Jimi The Ghost
Sabato 3 Dicembre 2011, 0.03.29
3
Lo sapevo che toccavo il dente scoperto....Io preferisco i Mesa...i Laney sono un po'...troppo, troppo, troppo TROPPO inglesi..... con quel suono.......uffa!..poi i Fender, forse, credo, con qualche effetto in più...forse, sì,magari un booster, ma io faccio fatica....ma andrebbero un po' meglio......, ma i Mesa , caspita, i MESA BOOGIE, caspita che carattere!!!! Anche a soglie bassissime che suono...tutto cambia!!! Va bè, ma Khaine rimaniamo amici anche se abbiamo ampli differenti, vero???
Khaine
Venerdì 2 Dicembre 2011, 23.53.30
2
LOL cos'hai te contro i Laney?? Lo sai, io una volta usavo una Fender RocPro1000 (non la testata, il combo 100w)... ci tiravo giù i muri! Ed il sound non era poi così lontano dall'approccio Laney (diciamo che era dall'altro capo del mondo rispetto ai nomi all'epoca più blasonati).
Jimi The Ghost
Venerdì 2 Dicembre 2011, 23.48.25
1
Gran bella, bella, bella lezioni di stile di vita musicale. Questo è quello che intendo io quando mi riferisco ad ampiezza e apertura musicale. Per i Laney....avrei qualcosa da ridire, ma fa lo stesso.... Kiko???? Senza dubbio un grande musicista completo ed articolato che qui traspare in una completissssssssssima intervista-articolo di approfondimento...! Di gran gusto la lettura. Bella la lettura soprattutto a quest'ora! (almeno per me!) Jimi TG
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