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W.A.S.P. - Lo show di Milano
01/01/2007 (4168 letture)
Capolavoro. Questo è di sicuro il termine che meglio descrive “The Crimson Idol”, e a scriverlo è una persona che è in genere molto restia a usare questa parola ma in questo caso è proprio azzeccata.
Questo disco dei W.A.S.P. del 1992 è perfetto sotto ogni punto di vista, è un bellissimo album che ti rapisce dall’inizio alla fine, con alcuni elementi che si ripetono che gli danno omogeneità, momenti esaltanti ed altri struggenti, il tutto “contornato” dalla fantastica voce di Blackie e da testi legati tra loro a formare un concept album con una storia interessante e realistica (niente a che fare con i concepì epici e fantasy, per intenderci).
In occasione dei 15 anni dalla pubblicazione di quest’album i W.A.S.P. hanno la grande idea di partire per un tour celebrativo nel quale proporre, per la prima volta in assoluto, tutte le tracce di questa pietra miliare della storia dell’Hard Rock.
Protagonista della storia è Jonathan Aaron Steel, un ragazzo ignorato dalla madre, troppo presa dalla sua vita religiosa e da un padre che riversa tutte le attenzioni verso Michael (“The One”), l’altro figlio, il quale è però anche l’unico vero amico di Jonathan, oltre allo specchio, l’alter-ego al quale Jonathan spesso si rivolge per avere sostegno e consiglio.
Il giorno del quattordicesimo compleanno di Jonathan, succede un avvenimento che gli cambierà per sempre la vita: suo fratello ha un terribile incidente e muore sul colpo.
Il ragazzo ha uno shock terribile e cade in un tunnel fatto di alcool, ragazze, droga e vita pericolosa, finché un giorno di due anni dopo vede una chitarra in un negozio di strumenti ed, iniziando a suonarla, capisce di aver finalmente trovato il modo per esprimere se stesso.
Sa che le uniche cose che conoscono i suoi genitori sono “vita, lavoro e morte” e non volendo diventare come loro decide di andare via di casa per poter finalmente iniziare a vivere la propria vita suonando senza sentirsi “perseguitato” da loro; dopo 2 anni vissuti per strada in periferia (“Arena Of Pleasure”) il nostro incontra Chainsaw Charlie, presidente di una importante casa discografica, il quale gli offre un fantastico contratto e lo “affida” ad Alex Rodman, manager emergente.
Jonathan incide così il suo primo album; pochi giorni prima del debutto nei negozi incontra una zingara che ha la visione di un idolo che cade in disgrazia e lo ammonisce dicendogli “Attento a ciò che desideri, perché potrebbe davvero realizzarsi”.
L’album ha presto un grande successo ed il ragazzo diviene quello che ha sempre desiderato essere, ovvero “The Crimson Idol”, idolo delle folle, ricco ed ammirato da tutti.
Durante una festa incontra “Doctor Rockter”, il quale diventa il suo “migliore amico” e lo trascina in un mondo fatto di droga ed eccessi di ogni tipo.
Dopo 3 anni passati così Charlie, preoccupato per i suoi affari e non certo per la sua salute lo intima a cambiare stile di vita minacciandolo di stracciare il contratto, Jonathan si rende allora conto di tutta l’ipocrisia che gli sta intorno e di quanto sia effimero il successo a cui aveva tanto aspirato e realizza che l’unica cosa veramente importante e di cui avrebbe bisogno, é l’amore e l’approvazione delle persone care.
Decide allora di chiamare i suoi genitori (“Hold On To My Heart”) ma la terribile risposta della madre “Noi non abbiamo nessun figlio” lo riporta alla triste realtà.
Pochi giorni dopo, finito un concerto, ecco il tragico epilogo della storia: “The Crimson Idol” si toglie la vita in camerino impiccandosi alle corde della sua chitarra, artefice del suo successo ma anche della sua disperazione.
Questa è in breve la storia dell’album, appresa leggendo i bellissimi testi che altro non sono che spezzoni di racconto e dialoghi tra i vari personaggi e la storia stessa, narrata nel retro del disco. In occasione di questo tour i W.A.S.P. sono in Italia per due concerti, io ho la fortuna di assistere al primo dei due, in quel del Rainbow Club di Milano.

Il locale è strapieno, l’atmosfera caldissima e l’attesa tanta. Intorno alle undici finalmente si spengono le luci ed ha inizio lo show del gruppo più sessuale di tutti i tempi!

Il concerto scorre velocissimo e, con pezzi grandiosi ed esaltanti come “Arena Of Pleasure”, “Chainsaw Charlie”, “Doctor Rockter” e “I Am One”, i nostri ci regalano una scarica di adrenalina come ben pochi altri sarebbero in grado di fare; l’album è conosciuto a menadito da tutti i presenti che lo accompagnano urlando a squarciagola, saltando e pogando, incitati da un Blackie che come al solito si presenta un frontman degno di tale nome!
Durante “Hold On (To My Heart)” dà il suo meglio, regalandone una versione da pelle d’oca.
Sulle note di “The Great Misconceptions Of Me”, forse il brano migliore dell’album, il gruppo abbandona il palco per una piccola pausa.
Dieci minuti rieccoli per il gran finale: “L.O.V.E. Machine”, la selvaggia “Wild Child”, poi “Take Me Up”, unico estratto dall’ultimo “Dominator”.
Sul più bello purtroppo arriva la conclusione: dopo una grandiosa “Blind In Texas” i nostri salutano: in molti crediamo sia una finta perché all’appello mancano ancora “I Wanna Be Somebody” e “Animal (I Fuck Like a Beast)”, invece si accendono le luci e, come dopo tutti i bellissimi sogni, il risveglio ci colpisce come uno schiaffo in piena faccia.

SCALETTA W.A.S.P.:
- The Titanic Overture
- The Invisibile Boy
- Arena Of Pleasure
- Chainsaw Charlie (Murders In The New Morgue)
- The Gipsy Meets The Boy
- Doctore Rockter
- I Am One
- The Idol
- Hold On To My Heart
- The Great Misconceptions Of Me

BIS:
- L.O.V.E. Machine
- Wild Child
- Take Me Up
- Blind In Texas



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