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AMORPHIS - L’inizio dei tempi è lontano
11/12/2011 (4494 letture)
In occasione del concerto tenutosi a Milano il 16 novembre abbiamo incontrato la band finlandese. In un clima molto rilassato, che ci ha anche permesso di ridere e scherzare liberamente, ci sono stati concessi i due axemen Esa Holopainen e Tomi Koivusaari. Con loro abbiamo fatto luce su alcune decisioni riguardanti il nuovo corso della band.

Giasse: Ciao ragazzi. Tanto per iniziare potreste raccontarmi qual è la risposta del pubblico con i brani di The Beginning Of Times: corrisponde alle aspettative?
Esa: Si, abbastanza. Abbiamo iniziato a suonare i pezzi nuovi appena dopo che l’album è stato pubblicato, nei festival estivi. Presentare l’album in queste occasioni è buono ma sempre difficile, data l’esigua quantità di brani disponibili nelle setlist. Dopo però abbiamo affrontato un tour in Finlandia. In quella situazione è stato diverso perché abbiamo potuto suonare più brani di The Beginning Of Times e capire bene come questi erano assimilati dal pubblico.

Giasse: Parliamo delle lyrics. Come mai dopo una pausa durata fino a Far from The Sun avete deciso di ritornare ai temi del Kalevala?
Esa: Perché è il tema che meglio si sposa con la musica degli Amorphis.
Tomi: The Beginning Of Times è la naturale continuazione degli album precedenti. Continuiamo a parlare degli stessi personaggi: ora è il momento di approfondire Vainamoinen. Dovevamo assolutamente farlo, dato che lui è uno delle figure principali di tutto il poema. Che poi, in realtà, non siamo proprio noi decidere tutto, dato che i testi sono studiati da un paroliere esterno al gruppo.

Giasse: In futuro continuerete ad ispirarvi al poema del Kalevala, parlando di altri personaggi?
Esa: Deciderà il nostro paroliere, ma probabilmente sì. La questione delle liriche è comunque ancora aperta, dato che siamo ancora molto lontani dalla prossima release.

Giasse: Avete utilizzato You I Need come singolo del nuovo album. Come accaduto con Skyforger , Silent Waters ed Eclipse avete scelto, come apripista, un brano easy listening e privo di growl. Diciamoci la verità: scelta commerciale?
Esa: Si, abbastanza. L’idea è quella di cercare nuovi fan attraverso un pezzo facile e catchy da passare per radio. È piuttosto difficile uscire con un singolo che rappresenti il mood dell’album intero, anzi è quasi impossibile. In effetti però in Silver Bride c’è un pochino di growl.
Tomi: Abbiamo scelto You I Need perché deve girare per radio, specialmente in Finlandia. In queste condizioni il singolo deve per forza essere un brano easy-listening dato che, così non fosse, non faremmo altro che raggiungere i nostri fan storici senza neanche cercare di acquisirne di nuovi.

Giasse: Un altro grande cambiamento da Eclipse è quello della label: che differenza avete riscontrato lavorando con la Nuclear Blast rispetto alle esperienze precedenti? È stata un’altra scelta commerciale o ci sono stati problemi di natura a noi sconosciuta?
Esa: Il problema principale era che la Relapse è una label americana e che, come tale, propone contratti e clausole che fanno capo alle leggi americane. Fondamentalmente ciò significa che gli Amorphis non potevano fare ciò che volevano della propria musica, essendo obbligati a delegare sempre e comunque la Relapse per le varie decisioni. Nonostante questi problemi loro hanno sempre lavorato bene con noi, aiutandoci molto. Al termine del contratto è stato però naturale cercare un’altra etichetta. Prima della Nuclear c’è stata la EMI, ma per un solo album (Far From The Sun, ndr): questa sì che non è stata una buona scelta! La EMI è una major che ha centinaia di band importanti sotto contratto e non eravamo per nulla seguiti. Solo problemi con loro. Abbiamo dunque deciso di passare sotto Nuclear Blast, realtà con cui avevamo già collaborato per la distribuzione dei nostri titoli e che ci ha dato soddisfazione. Avendo loro una sede in Europa tutto è sempre stato molto semplice e proficuo.

Giasse: Quale l’esigenza di un’operazione come Magic & Mayhem quando estendendo Forging The Land Of Thousand Lakes avreste potuto rispolverare in sede live i brani dell’epoca pre-Joutsen?
Esa: Fondamentalmente la scelta è stata motivata dal fatto che, con l’arrivo di Tomi, si sono aggiunti nuovi fan che non conoscevano i pezzi scritti in precedenza. Li suonavamo live, ma si vedeva che non c’era coinvolgimento da parte loro. Abbiamo preferito ri-arrangiare una serie di brani tratti dal passato facendoli ricantare a Tomi, piuttosto che accontentarci di una normalissima compilation o di un live.

Giasse: Voi siete due membri storici, presenti fin dall’inizio. Come avete vissuto i vari cambiamenti?
Esa: Stavamo proprio pensando stamane al nostro primo show tenutosi a Milano e alla lineup dell’epoca: oggi tra le persone c’è un feeling totalmente diverso. Sai, dal momento in cui in una band la gente continua ad entrare ed uscire tutto è molto più difficile: da un lato nascono magari nuove ispirazioni, ma dall’altro le sonorità non sono stabili e coerenti. È grandioso che dal 2004/2005 la formazione non si sia più mossa. Tutto da allora è stato perfetto.
Tomi: Non è mai facile quando qualcuno molla la band prima delle registrazioni o comunque dopo che i brani sono stati scritti. È qualcosa che non ti aspetti.
Esa: Siamo consapevoli di dover sempre far fronte a situazioni inaspettate, anche ora. Può anche succedere che per crisi personali ci siano problemi e questo va accettato. Comunque, il fatto che ciò non accada da tanti anni ci fa felici.

Giasse: Nei concerti del tour ci sarà ovviamente l’introduzione dei nuovi brani di The Beginning Of Times: a discapito di quali brani vecchi?
Esa: È ovvio che qualcosa va sacrificato, altrimenti dovremmo suonare di più di quanto facciamo, cosa troppo impegnativa per la voce di Tomi.
Tomi: Con 14/16 canzoni, qualcosa manca sempre. Ma che vuoi fare, nemmeno puoi sempre suonare la stessa setlist. Nei festival però è molto diverso. Lì puoi suonare le best senza tenere molto in considerazione il bilanciamento tra le varie release.

Giasse: Quindi? Qual è il pezzo che vi spiace di più non suonare questa sera?
Esa: Black Winter Day (risata isterica da parte di tutti, ndr).

Giasse: Assieme ad un impianto melodico molto goticheggiante, fin dai primi dischi sono molto evidenti richiami folk all’interno della vostra musica. Non avete mai pensato di uscire dalla formazione base per introdurre strumenti tipici della vostra terra? Il Kantele, ad esempio?
Esa: Sì, perché no. Potrebbe anche essere: abbiamo sempre avuto l’idea di introdurre altri strumenti. In studio abbiamo già fatto qualche esperimento, ma dal vivo è sempre complicato riprodurre il tutto.
Tomi: Sai cosa, potremmo pensare, per il futuro, ad una special release ad hoc in cui esaltare le sonorità folk. Sarebbe divertente.
Esa: E poi, pensate ad un suonatore di kantele sul nostro palco. Sarebbe quantomeno una cosa molto bizzara…

Giasse: L’artwork di The Beginning Of Times sembra in qualche modo collegarsi con la figura di Vainamoinen, è così?
Esa: Scegliere l’arwork non è stata una cosa facile. Il concept è su Vainamoinen, ma subito dall’inizio abbiamo scartato l’idea di inserirlo in copertina. È un po’ troppo… ehm… Santa Claus, ecco… (risate, ndr). Abbiamo dovuto trovare un’altra idea: l’uovo rappresenta la nascita, ovvero l’inizio dei tempi.

Giasse: Ci raccontate la simbologia delle altre artworks incluse nel CD?
Esa: Sì, ci sono anche delle sirene rappresentate al contrario rispetto al normale, ossia con la testa di pesce e le gambe di donna. È stata un’idea di Travis (Smith, ndr) riferita alle liriche di Mermaid. Tutto ciò che potete vedere all’interno del booklet è ovviamente riferito al concept.

Giasse: Sappiamo che fine gennaio suonerete al 70.000 Tons Of Metal, un’esperienza piuttosto insolita. Che aspettative avete?
Esa: Beh, è un’idea abbastanza bizzarra. Probabilmente sarà divertente e siamo curiosi di vedere come sarà stare tutto il tempo con le altre band e i fan.
Tomi: Sicuramente a fine gennaio, è meglio stare alle isole Cayman piuttosto che in Finlandia (risate, ndr).
Esa: Abbiamo più volte scherzato sul fatto di come sarà questo “Cayman Islands – Game on Islands” (altre risate, ndr).

Giasse: Ok, grazie della disponibilità ragazzi.
Esa: Grazie a voi per l’intervista. Un saluto a tutti i nostri fan italiani e alla prossima!



fabriziomagno
Giovedì 22 Dicembre 2011, 11.45.51
2
bell'intervista!!!
Jimi The Ghost
Domenica 11 Dicembre 2011, 13.35.48
1
Bella, bella, molto bella l' intervista. Non sono un fan pazzesco...ma li ho sempre ascoltati con molto piacere.....70.000 Tons Of Metal...da Miami vero? Jimi TG
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