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REDEMPTION - Come affrontare la propria mortalità?
26/12/2011 (1694 letture)
In occasione dell'uscita del loro nuovo album, This Mortal Coil, abbiamo raggiunto Nick Van Dyk, mastermind dei progsters Redemption. Una bellissima intervista, ricca di spunti, qualche aneddoto e pregna dell'incredibile energia vitale di questo grandissimo uomo, ancor prima che apprezzato musicista.

Nagash: Prima di tutto benvenuto sulle nostre pagine. Come sta andando la promozione del nuovo album e quali aspettative avete su This Mortal Coil?
Nick: Promuovere il disco è un attività che porta via molto tempo. Non penso ci siano particolari aspettative in merito, anche se è nostro obbiettivo accrescere il nostro pubblico ad ogni uscita, quindi ci auguriamo che questo sia il nostro disco di maggior successo fino ad oggi.

Nagash: Avete adottato un approccio particolare nel processo di songwriting rispetto all'album precedente? Come lavorate di solito?
Nick: In generale, io scrivo la musica -le chitarre, definisco la struttura, una linea di basso basilare e la linea vocale- e poi spedisco il tutto ai ragazzi che in genere lavorano limitatamente sulle le loro parti, per poi completarle ed arrangiarle in fase di registrazione. Chris ovviamente viene con le sue parti di batteria fatte, e queste risultano molto nella suddetta fase. Sean segue tendenzialmente la mia linea base di basso a cui apporta le modifiche del caso e aggiunge un sacco di altre cose interessanti che, da bassista di gran talento che è, ritiene di inserire. Ray tende ad eseguire più o meno la mia linea vocale, ma il più delle volte apporta modifiche passo passo con il progresso degli arrangiamenti.
In This Mortal Coil ho chiesto a Chris di aiutarmi a modificare alcuni versi di uno dei brani, e Sean si è presentato con un paio di riff che sono risultati molto utili durante le recording sessions.

Nagash: Quanto tempo dedichi specificamente allo scrivere musica?
Nick: Il tempo che ci vuole. Alcune canzoni si "materializzano" rapidamente, anche in un giorno, altre possono richiedere settimane di lavoro. Quando scrivo in genere lavoro un paio d'ore alla volta, o su un week-end impiego 8-12 ore del mio tempo libero. Lavoro su un idea fino a quando questa non si esaurisce, ma non mi spingo oltre un limite. Preferisco ottenere il risultato creativamente migliore piuttosto che un risultato fine a se stesso. Questo fa la differenza.

Nagash: Quali sono gli argomenti trattati nel disco? Si tratta di un concept?
Nick: Suppongo che si possa considerare un concept album sul come affrontare la propria mortalità.
I testi delle canzoni dei Redemption sono, quasi senza eccezione alcuna, basati sui rapporti umani: i nostri rapporti con noi stessi, con gli altri e le nostre relazioni con il mondo che ci circonda. Ho scelto questa tipologia di soggetto tematico perché trovo che dia la possibilità di interagire su di un terreno comune con gli ascoltatori, e per quest'ultimi diviene più semplice immedesimarsi e vivere le canzoni.
In questo caso i testi trattano del nostro rapporto con la mortalità. Nel mio caso, in particolare, sono stato costretto a confrontarmi con essa quando mi è stato diagnosticato il cancro e ci sono alcuni aspetti particolari della mia esperienza che fanno capolino in alcuni lemmi, anche se in generale l'obiettivo era quello di rendere le canzoni accessibili a tutti nei contenuti, dal momento che siamo tutti sul cammino verso la mortalità.

Nagash: Sei soddisfatto di come suona This Mortal Coil?
Nick: Ci sono sempre cose che si potrebbero cambiare o fare meglio - Geddy Lee dei Rush ha detto una volta che un disco non è mai finito, semplicemente ad un certo punto te lo portano via. Neil ed io eravamo sotto pressione tremenda alla fine, ci sarebbe piaciuto avere almeno un altro paio di giorni per modificare alcune cose, ma in generale, sì, sono soddisfatto. Ti confesso che sono abbastanza sorpreso, positivamente, delle reazioni suscitate dalla produzione - è sconcertante per non dire altro.

Nagash: Quali reazioni pensi che susciterà l'album in generale?
Nick: Beh, ad ora il disco è fuori e io ho un'idea parziale di come i fan lo stanno giudicando. Come ho già detto sono francamente sorpreso dalla risposta alla produzione. È solida, abbiamo un tono chitarra molto pesante e cupo, cosa che non eravamo mai ottenuto, c'è un'ottima separazione degli strumenti (si può veramente sentire il basso in questo disco, per esempio). Avrà sicuramente diviso la critica, come quando il ventilatore è troppo forte per qualcuno e ideale per qualcun altro, c'è a chi piace mentre ad altri no. Vedo abbastanza consistente anche la risposta positiva al songwriting.

Nagash: Qual è la metafora dietro il titolo? Quali sono questi resti mortali?
Nick: Il titolo è tratto da un verso di Shakespeare. Si riferisce al tran-tran quotidiano, suppongo - tutte le piccole cose che compongono la nostra vita. Quando si lascia alle spalle i propri resti mortali si va oltre questa vita, a tutto ciò che viene dopo.

Nagash: Dimmi qual è il significato della (bella) copertina del disco.
Nick: Sono abbastanza soddisfatto della metafora. La base è il simbolo medico, il caduceo, ma invece dei serpenti avvolti attorno al bastone, questi sono avvolti, con aria malevola, intorno ad una figura umana. Questo è un gioco, sia sul simbolo medico, e la frase "spoglie mortali". Il caduceo presenta anche un paio d'ali bruciate, il che suggerisce un angelo caduto o una figura riconducibile ad Icaro. Penso che sia venuta davvero, mi piace molto lavorare con Travis Smith, ha fatto tutte le nostre copertine.

Nagash: Come pensi che il vostro sound sia cambiato dai tempi del vostro disco omonimo ad oggi? Potresti dare un aggettivo ad ogni album della band?
Nick: Abbiamo sempre cercato di combinare un modo pesante, aggressivo, con melodie forti. Direi che gli ultimi quattro album sono stati una costante evoluzione in questo senso e con This Mortal Coil abbiamo partorito i riff più pesanti mai utilizzati nei nostri dischi, per cui il contrasto si è fatto ancora più forte.
Le melodie sono molto forti, usiamo di più armonie nei cori di quanto fatto in passato, senza rinunciare alla ruvidezza del riffing. Una miscela interessante!

Per quanto riguarda gli aggettivi per ogni album:
Redemption: mediocre!

Per gli altri quattro userò un'idea di Devin Townsend:

Fullness Of Time: Terra
Origins of Ruin: Acqua
Snowfall on Judgment Day: Aria
This Mortal Coil: Fuoco
Nagash: Qual è, ad eccezione del nuovo album, il tuo preferito? Il disco che ascolti ancora con più piacere!
Nick: Direi Snowfall on Judgment Day. Credo che sia un disco molto solido dall'inizio alla fine. Di solito mi stanco di ascoltare la nostra musica, soprattutto dopo la fine delle registrazioni, ma questo è quello che mi ritrovo a riascoltare più spesso.

Nagash: C'è qualche aneddoto sulle sessioni di registrazione del nuovo album, o che riguarda la band, che vorresti raccontarci?
Nick: Tutto ciò che potrebbe andare storto è andato storto! Abbiamo avuto costanti problemi di rete, Pro Tools che crasha e richiede aggiornamenti e reinstallazioni complete, file che sparivano dall'hard disk. Quando Neil si è occupato del re-amping dei miei assoli, lo studio che avevamo affittato è stato colpito da un fulmine e tutte le apparecchiature hanno perso potenza…è stato un incubo.

Nagash: So quanto l'argomento possa essere sensibile, ma ovviamente è inevitabile che debba chiedere conto del tuo stato di salute. Come va Nick? Ci sono notizie sullo stato di avanzamento/regressione del mieloma?
Nick: In questo momento sono da poco più di due anni in remissione, sto prendendo tre potenti farmaci. Ancora un altro anno di cure e il mio medico potrà dirmi che sono guarito e mi porterà via le caramelle. Le possibilità sono piuttosto a mio favore in questo momento.

Nagash: In che misura la malattia ha influito su quello che scrivi e componi? This Mortal Coil esprime in qualche modo come hai convissuto con tutto questo?
Nick: Beh, io non volevo che il disco raccontasse di me e della mia diagnosi, e non credo lo faccia, il contenuto è di gran lunga più ampio. Ma naturalmente è impossibile non essere influenzati da qualcosa di simile. Non credo che sia cambiato il mio modo di scrivere o comporre, ma naturalmente i temi del disco sono direttamente influenzati da quello che ho passato.

Nagash: Ti auguro, a nome mio e di tutto lo staff di Metallized.it, di uscirne nel migliore dei modi e battere il tuo nemico! Sei grande!
Nick: Vi ringrazio molto, moltissimo. Apprezzo le tue parole gentili e di sostegno!

Nagash: C'è qualcosa che vuoi dire ai lettori e fan italiani?
Nick: Ringrazio tutti molto, per l'interesse e il supporto!

Nagash: Grazie a te per la disponibilità, ci vediamo on stage!
Nick: È stato un piacere.



nocturnal pulse
Martedì 27 Dicembre 2011, 20.29.07
5
Affrontare in tal modo una tragedia così grande ci da un'idea di quanto possa essere grande quest'uomo, il gruppo tra l'altro è molto interessante e Snowfall, da lui stesso citato, è un bellissimo disco.
Celtic Warrior
Martedì 27 Dicembre 2011, 12.22.47
4
Bella intervista Nagash , grande band .
Er Trucido
Lunedì 26 Dicembre 2011, 20.58.08
3
3 commenti su questa intervista ed in venti al loro concerto (vedere live report di lato)... poi qualcuno si lamenta degli spazi alle band sul sito... bah
Jimi The Ghost
Lunedì 26 Dicembre 2011, 11.30.20
2
Grande uomo. Assolutamente. La sua tremenda malattia in una persona incide molto sulla qualità di vita, e lui dimostra anche tra le righe di questa intervista un'immensa forza e amore per la musica. Un esempio. Ancora un esempio di vita dal vasto mondo musicale chiamato metal. Bravo Nick. Jimi TG
Lizard
Lunedì 26 Dicembre 2011, 11.23.07
1
Bella intervista. Si rischia sempre di essere banali di fronte ad un uomo che affronta un male cosi' grave ma bisogna riconoscere che la sua lucidita' nel parlare di se stesso e' davvero da applausi. Non avevo colto il significato della copertina, pensavo che le serpi facessero riferimento alle avversita' della vita ed invece il senso, seppur affine, era un altro. Molto bello.
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Frammento dell'artwork di 'This Mortal Coil'
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