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FREDDIE MERCURY - Chi vuol vivere per sempre?
28/12/2011 (5383 letture)
Quando si accenna all’argomento inerente il grande Freddie Mercury tutti pensano di saperne moltissimo, ma siete sicuri di conoscere a menadito la sua storia? Permettetemi di pensare che non sia così. A prescindere dalla passione devota o meno di molti fans nei suoi confronti. Certo, tutti siamo al corrente del suo aspetto esteriore, la magnifica ed inimitabile voce, i trascorsi musicali, il suo incredibile talento come songwriter e frontman, ma quanto si sa del vero Freddie, quello degli inizi, del suo carattere più aspro, della sua concezione di vita? Ben poco, credetemi.
Questo volume farà chiarezza su tanti aspetti -non necessariamente tutti pruriginosi- circa i suoi gusti in materia di letto o le sue eccentriche scelte in fatto di look. Laura Jackson svela la realtà dell’uomo dietro la maschera di intrattenitore e artista carismatico: divertente, leale e generoso, dalla personalità complessa, che amava l’eccesso sul palco e anche nella vita privata. L’autrice è una scrittrice britannica specializzata in biografie di star del rock. Molte le sue bio acclamate e pubblicate in tutto il mondo, da Steven Tyler a Bono Vox, da Brian May a Bon Jovi, oltre alla storia dei Queen e degli Eagles ed al volume Golden Stone, con il quale è stata la prima a rivelare il nome dell’assassino di Brian Jones dei Rolling Stones. Di lei hanno detto: “Quando si tratta di avvicinarsi al mondo dei ricchi e famosi, Laura Jackson non è seconda a nessuno”. Insomma, una donna che ha saputo svolgere un grande lavoro di ricerca, accompagnata dalle tante dichiarazioni reali e fedeli di personaggi che hanno vissuto fianco a fianco con il grande Farrokh Bulsara, che lo hanno conosciuto a fondo: manager, amici, musicisti, compagni di vita musicale e privata. Un ritratto a tutto tondo uscito qualche tempo fa, mentre oggi questa edizione dell’opera è stata aggiornata e tradotta anche in italiano, in occasione dell'anniversario dei 40 anni dei Queen, dei 20 anni dalla scomparsa di Freddie Mercury e dell’uscita prossima del film sulla sua vita -sceneggiatura griffata dal premio Oscar, Peter Morgan, prodotto dalla Tribeca di Robert De Niro, con l'attore britannico Sasha Baron Cohen che rivestirà i panni dell’inimitabile frontman.

Nasce a Zanzibar nel 1946 con il nome di Farrokh Bulsara: in questo volume vengono analizzati i suoi primi anni di vita, determinanti per la formazione dell’indole e delle aspirazioni per trasformarsi in uomo di spettacolo. Le prime lezioni di pianoforte a otto anni, il collegio, la solitudine come contraltare alla spavalderia, il trasferimento della sua famiglia in India a Bombay, tutti episodi tralasciati dal grande music biz, che si rivelerà più incuriosito dalla sua maturità, quando incarnerà il ruolo di cantante celebrato, in grado di far guadagnare milioni a molta gente con la sua creatività genialoide. Tanti momenti caratteristici da scoprire, come piccole tessere di un mosaico che si completa con il tempo che scorre. Sapete, ad esempio, che a ping pong era imbattibile sin da piccolo? Un vero campione di specialità.
Il trasferimento in Gran Bretagna, pur avendo frequentato istituti inglesi, cambia la percezione del giovane Farrokh: l’iscrizione all’Istituto d’Arte osteggiata dai genitori, Kensington che diverrà la sua patria e la sua quotidianità, con un piccolo box dove vendeva cianfrusaglie, ammennicoli ed indumenti di quarta serie e dove capì fermamente di voler sfondare con la musica, suo primo amore sin dalla più tenera infanzia. E un’infatuazione per Jimi Hendrix che mai lo abbandonerà. Il fermento in terra d’Albione fu il più grande propellente per la futura star dei Queen, e la conoscenza di un suo compagno di corso, Tim Staffell, si rivelerà, alla lunga, il punto cardine della sua esistenza, nonostante Staffell lo ricordi in maniera non stellare: “La prima impressione che ebbi fu quella di un tipo normale, umile e modesto, ma la gente intorno era stimolata da lui”, sarà proprio Staffell a presentarlo agli altri membri degli Smile (primo nucleo antecedente i Queen, in cui suonavano già Roger Taylor e Brian May), suscitando un’accoglienza non certo entusiasta. Freddie tentò in tutti i modi di entrare a far parte della line-up, ma nessuno lo voleva. Era sempre preparato a dare consigli, a farsi trovare pronto a sostenerli a qualsiasi concerto, a farsi notare dai ragazzi al limite dell’accondiscendenza leccaculistica, ma gli Smile non se lo filavano nemmeno. Sta di fatto che la sua prima esperienza di cantante si consumerà con gli Ibex, poi divenuti Wreckage, band prog-rock -come d’altronde gli Smile, che suonavano quel genere all’epoca- e proprio con quel gruppo interagirà spesso con i futuri compagni di successo. E’ il periodo del rapporto etero con Mary Austin, che rimarrà punto focale dell’intera vita, anche quando l’omosessualità latente verrà spazzata via dalla consapevolezza piena. Quando Staffell deciderà di lasciare gli Smile -fine febbraio 1970- le porte della band si apriranno come d’incanto per il nostro e la base solida dei Queen prenderà forma, anche se per il cambio di monicker, ovviamente suggerito da Freddie, e da chi altro altrimenti, bisognerà attendere ancora qualche tempo, cosiccome per un posto fisso al basso, ruolo per il quale si alterneranno parecchi musicisti. L’arrivo di John Deacon fungerà da completamento della formazione, con l’apporto dell’ultima scheggia di chimica necessaria al grande salto. Poi, finalmente, un contratto discografico, l’esordio in vinile, le prime controversie tra il quartetto e la stampa inglese, che si arrenderà alla loro grandezza musicale solo negli ultimi tempi di Freddie in vita.
Tanti aneddoti, situazioni impensabili, rivelazioni inedite, alla luce della leggenda puramente discografica. Pensare a delle superstar che nel loro primo tour australiano vennero fatte scappare a gambe levate perché il pubblico voleva band locali, si stenta a crederlo, oppure, come non citare una sorta di sfiga continua che colpiva i Queen quando si imbarcavano nei primi tour U.S.A., costantemente interrotti per malanni intervenuti ai vari componenti, Mercury in primis... Insomma, non solo eccessi in termini di look e attitudine, qui ci troviamo al cospetto di tante leccornie in cui il lettore può tuffarsi senza timore di scoprire, appropriandosi di pagine interessanti. Se si cercano episodi legati alla band al completo non c’è di che impazzire, ma in ogni caso le informazioni, le testimonianze di compagni di musica dell’epoca, manager, amici ed in seguito di rockstar, sono a dir poco ammalianti e propedeutiche per comprendere la figura a tutto tondo del grande Freddie. Bruce Dickinson ad esempio ci dice che: Freddie Mercury era talmente bravo che un minuto prima poteva essere sentimentale e prendere per il culo se stesso, e un minuto dopo cambiare totalmente e annichilire gli spettatori con un pezzo come Who Wants To Live Forever. Questo vuol dire essere un frontman”. Una delle tante confidenze contenute su queste pagine stampate, sbizzarritevi a cercarle e a gustarvele, alcune anche in antitesi se si vuole, ma in fondo il singer dei Queen era un uomo poliedrico e multisfaccettato, che sapeva velare o mettere in mostra parti di sè a seconda delle occasioni e dell’umore momentaneo. Un Mercury che cadrà vittima degli abusi di droghe, in particolare della cocaina, uno dei balzelli da pagare alla celebrità e alla ricchezza, lui che era sempre stato in bolletta per una vita. Oltre all’escalation musicale, viene ricostruita la vita sentimental-sessuale, a dir poco scoppiettante e impossibile da scindere con la malattia in seguito contratta, per via di rapporti intimi senza freni. Lo stesso Freddie ebbe a dichiarare che: “Mi comporto come una puttana… andrei a letto con chiunque”. Una rockstar raccontata come una persona dagli appetiti sessuali voraci e priva del concetto di fedeltà, che amava mostrarsi e prendersi ciò che desiderava, subito, in quel momento. Diverrà un volto assai noto negli ambienti gay di Londra, Monaco di Baviera (ove si trasferì per sfuggire alla pressione fiscale del suo Paese) e New York, riconosciuto come un individuo dalla bontà infinita e dotato di un amore integerrimo e mai sopito per scioccare i propri fans e seguaci. Ebbe relazioni omosessuali anche molto lunghe, ma la dedizione ad un solo partner non fece mai parte della sua vita colorata e oltraggiosa. I grandi amici ricordano la sua magnanimità, l’amore per le persone fidate, per gli animali e in particolare per i gatti, ne aveva ben otto, i grandi veglioni e le smisurate feste di compleanno, l’ultima poco tempo prima di morire, ormai gravemente malato. Chi lo ha conosciuto bene, e non di sfuggita, ricorda Freddie come una grande persona, un amico con un carattere complicato ma in fin dei conti splendido. Con il successo interplanetario delle “Regine”, Mercury comincia a nutrire alcune preoccupazioni, circa la sua salute, alcuni mesi dopo il concerto del Live Aid, quando alcuni suoi ex-amanti erano morti a causa dell’Aids. La conclamata certificazione della sindrome che lo attanagliò lo relegherà per ben cinque anni alla stregua di un recluso, con la stampa a tampinarlo inesorabilmente, senza nessuna pietà, per tentare di beccarlo in situazioni indubitabili, cercando di ritrarlo sempre più scheletrico e fantasmatico, al fine di dare conferma definitiva alle voci dell’opinione pubblica e dei media, mai confermate dall’entorurage queeniano, che lo immaginavano distrutto dall'atroce malattia. E così accadde, nonostante le smentite, a volte quasi kafkiane, come quelle pronunciate pubblicamente dai vari membri della band pochi giorni prima della morte ineluttabile del loro cantante. Mercury, nonostante il male che lo aveva disfatto, lavorò alacremente quasi fino all’ultimo, per sé, per i Queen e per il progetto con Montserrat Caballè. In alcuni video tratti da Innuendo, These Are the Days of Our Lives ed I'm Going Slightly Mad, Freddie soffriva di terribili dolori che non lo facevano rimanere in piedi per più di pochi minuti al giorno, infliggendogli sofferenze atroci, costringendolo a coprire un viso macilento con strati di spessissimo cerone atti a celare le macchie che lo deturpavano. I giorni della fine di Mercury sono a dir poco toccanti nella descrizione della sua dimora di Garden Lodge, diventata la sua prigione mortale. Non voglio scendere in particolari e scampoli, che troverete come diritto di cronaca e non per pruderia mediatica morbosa, questo va detto, in ogni caso il grande artista perderà conoscenza e non si risveglierà più nonostante i soccorsi e le cure di prim’ordine prestategli negli anni.
La fine di un mito vero. Irripetibile.

Freddie Mercury - Chi vuol vivere per sempre?, si rivela un testo bellissimo, con alcuni scampoli eccezionali, assolutamente da avere, non solo per chi ha amato il grande performer, ma anche per chi vuole documentarsi su una delle icone e leggende più fulgide mai esistite nel rock. Non so se sia una strenna natalizia o semplicemente un bel regalo, ma questo libro fatelo vostro. Non avrete rimpianti nel divorare ogni singola pagina. Long Live Freddie! Who wants to live forever??

::: RIFERIMENTI :::
Titolo: Freddie Mercury - Chi vuol vivere per sempre?
Genere: Musicale
Editore: Odoya
Autore: Laura Jackson
Uscita: Ottobre 2011
Pagine: 333
Prezzo: 20,00 €



BILLOROCK Fci.
Lunedì 20 Agosto 2012, 13.35.12
10
è stato un gran piace per me, sapere che i queen sono stati la band, o meglio la colonna sonora dei giochi olimpici. Non certo la spice girls.... dio santo.. eddai....
Matocc
Venerdì 30 Dicembre 2011, 17.46.24
9
il libro sembra interessante, ci farò un pensierino... IMMENSO Freddie
D.R.I.
Giovedì 29 Dicembre 2011, 15.51.43
8
una delle migliori voci rock e pop di sempre!
Moonchild
Giovedì 29 Dicembre 2011, 15.42.01
7
Questi sono veri Artisti con la a maiuscola!! Non come quelle pop-star di oggi buone al massimo per un filmino sadomaso!!
BILLOROCK fci.
Giovedì 29 Dicembre 2011, 15.21.12
6
Uno dei più grandi artisti rock di sempre, IMMENSO !! ROCK N ROLL...
Metal4ever90
Giovedì 29 Dicembre 2011, 14.48.11
5
Questa si che dev'essere una lettura interessante! Appena sfoltisco la mia lunga lista di libri da leggere, sarà mio! Bravo Frank!
hm is the law
Giovedì 29 Dicembre 2011, 14.47.34
4
Gran bell'articolo, mi procurerò il libro.
Frankiss
Giovedì 29 Dicembre 2011, 14.36.54
3
Grazie per gli apprezzamenti su questo articolo....il libro è davvero magico!!
Jimi The Ghost
Giovedì 29 Dicembre 2011, 13.44.54
2
Dopo avermeli stampato l'ho letto tutto questa mattina. Con molta calma. Si, certamente una leggenda che tristemente e troppo precocemente ci ha lasciato. Franco è veramente piacevolie ed invitante il tuo articolo su Freddie.! Jimi TG
Alex Ve
Giovedì 29 Dicembre 2011, 13.35.17
1
Grandissima icona del pop/rock. Altro che le quattro sgallettate che ci sono ora. Intelligente, colto, sexy, ambiguo, ottimo pianista, compositore unico, alla voce un semidio. Ha anticipato mode, stili, attitudini. Un genio della Musica e non solo. Ottimo articolo Franco!
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