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(ECHO) - Debuttanti sì, ma non allo sbaraglio!
23/01/2012 (1999 letture)
L'occhio acuto di Metallized, sempre vigile ed attento alle novità, oggi ha posato la sua attenzione su una nuova promessa del doom italiano al debutto con lo splendido Devoid of Illusion. Abbiamo scambiato 2 chiacchiere con il chitarrista Simone Saccheri per conoscerli meglio.

Furio: Innanzitutto vi chiedo di presentarvi al pubblico di Metallized e di introdurci nel mondo degli (EchO). Chi siete, da dove venite e come mai la scelta di questo nome?
Simone: La band si forma nell'autunno 2007 nei pressi di Salò (BS) per un'idea di Antonio Cantarin (voce) e Simone Mutolo (Tastiere) che coinvolgono quasi immediatamente Paolo Copeta (batteria) e Mauro Ragnoli (chitarra), nella primavera del 2008 sono entrato io, Simone Saccheri (chitarra), e dopo una serie di cambi di formazione nella primavera del 2011 è entrato Agostino Bellini in veste di bassista. L'idea originale dei fondatori era di suonare doom metal con influenze per lo più tendenti al death/doom più classico, anche se con l'ingresso dei due chitarristi, sono state inserite nuove influenze che hanno portato poi alla formazione del suono attuale della band. Il nome (EchO) prende spunto dalla mitologia greca, dalla ninfa Echo, la cui storia ha varie versioni, quella da cui abbiamo preso spunto noi è la versione in cui la ninfa, innamorata perdutamente di Narciso e non ricambiata, si sia ritirata in una grotta divenendo una statua di roccia e distruggendosi, lasciando la sua voce a vagare nella grotta. In termini grafici la E e la O maiuscole con le parentesi stanno a simboleggiare un'onda in propagazione dal centro verso l'esterno.

Furio: L'idea delle parentesi per simboleggiare la propagazione dell'eco ricorda il moniker dei Sunn O))), è un modo per tributare la band oppure una semplice coincidenza? Ad ogni modo colgo l'occasione per chiederti cosa ne pensate della scena drone-doom?
Simone: L'idea di base per le parentesi deriva proprio da loro anche se non è una citazione, in realtà erano state inserite originariamente per distinguere a livello grafico il nostro moniker da quello di un paio di band (che proponevano generi totalmente diversi) esistenti che si chiamano Echo e da moltissime band che hanno la parola “echo” all'interno del nome e alle innumerevoli coverband dei Pink Floyd che si chiamano Echoes che abbiamo trovato. Per quanto riguarda la scena drone-doom alcuni membri degli (EchO) la apprezzano più di altri, io onestamente sto nel mezzo, alcune cose mi piacciono ma non è esattamente il mio genere preferito, credo più che altro che con il botto dei Sunn O))) siano uscite moltissime band clone, quindi si è un po' persa la matrice originale e la scena sia un po' caduta in banalità, purtroppo. Ciò non toglie che ci siano anche band valide: non voglio fare di tutta l'erba un fascio, ovviamente.

Furio: Ti lascio carta bianca per presentarci il vostro album di debutto.
Simone: Devoid of Illusion è stato registrato nel Novembre 2010 presso i Priory Recording Studios (Sutton Coldfield, UK) e i CMAT Studios (Birmingham, UK) con la partecipazione in veste di produttore e guest per una canzone di Greg Chandler (Esoteric). L'11/11/11 l’album è stato pubblicato dalla label russa BadMoodMan Records, con la quale abbiamo firmato un contratto ad agosto di quest'anno. L'album racchiude fondamentalmente i primi 3 anni di lavoro della band, ci sono canzoni che abbiamo composto nei primissimi mesi di lavoro come (EchO), che sono state riarrangiate per l'album, mentre altre che sono state scritte esclusivamente per lo scopo. Credo che questo disco racchiuda perfettamente il sound della band allo stato attuale in ogni sua forma, credo sia un buon biglietto da visita per noi in termini di presentazione del prodotto che offriamo. La qualità oggettiva della musica la lascio giudicare agli altri.

Furio: Come biglietto da visita, devo dire che vi presentate davvero bene. L'album è molto maturo, ben articolato e gode di atmosfere intriganti, tutte doti che normalmente si acquisiscono solo dopo diversi anni di gavetta. Voi invece vi siete formati solo 4 anni fa e oggi vi presentate con questo capolavoro. Qualcuno di voi ha esperienze musicali precedenti oppure, se puoi, svelaci il vostro segreto.
Simone: L'unico ad aver avuto progetti musicali seri in precedenza è Mauro (chitarra) che ha sempre suonato in gruppi, uno dei quali esiste ancora (anche se lui non ne fa più parte, ne facciamo parte io e PaoloUNsafe. Gli altri membri hanno di fatto debuttato a livello di band con gli (EchO), anche se io e l'altro Simone (tastiere) suoniamo da moltissimo tempo: io ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo 6 anni e ho iniziato a scrivere canzoni quando ne avevo circa 15, e credo sia più o meno la stessa cosa lui col piano. Per tutti il primo full-length prodotto con un'etichetta discografica è sicuramente Devoid of Illusion.

Furio: Se faccio i nomi di Anathema, Lycia, The Cure e Katatonia, che affinità trovate con la vostra musica?
Simone: Beh Anathema e soprattutto Katatonia direi che sono fra le nostre influenze principali. Sono dei gruppi che piacciono molto a tutti e sei i membri degli (EchO). Personalmente io (e qui verrò accusato di blasfemia forse dai doomsters più incalliti) preferisco i dischi NON doom degli Anathema e apprezzo maggiormanete gli ultimi Katatonia rispetto ai primi. Per quanto riguarda i The Cure ci troviamo divisi: alcuni di noi li adorano mentre altri decisamente no, io diciamo che sono più vicino al secondo schieramento, anche se alcune cose mi piacciono e ne riconosco l'importanza storica… diciamo che in comune con noi posso percepire magari il mood triste/depresso ma nulla di più. Per quanto riguarda i Lycia onestamente mi cogli piuttosto impreparato perché non li conosco tantissimo: per quel che so direi che anche loro si avvicinano al nostro sound per una questione di mood e per l'uso magari dei synth e della psichedelia.

Furio: Scendiamo più nel dettaglio di Devoid of Illusion. The Coldest Land si apre con un arpeggio di chitarra che mi ha ricordato i finlandesi This Empty Flow, il riferimento è casuale oppure fanno realmente parte delle vostre influenze? In generale come riuscite a far convivere influenze che spaziano tra doom, death, gothic, darkwave, etc.?
Simone: Credo sia casuale, io personalmente non li conosco, grazie per lo spunto, approfondirò sicuramente! Credo che la mescolanza di generi sia dovuta alle differenze di personalità e anche di gusti musicali presenti nella band, e credo che si mescolino abbastanza bene anche perché abbiamo dei tempi di composizione spesso molto lunghi (The Coldest Land, appunto, ha necessitato di circa 4 mesi di lavoro prima che fosse finito), quindi curiamo ogni minimo dettaglio delle composizione cercando di mescolare a dovere le varie sfaccettature. C'è da dire che non badiamo molto al risultato, in termini di genere musicale proposto, quando scriviamo, nel senso non ci sediamo e diciamo "ok, facciamo un pezzo doom metal"; la composizione è sempre molto spontanea così come gli arrangiamenti, dove siamo molto "democratici" in quanto di fatto ognuno scrive le proprie parti, il che credo ci consenta di avere una buona varietà sonora. Sei menti che scrivono insieme seguendo ognuna il proprio istinto personale, se hanno una buona affinità (io ormai quando scrivo un pezzo già immagino cosa potrebbe venire in mente agli altri membri del gruppo), possono portare a ottimi risultati ma, come ho detto prima, meglio non avere fretta.

Furio: A proposito di influenze più o meno velate, le prime note di Internal Morphosis - che reputo uno dei brani più interessanti dell'album - mi hanno rimandato niente meno che agli Alice in Chains dei tempi d'oro, influenza che tra l'altro citate sulla vostra pagina Facebook. Pensi che le clean vocals siano una possibile evoluzione del vostro stile?
Simone: Wow! Io e Mauro ringriaziamo, entrambi siamo fan sfegatati degli Alice In Chains, grazie mille!! Antonio ha una voce molto bella, che piace a tutti noi e non solo, credo regga il confronto con cantanti ben più noti. Credo anche che uno dei punti di forza del cantato negli (EchO) sia l'alternanza appunto di voci pulite così dolci e atmosferiche con un growl molto cavernoso come quello di Antonio, in futuro penso che tenderemo ad accentuare la componente psichedelica e onirica del suono della band, quindi immagino che le voci pulite avranno uno spazio maggiore, ma il growl non verrà sicuramente abbandonato.

Furio: Un altro brano che ho trovato davvero notevole è Disclaiming My Faults, nel quale ho apprezzato sopra ogni cosa il riffing particolarmente incline al death metal vecchio stampo. Se dovessi dare delle percentuali alle varie atmosfere della vostra musica, quanto pensi che possano influire: brutalità, atmosfera, teatralità e pesantezza su Devoid of Illusion?
Simone: Alla fine di parti particolarmente brutali, a parte il finale di Disclaiming my faults e volendo la Parte distorta/djent di Internal Morphosis e un riff di Omnivoid, non me ne vengono in mente. La maggior parte delle porzioni distorte la definirei proprio pesante, come ad esempio in Summoning The Crimson Soul o Sounds From Out Of Space. La teatralità non è una cosa che non abbiamo mai tenuto in considerazione onestamente: se dunque alcune parti evocative possono risultare teatrali, sappiate che non è una cosa ricercata. Credo che se dovessi spezzettare il suono degli (EchO) e scegliere l'elemento che preferisco il primo premio andrebbe sicuramente alle atmosfere e alla psichedelia. Direi che un 15% brutalità, 50% atomosfera, 5% teatralità e 30% pesantezza sia abbastanza onesto.

Furio: Avete da poco suonato a Milano in compagnia di Forgotten Tomb e Daylight Dies, raccontaci tutto.
Simone: Siamo stati coinvolti nella data dalla Nihil Prod, che colgo l'occasione per ringraziare. Con i Forgotten Tomb non è la prima volta che condividiamo il palco, dato che abbiamo suonato con loro a Rivoltella del Garda (nel compianto Covo Antico) nel 2008 e a settembre di quest'anno al Carlito's Way di Retorbido per il Nihil Fest, ma questa volta ho avuto modo di vederli per la prima volta con il nuovo chitarrista e devo ammettere che mi è piaciuto molto sia a livello esecutivo che a livello di presenza scenica. I Daylight Dies sono persone squisite, gentili e disponibili, anzi dopo il nostro concerto sono venuti a complimentarsi e a chiacchierare con noi, veramente persone alla mano, e dal vivo sono uno di quei gruppi che tirano giù i muri. Per quanto riguarda la nostra esibizione siamo soddisfatti: dal nostro punto di vista è stato un buon live. Tirando le somme è stata una serata magnifica a mio avviso, unica pecca forse la scarsa affluenza, anche se visto il seguito del doom in Italia onestamente pensavo peggio.

Furio: Ho trovato particolarmente difficoltoso reperire informazioni sulla vostra band a causa del vostro nome. Che rapporto avete con social-network come myspace, facebook, twitter... pensate che possano essere utili o semplici strumenti di massificazione?
Simone: La nostra pagina myspace è stata chiusa, più che altro a nostro avviso non aveva più senso tenerla aperta, era diventata solo una mail da controllare in più e fra l'altro arrivava solo spam, ormai la maggior parte della gente si è spostata su facebook. Per quanto riguarda Facebook e Twitter siamo presenti, la pagina facebook (http://www.facebook.com/pages/EchO/141116903052) è aggiornata quotidianamente con stati, link, condivisione di eventi e quant'altro, credo sia il portale migliore su cui seguirci, fin tanto che il sito ufficiale non sarà online. Da facebook ci sono anche i link per Big Cartel, per acquistare il nostro merchandise. Penso che i social network siano un'ottima fonte di pubblicità per la musica: oggi milioni di persone hanno un profilo su facebook, quindi hai la possibilità di arrivare a un numero immenso di persone fra le quali è facile trovarne molte che apprezzino la tua proposta musicale. Molti nostri fan che in questi giorni hanno acquistato l'album ci hanno notato attraverso facebook, e magari senza questo social network non sarebbero mai venuti a conoscenza della nostra esistenza, o magari lo avrebbero fatto solo fra qualche anno.

Furio: Su Sound From Out Of Space avete un ospite illustre, vuoi parlarci di come è nata questa collaborazione e di come è stato registrare con lui?
Simone: Certamente. Nel Marzo 2010 abbiamo suonato come spalla agli Esoteric in una loro data in Italia (All'Olden Live Club), da li siamo entrati in contatto con Greg. Successivamente, mi pare in estate, abbiamo prenotato lo studio e gli abbiamo mandato qualche idea per una canzone da scrivere insieme: lui è stato entusiasta e ha scritto il “solo” che si sente nei primi minuti della canzone. Successivamente in studio ha registrato anche la parte vocale in quella porzione di canzone. Lavorare con Greg è stato fantastico, è una persona gentile e umile come poche ne ho conosciute in vita mia e a livello professionale è sicuramente il miglior fonico da studio con cui abbiamo lavorato fin'ora. I ritmi di lavoro erano impressionanti, 12-14 ore di studio al giorno con pausa pranzo e cena da massimo 40 minuti e qualche pausa sigaretta e/o caffè da 5 minuti qua e la. Non ho idea di come facesse a stare concentrato per così tante ore e per 14 giorni di fila, ma il risultato è quello che sentite in Devoid of Illusions. Posso dirvi solo che la fase di mastering l'ha eseguita quando eravamo già tornati in Italia, ma vedendo come lavorava ci siamo fidati totalmente, e infatti ricevute le tracce finali c'erano solo pochissime cose da sistemare, e si trattava di semplici finezze.

Furio: Diciamo che eravate in buone mani, se non nelle migliori. Oggi però cambiereste qualcosa di questo lavoro?
Simone: A livello sonoro assolutamente nulla, l'unica nota negativa è stata la lentezza (non musicale): ci siamo mossi molto lentamente, abbiamo iniziato a lavorare sull'artwork mesi dopo le registrazioni e abbiamo mandato i promo alle label praticamente sei mesi dopo. Infatti l'album è uscito un anno dopo le registrazioni. Credo che per i prossimi lavori ci muoveremo in maniera diversa, ad esempio completando l'artwork prima ancora di aver registrato l'album, fornendo all'artista le pre-produzioni (consigli arrivati dall'alto). Mi ha confortato tuttavia leggere un'intervista a Michael Akerfeltd degli Opeth in cui diceva che loro stessi avevano avuto più o meno le stesse tempistiche per il loro primo album, quindi sì, potevamo essere più rapidi forse, ma non ci mettiamo le mani nei capelli.

Furio: Ringraziamenti. Hai libero spazio per ringraziare i nostri lettori, per segnalarci le vostre prossime attività e quant'altro.
Simone: Grazie a te per lo spazio concessoci e ai lettori di Metallized per l'attenzione. Colgo l'occasione per ringraziare Nihil Prod e Eye Craver, in particolare Ale e Dimitri, che ci stanno aiutando con diverse date veramente ottime. Ringrazio poi tutti coloro che ci seguono dalla nascita e tutti coloro che hanno già acquistato l'album. A presto!!!



D.R.I.
Lunedì 23 Gennaio 2012, 14.37.20
3
ottimo, altro che certi gruppetti senza infamia e lode che si autoincensano in ogni dove
Undercover
Lunedì 23 Gennaio 2012, 13.59.34
2
Meritano davvero tanto questi ragazzi, la musica è stupenda, dal demo sono cresciuti in maniera esponenziale (a voi decidere l'esponente per me oltre il cubo) e poi avere i piedi per terra non è da tutti visto che l'Italia vanta sin troppe "prime pseudo-donne", bravi.
Lizard
Lunedì 23 Gennaio 2012, 13.44.27
1
Piedi ben piantati in terra, umiltà e convinzione. Anche solo per questo, dato che ancora non conosco la loro musica, meritano attenzione!!
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