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SKEPTICISM + PANTHEIST - St. Giles In The Fields Church, Londra, 28/01/2012
06/02/2012 (2316 letture)
Se non ricordo male è dai tempi del sacramento della Cresima che non frequento più la Messa domenicale o, per dirla con le tavole della legge, che non santifico più le feste. Un peccato mortale diceva mia nonna.
Assistere ad un esclusivo show di leggende viventi del funeral doom in una chiesa protestante nel centro di Londra (ai margini di Soho per la precisione) è stato un po' come rivivere le diverse tappe di questa sacra celebrazione, oramai arrugginita nella mia memoria di peccatore cristiano.

PANTHEIST
Riti di introduzione

In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti

In ogni messa che si rispetti il primo “saluto” è quello rivolto alla Sacra Triade. Oggi però, ad officiare il rito, non vi è un vecchio parroco di quartiere scortato dai suoi fedeli chierichetti.
No.
Oggi l’incipit è affidato ad uno dei nomi più conosciuti ed apprezzati della scena doom mondiale, ossia i Pantheist di Kostas Panagiotou. I nostri prendono posto sull’altare con fare lento e dimesso, in totale aderenza allo stile delle loro musica. Kostas è coperto da un saio scuro, mentre i compagni sono (purtroppo) agghindati nel più consueto dei modi con jeans, camicia/maglietta e null’altro di particolare. Peccato, dato che, svolgendosi lo spettacolo all’interno di una chiesa, un poco di impatto visivo in più non avrebbe guastato.
L’aspettativa è altissima, vista l’ammirazione che il sottoscritto ha sempre riposto nella band; l’unico dubbio ex ante riguarda la tracklist: la vicinanza con la pubblicazione dell’omonimo Pantheist fa temere un’attenzione spasmodica verso i nuovi pezzi, a discapito dei vecchi capolavori. Non sarà propriamente così, anche se, nell’ora e mezza a disposizione, verranno comunque eseguiti ben quattro brani dalla recente release (One Of These Funerals, The Storm, Brighter Days e Be Here) per un minutaggio complessivo di quasi trentacinque minuti: per l’occasione i Pantheist scelgono tuttavia di non ignorare alcuna pubblicazione, pizzicando qualche brano dall’anima funeral (O’ Solitude e Don’t Mourn da O’ Solitude, Apologeia da Amartia e The Loss Of Innocence da Journey Through Lands Unknown), e Unknown Land (da Journey Through Lands Unknown) che, con la sua vena “oriental-prog”, ben si sposa con il nuovo corso della band. Rimanendo ancora un attimo sulla scaletta, debbo considerare piuttosto debole la scelta di lasciare al palo di canzoni come Time, Lust o Envy Us che avrebbero certamente aumentato la coerenza con l’act principale della serata, ossia i successivi Skepticism. Ma si sa, non tutti la pensiamo allo stesso modo…
Il concerto si apre con One Of These Funerals, traccia che soffre inizialmente di suoni un po’ sbilanciati che penalizzano soprattutto la chitarra di Pepijn van Houwelingen: dal frofait di Ilia Rodriguez egli si occupa, con buon risultato, anche delle backing vocals live. La traccia è una strumentale sofferta in cui risuonano le tastiere programmate sulla timbrica dell’organo di Kostas; l’ambientazione pare perfetta e l’aggancio con The Loss Of Innocecnce fornisce il brivido più intenso di tutto il concerto. Il ghiaccio secco condisce un’atmosfera cupa e teatrale rovinata solo dall’impianto luci che prevede un asse di laser di colore verde decisamente in controtendenza con “l’umore” oscuro della serata…
The Loss Of Innocence, pur struggente ed emozionante (confesso di aver versato lacrime amare nel mentre del suo svolgimento), scopre alcune piccole magagne che si riveleranno invalidanti nel proseguo del concerto: la band suona un po’ disconnessa, la restituzione della batteria è troppo secca e fredda, il buon Aleksej Obradović (proveniente dai De Profundis) non è Mark Bodossian (Esoteric) e, problematica maggiore, il vocalism pulito non è sempre intonato. Soprattutto quest’ultimo aspetto, minimale in The Loss Of Innocence che difatti rimane uno dei migliori pezzi suonati (sono presenti solo dei corali secondari), risulterà il vero tallone d’Achille dei Pantheist in questa memorabile serata londinese. Kostas non è infatti sembrato all’altezza di un’esibizione live, perdendo in molte occasioni sia l’intonazione, sia la modulazione del clean vocalism: considerato che i pezzi nuovi si fondano proprio su questo atteggiamento (Be Here, per dirne una, è stata cantata in modo “terrificante”), consiglierei alla band di porre rimedio inserendo in line-up un cantante degno di tale nome, almeno durante gli show. Riguardo al growl va invece registrata una performance degna: anche Pepijn, impegnato più volte a doppiare le linee di Kostas, ha regalato bei momenti.
Assieme a questo grande handicap (che ha minato soprattutto brani come Apologeia, Don’t Mourn e Be Here) la band ha mostrato un secondo grosso limite, ossia quello di suonare in modo un po’ disconnesso e privo di feeling: difficile da spiegare a parole, tuttavia la sensazione durante i momenti più articolati (The Storm, fase centrale di O’ Solitude e Unknown Land), ossia quelli in cui il movimento sonoro non è affidato ciecamente alle tastiere, è quella di un gruppo di ragazzi poco abituati a suonare contestualmente. Sicuramente la perdita di Bodossian è una scusante importante, anche se non può giustificare del tutto un amalgama così impacciato e poco fluido (la formazione è infatti la medesima che ha registrato l’ultimo full-lenght).
In definitiva qualche perplessità i Pantheist l’hanno lasciata. Testimone di ciò una platea piuttosto freddina che invece si scioglierà per gli Skepticism: occasione persa, dato che un pubblico così nutrito (oltre duecento persone sparse nei due ordini di sedute di St. Giles) non ri-capiterà tanto presto.
Che la messa continui…

SKEPTICISM
Liturgia della parola.
Gli Skepticism salgono sull'altare percorrendo tutta la navata centrale. Le loro rigorose eleganza e compostezza fugano qualsiasi dubbio che la vera funzione stia per cominciare solo adesso. È la celebrazione dello scetticismo, del funeral nella sua accezione più classica e solenne.
La parola dei sacerdoti giunge a noi mediante 4 strumenti: un organo, una chitarra, una batteria ed una “voce”.
La prima lettura viene introdotta da possenti rintocchi di timpano e charleston siglati dai battenti di Lasse Pelkonen mentre sul proprio trono il sommo sacerdote Matti in paramenti da cerimonia scruta i fedeli con sguardo ieratico ed austero. Dopo qualche minuto la palpabile tensione viene definitivamente dissolta dall'attacco all'unisono di organo, chitarra distorta e growl: The March And The Stream è una vera e propria bomba emotiva che atterrisce i fedeli grazie alla precisione ed alla pulizia d'esecuzione dei tre strumentisti (nonché all'impatto sonoro devastante) ma soprattutto grazie alla prestazione da brividi lungo la schiena di Matti. Da una parte il suo growl: gutturale e di una profondità spaventosa, tra i più estremi mai sperimentati in quest'ambito, ma al contempo pulito e perfettamente “capibile”. Dall'altra la gestualità: uno spettacolo nello spettacolo che aumenta in maniera esponenziale il coinvolgimento degli spettatori (oramai chiaramente incapaci di staccargli gli occhi di dosso). I movimenti della testa, il lento serrarsi dei pugni, lo sguardo glaciale sono solo alcune delle studiate affettazioni messe in atto dal biondo singer finlandese.
La liturgia prosegue con The Arrival, dal Vangelo secondo Alloy. Le partiture di organo sono sullo stesso piano (se non addirittura su di uno superiore) rispetto a quello chitarristico: il risultato è una restituzione ancora più sacrale del sound degli scettici, trattamento di cui gioveranno anche i brani in scaletta estratti dal primo periodo del gruppo. L'organo ha inoltre il pregio di andare a coprire quel vuoto ritmico e di contenuto in frequenza dovuti alla mancanza del basso. L'eleganza della chitarra di Jani e l'essenzialità dei suoi soli si sposano con l'attitudine melodica relegata allo strumento stesso (di fatto il meno estremo del lotto). Da par sua il gruppo nonostante la scarsa attività live è perfettamente a proprio agio e non sbaglia un colpo. In campo funeral, dove non sono infatti presenti chissà quali tecnicismi strumentali, la precisione è tutto ed anche il solo sbagliare un semplice attacco farebbe crollare la propria credibilità come un castello di fiammiferi.
Dopo il Vangelo Matti prende posto (letteralmente) sul pulpito ed inizia la predica di Antimony: il singer pare in trance mistica ed il suo istrionismo raggiunge il culmine. I suoi discepoli sono sopraffatti da tanta teatralità e qualcuno si lascia andare ad urletti liberatori decisamenti poco edificanti e consoni in un contesto sacro.
La funzione procede con March October e con salmi tratti da Lead & Aether (Aether) e Stormclowfeet (By Silent Wings, Sign Of A Storm).

Liturgia eucaristica.
Mano a mano che il concerto avanza gli Skepticism paiono sempre più sciolti e disposti ad interagire con un pubblico dal quale probabilmente non si aspettavano una riscontro così caloroso e partecipe: se da una parte Matti che incita a battere le mani mi è sembrato francamente un po' troppo oltre, dall'altra ho apprezzato questo tipo di gesti come segno di umiltà ed umanità da parte dei glaciali finlandesi. Ad ogni modo, la funzione procede con il rito della comunione: sulla coda strumentale di The Everdarkgreen Matti procede con l'ostensione di rose bianche ad una fortunata manciata di fedeli che attingono a mani giunte.

Riti di conclusione.
La funzione giunge al termine e dopo aver ricevuto la benedizione veniamo congedati dagli Skepticism che, silenziosi e regali come si erano presentati, abbandonano l'altare sfilando lungo la navata centrale.
La prima volta in venti anni degli Skepticism nel Regno Unito non sarebbe potuta essere celebrata nel migliore dei modi: la cornice suggestiva del suonare in una chiesa tutt'ora “funzionante” (quindi ancora consacrata); l'esecuzione impeccabile dei 4; la grandiosa prestazione vocale di Matti che non mi sarei aspettato vista la prova madridista dello scorso dicembre (più che degna ma che lasciava perplessità sull'effettiva tenuta oltre tempo massimo) ed il suo istrionico carisma.
Gli unici rimpianti per quanto mi riguarda sono stati l'assenza in scaletta di Nothing e la chiesa francamente bruttina (per non parlare della scomodità delle panche di legno), ma lamentarsi di questa serata sarebbe commettere un peccato mortale.
Un po' come non andare a messa la domenica.
Ovvio che se ogni domenica mattina le funzioni fossero tutte così non me ne perderei neanche una.

Testi e foto di Stefano Asti “Autumn” e Massimiliano Giaresti “Giasse”



Giasse
Martedì 7 Febbraio 2012, 21.51.58
16
Io i Pantheist li conosco benissimo e li adoro. Ma la performace vocale pulita è stata davvero "non buona". Sull'intonazione e la modulazione non credo agisca la soggettività...
il vichingo
Martedì 7 Febbraio 2012, 20.13.51
15
@ Ulvolc: Beh amico non so che concerto hai guardato ma a me sembra che i Pantheist abbiano fatto una performance di tutto rispetto
kuru
Martedì 7 Febbraio 2012, 20.09.07
14
Non so a che concerto siete stati per dire ciò...I Pantheist hanno suonato quello che suonano da sempre., Probabilmente vi aspettavate una performance funeral doom da entrambe le band.
Ulvolc
Martedì 7 Febbraio 2012, 19.39.41
13
@vichingo: non so che video hai guardato, ma i Pantheist hanno fatto pietà! Fossi in loro dopo aver visto gli Skepticism mi ritirerei e interromperei subito l'attività live. I finnici sono stati grandiosi e meritano un nuovo viaggio al prossimo concerto!
il vichingo
Martedì 7 Febbraio 2012, 19.24.22
12
Cazzo ho visto dei video su Youtube: questo concerto deve essere stato un qualcosa di incredibile!! Grandissima prestazione soprattutto sei Pantheist
kuru
Martedì 7 Febbraio 2012, 19.11.56
11
C'ERO.Concerto epico.per me sono state grandi entrambe le band.Semplicemente 2 generi differenti,ma capaci entrambi di regalare forti emozioni. Ho trovato la location splendida.
Raven
Martedì 7 Febbraio 2012, 17.25.29
10
Tra i sicliani, aggiungerei gli Hypersonic, che suoneranno a breve proprio alla manifestazione svizzera da te richiamata.
nonseinormale65
Martedì 7 Febbraio 2012, 17.09.08
9
@Vichingo,si convengo che in Italia nelle chiese cattoliche sia (quasi)impossibile,in realtà ci sono state occasioni di festival di rock/metal cristiano anche da noi(ad esempio a Roma,ma non solo)ma svoltesi in chiese protestanti e/o evangeliche,inoltre ci sono da noi anche band xian molto valide,cito ad es. i siciliani power metallers Metatrone(che hanno un sacerdote in formazione)o i thrashers cristiani (lombardi) Boarders che suonano spesso in tali situazioni oltre che in locali più canonici...è che da noi è tutto molto più difficile ed underground il metal in generale,figuriamoci poi venire a conoscenza di eventi xian...
il vichingo
Martedì 7 Febbraio 2012, 16.16.11
8
Si è vero, ha ragione Flag of hate. Comunque, caro nonseinormale65, il mio stupore era dato dal fatto che qui in Italia mai e poi mai vedrai una band metal (anche se fosse "white metal") suonare in una chiesa CONSACRATA. E quindi mi stupivo per il fatto che gli inglesi siano "più avanti" di noi sotto questo aspetto. Tutto qui.
Flag Of Hate
Martedì 7 Febbraio 2012, 16.11.00
7
Lo stupore deriva dal fatto che siamo in un paese Cattolico, molto più legato all'aspetto anche materiale della "casa di Dio". Nei paesi toccati dalle varie Riforme, il rapporto con il luogo del culto è diverso. Tanto per fare degli esempi casuali, in Norvegia e in Svezia molte chiese sono spoglie e estremamente austere, rese fredde apposta per non lasciarsi distrarre dalle eccessive decorazioni e orpelli; mentre rimasi molto stupito, in Scozia, nel vedere diverse chiese (sconsacrate, ovviamente) trasformate in locali o persino uffici di accoglienza ai turisti. Hanno un rapporto diverso non solo con la fede, ma anche con il tempio adibito al culto.
the Hunter n.1
Martedì 7 Febbraio 2012, 10.33.11
6
commento 5: spettacolo!
nonseinormale65
Martedì 7 Febbraio 2012, 2.14.14
5
Mi stupisco del vostro stupore,da anni all'estero ci sono eventi del genere,ad esempio vicino Zurigo ogni anno si tiene l'Elements Of Rock,festival di band metal cristiane(ci ho visto in passato Barren Cross-che replicheranno quest'anno-Virgin Black,Forsaken,Balance of Power,Cage etc.etc)proprio in una chiesa...spero di riuscire ad andarci anche quest'anno! http://www.elementsofrock.com/en
il vichingo
Lunedì 6 Febbraio 2012, 18.13.15
4
Comunque, pensavo adesso, è molto strano che permettano ad una band metal di suonare in una Chiesa (CONSACRATA!!!!). Vabbè ok non si tratta certo dei Gorgoroth o dei Behemot ma è pur sempre una band metal, e con i pregiudizi che girano
il vichingo
Lunedì 6 Febbraio 2012, 18.07.09
3
Vi invidio ragazzi... assistere al concerto degli Skepticism dentro ad una chiesa non è cosa di tutti i giorni
GioMasteR
Lunedì 6 Febbraio 2012, 14.56.24
2
Report strepitoso, invidia anche da parte mia!
piggod
Lunedì 6 Febbraio 2012, 14.45.23
1
Beati voi che avete avuto modo di assistere a questo evento.
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St. Giles In The Fields Church, Londra, 28/01/2012
 
 
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