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DEAD - Mayhem & Morbid - La storia, il mito e i memorabilia
14/02/2012 (7161 letture)
LA STORIA E IL MITO
Sarei stato abbastanza contento se i Morbid fossero rimasti nell'oscurità, ma se le Norne hanno voluto diversamente chi sono io discutere con loro? Vedendo tutti i bootleg che girano (trentacinque l'ultima volta che li ho contati - e continuano tuttora ad uscire) e l'interesse che continuano ad avere i Morbid, abbiamo deciso che sarebbe stato giusto creare una sorta di release definitiva. Non per fare cassa, anzi, abbiamo deciso di non trarne alcun profitto, bensì di devolvere il ricavato in cause meritevoli. Ovviamente lo facciamo per i nostri fan, per la memoria di Dead e per tutto quello che abbiamo condiviso nei tempi che furono. Sono molto contento e orgoglioso che quasi tutti gli ex-componenti abbiano contribuito attivamente nella produzione di questa release, senza alcuna traccia di egocentrismo o stronzate simili. Ci siamo sforzati di fare il meglio che potevamo. Dovrebbe essere essenziale per qualsiasi fan dei Morbid (e di Dead)

Queste sono le parole con cui Dr. Schitz (bassista della band) presenta il sontuoso cofanetto che la Century Media ha rilasciato meno di un anno fa.
Questa edizione "definitiva" consiste in due dischi oppure in un bellissimo set da tre vinili (limitati a 1200 copie in diversi colori) contenente il famigerato demo December Moon, delle rehearsal e tre live, tutti risalenti al 1987.
Le prime parole ufficiali di questa release sono state "offerte" all'unico magazine che poteva avere l'onore e il diritto di accoglierle. La storica e fraterna Slayer Magazine di Jon "Metalion" Kristiansen (amico storico di tutte le band death metal svedesi di fine anni '80 ma, soprattutto, amico intimo di Dead).
L'attenzione che riportò la Slayer Magazine nei confronti di questa band, che per un motivo o per l'altro non è mai riuscita ad emergere come sarebbe dovuto accadere, è ammirevole e lungimirante.
Metalion è stato il catalizzatore fondamentale di tutta la scena death metal mondiale. Un fan-osservatore che in qualche modo è da considerarsi un membro "passivo" di ogni band che stava per nascere all’epoca. Egli è stato l'anello di congiunzione fra il death europeo e americano e il cronista ufficiale del passaggio di testimone dal death al black.
Nel 1987 Metalion, in mezzo ai vari demo di Morbid Angel, Incubus (quelli di Tampa), Sabbat e Obscurity, riceve il demo dei Morbid da Dead in persona, il quale si scusa di non averglielo spedito assieme ad un animale morto. Alludeva ad un paio di fatti (assurdi) realmente accaduti: Dead aveva spedito al loro amico comune, Øystein Årseth, la stessa tape con allegato un topo crocefisso, in cambio diPure Fucking Armageddon, e tempo prima un porcellino d'india morto alla Black Mark Production, causando un po' di fastidio a Quorthon e a suo padre. Così cominiciò questa corrispondenza a tre fra Pelle "Dead", Jon "Metalion" e Øystein "Euronymous", finché il primo non espresse la volontà di diventare il cantante dei Mayhem. Mandò a Øystein una foto di se stesso in corpse-paint e vestiti stracciati, il suo look "classico" anche quando cantava coi Morbid; il chitarrista dei Mayhem rimase talmente affascinato da quella devozione che decise che d'ora in poi la band sarebbe dovuta apparire col quel tipo di corpse-paint.

I Morbid erano considerati la migliore band death metal della Svezia, e probabilmente una delle migliori in circolazione. Questo soprattutto per merito di Dead. Nessuno poteva vantare una voce simile, che proveniva letteralmente dall'oltretomba, e, soprattutto, pregna di un tale fascino mefistofelico. I Morbid venivano considerati come una nuova versione dei Bathory e questo li rendeva unici e onorevoli. In mezzo alle pagine vagamente politicizzate della Slayer Magazine (loghi di antifascismo e anticapitalismo comparivano regolarmente) i Morbid se ne fregavano totalmente dicendo

Essere razzisti o non esserlo significa essere politici. E la cosa non ci interessa (Slayer VI, 1988)

L'ossessione di Dead e dei Morbid era parlare di morte e di quel miscuglio adolescenziale che coincide con un satanismo distruttivo, non senza una componente ironica (meno presente rispetto a tantissime altre band, ma pur sempre esistente) che faceva parte dei teenager quali erano.

Devo dirti una cosa (rivolto a Metalion, ndr). Mia madre mi disse che quando ero piccolo dormivo così profondamente che diventavo pallido. Così lei doveva venire a controllarmi spesso per vedere se ero vivo oppure no. È vero! E forse tutto è collegato al fatto che una mia antenata era una maga, però specializzata in magia bianca. Io non mi sono mai addentrato in questa cazzo di magia bianca! Ho sempre odiato il cristianesimo e tutta la fede che la gente ripone in Dio! La cosa mi fa veramente orrore e quando ho scoperto il Satanismo mi sono veramente interessato ad esso! Sul serio, voglio diventare un adepto di questo culto. Perché è veramente difficile comprendere qualcosa da libri scritti in sumero o ebraico, oppure in inglese arcaico. Ed è veramente pericoloso fare qualcosa di sbagliato... Mi serve un culto, ma questo è un'altra cosa... tutti i culti sono diversi l'uno dall'altro! Ma devo dirtelo... nessuno di noi è normale... (Slayer VI, 1988)

Questa impronta proto-black metal (per come lo intendiamo oggi) non rimase affatto inosservata. Oltre ai vicini norvegesi Mayhem, che sparsero il culto in mezzo alle giovani band locali (Darkthrone, Emperor, ecc...), creando quello che sarà il vero e proprio black metal, a Goteborg nel '89 si potevano già contare due demo dei Grotesque (band di Tomas Lindberg, Kristian Wahlin e Shamaatae) che avevano preso appieno l'immaginario death/black satanico che poi si ritroverà anche nei prematuri Rabbit's Carrot (dai quali nasceranno i Dissection). In quei pochissimi anni in cui si era appena definito lo stile del death metal e quasi contemporaneamente si stavano buttando giù le prime ideologie black, la questione del look si faceva sempre più sentire. L'intenzione non era tanto quella di adottare un’immagine talmente estrema da dover necessariamente shockare; certo, magari in parte c'era anche quest'idea, ma il motivo principale di questo atteggiamento era discostarsi dal tipico vestiario del musicista medio hardcore-thrash metal che stava prendendo piede anche nel mondo death metal. Quando Euronymous diceva nel 1990 che il death doveva parlare di morte e chi lo suonava doveva immedesimarsi completamente nel genere, parafrasava quello che lo stesso Dead affermava durante la sua prima militanza coi Mayhem.

Non ascolto hardcore. e non mi piace quella gente. Non odio l'hardcore in se ma quello che è diventato dopo con tutta questa attitudine che include l'indossare bermuda, cappellini da baseball e così via. È un trend e lo odio, così come quelli che diventano vegetariani perché fa figo

Oltre a queste frasi d'effetto, oltre il cerone e i vestiti sbrandellati e puzzolenti di carcasse, si celava una persona straordinaria e con una certa emotività (a sentire quello che diceMetalion). Molto probabilmente un ragazzo sensibile che aveva semplicemente bisogno di avere delle normalissime relazioni di amicizia al di la del grande, ma acerbo, teatro del metal estremo. La nascita dell'amicizia fra Dead e Metalion coincideva con lunghissime telefonate (anche di cinque ore) nel cuore della notte dove il cantante parlava dei suoi futuri progetti con i Morbid. Mentre l'uno lodava all'altro la forza e l'originalità di quel December Moon, l'altro si augurava che il futuro della band potesse essere migliore; volevano suonare meglio, migliorare tecnicamente "senza diventare però i Destruction". Tutto questo nell'anno 1987; mentre i Morbid esordirono la prima volta a UItrahuset il 26 di aprile, mentre December Moon venne eletto "demo dell'anno" assieme a Thy Kingdom Come nelle rispettabili pagine della Slayer, mentre Pelle spediva animali morti alla Black Mark e all'Elektra Records; accadeva che Quorthon fosse disponibile ad una "signin session" in un negozio di dischi di Stoccolma e rimanendo impressionato per la nitidezza del "suo" caprone sul retro della giacca di Dead si complimentò con lui, esortandolo perfino a passare dal quartier generale della Black Mark per essere immortalato in una foto. Così mentre Pelle da un lato si burlava macabramente anche di chi si era appena affacciato nel mondo "mainstream", dall'altro non gli dispiaceva fare le sue comparsate, anche solo per disturbare o per essere l'elemento di rottura. Questo è perfettamente visibile nel videoclip di Bewitched dei Candlemass (diretto tra l'altro da Jonas Åkerlund, che prima di approdare al sontuoso regno di Madonna, Duran Duran e Lady Gaga è passato anche per questi lidi, oltre che marchiare col fuoco della batteria il primo album dei Bathory) in cui il nostro cantante compare assieme a una banda di zombie post-moderni.
Un paio d'anni più tardi le cose sarebbero cambiate. Il desiderio di Dead di entrare nei Mayhem, "la band più estrema del pianeta", si compì (alla fine del 1988) ma si concretizzò ben poco limitandosi a qualche rehearsal. Per un vero e proprio (mini)tour si sarebbe dovuto aspettare il 1990 -segnato dal mitico Live in Leipzig -.
Durante il capodanno del 1989 Metalion organizzò una festa a casa sua, mentre i suoi genitori non c'erano, e chiamò i suoi amici più "intimi": Årseth, Ohlin, Tomas Lindberg, Kristian Wahlin e i ragazzi deiTiamat e si divertirono a modo loro, bevendo tonnellate di birra mentre Dead e Tompa erano in camera dei genitori di Jon che "giocavano" a tagliarsi l'un l'altro. In mezzo a sangue, vomito e cocci rotti di bottiglia la festa finì con un bel giro in commissariato, ma non a causa di tragici esiti: per calmare la sovraeccitazione di Pelle, gli altri ragazzi lo legarono con delle manette senza però essere provvisti di chiave. Ci dovette pensare la polizia con tanto di prese in giro. Tutt'ora Jon ne ricorda malinconicamente l'incosciente natura ludica.
Col trasferimento di Dead in Norvegia, paradossalmente, i contatti con Metalion si fecero sempre più radi. Si trasferì assieme a Årseth in una casupola di legno a Kråkstad, subito fuori Oslo, vivendo in condizioni pietose. Senza telefono, senza macchina e con scarsa elettricità ormai comunicava esclusivamente tramite lettera. Quelle poche volte che Pelle incontrava sia l'amico Jon sia i suoi amici dei Morbid esprimeva loro il desiderio di portare avanti entrambe le band. Egli non voleva assolutamente abbandonare i Morbid, tanto che nel 1989 si parlò di una reunion mentre prestava ancora i suoi servigi presso i Mayhem.

Quando le cose pareva potessero imbroccare il verso giusto, Dead era ormai all'interno di una spirale autodistruttiva. Il rapporto con Euronymous non era dei più idilliaci; sentendo le testimonianze di Necrobutcher, di Hellhammer e di Vikernes i due addirittura si odiavano, si ferivano a vicenda e più di una volta lo svedese passò la notte al gelo in mezzo ai boschi; i litigi avvenivano per i motivi più futili: dall'assenza di cibo alle reazioni violente del chitarrista nei confronti del cantante mentre questi sperimentava suoni con la tastiera.

Quando Dead venne in Norvegia, lasciò gran parte del suo modo di comunicare in Svezia. Se riesci a parlare con qualcuno, anche se un numero esiguo di persone, può fare la differenza. Se hai una giornata di merda anche parlare con un amico ti può aiutare. In Norvegia invece credo cheEuronymous lo spingesse ad essere depresso per il bene della band, e Dead divenne sempre più estremo, cosicché anche i Mayhem divennero sempre più estremi. Avrei desiderato che qualcuno con più fiducia verso la vita avesse parlato a Dead, o almeno gli avesse mostrato qualche tipo di legame affettivo, fargli vedere che la vita non era così vuota - o vuota come lui credeva. Era un grande artista. La gente doveva supportarlo di più, dargli credito per i disegni che faceva, dargli più confidenza, dargli dei motivi per vivere. Tutto ciò è triste ed è uno spreco". (Metalion, commento alla Slayer Magazine. IX)

Testo a cura di Andrea Moretti “Moro”

I MEMORABILIA
A vent'anni dalla morte del compianto Per Yngve Ohlin, la Century Media Records ha rispolverato del vecchio materiale appartenente alla sua prima band, i Morbid. Essi, svedesi, non furono baciati dalla fortuna né protagonisti della scena death del periodo per lungo tempo (benché fossero annoverati fra i migliori esponenti del genere): sparirono progressivamente abbandonando dietro di sé un discreto demo, December Moon, venti minuti scarsi di esempio di dedizione alla causa tanto da attirare l'attenzione del chitarrista dei Mayhem Euronymous, qualche uscita sporadica negli anni successivi (1987, 1988), soprattutto di registrazioni ottenute durante gli impegni in sala prove, una compilation (data alle stampe nel ‘95), un live album d'impatto (anno 2000), seguito da un EP l'anno dopo. Nessun full lenght a confermare la qualità dell'ensemble del paese dell'Ikea.
Ed in generale un certo scetticismo attorno alle reali possibilità di comporre un degno seguito dell'esordio. In effetti i Morbid si configurano nei panni di una band sicuramente volenterosa, ma non capace di uscire dall'underground compiendo il celebre salto di qualità, benché potessero contare sul bizzarro apporto di Dead alle parti vocali e sulla ricettività di un pubblico avido di nuova musica estrema. Essi non riuscirono infatti a sfondare, ponendosi al fianco di band poi passate alla storia come Entombed (formati peraltro da membri proprio ex-Morbid) o Grave.
Stesso discorso oggi, quando vengono rammentati per il loro status “di culto”, e sotto sotto, probabilmente per il voyeurismo che necessariamente si abbina a qualsivoglia entità abbia avuto da spartire con lo psicologicamente labile Ohlin.

Torniamo al cofanetto, dopo le dovute presentazioni. Esso si divide sostanzialmente in tre parti: la prima, più interessante per il suo valore storico, riguarda la ristampa del demo con cui tutto ebbe inizio, sommate alla tracce incise durante le prove; la seconda abbraccia il concerto tenuto al Binkagarden a Stoccolma nel 1987, mentre la terza - ed ultima - che riporta il secondo evento live del 1987, ossia la serata all'Ultrahuset svoltasi il 26 novembre. In totale, ci vengono proposti 26 pezzi. Ovviamente si trovano innumerevoli ripetizioni o versioni della stessa canzone (esempio, cinque Wings of Funeral), in modo tale da poter apprezzare anche la più minuta variazione sul tema. In sintesi, è una strana sensazione: sembra di percorrere, quasi da rodie - passo passo -, la carriera, gli sviluppi, l'evolversi delle idee assieme ai componenti dei Morbid. E’ possibile analizzare le indecisioni iniziali, il prodotto ultimato, gli arricchimenti davanti al pubblico, il talento da intrattenitore consumato di Dead, la cui “lalazione” in Distusting Semla strappa scroscianti applausi. Non è difficile immaginare quanto la sua interpretazione abbia influito sulla fama dei ragazzi svedesi. Vestiti stracciati, look trasandato, una busta con un corvo deceduto ed una carnagione d'un pallore cadaverico non passano sotto traccia. A ciò andava sommata la veemenza insita in una lirica di tal fatta:

My Dark Subconscious
Beyond of death, of darkness
A land beyond for sure
Dark it’s sky... dark as my hatred
Several times saw it
Because of death that brings them near
Memories from my past time...
And now I’ll see the sorcerer
He must find the cure to my dark subconscious
To my dark memories about all hatred upon the dead?

The world’s gone
In my mind the horror lives
Death from the past time?
He must find the cure to my dark subconscious
To my dark memories about all hatred upon the dead


Allo stesso modo non è compito arduo comprendere l'immediata accoglienza del cantante in seno ai Mayhem, ai qual - pensava Euronymous - avrebbe donato quell'odore di morte ch'egli ricercava spasmodicamente.

Comunque December Moon, nella sua immaturità stilistica, elargisce un buona varietà di spunti per la recensione: un death tecnico, influenzato leggermente dalla pesantezza celere del thrash, in primis dagli Slayer, in cui gli venivano poste (ecco il merito!) le basi per numerose uscite future, legate alla scena scandinava.
Contro di esso, penetrandolo, si schiantano flutti provenienti dai contemporanei Bathory, echi di rallentamenti estremi, dalla pressante connotazione doom, maschere del teatro di King Diamond, artista ammirato da Pelle, e da cui il nostro protagonista forse mutuerà l'arte del dipingersi il volto.
From The Dark, My Dark Subconciuos, sono diventante nel tempo tracce riconoscibili al primo ascolto, e che hanno garantito la sopravvivenza del nome Morbid fino ai giorni nostri: la prima in virtù del suo gravoso, faticoso incedere, che trascina la traccia oltre i sei minuti, la seconda grazie all'immediata comprensione delle atmosfere funeree comunicate. La buona tecnica strumentale fa il resto, confezionando un prodotto fresco, imperlato da rivoli di marciume, dovuti anche ad una produzione gelida, approssimativa, progenitrice di quei terribili sentimenti comunicati da opere posteriori.
Il demo però segna solo il punto di partenza dell'avventura di Dead nel mondo musicale, in quanto egli, convinto che la gente non comprendesse fino al nerbo la sua idea di musica estrema - come già accennato - passò rapidamente alla corte di Euro.

Con il senno di poi, potremmo affermare che tale opzione fu causa della sua prematura dipartita: il proprietario della sei corde dei Mayhem lo voleva (stando alle voci) depresso, malinconico, in uno stato tale da poter scrivere quelle poesie malsane successivamente musicate dai compagni di band. Inoltre era la sua innata teatralità ad accarezzare l'immaginazione di Arseht: nessuno poteva vantare nel proprio organico un tipo del genere, con quella carica interiore che rendeva il black metal non più una forma di espressione, ma un'autentica fede, una chiesa illegittima e blasfema che ribaltava il conformismo, le convenzioni, l'immobilismo della società moderna. Dead, differentemente ad altri individui che popolano le pagine del nostro racconto, credeva realmente in ciò che cantava. Una fonte inesauribile di malignità. Nel cofanetto, intitolato con intuizione geniale The Year Of The Goat, release suprema, si nota con cadenza regolare l'aderenza del giovane scapestrato agli ideali di genere. All'epoca non deve essere sfuggito.
Chiuso quindi il momento-Morbid, Dead inizia a registrare con le sue nuove conoscenze del materiale piuttosto variegato, però assai poco divulgato.

Un'uscita delle sporadiche, su cui vorrei focalizzaste un momento l'attenzione, è uno split del 1997, edito dalla label Land Of The Rising Sun di cui confesso di non aver trovato quasi nessuna notizia. Esso racchiude nuovamente il demo suonato dai Morbid (meglio comunque la versione esposta nell'opera definitiva dello scorso anno), più le uniche quattro tracce effettivamente complete dei norvegesi con Pelle alla voce. Un pezzo imperdibile che va sotto il perfetto nome di Tribute To The Black Emperors. Godersi Funeral Fog, oppure Freezing Moon, oltre a comportare un numero incommensurabile di rimpianti, sulla scia di “t'immagini un De Mysteriis con lui al microfono? Niente da obiettare ad Attila, però...” che rientrano nel calderone dei sogni ad occhi aperti, è una sensazione appagante per un fan dei primi vagiti della nera fiamma. Brividi continui. Un tuffo nella capanna\riparo dove trascorrevano le loro spoglie giornate Euro e Dead.

Vorrei tornare nel 1991 per strappare dalle dita dello svedese quel maledetto fucile, vorrei fosse ancora qui, a riversare cascate d'odio, a ricordare il sapore della macerazione, della decomposizione. Vorrei urlasse, quasi ferito a morte, in Necrolust ancora nei tempi odierni. Scusate i toni accorati, ma quando ho fatto girare questo dischetto, così innocuo e stereotipato in copertina, ho ancora una volta, raggiunto la certezza dei motivi per cui sostengo l'opale scuro, il lato oscuro, marcio e decadente dell'arte.

Testo a cura di Jacopo Fanò “Ahti”

TRACKLIST YEAR OF THE GOAT
Lato 1: il demo December Moon (1986)
01. My Dark Subconscious
02. Wings Of Funeral
03. From The Dark
04. Disgusting Semla

Lato 2: registrazioni da sala prove
01. My Dark Subconscious
02. Wings Of Funeral
03. Tragic Dream / From The Dark
04. Deathexecution
05. Disgusting Semla

Lato 3: concerto del 23 ottobre 1987 al Birkagården di Stoccolma (parte I)
01. Intro
02. My Dark Subconscious
03. Deathexecution
04. Wings Of Funeral
05. Citythrasher (Schnabelkäse)

Lato 4: concerto del 23 ottobre 1987 al Birkagården di Stoccolma (parte II)
01. Necrodead
02. Tragic Dream
03. Disgusting Semla
04. From The Dark

Lato 5: concerto del 26 aprile 1987 all’Ultrahuset di Stoccolma
01. Wings Of Funeral
02. Deathexecution
03. Necrodead
04. Disgusting Semla

Lato 6: concerto del 23 novembre 1987 all’Ultrahuset di Stoccolma
01. Wings Of Funeral
02. Citythrasher / Deathexecution
03. My Dark Subconscious
04. Necrodead

TRACKLIST SPLIT MAYHEM\MORBID
Morbid
01. My Dark Subconscious
02. Wings Of Funeral
03. From The Dark
04. Disgusting Semla

Mayhem
01. Freezing Moon
02.Deathcrush
03. Necrolust
04. Funeral Fog


Line-up Morbid
Dead - vocals
Napolean Pukes - guitars, add vocals
John Lennart - guitars, add vocals
Dr. Schitz - bass
Drutten - drums, backing vocals

Line-up Mayhem
Euronymous - guitars
Necrobutcher - bass
Dead - vocals
Hellhammer - drums



Galilee
Lunedì 17 Febbraio 2020, 9.45.01
22
Dicesi burlone.
duke
Domenica 16 Febbraio 2020, 23.28.27
21
...spediva animali morti?.....un malato di mente....
Sisi
Domenica 16 Febbraio 2020, 20.10.37
20
Notevole! Sia l'articolo che il nostro compianto Dead
God of Emptiness
Giovedì 24 Marzo 2016, 0.39.52
19
Ragazzi che articolo pazzesco!!! Complimenti davvero, Dead secondo me meritava molto di più di quello che la sua seppur corta carriera ci ha regalato. É sempre giusto ricordare personaggi così importanti per la nostra MUSICA...che poi é l'unica cosa che conta. Dead sul De Mysteriis sarebbe stato la perfezione assoluta...peccato. RIP DEAD.
enry
Sabato 18 Febbraio 2012, 19.43.27
18
Salto il 'contorno' e mi limito a dire che il cofanetto della Century Media una volta tanto, non solo è bello, ma anche utile. December Moon smonta da solo intere discografie altrui, estreme e non. Ottimo articolo comunque.
S.V.
Venerdì 17 Febbraio 2012, 0.05.13
17
Certo Moro, ho detto che l'articolo è ben fatto, poi le scelte editoriali le accetto, così come il taglio dell'articolo. Io avrei citato qualcosina in più per capire chi è stato Dead, ma se mi dici che non volevate fare citazioni che ritenete già note capisco l'intento. Però, mio parere, quando si parla di certi personaggi non si può prescindere da certi episodi, a costo di ripeterli per la 100esima volta. Ma l'articolo è ben fatto, ribadisco, avrei solo aggiunto qualcosina, ma è ben fatto.
Ahti
Giovedì 16 Febbraio 2012, 20.22.51
16
Anche perchè la produzione di Dead non è vasta: stiamo parlando di un numero esiguo di live documentati, pochissime tracce in studio, poche interviste, altrettanto scarne notizie biografiche. E' stato bravissimo il collega Moro a recuperare le sue Slayer Magazine, in modo da avere materiale a sufficienza per scrivere l'articolo....
Moro
Giovedì 16 Febbraio 2012, 19.57.24
15
@S.V.: abbiamo deciso di concentrarci prevalentemente solo su Dead del periodo Morbid. ecco perchè non abbiamo stilato commenti e impressioni da libri come il Lords of Chaos. Le fonti sono molto difficili da trovare, tutte le interviste in circolazione dei Morbid sono pubblicate sulle Slayer Magazine, riviste dalle quali abbiamo preso citazioni e parafrasato eventi.
BILLOROCK fci.
Giovedì 16 Febbraio 2012, 8.47.07
14
La sua anima è destinata a diventare un Poltergeist....
LAMBRUSCORE
Giovedì 16 Febbraio 2012, 8.05.54
13
Non voglio criticare nessuno, dico che , per me, è sbagliato giudicare una persona che si toglie la vita, che sia una rockstar, un elettricista o un qualsiasi essere umano.(Un tifoso della Spal, in questo momento, potrei capirlo...) Ho conosciuto alcune persone che purtroppo l'hanno fatto e quando mi sento dire cose tipo: tanto era drogato....beveva....o altre cazzate, beh, a volte mi girano un po'.
S.V.
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 23.39.42
12
Articolo non male, ma mi rendo che per stilare un articolo davvero completo sarebbe servito molto più spazio, forse è per questo che ci trovo molte lacune, alcune delle quali abbastanza importanti per capire sa Dead, sia chi stava intorno a lui. Comunque gradevole...
Nyarlathotep
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 22.42.31
11
Ottimo lavoro, complimenti!!
Flag Of Hate
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 22.09.00
10
A me 'sto povero ragazzo ha sempre trasmesso uno squallore e una tristezza... questa parte dell'articolo "Dead, differentemente ad altri individui che popolano le pagine del nostro racconto, credeva realmente in ciò che cantava" basta a spiegare il personaggio. A questo punto è meglio essere buffoni che si atteggiano piuttosto che credere davvero alle solenni baggianate (scusate la durezza) che popolava le menti deboli ed eccitabili di questi ragazzi.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 22.00.35
9
Che culo avere un autografo, spero anch'io, un giorno, di averne uno,magari di Omar Codazzi....però il primo dei Bathory (solo quello, il resto per me è da evitare, salvo un po' il terzo, va'....) è storia. Ovvio che mi spiace sia morto giovane, Quorthon.
Alcibiade il maialino
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 21.38.08
8
Allora da dove iniziare ? Premetto che la proto-scena del death e black scandinavo l' ho vissuta in prima persona comprando una marea di demos tra i quali Mayhem, Darkthrone,Setherial,Ancient e molti altri. Ho "conosciuto" per via epistolare molti di questi miti scandinavi che a parte una sola persona QUORTHON, che tra l' altro mi spedì un suo autografo piu' vario materiale, il resto erano solo una marea di ragazzini esaltati e molto spesso a dir la verita' sembravano anche ritardati.....gente che concludeva le lettere salutando con frasi tipo "heil italia heil mussolini" e' tutto dire.
N@N
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 21.22.26
7
ottimo articolo.
pino biscotto
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 20.00.50
6
la solita storia trita e ritrita.
Mickey
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 15.44.10
5
Un personaggio abbastanza fuori dal comune questo ragazzo. Di sicuro è stato un grande scrittore,e se avesse cantato anche su De Mysteriis sono sicuro che il capolavoro sarebbe stato TOTALE (l'unno non mi è mai piaciuto più di tanto). Bell'articolo comunque.
Cynicalsphere
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 14.33.03
4
Complimenti a tutti e due i redattori per aver scritto un gran bell'articolo su un personaggio così "oscuro" come Pelle "Dead" Ohlin. Gran bel lavoro davvero.
sans
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 10.41.17
3
Ragazzi, che articoli!! Davvero complimenti!
Nightblast
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 9.44.35
2
Dead...un personaggio interessante...Anche in questo caso, così come per il conte Varg, molte delle dichiarazione rese a suo tempo vanno prese per quelle che sono, cioè dichiarazioni di adolescenti affascinati dall'occulto...Non nego che Dead, a differenza del suo collega Oystein Aarseth, mi abbia sempre dato l''impressione più essere un tipo più puro e sincero...Le varie leggende, come quella della busta con la cornacchia morta, in fondo lasciano un pò il tempo che trovano...In ultima analisi Dead rimane uno dei pochi personaggi credibili, aldilà del suo gesto finale, che non sto qui a commentare, all'interno di una scena che di buffoni ne ha partorito almeno il buon 50%...
Làthspell
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 2.11.35
1
Complimenti, ottimo articolo per un grande artista, d'altronde non poteva mancare un'articolo su Dead. Nonostante tutto meritava, e merita tutt'oggi, molta più attenzione e informazione di quanto non ha.
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Dead
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