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ALCEST + LES DISCRETS + SOROR DOLOROSA - Carlito’s Way, Retorbido (PV), 10/02/2012
15/02/2012 (2551 letture)
Ebbene sì signori, il caro Stefano Asti in arte (?) Autumn, colui del quale circa un anno fa per via di un discusso live report fu detto che la propria donna dovesse giacere con schiere di metallari dal membro molto più grosso del suo, sì sì proprio lui, quel pass parasite al quale piacque molto Alcest (e per questo venne quindi considerato gay) e che se da una parte affossò la mediocrità di certo black dall’altra, pur incompreso, ne esaltò l’entusiasmo dei giovani supporters, per il quale suo malgrado si immolò a sfogo delle loro stesse frustrazioni mettendo a disposizione parti varie del suo corpo al virtuale ludibrio di anfibi made with honour and pride in metallolandia; ebbene sì proprio lui, dicevamo, come si confà ad ogni perfetto assassino è tornato sul luogo del delitto: il Carlito’s Way di Retorbido. Non solo, da amante dei dettagli quale egli si ritiene vi è ritornato proprio per un nuovo concerto degli Alcest, per una serata che ha visto esibire di supporto i connazionali Soror Dolorosa e Les Discrets (questi ultimi il vero fuoco del suo interesse).

SOROR DOLOROSA
L’arrivo nell’innevata ed un po’ desolante pianura dell’Oltrepo Pavese in leggero ritardo rispetto all’inizio dei Soror Dolorosa non mi ha impedito di gustarmi una buona mezz’ora del loro show: un gruppo dalle sonorità a metà strada tra i Cure (il cantato ed il lavoro chitarristico) ed i Joy Division (la sezione ritmica). Basso parecchio spinto e semplici quanto trascinanti partiture di batteria in perfetto stile post-punk quindi, ed un’attitudine glam/dark da parte del cantante Andy Julia (ex Peste Noire) che da parte sua sciorina una prestazione vocale dai toni caldi ed un poco dolorosi. Certo, su alcuni pezzi ci si poteva cantare sopra benissimo una Boys Don’t Cry qualunque e l’effettistica del chitarrista era degna del migliore The Edge, ma il gruppo mi è sembrato del tutto valido ed affiatato e tutto sommato, sarà che sono un cultore di determinate sonorità (anche di quelle più ignoranti), mi sono divertito ed ho apprezzato parecchio.

LES DISCRETS
Non mi portavo appresso chissà quali aspettative nei confronti dei Les Discrets, se non un buon bagaglio di curiosità verso questi fratellastri degli Alcest, o meglio questo fratellastro (Fursy Teyssier) di Neige. Perché dopotutto di due one man band (o quasi) stiamo parlando. E non solo, dal punto di vista live di fatto si è trattato di “one band”, visto e considerato che i membri live di Les Discrets e Alcest sono praticamente gli stessi, con poche eccezioni: Winterhalter alla batteria e Zero alla chitarra di base per entrambi, Neige al basso con i Les Discrets (e ovviamente chitarra e voce negli Alcest), Fursy chitarra e voce nei Les Discrets e Indria al basso per gli Alcest.
Diciamo subito che i tre quarti d’ora a disposizione di Fursy sono stati minati da numerosi problemi tecnici e da una resa fonica orripilante che hanno impedito una decente resa del concerto. Detto questo la prestazione dei Les Discrets è stata sotto ogni più cattiva aspettativa: Fursy non sa cantare, è stonato, punto; Winterhalter pareva sotto effetto di stupefacenti cannabinoidi e la sua cassa a livello sonoro sovrastava qualsiasi cosa tanto da rendere praticamente inudibili le linee melodiche della chitarra di Zero. La breve scaletta è stata divisa piuttosto equamente tra brani dal notevole esordio Septembre et Ses Dernières Pensées e del fresco di pubblicazione Ariettes Oubliées... più una cover salutata piuttosto calorosamente di Gas In Veins degli Amesoeurs. Neige al basso si è dimostrato senza infamia e senza lode ma l’impressione generale è stata quella di un gruppo molto disarticolato e per nulla affiatato, ancora da rodare. Attacchi errati, tempi ballerini e le evidenti stonature di Fursy sono davvero troppo (perfino per dei principianti) e non sono per nulla giustificabili neanche in virtù dei diversi inconvenienti tecnici.
Quattro e mezzo di incoraggiamento.

ALCEST
Date queste premesse non mi aspettavo granchè dall’esibizione degli Alcest (dopotutto si trattava dello stesso gruppo) ma i fatti mi hanno smentito. Tempo di cambiare lo strumento ed ecco che il francese ha attaccato con Autre Temps, il singolo dell'ultimo Les Voyages De l'Ame, disco che non ha incontrato appieno il mio favore a dirla tutta. I suoni sono rimasti insufficienti fino al boato che ha accolto Les Iris, il terzo pezzo in scaletta: la batteria finalmente arretrata di parecchio ha consentito di poter distinguere chiaramente chitarre e voce, ed è stato tutto un altro concerto. Neige mi è sembrato a questo giro più sul nostro di mondo che non su quell'altro dei suoi souvenirs, molto meno stralunato e più avvezzo al rapporto con il pubblico: sorrisi d'intesa, ammiccamenti e ringraziamenti a più riprese per la numerosità degli accorsi (il locale era quasi saturo) sono state le incredibili (per essere lui) concessioni di un francesino visibilmente soddisfatto. I pezzi dell'ultimo album non sono riusciti a catturarmi, troppo giocati sui punti di forza dei precedenti due per non risultare stucchevoli. In compenso quelli tratti da Souvenirs ed Ecailles De Lune (a parte la noiosissima Sur l'Océan Couleur De Fer) sono ancora stati in grado di smuovere le mie membra e pure qualche brivido, con una menzione d'onore per Percées De Lumiere, oramai il pezzo live più atteso dal pubblico, che ha ottenuto una marcia in più dal bilanciamento piuttosto aggressivo dei suoni della serata. Dal punto di vista strumentale nulla da dire: Zero ha fatto il suo, pulito e preciso come sempre (anche nei vocalizzi), come pure il buon Indria al basso (tanto in ombra quanto efficace). Neige si è dimostrato ancora una volta all'altezza della situazione, catalizzando su di esso (e non so quanto ciò sia voluto) ogni briciolo di attenzione da parte del pubblico, ricambiandolo di una prova vocale più che degna, soprattutto nello screaming.
Per quanto mi riguarda, comunque, la veste live mi ha confermato le impressioni di Giasse nella sua recensione di Les Voyages De l'Ame: la magia ahimè sta finendo, il gioco di Neige non colpisce più con quella freschezza e quel sentimento di qualche anno fa. Il concerto nel suo complesso (come tutta la serata) è stato buono ma sarà che io abbia oramai mangiato da tempo la foglia ma tutto quel trasporto provato nelle precedenti occasioni s'è rivelato solo un dolce ricordo. Sì, un ricordo di un altro mondo.
Ma ora per un bel po' basta Alcest, devo riprendermi la mia virilità!

SETLIST ALCEST
Autre Temps
Là où naissent les coleurs neuvelles
Les Iris
Les voyages de l'ame
Primptemps d'emeraude
Ecailles de Lune (part I)
Ciel Errant
Sur l'ocean couleur de fer
Percées de Lumiere

--- Encore ---

Souvenirs d'un autre monde
Summer's Glory



Giasse
Domenica 19 Febbraio 2012, 21.51.07
4
A me comunque è spiaciuto non esserci!
Moonchild
Giovedì 16 Febbraio 2012, 13.41.53
3
La tua recensione è da considerarsi ovviamente molto personale, e sarebbe strano il contrario. A leggerla mi è parso che non avessimo preso parte allo stesso concerto perché, ad esempio, posso dire che uno dei brani che mi è rimasto più "marchiato a fuoco" dentro, a fine concerto, è stato proprio "Là où naissents les couleurs nouvelles", pezzo che appartiene all'ultimo album. Mi dico molto soddisfatta, e a mio parere "Sur l'ocean couleur de fer" è tutt'altro che "noiosissima". Punti di vista.
Jimi The Ghost
Giovedì 16 Febbraio 2012, 13.24.31
2
"...fu detto che la propria donna dovesse giacere con schiere di metallari dal membro molto più grosso del suo...". Pensandoci per benino, dovrei avere tutte le carte in regola carissimo Autumn......Scherzo, bel report, si legge con il sorriso stampato in viso, dal gusto ironico che ricorda il buon Luttazzi. BRAVISSIMO! Con affetto e profonda stima. Jimi TG
waste of air
Giovedì 16 Febbraio 2012, 12.24.56
1
Mi sono andato a leggere il live contestato, in particolare i commenti, e la giornata è partita benissimo con delle sane risate! Non c'ero e non mi pronuncio, ma chiedo una cosa: ascolto molta musica estrema e i Nightwish non mi dispiacciono: devo considerarmi gay nonostante sono felicemente fidanzato da due anni? Ottimo report, cmq, ma lo era anche l'altro!
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La locandina della serata
ARTICOLI
15/02/2012
Live Report
ALCEST + LES DISCRETS + SOROR DOLOROSA
Carlito’s Way, Retorbido (PV), 10/02/2012
 
 
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