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CANNIBAL CORPSE + BEHEMOTH + LEGION OF THE DAMNED + MISERY INDEX - Estragon, Bologna, 21/02/2011
25/02/2012 (2678 letture)
Seratona all'Estragon di Bologna in quel di martedì 21 febbraio. Giorno sfigato per come si posiziona nella settimana, invece sembra che tutta la gente del centro Italia si sia riversata all'interno del locale bolognese per riempirlo quasi del tutto. Mi è capitato raramente di vedere un così tale pienone, soprattutto durante un evento di metal estremo... il pregiudizio era questo: un martedì sera, sommato al fatto che ormai la gente esce poco, che magari i gruppi che compongono bill non sono così difficili da vedere live in Italia e quindi mi aspettavo già di sorbirmi una serata un po' cadaverica e addormentata. Invece è stato l'esatto contrario. Venue piena già coi gruppi "d'apertura", tantissimi giovani under-20 e soprattutto tanta carica.

Non ho potuto assistere alla performance dei Suicidal Angels ma sono arrivato nel pieno dei Misery Index. Come ha descritto il collega NeuRath, i nostri americani hanno saputo concentrare il poco tempo a loro disposizione per creare un wall-of-sound veramente unico. Suoni potentissimi e precisi, affidati ad una sezione ritmica di tutto rispetto, pomposa e capace di riempire l'intero locale. L'attività on-stage è stata molto dinamica e Jason, nonostante legato alle quattro corde, ha fatto il tutto e per tutto per scaldare la folla, riuscendoci veramente bene. Il pubblico risponde di conseguenza... certo, non scatena il putiferio ma ancora c'è una buona parte della gente che sta entrando e che sta curiosando fra i dischi delle distro.

È il turno dei Legion of the Damned, che scatenano uno dei deliri di pubblico più inspiegabili che abbia mai visto. Gli olandesi si caratterizzano per il loro death/thrash incalzante e con un sacco di influenze teutoniche (mi hanno ricordato spessissimo i Night In Gales) ma soprattutto i gruppi death svedesi. Punto di forza della band è senza alcun dubbio la batteria che, più che essere dinamica, spara un groove tipicamente swedish che ti fa saltellare continuamente. Quello che non mi ha convinto per niente è l'assenza di corposità del suono. Una sola chitarra, in questo caso, non risolve questo tipo di problema, specie se i suoni del basso non sono così pieni da farti tremare le budella. Non me la sento nemmeno di dare la colpa al locale o al fonico visto che tutte le altre band hanno sfornato un suono invidiabile. Dopo due-tre canzoni suonate la sensazione che i Legion stessero eseguendo sempre lo stesso brano era sempre più forte, eppure il pubblico era letteralmente in delirio andando in escandescenza quando venivano annunciati i titoli dei brani e accompagnando la band con i classici "hey ! hey !".

Dopo il loro turno tocca finalmente alla mia personale maggiore aspettativa: i Behemoth. Ho avuto il piacere di vedere la band di Nergal almeno 3 volte durante i tour di Thelema.6, Zos Kia Cultus e Demigod, all'epoca era una band incredibilmente coinvolgente; complice anche l'alta qualità dei dischi pubblicati in quegli anni, i nostri polacchi hanno sempre tirato fuori una grinta unica, benché li abbia sempre visti in piccoli club (l'Alpheus a Roma, oppure l’Hole in the Sky a Bergen, quando però non avevano ancora elementi scenografici). La curiosità era tanta anche perchè questo è il primo tour di Nergal da quando si è ripreso dalla malattia.
In tutta sincerità gli effetti in "vetrina" si vedono eccome. Abituato a vedere sul palco un culturista con i capelli lunghi, sempre a torso nudo e coi tatuaggi in vista, mi ha fatto un certo effetto vedere quel figuro smagrito, a testa rasata e con almeno quei 15 chili in meno. Appena Nergal però riversa le sue urla al microfono, tutte le mie paranoie sono scacciate come foglie secche al vento. Il suo timbro vocale è più carico che mai, e mai come questa volta ho avvertito la voglia di gridare al mondo "eccomi qua, ancora più carico e incazzato". Il complesso scenografico è stato sicuramente il punto di forza di questa band che, detta in tutta sincerità, punta sugli effetti di synth e sui sample per variegare ulteriormente il proprio stile ormai un po' stantìo, il classico genere che dal vivo ti prende e non ti lascia più. Padiglioni arricchiti dall'artwork degli album, reggi-microfoni in ferro battuto con sigilli demoniaci e serpenti in posizione d'attacco. I Behemoth, nella mia memoria, sono stati fra i primi a puntare su un'equalizzazione e su una post-produzione on-stage capace di riproporre esattamente gli stessi suoni presenti sul disco. Il risultato è incredibilmente invariato; si parte alla grande con Demigod, poi Nergal puntualizza giustamente: "vedo un sacco di giovani qui... magari non sapete che i Behemoth sono attivi dagli anni '90. E questo pezzo è preso da And the Forest Dream Eternally". Così parte Moonspell Rites, in una versione più confacente al nuovo stile della band. Il pezzo però lascia il pubblico interdetto che, a mio avviso, è qui unicamente per ascoltare i pezzi di Evangelion e di The Apostasy. Infatti anche quando parte Thousand Plague I witness la situazione è quasi di calma piatta, per poi riscoppiare con i pezzi dell'ultimo album. Sorpresa del tutto personale è stata la devastante Decade of Therion (leggermente rallentata rispetto alla versione originale) e l'ultima Chant for Ezkaton, seguita da una specie di medley con tapping che mi ricordava troppo Ceremony of Shiva (eh si, Satanica è il mio disco preferito). Il punto di forza dal vivo è stato esattamente quello che dicevo poc’anzi: gli effetti sonori, i sample e i synth sono stati il perfetto collante fra un brano e l'altro, i giochi di luci sono stati magistrali e mentre i "fondali di scena" venivano continuamente cambiati seguendo lo stile degli album, Nergal si comportava esattamente come un dispotico faraone, capace di aizzare gli animi della folla e di regalarci uno show veramente coi fiocchi.

E' il turno degli headliner, che senza neanche farsi troppo aspettare, dopo mezz'ora scarsa arrivano a luci spente, con il palazzetto dell'Arena Parco Nord che esplode letteralmente. E' impressionante vedere una band di una portata così storica ma al contempo così estrema (il che significa non proprio sotto i riflettori del mainstream) apprezzata da un raggio d'età così ampio. Ragazzini di 16 anni assieme a quarantenni erano letteralmente in visibilio. I Cannibal Corpse sono entrati calmi per poi minare costantemente il locale. Gli storici Webster e Mazurkiewicz sono stati accolti come dèi e, ovviamente, lo stesso trattamento è stato riservato al taurocefalo George Fisher. Si parte con Evisceration Plague, poi via con The Time to Kill is now e, al grido della folla al suono di "Giorgione! Giorgione!", il nostro si lancia nel primo di vari sproloqui sarcastici:

"Questa canzone è del nuovo album. Se vedo qualcuno che la conosce lo ammazzo perchè significa che lo ha scaricato illegalmente".

E via con Demented Aggression. Il moshpit si fa sempre più grande e veloce, alimentato dal nostro sadico cantante che impugna un microfono dalle dimensioni di una spilla da balia, paragonato alla sua stazza. I nostri riprendono fiato un sacco di volte e lo fanno riprendere al pubblico, perchè poi la successione dei pezzi in scaletta sarà devastante:

"questo brano parla di come può uscir sangue dal pene" (I Cum Blood)
"vorrei fosse una ragazza a cantare questo brano... questo pezzo è dedicato alle donne" (Fucked With A Knife)

Sentenced to Burn, Devoured by Vermin e la colossale Hammer Smashed Face. I suoni sono incredibilmente nitidi e hanno fatto sobbalzare più volte perfino il sottoscritto, che non sarebbe mai andato a vedere un concerto fatto dai soli Cannibal; la band è stata di una precisione disumana, non ha accusato alcun cenno di stanchezza o di rallentamento e i fan lì sotto volevano esattamente questo.

Insomma, bel festival questo Full of Hate, che ha toccato il suolo italico ben due volte, ma con altre tre date suonate nell'oltralpe; esito tremendamente positivo soprattutto, per quanto mi riguarda, per aver visto i Behemoth in splendida forma e, ovviamente, per aver assistito alla performance letale dei maestri indiscussi del brutal death metal.

Tutte le foto a cura di Johnny Viscidous Cancrena



zambo
Venerdì 16 Marzo 2012, 17.36.46
11
Il top della serata rimane l'entrata in scena di Nergal. Mani in alto!
Valentina
Domenica 26 Febbraio 2012, 21.59.54
10
Mi sa che se l'è scordata, hanno finito con Stripped, Raped and Strangled!
Khaine
Sabato 25 Febbraio 2012, 23.44.31
9
@ Teschio Nero: ma sei chi penso che tu sia?
Tschio Nero
Sabato 25 Febbraio 2012, 15.20.47
8
IDEM
freedom
Sabato 25 Febbraio 2012, 15.17.19
7
Ciao Liga! E' da tanto che voglio dirti una cosa: VAFFANCULO!
Ligabue
Sabato 25 Febbraio 2012, 15.06.21
6
Ciao...
LAMBRUSCORE
Sabato 25 Febbraio 2012, 15.02.53
5
...poi coi muscolacci di NERCHIAL, mmmhhh, che prurito.....
LAMBRUSCORE
Sabato 25 Febbraio 2012, 15.01.48
4
Allora ci sono anche qua le comari che vanno ai concerti e credono sia "l'isola dei formosi", ahah...
Moro
Sabato 25 Febbraio 2012, 14.23.05
3
@Alex: non ho mica detto che era altissimo. Ci ho parlato carie volte anche prima dei vari concerti ed era veramente muscoloso... Almeno nel 2003-2004.
Alex Ve
Sabato 25 Febbraio 2012, 10.29.32
2
Nergal un culturista? Io li ho visti qualche anno fa da un metro di distanza. Nergal era un tappo rinsecchito (e arrogante) già allora. Ricordo come fosse ieri che aveva le newrock con tacco dodici (davanti e dietro) ...ma cmq era alto come me che oltrepasso di poco l'uno e 70...
Khaine
Sabato 25 Febbraio 2012, 10.13.23
1
Povero Nergal, s'è proprio rinsecchito. Certo che loro devono fare un palco pazzesco eh...
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