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NECRODEATH - Into The Macabre, 1987 - 2012
04/03/2012 (3898 letture)
Nell'arco di poche settimane sarà disponibile la ristampa celebrativa dei venticinque anni di vita di Into The Macabre, l'album che segnò la nascità discografica dei black/thrasher nostrani Necrodeath. Siamo voluti andare a fondo sui motivi che hanno portato la band a ristampare l'album: grazie anche all'aiuto di Giulio 'The Bastard' di FOAD Records crediamo di aver fatto luce su diversi punti d'interesse... buona lettura!

Khaine: Ciao Peso e Giulio, grazie del tempo che ci dedicate e bentornati sulle pagine di Metallized.it!
Peso: Ciao e grazie a voi!

Khaine: Partiamo definendo i motivi per cui stiamo facendo quest’intervista: come nasce, da FOAD Records, l’idea di ristampare Into The Macabre in versione CD e DVD?
Giulio The Bastard: L’idea nasce un po’ dal fatto che quest’anno è il venticinquesimo anniversario dalla prima uscita del disco, e un po’ perché si tratta indubbiamente di uno dei capostipiti più essenziali del metal estremo italiano, ci voleva l’edizione definitiva ultra-completa e curata nel minimo dettaglio che ogni appassionato aveva sempre sognato di vedere. Poi il venire a conoscenza del fatto che esistevano ancora le bobine originali e il master video8 del materiale che è stato incluso nel DVD ci ha ulteriormente spronato a dedicarci con passione al progetto.

Khaine: Vi eravate già occupati della versione in vinile dell’album?
GTB: sì, circa due anni fa avevamo realizzato una versione in vinile molto fedele all’originale (del 1987), con copertina apribile, stesse foto sul retro ecc., avevamo però utilizzato come master audio una delle stampe su CD in circolazione senza sapere che saremmo potuti ripartire direttamente dalle bobine da ¼” che, a livello sonoro, sono tutta un’altra storia.

Khaine: Perdonate il linguaggio poco tecnico, ma sarei curioso di sapere come si è svolto il lavoro di ri-masterizzazione del disco. La sorgente di questo “nuovo” lavoro è il vinile, il CD o si tratta proprio delle bobine originali?
GTB: come accennavo prima, per questa edizione speciale siamo ripartiti dalle bobine originali da ¼”… in un primo momento abbiamo dovuto farle “restaurare” perché perdevano ossido ed essendo state tenute in un ambiente con la temperatura sbagliata (o eccessivamente umido), si erano completamente srotolate dalla matrice ed erano impossibili da passare. Dopo il trattamento termico per disossidarle le abbiamo fatte rimettere in sesto intorno a una nuova matrice e le abbiamo poi passate in digitale e masterizzato il tutto al Toxic Basement Studio. Il risultato finale è incredibile e, per scrupolo, prima di concludere l’abbiamo anche fatto ascoltare a dei vecchi “feticisti” della prima stampa in vinile (come Alberto Penzin, ex-Schizo) e abbiamo raccolto pareri ed impressioni che ci hanno permesso di apportare i ritocchi finali. E come sentirete, il risultato è sorprendente, oltre a dare più dinamicità e respiro a quella particolarissima produzione, fa affiorare svariati dettagli che dalle edizioni precedenti era veramente difficile captare. Il resto lo scoprirete!

Khaine: Il 24 marzo suonerete al Lo-Fi di Milano. E’ corretto definire questo concerto come un release party della nuova versione di Into The Macabre? Cosa ci possiamo aspettare dalla setlist dei Necrodeath? Come avete intenzione di organizzare la serata?
Peso: Si, è corretto… lo stesso giorno uscirà ufficialmente il nuovo cd-dvd di Into The Macabre, dopo ben 25 anni dalla release originaria: quest’album ci ha aperto tantissime strade ed è tutt’ora molto richiesto dal mercato. Il 24 suoneremo diversi pezzi del disco, senza però trascurare gli altri album, dai quali pizzicheremo qualcosa qua e là. Ci stiamo poi organizzando per avere anche qualche ospite d’eccezione sul palco con noi in modo da rendere più appetibile lo spettacolo, che vogliamo rimanga nel ricordo dei fans come un piccolo evento…

Khaine: Il 24 marzo ci saranno anche gli Excruciation, i quali non solo tornano in Italia dopo 25 anni di assenza, ma presentano la ristampa –sempre curata da FOAD Records- di Last Judgement, anch’esso del 1987. Anche se siamo lievemente fuori tema, vi va di spendere qualche parola a proposito?
GTB: Sì, questo festival del 24 Marzo è un maxi release party perché, oltre ad Into The Macabre CD/DVD presenteremo anche l’uscita in doppio LP dei thrashers Svizzeri Excruciation, Last Judgement (1987) con oltre 40 minuti di materiale inedito ed estratti dai rarissimi primi demo. È l’incontro di due band che apprezziamo e stimiamo molto, e di due album che hanno segnato la storia del metal sia nelle scene dei rispettivi Paesi che su scala internazionale. A questo aggiungerei anche il fattore amicizia, nel mio caso in particolare con i Necrodeath, mentre per il mio socio Marco (fondatore della F.O.A.D. Records) con gli Excruciation, a cui già negli anni 80 aveva dedicato molto supporto e attenzione tramite i primi numeri della FOAD ‘zine. E poi anche per Last Judgement è il venticinquesimo anniversario! Da non trascurare assolutamente gli altri ospiti della serata: Death Mechanism, Profanal e Masturbacion Cristiana, tre band del panorama thrash/death/black Italiano che apprezziamo molto… e alcuni special guest a sorpresa!

Khaine: Bene, direi di passare a “rispolverare” il passato. Peso, ti va di parlarci dello spettacolo che è incluso nel DVD della nuova versione di Into The Macabre? Innanzitutto come l’avete tirato fuori questo materiale video, e cosa ricordi di quella serata?
Peso: E’ un live del 1988 a Torino, si è svolto praticamente ad un anno dall’uscita di Into The Macabre. I pezzi eseguiti furono quelli dell’album, assieme ad alcuni inediti dell’epoca che successivamente avrebbero fatto parte di Fragments of Insanity. Si tratta di una testimonianza molto significativa: in quell’occasione suonammo in un teatro e lo riempimmo completamente (si tratta del Teatro Massaua, n.d.r.); l’entusiasmo della gente fu enorme, tanto che il concerto finì con un’invasione di palco memorabile! Il tutto fu ripreso con una telecamera quasi professionale da un mio amico, che qualche anno dopo diventò il cantante dei Necrodeath… eheh! Già, fu proprio Flegias a girare il filmato di quel concerto e lo stesso Flegias ha curato ora tutta la post-produzione della nuova confezione di Into The Macabre CD/DVD.
GTB: una piccola aggiunta personale: il DVD è una testimonianza incredibile e il ritratto di una scena, un periodo unico e purtroppo andato per sempre, almeno per come la vedo io. Non ero presente a quella serata ma Marco FOAD sì, e in mezzo al pubblico in delirio spuntano componenti di un altro gruppo storico del thrash nostrano ristampato di recente su FOAD, i Jester Beast. L’atmosfera di quel live e la scaletta sparata a velocità devastanti rendono alla perfezione l’idea di com’era un vero concerto thrash made in Italy in quel periodo, e alla fine invasione di palco sulla cover di Infernal Death dei Death… provate a immaginare che inferno!

Khaine: Esistono altre testimonianze video di spettacoli che i Necrodeath hanno fatto negli anni 80? In caso, contate di realizzare un domani un intero DVD dedicato?
Peso: No, quella e’ l’unica testimonianza dei Necrodeath live di quegli anni. Del resto in 5/6 anni di attività abbiam fatto non più di sei concerti… mi ricordo in particolare quello di Savigliano con Bulldozer e Messiah e quello al Teatro Regio di Parma, sempre con Bulldozer e Paul Chain, e quello di Catania con gli amici Schizo! Sarebbe bello poter vedere delle riprese di quei live se qualcuno ne avesse mai fatte, ma ne dubito… in quegli anni non esistevano telefonini con fotocamere incorporate!

Khaine: Ogni tanto riascolto Into The Macabre e penso, “Cazzo, questi pestano un casino”. Ma chi ve l’ha fatto fare quella volta? Voglio dire… l’album è un vero e proprio concentrato di malignità. Da dove siete partiti e dove volevate arrivare?
Peso: I Venom e gli Slayer ci avevano dato il via, in particolare il concerto dei Venom che andai a vedere con Claudio a Milano, di spalla avevano i Metallica! Fu allora che decidemmo di formare una nostra band: le idee che c’erano dietro ai pezzi del demo The Shining Pentagram non erano male, anche se la produzione era veramente troppo leggera, ce ne accorgemmo quando comprammo Pleasure To Kill dei Kreator: quella produzione, al tempo, spazzava via tutti ed è stato con quei suoni in testa che entrammo in studio qui dalle nostre parti (il Mulinetti, a Genova) a registrare Into The Macabre. Naturalmente lo studio a cui ci appoggiammo non aveva la benché minima idea di che cosa fosse il metal estremo. Si trattava infatti di uno studio professionale, dove gravitavano artisti quali Paolo Conte, Branduardi, la Casale, i New Trolls, e che si doveva confrontare per la prima volta con quattro pivelli scalmanati ma con le idee piuttosto chiare… Fu il mitico Aldo De Scalzi, fratello del tastierista dei New Trolls, a prendere in mano la situazione dietro il mixer, assistito da Claudio Guidetti (oggi con Ramazzotti): con la loro professionalità, senza sapere nulla del nostro genere, riuscirono a fare una produzione che si poteva avvicinare a quella del mitico Pleasure To Kill! certo, ora i parametri sono cambiati, ma devo dire che riuscimmo a fare un mezzo miracolo per quell’epoca!

Khaine: Gli anni 80 sono certamente stati rigogliosi per il movimento metal, ed i Necrodeath erano già allora in prima linea. Cosa significava suonare il vostro tipo di musica nel periodo che andava dal 1984 al 1987? Avete qualche aneddoto da condividere? Se oggi c’è un problema di chiusura mentale, non oso immaginare allora…
Peso: Beh, non potremo mai dimenticare la data a Catania con i nostri amici Schizo! Lì non ci fu un’invasione di palco, ma la distruzione delle sedie del teatro che ci ospitava! Il titolare dello stabile, spaventato da quello che stava accadendo durante l’esibizione degli Schizo e la nostra (in realtà solo un pò di pogo feroce e qualche sedia che volava tra la gente… ahah!) chiamò la polizia e ci trovammo quindi in una situazione grottesca, in pieno stile “The Doors”: la polizia salì sul palco e fermò il nostro concerto annunciando al microfono che la gente doveva abbandonare il teatro… Claudio posò la chitarra e chiese spiegazioni in merito ad uno degli agenti il quale, non avendo realizzato che si trattava di un membro del gruppo, lo invitò ad uscire! E da lì partirono altre discussioni “in diretta”! Insomma, in quel momento eravamo piuttosto incazzati, ma in realtà fu un episodio davvero divertente, ripensandoci anni dopo! Suonare quel tipo di musica in Italia in quel periodo voleva dire essere degli extraterrestri, ma band come Bulldozer, Schizo e noi sono rimaste nel cuore dei più nostalgici. A breve avremo una riunione con A.C. Wild per vedere di riuscire a fare un festival inerente alla “sacra triade”, speriamo di riuscire in questo intento!

Khaine: Una volta un produttore italiano mi disse che, molto prima dell’avvento di internet, registrare un disco era un evento quasi epocale, che in pochi potevano permettersi non solo per i costi, ma anche per le capacità tecniche che erano richieste per incidere un album in modo “naturale” e non “taroccato”. Chi ci riusciva, si dice, era visto con grande considerazione dagli appassionati del genere. Mi confermi questa cosa? Voi come vi sentivate e come eravate considerati all’epoca? La presenza di questi scalini rendeva la scena più coesa e meritocratica?
Peso: Beh, in effetti una volta fare un disco era un traguardo non facile da raggiungere, anche strappare un modesto contratto discografico con un’etichetta era un obiettivo non così alla portata di tutti. La scena viveva quindi di una selezione naturale di cui anche noi fummo vittime, nel senso che in Italia riuscimmo a ottenere un paio di produzioni, ma purtroppo la cosa non riuscì ad evolversi. Molti dicono perchè siamo italiani e che se fossimo nati in Germania il nostro album d'esordio, o anche il secondo Fragments Of Insanity, avrebbero dato ben altri risultati. Ricevemmo anche una proposta dall’americana Combact per una ristampa di Into The Macabre in U.S.A. ma il nostro produttore volle alzare il prezzo delle royalties e questi non si fecero più sentire. Oggi chiunque registra, chiunque fa un disco e nessuno più compra i cd, tutti scaricano e tutti si lamentano... si stava meglio quando si stava peggio? ;-)

Khaine: Può darsi. Comunque, credo di avervi “strizzato” abbastanza. Vi ringrazio nuovamente per la vostra disponibilità e vi saluto, non prima però di avervi invitato a lasciare un messaggio per i lettori di Metallized (usate pure lo spazio che segue). Ci vediamo il 24!
GTB: Grazie infinite per il supporto e non mancate a questo evento irripetibile! Vi invito inoltre a seguirci su www.foadrecords.it e www.facebook.com/foadrecords.
Peso: Grazie anche da parte mia e dei Necrodeath per lo spazio che ci avete dedicato in questa occasione e per l’entusiasmo mostratoci nel supportare questo evento! Vi aspettiamo tutti il 24 on stage a Milano!



Flag Of Hate
Domenica 4 Marzo 2012, 17.35.14
6
Una delle (pochissime) band metal italiche ad aver realmente avuto un certo qual peso anche in una dimensione extraitaliana, influenzando decine e decine di gruppi estremi. Una realtà da rispettare e di cui essere fieri (anche se sono in una fase calante, da 100%Hell mi dicono poco)
tormentor67
Domenica 4 Marzo 2012, 15.09.28
5
Io ho una VHS con il concerto di Torino del 1988 di cui parla Peso nell'intervista. Ora sono davvero molto curioso di vedere la qualità dei filmati in DVD, perchè ovviamente quella della VHS originaria era abbastanza bassa e soprattutto perchè tra gli invasori di palco di quella sera c'era anche il sottoscritto, di 24 anni più giovane...
brainfucker
Domenica 4 Marzo 2012, 13.54.25
4
necrodeath e cripple bastards..gente che ha scritto la storia.dovremmo inchinarci
Radamanthis
Domenica 4 Marzo 2012, 11.49.52
3
Quoto, grande band italiana!
il vichingo
Domenica 4 Marzo 2012, 11.47.20
2
Pienamante d'accordo!
-x-
Domenica 4 Marzo 2012, 11.40.08
1
GRANDI NECRODETH SIETE L'ORGOGLIO METAL ITALIANO!!!
IMMAGINI
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Frammento dell'artwork di 'Into The Macabre'
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