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LEPROUS - Black-ish? Quale black-ish?
09/03/2012 (2788 letture)
In occasione della data di Milano, a supporto del The Beginning Of Times Tour dei finlandesi Amorphis, tenutasi all'Alcatraz di Milano, abbiamo raggiunto i Leprous per un'interessante intervista.

Nagash: Innanzitutto benvenuti sulle nostre pagine, è un piacere avervi qui e soprattutto vi ringrazio, a nome di tutti, per averci concesso personalmente quest'intervista.
Einar: Grazie a voi.

Nagash: Cominciamo dalle basi. Per chi non vi conoscesse ancora o per chi non ha avuto ancora modo di spulciare nella vostra biografia, potete parlarci della band?
Einar: I Leprous nascono come la classica band di "ragazzini", cinque giovani insomma. Il nucleo originario era formato da me, Tor (Suhrke, chitarrista, ndr) e altri ragazzi che non sono più con noi e, lentamente, la band, tra abbandoni e nuovi innesti, è cresciuta fino allo stato attuale.

Nagash: Parlando del vostro ultimo disco, Bilateral. C'è un concept che lega le canzoni del disco?
Øystein: No non c'è un concept.
Einar: No ogni canzone è separata concettualmente dall'altra, anche se vi è un modo lirico e musicale comune, che il titolo del disco riassume.

Nagash: Cos'è cambiato stilisticamente, o nel modo citando le tue parole, da The Tall Poppy Syndrome a Bilateral?
Einar: Bilateral ha avuto un approccio più naturale, non abbiamo sentito la necessità di farcire le canzoni con, per dire, dieci diverse variazioni o cambi, è tutto molto più strutturato ma senza artifici che non fossero arrangiamenti necessari. Inoltre non ci siamo nemmeno posti il problema di usare tante soluzioni che ci piacevano ma che non scorrevano con il complesso, le abbiamo semplicemente scartate, snellendo il tutto. "It's flow"!

Nagash: La vena "black-ish" non in senso stretto, parlando di avant-garde come filone, di Æolia e in parte di TTPS è sfumata naturalmente o è stata una precisa scelta?
Einar: Black-ish? (ridendo, ndr). Quale black-ish?
Øystein: Se ho capito la tua domanda ti rispondo che in realtà non ci poniamo nella condizione mentale di citare o "suonare alla". È davvero tutto molto naturale e semplicemente dettato dal nostro gusto. Cambiamo noi, cambia la musica. Quello che componevamo cinque anni fa è strettamente legato a quel periodo. Lentamente e progressivamente si va e si deve sempre andare oltre, senza dimenticarsi ciò che amiamo suonare ed ascoltare.

Nagash: Come nasce una vostra canzone o un vostro album?
Einar: Solitamente si tratta di un processo lungo, tendiamo ad essere dei precisini. Io, Tor e/o Øystein portiamo idee in studio, le proponiamo e le proviamo tutti assieme. Oppure partiamo direttamente da un tema o un riff e improvvisiamo a partire da questo riff e vediamo dove ci porta. Quando poi arriviamo ad una bozza dell'intero brano, lo registriamo e riascoltiamo. Questo ci permette di porci su un punto di vista diverso nei riguardi della canzone e ci risulta più semplice intervenire su quello che non ci convince. Questo processo è ciclico e ripetitivo, finché non arriviamo al risultato voluto.
Øystein: Alla fine è un processo collettivo, ognuno ha l'opportunità di contribuire alla stesura e l'arrangiamento dei brani.

Nagash: Questo per quanto riguarda la composizione, e quanto tempo vi porta via la fase di arrangiamento?
Einar: Moltissimo tempo. A volte i brani sono già indirizzati verso il loro modo, e il tempo che ci dedichiamo è semplicemente proporzionale alla difficoltà che ogni singolo pezzo richiede nell'essere "montato". In altri casi, come per la titletrack di Bilateral, la canzone esce dalla fase di arrangiamento totalmente cambiata dalla corposità dell'arrangiamento richiesto e ti chiedi "ma che diavolo è successo?!!" (risate, ndr). Ogni tanto il risultato è finale è così noioso che davvero ti chiedi a cosa diamine tu abbia lavorato.

Nagash: Vi considerate maggiormente una live band o una studio band?
Einar: Una live band e anche una studio band. Non ci piace dare maggior rilievo ad una dimensione piuttosto che all'altra. Si deve dare il 100% sempre.

Nagash: Quanto è complicato dover trasporre ciò che nasce in studio in sede live?
Øystein: In realtà quando scriviamo un brano e poi lo registriamo, pensiamo già al fatto che andrà eseguito dal vivo, quindi tutto ciò che registriamo è trasposto senza artifici particolari on stage. Lavorare così è molto più semplice e ci permette di avere i brani pronti anche per l'esecuzione dal vivo. Non facciamo in studio cose che non potremmo riproporre live.

Nagash: Vi piace variare scaletta nel corso dei tour?
Einar: In questo tour in particolare abbiamo sempre la stessa scaletta, ma solitamente si ci piace cambiare scaletta di data in data.
Øystein: Si è normale annoiarsi a suonare sempre la stessa ciclica scaletta, quindi succede che decidiamo alcuni pezzi da sostituire ad altri di volta in volta.

Nagash: Dove vi collocate all'interno della scena? Vi considerate ancora dei newcomers oppure sentite di aver costruito qualcosa di solido su cui impostare il vostro futuro? Vi sentite popolari?
Einar: Ci rendiamo conto di aver attirato l'attenzione e negli ultimi anni il seguito intorno a noi è aumentato. Non badiamo troppo a queste cose anche se sarebbe poco onesto non dire che è nel nostro interesse far si che questo seguito cresca ancora di più.

Nagash: Approposito di audience e diffusione. Sentendo per la prima volta Restless la mia prima impressione è stata "questo è pop-rock alla Leprous". Dove per pop intendo il fatto che suona alla portata di tutti. Cosa ne pensate?
Einar: La definizione trovo sia perfetta. È stata una rivelazione, quando l'abbiamo risentita ci siamo guardati ed era tutto chiaro. Non sempre lungo e meglio!
Tobias: La gente crede che una band progressive debba fare per forza canzoni lunghe, in realtà è sempre il mood che fa la differenza.

Nagash: È stato un singolo nato da sé dunque?
Øystein: Eravamo consapevoli di cosa avevamo per le mani, ma sinceramente non avevamo programmato singoli o che ci dovesse essere un brano particolarmente "easy". Non pianifichiamo, è uscita da sé ed è stato meglio così.

Nagash: Una prerogativa di Bilateral è l'uso delle chitarre quasi esclusivamente come contorno al tema portante, non è un disco guitar-oriented
Einar: No, Bilateral è un band-oriented album! Tutto ha il giusto spazio. Tobias: Tra l'altro il nostro ingegnere del suono, nel mixare gli strumenti ha equilibrato molto i volumi di questi, abbassando le chitarre in modo che si sentissero ma che non togliessero risalto a tutto il resto.
Øystein: Io e Tor quando si girava cercava sempre di alzarci i volumi (risate, ndr)
Tor: Esatto! Giusto poco di più! Ma poco poco!

Nagash: Einar, hai qualche riferimento canoro in particolare? Ha un approccio particolare nel costruire le tue linee vocali?
Einar: Michael Jackson, il mio cantante preferito!

Nagash: Questa non me l'aspettavo!
Einar: Ad ogni modo canto così come mi viene naturale e semplice cantare, non c'è una particolare impostazione.

Nagash: Questa è la seconda volta che venite in Italia, l'anno passato proprio qui a Milano vi siete esibiti come supporto ai Therion. Cosa vi aspettate da questo show e dalle persone che verranno a vedervi.
Einar: Ci aspettiamo sicuramente di fare meglio dell'anno scorso. L'anno scorso è stato un ottimo show e ci aspettiamo di fare meglio.

Nagash: Piani per il futuro?
Einar: Sicuramente inizieremo a scrivere del nuovo materiale, faremo qualche festival e continueremo a promuovere la nostra musica.

Nagash: Abbiamo finito! Grazie della bellissima chiacchierata! Volete lasciare un messaggio ai fans?
Einar: Oddio, questa è la domanda più complicata! Aggiungetemi su facebook, venite a scoprire i miei segreti! (risate, ndr)
Øystein: Venite ai nostri concerti, seguite gli updates sul nostro blog! In più voglio dire che adoriamo i nostri fan italiani e li ringraziamo!

Nagash: Grazie a voi!



Master Killer
Mercoledì 10 Aprile 2013, 0.00.24
14
gran bel gruppo, grande veramente tutt'ora mi ascolto Bilateral ed è qualcosa di così impressionante fare un album del genere, spero bene per il futuro di questa band
Metal4ever90
Mercoledì 14 Marzo 2012, 22.22.08
13
Questi andranno lontano.... Gruppo meraviglioso.
Mickelozzo
Sabato 10 Marzo 2012, 18.59.30
12
Questi ragazzi faranno della strada. Alla fine sono riuscito a recuperare pure "Aeolia", ordinato direttamente dal sito. Prima o poi i stancherò di ascoltare i loro album, forse. O forse mi si consumeranno prima, più probabilmente.
Aelfwine
Sabato 10 Marzo 2012, 18.31.55
11
Grazie a Nagash e Metallized per interviste come questa. Molto belli i Leprous e belle le loro dichiarazioni. Personalmente, però, come disco prog dell'anno metto al primo posto Dualism dei Textures.
ayreon
Sabato 10 Marzo 2012, 17.42.31
10
il futuro del prog rock e metal è iniziato con "bilateral",grazie di esistere,Leprous
il vichingo
Sabato 10 Marzo 2012, 12.25.55
9
Non so se sia stato Nagash a scrivere le domande, ma questa è un intervista fatta come Dio comanda! Domande dirette ed intelligenti, senza giri di parole e che fanno scaturire risposte davvero interessanti. Eccellente! PS: ognuno ha suoi gusti ma dire che questa band è sottovalutata a mio modesto parere significa ignorare la genialità di questi ragazzi
NagasH
Sabato 10 Marzo 2012, 11.08.25
8
Non sono solo simpatici e disponibili, sono proprio dei bravi ragazzi. Facce pulite, talento spropositato e passione.
Lizard
Sabato 10 Marzo 2012, 10.53.36
7
Molto simpatici e con le idee chiare. Grande band e bravo a Rami che ci martella da mesi con questo gruppo e questo disco, così si fa
waste of air
Sabato 10 Marzo 2012, 10.37.56
6
Ottima intervista, c'ero anche io quella sera..Bilateral disco dell'anno 2011! Ps: sopravvalutati??? Questi sono dei ragazzini e sanno suonare. Alla grandissima.
il vichingo
Sabato 10 Marzo 2012, 10.25.34
5
Grande intervista, a me questa band piace davvero molto. Bilateral per me è il disco metal del 2011, assieme ovviamente a Varjoina dei miei amati Moonsorrow
Jimi The Ghost
Sabato 10 Marzo 2012, 10.22.50
4
Bella e completa intervista. Il "rubare" al mixing sui volumi mi piace particolarmente e mi ricorda di una band giovane che vuole soprattutto divertirsi, ma con del buon materiale singolo di studio, e che quindi gioca ulteriormente con i volumi sul mixer. Spero che il tempo non li degradi e li conservi. Musicalmente e personalmente preferisco il primo, The Tall Poppy Syndrome, ma è solo una questione soggettiva, ma dettata fortemente da un arrangiamento che allieta e stupisce il mio condotto uditivo. Restless è bellissima. Jimi TG
Electric Warrior
Sabato 10 Marzo 2012, 10.22.30
3
Sempre ottime interviste qui a Metallized. Ma trovo i Leprous una band vergognosamente sopravvalutata.
DIMMONIU73
Sabato 10 Marzo 2012, 10.19.30
2
...ehm, volevo scrivere bravo, of course!
DIMMONIU73
Sabato 10 Marzo 2012, 10.04.06
1
...che spettacolo 'sti ragazzi, e barvo Nagash, bella intervista!
IMMAGINI
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Leprous: band, logo e frammento dell'artwork di 'Bilateral'
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