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ROGER DALTREY - Teatro Carlo Felice, Genova, 11/03/2012
13/03/2012 (1901 letture)
Sessantasette. Un numero davvero grande, che purtroppo raramente possiamo associare all’età di un’icona del rock. Un'età che associamo ad anzianità, pensione ed una tranquilla vita di riposo. Non certo a due ore e mezza tiratissime di rock/blues di altissima qualità.

Almeno non fino a quando si viene a sapere che Roger Daltrey -67 anni, per l'appunto- si esibirà nel più importante dei teatri genovesi nell'ambito di un tour che prevede l'intera riproposizione del leggendario Tommy dal vivo. Occasione ghiottissima per i fan di lungo corso come per i più (non troppi, a dire il vero) giovani, che si è concretizzata in un Teatro Carlo Felice pieno e scalpitante nei minuti immediatamente successivi all'ingresso in scena della band, la quale sale sul palco puntualmente alle 21.00 precise, trasformando il teatro in uno stadio grazie al boato del pubblico.

Per mettere subito le cose in chiaro, il gruppo attacca subito l'esecuzione della maestosa, celeberrima opera rock del campione di flipper cieco, sordo e muto, ed è dalle prime note che l'aria si fa elettrica e l'attesa della comparsa in scena di Daltrey (ricordiamo che l'inizio del disco è una lunghissima strumentale) diventa spasmodica. Ma intanto largo all'attacco del resto della band: i compagni di corso di Daltrey sono rodati musicisti rock (spicca la presenza alla chitarra del fratello di Pete Towshend) e lo dimostrano subito, grazie anche a suoni molto buoni, se non si vuole essere pignoli e sottolineare una certa invadenza della chitarra. Menzione d'onore, da subito e per tutta la durata dello spettacolo, per una straripante batteria, che riesce a non sfigurare nel colmare il pesante vuoto lasciato dal leggendario Keith Moon. Ma dal finale di It's A Boy è, ovviamente, Roger Daltrey a rubare la scena. E allora, com'è stata la voce dell'ex riccioluto cantante britannico a 43 anni dall'uscita dello storico disco? Diciamolo subito: buona, diversa ma buona; o, se siete pessimisti, buona ma diversa. Insomma, sulle prime la differenza è minima, anche perché i numerosi cori, ben supportati dal resto della band, nascondono la cosa, ma da Eyesight To The Blind diventa impossibile non notare che gli acuti sono notevolmente ridimensionati e in generale presi tutti più bassi. Un male? Non necessariamente, a meno che non vi aspettaste qualche miracolo vocale, in quanto la voce di Daltrey è sempre bellissima e coinvolgente. Ma torniamo alla musica: la performance diventa trascinante ai massimi livelli con la tripletta Christmas,Cousin Kevin e The Acid Queen (quest'ultima lasciata interamente cantare a Simon Towshend) mentre sullo schermo alle spalle della band vengono proiettate immagini abbastanza criptiche (ma su queste ci torneremo, garantito). Uno dei punti migliori, ad avviso di chi scrive, è però Fiddle About, in cui Daltrey interpreta l'Uncle Ernie della storia che fa da trama al disco, e la sua voce decisamente più matura di un tempo si adatta benissimo alle maligne parole dell'uomo che abusa di Tommy: You won't shout as I fiddle about.

Ma è sulla successiva, immortale Pinball Wizard che il Carlo Felice esplode: tutta la platea si alza ad acclamare le band, portandosi a ridosso del palcoscenico, ed è standing ovation anche dalla galleria, mentre per tutto il teatro risuona l'indimenticabile ritornello. A questo punto la band ha ampiamente in mano un pubblico entusiasta e le canzoni si susseguono in continuum meraviglioso: Go To The Mirror!, il rock potente e vivace di Sensation, la bellissima e leggera Sally Simpson (viziata da terribili immagini in stile South Park sullo sfondo, davvero grottesche), fino all'apoteosi con We're Not Gonna Take It, altra occasione per il pubblico presente di acclamare la band in una lunghissima standing ovation sulle note del famosissimo ritornello della parte intitolata See Me, Feel Me.

E non è finita qua: i The Who non si sono certo limitati ad un capolavoro in carriera, e infatti manca ancora oltre un'ora di concerto in cui la band di Daltrey tira fuori molti pezzi del repertorio della band britannica. Si passa dalla convolgente I Can See For Miles alla toccante Behind Blue Eyes (con Daltrey impegnato alla chitarra), passando per la inflazionatissima Who Are You -peraltro bellissima in sede live- e la celeberrima My Generation in chiave blues. Aggiungiamo la monumentale Baba O'Riley, ad avviso di chi scrive il pezzo migliore della serata, ed un finale con tanto di Daltreyall'ukulele (con annessa divertente spiegazione del perché a Pete Towshend non piaccia suonare quello strumento: immaginatelo fare la sua solita mossa con un manico così corto...) ed abbiamo la ricetta di un concerto di elevatissima qualità, da parte di un artista invecchiato solo anagraficamente, che dimostra ancora moltissima voglia di fare, concretizzata nella mezza promessa della possibilità di un tour dei The Who nel corso del 2012, che tocchi anche l'Italia. Noi ci saremo, certi che sarà, allora come adesso, all'altezza delle più rosee aspettative.



BLS Furlan Chapter
Lunedì 19 Marzo 2012, 10.25.55
4
L'ho visto ieri a Trieste, gran bel concerto. 2 ore e mezza senza di musica senza sosta, certo il biglietto non era proprio regalato ma per una volta nella vita ne valeva la pena!!! Non ho capito se il siparietto finale era voluto o il nostro si è proprio impappinato, comunque un grande! Bellissimo vedere il pubblico alzarsi in piedi durante il finale di See me, feel me e correre sotto il palco fino alla fine dello spettacolo. E poi quando ha cominciato a far roteare il microfono siamo ritornati nei seventies!!!
laura
Giovedì 15 Marzo 2012, 17.59.42
3
Io ho visto la prima data..a Padova..e devo dire che mi ha completamente travolto, spettacolo coinvolgente, voce limpida e mai una stonatura (la fortuna di vederlo alla Prima italiana), uomo gentilissimo ed umile che ha addirittura allontanato la security nonostante l'assalto (pacifico) di tre fans sul palco...ed è vero, il biglietto non era proprio a prezzi stracciati ma io rinuncio volentieri a qualsiasi altra spesa pur di godermi spettacoli così!!rock'n'roll!
Jimi The Ghost
Mercoledì 14 Marzo 2012, 9.24.10
2
Bravo Nikolas. Pete Townsend: speriamo prestissimo.
Lizard
Mercoledì 14 Marzo 2012, 8.30.04
1
La verità è che le emozioni non dovrebbero avere un prezzo... Purtroppo così non è, quindi, non resta che affidarsi al bel report e provare ad immaginare cosa possa essere stato questo concerto. Speriamo di rifarsi in futuro anche con Pete Townsend.
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ROGER DALTREY
Teatro Carlo Felice, Genova, 11/03/2012
 
 
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