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NECRODEATH + EXCRUCIATION + DEATH MECHANISM ed altri - Lo-Fi, Milano, 24/03/2012
02/04/2012 (3840 letture)
1987 - 2012: come ormai noto, per celebrare i 25 anni dall'uscita del debutto discografico Into The Macabre, i leggendari black/thrasher nostrani Necrodeath, in collaborazione con FOAD Records, hanno realizzato una speciale versione rimasterizza dell'album, che si distingue perchè il lavoro di remaster è partito per la prima volta dalle bobine originali del disco, restaurate grazie anche all'uso di moderna tecnologia (come dettagliatamente spiegato da Giulio The Bastard in quest'intervista). Il 24 marzo era il giorno del lancio di questa nuova edizione: per l'occasione è stata imbastita una specie di festa del thrash estremo in quel del Lo-Fi di Milano, partecipanti erano (in ordine di comparsa) i Profanal, i Masturbacion Cristiana, i Death Mechanism, gli svizzeri Excruciation (i quali a loro volta festeggiavano i 25 anni dall'uscita del loro debutto Last Judgement, appositamente ristampato in doppio vinile da FOAD Records) ed appunto i Necrodeath, il cui intervento live è stato impreziosito dalla partecipazione di alcuni ospiti, la cui presenza non si è limitata a rendere lo show unico in se e per se, ma soprattutto ha dato un'idea chiara della solidità di un certo tipo di scena musicale.

Al nostro arrivo in zona non ci è troppo difficile trovare il locale: un pò dappertutto affiorano giubbotti in jeans iper-rattoppati, capelli lunghi e gente con lattine di birra in mano. Il Lo-Fi è un circolo ARCI, pertanto -una volta espletate le formalità necessarie ad ottenere la tessera- siamo pronti ad entrare. Come primo di una serie di difetti c'è da rilevare che coloro i quali non fossero già soci ARCI abbiano dovuto sborsare ben 20 € per entrare questa sera (i dieci della tessera più i dieci dell'ingresso): si potrà obiettare che la tessera vale per tutti i circoli ma, se è vero che a Milano i circoli ARCI che propongono concerti metal si contano sulle dita di una mano monca, capisco il malumore delle persone che si sono lamentate di questa cosa. A tal proposito però mi fermo qui, tanto sappiamo tutti benissimo che i motivi che spingono un'attività ad entrare a far parte di qualche circolo (non necessariamente ARCI, un'Associazione rispettabilissima e conosciuta per la sua serietà, beninteso) sono solitamente molto distanti da quelli culturali e molto vicini a quelli fiscali.
Tornando a noi, comunque, un pò per la distanza (la tratta Vicenza-Milano mi porta via due ore e mezza di viaggio), un pò perchè tra una chiacchiera e l'altra la cena si dilunga, il nostro concerto inizia quando il cazzutissimo trio veronese dei Death Mechanism è a metà spettacolo. A differenza delle ultime volte che avevo avuto modo di vederli (per esempio in occasione dello spettacolo al Mac2 di Vicenza di dicembre 2009) i suoni sono talmente confusi da rendere impossibile gustarsi l'esibizione. Chitarra, basso, batteria e voce sono mischiati in un unico minestrone di frequenze, un guazzabuglio che poco invoglia all'ascolto. Ciononostante, parecchi irriducibili sono sotto al palco ad ascoltare la band: buon per Pozza & Co che, anche in queste condizioni di precarietà audio, riescono a soddisfare i palati di almeno una parte degli astanti (non il mio, non vogliatemene).
Date le cattive premesse, data la calura generata nella sala concerti (una specie di corridoio largo forse sei metri e lungo poco più di una ventina, completamente privo di finestre o sistemi di areazione), complice una cattiva qualità audio, scelgo di saltare a piè pari anche lo spettacolo degli Excruciation, di cui assisto ad un paio di canzoni col mio amico e collega di redazione Massimiliano "Giasse" Giaresti, giusto perchè per venire sin qui ho investito in (parecchio) tempo, benzina ed autostrada. Fortunatamente lo stand di FOAD Records è, al solito, ben servito: colgo l'occasione per scovare ed entrare in possesso del debut dei thrasher svedesi Hypnosia, ma decido di fermarmi qui onde evitare di dilapidare tutte le mie finanze... bevo una birra in compagnia ed aspetto, tanto nel giro di pochi minuti saliranno sul palco i Necrodeath con il loro particolarissimo show, cioè l'unico motivo per cui sono arrivato sin qui.

Così, finalmente, arriva il turno dei Necrodeath. Lo speaker annuncia l'ingresso in scena della band, ed il pubblico esulta nel vedere i quattro salire sul palco: io, per una volta in prima fila, giro la testa per vedere quanta gente c'è e ad occhio direi che siamo poco più di un centinaio. L'incipit, come da scaletta allegata in fondo alle foto, non poteva che essere quello di Agony/The Flag of the Inverted Cross: come sempre l'esecuzione è perfetta, l'attitudine maligna, i suoni sono ancora molto lontani dal raggiungere la perfezione ma comunque sono sufficientemente buoni (e ci mancherebbe altro, sono gli headliner...). I Necrodeath sono più in forma che mai e tutti noi stiamo lì, a guardarli, almeno fino a tutto il secondo brano, Forever Slaves, perchè dopo cambia tutto: all'attacco di Necrosadist una manciata di esaltati iniziano il loro pogo, ma ovviamente lo fanno nella maniera sbagliata, con violenza e coi gomiti alti, in uno spazio veramente ristretto e dove chi non è alto un metro e novanta come me ed il mio collega Giasse, se non è attento può farsi male. Un atto che da un lato -per chi scrive- mette la firma al testamento del Lo-Fi, dall'altro costituisce l'indubbia celebrazione del successo di una band che, a 25 anni di distanza, riesce ancora a far esplodere i loro fan in un'eccitazione cieca, primordiale, brutale.
Ma le sorprese arrivano a partire da metà concerto: con Victim Of Necromancy, un brano scritto ai tempi dei Ghostrider e presente anche sul recente The Return Of The Ghost, sale sul palco Giulio The Bastard, titolare di FOAD Records ma anche immagine e leader indiscusso dei Cripple Bastards; l'esibizione è devastante, Giulio ha una presenza scenica da paura, la sinergia tra i musicisti sul palco è ai massimi livelli, quasi come se quella canzone l'avessero scritta insieme e suonata centinaia di volte. Un massacro sonoro che difficilmente potrò dimenticare. Molto gradito -in particolar modo ai puristi- anche il ritorno onstage del chitarrista originale Claudio per l'esecuzione di Mater Tenebrarum, così come la presenza del vocalist degli Excruciation Eugenio Meccariello e di uno dei due chitarristi della band (di cui confesso di ignorare l'identità) per suonare United Forces dei SOD. Tuttavia l'apice della serata, dal punto di vista delle collaborazioni, si è raggiunto alla fine, quando la line-up si è completamente rinnovata, presentando Peso alla batteria, Claudio alla chitarra, AC Wild ed Andy Panigada dei Bulldozer, rispettivamente al basso/voce ed alla chitarra, per la cover di Countess Bathory dei Venom, momento in cui un concentrato di tradizione metal europea si è presentato sul palco, confermando -come anticipato ad inizio articolo- la solidità di un certo tipo di scena musicale.

Ora, facciamo due conti. La serata alla fine è andata benone: ripensandoci il concerto dei Necrodeath, che era la cosa che più mi premeva, è stato devastante, una vera figata, a parte il pogo assassino. Quel che non andava affatto bene, al di là dell'espensività dell'ingresso -comunque motivata dall'acquisto di una tessera valida per l'ingresso in un circolo nazionale di club- era la situazione audio assolutamente fuori dai canoni di tolleranza minimi, roba che neanche in una sala prove da oratorio si può. Non è accettabile che buona parte delle band coinvolte abbiano dovuto essere penalizzate da dei suoni di così basso livello, e la colpa non può certo essere attribuita in maniera esclusiva alla strumentazione dei gruppi, perchè io stesso sono stato testimone, in diverse occasioni, dei concerti dei Death Mechanism e dei Necrodeath, e so bene come possono suonare i gruppi che fanno questo tipo di musica. Se il Lo-Fi vorrà continuare ad ospitare eventi di questo genere (e calibro) dovrà pertanto lavorare molto su quest'aspetto, e magari aggiungere un condizionatore/aspiratore in sala concerti (siamo metallari, non bestie da soma). Per il resto, che altro dire? Io questa sera, a questo evento unico ed irripetibile, c'ero. Nonostante la sfacchinata (son rientrato a casa alle quattro e mezza), lo rifarei da capo. Se vi si dovesse presentare l'occasione di vedere una di queste band live, non fatevela sfuggire perchè -compatibilmente coi vostri gusti in fatto musicale- ne vale assolutamente la pena!

Tutte le foto allegate a quest'articolo a cura di Valentina Bomitali (www.ValentinaBomitali.it)



Matteo Cagnola
Lunedì 9 Aprile 2012, 16.49.39
5
E' vero le luci non erano gran che ma i Necrodeath sono veramente un grande gruppo, se ritornano in zona io ci vado ancora ad un loro concerto, che ENERGIA sul palco
Vale
Venerdì 6 Aprile 2012, 12.36.36
4
@ Matteo: come ti capisco! Basta vedere le foto per capire l'impossibilità di fare un buon lavoro...e sì che io avevo il famoso braccialetto-pass! Alla terza canzone nel corridoietto dove ero stata collocata (unico posto vicino alla band) si è scatenato l'inferno...c'era chiunque, altro che pass! Oltre a questo, con le due luci in croce che c'erano (rossa e verde, of course...tanto per aiutare...) ho dovuto usare il flash...BESTEMMIE! Ma per i Necrodeath e Metallized (grazie, grazie, grazie Khaine!) questo ed altro!! ...non vedo l'ora che arrivi il Sun Valley Metalfest!!
Matteo Cagnola
Lunedì 2 Aprile 2012, 22.15.34
3
Io c'ero, é stato un grande concerto, mi sono perso il primo gruppo ma dai Profanal (veramente GRANDI) in poi ho visto tutti, sui Necrodeath nulla da dire sono stati FANTASTICI come sempre. Unica nota negativa il pogo per un pelo mi rompevano la macchina fotografica ma poi ho trovato una postazione più sicura (ci vuole un pò di rispetto per chi ha in mano una macchina fotografica). p.s. le mie foto sono su facebook .
Khaine
Lunedì 2 Aprile 2012, 14.17.06
2
@ Undercover: grazie della segnalazione! E comunque si, Extreme Hatred è un disco pazzesco. Me lo sono ascoltato tutto tornando a casa
Undercover
Lunedì 2 Aprile 2012, 14.12.57
1
@Khaine, è Hannes Reitze quel chitarrista degli Excruciation e hai fatto un gran acquisto con "Extreme Hatred" disco che rompe di dietro alla grandissima.
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Lo-Fi, Milano, 24/03/2012
 
 
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