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AXEL RUDI PELL - La vita? Un percorso di sola andata!
10/04/2012 (1920 letture)
E’ tornato! L’inossidabile Mago Tedesco della Chitarra Axel Rudi Pell, una carriera ormai quasi trentennale alle spalle, torna sulla scena con un nuovo album della sua band omonima... e noi, da parte nostra, non potevamo chiaramente esimerci dal fargli qualche domanda in merito. Ecco dunque a voi la trascrizione di una difficoltosa, ma molto appagante chiacchierata telefonica fra il sottoscritto ed il biondo guitar hero. Buona lettura!

Barry: Bene, buonasera! Sfortunatamente non posso dire “Piacere di incontrarti”, ma posso dire che è un vero piacere per me avere la possibilità di parlare con te.
Axel: Buonasera, signore (con tono chic, ndr), il piacere è mio.

Barry: Innanzitutto una domanda molto semplice: come stai?
Axel: Tutto bene, grazie, spero stia bene anche tu.

Barry: Assolutamente sì, come ho già detto è un piacere poter parlare con il “Mago Tedesco della Chitarra”, quindi è una serata piacevole per me. Cominciamo dall’ultimo album in studio del tuo gruppo, The Crest, del 2010: a distanza di due anni, sei ancora soddisfatto del risultato o, avendone la possibilità, cambieresti qualcosa?
Axel: Apprezzo ancora The Crest perché, sai, l’abbiamo fatto uscire con sensazioni molto buone al riguardo; sono tuttora soddisfatto, ha venduto un gran numero di copie non solo in Germania, ma anche nel resto d’Europa. Amo molto quell’album e penso che non avremmo potuto fare di meglio!

Barry: Sì, so che ha avuto buoni riscontri. Restando in tema, ormai sei un vero veterano della scena, con 14 album pubblicati (18 se contiamo anche gli Steeler). Guardandoti indietro, c’è qualcosa che vorresti aver fatto meglio?
Axel: Guarda, sono ancora orgoglioso se ripenso al mio passato, ho lavorato duro per ogni registrazione e, ogni volta che è uscito un album, mi sono sempre sentito orgoglioso del risultato di ognuno di essi, senza distinzioni; tuttavia, avendone la possibilità, c’è qualcosa che cambierei: mi piacerebbe magari suonare qualche tipo diverso di chitarra o poter rifare qualche assolo, oppure adottare un diverso tipo di produzione per qualche album. Ma, dopotutto, nel complesso posso dire di essere soddisfatto di tutto ciò che ho registrato.

Barry: Ok, adesso veniamo al tuo nuovo album: innanzitutto, c’è un motivo particolare dietro alla scelta del titolo The Circle Of The Oath?
Axel: Ho scelto il titolo The Circle Of The Oath intendendolo come “Il circolo della vita e della morte”. Quando vivi, non importa se sei un animale o un essere umano, è certo che prima o poi morirai. Alla fine questo è il senso del “circolo del giuramento”, dove per giuramento intendo la morte, di modo che avremmo anche potuto chiamare l’album “Il circolo della vita e della morte”…sai com’è, il nostro è un percorso di sola andata!

Barry: Purtroppo hai ragione! E per quanto riguarda l’artwork? Ho notato che utilizzi molto la figura del teschio…lo possiamo vedere sulla copertina di questo album, ma anche su quella di The Ballads IV, di The Tales Of The Crown. Come mai?
Axel: Lo utilizzo perché, per me, il teschio è un simbolo di libertà: trovo che abbia qualcosa a che fare con essa, non so nemmeno io perché! Pensa che ne tengo anche uno a casa, uno sul tettuccio della mia automobile... ma sinceramente non so come mai io provi questa sensazione al riguardo!

Barry: E riguardo alle canzoni, hai optato per qualche cambiamento nel tuo tipico songwriting?
Axel: No, non ho adottato nessun particolare cambiamento nello scrivere musica, ma devo dire che nello scrivere quest’album, a tratti, sono stato notevolmente influenzato dai Led Zeppelin…prima d’ora non abbiamo mai avuto questo genere di influenza in un nostro album, ma in alcune tracce di The Circle Of The Oath potrete sicuramente sentire tracce della musica dei Led Zeppelin. Per il resto posso dire che è un album scritto nel tipico stile degli ARP e spero che vi piaccia!

Barry: Lo speriamo anche noi! Più in generale, come nasce una canzone di Axel Rudi Pell? Hai un particolare modo di concepire un nuovo brano?
Axel: No, non ho un modo particolare... prima di tutto posso sicuramente dirti ciò che non faccio: non mi siedo mai a dire a me stesso “Oh, adesso devo scrivere una nuova canzone”. Devo raccogliere le idee a poco a poco e, ogni volta, quando mi viene in mente una melodia, la registro immediatamente per catturarne lo spirito. La stessa cosa accade per la chitarra: a volte mi viene in mente un riff e, se penso che sia buono, faccio in modo di catturarlo registrandolo. In questo modo, dopo aver raccolto queste idee, trascorsi un po’ di mesi le metto assieme per farne risultare una buona canzone. Questo è il modo in cui io, personalmente, scrivo un nuovo brano.

Barry: Jimmy Page diceva “La tecnica non conta, io mi occupo di emozioni”. Tu cosa pensi al riguardo?
Axel: Assolutamente sì, ha ragione al 100%. Ci sono molti chitarristi che possono suonare con una gran tecnica, anche molto meglio di quanto possa fare io stesso. La cosa più importante riguardo allo scrivere musica è tener conto della struttura della canzone, devi sempre impiegare tutte le tue emozioni quando scrivi un nuovo brano…in sostanza, sì, direi che una buona canzone ha sempre qualcosa a che fare con le emozioni.

Barry: E’ quel che penso anche io. Un’altra cosa: c’è una curiosità, che penso, abbiano tutti coloro che ascoltano musica, non solo metal ma in generale: cosa si prova ad essere su un palco ed a suonare le canzoni che tu stesso hai composto?
Axel: Ah beh, è una gran cosa, amo con tutto me stesso essere su un palco e suonare davanti ad un pubblico; mi rende molto orgoglioso poter suonare canzoni che io stesso ho scritto e, soprattutto, mi rende orgoglioso il fatto che la gente ami le mie composizioni. Credo sia la miglior cosa esistente!

Barry: Credo siano in molti a pensarlo! Ora torniamo al nuovo album: c’è qualcos’altro che vorresti dirci in merito?
Axel: Penso sia uno dei migliori album da parecchio tempo a questa parte, sai. Trovavo ben riuscito The Crest, avevo buone sensazioni ad esempio su The Masquerade Ball, e sentivo che anche Oceans Of Time, fosse un ottimo album, ma credo davvero che quest’ultimo lavoro sia una delle migliori registrazioni che io abbia mai prodotto nella mia carriera!

Barry: Bene, allora devo assolutamente ascoltarlo!
Axel: Eh sì! (ridendo, ndr)

Barry: Molto bene, adesso spaziamo un pochino: come già detto, sei sulla scena da parecchi anni ed hai vissuto varie epoche musicali: cosa ne pensi dell’evoluzione (o dell’involuzione) del metal in questi anni?
Axel: Sai, nel complesso penso che il metal sia in un buon momento, ma ad esser sincero non mi piace: voglio dire, tutti i ragazzi della vecchia guardia stanno suonano alla grande, così come le mie band preferite, e ci sono anche altre band che suonano bene…ma ci sono anche questi gruppi nu-metal che sinceramente non mi piacciono proprio, perché non suonano assoli, oppure ne suonano di molto corti. La grande differenza fra le band del passato e la scena moderna è che le nuove band cercano di suonare alla vecchia maniera, ma se provano a cambiare qualcosa spesso finiscono per prendere brutte direzioni. Ad ogni modo, come già detto, trovo che nel complesso la scena sia ancora ok.

Barry: Quindi, in sostanza, ci sono band metal moderne che ti piacciono?
Axel: Ehm... no, al momento no!

Barry: Ok, una risposta sincera! (risate generali, ndr). E, al di fuori di rock e metal, c’è qualche genere particolare che ti piaccia?
Axel: Sai, ascolto ogni tipo di canzone finché è una buona canzone: per esempio, quando sono in macchina ed ascolto la radio, a volte mi capita di ascoltare una canzone e penso “Wow, questa è bella!” Ascolto ogni tipo di canzone, non importa che sia rock, metal, pop o blues; finché quella canzone mi piace, mi limito ad ascoltarla.

Barry: Beh è sicuramente un buon modo di ascoltare musica. Ultima domanda, pensi che questo sia finalmente l’anno buono per suonare qui in Italia? Lo scorso anno dicesti al mio caporedattore che i promoters italiani, in passato, non vi avevano voluto.
Axel: Purtroppo penso sia ancora la stessa cosa, credo che non cambi nulla... stiamo provando a suonare in Italia quest’anno, in autunno, ma quando ho proposto i miei concerti alle agenzie mi hanno detto “Ah no, non c’è ancora abbastanza gente che voglia vedervi suonare” ed ho potuto solo rispondere “Ah ok”. Non so perché! (ridendo)

Barry: Beh, è una brutta cosa, so per certo che molti vorrebbero vedervi suonare in Italia.
Axel: Già. Tu cosa pensi, credi che ci sia qualche specifica location dove avremmo la possibilità di suonare, in una qualunque città?

Barry: Guarda, io posso parlarti di Roma e dirti che, ultimamente, l’Atlantico sta organizzando molti concerti; abbiamo avuto in pochi anni Megadeth, ma anche bands come Deftones ed Alice In Chains. Sarebbe un piacere avervi in Italia e chiaramente ancor di più qui a Roma, che, come saprai, è anche una bellissima città.
Axel: Ah, assolutamente sì! Atlantico, hai detto?

Barry: Sì esatto!
Axel: Ok, allora vedrò di dare queste informazioni al mio management e, come detto, spero di riuscire ad organizzare qualcosa per l’autunno.

Barry: Speriamo bene allora, o in generale speriamo che tu riesca a venire in Italia! A proposito, una mia curiosità personale: provo un amore viscerale per una canzone tratta da Black Moon Pyramid, Serenade Of Darkness. Ti andrebbe di dirmi qualcosa in più su questa splendida canzone strumentale?
Axel: Uh, dovrei suonarla di più…credo siano passati qualcosa come 16 anni dall’ultima volta che l’ho suonata! (risate di entrambi, ndr) Comunque piace molto anche a me, sai, penso sia una combinazione di momenti lenti e più veloci, credo che a tratti sia una canzone molto emozionale e possiede anche una parte più epica. Pertanto mi piace molto.

Barry: Piace molto anche a me. Ok, ti ringrazio per questa chiacchierata, speriamo di potervi finalmente vedere qui da noi perché sarebbe un piacere!
Axel: Sì, sarebbe un gran piacere anche per noi, sai, vorremmo davvero avere la possibilità di suonare in Italia, anche perché penso che il nuovo album vi piacerà molto; quindi sarebbe bello potervelo offrire in diretta e suonare per voi!

(Successivamente il sottoscritto tenta di augurare ad Axel “Buona fortuna per il vostro nuovo album” in tedesco, riuscendoci in maniera discutibile, ma in compenso facendosi una risata assieme al chitarrista)
Barry: Ok, grazie mille ed a presto!
Axel: Ok, ciao! (in italiano, ndr)



Barry
Sabato 21 Aprile 2012, 22.42.17
4
Grazie a tutti in effetti è stata una chiacchierata piacevole, Axel è gentile e simpatico, anche se la storia dell'Atlantico mi sa onestamente di frase di circostanza
Le Marquis de Fremont
Giovedì 12 Aprile 2012, 14.18.04
3
E' uno che fa la sua musica, Axel. A me piace quindi lo ascolto sempre volentieri. Devo segnarmi la frase di Jimmy Page “La tecnica non conta, io mi occupo di emozioni”. Devo citarla ogni volta che sento un disco di band "innovative" o superprodotte o pompate o con musicisti di tecnica eccellente ma dove le canzoni non sono belle.
Radamanthis
Mercoledì 11 Aprile 2012, 15.13.49
2
Bell'intervista Barry...complimenti a Axel per l'ultimo disco e a te x l'intervista!
Khaine
Mercoledì 11 Aprile 2012, 9.57.24
1
Sempre molto pacato il buon Axel!
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Framento dell'artwork di 'Circle of the Oath'
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