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RHAPSODY OF FIRE + KALEDON + BEJELIT - New Age, Roncade (TV), 14/04/2012
15/04/2012 (2914 letture)
Sabato 9 giugno 2001: è l'alba del nuovo millennio, non ho neanche vent'anni e mi accingo, partecipando alla quinta edizione del Gods Of Metal, a vedere per la prima volta un concerto dei Rhapsody, formazione all'epoca molto giovane (alle spalle c'erano solo tre album) ma altrettanto carica di energia. Quell'anno il Gods Of Metal si svolgeva al Mazda Palace -per l'occasione soprannominato "il pollaio", data la mancanza d'aria fresca e gli sgradevoli odori presenti nell'area concerti- ricordo che c'erano due palchi, uno di fronte all'altro, ricordo che c'era un sacco di gente ed un caldo soffocante. Un'esperienza devastante ma nel suo complesso piacevole, che di sicuro non dimenticherò mai.
Sabato 14 aprile 2012: il nuovo millennio non è più tanto nuovo, anche adesso (proprio come undici anni fa!) non ho vent'anni ed anche adesso mi accingo a vedere un concerto dei Rhapsody, il secondo della mia vita, il primo senza Turilli. Una formazione non più tanto giovane e che, nell'arco dell'ultimo decennio, ha saputo coltivare il proprio monicker, pubblicando parecchi album e facendo parlare molto di sé. L'occasione è quella del New Age di Roncade (TV), un posto molto più piccolo ma anche molto più accogliente del "pollaio" del 2001, che mi darà anche la possibilità di vedere gli spettacoli dei Bejelit e dei Kaledon.

Arrivo nella location trevigiana alle 18.30, con parecchio anticipo rispetto al necessario: mangiato un panino in un bar poco distante, espletate le formalitá relative alla (bella e lunga) intervista con il chitarrista dei Rhapsody Of Fire Tom Hess, alle otto e tre quarti vedo la gente entrare nel New Age ed immediatamente precipitarsi sotto le transenne. Sono i fan della prima ora, gente che aspetta l'apertura del locale da due (2) ore, a testimonianza di quanto attesa sia questa serata da parte degli estimatori della band. Ragazzi e ragazze, tutti molto giovani -di 'vecchi' non c'è nessuno, se non io e qualche amico che da qui a poco ritrovo in sala; alla fine il pubblico sarà comunque eterogeneo e di tutte le età, a testimonianza della trasversalità della proposta dei Nostri.
Il New Age -è passato parecchio tempo dall'ultima volta che ci sono venuto- è esattamente come me lo ricordavo: piccolo ma ordinato, a suo modo affascinante. Il locale può accogliere -vado ad occhio- qualche centinaio di persone, ed è dotato di un impianto luci ed audio all'altezza dei nomi coinvolti. La sua struttura permette di godersi il concerto da più o meno qualunque angolazione, aspetto forse secondario ma che si rivela importante nelle date più 'bollenti' (ricordo un concerto dei Sepultura di alcuni anni fa...). Alle ore 21.00, dieci minuti prima dell'inizio dei Bejelit, il New Age è già pieno per metá: se non è un buon segno questo...

BEJELIT
Lo spettacolo dei Bejelit prende vita esattamente alle ore 21.12. Inizialmente i suoni sono eccessivamente saturi sui bassi, ed il missaggio è sbilanciato ai danni della voce, ma la situazione si risolve nell'arco di qualche secondo -ci tengo a precisarlo: sono esattamente sotto la postazione del mixer ed assisto gradualmente alla corretta ricalibrazione dei suoni. Bravi i fonici, brava la band: l'esecuzione dei pezzi è precisa, priva di sbavature, la presenza scenica è buona, anche considerato il poco spazio concesso sul palco (la batteria del drummer Giulio Capone è stipata sotto quella di Alex Holzwarth dei Rhapsody, con conseguente restrizione di spazio per la band). La gente sembra molto apprezzare lo spettacolo: un'intera parte del pubblico applaude, qualcuno persino canta i refrain dei brani, qualcun altro gira un video col telefonino; più in generale il coinvolgimento è buono e lo spettacolo è degno di aprire per un nome come quello dei Rhapsody Of Fire. La medaglia di merito va in assoluto al cantante Fabio Privitera che, dominando il palco con classe, mantiene comunque un buonissimo livello tecnico/esecutivo. Verso metà spettacolo il pubblico è completamente conquistato: i ragazzi ci sanno veramente fare, anche per merito di una setlist energica, variegata, convincente pure per coloro che (come me) non hanno mai ascoltato nulla del gruppo. I Bejelit sono dunque un nome da rivedere, magari in un'occasione in cui possano suonare per più di trenta minuti. Al termine della loro esibizione mi domando se i Nostri potranno un giorno essere tra i grandi protagonisti del metal italiano, ma quello che so per certo è che per me questo spettacolo è stato una vera e propria rivelazione. In due parole: calorosamente consigliati.

KALEDON
Molto più monotematica e generalmente meno entusiasmante la prestazione dei Kaledon, che pure si esibiscono in condizioni audio buone ed oltretutto con un pubblico già caldo; probabilmente il sound più tradizionale e power oriented della band viene vissuto con meno intensitá da parte dei presenti che, fino a pochi minuti fa, sembravano essere invece molto presi. Ad ogni modo, qualcuno che apprezza veramente la band c'é, e come potrebbe essere altrimenti? I Kaledon hanno una lunga storia alle spalle, come non tutti possono vantare di avere. Diciamo che, forse, la loro musica si sarebbe associata meglio ad una band (e relativo pubblico) tipo i Virgin Steele piuttosto che ai Rhapsody Of Fire, ma ormai poco conta. Nel contesto attuale, i Nostri dimostrano di essere tecnicamente (molto) bravi, ma un po' freddi a livello di coinvolgimento ed interazione con i presenti. Solo verso metà show la band recupera terreno, con un siparietto breve ma che riesce a far muovere mani e collo ad una sezione importante degli astanti. Al termine dell'esibizione, durante l'esecuzione di Surprise Impact, i Kaledon sono belli caldi, continuando a macinare note, acuti, assoli, ma il giudizio del pubblico pare non essere molto cambiato rispetto all'inizio dello show. Molto apprezzata è invece The God Beyond The Man, a testimonianza del fatto che la gente presente in sala predilige approcci si melodici, ma un pò più sofisticati rispetto al power tradizionale. La chiusura è affidata alle note epiche di The New Kingdom, brano dedicato al singer dei progster nostrani The Dogma, Daniele santori, presente da qualche parte in mezzo al pubblico. Proprio questi minuti finali sono i migliori del concerto, dato che il coinvolgimento dei presenti è ai suoi vertici. Nel suo complesso quella dei Kaledon è stata dunque una prestazione buona, ma l'esser la musica dei Nostri un pò troppo fuori target rispetto a quanto generalmente proposto dagli headliner ha probabilmente viziato non di poco il giudizio finale dei presenti. Peccato.

RHAPSODY OF FIRE
Ore 22.50: dieci minuti prima dell'inizio dello spettacolo dei Rhapsody Of Fire c'è un tizio in sala che sta girando con una videocamera; è un collaboratore di Tom Hess, il chitarrista entrato nella band solo lo scorso anno, lo so per certo perchè me l'ha detto Tom stesso durante l'intervista realizzata solo poche ore prima. Che si stia girando del materiale per un futuro live DVD? E' chiaro che, quando vengono fatte delle riprese del pubblico dal palco e dal parterre, e subito dopo il filmaker si piazza in un angolo del locale per registrare con comodità lo spettacolo della band, qualcosa bolle in pentola. Comunque sia, se il gruppo deciderà di assemblare un nuovo prodotto live, lo sapremo di sicuro presto, quindi torniamo al nostro argomento principale, ossia il concerto dei Rhapsody.
Sulle note di Ad Infinitum, introduzione epica del recente ed apprezzato From Chaos To Eternity, inizia il concerto dei Nostri: devo confessare che questi primi minuti sono contrassegnati da alcuni problemi, i chitarristi sembrano imprecisi (soprattutto durante le sezioni soliste) ed in un certo punto (se non erro, all'attacco della seconda strofa) pare addirittura che Fabio Lione si sia quasi dimenticato le parole; la band è disorientata, il che mi fa immediatamente pensare che ci siano delle difficoltà coi suoni onstage. Fortunatamente, già con la successiva Triumph Or Agony la situazione migliora molto, lo stesso Fabio Lione accenna a qualche problema, forse già risolto almeno in parte dai fonici, e non può essere un caso che da adesso in poi l'esecuzione dei pezzi sia tendenzialmente brillante.
La band, come prevedibile, è accolta con grande fervore dai presenti in sala, che cantano le strofe ed i refrain dei tanti classici proposti a squarciagola, soprattutto sui brani più importanti del repertorio dei Nostri (Unholy Warcry, From Chaos To Eternity, Land Of Immortal, Emerald Sword, Dawn Of Victory). Il rapporto col pubblico è di grande confidenza, perchè la scaletta è convincente (c'è il meglio di tutti gli album), perchè la band suona bene, perchè i suoni fuori palco sono buoni (anche se in diversi momenti la tastiera di Staropoli è decisamente troppo in evidenza), ma soprattutto perchè Fabio Lione si conferma essere non solo un grande cantante, ma anche un grande frontman, cioè uno che sa come stare davanti ad un pubblico e che sa come gestire un concerto metal. Unico scivolone, me lo si permetta, nei confronti di un ragazzo in sala che, chiedendo scherzosamente ad un sudatissimo Fabio Lione se fosse stanco, si è visto invitare in malo modo a salire sul palco ed a fare a cambio; ora, posso capire che sei incazzato e frustrato perchè alcune spie sul palco non funzionano, ma la reazione mi è parsa esagerata, si poteva benissimo rispondere in altro modo. Peccato.
Veniamo ora ad un altro punto importante: la mancanza di Turilli si sente, ma il nuovo chitarrista Roberto De Micheli fa comunque bella figura (e d'altra parte ha un compito ingrato, anche considerando l'elevato livello tecnico del materiale chitarristico di Luca Turilli). Diciamo pure che questi, nonostante una perdita importante, rimangono assolutamente ed al 100% i Rhapsody. Anche perchè, con una sezione ritmica come quella dei fratelli Holzwarth, la graniticità tipica del sound della band è assolutamente assicurata. Poi, lo si sa, l'efffettivo valore di questa nuova formazione lo si potrà capire solo col prossimo studio album; ma intanto consoliamoci: chi ben comincia è a metà dell'opera!

Tirando le somme, dunque, per me lo spettacolo nel suo complesso ben valeva i 30 € all'ingresso: alla fine abbiamo assistito a tre buoni concerti, in particolar modo quello dei Rhapsody (che è durato qualcosa in meno di due ore), in un locale buono ed in condizioni audio e di luci più che soddisfacenti, soprattutto considerando la media degli spettacoli live, e penso che queste conclusioni siano accettate da più o meno tutti coloro che hanno assistito all'evento. Spero pertanto di poter tornare a vedere molto presto questi gruppi e, qualora ne aveste l'occasione, vi invito a fare altrettanto, soprattutto se la location offre un servizio di un certo livello. Io nel frattempo inserisco nel lettore la mia copia di Emerge dei Bejelit, acquistata subito prima di andar via dal New Age: a buon intenditor...



Diego
Martedì 25 Giugno 2013, 16.37.40
12
Non è la prima volta che Lione si fa notare la sua "simpatia". Come cantante nulla da dire, ma carattere di m...a e se la tira troppo fin dagli esordi.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 18 Aprile 2012, 6.41.47
11
Ho scherzato su Staropoli, mi sembra un po' un levriero afgano, con quei capelli lì, però ammetto che la mia è invidia, visto che sulla mia crapa non cresce più neanche un pelo (di f...)
A.
Mercoledì 18 Aprile 2012, 0.50.50
10
Nemmeno se mi pagassero andrei a un concerto di questi.
Metal4ever90
Martedì 17 Aprile 2012, 19.00.03
9
Mi sarebbe piaciuto vederli alla data di Roma, ma purtroppo mi mancavano mezzi e liquidi.. Al Wacken fecero una prestazione impressionante. Sono contento di sapere che il nuovo chitarrista sembra essersi integrato bene nel gruppo.
AL
Lunedì 16 Aprile 2012, 10.20.42
8
30 euro per i rhapsody!!! sticazzi! e per fortuna che a quanto leggo è stato un bel concerto.... quoto lambruscore che come al solito è un mito!!!
Abe79
Domenica 15 Aprile 2012, 20.58.26
7
Erano 10 anni che in un modo o nell'altro cercavo di andare a vedere i Rhapsody e devo dire che le mie attese sono state ampiamente ripagate! tecnicismi o no sull'acustica (secondo me comunque ampiamente sufficiente) quello che conta è l'immenso coinvolgimento dello spettacolo! Al prossimo anno!
LAMBRUSCORE
Domenica 15 Aprile 2012, 18.28.56
6
3O EURO per i Rhapsody? Colpa delle accise sull'antipulci di Staropoli?
alzailcorno93
Domenica 15 Aprile 2012, 14.58.40
5
@il vichingo: che Lione sia solito o no a fare queste cose, si è comportato davvero da coglione...è un immenso cantante, ma data la sua esperienza non puoi permetterti di rispondere così a un fan che ha pagato 30 (non 15 o 20 €, ma 30!!!) per venire a vederti. anche a me i suoni non sono sembrati male (a parte nel finale in cui iniziavano un pò a confondersi), comunque è stato un bel live e vi assicuro che Turilli è stato rimpiazzato più che degnamente!!
Khaine
Domenica 15 Aprile 2012, 14.37.45
4
Guardando lo spettacolo mi è anche parso di averlo visto porconare tra se e se tra un pezzo e l'altro... boh. Fuori i suoni non erano malaccio (vabbè, non era neanche il non plus ultra, ma come scritto sopra a parte un paio di episodi il tutto era abbastanza godibile).Chissà!
il vichingo
Domenica 15 Aprile 2012, 14.34.26
3
Ah ok, grazie Khaine. Ora è tutto più chiaro. Sì in effetti è una reazione davvero fuori luogo, anche perchè Fabio non è solito a episodi di questo genere. Deve essere stato davvero incazzato per il discorso dei problemini tecnici...
Khaine
Domenica 15 Aprile 2012, 14.27.37
2
@ Il vichingo: non l'ha chiamato, quando il ragazzo gli ha chiesto se fosse stanco lui gli ha risposto: "non sono stanco, è che qui non si sente un cazzo. Vuoi venire tu al posto mio? Vuoi fare a cambio? Vengo io al posto tuo e tu vieni a cantare?". Ovviamente si trattava di una provocazione, un pò come dire "non rompermi i coglioni, vorrei vedere te al posto mio"
il vichingo
Domenica 15 Aprile 2012, 14.23.31
1
Deve essere stato davvero un bel live, almeno per un fan dei Rhapsody, dato che la set list era davvero di tutto rispetto. Si fanno onore anche i Bejelit, che tutto sommato sono una band Power niente male. PS: non ho capito bene l'episodio in cui Fabio Lione ha chiamato il ragazzo sul palco a fare cambio...
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