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EPICA + STREAM OF PASSION + XANDRIA - Alcatraz, Milano, 17/04/2012
22/04/2012 (3958 letture)
Dopo più di un anno di attesa ecco finalmente ritornare in Italia gli Epica per un tour da headliner; quelle all'Orion di Ciampino (Roma) e all'Alcatraz a Milano sono state infatti tra le primissime date del primo tour europeo di supporto al neonato Requiem for the Indifferent.
Un tour come alcuni di voi sapranno funestato da svariati imprevisti che hanno colpito sia loro che le band di supporto, ma che comunque non hanno impedito ai nostri di mettere in piedi un bellissimo show. Noi di Metallized siamo stati alla data di Milano, eccovi il resoconto della serata:


DI FACCE CONOSCIUTE ED IMPREVISTI A 5 CORDE
Dopo alcune settimane di vivace attesa a causa dell'ottimo disco prodotto ecco dunque arrivare Martedì 17 Aprile; insieme ad un nutrito gruppo di amici parto nel primo pomeriggio da casa per arrivare davanti ai cancelli dell'Alcatraz intorno alle 16 (tre ore prima della fissata apertura dei cancelli), è parecchio presto ma le voci di uno show quasi sold out ci hanno fatto optare per la soluzione più prudente.
Davanti all'entrata del locale milanese c'è già una discreta coda formata di fans arrivati in mattinata e non posso fare a meno di fermarmi a chiacchierare con persone che ormai incontro puntualmente ad ogni concerto: crescerà la fama degli headliner ma in fin dei conti siamo sempre gli stessi ad essere presenti, segno del fatto che anche una band ormai affermata come gli Epica rimane seguita dalla solita cerchia ridotta di fan (limitata probabilmente a poche migliaia di persone in Italia).
L'attesa scorre rapida mentre si discute del concerto a cui ci apprestiamo ad assistere e non possono non saltare fuori argomenti come la "maledizione" abbattutasi sui bassisti: Yves Huts (membro fondatore degli Epica) ha abbandonato la band a meno di un mese dall'inizio del tour (nel mezzo delle date di riscaldamento), il neo-acquisto Rob Van Der Loo (MaYan, ex-Delain) si è sentito male la mattina del giorno del primo concerto ed è tornato in Olanda per accertamenti medici (ora comunque pare sia migliorato) e dulcis in fundo il bassista degli Xandria Nils Middelhauve si è procurato una profonda ferita all'indice durante le date di riscaldamento, tanto che la band ha dovuto chiamare il Serenity Fabio D'Amore per sostituirlo durante tutto il tour.
Insomma una tragedia greca che ha solo risparmiato il bassista degli Stream of Passion Johan Van Stratum.
È anche notizia di ieri – come se non bastasse - che gli Xandria hanno dovuto rinunciare alla prima data spagnola a causa delle cattive condizioni di salute della loro cantante Manuela Kraller.

XANDRIA

Ancora sotto shock dopo aver visto i cancelli dell'Alcatraz aprirsi non solo puntuali ma addirittura in anticipo, entro nel locale e scopro con mio ulteriore stupore che il concerto si terrà sul palco secondario, ecco spiegato il motivo del quasi sold-out...
Notoriamente il più piccolo dei due stage gode di un'acustica migliore, ma in queste occasioni la capienza del locale viene più che dimezzata e gli spazi per le band sono molto più risicati.
Dopo essermi assicurato una posizione sul balconcino fronte palco (appena sopra il mixer) sono pronto a godermi lo show dei tedeschi Xandria. Intro magniloquente (pre-registrato come tutte le parti di tastiera della band che è per scelta sprovvista di un tastierista) e si parte con Valentine (estratta dal nuovo Neverworld's Ends).
I suoni appaiono immediatamente discreti, con un leggero eccesso di bassi che ci permette di godere appieno del lavoro di Fabio D'Amore (più volte acclamato nel corso della serata) oltre che evidenziare il lavoro del batterista Gerit Lamm.
Anche Manuela Kraller appare essere in gran serata: tecnicamente si tratta di una cantante lirica dotatissima (probabilmente è la meglio impostata delle tre che avremo modo di ascoltare questa sera) e live risulta molto meno "piatta" che su cd quanto ad interpretazione dei pezzi.
Ottimo anche il lavoro dei chitarristi Philip Restemeier e Marco Heubaum, pulito e preciso anche negli apprezzabili momenti solisti (seppur leggermente penalizzato rispetto alla sezione ritmica in termini di restituzione).
Non faccio mistero di non amare particolarmente gliXandria, li ho sempre trovati un po' troppo derivativi e legati ad un sound troppo ispirato ai Nightwish dell'ultimo periodo Turunen, ma dal vivo nel breve tempo a loro concesso sono riusciti a mettere in piedi uno show assolutamente degno di nota e che il pubblico ha apprezzato, chiuso – tra l'altro - con una Ravenheart da brividi (che non ha fatto rimpiangere per nulla Lisa Middelhauve dietro al microfono) e da un simpatico quanto interessante assolo a due di batteria e basso.

SETLIS XANDRIA
Valentine
Blood of My Hands
Euphoria
Forevermore
The Lost Elysion
Ravenheart


STREAM OF PASSION
Avevo acquistato il biglietto del concerto non sapendo quali band di supporto avrebbero suonato prima degli Epica, e non nego di essermi entusiasmato scoprendo che tra gli act di supporto ci sarebbero stati gli Stream of Passion.
Gruppo olandese, sì giovane (tra i fondatori ormai non più presenti in line-up figurava anche un certo Arjen Lucassen), ma con con alle spalle già tre dischi che sta faticosamente tentando di promuovere l'ultimo Darker Days, nonostante – purtroppo - gli riesca particolarmente difficile esibirsi all'estero se non, come in questo caso, supportando gruppi più blasonati... Misteri della musica.
Mistero accresciuto dalla prova superlativa che li ha visti protagonisti nei circa 40 minuti a loro disposizioni, in cui hanno letteralmente rapito l'Alcatraz con il loro symphonic contaminato da una vena latina portata in gruppo dalla singer Marcela Bovio, cantante messicana giunta in Olanda proprio per cantare su un disco di Lucassen (interpretava "Wife" in The Human Equation).
Mi aspettavo un buon concerto ma questi ragazzi hanno superato le attese: perfetta la coordinazione sul palco delle due asce Stephan Schultz e Eric Hazebroek che continuano a cambiare chitarre ed accordature (segno di quanto siano vari i pezzi), mentre la sezione ritmica martella decisa grazie a Van Stratum (un pazzo scatenato, sinceramente non capisco come a nessuno del gruppo sia ancora arrivata per sbaglio la paletta del basso in faccia) e alla batteria di Martijn Peters; bravo anche il tastierista Jeffrey Revet (per quanto più in secondo piano). Ottime dunque nel complesso le esecuzioni dei pezzi, sopratutto grazie ad una superba Marcela Bovio che dal vivo rende quasi più che su cd: potenza vocale enorme sin dalla prima canzone, perfetto controllo della voce attraverso tutti i vari stili di canto (in certi momenti non ha disdegnato il lirico), capacità di suonare molto bene anche il tamarrissimo violino elettrico a forma di Flying V che si porta dietro ed una genuina simpatia che l'ha fatta parlare in italiano per buona parte del concerto (e fatto fare foto e firmare autografi a lungo all'uscita).
I sei Orange hanno proposto pezzi classici come Passion e This Endless Night e brani estratti dall'ultimo cd come la opener Lost o la stupenda Collide oltre ad una notevole cover di Street Spirit dei Radiohead.
Insomma quaranta minuti da ricordare che in certi momenti mi hanno anche fatto dimenticare che da lì a poco avrebbero suonato gli headliner!

SETLIST STREAM OF PASSION
Lost
Passion
Collide
Darker Days
Haunted
In the End
Street Spirit (Radiohead Cover)
This Endless Night



EPICA
E così arriviamo proprio ai tanto attesi headliner, grazie ad un cambio di palco per forza di cose più lungo del solito possiamo osservare la nuova scenografia che i nostri si portano in giro: nuovo fondale e aste microfoniche e delle luci della forma sinuosa, mentre le posizioni sul palco di tastiera (piazzata su un supporto girevole a sinistra) e batteria (rialzata sulla destra) sono rimaste invariate rispetto al tour di Design Your Universe.
Finalmente nel buio intanto calato sull'Alcatraz parte una versione piuttosto lunga dell'intro Karma che dopo pochi momenti di attesa fremente culmina nel violento attacco di Monopoly of Truth. I nostri entrano sul palco acclamati dalla folla in visibilio e iniziano a premere sull'acceleratore: Mark e Isaac sono precisissimi dietro le loro sette corde (perfettamente bilanciate ed udibili) mentre Coen interpreta al meglio le parti di tastiera (anche se queste in certi frangenti restano un po' troppo indietro). Purtroppo l'assenza di un bassista vero si fa sentire: le tracce di basso registrate sono impastate e troppo sature mentre la cassa di Arjen è totalmente priva di medio alte (su cd invece è molto di punta e ne ha tantissime), ciò fa si che si senta solo quasi sul diaframma, problemi questi che purtroppo sono andati avanti per tutta la durata dello show e che l'hanno in parte rovinato.
Dopo pochi secondi entra anche la bella Simone Simons, che non appare immediatamente in formissima a livello vocale (come se stentasse), inoltre la vediamo improvvisamente smettere di cantare e girarsi spaventata: una bacchetta è sfuggita di mano al batterista mentre suonava un crash a lato del drum kit e ha sfiorato il volto della rossa cantante olandese: un po' di spavento ma nessun danno, tanto che dopo pochi secondi Simone ricomincia a cantare con la stessa convinzione di prima supportata dal growling/screaming sempre più maturo di Mark.
I nostri attaccano poi senza pause con una stupenda versione di Sensorium (estratta dall'esordio The Phantom Agony) e dopo i primi saluti - anche loro hanno provato a farli in italiano – danno il via alla violentissima Internal Warfare, con gli assoli di tastiera e chitarra eseguiti magistralmente e la voce di Simone che finalmente calda inizia a dare il meglio di sé.
Parte poi Serenade of Self-Destruction, stupenda chiusura di Requiem for the Indifferent ma un po' pesante dal vivo per via della lunghezza, mentre la successiva Sancta Terra manda in visibilio il pubblico e mostra il lato giocoso degli Epica, con il chitarrista Isaac che va a suonare parte degli iniziali arpeggi di tastiera, tra le risate del resto del gruppo che però non perde un colpo e sta perfettamente dietro ai cori registrati, fondamentali per la buona riuscita di questa canzone in particolare.
Dopo tanto movimento è arrivata l'ora della ballad, che questa sera non può che essere la nuovissima Delirium: l'Alcatraz si placa ed ascolta commosso mentre Simone ripropone il pezzo magistralmente, eccezion fatta per la nota bassa che viene mandata registrata (se l'ha cantata anche lei non ha dato abbastanza volume per farla sentire).
Si riparte in quarta con la vivacissima Blank Infinity che permette di nuovo al pubblico di scatenarsi, poco prima del finale è bravissimo Arjen a salvare i suoi compagni aggiungendo un giro di batteria extra per compensare un errore delle chitarre che hanno accelerato troppo una strofa (probabilmente confusi dal basso registrato nei monitor in ear) finendola troppo presto e rischiando di sfasare totalmente i successivi cori registrati.
Segue poi la lunghissima The Obsessive Devotion, che permette a Simone di rifiatare mentre Mark catalizza su di sé l'attenzione del pubblico dal momento che la canta quasi tutta lui; la singer olandese ritorna però sul palco per il singolone Storm the Sorrow, che dal vivo rende tantissimo e risulta essere la canzone più conosciuta del nuovo disco a giudicare dalla reazione del pubblico (o semplicemente la più facile).
Dopo l'ennesima lunghissima e complessa suite (The Phantom Agony, estratta dall'omonimo esordio) i nostri si ritirano dietro le quinte aspettando che il pubblico li richiami per l'encore.
Risale poi sul palco Coen che dopo aver ringraziato i presenti si riposiziona dietro la tastiera e fa partire l'immancabile Cry for the Moon, pezzo storico e fondamentale in ogni concerto degli Epica che si rispetti.
Si prosegue con Unleashed, unica estratta da Design Your Universe (cosa che personalmente mi ha lasciato un po' interdetto considerando il valore del disco in questione) cantanta superbamente da Simone, ancora carica e affatto stanca nonostante il concerto stia volgendo al termine.
Giungiamo dunque alla chiusura affidata alla stupenda Consign to Oblivion, secondo il sottoscritto la migliore delle tante suite proposte in questa bella serata: Mark sugli scudi per aggressività e resto della band letteralmente scatenato.

SETLIST EPICA
Karma
Monopoly of Truth
Sensorium
Internal Warfare
Serenade of Self-Destruction
Sancta Terra
Delirium
Blank Infinity
The Obsessive Devotion
Storm the Sorrow
The Phantom Agony
Cry for the Moon
Unleashed
Consign to Oblivion


Cosa dire per riassumere?
Gli Epica e i gruppi di supporto hanno dato vita ad uno spettacolo memorabile che è assolutamente valso il prezzo del biglietto.
Qualcosa può non aver funzionato alla perfezione certo, ma quello che tutte queste band sono state in grado di fare nonostante tutti gli imprevisti che le hanno colpite ha dell'incredibile, e ha dimostrato quanto musicisti di questo livello riescano ad adattarsi ad ogni situazione mantenendo la calma e continuando a fornire prestazioni professionali e degne di nota. Chapeau.

Foto a cura di: Gianluca Leone, Giada Boaretto ed Eleonora Pisano.



beast
Sabato 18 Giugno 2016, 4.27.19
6
e' scandaloso che i gruppi giovani ormai suonino 70/80 minuti. Gli Epica a volte anche meno. mi piacciono molto ma dal vivo non credo li rivedro' E pensare che ci sono sessantenni che suonano 2 o 3 ore. ma vergognatevi
hevonen
Venerdì 27 Aprile 2012, 17.53.35
5
Gran bel concerto, gran brutto orario di inizio che (dannazioneeee!!!) mi ha fatto perdere l'inizio degli Xandria. Hanno suonato tutti alla grande, nonostante i vari problemi di bassisti ecc.
Daniele
Martedì 24 Aprile 2012, 0.07.26
4
Reputo gli Stream of Passion un grande gruppo,che da quanto leggo nella recensione,hanno suonato alla grande.Poi la voce di Marcela Bovio fa il resto.
Room 101
Lunedì 23 Aprile 2012, 23.15.31
3
Ragazzi purtroppo le macchinette compatte hanno dei limiti XD mi spiace!!
il vichingo
Lunedì 23 Aprile 2012, 20.57.29
2
HAHAHAHAA!! Quoto alla grande la considerazione di Rada: dove sono le foto che il buon team di Metallized è solito mettere per far godere il nostro Apparato visivo?? . Cazzate a parte, leggendo il Liver Report mi è sembrato che gli Epica siano stati formidabili dal vivo. Prima o poi assisterò ad un loro concerto, d'altronde l'ultimo Requiem for the Indifferent mi è piaciuto molto
Radamanthis
Lunedì 23 Aprile 2012, 19.27.25
1
Bravo Room 101, bel report ma con una grande mancanza...foto di Simone....gravissima mancanza...
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Alcatraz, Milano, 17/04/2012
 
 
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