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KIKO LOUREIRO - Hotel Europa, Messina, 20/05/2012
28/05/2012 (1817 letture)
Trasferta cortissima stavolta per il sottoscritto, dato che l'Hotel scelto dalla Lizard Messina come sede del master-class tenuto da Kiko Loureiro -che la stessa ha provveduto ad organizzare- dista circa un chilometro dalla residenza del sottoscritto, fattore che ha reso agevolissimo questo report, completato ulteriormente dalla piccola intervista che potete leggere in coda allo stesso. Arrivo sul posto giusto pochi minuti prima dell'inizio della lezione di Kiko, che si svolge all'interno di una piccola saletta riservata allo scopo, nella quale è stato montato un piccolo palco con ampli, effetti e postazione per il Pc e davanti al quale i 40/50 posti disponibili sono tutti occupati. Il primo impatto con Loureiro è assolutamente positivo, con il musicista rilassato, amichevole, che mostra di ricordarsi dell'intervista rilasciata solo pochi mesi fa in una occasione simile al nostro Khaine. Stabiliamo rapidamente di parlarci dopo la lezione e prendo posto in fondo alla saletta, a circa quattro o cinque metri dal chitarrista degli Angra.

In tutte le altre occasioni simili cui ho assistito, i dati principali sono sempre stati due: una lezione che alla fine ha stabilito che più delle varie tecniche impiegate nel suonare uno strumento, ciò che conta è la creatività ed il gusto musicale, ed un pubblico che nella gran parte dei casi è rimasto piuttosto timido, quasi timoroso nel porgere domande all'artista di turno. Se il discorso legato alla creatività che batte la tecnica pura è stato confermato, quello relativo alla timidezza del pubblico è stato invece sconfessato dall'atteggiamento assolutamente privo di spocchia, alterigia o similia di Kiko, che si è posto immediatamente in maniera umile, allegra, con una palese voglia di parlare alla gente utilizzando spesso l'italiano, anche riferendosi a questioni tecniche.

La discussione, inframmezzata dalle immancabili esibizioni di Kiko su basi registrate, ovviamente molto più che godibili, si è presto tramutata in una discussione amichevole, durante la quale l'artista, pur spiegando spesso particolari tecnici come l'uso della scala lydian (da qui un certo retrogusto jazzy delle sue composizioni), ma sempre tenendo come base dell'esperienza messinese la trasmissione di un concetto semplice: quel che conta è il gusto, la creatività, la voglia di esplorare strade diverse da quelle canoniche, in modo che ognuno -in teoria- possa trovare il proprio stile compositivo ed esecutivo. Un altro aspetto interessante che è venuto fuori, è quello riguardante l'influenza della musica tradizionale brasiliana -in particolare bossanova e bajon, che a ben guardare fanno ripetutamente capolino nelle sue canzoni. Un momento piuttosto divertente si è registrato quando Loureiro, descrivendo l'impostazione corporale che assume mentre suona, (comprendente il fatto di tenere il plettro di fianco per ottenere un suono peculiare quando pizzica le corde), ha dichiarato di essere mancino. La cosa ha provocato un momento di perplessità nella platea, in quanto Kiko impugna il manico con la sinistra, ossia in maniera tradizionale. Ebbene: a precisa domanda di uno spettatore egli ha confessato che quando ha cominciato a suonare insieme alla sorella, non c'erano i soldi per comprare due chitarre, e quindi si è dovuto adattare ad imparare a suonare "contronatura", continuando a fare il resto da mancino; mi pare lo abbia fatto con discreti risultati, no?

Ovviamente Kiko non si è sottratto quando è stato il caso di parlare di questioni tecniche, ma non è stato quello il focus dell'incontro, durato due ore circa, basato invece sulla trasmissione di un concetto di libertà espressivo/compositivo e sulla disponibilità del musicista. A fine master-class l'incontro con i partecipanti per la consegna degli attestati di partecipazione, gli autografi e le foto ricordo, al termine del quale io e Loureiro ci siamo trovati per scambiare due chiacchere.

L'INTERVISTA

Kiko: Hai preparato le domande?

Francesco: No, improvvisiamo.
Kiko: Aaahhh... improvvisiamo. Bello, bello...(tutto in Italiano - NdA)

Francesco: Cominciamo dalla tua lezione. La gran parte delle volte, il pubblico di questi eventi è un po' in difficoltà nel porre le domande, c'è di solito un po' di ritrosia nel farlo, ma non stasera.
Kiko: No, qui la gente ha posto un bel po' di domande, tutto è stato "tranqilo".

Francesco: Forse ti ricordi un'intervista con la nostra webzine dello scorso Dicembre a Vicenza. Hai notato delle differenze tra i due tipi di pubblico?
Kiko: Un po'. Ma sai... per me essere in Italia è differente che essere in altri paesi, il pubblico italiano è simile a quello brasiliano, è un po' come essere a S. Paolo. Qui al sud sono stato già a Siracusa, quindi è la mia seconda volta qui in Sicilia. Si, c'è qualche piccola differenza da città a città, ma poca roba. Amo la gente di Milano come di Roma.

Francesco: Ok, torniamo alla musica. Durante il tuo master-class hai detto una cosa molto interessante circa la musica folk brasiliana e di come questa ti influenzi ancora oggi. Questo è interessante anche per me, perchè ho sempre pensato che il folk sia la principale radice del metal, molto prima dell'esplosione del folk-metal.
Kiko: Ma perchè è così. Prendi il blues: è musica folk, musica etnica, però quando molta gente nera ha preso il controllo dello show-biz non lo hanno considerato etnico, lo hanno considerato come la loro fonte musicale ed il resto come musica etnica; ma attualmente il blues è considerato essenzialmente musica etnica e la gente afro-americana che lo canta è la stessa che fu resa schiava in Brasile che canta una musica differente, il samba, il bajon, un mix della cultura europea, di quella indio e di quella afro. Negli Usa c'è stata una storia differente, poi Cuba... i Caraibi... piccole differenze, con molte più percussioni perchè negli Usa non le amano molto e c'erano più strumenti normali. Però se studi la musica in profondità ti accorgi che viene tutto dalla stessa radice.

Francesco: Ed anche la classica è molto vicina al metal.
Kiko: Specialmente nel progressive metal, con quel gusto per i cambi di tempo... le orchestrazioni... anche gli ultimi Beatles si spostarono verso orchestrazioni, con il piano... è interessante.

Francesco: Ed è strano come ciò sia normale dirlo tra musicisti, ma la gente "normale", (fra virgolette, senza disprezzo - NdA), non se ne accorga mai.
Kiko: Perché i musicisti considerano la musica come corpo unico, la amano e ne amano i diversi stili. La buona musica è buona musica, ma molti fans considerano la musica come il calcio (in italiano- Nda), ed odiano gli altri che non tifano per la loro squadra... è molto triste.

Francesco: Amo i Manowar quindi odio gli Angra.
Kiko: Si, è come dire: "Io tifo per la Juventus quindi odio l'Internazionale", ma ci sono delle persone che invece guardano tutte le partite perché gli piace vedere del bel calcio e nella musica è lo stesso: puoi ascoltare ogni genere di musica, perché se è buona è buona e quando scrivi la tua musica, quando cerchi di trovare il tuo stile, quando vuoi essere creativo, tutto questo ti aiuta. Quando io scrivo musica metal e vengo dall'aver ascoltato Maiden, Black Sabbath, Metallica e molti altri, in qualche modo mi ritrovo tutto questo, perché sono un loro fan. Allora puoi scegliere: o essere solo una loro copia, o trovare il tuo stile ascoltando vari tipi di musica. Ascoltare solo le metal band attuali di un solo genere poi, è pericoloso, perchè suonano inevitabilmente come le band di ora, ma hanno dentro di loro il seme delle band leggendarie di un tempo. Se tu ascolti, non so... In Flames, Meshuggah, non sono come gli Slayer, cercano di scoprire, di inserire altri strumenti, chitarre a sette corde, di trovare un altro suono e di inserire un po' della loro cultura nazionale nella musica, così come i Rhapsody fanno in Italia. E' importante.

Francesco: Ci sono molte persone che sostengono che il rock sia morto. Che ne dici?
Kiko: Il rock non è morto, però.... Non so, io non sono vissuto negli anni 70, o nei 60 o anche prima e naturalmente adesso c'è molta musica elettronica, i Dj's... Non è musica, ma per loro sì, la gente si diverte, così per loro va bene. Una volta il chitarrista rock era visto da tutti come un'icona ed alcuni lo sono ancora oggi, ma devono dividere questa condizione con i Dj's, che con i loro pick up ed altro, catturano l'attenzione della gente. Negli anni 70 il rock -ma anche il pop- produceva canzoni molto naif, molto vere, oggi abbiamo musica elettronica molto forte, specialmente quella europea. Anche il r'n'b americano, il pop, la black music, usano parecchi elementi elettronici e prima ancora il funk negli anni 70, a poco a poco sono diventati tutti tump, tump, tump... e puoi vedere facilmente questo impoverimento degli stili ed anche nel metal puoi vedere questo. Tutti quelli che fanno qualcosa di interessante per te vanno bene, intendiamoci, ed è interessante anche l'uso dell'elettronica, specie quella di derivazione europea, solo che talvolta pò essere noioso, ma mi piace anche l'elettronica, perché sono un musicista, mi piace vedere i vari groove e l'energia che possono dare ai ragazzi. Alla fine c'è una musica per ogni persona, ed è giusto così.

Francesco: Che mi dici degli del tuo prossimo lavoro da solista?
Kiko: Si, ho un nuovo album solista che ti spedirò, che vede all'opera Virgil Donati alla batteria, poi Felipe Andreoli, il bassista degli Angra, questo è il trio di base. Poi io ho suonato le tastiere, Maria Ilmoniemi ha suonato l'Hammond, ed ho avuto anche la collaborazione di Doug Wimbish dei Living Colour in un pezzo. Mi sembra bello, del mix e della produzione si è occupato Dennis Ward, che ha già lavorato con gli Angra, e sono molto felice del risultato. Uscirà a luglio, ma non sono ancora sicuro della data. Dovrebbe uscire prima in Giappone. Con gli Angra invece adesso siamo fermi, ce la stiamo prendendo comoda, ma dovremmo tornare a suonare a giugno.

A fine intervista Kiko ha voluto la mia mail per spedirmi il suo CD, per farmelo sentire, dimostrando ancora quanto lontanissimo sia dallo stereotipo della rockstar che molti musicisti, invece, dimostrano di venerare.

Foto a cura di Stefania Rizzo.



HeroOfSand_14
Venerdì 1 Giugno 2012, 14.15.24
6
@Furione: magari!! penso che se lo aspettano tutti, e per soldi il buon vecchio Andrè potrebbe ben farlo!
Furione
Mercoledì 30 Maggio 2012, 22.48.34
5
Grande chitarrista e si vede che è una perosna umile. Speriamo adesso in una reunion con Matos e spaccheranno il mondo
Raven
Mercoledì 30 Maggio 2012, 15.10.17
4
Purtroppo ho saputo dopo, se no avrei chiesto.
HeroOfSand_14
Mercoledì 30 Maggio 2012, 14.56.59
3
Grandissima persona, Kiko. Grandissimo talento e disponibilità, e il fatto che ha detto che gli ANgra torneranno a suonare a giugno fa ben sperare, ma...chi sarà il cantante?
Raven
Martedì 29 Maggio 2012, 21.17.08
2
In effetti si grazie per i complimenti.
jek
Martedì 29 Maggio 2012, 20.49.03
1
E' sempre un piacere leggere un intervista di Raven. Grande personaggio Kiko, e grande chitarirrista. Sulla morte del rock si è dimostrato molto diplomtico .
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