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BLACK SABBATH - I testi, seconda parte
12/06/2012 (8663 letture)
La rivoluzione musicale perpetuata agli albori degli anni settanta dai Black Sabbath passava inevitabilmente attraverso dischi leggendari e testi d'avanguardia: ai due seminali Black Sabbath e Paranoid rilasciati nel 1970, seguì il mastodontico Master of Reality, che combinava gli elementi migliori dei predecessori e rappresentò, dunque, la completa maturazione dell'act di Birmingham. Tra i solchi del platter, un disco dalla copertina tremendamente semplice, erano stentoreamente ribaditi tutti i canoni possenti dell'heavy metal nascente: riff pesanti come macigni, atmosfere tetre, una potenza cupa e compatta, tempi per lo più cadenzati e maciullanti ma anche exploit più movimentati, trame ben articolate, l'inscalfibile e consueto wall of sound, il chitarrismo fluido, melodico e torrenziale di Tony Iommi, la voce cacofonica di Ozzy Osbourne. Per molti, Master of Reality fu una sorta di apice creativo della primissima porzione di carriera del Sabba Nero, un album splendido destinato a restare impresso nelle memorie e nei cuori per parecchi decenni. Eloquentemente introdotta da ripetuti colpi di tosse e contraddistinta dal consueto riffato doom, lento e ossessivo, Sweet Leaf parla della dipendenza dalla mariujana, notoriamente diffusa tra gli hippy del tempo e tra i componenti dei Black Sabbath: il protagonista ricorda la prima volta che ti ho incontrato, la sensazione di sorpresa e il bisogno di desiderare te e i tuoi simili; senza alcun pudore, Ozzy canta ti amo e lo sai, sostiene che la sua vita era vuota prima che incontrasse questa via di fuga capace di renderlo libero, la definisce nuova fede e prevede un boom di gradimenti nell'immediato futuro (presto il mondo ti amerà, dolce erba), rimarcando però che le persone per bene non sanno cosa sei. Col suo mood arioso posto in incipit, e le armoniose aperture melodiche, After Forever si pone inizialmente come una serie di domande profonde sul post-mortem (Hai mai ragionato sulla tua anima? Può essere salvata? O forse pensi che quando sei morto tu sarai nella tua tomba? Dio è solo un pensiero nella tua testa o è parte di te? Gesù è solo un nome che hai letto in un libro quando eri a scuola? Quando pensi alla morte perdi il fiato o mantieni la tua freddezza? Vorresti vedere il Papa appeso ad una corda? Pensi che sia uno sciocco?), sterzando poi in una sorprendente dichiarazione di fede: Potrebbe essere che sei spaventato di quello che potrebbero dire i tuoi amici se sapessero che credi in un Dio superiore? Loro dovranno capire prima di criticare che Dio è la sola via per amare. Si denigra ancora la ristrettezza mentale di chi si lascia trascinare nel mucchio in cui tutti corrono, si punta il dito contro le persone false e superficiali (le persone come te che hanno crocefisso Gesù) e contro chi crede che la propria opinione sia l'unica che ha voce, prima che nel finale venga ribadita con toni solenni la fiducia in Dio: Apri gli occhi, pensa solo che lui è l'Unico, l'unico che ti salverà da tutti questi peccati e dall'odio, anche se quando arriverà il momento di aprire gli occhi e accorgersi della veridicità di queste sacre verità sarà già troppo tardi. E' curioso sentire parole simili pronunciate dalla band che per prima accostò l'heavy metal all'occulto, ma del resto -come spesso accadrà in seguito- parlare di Satana (o di Nazismo, di guerra, di violenza) non significa necessariamente esserne a favore, anzi; sono invece i paraocchi della gente ignorante a produrre pregiudizi e stereotipi insensati. Non a caso, il brano fu tacciato di blasfemia da alcuni fondamentalisti cristiani. Con la sua eco intimidatoria e la sua maciullante potenza da headbanging, Children Of The grave é uno dei pezzi più tellurici e intramontabili mai composti dalla band: su un riffone marziale di proporzioni monolitiche e ben ritmato si scaglia l'interpretazione carismatica di un Ozzy trascinante, che prende le difese delle generazioni nascenti, il cui futuro sembra terribilmente a rischio a causa delle guerre e della sofferenza; si parla di rivoluzione nelle menti dei bambini, che un giorno incominceranno a marciare contro il mondo in cui devono vivere, spinti dall'odio che hanno nel cuore, frutto di conformismo e regole claustrofobiche (stanchi di essere spintonati in giro e rimproverati su quello che devono fare, loro combatteranno il mondo finché non vinceranno). Una visione terribilmente profetica.

Sostenendo che i bambini di domani vivono nelle lacrime che cadono oggi, la band sottolinea come il futuro appaia problematico ed incerto per quei fiori che germogliano in un'epoca difficile, densa di ipocrisia, corruzione, falsità ed instabilità sociale: ci si pone tante domande (Sorgerà il sole domani, portando pace in qualunque caso? Il mondo deve vivere nell'ombra di paura della bomba atomica? Sapranno vincere la battaglia per la pace o scompariranno?) e si scocca, in coda, un messaggio di grandiosa e radiosa umanità: Allora bambini del mondo ascoltate quello che dico: se volete un posto migliore in cui vivere al posto del mondo odierno, mostrate al mondo che l'amore è ancora vivo; ma dovrete essere coraggiosi, o voi bambini di oggi sarete bambini della tomba. Un inno all'amore, un incoraggiamento a dare importanza ai sentimenti e alla purezza dell'animo umano, ovvero quanto di più nobile potessero cantare questi presunti adoratori del Male: dopo aver letto testi del genere, anche il più ingenuo non faticherà a capire quale é il vero Male e quale invece è solo il capro espiatorio prescelto per gettare sabbia negli occhi delle eprsone mentalmente cieche. Lord of This World poggia su un altro giro di chitarra quadrato del tutto inscalfibile, e parla di un ipotetico individuo medio, perfetto ritratto di quelle persone superficiali di cui si diceva sopra: esse vengono definite incapaci di trovare la chiave per la serratura del proprio cuore e di cercare una cura per la loro anima malata; queste persone pensano di sapere ma non sono mai completamente sicure delle proprie scelte, hanno scelto la via malvagia rispetto all'amore , pensano di essere innocenti e non aver nulla di cui avere paura, ma assieme a tutti i loro simili sono gli artefici della sofferenza e dell'ingiustizia che regna nel mondo, figlia della loro cupidigia ed orgoglio. Struggente e onirica é la nenia di Solitude, accarezzata da una linea vocale dolce che rende la voce di Ozzy praticamente irriconocibile; il protagonista ha perso una persona cara, probabilmente la propria donna, e vede un futuro avvolto in una scura distesa desolata: tutto quello che possiedo, adesso non c'è più, dove posso andare e cosa posso fare? Niente mi compiace e solo i pensieri sono per te; tu mi hai deriso quando ti ho pregata di restare, non ho smesso di piangere da quando sei andata via. Il pezzo é davvero commovente (piangere e pensare è la sola cosa che faccio) e possiede un'amara verità: il mondo è un posto solitario, dove sei da solo. Alla galleria dei riff più poderosi e corposi dell'act inglese appartiene di diritto Into The Void, brano che si trascina pachidermico fino ad un contorto solo finale, con tanto di intersezione centrale più rapida, ed è una cruda istantanea di guerra, scattata con la consueta poetica: I motori dei razzi bruciano carburante così velocemente, esplodono su nel cielo notturno, attraverso l'universo sibilano i motori, potrebbe essere la fine dell'uomo e del tempo? Sulla terra la fiamma della vita brucia piano, tutto è miseria e dolore, l'inquinamento uccide l'aria, la terra e il mare, l'uomo si prepara ad incontrare il suo destino. I motori dei razzi bruciano carburante così velocemente, su nel cielo notturno così vasto, metallo bruciante attraverso l'atmosfera; la terra rimane nella preoccupazione, nell'odio e nella paura, con le battaglie sanguinose che infuriano. La realtà desolante nella quale siamo immersi é talmente regretta da spingere la fantasia a volare verso mondi lontani e forse inesistenti, alla ricerca di un pianeta che possa accogliere il nostro bisogno di serenità, pur se lontano chissà quante galassie di vuoto raggelante: Razzi volano verso l'ardente sole, attraverso gli imperi del vuoto eterno, libertà dal suicidio finale, combattenti per la libertà mandati fuori verso il sole, scappare dalle menti svuotate e dall'inquinamento; il nostro pianeta morente sebra essere ormai troppo sporco per continuare ad ospitarci, e l'idea di bbandonarlo per ripartire da zero, altrove, sembra quasi soave: lascia la terra nel suo peccato e nel suo odio, cerca un nuovo pianeta dove la libertà attende. Passate le stelle siamo in un campo di ancestrale vuoto, attraverso gli scudi di tenebra dove trovano amore su un pianeta, un mondo sconosciuto dove i figli della libertà costruiranno la loro casa; lasciata la terra a Satana e i suoi schiavi, lasciali al loro futuro nelle tombe, fai una casa dove l'amore c'è per restare, pace e felicità ogni giorno. Il disco é completato da Orchid, un'elegante pezzo strumentale che si delinea come malinconica e fa sfoggio di un'esile melodia.

Volume IV segna un marcato cambio di rotta nello stile dell'act di Birmingham, che ora si fa decisamente meno cupo e roccioso, delineandosi verso un hardrock ancora imperniato su riff importanti ma non più possente, oscuro, compatto e slowly come nei muscolari episodi precedenti. Wheels Of Confusion/The Straightener apre il disco con un'aria più positiva e dinamica rispetto al consueto stile doom-metal della band inglese, che qui sembra parlare della perdita dell'illusione e della purezza adolescenziale: perso nella bellezza non conoscevo la paura, innocenza e amore era tutto quello che conoscevo, ma era solo un'illusione. Il protagonista racconta di come presto i giorni sono stati ricoperti dalla nebbia, lasciando che la felicità si incancrenisse soltanto in bei racconti piuttosto che nella realtà quotidiana, perduta nella ruota della confusione in una vita che sembra essere soltanto un gioco, un gioco in cui non c'é vincitore: tenta in maniera caparbia, sarai sempre e comunque un perdente, il mondo continuerà comunque a girare quando tu te ne sarai andato. Un pezzo dunque intriso di un certo pessimismo, nonostante musicalmente appaia più positivo di molti altri; Tomorrow's Dream ha un suono corposo ma in ogni caso meno duro di quello udibile nei precedenti dischi, anche se qui si capta una vena malinconica riconducibile all'ennesimo sogno d'amore spezzato (Così ho capito che sto molto meglio senza di te, non sei l'unica cosa nel mio cuore) ma anche al desiderio di fuggire da una vita che sembra riservare solo delusioni e sofferenza (quando la tristezza ha riempito i miei giorni, è ora di andarmene e lasciare che il sogno del domani diventi realtà per me), anche a causa dell'eterna mancanza di amore e sentimento che appesantisce l'esistenza umana (mandami amore e io forse mi lascerò vedere). Struggente e commovente è Changes, che non potrebbe parlare che di cambiamenti, incentrati sulla perdita di una persona importante (in questo caso una donna): Sono così infelice, sono così triste, ho perso il miglior amico che abbia mai avuto; lei era la mia donna, la amavo così tanto ma adesso è tardi ormai, l'ho lasciata andare. sto vivendo dei cambiamenti, abbiamo condiviso gli anni, abbiamo condiviso ogni giorno, insieme nell'amore abbiamo trovato una via; ho impiegato così tanto per realizzare, e riesco ancora a sentire i suoi saluti; adesso i miei giorni sono pieni di lacrime. Vorrei poter tornare indietro e cambiare questi anni. Tristezza e solitudine rimangono costanti nei testi cupi ma non più spaventevoli dei Black Sabbath, che nella ben ritmata Supernaut lasciano filtrare invece un messaggio più radioso, anche se difficilmente comprensibile per intero; il testo sembra parlare di un viaggiatore del tempo e dello spazio, più probabilemtne metafora di un individuo che sente scorrere in sé un'energia positiva che lo predispone ad affrontare con ottimismo la vita: Voglio andare fuori e toccare il cielo, voglio toccare il sole ma non mi serve volare; ho attraversato gli oceani, girato ogni angolo, ho trovato la plastica alla fine dell'arcobaleno dorato, ho attraversato la magia e anche la realtà quotidiana, ho vissuto migliaia di anni, non mi hanno mai stancato. Non ho religione, non ho bisogno di amici, ho tutto e non ho necessità di pretendere nulla; non cercare di raggiungermi perché io lacererò la tua mente. Ho visto il futuro e l'ho lasciato indietro. Molto scalpore destò l'hardrock rilassato di Snowblind, che parla inequivocabilmente di cocaina e avrebbe dovuto anche dare il titolo all'album; la 'neve' di cui si parla é, ovviamente, la terribile polvere bianca che annebbia i riflessi e corrompe la mente: I miei occhi sono ciechi ma posso vedere i fiocchi di neve sfavillare sugli alberi; il sole non riesce più a rendermi libero, sento i fiocchi di neve che mi ghiacciano. Ozzy ne é saturo, eppure ne desidera ancora (Lasciami sentire il gelo dell'alba, riempi i miei sogni di fiocchi di neve) e si scaglia con decisione contro chi cerca di metterlo in guardia del rischio che sta correndo, come spesso accade al tossicodipendente: Non pensi che so cosa sto facendo? Non dirmi che quello che faccio è sbagliato, tu sei l'unico che sei realmente perdente, questo è il posto a cui sento di appartenere. l'ostacolo principale di chi cade vittimo della droga, o dell'alcool, infatti, è la difficoltà a riconoscere di avere un problema grave, rafforzata dalla consapevolezza -errata e fuorviata dalle percezioni soggettive, ma non oggettive- di poter controllare tutto quanto senza patemi. Alcuni hanno visto nelle parole di questa traccia dei riferimenti ad un racconto degli anni sessanta, L'Eternauta, nel quale la neve cieca è quella composta da radiazioni nucleari: ma questa interpretazione appare troppo buonista, sia nei confronti di una band che iniziava a dissipare la propria fortuna sia in riferimento ad una citazione ironica non troppo velata presente nei crediti del platter (We wish to thank the great COKE-Cola company of Los Angeles). Cornucopia si ricongiunge finalmente ai ritmi strascicati e ai riffoni poderosi dell'imminente passato, anche se é infervorata da linee melodiche e vocali più frizzanti; il pezzo sembra parlare dell'abbondanza nel quale la band é precipitata, e di cui ha deciso di approfittare: imperano gli eccessi, Non so cosa sta succedendo, la mia testa è completamente lacerata all'interno; a sprazzi, sembra che le liriche parlino anche della voglia di 'avere' che alberga nell'animo umano, della tendenza a desiderare beni su beni anche a costo di usare l'anima delle persone. Allegra ed incalzante, St. Vitus' Dance presenta un testo non proprio ispiratissimo, incentrato su un ragazzo che ha lasciato andar via la propria fiamma, sentendosi da essa tradito; in realtà il ragazzo non ha capito quanto la ragazza tenga a lui, e nella canzone lo si incita ad inseguirlea, per ripeovarci: Così pensi di sapere cosa sta succedendo nella sua testa, pensi che voglia il tuo denaro ma, al contrario, è te che vuole; pensi alle cose che ha fatto tanto tempo fa, Ti ruppe il cuore, ma in fondo, ragazzo non volevi lasciarla andare. se fossi in te io tenterei di nuovo, tenterei di rimediare, lei pensa solo a te, sai, ti parlo da amico. Il brano conclusivo é il più duro e doom del lotto: Under The Sun/Every Day Comes & Goes, una seccata ripicca nei confronti di chi ha la pretesa di spiegarci la vita. Ozzy canta non voglio nessun fanatico di Gesù che mi dica cosa sta succedendo, dichiara di non credere più né nella violenza né nella pace, ma solo in sé stesso: bene, non voglio nessun predicatore che mi dica di Dio nel cielo, no, non voglio nessuno che mi dica dove andrò quando morirò, voglio vivere la mia vita; non voglio nessuna persona che mi dica cosa fare, credo solo in me stesso, perché il resto non è vero. La verità che traspare nelle strofe è cruda e amara: la vita viene definita come una lunga overdose, che porta le persone verso la rovina, come traspare dalla frustrazione che nasconde le loro vere facce in un mondo arroccato a credenze confezionate, nel quale dietro ogni fiore cresce l'erbaccia; un assolo struggente ed una serie di riff emotivamente toccanti fanno da contorno ad un pezzo stupendo, che si conclude con un monito illuminato e di grande verità: credi solo in te stesso sai che non dovrai pretendere nulla, non lasciare che quelle persone vuote cerchino di interferire con la tua mente, vivi solo la tua vita e lasciali tutti indietro. Ancora una volta, nonostante fosse ancora ai suoi primi vagiti, l'heavy metal si rivela popolato di persone sagge, capaci di sbagliare -come tutti- ma capaci di possedere la propria mente, mai domi o chinati nel gregge, perennemente in contrasto con la carenza di valori e spiritualità che dilaga tra la gente. La spiccata capacità emotiva di questa band si delinea ulteriormente nei due brani strumentali, FX e Laguna Sunrise, delineatisi come delicate melodie dai toni onirici, molto differenti rispetto al classico heavy-doom dei Nostri.

Il consueto suono roccioso e pesante si fonde con atmosfere quasi progressive in Sabbath Bloody Sabbath, disco che segna l'ingresso in formazione del tastierista Rick Wakeman. Il riff tonante ed ultra-heavy della titletrack fa da guida ad un pezzo che parla di bugie, vendette e sogni spezzati: l'ingiustizia e la falsità distorcono la realtà e ce la fa vedere attraverso lenti distorte, le ragioni e i perché di tante cose bieche sembrano non emergere mai; e intanto ci si riempie la testa di ipotesi e menzogne, sperando di veder bruciare le persone che ti hanno azzoppato. Non si sa dove correre, non si sa quale futuro attende il domani, la vita ti sta uccidendo, i sogni si trasformano in incubi, paradiso trasformato in inferno; scoppia la confusione, nient’altro da raccontare. Musicalmente, Iommi spadroneggia con una serie vincente di riffoni tosti e quadrati degni degli anni migliori, giganteggia con un assolo dai contorni bollenti e fa da contraltare ad un Ozzy a tratti apocalittico: probabilmente il miglior brano dai tempi di Master of Reality, forse ispirato nel titolo ad un tragico episodio avvenuto nel gennaio 1972 a Londonderry (Irlanda del Nord), quando un gruppo di paracadutisti inglesi di religione protestante aprì il fuoco su una manifestazione d'unità cattolica; furono uccise tredici persone e altre cinquanta rimasero ferite, e l'episodio passò alla storia come Bloody Sunday. Con A National Acrobat si ritorna sui sentieri meno possenti sentieri stilistici intrapresi col disco precedente: si sperimentano pregevoli aperture melodiche e ci si incammina in liriche criptiche e di difficile comprensione. L'acrobata di cui si parla è, forse, la rappresentazione di ognuno di noi, intento a camminare sull'esile filo della vita, il bambino che non vedrà mai la causa dell’uomo; ci si pone il problema delle domande eterne, con una lettura quasi cristiana dell'argomento: so che per te è difficile sapere le ragioni del perchè, e so che capirai di più quando sarà il tuo turno di morire. Non credere che la vita che hai sarà solo una, devi lasciare riposare il corpo per poter far vivere l'anima. Il messaggio finale é certamente virtuoso: l'amore é vita, l'odio é morte vivente; tratta la vita per quello che vale e vivi per ogni respiro. Superata la tradizionale strumentale dai toni struggenti ed arpeggiati si giunge allo sfrenato heavy rock di Sabbra Cadabra, nel quale si parla della felicità dovuta all'incontro con una ragazza, che mi ama e mi fa sentire bene: sono così felice da quando ho incontrato quella ragazza! Quando facciamo l’amore è qualcosa fuori da questo mondo, mi sento bene a sapere che è tutta mia, amerò quella donna fino alla fine dei giorni. Il protagonista ripete non voglio lasciarti più nel corso di una più malinconica e intimistica parte centrale affidata alle atmosfere dei sintetizzatori, poi il pezzo va a concludersi alternando riff di tastiera ed altri più duri di chitarra. Gran ritmo e melodia arricchisce Killing Yourself To Live, una sorta di denuncia allo stato di prigionia in cui siamo confinati. Infatti, secondo i quattro inglesi, noi siamo abituati ad accettare la realtà come pura routine, senza porci il problema che essa potrebbe essere molto più soddisfacente e profonda se fossimo capaci di uscire dagli schemi: Dai la vita per il lavoro e cosa ti danno in cambio? Ti stai solo ammazzando per vivere! Guardati intorno e cosa vedi? Paura, sofferenza e miseria. Non è il modo in cui è stato concepito il mondo, é una colpa che non capisci. Si inneggia anche allo sballo (fumala, sballati!) e si sottolinea come questo stile di pensiero e di vita possa apparire strano agli occhi delle eprsone normali. Anche questo pezzo é articolato e sfuma in sezioni dal riffato e dalle dinamiche differenti, sempre tenendosi più vicino all'hardrock che all'heavy metal delle origini. Nella decadente Who Are You lo strumento predominante é la tastiera: uno shock per i fans tradizionali, oltre che un testo troppo ermetico, in cui il protagonista é una sorta di fratello maggiore che ci da la fiducia, e quando ha giocato abbastanza butta le nostre anime nella polvere; Ozzy scongiura questo individuo (Per favore, ti prego, dimmi, dannazione, chi sei?) ma sul significato del brano restano parecchie ombre. Il mood spensierato e quasi allegrotto di Looking For Today racconta di un individuo abituato a vivere alla giornata: così facendo non si accorge del tempo che dissipa (tutto il domani diviene ieri), non ricorda quando é stata l'ultima volta che hai pianto e si ritrova spesso dalle stelle alle stalle; probabilmente, il testo vuole spiegare che gli sfizi glamour e le ricchezze effimere, materiali, tendono a svanire presto, velocemente, lasciando cadere mestamente chi si era preoccupato solo di sogni superficiali. Spiral Architect rispolvera la vecchia poesia lirica, attraverso melodie oniriche e decadenti di fatturato fortemente malinconico: stregoni della pazzia mi vendono il loro tempo, il Figlio di Dio siede nel sole dando la pace della mente, seduzione fittizia in un cielo di neve nera; la tristezza uccide il superuomo, anche il padre piange. Di tutte le cose, io valgo più di quasi tutte: guardo dentro me stesso, vedo il mio mondo e so che buono. Sembra che i ragazzi di Birmingham vogliano puntare il dito contro la tendenza a credere che le credenze religiose e le teorie date per vere dagli uomini bastino a garantire la serenità ed una vita 'per bene'; in seguito, si tratta anche il tema del materialismo dilagante in una società che vede il proprio tempo correre e bruciare a grande velocità, morendo sotto le regole dettate dalla tecnologia che ammucchia le masse, stereotipandole e piegandole a proprio piacimento: secolo superstizioso, il tempo non va lento, separando la sanità, guardando i bambini crescere, imprenditore sincronizzato in cieli a spirale, navi d’argento su oceani plasmatici travestiti, scrutanti occhi di celluloide dicono come dovrai vivere, motori metaforici ripetono'dai, dai, dai'! L’amore mi mostra il cammino, architetto della città a spirale, io costruisco, tu paghi. Nonostante l'accrescersi della fama e il dilagare degli eccessi anche in seno alla band, dunque, i Black Sabbath non avevano affatto smesso di dispensare perle di saggezza e testi dal contenuto profondissimo: attimi di grandeur sarebbero ancora toccati, alla corazzata di Birmingham, ma il nucleo pulsante della leggenda sta proprio lì, in quei primi cinque dischi dal sapore indimenticabile.



iommi
Domenica 21 Aprile 2013, 17.52.00
6
Articolo apprezzatissimo. Aspetto con ansia i testi del periodo Dio.
-Cobray
Lunedì 2 Luglio 2012, 13.49.03
5
Articolo fantastico!
the Thrasher
Mercoledì 13 Giugno 2012, 20.58.01
4
grazie per i complimenti Billo!
Matocc
Mercoledì 13 Giugno 2012, 19.22.55
3
i migliori... lo sono sempre stati e sempre lo saranno. mentre la maggior parte dei gruppi pop che andavano di moda all'epoca cantavano di storielle d'amore estive loro scrivevano dei testi di questo calibro: erano 1000 anni avanti!
BILLOROCK fci.
Mercoledì 13 Giugno 2012, 16.24.03
2
Grande Rino articolono della madonna, mi piace il persorso musicale e artistico che stai intrprendendo negli ultimi articolim da te redatti !! Confermo, agli inizi i sabbath erano decisamente più esoterici e stralunati, difatti una delle mie canzoni preferite è FAIRIES WEAR BOOTS, una canzone allucinogena allo stato puro... alllright now.... oh yeah
-Cobray
Mercoledì 13 Giugno 2012, 6.11.39
1
Ottimo articolo! La "ragazza" descritta in Sabbra Cadabra è la cara e vecchi Maria ehehe
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