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SADIST - Società Metalliche
22/06/2012 (2507 letture)
Un nome che ha fatto la storia del metal in Italia: Sadist. Abbiamo discusso con il frontman della band Trevor del passato, presente e futuro della band, sfruttando l'occasione dataci dallo spettacolo che a breve il gruppo terrà al Sun Valley Metalfest: buona lettura!

Khaine: Ciao Trevor, benvenuto su Metallized.it e grazie della tua disponibilità!
Trevor: Ciao Nicola, ciao a tutti, intanto grazie a te ed a Metallized per lo spazio concesso. Come spesso dico è anche grazie a tutti gli addetti ai lavori se noi coltiviamo ancora questo sogno bellissimo chiamato Metal!

Khaine: Iniziamo l’intervista in modo “morbido”: i Sadist sono una realtà consolidata del metal Italiano da parecchi anni, più di venti ormai. Tu sei dentro da metà anni 90, com’è cambiata la band nel corso di questi decenni?
Trevor: Siamo ormai dei “vecchietti”. Sono passati tanti anni, ma la voglia e la determinazione sono quelle dei vecchi tempi, la passione gioca brutti scherzi. Sostanzialmente credo che la differenza vera è che fino a qualche anno fa Sadist era per tutti noi sicuramente qualcosa in cui credevamo, ma è solo negli ultimi anni che è diventata la nostra priorità, e onestamente i dati di fatto alla mano confermano quanto detto. Dal giorno della reunion ad oggi abbiamo ottenuto traguardi che solo poco prima erano letteralmente insperati. Sadist come Nadir Music sono società, che comportano costi e grossi sacrifici sia economici che non, ed è anche per questo motivo se oggi non possiamo più permetterci di giocare con la musica. Stilisticamente parlando credo che non ci sono stati grossi cambiamenti, Sadist è una techno death metal band, tuttavia sempre alla ricerca di sperimentazioni e nuovi stimoli, così dal primo album ad oggi.

Khaine: Una band come la vostra si trova ancora regolarmente a suonare in sala prove? L’approccio al songwriting è lo stesso di 15 anni fa?
Trevor: Nessuno di noi vive la nostra musica passivamente, siamo quattro teste pensanti, desiderose di apportare nuova linfa alla band. Abbiamo poi la fortuna di poterci avvalere dei nuovissimi Nadir Studios per le prove, questo per quel che riguarda sia i giorni di prova prima dei concerti che per la stesura dei brani, dove ad ogni nuova idea ci vediamo, e proviamo a definire ed arrangiare la struttura di una canzone. Possiamo dire che il modus operandi è sempre lo stesso, anche se crescendo siamo tutti più impegnati e dobbiamo rapportarci di conseguenza.

Khaine: Tra il 2000 ed il 2005, nella storia dei Sadist c’è il vuoto: cosa vi ha spinto a ritornare on the road?
Trevor: Prendere una pausa riflessiva fu doloroso, ma proprio per il rapporto umano che c’è sempre stato tra di noi, che va ben oltre quello strettamente musicale, ci premeva fermarci per un periodo di tempo, cercando di schiarirci le idee e decidere su “cosa voler fare da grandi”. Andare avanti ad oltranza sarebbe stato controproducente e forse poco intelligente. La sosta è stata molto importante, abbiamo capito veramente quello che volevamo, era scontato che ad ognuno di noi Sadist mancava, e non poco, ma abbiamo preferito aspettare fino a quando non eravamo veramente pronti. Sicuramente gli attestati di stima da parte di amici e fans della band hanno contribuito a prendere la decisione. Ricordo ancora e con estremo piacere il primo concerto dopo la reunion, all’Evolution Fest nel 2006, fu qualcosa di unico e straordinario, la gente fu impagabile, che emozione, non smetterò mai di ringraziarla.

Khaine: La vostra storia è molto articolata: avete cambiato parecchie case discografiche (Nosferatu Records, Rising Sun Records, Displeased Records), avete suonato in tutt’Europa, anche in apertura a mostri sacri quali i Carcass e, recentissimamente, Megadeth, Slayer e Suffocation. Quali sono i momenti che ricordi con maggior piacere?
Trevor: Realizzare un album comporta grossi sacrifici ed è doveroso volere il meglio per il disco stesso, ovviamente ad ogni master fatto e finito ti guardi intorno e cerchi di accasarti con la label che è disposta a garantirti qualcosa di importante. Forse è questa la vera ragione dei tanti cambiamenti. Sui concerti, credo che siamo stati lungimiranti puntando da sempre a promuovere la nostra musica sia nel nostro Paese che nel resto del mondo, questo ha permesso a Sadist di potersi esprimere con continuità anche fuori dai confini. Suonare al fianco di band quali Iron Maiden, Motorhead, Ozzy, Slayer, Megadeth ecc, è sinonimo di grande soddisfazione, sono mostri sacri del genere, fanno parte della storia di ogni metal kid. Ogni concerto regala nuove emozioni, belle e brutte esse siano, sono molti i momenti che ricordo con gioia, anche se fu singolare il concerto del 2007, con Iron e Motorhead, ma la cosa più divertente fu proprio che la location scelta fu lo Stadio Olimpico di Roma, una cosa davvero inusuale, quantomeno per il nostro genere, così come nel cuore porto il concerto al Wacken Open Air del 1998, Sadist fu la prima band italiana a partecipare all’importante Metal meeting, inutile cercare di raccontare la nostra emozione.

Khaine: Riallacciandomi a quanto appena detto: in occasione della vostra partecipazione ai concerti di Megadeth e Slayer, qualcuno in internet ha ironizzato sulla presenza costante vostra e dei Labyrinth (i quali hanno anche preso parte allo show degli Iron Maiden ed a quello di Ozzy Osbourne), lamentandosi del fatto che “son sempre i soliti” ad aprire per questi grossi nomi. Ti va di replicare?
Trevor: Non voglio assolutamente replicare, ci mancherebbe, ognuno è libero di esprimere le proprie sensazioni, anche se ci tengo a sottolineare che per raggiungere tali obiettivi abbiamo impiegato davvero molti anni. E’ questo quello che forse i ragazzi più giovani tendono a dimenticare; poco male, anche il voler bruciare le tappe fa parte del mondo di oggi, che fagocita tutto e tutti. Infine, Sadist da anni ha un contratto di booking e in esclusiva con la Live Nation, gli eventi che hai indicato erano targati Live appunto, e ovviamente dove l’agenzia può è giusto e doveroso puntare sui propri cavalli, sarebbe stupido non farlo, funziona così in ogni parte del mondo e in ogni settore.

Khaine: Cambiando discorso, approfitto della tua esperienza da professionista della musica per chiederti un piccolo consiglio. Immagina che una band debba scegliere il giusto studio di registrazione, quali sono le variabili da tenere in considerazione per ottenere il massimo risultato?
Trevor: Principalmente il rapporto umano, prima ancora di quello professionale. Lavorare ad un disco vuol dire trascorrere diverso tempo con tecnici e fonici, è d’obbligo collaborare con persone che ti mettono a proprio agio, che con pazienza e capacità contribuiscano al miglior risultato. E poi, come sempre, ci vuole passione, sia da una parte che dall’altra, affidatevi a persone che vivono di questo mondo. Per tutto il resto certamente una buona attrezzatura fa sì che il lavoro sia perfezionato anche se fortunatamente la mano del musicista è quello che fa la differenza. Il consiglio che posso dare è quello di entrare in studio di registrazione il più preparati possibile, per due ovvie ragioni, la prima per un discorso di risultato finale e professionale, la seconda di natura meramente economica, più siete preparati meno tempo trascorrerete in studio, e di conseguenza ci sarà anche un risparmio di soldi.

Khaine: A parte i Nadir Music Studio (che tu rappresenti), a beneficio dei lettori/musicisti mi fai qualche nome di studio discografico serio in giro per l’Italia? Senza nulla togliere a coloro che, per esigenze di spazio, saranno tagliati fuori…
Trevor: Attraverso Nadir Music/Buil2Kill Records ci occupiamo di svariati servizi, dallo studio di registrazione al mixing e mastering, da stampa e distribuzione a promozione/ufficio stampa, insomma senza nessun tipo di presunzione cerchiamo di ricoprire tutti quei ruoli, utili al miglioramento del progetto/band. Detto questo, nel nostro Paese abbiamo diverse strutture che lavorano molto bene, studi professionali, quali i Massive Arts di Milano o gli Authoma Studios dell’amico Federico Pennazzato.

Khaine: A giorni parteciperete al Sun Valley In Metal: che tipo di show avete in mente di fare?
Trevor: Sicuramente uno show energico, come da nostra consuetudine. Cercheremo di fare del nostro meglio, sia per gli organizzatori del Sun Valley che per il pubblico. Dovrà essere una giornata di festa, per tutti, con tanto Metal e ottima birra, che non guasta mai.

Khaine: Il Sun Valley In Metal porterà sullo stesso palco molte importanti realtà del metal italiano: in ordine sparso ci saranno i Sadist ma anche i White Skull, i FolkStone, gli Skanners, gli Extrema, i Necrodeath, i Cadaveria ed alcuni nomi più piccoli, ma assolutamente degni di menzione (penso agli Scarecrown o ai Delirium X Tremens, o ancora ai Game Over o ai Riul Doamnei). E’ molto raro che, in Italia, venga posto l’acccento sulle band italiane, come in questo caso: ti va di esprimere una valutazione in tal senso?
Trevor: Intanto ci tengo a fare i miei più sinceri complimenti alla direzione artistica del festival, puntare unicamente su band di casa nostra è una scelta coraggiosa, questo dev’essere motivo di orgoglio per tutta l’Organizzazione, del resto come spesso emerge abbiamo ottime band nel nostro Paese e sarebbe poco producente puntare sempre sull’estero; è vero, siamo esterofili, ma da qualche parte bisogna pur partire. Da parte mia sarà un piacere riabbracciare gli amici Extrema, Skanners, Necrodeath, ecc... a dimostrazione di ciò mi fermerò a Gallio anche il giorno dopo, in modo da poter seguire tutti i concerti e, perchè no, in mattinata mi farebbe piacere fare due passi nei boschi dell’Altopiano, sono un inguaribile fungaiolo. Un inciso sulle altre band, conosco molto bene i Riul Doamnei ed i DELIRIUM X TREMENS, sono ottime band, così come per le altre citate, come sempre la qualità è dietro l’angolo.

Khaine: Quali sono i vostri programmi per il futuro? State programmando tour o un nuovo album?
Trevor: A dire il vero era nostra intenzione dedicare maggior tempo al nuovo album, nonostante tutto le offerte fortunatamente non mancano e per l’estate abbiamo già confermato una decina di open air, mentre a fine di settembre è in via di conferma un nuovo tour europeo, saranno circa trenta date nell’Europa dell’Est e in Asia. Ovviamente avremo anche tempo di pensare al prossimo disco, anzi a dirla tutta ci stiamo già pensando, senza fretta, la nuova release merita tempo e mente libera.

Khaine: Bene Trevor, grazie della tua disponibilità per quest’intervista, ti saluto e ti do appuntamento al Sun Valley. Se ti va di lasciare un messaggio per i nostri lettori, sei libero di farlo ora!
Trevor: Ancora una volta grazie a te, allo staff di Metallized ed a tutti i lettori. Non mi resta che darvi appuntamento al Sun Valley, il 29 Giugno, mi raccomando non mancate, dobbiamo aiutare e supportare le persone che con dedizione e passione portano avanti il verbo del metal anche in sede live nel nostro Paese, ci vediamo presto e, come sempre...

IN ALTO IL NOSTRO SALUTO,
Trevor!



AL
Venerdì 22 Giugno 2012, 15.14.04
4
ottima intervista a una band grandissima!!!
MetalFlaz
Venerdì 22 Giugno 2012, 14.43.51
3
grandissima persona dalla grandissima passione per il metallo! e che band, i Sadist!
Er Trucido
Venerdì 22 Giugno 2012, 11.51.21
2
Zena rules! Ragazzi sembra strano a dirsi, ma pare che Trevor giocasse a calcio con un mio collega ehehehe
DIMMONIU73
Venerdì 22 Giugno 2012, 11.47.16
1
Trevor, se non ci fossi bisognerebbe inventarti, sei un grande!!! E grazie a Khaine per la bella intervista!
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